Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Piranesi – Delirio Grafico

Post n°7799 pubblicato il 22 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

L'esaltazione della bellezza tipica dei vedutisti molto attivi in quegli anni, sia a Venezia che a Roma, dell'eleganza, del gusto, trovano per certi versi l'opposto nel delirio grafico di Piranesi che m'intriga assai.

 

Il Delirio che s'istanzia nelle tavole delle Carceri d'Invenzione:

  • lavori in cui mette a frutto la sua profonda conoscenza delle tecniche scenografich;
  • immagini di architetture fantastiche che mostrano enormi sotterranei a volta con scale e possenti macchinari;
  • opere dove dominano forti senso di disagio, solitudine, silenzio, inquietudine e repulsione;
  • incisioni che influenzano Romanticismo, Surrealismo, scenografie teatrali del '700.

 

Cronologicamente:

  • nel 1745-50 produce la prima edizione d'invenzioni carcerarie, Capricci di carceri all'acquaforte;
  • nel 1761 pubblica una nuova edizione, con il titolo di Carceri d'invenzione, per renderle più scure, contrastate, d'effetto più teatrale.

 

Nelle Carceri Piranesi frantuma le coordinate spaziali:

  • pur utilizzando le regole della prospettiva,
  • fa in modo che gli oggetti non siano costruibili,
  • come si può intuire dalla rappresentazione delle scale.

Così facendo egli vuole dimostrare l'impossibilità di un ordine.

 

Le Carceri provocano una sensazione di vertigine nell'osservatore, per diversi motivi:

  • le forme labirintiche,
  • l'inganno della prospettiva,
  • l'affollarsi e moltiplicarsi delle figure.

 

Il disordine rappresentato è solo in apparenza caotico, in quanto:

  • il disegno rimane sotto il controllo del pensiero dell'autore.
  • egli costruisce un mondo geometrico fondato su calcoli esatti, che conducono a proporzioni palesemente errate.

 

 
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Piranesi – Architetto sulla Carta

Post n°7798 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Usa il disegno per realizzare quelle idee che come architetto non può realizzare in altro modo.

 

Il suo contributo fantasioso, nell'interpretazione archeologica delle rovine romane, è riuscito a influenzare fino ai nostri tempi:

  • il disegno,
  • la scenografia,
  • l'architettura e l'urbanistica,.

 

I suoi disegni di archeologia "viventi, dove l'incontro tra oggetti del passato è invenzione, sono ipotesi di progettazione architettonica.

 

Piranesi è contro le regole del suo tempo, testardamente indirizzato, attraverso lo sperimentalismo progettuale, al cambiamento.

Emblematica la sua reazione al Barocco, che prevede una chiara scelta di campo e di linee:

... si deduce, quanto sia meglio nell'architettura, quando la necessità non richieda altrimenti, il servirsi di linee rette, e perpendicolari, invece delle curve, e ravvolte;

le quali, benché il più delle volte soddisfacciano agli occhi, non dimeno egli è difficile, che possano usarsi senza scapito dell'architettura, e anche della verità ...

 

La sua ricerca approda a forme di delirio grafico, questo è quello di lui che m'entusiasma, che prelude:

  • ai disegni "impossibili" ...
  • ai tentativi contemporanei di misurare la molteplicità, l'incommensurabile, lo smisurato.

 

 
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Piranesi - Da Architetto a Incisore

Post n°7797 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Non riuscendo a trovare lavoro come architetto:

Né essendo sperabile a un Architetto di questi tempi, di poterne effettivamente eseguire alcuna ... altro partito non veggo restare a me, e a qualsivoglia architetto moderno, che spiegare con disegni le proprie idee'.

 

Si ricicla come incisore, essendo l'incisione molto in voga nel '700:

  • nel 1742 entra nella bottega di Giuseppe Vasi, celebre incisore di vedute, poi apre una propria bottega in via del Corso, di fronte all'Accademia di Francia.
  • Nel 1744 realizza una Pianta del corso del Tevere insieme al topografo Carlo Nolli;
  • Nel 1745 incide vedute di Roma antica e moderna, ristampate anche nel 1748 e 1750.
  • Nel 1748 partecipa alla realizzazione della Nuova pianta di Roma;

 

Nel 1765 realizza la sua unica opera architettonica (per intero), la villa del Priorato dei Cavalieri di Malta, sul colle Aventino.

Villa famosa perché il portone incornicia la cupola di San Pietro (che si può ammirare anche a portone chiuso da un apposito buco in esso praticato.

 

 
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Piranesi - Formazione

Post n°7796 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Gianbattista Piranesi (1720-1778) è un incisore veneziano figlio di uno scalpellino, destinato fin da bambino alla professione di architetto come il fratello della madre.

 

Nel vivace e innovativo ambiente culturale veneziano:

  • impara il latino e la storia romana grazie al fratello Angelo, monaco certosino.
  • lavora come apprendista presso Giovanni Scalfarotto, architetto-ingegnere,
  • studia scenografia e incisione nella bottega di Carlo Zucchi.
  • è testimone dell'esplosione della pittura di vedute.

 

La formazione di una sua estetica personale si attua poi a Roma, all'epoca:

  • priva d'influenza politica;
  • con una popolazione era ridotta a 100.000 abitanti, molti dei quali in povertà;
  • luogo d'elezione per tutti gli appassionati d'arte;
  • definita ''Capitale dell'anima'' dai colti viaggiatori che la visitano.

 

L'aspetto urbano della città è molto diverso da quello attuale:

  • pieno, molto più d'oggi, di vestigia del grandioso passato che hanno subito stratificazioni, aggiunte, sovrapposte nel corso dei secoli;
  • con monumenti medievali che convivono nella stessa struttura monumentale insieme a testimonianze dell'antichità romana.

 

 
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Domanda - Tu davvero riesci a sentirti vittima?

Post n°7795 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Ora vorrei farti una domanda Morfonauta …

Tu davvero riesci a sentirti vittima?

 

Ahh, già …

Non puoi rispondermi perché sei in lista nera.

 

Vabbè non importa,

tanto era una domanda retorica.

 

Lo so che la tua è solo strategia comunicativa,

qui, lo riconosco, sei bravina …

 

Anche se avvantaggiata dalla dilagante stupidità,

in primis quella di chi ti scaglia contro predizioni cancerogene.

 

Non credo alle  predizioni, ne tantomeno alle maledizioni,

per questo non maledico mai nessuno.

 

Però mi sollazza l’ennesimo psicoconglomerato,

tanto che, per parteciparvi anch’io, t’elargisco l’ennesimo liberatorio vaffanculo.

 

Pciù Pciù. Vedi? Ti bacio leziosamente come ti piace,

non sono preda di sentimenti spiraleggianti di odio e rancore verso te.

 

 

La foto che c'entra?

Esemplifica l'azione della Morfonauta:

 

ridisegnare la propria realtà di vittima,

deformando quella che gli altri percepiscono, in cui è persecutrice.

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, Le mie preferite

Post n°7794 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Non ne so dire nulla ma sono i miei murales preferiti, con l'aggiunta di uno, di cui però non ho trovato foto, realizzato scrostando l'intonaco di un a palazzina.

 

 

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, IO SARÒ

Post n°7793 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Io Sarò” è opera dell’austriaco Van Helten l’ultimo realizzato in ordine di tempo, di cui è protagonista ancora una volta un bambino, così come in apertura di questo fantastico itinerario.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, PIRAMIDE

Post n°7792 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Gli ultimi 2 lavori sono visibili dalla strada, dal lato opposto da cui si entra.

 

La “Piramide” formata da un abbraccio di Best Ever, coppia di straordinari artisti britannici.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, DISTANZA UOMO NATURA

Post n°7791 pubblicato il 19 Maggio 2017 da sagredo58
 

Si scorgono in lontananza su fondo celeste due dita che quasi si sfiorano, a ricordo della Creazione di Adamo nella  Cappella Sistina, separate da un ramo in fiore che attraversa tutta la superficie pittorica.

In questo caso, però, quelle dita stanno a rappresentare la “Distanza Uomo Natura“, secondo le intenzioni del ventenne Jerico, filippino d’origine ma romano d’adozione.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, NATURA MORTA

Post n°7790 pubblicato il 19 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Per questo murales intitolato “Natura Morta”, Reka, l’autore,  è stato soprannominato il “Picasso di Tor Marancia“.

 

 
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