PSEUDONIMI E ©
DDV (Dovere_di_vivere), DES (Desiodgl0), Dj_2008 sono pseudonimi dello stesso autore: Francesco Costanzo Spinelli. Tutti gli scritti, nei rispettivi blog e profili, firmati coi suddetti pseudonimi, sono miei e sono registrati, pubblicati in altri vari siti ad hoc e tutelati da Copyright. Negli scritti non miei cito ampiamente gli autori e/o le fonti.
DOVERE DI VIVERE (D.D.V.)
E' un dovere mettere a disposizione la nostra unicità al servizio di altri; ognuno di noi può essere un dono unico per l'umanità: in tal senso vivere è un dovere. (DDV)
LA MIA STORIA...
La mia storia non è amena, non è dolce e armoniosa come le storie inventate, sa di stoltezza e confusione, di follia e sogno, come la vita di tutti gli uomini che non intendono più di mentire a se stessi. (- Demian - H.Hesse)
CHIARO DI LUNA (2°)
Osservo un lupo solitario ululare alla Luna una dolce melodia. La Luna risponde col proprio silenzio. Il lupo ritorna mesto nella sua tana, ma domani sera ritornerà a cantare a colei che non gli risponderà mai. (DDV)
Ultimi Commenti
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coluci il 27/05/12 alle 11:35 via WEB
Biagio Antonacci canta: “Prima, prima di tutto dovresti stringermi forte e farmi male; prima di dormire, prima di partire prima, prima di tutto dovresti stringermi forte e farmi male...”
Tu nella chiusa verseggi: “Grazie, ho imparato l’umiltà”. Sembrerebbero due modalità diverse nell’approcciarsi alla dimensione amorosa: chi segue amore nel suo moto diffusivo e chi segue amore nel suo moto libertario. L’una e l’altra invece non si contraddicono ma si compenetrano nel loro intento espansivo. E’ la sensibilità nella situazione specifica a determinarle. Comunque sono d’accordo con te che è sempre meglio nelle cose “segrete” d’amore non perdere mai la giusta percezione dei propri limiti, che è percezione di verità, che è rispetto della loro “sacralità”. Un saluto di stima. Luciano
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xvaghestelledellorsa il 16/05/12 alle 20:30 via WEB
Affascinante riflessione filosofica. Attraverso i secoli a causa delle trasformazioni culturali e soprattutto a causa dei periodi di oscurantismo molte affermazioni delle civiltà pagane e di quella cristiana sono state travisate e interpretate a favore di diverse finalità.
Bisognerebbe riscoprire e rileggere i testi più che seguire teorie che vengono fuori da testi già interpretati chissà quando e chissà come...
Per molti aspetti il progresso, lungo la storia, si è fermato, oppure addirittura ha fatto paradossali marce indietro.
Un caro saluto. ^__^
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ondadgl5 il 01/05/12 alle 09:29 via WEB
Ciao Franco, perdona se non commento essendo d'altra Fede...mi complimento comunque per i tuoi argomenti così profondi e a parer mio densi di molteplici significati..Giustamente non è questo il contesto giusto...marea di sorrisi caro Pescatore!
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ladymarianna0 il 28/04/12 alle 19:35 via WEB
Trovo molto interessante questa tua riflessione e altrettanto interessante è lo scambio di pensieri che è scaturito con Luciano.
Io sono una mente molto semplice (lo sai) e trovo che l'ALTARE (in un tempio del passato o in un'odierna cattedrale) rappresenti il CENTRO da cui tutto si sprigione ed in cui tutto converge, come già sottolineato da Luciano. L'ALTARE è quanto di più sacro sia presente nei luoghi di culto, è la ragione della loro esistenza... la loro stessa essenza. E' il "tramite" che ci mette in contatto con Dio: attraverso "questo luogo" Dio viene a noi e noi a Lui (attraverso l'uomo) Sull'altare ebraico di pietra era posta l'Arca dell'alleanza, il primo patto tra Dio e il Suo Popolo, l'altare cristiano sostiene il tabernacolo che contiene il "pane vivo disceso dal cielo". Non sono certa se nella tradizione islamica sia contemplata la presenza dell'altare... Io trovo che le parole di Gesù racchiudano in modo totalizzante il senso della complementarietà tra l'uomo e la donna: [... "Ogni uomo dovrebbe avvicinarsi alla sua donna COME fosse un sacro altare, ed ogni donna al suo uomo COME fosse il suo Dio...] Avendole pronunciate Gesù queste parole, non poteva che citare Dio quale contatto massimo da sublimmare. Posso abbracciarvi entrambi carissimi Franco e Luciano????? ^___^ Lo faccio, baci.... Monica |
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coluci il 25/04/12 alle 07:54 via WEB
Il linguaggio religioso (biblico), per i limiti insiti nella parola umana (Dio è indicibile-il grande sconosciuto), è antropomorfico, per cui riflette la concezione antropologica dell’epoca. Non a caso Dio nella tradizione ebraica e cristiana (al di là di qualche eccezione attuale come nella Teologia della Liberazione, dove si parla di Dio-Madre) è stato concepito come maschio, padre, creatore, l’assoluto, l’onnipotente. Il “come”, per me, è dovutamente una “distinctio rationis” più che condizionale d’auspicio. Ma andando al senso del rapporto donna-uomo, per me, rimane una certa concezione prevaricante e maschilista. D’accordo, l’altare è centro verso cui tutto converge (luogo simbolico dove cielo e terra si fondono nel "calice"), ma anche luogo sacrificale dell’agnello da cui si sprigiona nuova vita, salvezza (resurrezione del Cristo). Se l’autore avesse scritto “come fosse Cristo” al posto di Dio, certamente tutta la tua nuova interpretazione la trovrei più calzante. Condivido la tua ultima osservazione sulla sessualità come esperienza dinamica e complice in uno scambio spirituale che esalta il semplice impulso procreativo della specie. Ma, continuerò a rifletterci. Un saluto di stima. Luciano
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Dovere_di_vivere il 23/04/12 alle 10:11 via WEB
Sì Luciano! Confesso che quando lessi la prima volta questa frase diedi lo stesso significato tuo. Poi feci mente locale su come gli antichi scritti non erano per tutti ma solo per i sacerdoti del tempio di allora e di oggi, che ne davano e danno intepretazioni a secondo degli usi e costumi dei tempi e dei dogmi di comodo della chiesa. Il linguaggio metaforico era chiaro per chi aveva la mente aperta, ma oscuro per chi doveva sottostare (e deve sottostare) ai dogmi umani-sacerdotali. Grazie per il gradevole sviluppo dialettico, da cenacolo cuturale, del tema. Con ricambita stima, Franco :)
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coluci il 19/04/12 alle 23:57 via WEB
I Vangeli apocrifi riportano brani più felici di questo. Effettivamente qui è palse una concezione culturale maschilista e, per certi versi (altare, un po' masochista. Anche nei canonici non è che sia tutto oro colato, ma la donna ne esce meglio. D'altra parte, i testi biblici vanno "contestualizzati" e un po' perdonati, anche perché ai giorni nostri non è che si navighi in mari più "aperti". Con stima. Luciano
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vocevera il 16/04/12 alle 16:09 via WEB
niente... la teoria la conosco, ma non mi riesce proprio di capire come si rompe la catena della ripetitività. Cos'è quel macigno e quali sono le catene e che significa volare. E come si rende conto Sisifo di essersi liberato finalmente e di non essersi, invece, illuso andando incontro ad un'altra inutile e crudele impresa, solo in apparenza diversa dalla precedente? non so se sono riuscita a spiegarmi... un saluto...
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JAMAJIA il 13/04/12 alle 13:04 via WEB
La verita' e' unica e indissolubile e non necessita sempre di condivisioni...essa e' ferma nell'anima di colui che crede come riferimento unico di vita.
Un vento. J.M.
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DolceAmaraMelannas il 09/04/12 alle 22:51 via WEB
Ci si rifugia dietro una parvenza di verità per superare le proprie paure, per il timore di essere in errore, per non dover accettare l'angoscia che si prova di fronte ad una verità non identificabile nella sua concretezza, e allora tutto diventa più facile e la pretesa della propria verità diventa una corazza, una protezione materna, un rifugio caldo e sicuro. Un atto di coraggio è riuscire ad ammetterlo^^ In leggero ritardo ma felice di augurarti con tutto il mio cuore... buona Pasqua, di rinascita, di serenità, di ogni bene possibile. Ciao Franco, buona serata, Anna ^_^
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GLI OCCHIALI
Gli Occhiali
Avevo un giorno un paio d’occhiali verdi; il mondo vedevo verde e gaio, e vivevo giocondo. M’abbatto a un messer tale dall’aria astratta e trista. «Verdi?>> Mi dice.<<Sú, prendi invece i miei: vedrai le cose al vero!>> Li presi. Gli credei. E vidi tutto nero. Ristucco in poco d’ora d’un mondo cosi fatto, buttai gli occhiali, e allora non vidi nulla affatto.
(Luigi Pirandello)
...NON AMARE...
Non essere amati è una semplice sfortuna, la vera disgrazia è non amare. (A.Camus)
ED é SUBITO SERA
Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.
(S.Quasimodo)





