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Il nuovo futuro Solskjeriano

 

 

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32°Puntata

Post n°282 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

Finalmente una mattina spunta un motorino che faceva un gran baccano, lo si sentì arrivare da molto lontano, si avvicinava sempre più con il suo frastuono di marmitta bucata.
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Dava un senso diverso a quella mattina estiva e afosa.
Sul motorino c'era un tizio a dorso nudo e senza scarpe ma con delle infradito ai piedi, aveva addosso dei pantaloncini che forse sembravano le sue mutande,una sigaretta tra le labbra e in testa un capello che sembrava pieno di cagate di piccioni da come era totalmente pieno di chiazze, si era fermato proprio davanti all'officina, legata alla vita con dello scotch che gli girava tutto attorno al culo la coppa dell'olio del mio furgone.
Al giorno d'oggi sarebbe impossibile che un tizio in ciabatte e mezzo nudo, con addosso solo delle mutande girasse con un motorino senza marmitta con una coppa dell'Olio legata al culo.
ai tempi si poteva fare di tutto, oggi sarebbe un affronto alla libertà, sempre se oggi ci sia la libertà o forse la libertà c'era quando al potere c'erano i cosiddetti cattivi.
La Francia in quel periodo era sotto il dominio del grande Generale Charles De Gaulle dal 1959 al 1969 e successivamente dai suoi due delfini George Pompidou e Giscard D'Estaign.
L'esercito in Francia dettava le leggi, e i politici obbedivano.
In Francia si viveva un periodo di spensieratezza, era un paese poco democratico e libero ma aveva la libertà più importante di ogni individuo la"serenità" che è la vera libertà.
Poi sono arrivati i politici a dettare le leggi, la democrazia e la libertà, diciamo la libertà apparente, quella delle parole.
Charles De Gaulle era talmente odiato che gli fecero 15 tentativi di attentati, riuscì sempre a cavarsela, era furbo, scaltro, intelligente.
De Gaulle quando faceva qualche visita di stato era riverito come un piccolo Re, portava sempre la divisa militare e pretendeva tutti gli onori.
L'odio nei suoi confronti non era del popolo, di solito il popolo non odia mai nessuno fino a quando gli dai un lavoro, un piatto pieno di sostanza da mettere sul tavolo alla sera ai propri figli, gli dai le medicine quando serve, 
gli dai una casa dove poter dormire sonni tranquilli, gli dai la spensieratezza di poter guardare al futuro con serenità.
De Gaulle era odiato dal sistema politico perché non potevano aprire bocca, ovvio comandava lui, come un'altra parte dell'esercito era contro il Generale, ( un discorso troppo lungo da spiegare perché c'erano dei problemi all'interno del esercito francese, tutti problemi che riguardavano l'Algeria, alcuni militari mandati in pensione troppo presto quando De Gaulle decise di abbandonare l'Algeria, dando agli Algerini la libertà di gestirsi e governarsi da soli.)
Per i francesi ancora oggi se gli domandi chi fu il più grande presidente che la nazione Francia avesse mai avuto negli ultimi 2 secoli, vi dicono il Generale De Gaulle e i suoi uomini di fiducia, i suoi servetti come Pompidou o D'Estaign.
Il popolo Francese aveva tutto, pure l'assenza di burocrazia e leggi inutili.
Poi sono arrivati gli scienziati, dall'ultimo buffone Hollande a quello precedente il corrotto Sarkozy, sicuramente come quelli che verranno in futuro.
Cazzo!!! sto divagando caro Mario, dove ero rimasto? già il tizio con la coppa dell'olio attaccata al culo.
Finalmente potevo andarmene da Arles.
Il furgone aveva una nuova coppa d'olio, eravamo pronti per ripartire per il nostro viaggio, scese qualche lacrimuccia al moccioso Jean, non avrebbe più giocato a scacchi con lo straniero misterioso, anche il barista in maniera diversa era dispiaciuto, 
ovvio gli sarebbero mancati i miei soldi in bevute, poi notai una lieta sorpresa, il cinese matto si era fatto la sua amichetta personale, una cinesina.
Porca la miseria pure in Francia stavano arrivando l'orda di occhi a mandorla.
I cinesi sono il popolo più cosmopolita al mondo, sono dappertutto, penso anche tra gli eschimesi ci sarà qualcuno che arriva da Pechino o da qualche altro paese della grande muraglia.
In Francia il primo cinese che arrivò fu un certo Wu Chang, nel 1914 fu proprio lui il primo che fece il suo primo permesso di lavoro a Parigi.
La Francia aveva chiesto manodopera a basso costo al governo cinese, per via della guerra del 14/18, che fece rimanere le fabbriche francesi vuote di operai, tutti arruolati in guerra.
Wu Chang trovò sistemazione dal guardiano della fabbrica di lamiere alle porte di Parigi, gli fu dato un loculo di 3 metri per 3 per i primi mesi.
Wu Chang senza dire mai una parola accettò, guadagnava quel giusto per poter vivere.
Sempre diligente, silenzioso, in perfetto orario ogni mattina, e qualche minuto dopo oltre l'orario delle 18.00.
In fabbrica a Parigi si lavorava fino alle 18.00, dalle 7 del mattino alle 18, in paesi più lontani di Parigi si lavorava anche fino alle 19.
Il dirigente di sezione era ampiamente soddisfatto di Wu Chang, imparava in fretta tutte le mansioni, era super affidabile e poi non parlava mai,sorridente con tutti.
Anche durante la sosta a pranzo si metteva in disparte, in un angolino in fondo alla fabbrica, con la sua schiscetta, e poi che cazzo mangiava Wu Chang nessuno lo sapeva.
Nessuno gli chiedeva chi era, cosa fosse, era semplicemente l'uomo con gli occhi a mandorla.
Per gli altri colleghi operai era un invisibile, fino a quando un giorno un ragazzo che già tanto aveva superato l'età del biberon, si era impigliato in una rotativa, una macchina che faceva girare le lastre di lamiera, 
era in poche parole un macchinario che serviva a creare i rotoli di lamiera per poi metterli in commercio.
Porca la miseria successe il finimondo in quel reparto, c'è chi tentò di pigiare il famigerato tastino che fermasse il macchinario, chi si aggrappò al ragazzo per tentare di fermarlo e non farlo diventare un salame arrotolato.
Pure Wu Chang partecipò alla missione disperata, in quel momento l'uomo dagli occhi a mandorla non era un estraneo, ognuno dava il suo contributo a salvare il culo del povero disgraziato.
La macchina continuava a girare, il ragazzo stava sempre più per essere trascinato anche lui come una semplice lamiera di carne, alla fine arrivò un tipo grande e grosso, poteva essere l'Ercole del 14/18, un energumeno, 
saltò sopra il macchinario e prese con tutta la sua forza la scatola dove c'era il meccanismo che faceva girare la rotativa, perdindirindina che forza bruta, aveva disintegrato la copertura, poi a colpi di pugni spaccò un vetro in plastica,
non contento gli diede un calcio che tutti i pezzi finirono a centinaia di metri, poi con tutto il corpo si buttò sulla scatola e la distrusse e per incanto il macchinario si fermò.
Cazzo!!! tutti che saltavano felici come bambini, pure il ragazzo che stava diventando una lamiera in carne non riuscì a trattenere le lacrime, erano pianti di gioia.
In quei momenti forse sai il vero valore della vita, da come erano contenti si presero in braccio pure il cinese wu Chang, che per un istante si dimenticò di essere uno sfigato straniero e si trasformò anche lui in un francesino atipico.
si ma le buone notizie portano con se notizie brutte.
Puttana Eva, l'energumeno aveva perso il dito mignolo, scomparso.
Il bestione poveretto scoppiò a piangere, hai mai visto un gigantesco omone di 2 e più metri per 140 kg piangere, caro Mario?
Non aveva più il dito mignolo.
tu dirai meglio perdere un dito che una vita intera, prova a dirglielo al proprietario del dito.
Sta il fatto che iniziò la caccia al tesoro, il dirigente ordinò a tutti gli operai a cercare quel dito del cazzo.
Chissà se si poteva riattaccare.
Incredibile, si misero tutti da missionari eroi nel tentativo di salvare un disgraziato a cercatori di funghi ops a cercatori di diti.
Il dito non c'era, qualcuno pensò anche di camminare in maniera garbata, chissà che sarebbe successo se il dito finiva sotto a qualche scarpa, non era piacevole poi la convivenza lavorativa con l'Ercole parigino.
Porca la miseria mi sarebbe piaciuto essere lì, filmare il tutto, vedere una tipica scena teatrale o meglio dire i mimi.
Da operai della lamiera si erano trasformati in attori da mimo da come si muovevano lentamente, tutti terrorizzati dal non dover schiacciare il dito mignolo.
Se ci fossi stato io lo avrei cercato proprio per frantumarlo, per sentire che rumore faceva un pezzo di carne umana finita sotto le mie scarpe, che goduria che sarebbe stata caro Mario, peccato che nel 1914 non c'ero.
E poi cosa sarà mai un dito in meno, meglio essere vivi e avere un dito in meno.
Il dito non saltava fuori, fino a quando con sorpresa uno degli operai nota un tizio che aveva un difetto, era sordo,incaricato di girare con la scopa a raccogliere gli scarti, quei piccoli filamenti di scarti che per il padrone della fabbrica erano come l'oro.
Non tutti sanno che gli scarti potevano essere rivenduti, un tot al chilo, in Francia nei primi anni del 900 c'era questa regola, non si butta via niente.
Comunque c'era un tizio sordo bello e tranquillo che girava e raccattava gli scarti in giro per la fabbrica, il tizio era un moccioso anche lui, sai in quel periodo gli operai erano in guerra, la fabbrica prendeva chiunque, 
pure gli studenti, invece le donne andavano sui campi o magari in certe fabbriche, come quelle delle armi, la Francia produceva anche molte armi.
Guarda un pò, il cretino non aveva mica raccolto tra gli scarti di lamiera il dito mignolo,cazzo era lì nel secchio, non parlava.
Da come lo guardavano i molti curiosi si sarebbero aspettati un grazie dal dito del cazzo, il problema che il dito non ha la lingua per parlare, semmai e di solito il contrario e la lingua che lecca il dito.
Tutti felici, il dito e stato trovato, l'Ercole di Parigi fu portato all'ospedale con il suo dito, penso che lo teneva in tasca come le sue mani nel tragitto che lo portò all'ospedale, nel tentativo di riattaccarlo,
che belle tenere tra le tasche due mani e un dito solitario.
Non so come finì la storia, che sembra incredibile ma e tutta vera caro Mario.
Sta il fatto che Wu Chang da quel giorno fu accolto come uno di loro, di solito e nelle difficoltà che rende l'uomo un corpo unico, sia esso di colore nero, giallo o bianco, in quel momento i colori si uniscono, solo nelle difficoltà.
Wu Chang morì nel 1931, un infarto fulminante, lasciò al mondo due belle bambine che non fecero in tempo a conoscerlo, la moglie, cinese anche lei, sulla tomba scrisse una frase che Wu Chang ripeteva sempre,
"Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.
Riprendemmo il viaggio nel tardo pomeriggio, si fece sera, giunti sulla costa azzurra, a pochissimi chilometri da Ventimiglia decidemmo di sostare e dormire per la notte, si vedeva un bel mare, rimasi lì ad osservarlo, il suo silenzio, 
il piccolo falò sulla spiaggia si spegne, rimango lì immobile, mentre mi si chiudevano gli occhi,iniziai a ricordare....e ricordare.
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Alla prossima puntata...
Priviet

 
 
 

Anno nuovo

Post n°281 pubblicato il 09 Gennaio 2017 da sols.kjaer

Anno nuovo, spero per voi tutti un buon 2017, anche se il 20 con il 17 non è un buon segno, sommando fanno 37.

37 non è un numero interessante, e un numero neutro, senza senso.

Io ho passato un buon natale, direi tranquillo, mi ci voleva un pò di pace.

Il mio capodanno e stato veloce, anche perchè sono andato in estremo oriente per 5 giorni, che non passavano mai.

5 giorni sembravano un infinità.

Non mi garba il mondo in Estremo Oriente, troppo caotico, un mondo che a me non piace ma sono costretto per questioni professionali ad andarci, il tipico trasferimento di operatività.

Sono tornato, e siccome stasera ho una cena importante di lavoro, come sempre per scaramanzia metto il solito video del menga.

Tranquilli venerdì 13 Gennaio ci sarà la 32esima puntata.

Comunque la scaramanzia funziona, da anni usavo aerei Topulev, l'aereo che è caduto.

Potevo esserci io su quell'aereo.

Quando ero a Minsk e da Minsk il viaggio verso Damasco il Topulev era l'aereo preferito, più che preferito era l'aereo da usare.

Fino a qualche settimana fa avevo nostalgia delle mie giornate a Minsk, il profumo delle sigarette in albergo, la città ordinata, sicura, pulita.

I miei viaggi in auto per i villaggi della Bielorussia, tra strade deserte e boschi infiniti, i miei trascorsi come ospite in alcune famiglie di qualche villaggio, che mi accoglievano nei brevi periodi, la loro vodka, le tante sbronze e qualche sottana da alzare.

Bei tempi, poi cade il Topulev, perdindirindina, potevo esserci io e avrei lasciato questo mondo del menga sfracellato al suolo, che fine ignobile avrei fatto.

Non me lo meritavo dopo tutto il bene che ho fatto a questo mondo.

Il fato? il destino?

Può essere, tutto può essere.

Per questo sono maledettamente e fottutamente scaramantico.

Sta il fatto che in estremo oriente a me non garba, troppo caos, gli alberghi sono delle piccole bomboniere dove sembra non siano vissuti, sembrano degli ospedali.

Le città sono caotiche, inquinate, sporche, un pò come tutto il mondo del progresso.

Si mangia da schifo, si beve pisciazza, le poche sottane belle da alzare costano e anche troppo.

Uno potrebbe domandarmi, preferivi morire sfracellato?

A pensarci forse avrei dato anche la mia vita in cambio di un solo giorno disteso su di un prato verde sotto un cielo azzurro tenendo tra le mani una bottiglia di vodka e con l'altra le mani di una fanciulla con un sorriso che ti avrebbe portato via anche l'anima.....si forse ci avrei pensato.

Priviet

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Buon Natale e Felice Anno Nuovo...

Post n°280 pubblicato il 23 Dicembre 2016 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

Buongiorno Signori e Signore, siccome è Natale ed e un periodo festivo non voglio trapanarvi le cosidette scatoline e poi dalle 13.00 spaccate non un minuto di più ne uno di meno (sarò attaccato al minuto) andrò a rifugiarmi nel mio piccoo harem a Puigcerda.

Sarò anche in dolce compagnia, sapete quei dolcetti, se mi viene in mente velo dico, ce l'ho sulla punta della lingua, azzzz!!!

Non ricordo che razza di dolcetti mi riferivo, già dove eravamo rimasti?

Ecco, dovrò fare un paio di giorni di riposo, poii partirò ancora per la seconda volta in estremo oriente ciò che avevo iniziato (un discorso troppo lungo e tecnico da spiegare)

Tranquilli tornerò per la metà di Gennaio, e riprenderò dalla 32esima puntata del menga.

La farò uscire dal parcheggio Venerdì 13 Gennaio, data e numero interessante (spero che mi porti fortuna)

Nel frattempo vi lascio qualche chicca, che non tutti voi conoscono ( il 5% della popolazione Italiana conosce cose preziose e rare) il popolo italiano è molto ignorante e sopratutto vive di pregiudizi, perchè è già lui un "Pregiudizio della Natura"

Vi lascio qualcosa da guardare.

1° il titolo del film è "STILL LIFE" del 2013, oltretutto di un italiano "Uberto Pasolini" che ha deciso di andarsene dall'Italia, e ha fatto un autentico capolavoro, sono 5 video che raccontano un piccolo sunto del film.

Una storia che parla di un funzionario comunale inglese che lavora alla ricerca dei parenti delle persone morte di solitudine.

La solitudine, sarà la malattia del secolo (non ancora evidenziata) ma nel prossimo decennio ci saranno moltissime persone che moriranno nella più totale solitudine e qualcuno dovrà occuparsi di loro, la sepoltura, le loro cose, i loro animali (se li hanno) cercare i parenti se ne esistono.

Il film vi darà un piccolo antipasto a ciò che voi vivrete tra 20/30 anni.

Di questo film c'è la scena dove il funzionario si crea un suo album personale fotografico, dove raccoglie le foto di sconosciuti morti che non sa neanche chi siano, questo vale solo il prezzo del biglietto, il finale non posso dirvelo, questo film non è adatto a chi si commuove facilmente

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Clip-Trailer

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Clip-Non è mai troppo tardi

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Clip-Susie la gatta

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Clip-Questo era mio padre

Clip-Il Licenziamento

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2°titolo del film e "In The Mood for Love" film del 2000 girato a Hong Kong, una trama originale e particolare e la storia di due coppie di coniugi che si trasferiscono in due appartamenti contigui.

Sig.Chow e Sig.ra Chan scoprono che i rispettivi consorti sono amanti, ecco del perchè fecero di tutto per andare a vivere nello stesso pianerottolo.

La volonta di comprendere le cause del tradimento li porterà a frequentarsi e anche ad innamorarsi di un amore platonico, un amore impossibile.

Film girato con tecniche a spalla, accompagnato da musiche straordinarie, ritenuto da molti uno dei 10 film più belli degli ultimi 20 anni.

La metafora del film penso che sia una sola "Ricordare è meglio che vivere"

Quattro clip, la 1-ambientazione, movimenti,colonna sonora, ect. la 2°clip, altra sua colonna originale, i primi approcci di due persone che non si conoscono, la parte iniziale del film.il 3° clip, la recita di lei che chiede al marito se ha un'altra donna. la 4° clip quasi alla fine del film, quando l'amicizia si trasforma in amore.

Il finale "che qui non vedrete" vale da solo il prezzo del biglietto.

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Clip-Ambientazione

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Clip-Primi Approcci

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Clip-La recita

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Clip-Non pensavo ti innamorassi di me

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3°titolo "Memories of Murder" film coreano basato su di una storia vera del primo serial killer in Corea. vi faccio vedere l'inizio.

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Clip-Iniziale

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4°titolo e un film intero, potete vedervelo seduti sul divano,dal titolo "Io ho Paura" film di Damiano Damiani che fu bloccato dalla censura nel 1977, fu successivamente boicottato.

Ancora oggi e introvabile, fu trasmesso dalla Rai una notte di Luglio alle 3 del mattino, il giorno seguente ne parlò un noto quotidiano, notando con sorpresa un capolavoro nascosto dalla censura.

Protagonista è un Gian Maria Volontè in gran forma.

Il finale non posso anticiparlo, basta vederlo, vale da solo il prezzo del biglietto.

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Film Intero-Io Ho Paura

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Ora vi saluto, mi raccomando fate i bravi, passate serenamente le vostre fottute feste di natale, che sia un felice anno nuovo per voi e i vostri cari (sempre se ne avete di cari)

Priviet a tutti, buoni e cattivi, belli e brutti.

 
 
 

31°Puntata

Post n°279 pubblicato il 16 Dicembre 2016 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

Ma quanto pioveva, stavo diventando un pulcino disperso tra le acque di un cielo tempestoso, in fretta e in furia andammo via dalle forze impetuose di un tempo indiavolato, c'era anche un vento fastidioso che ti si appiccicava le gocce di pioggia sul viso,la forza del vento te le teneva attaccate.

A passo veloce l'accompagnai a casa che distava a qualche centinaio di metri dalla piazza, divenuta anch'essa vuota come se ci fosse stata la fine del mondo.

Il silenzio in quei momenti aveva avuto la meglio, lei rimase immobile senza fiatare davanti alla porta d'ingresso che dava alla strada, sembrava che stesse aspettando che dicessi qualcosa ma non avevo le parole da inserire in quel momento,era come se mi fossi trasformato dal giorno alla notte, ero diventato molto diverso dal momento che mi aveva conosciuto, forse era voluto per far in modo che mi dimenticasse, forse, non volevo pesi sulla coscienza, anche se poi nel corso degli anni da pesi sono diventati rimpianti.                                                                                                       

Mi costava molto stare in silenzio, gli avrei voluto dire molto ma era impossibile, potevo dirgli che sarei ritornato, mi mancava il coraggio, ero lì fermo come uno stoccafisso, sotto un'acqua che mi aveva preso di mira, in quel istante pensavo che una nuvola stava pisciando sulla mia testa.                                                               

Lei era sempre lì che mi guardava, aspettando un qualcosa, quel qualcosa alla fine uscì dalla mia bocca, "Allora vado"Si girò e senza dire neanche una parola aprì la porta, in quel istante gli presi il braccio la avvicinai a me e gli diedi l'ultimo bacio, un bacio che ancora ricordo, come un bellissimo bacio delicato,è in quel momento che lasciai le sue labbra, ebbi la forza e il coraggio di fargli una promessa;"Ritornerò."Lei sorrise, e se ne andò lasciandosi alle spalle quella porta che lentamente si chiuse.   Ero fradicio come uno uscito da immersioni dalle acque dell'inferno, come quando una volta all'anno il demonio decide di spegnere i fuochi degli inferi, buttando per una sola volta una gigantesca quantità di acqua.                                                                         Corsi al furgone e mi rifugiai dentro, il tempo giusto di asciugarmi i capelli con un'asciugamani che avevamo portato da Siviglia.Iniziava a piovere sempre meno, più il cielo si apriva all'alba più le nuvole iniziavano a lasciare strada ad uno spiraglio di piccole stelle lucenti.                                                                                                         L'alba stava iniziando a prendersi di nuovo il mondo, iniziai a cercare i miei compagni di viaggio, il muso giallo era rannicchiato sotto ad un portico tra due sacchi di patate con un cane nero che dormiva appoggiandosi la testa sul culo del cinese.Presi una scopa, e tenendomi a distanza di sicurezza dal cane che mi guardava come se dovesse saltarmi addosso da un momento all'altro, spazzolavo la testa del muso giallo, sperando che si svegliasse, la cosa assurda che invece di svegliarlo gli avevo dato lo stimolo per scorreggiare, ogni volta che appoggiavo la scopa sulla testa del cinese dal culo usciva una scorreggia, la cosa aveva dato fastidio anche al cane che aveva capito che non ero io il pericolo ma il cuscino dove aveva messo la sua testa pelosa.Il cane sconvolto si alza e se ne va, lascio la scopa e gli metto un piede sopra la testa e inizio a schiacciare, volevo vedere se il coglione iniziava a sentire dolore, infatti il suo culo si fermò dal fare scoregge e iniziò a lamentarsi dal dolore della sua testa bacata.eccolo che si attiva come un omino delle pile duracell, immediatamente si mette in piedi sul'attenti.                                                                                             

Gli faccio capire di seguirmi che dovevamo cercare gli altri due dispersi.La piazza principale di Serignan tra alcune gigantesche pozzanghere era ricoperta di ogni, tutti residui della festa, bicchieri, bottiglie vuote sparsi un pò di qua, un pò di là.

Maurice dormiva seduto appoggiando la testa su di un tavolo, russava così tanto che si muovevano alcuni tovaglioli di carta, credo che mi hanno ringraziato quei tovaglioli, perchè gli avevo portato via il russatore, per svegliarlo ho dovuto usare le maniere forti, cazzo!!Era inavvicinabile, aveva un fiato che poteva ammazzare pure un vampiro, continuava a lamentarsi che la testa gli stava scoppiando, pensavo magari, almeno avrei avuto più quattrini da intascare, uno in meno con cui dividere.

Poco più distante c'era Kaleb, sotto ad un tavolo, anche lui dormiva, lo presi dai piedi e lo svegliai in modo brusco.Una bella rinfrescata sotto una fontanella, li avevo completamente svegliati, si era pronti per ripartire, destinazione Francoforte.   Eravamo ancora nel sud della Francia, nella provincia della linguadoca, riprendemmo il viaggio verso Marsiglia cercando di stare sempre sulle strade provinciali, prendemmo la D19, direzione Beziers, poi da Beziers la A75 direzione Montpellier.                       

Da Montpellier iniziammo a fare stradine su e giù tra il parco regionale di Camargue, sono delle insenature da farla sembrare una piccola isola sulla costa sud francese, ottimo tragitto per chi non vuole essere controllato, zone desertiche e strade sconnesse.Un posto singolare perchè eravamo accompagnati da stormi di uccelli, essendo quella una zona tipicamente riserva di centinaia e centinaia di specie di uccelli, senza dimenticare gli insetti, infatti non sapevo che muso giallo ne era allergico, infatti iniziò a grattarsi.Si era introdotto all'interno del furgone un gruppo di zanzare succhia sangue, prese di mira il cinese, a me non si avvicinarono, voleva dire che avevo il sangue non buono, di solito le zanzare stanno alla larga da chi non ha un buon cuore.

Era così divertente vedere il muso giallo che si grattava disperato contro le succhia sangue che distraendomi non mi accorsi di un enorme sconnessione del terreno che fece incastrare il furgone su di un enorme sasso che colpì la coppa dell'olio del furgone, in breve l'olio motore iniziò a colare rapidamente che fece una scia nera sull'asfalto, fui obbligato a fermarmi e spegnere il furgone.                                 Puttana Eva non ci voleva, eravamo dispersi nel deserto delle Camargue circondati da fenicotteri e zanzare, senza dimenticare un bel ragno gigante che si era piazzato sul tetto del furgone che mi guardava come per dire sono cazzi tua adesso.Non ci voleva, mi sedetti in terra a pensare, mentre il muso giallo correva attorno al furgone cercando di scacciare via le sue amiche volanti, Maurice iniziò a bestemmiare in francese, e il Kaleb iniziò a pregare il suo Dio del cazzo.In quei casi non esistono Dei o signori beati, in quel caso esiste una sola ragione, "l'arrangiarsi"

Decidemmo che due sarebbero andati a cercare aiuto e gli altri due rimanevano a guardia del furgone, chissà se ci fosse stata un'invasione di piccioni pirata provenienti dal cielo con l'intento di attaccare il furgone con cagate mega galattiche,per portarsi via i due dipinti.Maurice e Kaleb erano rimasti a guardia del fortino, mentre io e il cinese ci avviammo verso sud, sperando di trovare qualche essere vivente.Ai tempi non esistevano telefoni cellulari, e neanche i segnali di fumo sarebbero stati adeguati in quel inferno di caldo e umidità.Presi della terra da terra e incominciai a imbrattare il muso giallo, collo, braccia, viso, per dargli un pò di protezione dall'assalto delle sue amiche volanti, che si erano dimenticati della mia presenza.

L'orizzonte nel guardarlo dava un senso ondulato dell'aria come se ci fosse un soffio continuo di vento che poi non ce ne era.Il sudore colava, avevo la pelle come se mi avessero riempito di olio unto, il sole scottava, presi della terra e iniziai a ricoprirmi la pelle delle braccia,del viso mi riempi di terra anche attorno al collo cercando di tenere lontano i raggi malefici del sole.                                                                   Camminavano ma nessuna anima viva nei paraggi, trovammo una strada asfaltata, e proseguimmo nel vagare in cerca di un qualcosa che prima o poi sarebbe comparso, il sole picchiava forte, il cinese iniziò a delirare, prese in moto dal suo cervello la canzone del suo paese,quella che ci aveva trapanato le budella per un bel pò di tragitto, gli andavo dietro canticchiandola, improvvisando una musichetta a cazzo di cane.Io avanti e il muso giallo appena dietro, un rumore strano iniziai a sentire, puttana Eva, un auto stava arrivando, la intravedevo da lontano, c'era il sole e la troppa luce accecante che non mi permetteva di mettere a fuoco quel che rimanevano dei miei occhi, sembravano pezzi di legno le mie palpebre.Cazzo!!! era un auto, una vecchia Renault 4 rossa, mi buttai in mezzo alla strada sperando che colui che guidasse non mi facesse diventare uno stecchino dentro una cassa da morto.           

Si fermò, alla guida c'era una signora anziana stranita per come eravamo conciati.Il mio chiedere aiuto mettendo le mani in segno di preghiera ha funzionato, ci fece salire in auto, ci fece molte domande.Io oramai avevo il solito disco di risposte, stavamo portando un malato mentale da Siviglia a Francoforte su di un'ambulanza, rimasta in panne sul posto dimenticato da Dio ma non dagli uccelli.Mi ha domandato la vecchietta se il matto era colui seduto sul sedile posteriore, siccome lo vedeva dallo specchietto del retrovisore sdraiato a testa in giù.                                                                       Non potevo dirgli che era lui, gli ho accennato che era lo scienziato cinese che aveva in cura il matto.Il matto era rimasto legato al sedile dentro al furgone sotto stretta sorveglianza di un uomo armato fino ai denti.La vecchietta fece un sospiro di sollievo.Arrivammo ad Arles,distava circa 20 minuti circa da dove ci soccorse la vecchietta, ci accompagnò da un autofficina.

Insieme al meccanico andammo con il carro attrezzi dove c'era il furgone in panne.Fortunatamente mi ricordai la strada, sopratutto perchè avevo lasciato dei ricordini lungo la strada che facemmo a piedi, per primo, dove la vecchietta ci raccolse feci un bel mucchietto di sassi da creare un piccola montagnetta in miniatura, poi dal mucchietto di sassi ripresi la stessa strada questa volta nel tornare dietro, altra traccia fu la cagata che feci, la merda era ancora lì, era sommersa da insetti che amavano il sapore della mia pupu, cazzo!! prima o poi dovrò assaggiarla per capirne il gusto se è così buona come piace agli insetti.Fu liberatorio il mio grido "Ecco la mia merda!!" fu la netta convinzione che la strada del ritorno era quella giusta, poi altro filo di Arianna fu quando sul cammino che portava a Damasco come si dice in gergo, ritrovai il fazzoletto in sfoffa che portava il muso giallo in tasca.Lo avevo messo conficcato in un piccolo pezzo di legno, in lontananza sventolava così piano come se parlasse.Pure quel cazzo di fazzoletto si era rotto i coglioni di essere pizzicato dagli uccelli che vagavano per quella terra di merda, era tutto pieno di piccoli buchi, potevi infilarci giusto dei stuzzicadenti.Sulla punta del pezzettino di legno c'era una specie di merlo del menga, si era trovato un posto ideale per osservare il terreno senza farsi vedere dalle sue minuscole prede.Mi avvicinavo e non se ne andava lo stupido uccello, mi guardava come se dicesse "che cazzo vuoi tu" con quell'aria da boss della riserva uccellara.

Per incanto iniziò a volare e scomparve, per forza mi aveva visto tirare via la scarpa dal piede, ero pronto a fare come Guglielmo Tell, anziché tiro di freccia alla mela, sarebbe stato tiro di scarpa al'uccello.

Eravamo vicini, proseguimmo fino ad arrivare al furgone, attaccato al carro attrezzi tornammo ad Arles al'officina. 

La sfortuna continuava a perseguitare questo viaggio, il pezzo di ricambio, una coppa nuova o al massimo usata non era subito disponibile, ci volevano almeno due o al massimo tre giorni.Rimanemmo ad Arles, riuscimmo a trovare una breve sistemazione nel quartiere la Roquette, da un calzolaio, sopra al negozio aveva delle camere, ci diede una stanza con 3 letti, sarei rimasto io senza posto letto, anche perché avevo deciso di dormire dentro al cortile dell'officina all'interno del furgone, mi ero accordato con il meccanico.Non potevo lasciare il furgone senza poterlo controllare.                 

Un conto di giorno e un conto alla notte, non mi fidavo, oltretutto sotto alla scocca c'era un tesoro dal valore inestimabile.Rimanevo tutto il giorno in un bar di fronte all'officina, seduto sempre alla stessa sedia nello stesso posto per tre fottutissimi giorni, avevo già fatto amicizia con il barista, che non so che considerazione avesse di me e dei miei soci, di cui uno era un folle muso giallo.Penso ci avesse preso in simpatia, gli chiesi se c'era una scacchiera per passare il tempo, il barista sparse la voce per la piccola cittadina, si presentò un ragazzino che poteva avere sedici anni, aveva una bellissima scacchiera in legno totalmente fatta a mano dal nonno, anche tutte le pedine erano fatte a mano, bellissimi erano i cavalli.                                 

Pagai ogni volta da bere al ragazzino e iniziammo a giocare a scacchi, era bravo il moccioso, si chiama Jean, giocavano ogni pomeriggio.La mattina il ragazzo era a scuola ed io rimanevo seduto alla sedia a guardare la strada, i passanti, l'officina, il furgone, sembravo il guardiano di Arles.                                                                   

Non vedevo l'ora che arrivasse quel pezzo di ricambio per andarmene da quel posto di merda.Di Arles salvavo la birra del barista, la scacchiera, la simpatia del moccioso e qualche ma pochissime donzelle che mi passavano davanti, perché vicino al barista c'era una piccola drogheria.Lasciavano una scia di passere profumate, ce ne era una che la sentivo in lontananza, era accompagnata da un alone di fiori tutta attorno, penso che anche la passerina sapeva di fiori, ogni volta avevo la tentazione di fermarla e domandargli se lo era anche la sua passera profumata, poi pensavo tra me stai fermo e stai zitto non farti nemici, si sempre sorridente e affettuoso e vedrai che andrai via da questo mortuorio in pace.                                                                          I miei soci vagavano per il paese, portandosi dietro il muso giallo per non fargli fare danni, io non potevo muovermi, dovevo rimanere lì, come in una prigione.Il caldo non si fermava mai, in certi momenti del pomeriggio non c'era un anima viva, io e il moccioso stavamo a giocare a scacchi nel deserto più totale di quel paesino del cazzo, dimenticato dal mondo, desideravo un pò di pioggia, neanche il vento veniva a farmi compagnia, a parte una canzoncina che sbucava da qualche finestra lasciata aperta per il gran caldo.Una canzone che mi rimase impressa che tradotta in italiano faceva. 

 Inizi la tua vita da un bordo di un ruscello

Hai sentito quei rumori che corrono tra i roseti

Che salgono dai sentieri, che affiorano dai boschi

Le pale del mulino, le campane di mezzogiorno

sottolineano con un sorriso la canzone di un uccello

Ti piaceva far cerchi nell'acqua

Oggi ti sballottano acque meno tranquille

Ti accanisci e vaghi ma l'amore dov'è?

L'ambizione ha le sue leggi, l'ambizione è un culto

Vuoi che la tua voce domini il rumore

Vorresti che ti amassero un pò come un eroe

Ma chi sa fare cerchi nell'acqua come te?

Tutti quei testimoni che vuoi portarti dietro

potrebbero benissimo davanti ai tuoi cerchi nell'acqua

prenderti per l'idiota, l'idiota del paese

che è restato là a far cerchi nell'acqua, a far cerchi nell'acqua.   

................................................
...................................................
Alla prossima puntata venerdì prossimo
Fate i bravi.
Priviet

 

 

 
 
 

Come va.....

Post n°278 pubblicato il 12 Dicembre 2016 da sols.kjaer

Come va signori e signore?

Io tutto sommato sto abbastanza bene, ho da sistemare un pò il fuso orario, il mio cervello ha bisogno di carburare un pochetto.

Non ho proprio niente da raccontare che sia importante da raccontare.

Vedo che il governo in Italia si è rivoltato, bhe niente di nuovo all'orizzonte, cambia quel giusto per poi non cambiare niente, e una semplice illusione.

Venerdì prossimo farò uscire dal parcheggio la 31esima puntata.

Siccome stasera ho una cena importantissima, metto il solito video porta fortuna.

 

Accidenti quanto fa freddo, spero di non prendermi un coccolone.

Priviet

 
 
 
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Un blog di: sols.kjaer
Data di creazione: 06/06/2012
 

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6-Metti una sera a cena

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