Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
fibrillazioni, tentazioni, emozioni, provocazioni, sensazioni, cazzeggi, per celebrare parola, significato e conoscenza

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Idolatria – Teoria dello Stato

Post n°8177 pubblicato il 14 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

La ricerca dell'Uomo di conservarsi, è sempre sociale e collettiva, per Natura l'Uomo è sempre spinto all'unione e alla socialità.

Darwin avrà letto Spinoza per generalizzare l'autoconservazione dall'individuo alla specie?

 

Così per Spinoza lo "stato associativo", l'associazione degli Uomini in società, scaturisce dallo stesso "stato di natura", il determinismo della Natura che agisce sull'individuo singolo:

  • che spinge gli uomini a una socialità reciproca,
  • finalizzata alla sopravvivenza, all'autoconservazione.

 

La teoria dello Stato di Spinoza parte da questo "stato di natura", nel quale il diritto coincide e dipende dalla potenza, ovviamente ne consegue che:

  • un diritto di forza implica la guerra di tutti contro tutti;
  • il diritto naturale di un individuo è reso fittizio da quello degli altri.

 

 

L'associazione degli Uomini determina un diritto più forte di quello dell'individuo, il diritto associativo:

  • appartenente a un organo superiore, chiamato Governo, con la cui azione può sorgere un diritto comune, dello Stato;
  • che limita il potere individuale, senza annullare il diritto naturale;

 

La sovranità dello Stato è legittima perché è il popolo che, uscendo dallo stato di perenne guerra tipico dello "stato di natura", ha delegato il potere, tramite il patto associativo, allo Stato.

 

La differenza che intercorre tra "stato di natura" e "stato associativo" è che in quest'ultimo:

  • c'è una garanzia di sicurezza, originata dalla cessione del diritto soggettivo al diritto comune;
  • che non implica l'assenza di una facoltà di giudizio individuale.

 

 
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Idolatria – Uomo alla conquista della libertà

Post n°8176 pubblicato il 13 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

In virtù della ragione, l'Uomo può indirizzare lo sforzo di autoconservazione con idee chiare e atti consapevoli.

La scelta consiste nel valutare se agire:

  • in modo istintivo, da ignorante, per autoconservazione incosciente;
  • in modo razionale, da sapiente, secondo una virtù intesa come sforzo di autoconservazione cosciente.

 

Se la collera, l'odio, la superbia, l'invidia, la vergogna, la disperazione, la crudeltà, l'ira, l'avarizia, il timore, sono comportamenti naturali, quindi necessari, come può l'Uomo disfarsene?

Pur non potendo sottrarsi alla legge naturale dell'autoconservazione, da cui la ricerca del proprio utile, per l'Uomo c'è modo e modo di ricercarlo:

  • da ignoranti,
  • da sapienti, riuscendo a dominare le proprie passioni, essendo protagonisti della propria esistenza.

 

Chi comprende che l'Uomo non è libero, perché:

  • le sue idee non sono le sue, ma derivano da una infinita serie di idee, manifestazione di Dio/Natura;
  • ogni azione umana rientra nell'ordine universale, è soggetta al determinismo che regola tutto in una catena di cause;

avrà l'intelligenza di andare oltre l'evento negativo che gli ha procurato una passione negativa, trasformandola in positivo.

 

L'unico bene in grado di curare le inquietudini dell'Uomo garantendogli stabile serenità è oltre il finito, oltre il tempo:

  • infinito ed eterno si identificano con Dio/Natura;
  • la serenità suprema con l'unione di Uomo/Mente e Dio/Natura.

 

Questo è il suggerimento dell'Etica proposta da Spinoza:

  • che inneggia un percorso di conoscenza e l'uso della razionalità per comprendere Dio/Natura;
  • che aiuta la coltivazione della gioia, della vitalità, del piacere;
  • che rinnega tutto ciò che provoca l'esatto opposto.

 

Così Spinoza concilia l'idea di libertà, in ogni caso inserita in un contesto deterministico, con la mancanza di libero arbitrio dell'Uomo.

 

 
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Idolatria – Uomo schiavo delle passioni

Post n°8175 pubblicato il 13 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

L'Uomo è soggetto al determinismo, dunque:

  • le sue passioni sono necessarie, non vanno condannate né represse, tutto ciò che si può fare non è giudicarle, ma comprenderle, al pari di qualunque altra proprietà umana;
  • il suo agire sotto la spinta delle passioni, esserne schiavo, provando emozioni, gioia e piacere, tristezza e dolore, è conseguentemente anch'esso necessario;
  • l'obiettivo è identificare e rendere predominanti le passioni ed emozioni positive (amore, speranza), al cui vertice sta quella condizione di beatitudine conseguente all'amore intellettuale verso Dio/Natura raggiungibile con il grado massimo di conoscenza.

 

Spinoza, di tutte le passioni che schiavizzano l'Uomo, evidenzia come due:

  • speranza,
  • timore,

siano quelle sfruttate dalla chiesa per controllare gli uomini.

 

La ricerca di autoconservazione dell'Uomo s'indirizza comunemente verso beni inutili, tali per tre motivi:

  • non colmano i bisogni profondi della mente;
  • sono temporanei ed esteriori;
  • generano un'inquietudine che incatena la mente, più che apportare benefici.

 

Spinoza non condanna questa tipologia di beni in sé, ma solo la loro assolutizzazione (si potrebbe dire l'idolatrarli), quella che porta ciascun Uomo a confonderli per il bene sommo della sua vita. 

 

 
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Idolatria – Impulso Autoconservativo dell’Uomo

Post n°8174 pubblicato il 13 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Ogni comportamento umano deriva da uno sforzo di autoconservazione (un impulso o "conatus"):

  • che ne costituisce l'essenza;
  • che è la comune legge di comportamento degli esseri viventi;
  • che si realizza nella ricerca dell'utile individuale, per cui non è possibile sfuggire al determinismo naturale neanche per quanto riguarda la realizzazione personale.

 

Lo sforzo di autoconservazione è riferito:

  • alla mente, allora si parla di Volontà,
  • al corpo, in questo caso si tratta di Appetito.

 

L'Appetito del corpo può essere:

  • incosciente,
  • cosciente, divenendo Desiderio.

 

Dal Desiderio derivano due effetti primari:

  • Gioia, causata dal passaggio da una perfezione minore a una maggiore (miglioramento);
  • Tristezza, connessa al passaggio da una perfezione superiore a una inferiore (peggioramento).

 

Per Spinoza, Desiderio, Gioia e tristezza sono le tre componenti fondamentali dell'Uomo, da cui derivano:

  • le passioni (amore, odio, superbia, invidia, vergogna, disperazione, crudeltà, ira, avarizia, speranza, timore), o effetti secondari che generano emozioni;
  • i giudizi (Bene/Male, Giusto/Ingiusto, Merito/Colpa), che nascono dalla finitezza dell'Uomo e dalla sua superstizione(Dio/Natura è necessario, dunque perfetto, quindi non ha bisogno di giudizi), espressi come criteri soggettivi, identificati in senso relativo, come ciò che giova/è utile, o non giova/ostacola, lo sforzo di autoconservazione.

 

 
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Idolatria – Libertà e Miracoli, illusioni dell’Uomo

Post n°8173 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Solo chi agisce per sua natura è libero: Dio è libero, perché è causa di se stesso.

 

L'Uomo, fa parte della Natura, per cui è anch'esso soggetto alle leggi deterministiche della Natura, che sono uniche e identiche per tutte le cose, al pari di tutte le altre specie animali, senza quindi costituire un'eccezione.

 

Per Spinoza l'Uomo non è più una creatura privilegiata di Dio, ne consegue che:

  • l'Uomo non ha libertà di scelta, perché non è causa di se stesso, ovvero non esiste il libero arbitrio;
  • non esistono i miracoli, che sono solo frutto dell'ignoranza dell'Uomo che non conosce e della sua incapacità a riconoscerlo;
  • il concetto di libertà stessa è un'illusione dell'Uomo.

 

Per Spinoza, se l'Uomo non ha libero arbitrio, significa che non ha volontà:

  • volere è affermare o negare qualcosa,
  • l'Uomo non può volere perché non può distinguere tra volere e idea.

 

Passaggio difficile che tento di chiarire con un esempio:

  • l'Uomo non può dire che gli angoli di un triangolo sono tre, senza avere l'idea di triangolo;
  • se l'Uomo ha l'idea del triangolo è perché è anch'esso una manifestazione di Dio/Natura.

 

 
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Idolatria – III grado di conoscenza: Scienza intuitiva delle cose

Post n°8172 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

La scienza intuitiva delle cose e l'amore intellettuale di Dio/Natura è il terzo ed ultimo grado di conoscenza, quello che:

  • esprime una conoscenza al di là del divenire e del tempo che ci fa capire l'essenza individuale (in questo senso è scienza intuitiva);
  • coincide con il punto di vista di Dio/natura, arrivando all'intuizione dell'uno (Dio) nel molteplice (Natura), del molteplice (Natura) nell'uno (Dio);
  • permette all'Uomo di raggiungere il livello massimo di virtù, la beatitudine, liberandosi dalla speranza e dalle paure.

 

Questo grado di conoscenza è quello che si fonda sull'intelletto per superare le limitazioni del sensibile e della ragione:

  • per interpretare il molteplice alla luce dell'intelletto come qualcosa di unitario, necessario ed eterno, così che l'Uomo arriva a conosce l'unità che lega finito ed infinito.
  • in cui l'Uomo coglie il corpo non come oggetto esistente nel tempo e nello spazio con altri corpi, ma nella sua essenza immutabile, dove la mente coglie le cose come manifestazione eterna dell'estensione, attributo diretto della Sostanza.

 

Conoscenza che è pur sempre una conoscenza umana:

  • che non può far conoscere le infinite realtà che derivano da Dio/Natura.
  • limitata, ma in grado di cogliere le cose, da punto di vista dell'eternità.

 

Eticamente l'amore intellettuale di Dio/Natura è il grado di conoscenza più elevato, quello che costituisce la sostanza stessa della divinità.

 

 
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Idolatria – II grado di conoscenza: Ragione dimostrativa

Post n°8171 pubblicato il 12 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

La ragione dimostrativa è il secondo grado di conoscenza, quello.

  • che supera le limitazioni del sensibile,
  • che utilizza le idee basate sulla ragione.

 

Questo grado di conoscenza è quello della conoscenza scientifica:

  • nel quale vediamo tutte le "cose fisiche", gli oggetti, nei loro rapporti causali concatenati in un ordine necessario,
  • che fa uso delle idee chiare e distinte espresse dalla scienza, dunque vere;
  • in cui si coglie il perché delle cose.

 

Il corrispettivo etico di questa conoscenza è la vita secondo virtù, in cui l'Uomo padroneggia consapevolmente la propria condotta sociale.

 

 
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Idolatria – I grado di conoscenza: Percezione sensibile

Post n°8170 pubblicato il 11 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

La percezione sensibile, o immaginazione, è il primo grado di conoscenza, quello che:

  • è legato alle opinioni, al "sentito dire",
  • è frutto all'esperienza vaga e superficiale.

 

Si tratta della conoscenza pre-scientifica che coglie la realtà in maniera parziale:

  • che non connette causalmente le realtà ma le percepisce isolatamente, è quindi una conoscenza offuscata, perché inadeguata e confusa nel rappresentare le cose:
  • che non permette di ricollegare la molteplicità della vita all'unita di Dio/Natura.

 

A questa conoscenza sensibile e parziale corrisponde, dal punto di vista etico, la schiavitù delle passioni, da cui l'Uomo:

  • non avendo ancora compreso le leggi che lo governano,
  • si lascia tiranneggiare.

 

 
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Idolatria – Teoria della conoscenza

Post n°8169 pubblicato il 11 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Per Spinoza la filosofia è una teoria della conoscenza finalizzata a condurre l'Uomo alla "somma beatitudine", ovvero all'identificazione della propria volontà con la necessità universale di Dio/Natura, una sorta di percorso dall'Uomo a Dio/Natura.

 

L'Uomo rientra pienamente nella catena di cause della Natura deterministica, ma, nel singolo istante della propria vita, non può vedere questo suo essere soggetto al principio di causalità della Natura, per questa sua cecità rimane schiavo di se stesso e delle proprie passioni.

 

Per questo l'Etica di Spinoza esprime l'arte di vivere dell'Uomo, la via per ottenere la serenità dell'esistenza, mediante quella che viene definita "conoscenza adeguata".

Questa "conoscenza adeguata", implicando l'idea di Dio, supera la sensibilità e l'immaginazione (forme di conoscenza fallaci e parziali), per giungere alle proprietà oggettive dei corpi, superando il modo e le maniere in cui noi li percepiamo.

 

La via per arrivare alla "somma beatitudine" si articola in gradi di conoscenza successivi che culminano con la contemplazione filosofica di Dio/Natura:

  • la percezione sensibile, o immaginazione;
  • la ragione dimostrativa;
  • la scienza intuitiva delle cose e l'amore di Dio.

 

 
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Idolatria – Attributi di Dio/Natura conoscibili dall’Uomo

Post n°8168 pubblicato il 10 Ottobre 2017 da sagredo58
 

 

Quanti e quali, tra gli infiniti attributi di Dio/Natura, può conoscere l'Uomo?

Grazie all'esperienza della realtà, Spinoza afferma che, tra gli attributi di Dio/Natura, solo due possono essere conosciuti dall'Uomo:

  • l'estensione, o materia, i singoli corpi, la realtà fisica (la res extensa di Cartesio) tramite il corpo;
  • il pensiero, o coscienza, le singole idee, la realtà psichica (la res cogitans di Cartesio) tramite la mente.

 

La realtà psichica (pensiero) è un attributo infinito, allora.

  • il pensiero coinvolge l'intera natura;
  • non c'è nessun corpo cui non corrisponda un modo del pensiero.

 

Dunque per Spinoza la realtà fisica (estensione) e quella psichica (pensiero):

  • non sono sostanze differenti (come sosteneva Cartesio);
  • ma attributi completamente eterogenei di un'unica Sostanza, Dio/Natura, di una medesima realtà.

 

Di conseguenza mente e corpo possono coesistere solo se li si pensa non come due Sostanze, ma come due "punti di vista" che derivano dalla medesima Sostanza (Dio/Natura), cosa che genera una sorta di parallelismo psico-fisico.

Per Spinoza

  • corpo e mente non possono influenzarsi a vicenda, pertanto non vi sarà mai un corpo causa di un'idea, né un'idea causa di un corpo.
  • eventi fisici e psichici, pur collocandosi su piani diversi, sono paralleli, cioè connessi, non esiste infatti una idea senza che le corrisponda un corpo, un oggetto.

 

Questa interazione parallela tra corpo e mente, pur su piani diversi, produce sensazioni ed emozioni:

  • sentiamo dolore (percezione psichica),
  • perché sbattiamo il ginocchio al muro (percezione fisica);
  • c'e' quindi un'interazione parallela di due eventi (uno fisico e uno mentale) su piani diversi.

 

Questo parallelismo tra corpo e mente porta Spinoza ad affermare che l'anima non è immortale:

  • quando il corpo muore, non reagisce più all'azione di altro,
  • la mente non prova più, a livello mentale, nessuna sensazione.

 

 
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