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Il nuovo futuro Solskjeriano

 

 

Non si sa ancora il futuro...

Post n°286 pubblicato il 10 Febbraio 2017 da sols.kjaer

Cari signori e signore, non si sa ancora il futuro, e siccom edevo partire oggi pomeriggio in un viaggio molto lungo in Aereo (mi sto toccando le ballottoles) per scaramanzia ( a cui tengo moltissimo) la 36esima puntata sta ferma nel box.

Peccato perchè c'erano cose interessanti nella 36esima.

Tranquilli che quando torno la tiro fuori dal box.

Quando tornerò? penso tra una 20ina di giorni.

Nel frattempo vi lascio alcuni video che non tutti conoscono perchè in questi tempi la qualità più che non apprezzata e sconosciuta.

Per questo ci sono io per svegliarvi dal vostro mondo inutile, tirarvi fuori dalle vostre scatole ben confezionate.

Oggi vi propongo due film particolari che molti di voi non ci capiranno un fico secco, lo credo siete ben confezionati.

Di cosa parlano?

Non lo so, vedete voi, la cosa non mi interessa più di tanto, però ha due prerogative, una lettera con dentro delle chiavi di casa, mai lasciare una lettera chiusa indirizzata a voi a degli estranei, dicendogli "Tienila qui, la prenderò alla prossima volta"

E poi la seconda prerogativa è che non si può tornare indietro, i Rimpianti sono un pochetto difficili da sconfiggere.

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1°Parte

 

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2°Parte

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3°Parte

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4°Parte

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5°Parte

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2046-1°Parte

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2046-2°Parte

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2046-3°Parte

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2046-4°Parte

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2046-5°Parte

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Mi raccomando fate i bravi, lo dico a tutti voi, buoni, brutti o cattivi.

Priviet

 
 
 

35°Puntata

Post n°285 pubblicato il 03 Febbraio 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

Non potevo rimanere, dovevo andare.
Salutai i vicini di casa, promettendo che sarai tornato, anche se la vita riserva nuovi destini.
Successivamente sarebbe cambiato tutto il mondo, anche quel piccolo angolo.
Qualche mese dopo la signora bresciana per una broncopolmonite sarebbe stata ricoverata all'ospedale e non sarebbe più uscita dall'ospedale, 
morta nel sonno una notte, il cuore gli aveva ceduto.
La figlia Alessandra, sarà lei a gestire il mio piccolo e buio appartamento.
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Proseguì il viaggio verso il nord Europa.
Fu presa una superstrada che portava a Como per poi entrare in Svizzera attraverso la dogana di Chiasso.
Il caldo di quel periodo iniziò ad attenuarsi, alcuni temporali aiutarono l'aria ad essere più respirabile.
Proprio in un fortissimo temporale, lungo la strada ci furono due autostoppiste, che cercavano un passaggio verso Chiasso.
Non potevo lasciarle sotto il diluvio, presi la decisione di farle salire.
Erano due ragazze.
La prima si chiamava Barbara, capelli lunghi, con un grande cappello in testa e degli occhialoni con vetri scuri ma non neri, più che altro sul fumè, si intravedevano un pò gli occhi ma non si capivano il colore,
aveva dei pantoloni scuri e delle scarpe basse, una maglia a fiori, notai che al collo portava un crocifisso totalmente bianco legato con una collana anch'essa bianca, si notava molto, era un pugno negli occhi.
Quel crocifisso così in risalto mi fece perdere la miglior visuale della tipa che erano i due capezzoli che si notavano dalla sottile maglietta.
L'altra si chiamava Caterina, capelli corti, una gonna lunga con delle scarpe con un piccolo tacco, una maglia anch'essa a fiori, in quel caso non si notava nessun capezzolo, aveva si una collana ma era un ciondolo, una specie di cuoricino.
La seconda era quella che parlava molto, sembrava una pentola con centinaia di fagioli presi a saltare fuori.
Porca la miseria se parlava, non finiva mai di parlare, era una scassa palle.
Continuava a insistere con la solita frase "Parlami di te"
Iniziò prima con gli altri miei soci, a turno continuava a rompere con la solita"Parlami di te"
Siccome nessuno gli dava retta, addirittura Maurice sbuffò riprendendo il suo dolce dormire appoggiato al finestrino.
Questa Caterina del menga tentò anche al muso giallo di rifilargli un "Parlami di te"
Ma poi il cinese rispondeva nella sua lingua e la cosa non era praticabile, oltretutto non si capiva na mazza di quello che diceva l'occhio a mandorla.
Allora puntò sul sottoscritto, ero ben sveglio per forza guidavo, e incominciò a domandarmi "Parlami di te"
Io incominciai a dirgli che ero un angelo caduto dal cielo con un'ala bruciata e un'altra bagnata, in piena emergenza ero sceso sul pianeta terra per ricostruirmi le ali nuove per ricominciare a volare.
Le ali nuove le potevo costruire cercando di rubare le anime delle persone che avrei incontrato durante il mio viaggio nella vita.
Lei sorrise e iniziò a sostenere che la sua anima era sporca di sangue.
Io "adoro il sangue da assaporare per bene"
Lei sorpresa, non credeva che avrei bevuto del sangue umano.
Bhè volendo la tipa poteva avvicinarsi quel tanto per staccargli un orecchio, come feci anni addietro negli Stati Uniti, però lei era una donna.
Avrei preferito in una donna strappare un cappezzolo, più era tondo e simile ad una fragola più mi saliva il testosterone.
Però a questa Caterina avrei staccato la lingua almeno per farla tacere, secondo me parlava troppo, e poi faceva troppe domande.
A me le persone che fanno troppe domande non garbano.
Iniziò a raccontare la storia della sua vita,nata ad Atene ma viveva a Lucca, poi da Lucca si trasferisce a Firenze per sfuggire al suo ex, che la perseguitava.
Passa alcuni mesi a Firenze, fino a quando il suo ex la rintraccia e continuò a perseguitarla,adirittura una mattina tentò di investirla, riuscì a salvarsi grazie al camion dell'immondizia, dove riuscì a nascondersi.
La cosa la spaventò così molto che cambiò città, andò a Bologna e si comprò un coltello di quelli che si chiudono,e decise di portarselo dietro, pronta a tagliare la gola al mal capitato.
Questa Caterina a Bologna andava in giro con un coltello all'interno della borsa.
Il lupo cambia il pelo ma non il vizio, era convinta la Caterina che anche a Bologna il suo ex si sarebbe fatto vivo.
Una sera uscita dal negozio era tranquillamente al Bar con delle colleghe di lavoro, (lavorava come commessa in una profumeria nel centro di Bologna) gli si presenta il suo ex, sorridente e soddisfatto di essere riuscito a trovarla.
La cosa assurda che lui non conoscesse fino in fondo la sua ex, non avrebbe mai immaginato che lei si sarebbe portata appresso un coltello e lo avrebbe usato.
Invece lei conosceva bene il suo ex, lo diceva convinta, ne conosceva i punti deboli e quindi aveva pianificato la sua vendetta.
Ci fù una bella scenata al Bar, decise di  tornarsene a casa, ma si portò appresso l'ex, appena entrò nell'androne del palazzo, lei trovò un pretesto per litigare.
Inizia un acerrima discussione nell'androne del palazzo, riesce ad alzare così tanto la disputa tra i due ex innamorati che molti inquilini escono dalle loro abitazioni.
In quel palazzo tra le scale c'era un bel via vai di personaggi, adirittura uno è uscito in mutandoni e una pipa tra le labbra.
E proprio vero che nei condomini vedi di quei tipi usciti dall'isola che non c'è.
Sta il fatto che a questa scassa palle riesce l'intento di avere molti testimoni a suo favore.
Si porta nell'appartamento il suo ex.
E da stronza patentata, che fa? inizia a provocarlo dal punto di un intrigante appetito amoroso, sai come quelle coppiette che scopano dopo un litigio come una forma di alternativa alla noia.
Lei, la stronza patentata che fa? si spoglia e inizia a fare sesso con il suo ex.
Urla! una donna che urla quando fa sesso andrebbe bene a fare l'attrice.
Io invece ho sempre apprezzato donne che quando sono sotto le lenzuola siano più garbate e silenziose e che usano la lingua non per urlare ma per fare altro di più piacevole.
Comunque dov'ero rimasto? già, il sesso tra questa Caterina e il suo beneamato ex.
D'incanto esce fuori il famoso coltello e toh, un taglio e netto che trapassa la gola del malcapitato, poveretto.
Mi dispiace per quell'uomo, non se lo sarebbe mai immaginato che la sua ex donna che amava così tanto da portarlo alla pura follia era una perfida e sadica assassina.
Lei a lucidissima mente fredda, fa un pò di caos nell'appartamento, come se ci fosse stata una collutazione violenta.
Butta in terra un vaso che aveva sul tavolo, si frantuma in mille pezzi, prende un portacenere sul tavolo e lo scaraventa contro la finestra del balcone, creando un casino pazzesco, allarmando tutto il vicinato.
Inizia a piangere, si graffia sul viso, sul corpo tutto sporco di sangue, si fa così tanto male che inizia a piangere dalla sofferenza, si strappa i capelli.
Questo si chiama autoflagellazione.
Nell'antichità l'autoflaggellazione era in voga tra i fedeli cristiani, nei tempi moderni negli affiliati del Opus Dei della chiesa cattolica ne fanno un ampio uso dell'autoflaggelazione.
Caterina la scassa palle, prese l'autoflaggelazione come una dimostrazione chè è stata maledettamente violentata, e quindi si è autodifesa.
Arriva la Polizia, molti testimoni, le urla, la violenza, tutto era a favore della povera Caterina la scassa palle.
Al povero disgraziato con il fringuello al vento e gli occhi ben aperti è totalmente ricoperto di sangue con un taglio che gli squarcia la gola da destra a sinistra,lì sdraiato sul lettone con l'accusa di criminale.
E proprio strana la vita per certi individui, il destino riserva eventi e situazioni che all'inizio sarebbero improbabili.
Infatti, tra uomo e donna il mostro si nasconde in ogni anima al suo interno, c'è a chi rimane ben nascosto per uscire e colpire e nascondersi di nuovo, invece c'è a chi il mostro nella propria anima è un pò più ingenuo.
Alla fine alla Caterina non ci fu nessun processo, basta avere un buon avvocato, legittima difesa, e poi poveretta dicevano tutti.
Guarda come quel mostro l'ha ridotta?
Cazzo!!! se parlava questa pazza criminale, invece l'amica sempre in silenzio.
L'amica Barbara chissà quante volte l'aveva già sentita la storia della sua compagna di viaggio.
All'improvviso, un suono uscì dalla bocca di colei che se ne stava in rigoroso silenzio, noo!!! cazzo!!! pure lei con la solita frase odiosa "Allora, tocca a te.....parlaci di te"
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Priviet a tutti, belli e buoni, brutti e cattivi.

 
 
 

34°Puntata

Post n°284 pubblicato il 27 Gennaio 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

La dogana di Ventimiglia era a pochi metri, si andava a passo d'uomo.
Non ci sarebbero stati problemi passare le guardie, un'ambulanza non avrebbe avuto problemi, in caso di un controllo avevo il documento che mi garantiva il passaggio senza ostacoli.
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Amavo preparare in anticipo le mosse delle guardie, come si dice in gergo, "prevenire meglio che curare."
Avevo messo in perfette condizioni il muso giallo, legato con la camicia di forza al sedile nel bel mezzo del centro del furgone.
Faceva i suoi discorsi il cinese, non si capiva un cazzo di quello che diceva, parlava da solo.
A quello davanti a noi con un Alfa Romeo gli stavano guardando il baule.
Andare in giro con l'Alfa Romeo in quel periodo in Italia significava farsi fermare continuamente.
Subito dopo il tizio con l'Alfa Romeo venivamo noi, rallento, tendo a fermarmi di proposito quel giusto per farmi dire di andare avanti,la guardia si rese conto che c'era un matto, il tempo giusto di aprire il finestrino e tirare fuori di proposito il documento, 
che la guardia non voleva neanche vederlo, mi fece capire che sarebbe meglio che me ne andavo.
Ecco, finalmente entrati nel bel paese di nome Italia.
Il viaggio proseguiva,direzione nord, dovevamo prendere l'autostrada per Milano e successivamente per la Svizzera.
La dogana di Chiasso per entrare in Svizzera sarebbe stata sicuramente l'unica che avrebbe controllato il furgone.
Il caldo era torrido, l'asfalto brillava da come era incandescente.
Sentivo sempre più vicino il profumo di tanti di quei quattrini che già me li sognavo,Francoforte era sempre più vicino.
Genova sarebbe stata la prima tappa, ci saremo fermati, giusto per un paio di panini e una birra e via per la prossima tappa, Milano.
Arrivati a Milano passai per il mio bunker,ne avrei aprrofittato per passare per una delle mie dimore,una cosa veloce.
Da molto che non passavo per Milano,mentre i miei soci controllavano il furgone e il finto matto, feci un salto su.
Sembrava la casa dei fantasmi, ragnatele dappertutto,nel frigorifero c'era una bottiglia di latte che desiderava l'eutanasia, porca la miseria chi poteva immaginare che il latte dentro sarebbe diventato un entità aliena.
Infatti diedi l'estrema unzione alla bottiglia,poveretta.
L'acqua dai rubinetti usciva a colpi e pure di color marroncina, si erano forse addormentati i tubi su della cazzo di ruggine.
Lasciai scorrere un bel pò l'acqua, fino a quando non tornò bella trasparente, giusto per berne un pochetto, puttana Eva, aveva uno strano gusto, vaffanculo e sputai quella specie di veleno,
mi aveva lasciato la bocca amara, iniziai ad aprire un pò di cassetti, perchè ricordavo di avere qualche caramella sparsa qua e là, giusto per tirarmi via quello strano sapore dalla bocca.
Trovai una caramella, era un pò vecchiotta, infatti era un pò sbrodolata nel suo involucro che mi aveva lasciato appiccicose le dita, ma chi se ne frega, e via in bocca, sapeva di anice.
Avevo bisogno di rilassarmi, non poteva mancare una seduta sulla poltrona.
Desideravo chiudere gli occhi in quella penombra, che silenzio, che pace.
C'era lo stesso giornale sopra al tavolo, come lo avevo lasciato, peccato che era sommerso dalla polvere, 
non avevo il coraggio di prenderlo, mi dava una strana impressione, non volevo assistere all'autopsia della carta, meglio lasciarlo lì, pensai che prima o poi sarebbe scomparso, 
diventando anch'esso polvere con le lettere che sarebbero svolazzate via nel vuoto.
Non mi ricordavo più di quel mio piccolo appartamento, incredibilmente lo avevo dimenticato, invece lui era lì ad aspettarmi, 
La casa non si dimentica mai di coloro che ci abitano, sono gli inquilini di quelle quattro mura che si dimenticano.
Solo quando torni dopo tanto tempo ne percepisci l'anima, gli odori.
Infatti mi ero prefissato di passare anche per l'appartamento di Chiasso, chissà se avrei sentito le stesse sensazioni.
Mi alzai dalla poltrona e prima di andare in bagno guardai dalla finestra che guardava giù sul viale Monte Nero, un viale dove ci sono giganteschi alberi dove nascondono il tram che passa, 
tu ti affacci alla finestra a vedere il tram ma ne senti solo il rumore. 
Mentre ero a pisciare nel cesso, sentì bussare alla porta.
Senza fare il minimo rumore andai a curiosare nello spioncino, era la signora che stava nell'appartamento a fianco.
Sorridevo nel guardarla,era incredibilmente sempre in forma, accidenti le donne di una volta erano delle rocce.
Poco prima di partire le avevo lasciato il compito di pagarmi l'appartamento, gli inviavo i soldi per pagare l'affitto sia il disturbo, mi garantivano alcuni anni di lontananza.
Alcune volte, quando stavo a Milano mi portava anche la cena, faceva una trippa con fagioli che era uno spettacolo.
Era orginaria di Brescia, il marito era scappato, una mattina uscì di casa e non tornò mai più, non si seppe mai niente di quell'uomo.
La lasciò sola con due figli piccoli.
Ha avuto la forza di non abbattersi, li ha cresciuti i due figli, un maschio e una femmina.
La femmina, si chiamava Alessandra, era una ragazza dolcissima come lo zucchero filato, non nascondo che ebbi una tresca per un brevissimo periodo con questa Alessandra.
La cosa non fu approfondita perchè lei voleva farsi una famiglia, io invece avevo altri programmi della mia vita,dovevo partire, non potevo buttare via l'ignoto con il sicuro.
Ho preferito l'ignoto.
Si era sposata qualche anno dopo, invece il maschio,di nome Andrea più giovane della sorella era la cosiddetta pecora nera della famiglia, faceva disperare la mia vicina, si era rifiutato di presentarsi al servizio militare obbligatorio.
Ogni giorno passavano i carabinieri a casa sua per recuperare il figlio e portarlo con la forza al servizio militare.
La cosa si fece pesante, come quando il figlio, una sera scappò dai tetti, con i carabinieri che lo rincorrevano sui tetti di viale Monte Nero.
Per una volta potrebbero chiudere un'occhio, la seconda volta ti vengono a prendere e se ti trovano ti portano con la forza, la terza volta rischiavi il carcere militare, la quarta volta si fa pesante la tua posizione, rischi un processo in un tribunale.
Quella donna era disperata, rovinarsi la vita per un principio e da fessi.
Ricordo che mi supplicò se potevo parlare al figlio, avevamo quasi la stessa età.
Ci parlai ma senza risultati positivi.
Era diventato un fuggitivo del servizio di leva e si era rovinato la vita.
Penso che se forse ci fosse stato un padre sarebbe stato diverso.
La vita lungo la strada di ogni individuo apre diverse porte, sta ad ognuno scegliere in quale entrare, a volte si entra in luoghi dove è difficile riuscire ad uscire.
Anchio durante la mia vita sono entrato in luoghi dove non potevo più tornare indietro, più facile vivere di rimpianti che di rimorsi.
Quello spioncino mi portò indietro nel tempo, non era facile allontanare l'occhio da quel silenzio racchiuso in quella penombra di quel piccolo appartamento.  
Aprì la porta di colpo a momenti la signora non ci rimane stecchita.
"Mi ha disturbato nel mio fabbisogno pisciatorio, alla prossima volta aspetti che almeno tiri l'acqua dello sciacquone?."
Aveva sentito dei rumori, e sperava che fossi tornato.
Mi fecero tenerezza le lacrime di gioia sul viso di quella donna nel rivedere quello strano vicino di casa.
Non potevo non abbracciarla, poi da lacrime di gioia diventò un pianto, uno sfogo.
Mi raccontò del figlio Andrea, che lo presero mesi dopo che me ne ero andato.
Era la vigilia di natale, il figlio arrivò a casa poco prima delle 21.00.
Uno squillo alla porta, erano due carabinieri, lui prende e scappa dalla finestra che va sull'esterno dove è adiacente ad un tetto di un'altra casa, 
scavalca ma non fa caso al ghiaccio e scivola e cade sul terrazzino del piano di sotto, si fa male ad una caviglia e non può correre.
Lo prendono e finisce in carcere militare.
Lo porteranno a fare il servizio di leva, all'ospedale militare per la visita medica.
Chiede di andare in bagno, lo sentono piangere fino a quando non lo sentiranno più.
Si era tagliato le vene con un oggetto sotratto di nascosto dal tavolo del medico.
Mentre tengo tra le braccia la signora bresciana, vedo aprirsi la porta della mia vicina e compare l'Alessandra, che fa fatica a trattenere le lacrime, mi si avvicina e mi accarezza la guancia,
Non ci sono parole, solo il silenzio di quel momento.
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Alla prossima puntata................
Priviet

 
 
 

33°Puntata

Post n°283 pubblicato il 20 Gennaio 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

"E finito il nastro sig.Sols"
"Allora ricominciamo con il nastro nuovo, cosa aspetti"
"Ecco il nuovo nastro e un nuovo giro di giostra"
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"Dov'ero rimasto? già Ventimiglia, pochi chilometri da Ventimiglia, si stava per entrare in Italia, in queste settimane appena trascorse avevamo lasciato la Spagna del post franchismo anche se ancora tra la popolazione dopo quarant'anni,
nelle vene c'era il sangue di due generazioni di Franchismo, mentre le nuove generazioni, la terza, si stava affacciando alla democrazia, una democrazia spagnola non ancora democrazia.
Ci vollero altri 10 anni per cambiare la mentalità agli spagnoli, mentre la Francia era totalmente "Gollista"attaccata al suo generale che faceva il bello e il cattivo tempo, invece in Portogallo di Antonio Salazar aveva perso il potere alla metà degli anni 70, 
precisamente il 25 aprile del 1974 con la pacifica "Rivoluzione dei Garofani" un regime che durò quasi 50 anni, la vecchiaia e il logorio, nulla è eterno.
Già caro Mario, in Portogallo c'era il "Salazarismo" del generale Salazar, la vita nella penisola lusitana era normale, alla popolazione non mancava nulla. 
c'erano famiglie che potevano permettersi di fare 5/6 figli, con lo stipendio di una persona si sfamavano 7 bocche.
Oggi anni duemila, in Portogallo si rimpiange Salazar, si rimpiange l'assistenzialismo che garantiva il Salazarismo, per questo durò quasi 50 anni.
Sembra assurdo ma era l'Europa dei nazionalismi, non c'erano guerre di nessun tipo.
In Europa vigeva la più grande invenzione del commercio del secolo scorso.
Esisteva la CEE, Comunità Europea del Commercio.
Si attuavano scambi commerciali, questo sistema evitò guerre e problematiche, l'Unione Europea degli scambi commerciali fu l'unica grande invenzione del dopo guerra.
Anche l'Italia stava cambiando, un Italia che stava passando dal "Fascismo Bianco" quello della DC, all'Italia del regime di sinistra.
I socialisti si erano quasi presi l'Italia, come fu nei primi anni del 900.
PCI e PSI si stavano dividendo l'Italia, della DC rimanevano i vecchietti che non avevano più la forza di reggere la forza del cambiamento, logorio del potere.
Il potere logora chi lo detiene, giorno dopo giorno fino ad assuefarlo ad indebolirlo.
Quando una nazione cambia? di solito ogni 20/30 anni passa da un "Regime" ad un altro "Regime".
Ci sono regimi buoni e regimi cattivi, di solito i primi anni sono i migliori, i regimi poi tendono a logorarsi, e "FISIOLOGICO" nella natura umana.
Anche gli "Antichi Romani" implosero dal loro interno, gli stessi Zar, e storia caro Mario è semplice storia.
L'Europa tra il 1950 e il 1990 e stata in mano a regimi diversi da quelli del dopo anni 90.
I vecchi regimi erano attaccati al Nazionalismo, da quello Gollista francese, alla Germania divisa da una parte i comunisti e dall'altra gli occidentali ancora con simpatie nazionalsocialiste, al fascismo bianco in Italia, al salazarismo in Portogallo, al Franchismo in Spagna, ai Colonnelli in Grecia. 
Poi in Inghilterra si era introdotto il regime "Thatcheriano"
Margaret Thatcher la donna di ferro, e stata lei la prima a cambiare l'Europa, spinta dagli Usa.
Stavamo entrando negli anni 80, gli anni dei cambiamenti.
La libertà dagli anni 80 in poi iniziò a prendere piede.
Infatti iniziò l'era del "Consumismo" l'era del "Debito"
L'Italia iniziò ad accumolare debito su debito, perchè svende ciò che gli da ricchezza.
L'Italia aveva più di 1500 fabbriche di Stato sul suolo Italiano, creava una produzione di denaro in 12 mesi quanto tre Manovre finanziarie di oggi.
Con le 1500 Fabbriche di Stato, lo Stato pagava la Mutua a tutti, l'INPS a tutti, la cassa integrazione a tutti (quando c'era una fisiologica frenata sulla produzione)
C'erano molte famiglie che potevano permettersi di fare 5/6 figli.
Lo Stato faceva il Tiranno con le regole,  garantiva che tra il Ricco e il Povero non ci fosse troppo divario, quello che c'è oggi.
Poi come dicevo è arrivato il Privatismo e il Liberismo, lo Stato iniziò a vendere fabbrica su fabbrica, pezzo su pezzo.
Tu Mario vorrai sapere come?
Semplice, ti faccio un piccolo esempio.
Un uomo dentro la sua casa ha 1500 mobili di grande valore, decide di farne un museo, con biglietteria all'ingresso.
La casa e visitata ogni giorno da centinaia di visitatori, questi visitatori pagano, c'è il mobile che fabbrica Acqua, poi un'altro che fabbrica Automobili, poi c'è un'altro che ti fa la Pasta, 
poi un'altro che ti fa il Latte, ect ect.
Tu sei il padrone della casa ogni fine mese guardi l'incasso e con quei soldi paghi tutta la manutenzione della casa, la cura medica dei muri, il tetto va controllato, la vecchiaia va pagata alle tegole.
Questa è "La Casa Italia".
Poi un giorno arriva un'altro proprietario, e decide di vendere i mobili, perchè sa di ricavare tanti soldi.
Incomincia a svuotarsi la casa, sempre più spoglia, vuota.
Improvvisamente il botteghino va a zero, nessun mobile produce soldi.
AZZZ!!!! che fai, come fai a riparare i muri e il tetto, come fai a garantire alle tegole una buona vecchiaia?
Cerchì di introdurre "Tasse"
Tasse sempre più, ogni anno sempre più "Tasse" per far fronte ai problemi che aumentano, i muri sono sempre rotti, le tegole vecchiotte stanno aumentando e quindi devi aumentare le Tasse.
Si ma i Privati?
I PRIVATI si sono fottuti i mobili della casa, li hanno spolpati, li hanno disintegrati, portando i ricavati in qualche isola felice.
Perchè rende più investire i soldi che investirli nel lavoro.
Un "Privato ha una somma ingente di denaro, decide di investire sul debito di uno Stato" è la prerogativa del "Singolo Privato" costa molto meno che investire sul lavoro.
Nella Storia dell'Umanità è lo Stato che ha sempre investito sul lavoro e mai il Privato"
Perchè fa parte della sua natura fino a quando non è nata l'era moderna del "Privatismo" che decide lui stesso chi deve stare al governo in uno Stato.
Dal 1980 al 2016 perchè il divario tra Ricco e Povero e sempre più ampio?
Chi può rispondere a questo grande dilemma?
Sono le scelte che portano degli eventi.
L'Italia non ha più ricchezza, quella casa e morta e gli abitanti di quella casa hanno due soluzioni, morire o andarsene in altri mondi.
Gli anni 80 hanno modificato il modo di pensare alla popolazione, perchè è stato lo Stato eletto dal privatismo a cambiarglielo.
Prima degli anni 80 la parola "Tasse" non esisteva nel linguaggio di un cittadino europeo.
Le "TASSE" sono entrate nel linguaggio comune da quando e nata l'era del Liberismo e Privatismo.
La casa dello stato da oltre 20 anni sta cercando di sopravvivere con manovre finanziarie, sempre più ingenti ma il debito aumenta e aumenterà sempre più.
Se uno che ha studiato alla BOCCONI pensa che il debito pubblico lo si debba pagare con le tasse credo che sia un totale deficiente.
Deflazione e Inflazione?
Più potere si da al "Privatismo" più la Deflazione ha il suo peso
Più potere si da allo "Stato" quindi spesa pubblica più aumenta l'Inflazione.
L'Europa come l'Italia ha bisogno di Inflazione.
Inflazione e uguale a spesa.
Aprire il portafoglio e spendere.
Il portafoglio oggi e vuoto, lo Stato ha il portafoglio vuoto.
Quando lo STATO aveva la sua casa bella, ricca di mobili ingenti, potenti e che producevano ricchezza aveva il portafoglio pieno e spendeva.
La cosa interessante è l'Edilizia, (una ex fonte di ricchezza di Stato)
L'Edilizia, quando lo STATO era un REGIME CATTIVO e poco Liberista, le case erano di "Edilizia Popolare"
Da quando lo STATO è diventato buono, liberista, socievole e pacifista, l'edilizia si è trasformata in Residenziale.
Che differenza c'è tra RESIDENZIALE e POPOLARE?
Quando si parla di Privato e come parlare di Libertà.
La libertà di poter vivere come piace, la libertà di poter fare quel cazzo che mi pare.
Iniziò la diversità sociale, i pezzenti da una parte e i ricchi dall'altra, perchè si iniziò ad abbandonare al loro destino coloro che stavano dietro alla ruota del carro.
In se il "Privatismo e "Liberismo"  dividono la società in due fazioni, il privato perchè dovrebbe aspettare il disgraziato che fa fatica?
La libertà che mi è stata concessa e quella di poter sfruttare il disgraziato, perchè io sono libero ho i soldi e quindi faccio quello che mi pare.
Si ma il disgraziato?
Ma chi se ne frega, che si arrangi, me ne può fregar di meno.
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32°Puntata

Post n°282 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da sols.kjaer
Foto di sols.kjaer

Finalmente una mattina spunta un motorino che faceva un gran baccano, lo si sentì arrivare da molto lontano, si avvicinava sempre più con il suo frastuono di marmitta bucata.
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Dava un senso diverso a quella mattina estiva e afosa.
Sul motorino c'era un tizio a dorso nudo e senza scarpe ma con delle infradito ai piedi, aveva addosso dei pantaloncini che forse sembravano le sue mutande,una sigaretta tra le labbra e in testa un capello che sembrava pieno di cagate di piccioni da come era totalmente pieno di chiazze, si era fermato proprio davanti all'officina, legata alla vita con dello scotch che gli girava tutto attorno al culo la coppa dell'olio del mio furgone.
Al giorno d'oggi sarebbe impossibile che un tizio in ciabatte e mezzo nudo, con addosso solo delle mutande girasse con un motorino senza marmitta con una coppa dell'Olio legata al culo.
ai tempi si poteva fare di tutto, oggi sarebbe un affronto alla libertà, sempre se oggi ci sia la libertà o forse la libertà c'era quando al potere c'erano i cosiddetti cattivi.
La Francia in quel periodo era sotto il dominio del grande Generale Charles De Gaulle dal 1959 al 1969 e successivamente dai suoi due delfini George Pompidou e Giscard D'Estaign.
L'esercito in Francia dettava le leggi, e i politici obbedivano.
In Francia si viveva un periodo di spensieratezza, era un paese poco democratico e libero ma aveva la libertà più importante di ogni individuo la"serenità" che è la vera libertà.
Poi sono arrivati i politici a dettare le leggi, la democrazia e la libertà, diciamo la libertà apparente, quella delle parole.
Charles De Gaulle era talmente odiato che gli fecero 15 tentativi di attentati, riuscì sempre a cavarsela, era furbo, scaltro, intelligente.
De Gaulle quando faceva qualche visita di stato era riverito come un piccolo Re, portava sempre la divisa militare e pretendeva tutti gli onori.
L'odio nei suoi confronti non era del popolo, di solito il popolo non odia mai nessuno fino a quando gli dai un lavoro, un piatto pieno di sostanza da mettere sul tavolo alla sera ai propri figli, gli dai le medicine quando serve, 
gli dai una casa dove poter dormire sonni tranquilli, gli dai la spensieratezza di poter guardare al futuro con serenità.
De Gaulle era odiato dal sistema politico perché non potevano aprire bocca, ovvio comandava lui, come un'altra parte dell'esercito era contro il Generale, ( un discorso troppo lungo da spiegare perché c'erano dei problemi all'interno del esercito francese, tutti problemi che riguardavano l'Algeria, alcuni militari mandati in pensione troppo presto quando De Gaulle decise di abbandonare l'Algeria, dando agli Algerini la libertà di gestirsi e governarsi da soli.)
Per i francesi ancora oggi se gli domandi chi fu il più grande presidente che la nazione Francia avesse mai avuto negli ultimi 2 secoli, vi dicono il Generale De Gaulle e i suoi uomini di fiducia, i suoi servetti come Pompidou o D'Estaign.
Il popolo Francese aveva tutto, pure l'assenza di burocrazia e leggi inutili.
Poi sono arrivati gli scienziati, dall'ultimo buffone Hollande a quello precedente il corrotto Sarkozy, sicuramente come quelli che verranno in futuro.
Cazzo!!! sto divagando caro Mario, dove ero rimasto? già il tizio con la coppa dell'olio attaccata al culo.
Finalmente potevo andarmene da Arles.
Il furgone aveva una nuova coppa d'olio, eravamo pronti per ripartire per il nostro viaggio, scese qualche lacrimuccia al moccioso Jean, non avrebbe più giocato a scacchi con lo straniero misterioso, anche il barista in maniera diversa era dispiaciuto, 
ovvio gli sarebbero mancati i miei soldi in bevute, poi notai una lieta sorpresa, il cinese matto si era fatto la sua amichetta personale, una cinesina.
Porca la miseria pure in Francia stavano arrivando l'orda di occhi a mandorla.
I cinesi sono il popolo più cosmopolita al mondo, sono dappertutto, penso anche tra gli eschimesi ci sarà qualcuno che arriva da Pechino o da qualche altro paese della grande muraglia.
In Francia il primo cinese che arrivò fu un certo Wu Chang, nel 1914 fu proprio lui il primo che fece il suo primo permesso di lavoro a Parigi.
La Francia aveva chiesto manodopera a basso costo al governo cinese, per via della guerra del 14/18, che fece rimanere le fabbriche francesi vuote di operai, tutti arruolati in guerra.
Wu Chang trovò sistemazione dal guardiano della fabbrica di lamiere alle porte di Parigi, gli fu dato un loculo di 3 metri per 3 per i primi mesi.
Wu Chang senza dire mai una parola accettò, guadagnava quel giusto per poter vivere.
Sempre diligente, silenzioso, in perfetto orario ogni mattina, e qualche minuto dopo oltre l'orario delle 18.00.
In fabbrica a Parigi si lavorava fino alle 18.00, dalle 7 del mattino alle 18, in paesi più lontani di Parigi si lavorava anche fino alle 19.
Il dirigente di sezione era ampiamente soddisfatto di Wu Chang, imparava in fretta tutte le mansioni, era super affidabile e poi non parlava mai,sorridente con tutti.
Anche durante la sosta a pranzo si metteva in disparte, in un angolino in fondo alla fabbrica, con la sua schiscetta, e poi che cazzo mangiava Wu Chang nessuno lo sapeva.
Nessuno gli chiedeva chi era, cosa fosse, era semplicemente l'uomo con gli occhi a mandorla.
Per gli altri colleghi operai era un invisibile, fino a quando un giorno un ragazzo che già tanto aveva superato l'età del biberon, si era impigliato in una rotativa, una macchina che faceva girare le lastre di lamiera, 
era in poche parole un macchinario che serviva a creare i rotoli di lamiera per poi metterli in commercio.
Porca la miseria successe il finimondo in quel reparto, c'è chi tentò di pigiare il famigerato tastino che fermasse il macchinario, chi si aggrappò al ragazzo per tentare di fermarlo e non farlo diventare un salame arrotolato.
Pure Wu Chang partecipò alla missione disperata, in quel momento l'uomo dagli occhi a mandorla non era un estraneo, ognuno dava il suo contributo a salvare il culo del povero disgraziato.
La macchina continuava a girare, il ragazzo stava sempre più per essere trascinato anche lui come una semplice lamiera di carne, alla fine arrivò un tipo grande e grosso, poteva essere l'Ercole del 14/18, un energumeno, 
saltò sopra il macchinario e prese con tutta la sua forza la scatola dove c'era il meccanismo che faceva girare la rotativa, perdindirindina che forza bruta, aveva disintegrato la copertura, poi a colpi di pugni spaccò un vetro in plastica,
non contento gli diede un calcio che tutti i pezzi finirono a centinaia di metri, poi con tutto il corpo si buttò sulla scatola e la distrusse e per incanto il macchinario si fermò.
Cazzo!!! tutti che saltavano felici come bambini, pure il ragazzo che stava diventando una lamiera in carne non riuscì a trattenere le lacrime, erano pianti di gioia.
In quei momenti forse sai il vero valore della vita, da come erano contenti si presero in braccio pure il cinese wu Chang, che per un istante si dimenticò di essere uno sfigato straniero e si trasformò anche lui in un francesino atipico.
si ma le buone notizie portano con se notizie brutte.
Puttana Eva, l'energumeno aveva perso il dito mignolo, scomparso.
Il bestione poveretto scoppiò a piangere, hai mai visto un gigantesco omone di 2 e più metri per 140 kg piangere, caro Mario?
Non aveva più il dito mignolo.
tu dirai meglio perdere un dito che una vita intera, prova a dirglielo al proprietario del dito.
Sta il fatto che iniziò la caccia al tesoro, il dirigente ordinò a tutti gli operai a cercare quel dito del cazzo.
Chissà se si poteva riattaccare.
Incredibile, si misero tutti da missionari eroi nel tentativo di salvare un disgraziato a cercatori di funghi ops a cercatori di diti.
Il dito non c'era, qualcuno pensò anche di camminare in maniera garbata, chissà che sarebbe successo se il dito finiva sotto a qualche scarpa, non era piacevole poi la convivenza lavorativa con l'Ercole parigino.
Porca la miseria mi sarebbe piaciuto essere lì, filmare il tutto, vedere una tipica scena teatrale o meglio dire i mimi.
Da operai della lamiera si erano trasformati in attori da mimo da come si muovevano lentamente, tutti terrorizzati dal non dover schiacciare il dito mignolo.
Se ci fossi stato io lo avrei cercato proprio per frantumarlo, per sentire che rumore faceva un pezzo di carne umana finita sotto le mie scarpe, che goduria che sarebbe stata caro Mario, peccato che nel 1914 non c'ero.
E poi cosa sarà mai un dito in meno, meglio essere vivi e avere un dito in meno.
Il dito non saltava fuori, fino a quando con sorpresa uno degli operai nota un tizio che aveva un difetto, era sordo,incaricato di girare con la scopa a raccogliere gli scarti, quei piccoli filamenti di scarti che per il padrone della fabbrica erano come l'oro.
Non tutti sanno che gli scarti potevano essere rivenduti, un tot al chilo, in Francia nei primi anni del 900 c'era questa regola, non si butta via niente.
Comunque c'era un tizio sordo bello e tranquillo che girava e raccattava gli scarti in giro per la fabbrica, il tizio era un moccioso anche lui, sai in quel periodo gli operai erano in guerra, la fabbrica prendeva chiunque, 
pure gli studenti, invece le donne andavano sui campi o magari in certe fabbriche, come quelle delle armi, la Francia produceva anche molte armi.
Guarda un pò, il cretino non aveva mica raccolto tra gli scarti di lamiera il dito mignolo,cazzo era lì nel secchio, non parlava.
Da come lo guardavano i molti curiosi si sarebbero aspettati un grazie dal dito del cazzo, il problema che il dito non ha la lingua per parlare, semmai e di solito il contrario e la lingua che lecca il dito.
Tutti felici, il dito e stato trovato, l'Ercole di Parigi fu portato all'ospedale con il suo dito, penso che lo teneva in tasca come le sue mani nel tragitto che lo portò all'ospedale, nel tentativo di riattaccarlo,
che belle tenere tra le tasche due mani e un dito solitario.
Non so come finì la storia, che sembra incredibile ma e tutta vera caro Mario.
Sta il fatto che Wu Chang da quel giorno fu accolto come uno di loro, di solito e nelle difficoltà che rende l'uomo un corpo unico, sia esso di colore nero, giallo o bianco, in quel momento i colori si uniscono, solo nelle difficoltà.
Wu Chang morì nel 1931, un infarto fulminante, lasciò al mondo due belle bambine che non fecero in tempo a conoscerlo, la moglie, cinese anche lei, sulla tomba scrisse una frase che Wu Chang ripeteva sempre,
"Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno, insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita.
Riprendemmo il viaggio nel tardo pomeriggio, si fece sera, giunti sulla costa azzurra, a pochissimi chilometri da Ventimiglia decidemmo di sostare e dormire per la notte, si vedeva un bel mare, rimasi lì ad osservarlo, il suo silenzio, 
il piccolo falò sulla spiaggia si spegne, rimango lì immobile, mentre mi si chiudevano gli occhi,iniziai a ricordare....e ricordare.
..............................................
...................................................
Alla prossima puntata...
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