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Gossip – Che cos’è? Come è nato?

Post n°7493 pubblicato il 22 Febbraio 2017 da sagredo58
 
Tag: gossip

Che cos’è il gossip? Com’è nato?

Il termine anglosassone deriva da “god-sib”, che voleva dire madrina.

Dal Seicento in poi l’accezione cambia,

si trasforma in pettegolezzo,

chiacchiera sulla vita privata della gente.

 

Lo spostamento di senso dipende forse dal fatto che,

considerato lo stretto legame affettivo,

della madre con la madrina dei propri figli,

questo autorizzava una certa confidenza tra loro,

sui pensieri relativi alla vita del villaggio.

 

Diversamente, etimologi inglesi,

fanno derivare questo cambiamento di significato

dalle discussioni tra le donne riunite

in occasione della nascita, imminente,

di un bambino.

 

Il tentativo di scovare l’origine della parola gossip,

non spiega perché abbia acquisito un significato negativo.

La ragione potrebbe risiedere nella solidarietà femminile,

nata quando le donne erano estromesse dalla vita pubblica,

quando spettegolare era reazione, nemmeno del tutto consapevole, al dominio maschile.

 

Gossip come modo per ritagliarsi uno spazio in cui l'opinione della donna avesse valore.

Con il pettegolezzo le donne si riprendevano quel diritto che gli uomini rifiutavano loro,

discutendo non solo del sociale, ma anche dei suoi lati occulti.

Private di vita pubblica,

le donne rendevano pubblica la vita privata.

 

 
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Gossip – Come saperne di più?

Post n°7492 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da sagredo58
 
Tag: gossip

I reality show,

come il Grande Fratello (minorato) e ancor più  l'Isola dei Famosi (sconosciuti),

sembrano la frontiera più avanzata del gossip, non l’ultima però! 

All’apice ci sono i social network, Facebook in testa,

ma anche i Blog, dove si «postano» frasi, non sempre criptiche,

sulla propria situazione sentimentale, sui rapporti di amicizia con altri,

consapevoli di essere letti da amici, conoscenti e sconosciuti.

 

Col risultato di innescare discussioni e commenti pubblici,

grazie ai quali chiunque può venire a sapere fatti altrimenti segreti,

che solo pochi anni fa sarebbero rimasti ingabbiati,

nella cornetta di un telefono o tra le mura di una stanza.

 

Gossip per soddisfare l’innata esigenza di entrare nella vita degli altri, famosi e non,

di conoscere i particolari di amori, tragedie, debolezze, virtù.

chiacchiericcio generalizzato, spifferata da condominio,

arte di spiare dal buco della serratura,

senza che il proprio occhio indiscreto venga scoperto.

Per questo quando pubblico la mia lista nera non faccio gossip,

sono direttamente esplicito.

 

 

BIBLIOGRAFIA MINIMA

Benvenuto S., Dicerie e pettegolezzi.  Perché crediamo in quello che ci raccontano, il Mulino, 2000.

Codeluppi V., La vetrinizzazione sociale.  Il processo di spettacolarizzazione degli  individui e della società, Bollati Boringhieri, 2007.

Freund G., Fotografia e società, Einaudi, 1974.

Kapferer J.-N., Le voci che corrono. I più antichi media del mondo, Longanesi, 1988.

 
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Gossip – Colpa di chi?

Post n°7491 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da sagredo58
 
Tag: gossip

Il gossip da chiacchiericcio leggero può trasformarsi in un’arma devastante,

capace di distruggere la reputazione, persino la vita, di una persona.

A volte basta un’insinuazione, una foto, una dichiarazione diffusa sui media,

per far crollare l’immagine di qualcuno.

Meccanismo che vale per la gente comune, a maggior ragione per i personaggi  pubblici.

 

Lo dimostrano le vicende che periodicamente si enfatizzano sui media di tutto il mondo:

fatti, a volte persino falsi,

relativi alla stretta sfera privata,

vengono spiattellati pubblicamente,

senza curarsi delle conseguenze.

 

Colpa di chi?

Della copertina, del servizio esclusivo, dello scoop,

per cui si è disposti a tutto?

Del giornalista?

Del media, giornale, settimanale, Tv, blog, social network, che sia?

 

Oppure dei milioni di lettori?

Quelli che tengono in piedi, anzi, finanziano l’industria del gossip!

A fronte del netto e continuo calo di vendite di quotidiani e periodici di attualità,

oggi, l’unico segmento che patisce meno la crisi dell’editoria,

è proprio quello del gossip!

 

Chi c’è dietro l’industria del pettegolezzo?

Senz’altro gli imprenditori del settore,

le agenzie fotografiche, gli editori.

Soprattutto la moltitudine di pseudo VIP di basso rango,

quelli che traggono dal gossip linfa vitale.

 

Quelli che nascono in tv,

durano pochi mesi, il tempo di una stagione,

poi cominciata la decadenza,

partono con la caccia alla copertina, alla «gossippata»,

per tentare di ridare luce alla carriera.

 

 
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Domanda per tutte le Cicisbee del Sagrizzo

Post n°7490 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da sagredo58
 

Care Cicisbeee del Sagrizzo,

che, sia chiaro, non è Sagredo, l’avatar di Marco, che di cicisbee non ne ha,

ma il divergente personaggio animato dal decerebrato Angusto,

il coglione, per usare un eufemismo, preferito,

del Sagrizzo e di Sagredo, che in questo si ritrovano,

avrei una domanda per tutte voi.

 

Se Sagredo pubblicasse la carta di circolazione della moto BMW K1300 S rubata a Marco …

Chi sarebbe il più coglione?

Sagredo,

che si porrebbe allo stesso infimo livello dell’Angusto.

Angusto,

che dimostrerebbe una volta di più di non aver capito un cazzo.

 

Prima che mi diciate come la pensate voi,

cosa che comunque m’interessa,

anche se non cambia la determinazione di Marco,

vi dico come la pensa Marco, il burattinaio di Sagredo,

come di conseguenza si comporterà Sagredo.

Sagredo non esibisce platealmente quello che non gli interessa.

 

Non il suo tovagliato patetico o il giardinetto con la piscinetta bambina,

non la dichiarazione dei redditi a giustificazione di cosa compra,

non le collane di bignami filosofici o artistici,

non le donne che si scopa,

i regali che gli fa o i posti occupati a teatro per evidenziare un guizzo neuronale,

nemmeno le moto che guida, lasciando chiunque libero di pensare che non le abbia.

 

A Marco non interessa dimostrare alcunché su questo blog,

nemmeno l’imbecillità dell’Angusto, 

del resto già lui stesso platealmente, quanto reiteratamente, l'attesta;

gli basta divertirsi a prenderlo per il culo,

senza per questo rendere necessarie ulteriori prove accessorie.

Quanto al tema della misoginia genera un'ulteriore domanda ...

 

Non trovate insultante essere appellate cicisbee?

Grazie a Lutero per il divertente fotomontaggio che solo l'imbecille Angusto, pur evidentemente riconoscendolo come tale, ha continuato a descrivere come se fosse una sottile astuzia, un sotterfugio, per dimostrare quello che, come già detto, non m'interessa dimostrare.

Per ispirare il decerebrato dandogli l'opportunità di allungare la serie di post aggiungo un altro fotomontaggio che lascia la libertà di molte altre supposizioni anguste.

 
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Domanda di ammissione alla lista delle Cicisbee del Sagrizzo

Post n°7489 pubblicato il 21 Febbraio 2017 da sagredo58
 

Si informa che sono aperte le iscrizioni all'ambita lista delle Cicisbee del Sagrizzo.

 

Ricordo che Sagrizzo, non è Sagredo, l'avatar di Marco, che non conosce cicisbee,

ma il divergente personaggio animato dal decerebrato Angusto,

il coglione preferito, per usare un eufemismo, sia del Sagrizzo, che di Sagredo,

che in questa valutazione si ritrovano convergere all'unisono.

 

REQUISITI MINIMI per essere ammesse:

  • Dichiararsi donna, indipendentemente dall'orientamento sessuale e dal genere, poi di quello che si è in realtà non frega niente a nessuno.
  • Essere state insultate e definite stupide e stordite cicisbee devote e credulone, che dimostrano di avere un'intelligenza pari a zero ... da qualche mente angusta.
  • Non partecipare ad uno degli innumerevoli oscuri cenacoli di chi s'ignora.
  • Aver interagito con Sagredo sul blog Sogni Digitali o, in alternativa, essere stata nella sua lista nera ed esserne riuscita ad uscire.
  • Aver condiviso quanto espresso da Sagredo almeno nel 1% dei suoi quasi 7.500 Post.

 

TITOLI PREFERENZIALI per essere ammesse:

  • Aver scritto mail, messaggi privati, commenti, riutilizzati successivamente da Sagredo per scrivere dialoghi.
  • Essere stata presa per il culo almeno una volta da Sagredo.
  • Aver inviato foto delle proprie tette (nel senso di presunte tali) a Sagredo.
  • Essere dotate di autoironia.

 

DOMANDA DI AMMISSIONE da inviare per Posta Certificata (PEC), firmata digitalmente.

Ignobile Sagrizzo,

la sottoscritta ........................................................................................................................

Richiede l'ammissione alla Lista delle Cicisbee del Sagrizzo.

A tal proposito dichiara sotto la propria ed unica responsabilità:

  • di soddisfare i requisiti minimi
  • di essere stupida e stordita, devota e credulona, d'intelligenza pari a zero;

Si evidenzia il possesso dei seguenti titoli preferenziali per l'ammissione, dandone esplicito riferimento:

  • ........................................................................................................................
  • ........................................................................................................................
  • ........................................................................................................................

 

Per quanto sopra dichiarato,

si chiede rispettosamente di essere ammesse alla Lista delle Cicisbee del Sagrizzo.

In fede

                                                                                                (Firma Digitale)

 


ATTESTATO DI CICISBEA

 

 
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Ex Machina – 2016 - Perché è difficile capire cosa sia la coscienza?

Post n°7488 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Perché è difficile capire cosa sia la coscienza?

 

Un esempio per chiarire, immaginiamo di stare guardando una penna rossa:

  • noi facciamo esperienza della penna e delle sue proprietà,
  • tra cui quella del rosso.

Secondo la scienza, noi siamo il nostro cervello:

  • tutte le volte che facciamo esperienza di qualcosa,
  • dentro il nostro cervello succede qualcosa che provoca la nostra esperienza.

Tuttavia ... il nostro cervello non diventa rosso, quando noi guardiamo la penna rossa.

Il nostro cervello rimane un oggetto fisico, distinto dalla penna che osserva, non ne riproduce le proprietà.

 

Per tanto tempo si è accettata l'idea che l'oggetto cervello potesse "creare" le nostre sensazioni, quasi che:

  • una "sensazione" non fosse nulla di "reale";
  • che il cervello potesse compiere un'azione di magica creazione.

Quello che il cervello dovrebbe creare non è neppure descrivibile in termini di presenza fisica.

Sensazioni, pensieri, immagini, percezioni, nel senso di contenuti della coscienza, sono entità evanescenti, prive di ogni traducibilità fisica oggettiva, seppure esperibili.

 

Attendersi che, quasi per magia, i processi neuronali diventino immagini e sensazioni è insulso oltre che incredibile.

 

Per quanto si sa, nessun oggetto è in grado di creare nessun altro oggetto, al più di assemblare, trasformare, modificare altri oggetti.

Da questo punto di vista, l'oggetto "cervello" non può essere diverso dagli altri.

Una sorta di "principio di conservazione":

  • la fisica è progredita quando ha introdotto i principi di conservazione della massa, della quantità di moto, dell'energia;
  • la biologia è avanzata quando ha rifiutato l'idea della possibilità della generazione spontanea, per cui la vita potrebbe nascere in modo "spontaneo" dagli elementi naturali inanimati, in quanto comunque dotati di influssi vitali (in contrapposizione alla biogenesi, secondo cui la vita può generarsi solo a partire da altri esseri viventi).

Non si vede perché significato ed esperienza dovrebbero seguire criteri diversi.

L'assunto Galileiano secondo il quale tutte le entità fisiche sono entità oggettive, implica che i segnali, in qualunque sistema fisico (quindi nel cervello) siano e restino fenomeni di tipo fisico. 

 
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Ex Machina – 2016 - Scienza e Coscienza

Post n°7487 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

La scienza attuale, non ha la minima idea di come sia possibile che un sistema fisico (un cervello, un sistema nervoso, un insieme di neuroni) possa produrre quell'insieme strano di fenomeni che corrispondono all'esperienza cosciente.

La scienza non sa neppure cosa siano questi fenomeni.

Il problema della coscienza diviene sempre più urgente e importante man mano che le nostre possibilità di indagine del cervello umano progrediscono.

Alcuni decenni fa, quando era pressoché impossibile studiare, in vivo, gli unici cervelli di cui si sappia con certezza che producano la coscienza (quelli umani), si poteva sempre sperare che il progredire dei mezzi di indagine avrebbe permesso di scoprire all'interno del cervello un qualche fenomeno fisico sconosciuto e straordinario che avrebbe risolto ogni incertezza.

Questo non è avvenuto, il cervello, per quanto complesso, è rimasto un oggetto fisico come gli altri.

Le teorie filosofiche sulla coscienza, attuali e passate, non forniscono indicazioni chiare su come procedere nella costruzione di un soggetto e sono per questo non-scientifiche nel senso di non-falsificabili empiricamente come direbbe il filosofo della scienza Karl Popper (1902-1994).

Forse per costruire una macchina cosciente:

  • non occorre ulteriore innovazione tecnologica,
  • non si deve attendere la scoperta di qualche misterioso fenomeno fisico o biologico sconosciuto;
  • non si deve ricorrere a elementi organici, proteine o biochip.

 

 
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Ex Machina – 2000-2100 - Coscienza, l’obiettivo del XXI secolo

Post n°7486 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

La coscienza è stata la grande assente della ricerca scientifica nel Novecento, adesso i tempi stanno cambiando.

Fino a oggi si sono applicate al problema della coscienza le categorie di Galileo, di successo nello spiegare i fenomeni fisici, insufficienti nell'interpretare le manifestazioni mentali.

Quando un essere umano fa esperienza del mondo coglie degli "aspetti qualitativi della realtà", che la scienza galileiana non è in grado di misurare:

  • percepisce colori e sapori,
  • prova dolore e piacere.

Questi "aspetti qualitativi della realtà" esistono, sono relegati nel chiuso di una dimensione spirituale, personalmente preferisco dire mentale, che non può essere aggredita scientificamente.

Finora è stato possibile eludere il problema:

  • la progettazione di artefatti (automobili, ponti, satelliti, computer) non richiede la comprensione della coscienza;
  • non ci sono (ancora) le condizioni tecnologiche per costruire un essere cosciente artificiale.

Quando i robot iniziano ad avvicinarsi all'essere umano, il problema non può più essere evitato.

Nasce un affascinante obiettivo per il secolo in corso:

Capire chi siamo, attraverso la costruzione di una macchina, che potrà comunicarci quello che avviene dentro di essa, quando, analogamente a quello che avviene in un essere umano, proverà una sensazione. 

 

 
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Ex Machina – 2000-2100 - Coscienza Artificiale

Post n°7485 pubblicato il 20 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Finora pochi hanno indirizzato la ricerca alla costruzione di un soggetto artificiale genuinamente intenzionale, pertanto anche cosciente.

Il professore di filosofia americano John Rogers Searle (1932), storico sostenitore della natura biologica della coscienza umana, sostiene che non vi è alcun motivo a priori per negare che una creatura artificiale, capace di riprodurre i meccanismi fondamentali del cervello umano, possa corrispondere a un soggetto cosciente.

Quanto poi la comprensione dei meccanismi biologici sia necessaria alla realizzazione dei meccanismi che sottostanno all'emersione della coscienza non è affatto chiaro:

  • l'Intelligenza Artificiale ha sempre rifiutato di imitare i processi biologici;
  • proprio il fallimento dell'Intelligenza Artificiale nel riprodurre un soggetto comparabile all'essere umano, spinge connessionisti e neuroscienziati a cercare, nella riproduzione esatta dei meccanismi del cervello, l'unica via possibile per replicare un soggetto cosciente.

C'è chi sostiene che la nascita della prima macchina dotata di coscienza artificiale potrebbe essere legato al superamento di una soglia critica di complessità e avanza interrogativi di natura etica sulle conseguenze di una simile realizzazione.

 

Si sta affermando la convinzione che la coscienza sia prima di tutto un fatto empirico:

  • non il prodotto di qualche teoria,
  • bensì qualcosa di cui ciascun essere umano fa esperienza.

Del resto:

  • un embrione, prima della comparsa del sistema nervoso, non può essere considerato un soggetto cosciente;
  • dopo un sufficiente lasso di tempo, dopo aver esperito, l'essere umano risultante sarà cosciente.

La coscienza è un punto di arrivo esperienziale. 

 

 
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Ex Machina – 1996 - … alla Coscienza Artificiale

Post n°7484 pubblicato il 19 Febbraio 2017 da sagredo58
 

 

Già nel 1962 l'ingegnere ungherese Tihamér Nemes, scrivendo di coscienza artificiale in un libro dedicato alle macchine cibernetiche, afferma:

Ovviamente, anche le macchine programmate nel modo più sofisticato saranno in grado di imitare solo le manifestazioni più esterne della coscienza.

 

Sembra avere avuto ragione, l'approccio seguito tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta, in una convergenza di robotica, intelligenza artificiale, scienze cognitive, scienze biologiche, filosofia e linguistica, con la costruzione dei Robot Mobili Autonomi di Rodney Brooks di cui si è detto:

  • sebbene fornisca informazioni circa le modalità dello sviluppo sensoriale e motorio del robot,
  • poco aggiunge alla natura dell'essere soggettivo.

Cog (letteralmente ingranaggio, anche abbreviazione di cognitivo), una delle creature di Rodney Brooks,

  • è un umanoide di forma antropomorfa;
  • non condivide quasi nulla della struttura mentale e cognitiva propria degli esseri umani, gestisce solo riflessi elementari.

Diverso e più complesso è l'approccio seguito nel 1996 dall'italiano Giulio Sandini con Babybot, un robot che scimmiotta l'apprendimento di un bambino, emulando lo sviluppo del coordinamento viso-motorio e cognitivo infantile.

Di aspetto umanoide Babybot ha:

  • 2 microtelecamere come occhi,
  • 2 microfoni ultrasensibili come orecchie,
  • 1 braccio meccanico con una mano antropomorfa mossa da 6 piccoli motori

Babybot non si limita a fare ciò che gli viene chiesto, reagendo a impulsi immagazzinati nel cervello elettronico, è in grado di reagire al momento come un essere umano, elaborando la situazione di volta in volta e scegliendo di conseguenza.

Babybot "cresce", nel senso che apprende:

  • comincia che è già in grado di imitare i movimenti di un bambino di tre-quattro mesi di vita,
  • poi diviene capace di osservare ed imitare i comportamenti dell'uomo in base alla sua evoluzione.

Spiega Sandini:

Il neonato per eseguire un movimento fa milioni di tentativi, il cervello misura l'errore, e cerca di correggerlo.

Noi costruiamo dei "sistemi" che imparano, che compiono delle azioni, che misurano l'errore e lo correggono.

Babybot riesce a vedere i colori, ha una percezione semplificata del mondo ed è in grado di guardare in direzione del suono riuscendo a coordinare i movimenti.

Dopo lunghe ricerche, l'umanoide può inoltre localizzare l'oggetto, toccarlo e ad afferrarlo.

 

 
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