progettosolskjeriano

Il nuovo futuro Solskjeriano

 

 

Buona Pasqua....

Post n°291 pubblicato il 14 Aprile 2017 da sols.kjaer

Oggi è il famigerato venerdì santo come si dice da secoli.

Una cosa secolare va rispettata anche se uno non crede, la 39esima puntata va spostata al dopo le mie vacanze.

E già, anchio vado in vacanza, e mi merito una bella vacanza, dopo mesi.

Tranquilli la 39esima punta e parcheggiata nel box.

Ne approfitto per lasciare 9 parti di un opera cinematografica di qualche anno fa.

L'autore è Emmanuel Mouret, definito il Woody Allen francese.

Più che Woody Allen, penso sia il Truffaut di una nuova generazione di autori francesi.

Mouret fa tutto, sceneggiatura, soggetto, attore principale e regia, senza dimenticare che si occupa del montaggio.

Trovo ironico e originale questo film dal titolo "Cambio di Indirizzo"

La storia di due sconosciuti un uomo e di una donna che decidono di fare i coinquilini per dividere il pagamento dell'affitto.

Bisogna capire la metafora della storia, ha diverse interpretazioni, complimenti ad Emmanuel Mouret che ha realizzato un piccolo capolavoro.

 

Parte 1

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Parte 2

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Parte 3

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Parte 4

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Parte 5

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Parte 6

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Parte 7

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Parte 8

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Parte 9

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Buona Pasqua a tutti voi, buoni, brutti, cattivi e belli.

Prviet

 
 
 

38░Puntata

Post n°290 pubblicato il 07 Aprile 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

E stato lo strano rumore che proveniva dal piano inferiore, una porta nascosta, e stata la mia vista attenta e il mio fiuto a capire che dietro quella porta fantasma c'era un segreto incofessabile.
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Avevo la mia tecnica per introdurmi in quella casa, ero molto esperto del resto.
Studiai le probabili entrate e vie di fuga, la mia mente fotografò l'ambiente.
La tipa mi offrì da bere, non fidandomi feci finta di bere, nello squillo di un telefono nella stanza accanto che costrinse la signorina ad andare a rispondere, buttai un pò della bevanda su di un vaso con una pianta finta.
Strano una venditrice di fiori che in casa ha piante e fiori finti.
Al suo ritorno decisi di andarmene trovando una scusa di un finto appuntamento.
Ero troppo curioso e affascinato dall'idea di trovare qualcosa di interessante in quella casa, tornai al punto di ritrovo dai miei compagni di viaggio, li convinsi a stare la notte ad Egerkingen.
Avevo tutta la mia attrezzatura, il mio amico cloroformio.
Aspettai le 2.00 di notte, era tutto spento, un silenzio da far paura, in ogni angolo di quel cazzo di paese, ho tutto, guanti, la bottiglietta di coloroformio,uno straccio in tasca posteriore destra,una piccola torcia sulla tasca posteriore sinistra con un cacciavite perfetto per le serrature, un pugnale indiano con fodera sulla cintura anteriore dei miei pantaloni.
Senza nessuna fretta mi avvicinai alla casa cercando di non dare nell'occhio per eventuale incontri.
Con la massima velocità scavalco un cancelletto, tiro fuori dalla tasca anteriore destra una calza e mi copro il viso.
Silenziosamente apro la porta, mi sono bastati 10 minuti, cercando di non romperla, ci vuole pazienza caro Mario.
Entrato dentro, cerco la stanza dove la tipa dorme, senza fare il minimo rumore, uso la piccola torcia, fortunatamente tutte le porte sono aperte, per primo sulla destra c'è il bagno,poi un piccolo angolo sempre tenendo la destra, 
c'è un'altra stanza, vuota, solo delle scatole,esco e subito dopo c'è un'altra stanza a sinistra, eccola lì sul letto, dorme come un angioletto.
Spengo la torcia, del resto dalla finestra c'era il fascio di luce di una luna piena che splendeva in quella limpida notte svizzera, era sufficente per farmi vedere.
Prendo lo straccio, apro la boccetta di cloroformio, ne metto quel tanto che basta per imbrattare lo straccio.
Mi avvicino alla preda, che dolce, dorme, avvicino molto lentamente lo straccio imbevuto al naso della mia preda, ed ecco in pochi istanti che il sonno diventa profondo così tanto che e impossibile che si svegli.
Ora devo controllare che in casa non ci siano degli intoppi, c'è un'altra stanza dall'altra parte.
Ecco, un'altra figura, questa deve essere la madre, avvicino lo straccio al naso, eccola si, dormi, dormi, sogni d'oro.
Esco dalla stanza e controllo ancora, non ci sono più stanze.
Ora andiamo a vedere dove mi ha portato questa mia curiosità.
La misteriosa porta, accidenti era chiusa a chiave, non lo avevo calcolato.
Dove miseriaccia era la chiave per entrare? domanda senza risposta, chi poteva darmela non poteva rispondermi, dormiva sonni lunghi e meravigliosi.
Incominciai a cercare in giro, senza creare nessun disordine, dovevo essere come un fantasma in visita dall'aldilà.
Cassetti, armadi, guardai dappertutto, pure in bagno, tra rossetti e pannolini per dolci signore.
Porca la miseria, non potevo scardinare la serratura, sarebbe stata la convinzione che qualcuno fosse entrato in casa e sarei stato io il primo sospettato.
Non mi rimase che sedermi sulla poltrona a pensare, e poi riflettere senza bere niente non mi è mai piaciuto.
Vado in cucina, apro il frigorifero, c'era del latte di capra, come cazzo si fa a bere del latte di capra, l'odore era inconfondibile, delle uova, della carne andata a male, 
puttana Eva che fetore che faceva quella carne,questo mi ha obbligato a chiudere il frigorifero, guardai negli armadi, ecco una bottiglia di brandy, cazzo era l'Armagnac.
Armagnac il miglior brandy al mondo, bere questo brandy ti faceva sentire gli odori e le sensazioni della Guascogna francese.
Non potevo non berne un goccio, aprì il tappo e il mio povero nasino sentì il suo aroma delizioso, si era lui il signor Armagnac.
Senza appoggiare le labbra sulla bottiglia, ne feci scendere a piccoli sorsi, delle gocce sulla punta della mia lingua, come quando lecchi la passera di una donna, 
la punta della lingua e fondamentale.
Importante non appoggiare le labbra sulla bottiglia per evitare impronte di nessun tipo.
Non ti dico caro Mario la sensazione nel sentire sulla mia lingua quel gusto inconfondibile di Guascogna.
Mi e bastato poco, non potevo esagerare, del resto ero lì per lavorare mica per divertirmi.
Rimesso al suo posto il brandy, ritornai sulla poltrona a pensare.
Pensavo e pensavo dove fossero quelle maledette chiavi di quella misteriosa porta.
Porcaccia boia mi addormentai come un coglione, fu il canto del gallo che mi fece alzare di soprabbalzo, cazzo!!!
Era quasi l'alba, il sole stava per sorgere, dovevo smammare in fretta e in furia, il cloroformio aveva finito il suo effetto.
Erano le 6.05, mi ero addormentato come un coglione, azzzz!!!!
La madre si stava alzando, mi precipai come un fulmine dietro ad un tendone rossiccio che stava al fianco della porta d'ingresso, cercai di nascondere i piedi il più possibile.
Era frastornata la signora, infatti l'effetto del cloroformio al risveglio è un pò di mal di testa e poi non ti rendi conto di essere stato addormentato.
barcollava mentre andava in bagno, nel frattempo ecco in piedi la figlia, parlano di un appuntamento con un certo Alexievic.
La mia situazione non era per niente semplice anche se stavo ben nascosto, dovevo trovare una soluzione,volendo potevo uscire come un folletto e dire la solita frase del cazzo del tipo 
"sorpresa!"
No, non era assolutamente il caso, sarebbe stato pericoloso.
Decisi di rimanere nascosto, i minuti passavano inesorabili.
Accidentaccio, non volendo avevo scelto un posto in prima fila senza neanche pagare il biglietto allo spettacolo di uno spogliarello.
Il mio nascondiglio aveva una visuale un pò in laterale da un lato destro il bagno e dall'altro lato di sinistra la camera ma era ben visibile il culo della figlia,
fu problematica la faccenda quando mi passò davanti dopo una profumata doccia, andò ad accendere la radio, dove stava per iniziare una canzone che parlava di una fantomatica storia di un lago di Kriss
Per ben due volte nel suo avanti e indietro lasciò un alone che mi obbligò a storcere il naso,
porca miseria stavo starnutendo, non so come ho fatto a far si che il mio naso facesse degli equilibrismi, non potevo neanche portare la mano sul naso per distrarlo, ero fermo e immobile con il corpo, 
come uno stoccafisso pescato nel mar adriatico
Ho fatto una velocissima preghierina a santa madonnina, sperando che la tipa non ritornasse indietro con quel cazzo di profumo, perchè il mio naso avrebbe perso il controllo e sarebbe sprofondato nell'ignoto starnuto 
mettendomela nel fondo schiena, a volte e il tuo olfatto a fregarti.
Parlavo mentalmente con il mio naso, distraendolo, dicendogli guarda quel pezzo di gran fanciulla con il pelo rasato nel triangolino dell'amore, già avevo notato che era rasata.
Incominciavo a delirare, avevo iniziato a parlare a me stesso, mi davo del coglione, del cretino, dicendomi "che invece di pensare al pelo di gnocca pensa a tirarti fuori da questa situazione di merda." 
Mi ero prefissato l'idea di uscire come un deficente all'improvviso urlando 
"Sono il ginecologo mandato dal governo per il controllo delle ovaie svizzerotte." 
Poi il mio Io dandomi del coglione e deficiente al metro cubo con annessi e sconnessi, riuscì a farmi ragionare.
Si vestiva la tipa, con gonnellina bianca lunga, camicetta rosa, pettinatina, poi spunta e tira fuori la famosa chiave che cercai per tutta la notte.
Accidenti, era messa sopra lo stipite della porta, il modo più stupido dove nascondere una chiave, e pensare che avevo cercato in tutti gli angoli di quella casa.
Apre la porta e scende di sotto, guardo a destra e guardo a sinistra, non mi fido a uscire e svignarmela subito, calcolando l'uscita e apertura della porta ingresso, girando tre volte il pomello passerebbero 3 secondi, senza fare rumori,
3 secondi potrebbero non essere sufficenti, anche perchè la madre era stazionata in cucina, sentivo dei rumori di tazze, no 3 secondi non sono sufficenti, non vale la pena rischiare, decisi di aspettare, sarebbero uscite a breve.
Ecco che ritorna dallo scantinato, richiude la porta e rimette la chiave su in alto dello stipite.
Va in cucina, le due chiacchierano e insieme escono.
Aspetto, un pochetto prima di uscire dal nascondino dietro il tendone, esco e guardo fuori dalla finestra, puttana eva, me la sono vista brutta, ora nessuno può disturbarmi, tutto felice e contento,
Mi presento davanti alla porta dello scantinato canticchiando quella canzone che parlava di una famigerata storia di un lago di Kriss, prendo la chiave ed entro......   
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Alla Prossima Puntata,buon proseguimento, fate i bravi e i buoni.
Prviet

 
 
 

37░Puntata

Post n°289 pubblicato il 31 Marzo 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

La mattina seguente si era pronti per l'ultimo viaggio, destinazione Francoforte.

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Era tutto pronto, gli ultimi controlli all'ultima documentazione, quella che portava in Germania Ovest.

La prossima tappa di fermata era Egerkingen, un piccolo paesino del canton soletta.

Una pausa giusta per liberare le vie urinarie, una tranquilla cittadina dove i pochi abitanti che si intravedevano per strada osservavano con sorpresa questo furgone ambulanza.

Una meritata sigaretta seduto su di una sedia posta al di fuori di un bar.

Mi piaceva osservare gli individui, però mi sarebbe piaciuto fare una partita a scacchi, per me era come una droga, come quando a volte capita una gran voglia di scopare, ero in grave astinenza scacchistica, chiesi al barista se conosceva un giocatore di scacchi in paese.

Non esitò a dirmi che c'era una ragazza che abitava a un centinaio di metri dal bar, anche se era da un pò che non la vedeva.

Diceva che questa ragazza fino al mese prima, ogni sera portava al bar una scacchiera per insegnare gli scacchi agli abitanti, si chiamava Alexandra.

Cercai questa Alexandra, desideravo fortissimamente una bella e interessante partita a scacchi.

Arrivai alla casa, non c'era nessuno, domandai ai vicini, che mi indicarono un chiosco di fiori al cimitero.

Questa Alexandra era la fiorista dei morti.

Fu una bella passeggiata a piedi per arrivare al cimitero, del resto era una bellissima giornata di sole con una gradevole temperatura, bè diciamo che fu un paio di chilometri a piedi.

La vidi da lontano, era presa a vendere fiori ad un vecchietto.

Mi fermai e chiesi se avesse dei fiori con tonalità scacchistiche, fui obbligato a ripeterlo, perchè mi urlò un bel 

"Cosa!!!"

 Gli chiesi se era disposta a farsi una partita a scacchi, stranamente non mi mandò a quel paese ma cambiò atteggiamento, iniziò a farmi un bel interrogatorio.

Gli dissi la verità, che ero un viaggiatore di passaggio e fermandomi in paese avevo un forte desiderio di farmi una partita a scacchi, chiesi al barista che mi indicò prima all'abitazione e poi successivamente dei vicini mi indicarono la strada da seguire, verso i morti.

Disse alla socia che stava dentro un loculo indaffarata a tagliare fiori che aveva delle commissioni da fare.

Nel tragitto mi raccontò la sua storia, di origine russa, poi trasferitasi da piccola con la madre in Svizzera.

Più che trasferimento fu una fuga, attraverso il mar Nero, riuscì ad attraversare mezza europa, fino a quando con un camion di fiori olandesi arrivò a Egerkingen.

Grazie a quei fiori la madre trova lavoro come aiutante nel chiosco del cimitero, fino a quando non scomparve il proprietario di quel chiosco, e la madre d'incanto ne rilevò la proprietà.

L'uomo scomparso nessuno ha mai saputo dove fosse finito.

La cosa mi incuriosì molto, e avevo la sensazione che questa Alexandra mi nascondeva qualcosa, non so come mai sentivo tutto ciò,era il mio intuito.

Notai in quella ragazza dei graffi su tutte e due le braccia.

Mi disse di aspettare giù, sarebbe andata in casa a prendere la scacchiera, avremo giocato al bar.

Il bar aveva una strana forma architettonica, non era un locale rotondo o quadrato o magari rettangolare, aveva diverse forme geometriche nel suo insieme, per giocare finimmo in una specie di labirinto all'interno del bar, per creare quella atmosfera di silenzio, per non essere disturbati.

Io volevo partire per secondo, presi le pedine nere e a lei lasciai i bianchi, mettemmo partite da 5 minuti.

Puttana Eva, era molto brava a giocare.

Aveva già fatto un bel 3-0

Molto veloce, aveva una rapida riflessione sui movimenti, giocava sempre muovendo i due cavalli come prime due mosse.

Ero troppo frequentemente distratto, mi perdevo troppo tempo a guardarla, nel giocare aveva il vizio di muovere le labbra.

Mi sarebbe piaciuto mordergli le labbra, dava a me un senso di puro cannibalismo.

Strana sensazione.

Stavo poco lucido e non avevo il controllo di me stesso, dissi che avevo bisogno di una sosta, dovevo bere una birra.

Fermammo le ostilità scacchistiche, poi mi venne in mente un idea.

Gli avevo proposto una gara a vincere, tipo quella che feci molti anni addietro con il cinese a Pittsburg.

Lei accettò, gli venne in mente che io dovevo mettere in palio il teschio che portavo al collo.

Al momento non ero convinto, poi riflettevo sulle sue mosse e capì che con più attenzione l'avrei facilmente battuta, pensavo al mio premio.

Accettai ma gli proposi che doveva concedermi le sue labbra.

Sorrise e acconsentì.

Il patto era sulle tre partite da 5 minuti, colui che ne vinceva due aveva vinto.

Come sempre la sua partenza era il cavallo sulla sua destra e dopo la mia mossa spostò il secondo cavallo sulla sua sinistra.

Non gli diedi scampo, 2-0.

Mi accusò di essere furbo.

Infatti gli confermai la sua sensazione, ero maledettamente furbo.

Wow! il mio premio, mi avvicinai con le labbra e gli diedi un bacio innocente, labbra contro labbra.

Alla fine non fu proprio innocente, mi diede un morso.

Porca la miseria che dolore, mentre lei si leccava quel piccolo mio zuccheroso sangue.

Mai fidarsi di chi non conosci, mi serva da lezione.

Puttana Eva che dolore.

Sono passati anni e anni caro Mario e sul mio labbro superiore è rimasta ancora una piccola cicatrice che me la porterò sulla tomba.

Per farsi perdonare la tipa mi invitò a casa sua.

Accettai, che Dio mi maledica, sarebbe stato meglio non accettare quell'invito, ora capisco del perchè mi dava una strana sensazione di cannibalismo.

"Accidenti Sig.Sols, che è successo?"

Quando entrai in quella casa capì del perchè il vecchio proprietario scomparve, fu ammazzato e poi il suo corpo fu messo in un congelatore.

Madre e Figlia scappati dalla Russia, ora capisco del come hanno attraversato mezza europa senza problemi.

In quel momento che ho varcato quella porta, mi sono reso conto che non era più il tempo di stare tranquilli con le donzelle, tra loro ci sono anche delle figure losche e pericolosissime..................

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Alla prossima puntata.

Prviet 

 

 
 
 

36░Puntata

Post n°288 pubblicato il 24 Marzo 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

"Il nastro Sig.Sols...e finito."

"Cambia il nastro!"

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Guardo fuori dalla finestra,la pioggia bagna il mondo, mi perdo tra innumerevoli pensieri,se non ci fosse l'acqua non esisterebbe neanche la vita.

Che voglia di uscire e bagnarmi ma dovevo raccontare la storia.

Arriva dalla solita fanciulla, un vassoio con dei panini imbottiti con del salame, una bella lattina di birra, rigorosamente cecoslovacca, come avevo richiesto.

Già ai giorni nostri non esiste più la Cecoslovacchia, ora si dovrebbe dire Slovacchia oppure Repubblica Ceca.

La mia mente vaga nei ricordi, che bei tempi quando rimasi alcuni anni in Germania dell'Est, quante volte viaggiavo tra la Cecoslovacchia e la Germania dell'Est, tutti quei inconfinati prati, il silenzio, era un autentico paradiso, la tranquillita di un mondo che non esiste più.

Capitava a volte che andavo da Berlino a Praga, erano circa 380 km di strada.

All'andata mi fermavo a Teplice per una birra accompagnato da un piatto con dentro del pollo e patate sensazionali, rimanevi seduto all'angolo della locanda, e intravedevi le persone, erano sempre le stesse, ritornavi il giorno dopo, ti fermavi alla stessa locanda per un the, (il caffè era imbevibile) e vedevi le stesse facce, chi dormiva su di una panca, chi su di una sedia, chissà da quanti giorni rimanevano lì sperduti in un mondo che oggi non esiste più.

Chiedevo al padrone della locanda se i frequentatori del posto avevano fatto le tende, lui mi rispondeva sorridendo e con una frase che voleva dire tutto.

"E giusto che stiano qui, ci facciamo compagnia a vicenda"

Rimasi incantato di fronte a quella birra cecoslovacca, mi ricordava il periodo dell'Europa dell'est.

La birra Slovacca o Ceca ha un sapore particolare, avevo fatto una precisa richiesta all'albergo.

"E pronto il nastro Sig.Sols"

"Ok partiamo, vai"

"Partito"

"Dove eravamo rimasti? già il viaggio verso la Svizzera con le due autostoppista.

Arrivati alla dogana, c'è della fila, abbastanza lunga, dico alle due donne di scendere prima della dogana, non volevo ricercate sul furgone, tanto avrebbero attraversato il confine a piedi, scendono e li saluto.

Cazzo!! meno male che se ne erano andate, preparo l'equipaggio alla recita da fare appena giunti alla dogana, tiro fuori il documento che certficava il passeggero legato con la camicia di forza, direzione manicomio di Francoforte.

La fila era molto lenta, passarono più di 30 minuti, prima c'è il controllo della dogana italiana, degli agenti della finanza chiedono di aprire il furgone, controllano tutto, pure sotto al sedile.

C'era il muso giallo che parlava cose nella sua lingua mandarina, gli agenti lo osservavano come se fosse un appestato, quasi spaventati, era statisticamente impossibile che tra le guardie c'era uno che capisse la lingua Mandarina, potevo stare tranquillo.

Il cinese faceva i suoi discorsi, e pronunciava la frase "Alemagna" l'unica cosa comprensibile.

Prendo la parola e parlo al finanziere dicendogli che a Milano ha mangiato un panettone Alemagna ed e rimasto folgorato dalla bontà.

Il cinese dicendo "Alemagna" intendeva dire Germania, perchè Alemagna è il nome che si dava alla Germania.

Il Finanziere non fece caso neanche alla mia spiegazione, era intento a perlustrare il furgone, tutto guardarono.

I dipinti erano ben nascosti al fianco della marmitta.

Ecco, finalmente ci viene concesso il permesso di uscire dall'Italia, dopo 30 metri c'è la dogana Svizzera, anche lì, gli svizzeri che non si fidano degli italiani decidono di fare anche loro una perlustrazione, riguardano anche loro dappertutto.

In quel caso l'agente svizzero chiede che cosa avesse fatto il cinese per andare in un manicomio di Francoforte.

Gli rispondo che ha letteralmentre strappato le dita ad una dottoressa del manicomio di Siviglia per poi mangiarsele.

Non ti dico caro Mario lo sguardo dell'agente, sembrava sconvolto e schifato, e disse solamente.

"Portatevelo via, sparite, sciò, sciò!!!"

Finalmente entrati in Svizzera, eravamo quasi alla conclusione della prima parte della missione.

Dovevo andare nella mia seconda residenza a Chiasso e lasciare uno dei due dipinti, il mio personale, "L'Adolescente Salvador"

C'era mano mozza che mi aspettava a casa, arrivai a pochi isolati dal mio bunker, presi il furgone e lo parcheggiai con due ruote sopra al marciapiede quelle del lato destro, e le altre due ruote lato sinistro sulla careggiata, era la giusta angolazione per poter andare sotto alla scocca e tagliare le fascette elastiche di uno dei due tubi, quello che mi interessava in quel momento era il tubo dove dentro c'era il Salvador Adolescente.

Accidenti non avevo nulla per tagliare le fascette, ci voleva una forbice o un coltello.

Ordinai ai miei soci di stare dentro al furgone e controllare il cinese, io sarei andato a cercare una forbice o un coltello.

Mi avviai nella via laterale, c'era un piccolo market gestito da una coppia di signori, italiani trapiantati in Svizzera da decenni, una coppia di Matera.

Mi conoscevano perchè andavo sempre da loro a fare qualche compera.

In Svizzera esistevano, (anche oggi, pochi però) dei piccoli market piccoli circa sui 20 mq dove vendevano di tutto, pensa appesi come salami sul soffitto c'erano i pacchi della pasta Barilla, che costavano quanto un chilo di carne, appesi con delle cordicine attaccate al soffitto, per muoverti in quel casino dovevi picchiare la testa su queste scatole di cartone, te li vedevi dondolare per tutto il market.

Sembrava il negozio dei balocchi, appesi avevano anche i salami, un casino pazzesco, c'era una donna molto anziana che si stava facendo servire dalla signora Agnese la padrona, e iniziano a pettegolare.

Puttana Eva non avevo tempo da perdere, e mi intrometto nei loro discorsi del cazzo.

"Signora Agnese ha un qualcosa che tagli da imprestarmi, un coltellino, una forbice, gliela riporto subito,grazie"

"Toh chi si rivede, l'uomo misterioso che compare e scompare"

Porca la miseria chiamò il marito urlando, dicendogli che era arrivato il fantasma di Chiasso.

Non avevo tempo da perdere, alla fine riesco a farmi dare un coltellino, in fretta e in furia ritorno al furgone, mi ributto in terra senza dare nell'occhio, era una stradina poco frequentata.

Ecco, il coltellino stava funzionando, taglio le fascette, e con estrema attenzione prendo il tubo, cazzo eccolo lì il dipinto che vale migliaia e migliaia di dollari.

Senza dare nell'occhio mi avviai verso casa,distava un centinaia di metri, nascondo il coltellino nella tasca posteriore.

Arrivo a casa, c'era mano mozza, lascio il tubo, e immediatamente riscendo in strada, mano mozza avrebbe messo al sicuro il dipinto.

Ripasso nel market, c'era ancora la solita vecchia del cazzo, parlavano e zabettavano, lascio il coltellino e svanisco nel nulla, scompaio nel buio più profondo del mondo.

Rientro nel furgone e via, destinazione seconda parte della missione, portare l'altro dipinto dentro al secondo tubo, a Francoforte e riscuotere la somma pattuita.

Per arrivare a Francoforte ci volevano altri 700 km circa, c'era da attraversare l'ultimo confine, quello tra la Svizzera e la Germania dell'Ovest.

La prima tappa dove ci fermammo fu Lucerna, non potevo non fermarmi a Lucerna, dove c'è uno dei laghi più belli del mondo, il Lago dei Quattro Cantoni.

La scelta di un albergo che guardava il lago non potevo non prenderla, ora potevo permettermi di guardare uno dei laghi più belli del mondo sul terrazzino dell'albergo, seduto su di una poltrona, con una sigaretta tra le dita, un bicchiere di whisky e guardarmi l'orizzone in un tramonto da brividi, attendendo l'arrivo di una fanciulla di facili costumi come si dice in gergo (chiesta all'albergatore)

Mi venne in mente l'immagine di Bedrich Smetana quando compose la sua opera "La Moldava" definendo le acque del fiume Moldava un inno alla vita.

La fanciulla mi si presenta in camera, gli faccio cenno che i soldi sono sul comodino.

Mi domanda che cosa desideravo fare.

Io guardo l'orizzonte, sorrido e gli chiedo, cortesemente.

"Vorrei morire su questa poltrona, di fronte alla bellezza della natura, fai di me tutto ciò che vuoi, l'unica cosa che desidererei è solo un lavoretto di bocca mentre guardo la vita laggiù in fondo all'infinito"

Lei si mette di fronte a me, si inginocchia e mi accompagna all'estasi"

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Alla prossima puntata, fate i bravi, buon fine settimana a tutti, belli, buoni, brutti e cattivi.

Prviet

 

 

 
 
 

Come Va?

Post n°287 pubblicato il 17 Marzo 2017 da sols.kjaer

Rieccomi cari signori e signore.

Tranquilli sono sano e vegeto, che bello tornare nel vecchio ex bel paese.

Voi come state? penso bene.

Non mi è successo niente di importante da dover raccontare, cose riservate, comunque tutto è andato bene.

In questo ultimo mese in Estremo Oriente sentivo la mancanza dell'Italia sopratutto per quanto riguarda il bere e il cibo.

Bere inteso acqua, l'acqua da quelle parti è un pò dolciastra, ci mettono delle schifezze dentro le bottiglie per purificarla.

Il cibo non ne parliamo, ti puoi arrangiare con la cucina internazionale è un mix tra italiano-francese-cinese, lo fanno appunto per gli stranieri.

Esempio, un piatto di maltagliati (Maccheroni) con il sugo ma dentro al condimento del sugo c'erano le verdure, alla fine era un bel pasticcio alla francese.

Infatti mi era venuta la folle voglia di un bel spaghetto con vodka e panna.

Molto tempo fa un ristoratore in Italia me li fece, sai quando hai quelle pazze voglie.

Per quanto riguarda le dolcezze in gonnella da quelle parti ce ne sono anche troppe, sopratutto frequentando certi ambienti trovi femmine interessanti.

Più passa il tempo e la figura femminile da quelle parti si sta trasformando in donne d'alta classe.

E propio vero che i soldi fanno il monaco, non per quanto riguarda l'abito ma per quanto riguarda i modi, l'eleganza.

In Europa le donne sono diventati i nuovi maschi 3.0 e gli uomini sono diventati le nuove femmine 3.0.

A Shangai o anche a Pechino le donne stanno diventando più graziate,rispetto al passato.

Comunque sto divagando, dove eravamo rimasti?

La 36esima puntata uscirà dal parcheggio venerdì 24 Marzo.

E poi oggi è venerdi 17!!

Ora vi lascio cari signori e signore, stasera ho la mia solita cena di lavoro del dopo mio arrivo.

Infatti non posso non mettere il solito video musicale per scaramanzia.

Priviet a tutti, belli, buoni, cattivi e brutti.

 

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