Creato da: sagredo58 il 03/01/2011
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Piranesi – 1745 Capricci di Carceri – Senso di Allucinazione

Post n°7801 pubblicato il 22 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Ambienti pieni di cordame, catene, lignee "macchine" di ogni genere, tutto contribuisce al senso di allucinazione.

 

Il carcere, quale luogo da cui non si può fuggire, non è reso tanto da mura, inferriate e catene:

  • tutti questi elementi nella tavole di Piranesi ci sono, pure massicci,
  • ma paradossalmente non costituiscono una chiusura, un ostacolo alla libertà.

 

Al contrario:

  • le catene si trovano casualmente sparpagliate in ogni dove,
  • i muri hanno mille aperture,
  • le inferriate sono più di decorazione che altro.

 

La vera impossibilità di scappare, di uscire dalle Carceri, è data:

  • dalla loro essenza labirintica,
  • dall'incrocio di scale che non conducono in alcun posto,
  • dal dissolversi nel buio (o nell'aria) di ogni fuga.

 

 
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Piranesi – 1745 Capricci di Carceri – Tutto è Scenografia

Post n°7800 pubblicato il 22 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Fra il 1745 ed il 1750 Giovanni Battista Piranesi lavora ad una serie di tavole (13) raffiguranti ambienti senza eguali:

  • fortemente drammatici,
  • frutto di eccitata fantasia unita ad una attenta conoscenza della forma e della fabbrica architettonica,

questi lavori raffigurano ciò che egli chiama [Invenzioni] Capricci[ose ]di Carceri.

 

Sono visioni arditissime, eppure composte nel loro rigore architettonico:

  • scaturite dal genio visuale del Piranesi,
  • modellate su solide nozioni di prospettiva e costruzioni tridimensionali.

 

Per questa prime Carceri, Piranesi:

  • abbandona il tratteggio incrociato,
  • per dedicarsi al tratto parallelo, più fluido, anche se arricchito da vari arabeschi.
  • fa assumere al bianco della carta il significato di colore vero e proprio.

 

Tutto è scenografia in queste incisioni:

  • Sale in serie, dalle volte alte, distanti, spazi immensi.
  • Archi e Ponti amplificano ancor di più lo spazio pur mantenendolo opprimente.
  • Scale sospese nel nulla, che a nulla portano, accentuano e dilatano i valori prospettici.
  • Ripetizione infinita di varchi, spazi e scalini, generano un intrico di volumi, producono il dedalo, richiamano una prigione psicologica quasi più che fisica.
  • Ambienti immensi e tuttavia claustrofobici, inibitori, che non rappresentano nessun luogo specifico, che non hanno alcuna connotazione storica.

 

 
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Piranesi – Delirio Grafico

Post n°7799 pubblicato il 22 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

L'esaltazione della bellezza tipica dei vedutisti molto attivi in quegli anni, sia a Venezia che a Roma, dell'eleganza, del gusto, trovano per certi versi l'opposto nel delirio grafico di Piranesi che m'intriga assai.

 

Il Delirio che s'istanzia nelle tavole delle Carceri d'Invenzione:

  • lavori in cui mette a frutto la sua profonda conoscenza delle tecniche scenografich;
  • immagini di architetture fantastiche che mostrano enormi sotterranei a volta con scale e possenti macchinari;
  • opere dove dominano forti senso di disagio, solitudine, silenzio, inquietudine e repulsione;
  • incisioni che influenzano Romanticismo, Surrealismo, scenografie teatrali del '700.

 

Cronologicamente:

  • nel 1745-50 produce la prima edizione d'invenzioni carcerarie, Capricci di carceri all'acquaforte;
  • nel 1761 pubblica una nuova edizione, con il titolo di Carceri d'invenzione, per renderle più scure, contrastate, d'effetto più teatrale.

 

Nelle Carceri Piranesi frantuma le coordinate spaziali:

  • pur utilizzando le regole della prospettiva,
  • fa in modo che gli oggetti non siano costruibili,
  • come si può intuire dalla rappresentazione delle scale.

Così facendo egli vuole dimostrare l'impossibilità di un ordine.

 

Le Carceri provocano una sensazione di vertigine nell'osservatore, per diversi motivi:

  • le forme labirintiche,
  • l'inganno della prospettiva,
  • l'affollarsi e moltiplicarsi delle figure.

 

Il disordine rappresentato è solo in apparenza caotico, in quanto:

  • il disegno rimane sotto il controllo del pensiero dell'autore.
  • egli costruisce un mondo geometrico fondato su calcoli esatti, che conducono a proporzioni palesemente errate.

 

 
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Piranesi – Architetto sulla Carta

Post n°7798 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Usa il disegno per realizzare quelle idee che come architetto non può realizzare in altro modo.

 

Il suo contributo fantasioso, nell'interpretazione archeologica delle rovine romane, è riuscito a influenzare fino ai nostri tempi:

  • il disegno,
  • la scenografia,
  • l'architettura e l'urbanistica,.

 

I suoi disegni di archeologia "viventi, dove l'incontro tra oggetti del passato è invenzione, sono ipotesi di progettazione architettonica.

 

Piranesi è contro le regole del suo tempo, testardamente indirizzato, attraverso lo sperimentalismo progettuale, al cambiamento.

Emblematica la sua reazione al Barocco, che prevede una chiara scelta di campo e di linee:

... si deduce, quanto sia meglio nell'architettura, quando la necessità non richieda altrimenti, il servirsi di linee rette, e perpendicolari, invece delle curve, e ravvolte;

le quali, benché il più delle volte soddisfacciano agli occhi, non dimeno egli è difficile, che possano usarsi senza scapito dell'architettura, e anche della verità ...

 

La sua ricerca approda a forme di delirio grafico, questo è quello di lui che m'entusiasma, che prelude:

  • ai disegni "impossibili" ...
  • ai tentativi contemporanei di misurare la molteplicità, l'incommensurabile, lo smisurato.

 

 
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Piranesi - Da Architetto a Incisore

Post n°7797 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Non riuscendo a trovare lavoro come architetto:

Né essendo sperabile a un Architetto di questi tempi, di poterne effettivamente eseguire alcuna ... altro partito non veggo restare a me, e a qualsivoglia architetto moderno, che spiegare con disegni le proprie idee'.

 

Si ricicla come incisore, essendo l'incisione molto in voga nel '700:

  • nel 1742 entra nella bottega di Giuseppe Vasi, celebre incisore di vedute, poi apre una propria bottega in via del Corso, di fronte all'Accademia di Francia.
  • Nel 1744 realizza una Pianta del corso del Tevere insieme al topografo Carlo Nolli;
  • Nel 1745 incide vedute di Roma antica e moderna, ristampate anche nel 1748 e 1750.
  • Nel 1748 partecipa alla realizzazione della Nuova pianta di Roma;

 

Nel 1765 realizza la sua unica opera architettonica (per intero), la villa del Priorato dei Cavalieri di Malta, sul colle Aventino.

Villa famosa perché il portone incornicia la cupola di San Pietro (che si può ammirare anche a portone chiuso da un apposito buco in esso praticato.

 

 
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Piranesi - Formazione

Post n°7796 pubblicato il 21 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Gianbattista Piranesi (1720-1778) è un incisore veneziano figlio di uno scalpellino, destinato fin da bambino alla professione di architetto come il fratello della madre.

 

Nel vivace e innovativo ambiente culturale veneziano:

  • impara il latino e la storia romana grazie al fratello Angelo, monaco certosino.
  • lavora come apprendista presso Giovanni Scalfarotto, architetto-ingegnere,
  • studia scenografia e incisione nella bottega di Carlo Zucchi.
  • è testimone dell'esplosione della pittura di vedute.

 

La formazione di una sua estetica personale si attua poi a Roma, all'epoca:

  • priva d'influenza politica;
  • con una popolazione era ridotta a 100.000 abitanti, molti dei quali in povertà;
  • luogo d'elezione per tutti gli appassionati d'arte;
  • definita ''Capitale dell'anima'' dai colti viaggiatori che la visitano.

 

L'aspetto urbano della città è molto diverso da quello attuale:

  • pieno, molto più d'oggi, di vestigia del grandioso passato che hanno subito stratificazioni, aggiunte, sovrapposte nel corso dei secoli;
  • con monumenti medievali che convivono nella stessa struttura monumentale insieme a testimonianze dell'antichità romana.

 

 
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Domanda - Tu davvero riesci a sentirti vittima?

Post n°7795 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Ora vorrei farti una domanda Morfonauta …

Tu davvero riesci a sentirti vittima?

 

Ahh, già …

Non puoi rispondermi perché sei in lista nera.

 

Vabbè non importa,

tanto era una domanda retorica.

 

Lo so che la tua è solo strategia comunicativa,

qui, lo riconosco, sei bravina …

 

Anche se avvantaggiata dalla dilagante stupidità,

 

in primis quella di chi ti scaglia contro predizioni cancerogene.

 

Non credo alle  predizioni, ne tantomeno alle maledizioni,

per questo non maledico mai nessuno.

 

Però mi sollazza l’ennesimo psicoconglomerato,

 

tanto che, per parteciparvi anch’io, t’elargisco l’ennesimo liberatorio vaffanculo.

 

Pciù Pciù. Vedi? Ti bacio leziosamente come ti piace,

non sono preda di sentimenti spiraleggianti di odio e rancore verso te.

 

 

La foto che c'entra?

Esemplifica l'azione della Morfonauta:

 

ridisegnare la propria realtà di vittima,

deformando quella che gli altri percepiscono, in cui è persecutrice.

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, Le mie preferite

Post n°7794 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Non ne so dire nulla ma sono i miei murales preferiti, con l'aggiunta di uno, di cui però non ho trovato foto, realizzato scrostando l'intonaco di un a palazzina.

 

 

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, IO SARÒ

Post n°7793 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

 

Io Sarò” è opera dell’austriaco Van Helten l’ultimo realizzato in ordine di tempo, di cui è protagonista ancora una volta un bambino, così come in apertura di questo fantastico itinerario.

 

 
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Borgate Romane – Tor Marancia, PIRAMIDE

Post n°7792 pubblicato il 20 Maggio 2017 da sagredo58
 

Gli ultimi 2 lavori sono visibili dalla strada, dal lato opposto da cui si entra.

 

La “Piramide” formata da un abbraccio di Best Ever, coppia di straordinari artisti britannici.

 

 
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