Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

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Gossip: Coppia Scoppia in diretta su Sogni Digitali

Post n°8029 pubblicato il 17 Agosto 2017 da sagredo58
 

Per celebrare 8.000 post me ne concedo uno di gossip!

Peraltro educativo delle dinamiche perverse del virtuale.

 

 

Di coppie nel Virtuale se ne creano, questa è la prima di cui ho evidente la distruzione avvenuta in diretta sul mio blog, direi con un effetto al rallenty marcato dalla sovrapposizione dei botta e risposta ostentati pubblicamente sotto forma di commenti.

L'esibizionismo di entrambi i protagonisti è evidente, il loro tenere al pubblico attonito che li legge, arriva perfino allo scontro pubblico, incredibilmente lasciandone evidenti tracce sotto forma di commenti, sotto ad un post che non c'entra nulla con i protagonisti.

Del resto, se in rete ci metti perfino le scopate con la tua compagna, perché sottrarsi agli scazzi?

 

LEI

Non ho messo in lista nera nessuno, perciò, caro LUI, non diffondere notizie false per creare discredito.

Ho chiuso i commenti perché non ero presente, per TUTTI, non solo per chi vive di malafede.

Perché, da non fetente, caro LUI, non vieni a dire le cose in chiaro dove sai che leggo, invece di seminare discredito sui blog altrui?

Se c'è qualcuno che ha fame di gloria webbica e visibilità sei proprio tu.

Dubito tu abbia segato il tuo vecchio blog a causa mia.

Ti ho chiesto più volte di chiudere o eliminare il nostro blog condotto in comune, non hai mai voluto.

E' a te che manca il consenso virtuale.

Poiché mal digerivi le "regole" di rispetto vigenti sul blog condiviso, ti ho fornito un vecchio blog di un amico che lo ha abbandonato (ebbene sì, il nuovo blog gliel'ho regalato io, tanto per fare chiarezza sulle mie ipotetiche gelosie da blog) e ci scrivi quello che ti pare con chi ti pare, scalando le classifiche che ti pare a cui tieni molto.

Quello che sta sempre sui blog sei tu, risulta a tutti.

Quanto a mettere i cazzi tuoi (e miei) in piazza, ci hai pensato tu.

Io ho scritto semplicemente un post generico nel suo contenuto e se ti sei sentito chiamato in causa avrai i tuoi motivi e la coda di paglia.

Che siamo in lite è evidente, a questo punto.

Quali siano i motivi mi auguro tu non li palesi, perché sono e restano molto personali ma, nel caso tu decida di mettere in piazza i tuoi motivi, stai certo che lo farò con i miei perché, a questo punto, avrò la certezza di quanto tu sia esibizionista e ciarlatano e non avrò più nulla da perdere e tutto da guadagnare.

 

LUI

Mi spiace per te cara LEI ma non sei più credibile e sta uscendo la tua vera natura, io sono un broccolo e non cambio mai, sia nel virtuale che nel reale, lo sai benissimo che avevo eliminato il blog solo per avere il tuo numero di telefono (ho ancora le mail).

Tu sei scimmiata per quel blog e non lo affonderesti mai, io sono in grado di stare mesi senza collegarmi e l'ho fatto, tu non resisti una settimana, rileggi il tuo post di una settimana fa, avevi da fare e poi dovevi andare in vacanza, tre giorni dopo eri già sul blog.

Le discussioni sul mio nuovo blog sono nate perché tu hai cominciato a dire: non invitare questo, non invitare quello, invece io l'ho aperto a tutti.

Tu alle persone puoi raccontare quello che ti pare ma io e te lo sappiamo molto bene, tu hai fatto decine di post per discussioni reali nostre per avere il consenso dal tuo popolino.

Si chiamano post trasversali ed è e rimane un sistema da mafiosi.

Mi sono limitato a copiare i commenti, poi a cancellarli dal blog, per questo sono anche stato redarguito da LEI, come se volessi spalleggiare LUI. Pensavo solo di fare un favore ad entrambi evitandogli la pubblica ostensione.

Oggi a distanza di tempo li riuso, ho eliminato i nomi dei protagonisti e dei blog citati, tutto il resto è tragicamente reale, con un'aggravante, non si parla di ragazzini ma per tutti e due i contendenti di età over 50.

L'epilogo intuibile è confermato dalla chiusura dei blog e dalla sparizione di entrambi i Nick.

Ricordare tutto ciò dovrebbe insegnare che per lasciarsi conviene vedersi dal vivo e non sfancularsi sui blog.

 

 

 
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Ci sono opere d'arte che ...

Post n°8028 pubblicato il 17 Agosto 2017 da sagredo58
 

Ci sono opere d'arte che ...

Più che ributtanti, trovo inutili,
perché insignificanti,
nel senso più letterale del termine:
non esprimono significato.
Quella qui sotto incredibilmente si chiama:
Allestimento con carriola e scaletta in legno, del 2007.
Se l'opera in se è solo inutile,
chi la realizza come sarà?
Un vero mistero!

 
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La Fleur – Sagredo, mail invita al Regista

Post n°8027 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Una prima premessa è utile, non ci conosciamo, anche se ho avuto il piacere di stringerle la mano alla fine dell'ultima replica del suo spettacolo La Fleur - Il fiore proibito, lo scorso 23 luglio.

Una seconda è necessaria, non sono un critico teatrale, non sono un'esperto di teatro, ne uno storico del teatro, sono solo uno spettatore, ed ho avuto il privilegio, sempre su suggerimento di Roberta, l'amica di Silvia, di poter assistere in extremis al suo spettacolo.

Ho chiesto la sua mail solo per poterla ringraziare (giuro che non vendo nulla e nulla chiedo), e, tramite Lei, tutte le tante persone che allo spettacolo collaborano, di avermi fatto provare qualcosa di nuovo, per poterle inviare una sorta di mio commento entusiasta.

 

Dal giorno dopo lo spettacolo ad oggi:

  • ho letto tutto quello che già si è scritto sullo spettacolo;
  • mi sono confrontato con altre due persone che lo hanno esperito (termine che preferisco usare rispetto a visto, in considerazione dell'esperienza immersa), la già citata Roberta e la mia compagna che lo ha visto con me;
  • poi ho riflettuto sul mio agito, o meglio sul rapporto tra pensato ed agito, sviluppatosi durante lo spettacolo.

Per capire e conoscere, ragionare e memorizzare, solitamente scrivo, esercizio che viene utile anche a trasferire il capito/conosciuto, ho finito oggi, poco fa.

 

Da questa scrittura sono usciti fuori una sorta di appunti sull'immersione esperita:

  • qualcosa di compilativo, nella parti in cui si parla di Teatro Immersivo e Spettatore Liberato, Teatro Ipertestuale e Spettatore Attenzionato, o si presenta lo spettacolo ed il suo regista;
  • un piccolo spunto interpretativo, che omaggia la mia passione per la fisica, quando si parla di Teatro dello Spazio-Tempo Relativistico;
  • un parte soggettiva ed emozionale, in cui Boris e Natascha si raccontano (io e la mia compagna siamo stati spettatori Premium), confessano le loro debolezze, cercando di restituire spudoratamente e senza reticenze il loro feedback più vero da spettatore;
  • il giudizio finale, non è di Boris, è di Sagredo, quello che di teatro non sa nulla e firma questa mail, dichiara che tuti gli appunti vanno interpretati come commento entusiasta e spiega perché Sagredo si è divertito.

 

Di questi appunti faccia quello che crede, li condivida, li riusi, oppure li cestini (senza dirmelo così il morale non s'abbatte), io li utilizzerò per diffondere la conoscenza del suo lavoro teatrale.

Sono per una Cultura dello Slash, così chiamo una cultura dialettica, dell'unione e della contrapposizione, tra avventura nel moderno e/o rivoluzione sociale, l'amletica scelta tra congiuntiva e disgiuntiva non può che ricadere sullo slash che simboleggia il confronto e/o l'integrazione delle diversità.

 

Cordiali saluti da Boris e Natascha

 

 
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La Fleur - Sagredo, Giudizio

Post n°8026 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Mi piace pensare che questo tipo di spettacolo possa essere visto più volte, che ogni volta:

  • possa essere un nuovo spettacolo, diverso dal primo;
  • se ne possano cogliere aspetti diversi;
  • possa comportarmi diversamente, come "bravo spettatore",per godere di piaceri diretti ed indiretti diversi.

 

Questa potenzialità multi-storia del Teatro Immersivo m'incuriosisce molto:

  • avrei voluto rivedere Le Fleur, almeno un'altra volta, purtroppo non ce ne è stata occasione,
  • l'ho visto l'ultimo giorno in cui andava in scena.

 

Ho trovato gli attori bravi:

  • soprattutto credibili nel loro ruolo,
  • capaci di una recitazione spontanea,
  • abili ad evitare i possibili disguidi dovuti al pubblico tumultuoso invadente e disturbante, come anche Sagredo ha pensato d'essere, più che riuscire ad essere.

 

Segno che lo spettacolo era ben progettato, congegnato, governato:

  • da autori e regista prima d'andare in scena,
  • dagli attori bravi anche nelle improvvisazioni estemporanee necessarie.

Non ho trovato la storia particolarmente originale:

  • cosa che ha avuto il pregio di renderla più facilmente deducibile;
  • che non ha inficiato la qualità dello spettacolo, anche perché l'interesse per la storia è stato in parte distolto dall'interesse verso l'"immersione".

 

Venendo a quello di cui ho sofferto, le mie critiche si limitano alla logistica:

  • Nei momenti clou, più significativi, gli spazi stretti e la folla degli spettatori ostacolavano la vista, fortuna che svetto, sulle teste della maggioranza; il finale soprattutto, quello davanti alla reception, andrebbe svolto in un locale più ampio, l'ho perso del tutto, pur avendolo intuito mentre ero sulla terrazza e tentavo inutilmente di scendere le scalette congestionate di folla.
  • L'equilibrio tra spazio disponibile e numero di spettatori non m'è sembrato ottimale; onestamente mi è ignoto, non riesco nemmeno ad immaginare quanti fossero gli spettatori, e ovviamente comprendo che si riflette anche sul costo dello spettacolo; però l'effetto trascinamento, quello per cui ci si precipita come folla in un unico punto, sì è fatto sentire, mi ha intralciato i movimenti a tratti, costringendomi a derogare da quello che avevo deciso di seguire.
  • La musica ad alto volume mi ha impedito o reso difficile capire le richieste via radio, dei poliziotti che avrei dovuto assistere, in altri casi non mi ha permesso di ascoltare le conversazioni degli attori.
  • La maschera appoggiata sopra gli occhiali è una vera tortura per i miopi, siamo sicuri che serve veramente? Che non sia sostituibile da un altro marcatore che distingua dall'attore?
  • Il caldo s'è fatto sentire, nonostante l'aria condizionata, dalla metà dello spettacolo in poi; soprattutto in considerazione dell'alta concentrazione di persone negli ambienti più piccoli e della maschera sul volto, tanto da costringermi ad usare la terrazza, invece che la discoteca per prendere una boccata d'aria.

 

Le potenzialità del Teatro Immersivo m'hanno entusiasmato, immagino sia ancora un terreno largamente inesplorato, quanto scritto vuole essere non una critica ma un commento entusiasta, spero si sia ben capito, ad un'esperienza originale che spero vivamente di rifare.

Bravi autori, regista ed attori, almeno quelli che mi sono capitati nella serata da me scelta, mi piacerebbe saperne i nomi, in relazione ai personaggi interpretati, ma purtroppo ne trovo solo un elenco cumulativo nelle locandine dello spettacolo.

Bravi a tutti dunque!

 

 

 
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La Fleur – Gnappetta, Collaboratrice Efficiente

Post n°8025 pubblicato il 16 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

La voce dell'ispettrice mi arriva gracchiante nelle orecchie, che sta facendo l'ispettore maschiolone?

Seguilo, e dimmi che fa, sta nella roulotte nel cortile, quella di cui chiedevano informazioni dalla macchina quando è iniziata sta serata pazzesca.

C'è la maitresse, lui vorrebbe farsi una bella trombata, la placca, la blocca, ma lei resiste, anzi ha il controllo, lo sta accusando di comportamenti scorretti, lui dice che stanno nella stessa barca, provo a fotografare, il buio è fitto e non mi sembra il caso di usare il flash quindi metto via il cellulare, tanto non si vedrebbe niente, lui lavora per la famiglia, e aspetta sto carico di droga, sempre è tutto lì lì per compiersi,  ma non succede mai.

 

Torno su e riferisco all'ispettrice, ora ha la prova che il suo collega fa il doppio gioco, mi ritrovo nel corridoio c'è movimento non capisco che succede c'è ancora l'avvocato e la valigetta, sta scena l'ho già vista, cerco la spacciatrice, lei potrebbe sapere delle trattative e dell'arrivo della pillola blu, arrivo al boudoir e c'è Rocco con sua moglie che discutono, lei vuole che lui diventi il nuovo boss della famiglia, vorrebbe che lui fosse scaltro e opportunista, che dominasse su fratello e genitore.

Diciamo un classico nel suo genere, deve aver letto Lady Machbeth ...

 

Credo sia meglio segua le scene o perdo il filo, il padre ha paura della faida tra i suoi figli, Rocco è sobillato dalla moglie assatanata di potere, Augustine l'ho vista poco, l'avvocato vuole proteggerla, sta per succedere qualcosa ... andiamo in terrazza, lì l'avvocato contatta l'ispettrice, le offre la spiata che le serve per incastrare tutto il clan, ma vuole l'impunità e un bel po' di soldi, pare che l'affare si faccia, l'avvocato esce di scena, lo seguiamo quasi tutti, ma c'è un bel po' di gente, resto indietro, quando riesco a scendere tutto è già successo ...

 

Non è come nei film, non c'è solo un filo da seguire, ce ne sono tanti, da formare un tessuto intrecciato, il tessuto di una storia sanguigna e viscerale, dove ognuno potrà perdersi dietro qualcosa, spinto e/o attratto dal proprio punto debole, il lato umano di ognuno di noi.

 
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La Fleur – Gnappetta, Piacere Diretto

Post n°8024 pubblicato il 15 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Ci raggiunge l'ispettrice e si scopre che anche lei ha il suo dolore personale da vendicare.

Pezzi di vita, raccontati con rabbia, per caso.

L'ispettrice la convince ad infiltrarsi nella famiglia, deve prostituirsi, lei cerca di evitare, ma è indispensabile. 

Mi chiedono di seguire la scena nel bordello, fare foto ... Si, vai a spiegarglielo che senza occhiali non riesco a mettere a fuoco niente, e sulla maschera non posso portarli.

Vabbè mi arrangio.

 

Mi arriva vaga la sensazione di essere un po' grandina per questi giochi, ma la caccio subito, che vita sarebbe senza giocare a far finta di essere "altro", e in virtù di questo avere l'opportunità di vivere l'"altro"? ops ...

Mi sono guardata da fuori, tranquilli smetto subito e rientro nella parte!

 

La maitresse è un vero schianto, le sue occhiaie sono buchi neri, dipinti lì per lì, il simbolo della professione, le occhiaie delle notti insonni passate a fare il sesso più sfrenato, descrive con compiacimento i maschi e le loro brame, piccola e scattante, magra e sinuosa, come la lonza di dante , ha il ruolo più indecente ed essenziale, istruisce la nuova arrivata con complicità e prepotenza, la spoglia e la riveste, le dipinge le occhiaie ...

Che c'è da scoprire?

 

Non mi sembra siano rivelati segreti, così come nella sala da gioco, non conosco il gioco che fanno, ci casca un uomo che vince una mano e perde subito la successiva.

Non ci sono chance, ragazzi, il gioco d'azzardo è tristemente famoso, fate come me, il massimo del rischio  è un euro a partita a backgammon, e a canasta l'orgoglio. Perdo ogni volta. E mai rinuncio.

Sarà lo stesso demone? Bè il mio almeno costa poco!

 

La mia fame non è né la droga, né il sesso (bè qualche volta...), né il gioco d'azzardo.

La mia fame è arrivare a svelare la verità, a possedere la verità.

Credete sia innocua? Vi assicuro di no...

 
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La Fleur – Gnappetta, Immersa vicino agli attori, Visibile

Post n°8023 pubblicato il 15 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Eccola Lara, la contatto, le chiedo la pasticca blu, me ne offre una verdolina, io le dico che voglio davvero quella blu, lei mi sorride complice e mi dice che dovrebbe arrivare, mi sento soddisfatta.

Mi giro per andar via, e mi chiede che cos'ho all'orecchio ... cazzo!

 

E si, sono di una comitiva di ipoudenti ...

Bè se me lo tolgo non sento più niente, posso solo leggere le labbra ... mi chiamo Natasha, si come la Kinski!

Sorrisone e occhiolino, uffff me la sono cavata!

 

Improvvisamente mi contatta l'ispettore maschiolone con la giacca di pelle anche a 40 gradi: vai nel bordello , sotto un mucchio di vestiti c'è una pennetta usb con info importanti consegnala al barista!

Fidati è uno dei nostri.

Il buodoir è vuoto, smanetto tra mutande e busti e trovo la pennetta, la porto al barista e con noncuranza gliela consegno e lui mi racconta la storia di Augustine, direttrice del locale dove  ci troviamo, è guarda caso anche la moglie dell'avvocato ...

Forse era qualcun altro prima di essere Augustine, un'altra identità, forse un spia ... brivido!

Devo cercare le prove di quest'altra identità, mi consiglia di guardare nell'ufficio del marito.

 

Ma porca Eva, a forza di stare dietro alle loro richieste non riesco a seguire la storia che si svolge accanto a me, intorno a me ... stanno litigando nel corridoio, l'avvocato passa con una valigetta e la porta nel suo ufficio.

Entro e c'è un tizio, mi chiede un parere sul locale, sono vaga, non mi interessa quello che dice, io cerco documenti!

Ma penso che proprio non possiamo fare  a meno di parlare, eh?!

Eyes wide shut non ci ha insegnato niente?

 

Trovati i documenti, ma ho guardato anche nella valigetta.

È piena di soldi ... torno dal barista ma mi arriva un altro incarico.

Ok seguo sta tizia, com'è che si chiama? La approccio, la seguo in terrazza, mi racconta che è figlia di uno che hanno ammazzato quelli della famiglia, e lei ora vuole incastrarli per vendicarsi.

 

 
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La Fleur – Gnappetta, Immersa vicino agli attori, Trasparente

Post n°8022 pubblicato il 15 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Inizio a seguire gente a caso, non capisco che succede, sbircio nelle stanze, soprattutto quando sono vuote. Le ispeziono, cercando tracce di soldi e/o di droga.

La prova schiacciante del coinvolgimento della famiglia nel traffico.

C'è il locale bar: musica, divanetti, tavolini. È un po' terra di nessuno, dove possiamo anche abbassare la maschera, poi c'è la stanza del figlio avvocato, (tutte le famiglie di stampo mafioso dovrebbero averne uno) la stanza del boss capo famiglia, la stanza del braccio destro del clan, la sala da gioco.

Sull'altro lato del grande corridoio c'è il boudoir e una specie di stanza per relax e ricavata da un separé la stanza delle droghe.

 

Il corridoio da luogo di transito diventa spesso palcoscenico, la scena a volte capita dove non te la aspetti, ma intanto arriva la prima indicazione: mi devo nascondere dietro una tenda che copre uno spogliatoio, non devo farmi vedere, e spiare il boss, ha un incontro con qualcuno.

Devo stare attenta a cogliere il nocciolo del dialogo. Ho paura che mi vedano, che dirò se dovessero beccarmi?  Che ero un po' stanca e ho trovato da sedermi ... 

 

Il boss ha fatto un sogno, c'era suo fratello nel sogno e lui gli rompeva un braccio, confida al suo interlocutore che teme sia un sogno premonitore, pensa ai suoi figli e ha paura che siano alla vigilia di una faida familiare.

Ma non può dirlo a nessuno, nel suo lavoro non ci si può mostrare deboli, e la paura di perdere i suoi figli è una debolezza.

Appena resto sola esco dalla stanza, c'è una tizia che mi guarda sbalordita, le dico che ero un po' stanca e... bè il resto lo sapete!

Riferisco alla poliziotta dentro un locale che è più piccolo del mio armadio, vabbè è un duro lavoro, l'abbiamo già detto ... mi fa i complimenti, è un'informazione preziosa.

Ma mi manda subito a prendere contatti con Lara la spacciatrice.

 

 

 
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La Fleur – Gnappetta, Imprevedibile Incipit

Post n°8021 pubblicato il 14 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Sagredo mi accompagna in questa mezza follia, il Teatro Immersivo, che vorrà dire?

Secondo me ci faranno recitare, magari inscenare un manichino inanimato, un muto, un'oca giuliva ...

So fare quasi tutte queste cose, ma mi verrà da ridere, ne sono quasi certa, mi guarderò da fuori e riderò di me, come gli altri d'altronde ...

Con Sagredosi esorcizza la tensione dell'attesa, chiedendoci cosa ci aspettiamo, abbiamo entrambi il dubbio che non possiamo neanche immaginare, davvero, cosa ci aspetta.

 

Arriva una coppia, passo deciso, occhiali scuri, ma sei sicuro che siano loro?

A me sembrano normali... 

Ha ragione Sagredo, sono loro!

Non ci sono convenevoli, non ci sono tempi intermedi tra la vita vera e il gioco, così, magari per abituarsi.

 

È subito gioco:

  • ci portano in centrale per istruirci,
  • in macchina ci danno da leggere un giornale (davvero siamo in macchina con due sconosciuti?),
  • ci scaraventano dentro questa storia che puzza come il mio pannolino di ieri ... (vediamo chi riconosce la battuta...;) droga sesso gioco d'azzardo, il controllo della città è a portata di mano.

 

Ci sono tensioni per la conquista del potere nella stessa famiglia, tra fratelli, tra figli e padre, tra cognate ... il loro locale stasera è aperto a tutti, la famiglia aspetta un compratore, non sanno che aspetto ha, per questo i clienti del locale portano una maschera stasera, serve a non far riconoscere il contatto, sperano di confondere le manovre da compiere sotto gli occhi della polizia, sti maledetti sbirri sempre tra i piedi!

Ma ogni medaglia ha un rovescio.

 

Come sono anonimi i clienti e il compratore di droga, che si può abilmente celare tra loro, così saremo anonimi noi, saremo clienti qualsiasi e speciali allo stesso tempo, avremo accesso ad ogni luogo del locale, per spiare, seguire e intuire le mosse, per riferirle alla polizia e agire se possibile... ma attenzione!

Non fatevi scoprire, perché noi negheremo di conoscervi, non avrete protezione, se qualcuno nota l'auricolare con cui vi diamo le istruzioni...  bè, cavatevela da soli!

Porca paletta, lo sapevo che lavorare di questi tempi è difficile, ma questo è davvero uno sporco lavoro!

Mio dio sono una spia (chi fa la spia non è figlio di ...), e non sono neanche abile, non ricordo i mille nomi che mi dicono, i legami tra loro, le cose da tenere a mente, aspetta ispettrice che mi addestri, sei forte, sei dura, sei incorruttibile e tenace, ma vai troppo di corsa, non ti sto dietro!

Non mi ascolta, ha una fretta di concludere e infilarsi nel pieno dell'azione, io mi sono anche scordata il mio zainetto nella macchina della polizia... cominciamo bene!

 

Mi sembra che lei starà più dietro a me, lui starà più dietro Sagredo.

Ci dividono. Sembra che da soli, si sia meno inibiti,  più audaci. Io ci sto dentro non mi ricordo più che è un gioco. Io faccio sul serio.

 
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La Fleur – Sagredo, Frastornamento di un anziano spettatore

Post n°8020 pubblicato il 14 Agosto 2017 da sagredo58
 

 

Entrando nel Club, sin dall'inizio noto un anziano spettatore, lo valuto più grande di me che, già, mi rendo conto guardandomi intorno, alzo, non di poco, la media dell'età del pubblico.

Lo rivedo in discoteca da dove inizia l'esperienza immersiva, quando ancora entrambi dobbiamo mettere su la maschera.

 

M'appare frastornato, confabula accesamente con la donna che l'accompagna. Poi me ne disinteresso, sono preso dall'inizio della narrazione immersiva

Non lo incontro in nessuno degli ambienti del Club.

 

Lo rivedo solo al primo passaggio alla discoteca, quando mi tolgo la maschera un attimo, visto che mi fa sudare, così m'asciugo, oltre alla scomodità di tenerla poggiata sopra gli occhiali che così mi premono sul naso.

E' in quel momento che decido di tenerlo d'occhio: è seduto al bar della discoteca, solo, isolato nei propri pensieri.

 

Ogni tanto m'affaccio in discoteca: è quasi sempre lì', sempre seduto, sempre lo stesso tavolo, senza maschera, solo, ogni volta m'appare più innervosito, si guarda intorno, si guarda le mani.

Un paio di volte lo incrocio che passeggia, rasente il muro, nel corridoio, sembra senza meta, non entra in una delle stanze che su quel corridoio s'affacciano, nemmeno guarda dentro, peregrina dalla discoteca alla reception; dalla receprion alla discoteca in fondo al corridoio.

Se lo urtano si scosta arretrando, infastidito.

Continuo a tenerlo sott'occhio.

 

Ad un certo punto, nemmeno dopo un'ora che lo spettacolo è iniziato, si toglie la maschera, è in discoteca, si alza con la maschera in mano, tira su le spalle, impettito, finalmente a passi rapidi si dirige verso la reception, senza maschera, nel corridoio, per la prima volta a passo veloce.

Lo seguo incuriosito.

Alla reception chiede qualcosa che ha lasciato in deposito al guardaroba, getta la maschera sul bancone e veloce esce dal Club/"luogo teatro", dirigendosi all'esterno ...

Verso un mondo più comodo, meno esibito, dove non si deve per forza essere "attivi", interpreto io.

Non lo vedo più per il resto dello spettacolo, fino alla fine.

 

Ne traggo un'intima puerile soddisfazione, per essere, diversamente da lui, rimasto fino alla fine.

 

 
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