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Creato da sognidistelle_Noi il 24/07/2010

...Essenza...

...Appunti di Cuore...

 

...Fuori è Natale...

Post n°24 pubblicato il 24 Dicembre 2011 da sognidistelle_Noi

Vigilia di Natale.
Fuori tira vento e piove ed io sono qui, con i capelli bagnati e una gran voglia di addormentarmi e stringerti tra le braccia.

La convalescenza procede lentamente.
Il tempo che mi concede tempo, lo passo a letto stesa a trovare il sonno.
Faccio notti e giorni insonni, con piccoli intervalli di sonnellini che mi scombinano la percezione del tempo e la qualità stessa.
Il cibo non so più cosa sia, impossibilitata a mangiare qualsiasi cosa che poi non mi faccia stare male.
Così il tempo che mi fa stare in posizione verticale, lo passo a svolgere quelle piccole attività quotidiane, a lavoricchiare un po’ e a far sapere di me agli altri, con brevi messaggi.
Ho poca voglia di conversare, per tanti motivi.
Un ragazzo, A. si è “legato” a me, preso da un desiderio di ricevere tutto dalla nostra amicizia.
Non desidera null’altro se non il mio aiuto d’amica, ma trovo tenero e buffo il suo modo di “desiderare” di imparare a vivere da me.
Come se la mia vita fosse qualcosa di impossibile da arrivare per gli altri.
Se ci fossi tu qui, sorrideresti insieme a me e mi diresti quelle due o tre frasi che mi avrebbero forse veramente fatto capire chi sono e cosa posso dare agli altri e forse mi sarei stupita meno dalle parole di questo ragazzo.
Ma tu lo sai che io sono così. Tu lo sai che io non riuscirò mai a millantare quanto sono.
Non ci riesco nemmeno quando devo dire bugie a me stessa .

Domani, il giorno di Natale saremo tutti riuniti qui a casa.
Tutti tranne chi non c’è più, e quest’anno il peso più grande è la mancanza di nonna.
In realtà a me mancano tutti indistintamente.
Mi manca mio fratello, mio padre, mia figlia e mia nonna, ma mi manchi anche Tu.
Tu che sei qui accanto a me, ma “solo” a centinaia di chilometri.
Non so se troverò il coraggio di mandarti un messaggio con gli auguri.
Più che il coraggio, non so quanto tu lo possa apprezzare il mio stupido messaggio, le mie inutili parole.

Vorrei trascorrere questi ultimi frammenti di vita con un compagno accanto da amare.
Uno di quelli che non ti serve rammentare agli altri che quello è il tuo compagno, perché fa talmente parte di Te che è respiro del tuo respiro, anima della tua anima.

Non chiedo nulla di diverso a questo Natale da quello che ho chiesto anche ai precedenti.
La serenità del cuore e solo l’amore meritato, lo stesso che io possa offrire anche agli altri.

Mi auguro che il tuo Natale sia piacevole, ricco di ogni sorriso e desiderio realizzabile.
Io a mio modo, ti avrò con me, nei piccoli gesti, nei silenzi, nei sorrisi e nei momenti più buffi e dolci passati insieme a chi amo.

Sereno Natale Tesoro.



 
 
 

...Un altro pò di Te...

Post n°23 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da sognidistelle_Noi

Oggi il capitolo della giornata è: “Ribaltone”.
Il capitolo ribaltone inteso al negativo.
Negativo per quello che dopo questa lettera andrò a finire, come conclusione di questa giornata.
Oggi, o meglio tra poco, riprenderò la vecchia terapia di 3 anni fa.
Patirò ogni difficoltà che si possa vivere fisicamente, ma ora come ora non ci sono soluzioni.
Se poi domani, uno scienziato troverà la cura e il mio fisico non sarà davvero all’ultimissimo capitolo, allora forse qualcosa tornerà a funzionare, ma per ora c’è la speranza, come quando arrivati a Dicembre, ti aspetti chissà quali cose nuove e migliori dall’anno che verrà.

Affronto il freddo pungente dell’attesa dal mio medico, un ora in piedi nel giorno più freddo da quando è arrivato l’autunno, in preda a dolori sempre più debilitanti, ma sono qui per il capitolo “ribaltone” e allora paziento.

Mentre raccolgo i capelli in una coda, prima di uscire di casa, osservo il tuo profumo, che conservo gelosamente, in mezzo agli altri pochi prodotti che ho e faccio una cosa che non facevo credo da 3 anni.
Lo prendo e lo spruzzo. Senza pensarci due volte. Lo indosso come se in quella spruzzata ci fosse il tuo abbraccio ad accompagnarmi in questo “capitolo”, in questa giornata.
E’ ancora intatto il tuo profumo e credo che lo rimarrà sempre.

Mentre attendo fuori dal medico e ti penso e penso ad altre cose, al Natale che si avvicina, al sogno di questa notte, alle attività che ho da fare, ai prossimi giorni che saranno terribili “grazie” al capitolo ribaltone, e mentre sto pensando, nel cuore mi arriva quella via.

Quella che mi hai scritto tu, quel 9 febbraio, nella conversazione che scambiammo, quando io mi “nascondevo” malamente in un'altra persona.
Faccio l’impossibile, contatto via sms una persona e mi faccio indicare pressappoco dove rimane il posto.
Dopo l’uscita dal medico, mentre attendo V. e penso che, da febbraio ad oggi non sono mai andata in quella via, nemmeno dopo averlo saputo.
Così penso che dopo il sogno di questa notte, dopo lo stra-pensarti di ogni giorno e dato il capitolo ribaltone, mi concederò la possibilità di entrare in un tuo istante vissuto, anche se a una distanza temporale vissuta non identica.

Sarà che quella parte della mia città, non la conosco benissimo perché lontana dal rappresentarmi, ma rimango estasiata come una bambina davanti alla più grande emozione e meraviglia.

Non sono le case che vedo, di una bellezza unica, che mi condizionano nella mia estasi, ma è il pensiero di poter immaginare in quale casa, in quale angolo, tu abbia vissuto, che mi ha fatto battere forte il cuore.
Potevano essere tutte, così io con gli occhi le ho “fotografate” e le ho impresse nell’anima.
Non so perché nella mente mi risuonava il numero civico 10, ma quel numero non c’era. Chissà cosa avrà voluto dire. Non importa.
Non sarei mai voluta andar via da li.

Ieri sera, mi sono addormentata pregando, rivolgendomi alla mia bambina e a mia nonna.

Non ho pregato, non prego mai per me, ma per chi è “mio compagno di viaggio” e soffre.
I miei pazienti, gli amici, i familiari, conoscenti.
Così, forse avendo l’anima in scombussolamento, in sogno, dopo tanto sognare male, ho sognato mia nonna, mio padre e mia figlia.
Mi sono svegliata con tanta gioia, nonostante tutto.
Se tu fossi stato con me, ti avrei svegliato sicuramente e ti avrei abbracciato raccontandoti il sogno. Invece ho solo potuto stringere il cuscino e condividere così, in modo alternativo.

Vorrei tanto averti qui ora, poterti stringere le mani, magari piangere anche esapere che, tra un ora, dopo l’inizio della cura tu mi avresti aiutato a resistere anche se vedermi in questo stato ti avrebbe straziato il cuore.

So che per amore, per il mio amore avresti fatto (ed hai fatto) tutto.
Così, in questa giornata carica di emozioni, mi appresto ad abbracciare anche questa prova.
Sei nel mio cuore e non c’è istante che non passi senza la tua presenza in me.

Qualsiasi cosa, io ci sarò.


 
 
 

...Briciole di Cuore...

Post n°22 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da sognidistelle_Noi

12.12.2011

Non ho chiuso occhio.

Ho passato il pomeriggio dal mio medico e a preparare le ultime cose per il giorno dopo e al pomeriggio, V. vedendomi malinconica, ascoltando ancora una volta il mio pensiero su di Te, non sa come aiutarmi.
Le dico che ho ritrovato il tuo numero.
Allora lei esclama: “Cosa aspetti? Devo farla io per Te questa chiamata? .
Io prendo tempo, ho paura che l’emozione mi paralizzi la voce e nel giro di un minuto mi convinco e cambio idea 10 volte.
Alla fine ti chiamo, con il cuore in gola lascio suonare il telefono fino alla segreteria telefonica.
Metto giù, un po’ sconsolata e un po’ come se lo sentissi che sarebbe andata così e lei che mi è accanto è più triste di me, anche se io piango dentro lacrime infinite.
Lei forse capendo quanto mi stava succedendo dentro, mi ha detto una frase tenerissima: “Ehi, ora però non perdere le speranze…Magari succede qualcosa”.
Non sapevo bene cosa pensare, in preda a quella chiamata non risposta da parte tua, in preda al pensiero del giorno dopo che andavo in ospedale.

Mi ha consolato solo il fatto che, quella sera avevo un'altra recita delle bambine e la sola voce contenta nel vedermi, al grido di “Ziettaaaaaaaa” mi ha accarezzato il cuore.
Mi sto per preparare e per sbaglio pigio un tasto del telefono e solo inseguito mi accorgo di aver risposto a una tua chiamata.
Mi si ferma il cuore.
Scrivo a V.e le racconto la cosa.
Non posso chiamarti perché sono in un posto affollato di gente e bambini e allora provo con un sms, provo a chiederti se possiamo sentirci più tardi ma nulla, la tua risposta è eloquente.
“Meglio di no”
.

“Ho perso la mia possibilità”
. Così mi punisco, con questa frase. Aggiungendo che, se solo mi fossi accorta di aver risposto alla chiamata e per di più se solo avessi capito che eri tu, io quel palazzo l’avrei smantellato, con tutta la gente annessa, mi sarei messa anche a camminare fino a girare 10 volte la Terra pur di parlarti e Dio solo sa il bisogno che avevo (e che ho) di parlare con Te.
Passo una serata tremenda, una notte tremenda e attendo il mattino dopo, ma prima vengo a scrivere un mio pensiero qui e di la.

13.12.2011


Parto, mi siedo sulla banchina di marmo della stazione e nascondo un po’ la faccia dentro il cappotto per il freddo.

Ho
voglia non so perché, di una sigaretta. Non ne fumo una da tanto, tantissimo tempo.
Vorrei mandarti un sms.
Lo scrivo e riscrivo diverse volte ma ho sempre lo stesso timore, di vederti dall’altra parte arrabbiato e/o scocciato per quelle mie parole ricevute e allora desisto.
Ho
tanta voglia di piangere e all’improvviso mi torna in mente quando ti venivo aprendere alla stazione e all’abbraccio che mi davi sempre.
Quanto ero fiera distare accanto a Te, forse non lo sai. Forse non te l'ho mai dimostrato.

Arriva il treno e sembra andare così veloce, così come quando arrivo a destinazione, la strada che separa la stazione dall’ospedale sembrano briciole di terra anziché metri.
E mi ritrovo quasi al volo, li sotto a quel nuovo “appuntamento”.
Tutto è nuovo e un po’ mi fa strano, ma sarà che è il mio ambiente, sarà che con un sorriso mi adatto subito, non mi sento poi così sperduta come pensavo.
Mi preparo, mi spoglio di convenevoli, di orari e date, di solite frasi e dialoghi e attendo il mio momento.
E’ stato peggio di quanto tutti ci aspettassimo.
Complicazioni mai pensate ne viste e così dopo quasi 2 ore di tortura, si sospende tutto e si rimanda al giorno dopo per una seconda sessione di tortura, anch’essa senza benefici.
Distesa in quel letto, da quel momento ho pensato: “Ora chiudo gli occhi, e quando li riaprirò Lui sarà qui a sorridermi”.
Mi sono “addormentata”per via della morfina diverse volte, ma tu ogni volta che riaprivo gli occhi, non c’eri mai.
Il mio cuore si è fatto sempre più pesante e triste.
Ho saputo solo più tardi, dopo il ricovero che ti sono stati inviati alcuni sms sulle mie condizioni, ma non so quando ne cosa ci fosse scritto.
Mi spiace se questo ti ha dato fastidio e ti chiedo scusa.

Inutile dire le parole, i gesti, l’affetto che ho ricevuto, tutti bellissimi e unici e ho sempre ringraziato il cielo.

Nei 2 interventi subiti, non c’è stato un attimo in cui moralmente io sia stata sola.
Mi sono trovata inondata di decine di gesti che poi ho letto e visionato con calma al mio ritorno, ma Tu non c’eri, non almeno non tra quegli occhi e quelle parole.
Forse sarò stata nei tuoi pensieri e ti ringrazio, ma mi sei mancato tantissimo.
Ho sperato forse, inutilmente.
Sono tornata a casa peggio di prima, con un nulla di fatto non prospettato all’entrata del ricovero, e con una situazione peggiorata.
Così domani, andrò a fare quel che ho fatto 3 anni fa.
Sono indecisa se iniziare tutto da lunedì prossimo, dopo le feste di Natale oppure se iniziare domani sera stesso.
Sono così stremata e triste, malinconica, dolorante, stanca e apatica che non so davvero cosa scegliere.
Ieri pomeriggio, ti ho fatto un altro video.
E’ stato un modo per poterti far capire ancora, quel che provo per Te e per sentirmi più vicina.
E l'ho composto, sulle note di una canzone che, oltre a parlare da se...Porta un ricordo...Chissà se capirai ascoltandola...
Ho un disperato bisogno di Te
e so che non mi concederai più un'altra possibilità.
Ogni giorno che passa, sento allentare la tua presa, sento sempre più distacco da parte tua, ma non riesco a lasciarti andare via.
Tu sei
nel mio cuore e non posso farci nulla.
Sto ogni notte, ogni istante, ogni momento a pensarti e a chiedermi di Te e non posso fare altro.
Forse per Te sarà anche stizzosa come cosa, difatti mi trattengo, scrivo qui, perché tu sia libero o meno di leggere e te lo faccio sapere solo di la, ma non ti scrivo sms ne ti chiamo per volere tuo, come mi hai scritto tu.
Ma quanto mi pesa. Ogni pensiero è una pietra lanciata contro la mia anima.

Sono qui che osservo la luce della nostra lampada, guardo i fiori che mi hanno regalato, annuso nell’aria il profumo di mela e cannella che tengo sulla cassettiera e penso a tutte quelle emozioni belle che mi hanno riempito il cuore.

Penso a papà
, al suo sorriso che è simile al mio, al suo fascino.
Al battito del mio cuore da bambina innamorata nell’abbracciarlo piena di orgoglio.
Penso a Lei
, che così piccola ha sfidato ogni barriera pur di arrivare a me e io l’ho “abbracciata” più che mai alla mia anima senza rinnegarla mai.
Penso alleTue
carezze, al tuo sorriso, al tuo accettarmi per quella che realmente sono, a capirmi sempre anche quando cercavo di nascondermi.
Alla vacanza e al nostro dormire con le candele accese. Alla tua sigaretta, alle tue gambe incrociate sul tavolino di casa e alla musica.
Penso a mio fratello
, alla sua mano che teneva stretta la mia. A quando mi vestiva e mi guardava con quegli occhi cielo dolcissimi e pieni di malinconia.
Penso ad
ogni volta che ho guardato e guardo il cielo e penso e sento di voler riabbracciare chi non c’è più e piango.
Penso alla
nostra prima vacanza, a quel tramonto bellissimo, all’uva e alla festa di ferragosto. A quelle candele sottili di c’era. Al vestito rosso che non ho mai indossato. A quella spiaggia di sassolini. Al latte nel barattolo di latta. Alle fotografie.

Mi manchi così tanto
.
Ci morirò davvero di questo amore, mi consumerò e non posso fare diversamente.
Non
ha importanza se tu hai scelto di non venire più ad abbracciarmi, se hai pensato bene di non darmi un'altra possibilità, di rimettere in discussione tutto.
Non
ha importanza se resterò ad amarti nel mio cuore e se ti porterò dentro ogni cosa che farò ed ogni persona che incontrerò.
Non
ha importanza se sorriderò a questo mondo ma in realtà dentro una parte di me è tenuta a chiave dentro il buio più assente e assordante.
Non
ha importanza se mi dimenticherò qualcosa della mia vita, ma ricorderò tutto di Te.
Io resterò qui, ora e per sempre.
Da qui nessun tempo, nessun amore, nessuna circostanza mi porterà via da Te e dall’amore che provo.

Ovunque sarai,
io ci sarò.

 

[…Non stare più con la persona con cui vorresti stare

significa rifare un sacco di cose, un sacco di pensieri.
Significa pulire, grattare, scrostare, raccogliere, riordinare, buttare.
Significa piantare chiodi nel muro, nel legno, nel nulla.
Significa comprare cose per riempire spazi vuoti.
Significa tornare indietro quando si legge un libro perché
non afferri le parole e,
quando te ne accorgi, sei a un punto della storia che non capisci.
Significa tornare indietro anche con i dvd, schiacciare rewind,
perché non hai capito cosa è successo.
Non stare più con la persona con cui vorresti stare
significa semplicemente tornare indietro.
Guardare indietro molto più che avanti.
E’ un viaggio che fai appoggiato alla ringhiera di poppa, non di prua…]

(Fabio Volo)


 

 
 
 

...Paura...

Post n°21 pubblicato il 13 Dicembre 2011 da sognidistelle_Noi

Vorrei riuscire a dirti come ho fatto a telefonarti.
Ma ho solo voglia di piangere.
Tra qualche ora me ne vado in ospedale e non sono preparata.
Avrei voluto sentire la tua voce, dopo tanto tempo, dopo tanta attesa, dopo tanto tutto.
Ho rispettato attraverso i tuoi sms la volontà di non poterti richiamare ma sapessi quanto il cuore mi è sceso a terra, calpestandolo con i miei stessi piedi.
Non so cosa accadrà. Non so come, non so e basta.
Ho solo una paura bestiale che va su e giù per l’anima e tanta voglia di dire BASTA a tutto questo inferno.
Sono tornata ad avere gli occhi tristi di un tempo e non pensavo mai.
Mi hanno detto: “Che succede? Sei distratta” e io ho cercato di sfumare i pensieri e sorridere quanto potevo dicendo “Sono solo stanca”.
In realtà avrei voluto dire “Sono stanca, penso solo a lui, in ogni direzione, domani devo andare la e non so….Non so nulla e ho paura e voglia di prendere a calci il mondo, perché così non va. E mi manca la mia bambina, mia nonna e mio padre.”
Sto piangendo a dirotto ma il dolore non si placa.
Vorrei poterti dire tutto, tutto davvero, anche il più grande silenzio.
Vorrei mangiare anche il tempo pur di andare via domani senza rimpianti.
Ho solo tanta paura di non viverti più.
Perdonami per la chiamata di oggi, perdonami per il male che ti ho fatto.
Sempre con me. Ovunque.



 
 
 

...Prima di partire...

Post n°20 pubblicato il 12 Dicembre 2011 da sognidistelle_Noi

Non ti trovo più, ed è un po’ come aver perso il senso dell’orientamento.
Lo so, ti potrà sembrare strano, ma è così.
Quel piccolo contatto, quel saperti magari a sorridere dei miei pensieri, mi faceva stare bene.

Ieri mi sono arrivati gli attestati dei corsi che ho fatto e di cui ti parlavo.

Una gioia immensa.
Avrei voluto aprire quelle buste con Te e gioire insieme di questo traguardo.
Sono arrivate forse a coccolarmi un po’ l’anima, dato che tra 2 giorni andrò incontro al mio destino.

Fa tutto ancora così strano.

Ho un po’ di perplessità e quel timore che sarebbe placato solo da un abbraccio sincero.

Non ho voluto nessuno. Cortesemente ho chiesto di essere lasciata tranquilla.

Un po’ perché è un periodo di forte marasma, di caos per me e un po’ perché l’ansia altrui in questi momenti non mi serve e non mi aiuta.

Gli altri hanno una disperata paura e mi guardano allibiti per la scelta che hofatto.

Dovrei essere io quella spaventata, e invece nonostante abbia la mia dose di preoccupazione, sono “tranquilla”, perché questa scelta è stata presa con tanta difficoltà e ponderata sotto ogni aspetto.

Ho scritto le mie volontà per la sicurezza che, niente vada perduto.

Sto preparando un po’ alla volta la valigia.
E sto scegliendo cosa portare e cosa pensare in quegli attimi che sembreranno durare un eternità.

Vorrei tanto piangere in questo momento. Per tante cose.

Ma resisto e non mi arrendo.
Resisto e penso a Te che mi manchi come l’aria.
Penso a Te a cui ho creato un dolore atroce e ho infranto i sogni più belli.

Ti ho sognato qualche notte fa.

Era caldo, era estate. Eravamo su questo ponte altissimo. Tu sei sceso dalla macchina, mi sei venuto incontro mi hai sorriso. Eri così vicino a me che io ti ho solo chiesto “Sei sicuro?” e tu mi hai risposto con un sorriso così bello che era chiaro il messaggio.
Poi, non so dove fossimo, era una casa in cui io non ero mai stata. Tu hai fatto il solito bellissimo gesto.
Avvicinarti e baciarmi il collo.
Quando mi sono svegliata non sapevo neanche dove mi trovavo talmente ero scombussolata.

Tu sei il mio sogno, la mia realtà, l’amore più grande che abbia vissuto.


Se volassi via, ricordati che sarò sempre con Te.

[…La mia stella sarà per Te una delle stelle.
Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle.
Tutte, saranno tue amiche.
Tu, tu avrai delle stelle come nessuno ha.
Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse,
allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero.
Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!
E quando ti sarai consolato (ci si consola sempre),
sarai contento di avermi conosciuto.
Sarai sempre il mio amico.
Avrai voglia di ridere con me.
E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere.
E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: “Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!” e ti crederanno pazzo.
Sarà come se t’avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere...”]
(Il Piccolo Principe)


 
 
 
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