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Creato da kammamury57 il 11/09/2007
L'italiano, questo sconosciuto...

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Sarebbe stato meglio se...

Post n°24 pubblicato il 05 Aprile 2012 da kammamury57

Quando due persone litigano,non esprimono, ne  le loro ragioni, ne i loro torti.

I litiganti esprimono solo rabbia ,che esce al  momento di una  ragione ho ho di un torto.

Questo sentimento li porta alla prevaricazione dell'uno sull'altro,fino all'estremo (ingiurie, ho contatto fisico).

Il litigare spesso porta a esprimere il peggio di noi.

 

Chi invece si sottrae alla litigata, la sua rabbia la controlla ha torto ho ragione, concedendo all'altro solo poco spazio per le sue parole.

                                           Quindi;

quando due persone  litigano vuol dire:

  che tutte e due  sono animati dallo stesso sentimento...

                                        Litigare

Girovagando tra i blog ho trovato questo capolavoro di grammatica. Ci sono talmente tanti "orrori" che non so da dove cominciare.
Nè negazione senza accento. O congiunzione scritto con l'h così come la preposizione a (sarà un forma di rafforazativo di cui ignoro l'esistenza?). Virgole messe dove capita e punto e virgola usato al posto dei due punti.  Perchè "litigata" non era meglio "litigio". 
Capisco che in Italia in questo momento abbiamo tanti problemi ma perchè prendersela con l'italiano?
Sui concetti espressi sorvolo mi piacerebbe, però, sapere con cosa si è fatto lo scrittore.
Un saluto a tutti e Buona Navigazione

 
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Se questo è un poeta

Post n°23 pubblicato il 09 Novembre 2011 da kammamury57

Desideri

 

Eeeeee qui inizia il mia visione onirica…….

del mio viaggio intellettivo.

 

Con la mente fra le nuvole erranti………

un volteggiar di spiriti giocondi

mi inonda  la  ragione……

 

Una miriade di immaginazioni……………..

che pur essendo surreali ……….

si possan rendere tangibili

e taccar con mano.

 

Nulla è impossibile se il desiderio è forte.

 

E il mio desiderio è elevato

da esplodere in tutta la sua potenza.

 

E vorrei con tutta me stessa realizzarlo

………..con te.

Una volta i poeti maledetti usavano il vino o l'assenzio per stordirsi, mi piacerebbe sapere cosa ha usato la Signora che ha scritto questa... cosa.

Incominciamo da "Eeeeee". Cos'è? Una congiunzione? Una esclamazione? Spero che la scrittrice voglia illuminarci e farcelo sapere togliendoci dall'ignoranza e portandoci sulla strada della conoscenza dove... "Una miriade di immaginazioni", che non sappiamo cosa vuol dire forse "una miriade di immagini", si "possan rendere tangibili" con un congiuntivo perchè è una ipotesi? O una certezza? Dubbio. Logicamente questo avviene durante "un viaggio intellettivo", non chiedetemi cos'è. Non lo so!

Tutto questo condito da innumerevoli puntini? I puntini sospensivi devono essere 3 (TRE) non di più. Forse che alla Signora è scappato il dito sul tasto?

Sugli errori come "il mia visione" e "taccar con mano" sorvolo.

Alla fine di queste poche righe un lampo ha attraversato la mia mente: la Signora è un'ermetica... o forse ha bisogno"d'er medico".

(Chiedo scusa anticipatamente ad un'amica e mia severa critica ma come si può "ignorare" questo scempio della lingua italiana?).

 
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Pascoli (e non intendo il poeta)

Post n°22 pubblicato il 05 Ottobre 2011 da kammamury57

Amici,
in un blog dedicato alla poesia ho trovato questo capolavoro, resistete e leggetela fino in fondo:

eccoci ottobre è

arrivato

anche se non sembra...

i colori dell autunno caldi

morbidi cosi tranquilli

cosi delicati  che i pittori

son stati ispirati

le foglie cadono 

gli alberi si spogliano

e il grande inverno

aspettano

noi cosi possiam

guardarli e ammirarli

cammino nel bosco

su di un tappeto

di aghi e foglie intrecciato

dove i miei 

piedi ho posato

e tutto mi appar cosi

incantato questo è

un nuovo mondo fatato

per me solo preparato

dolcemente mi siedo

su questo prato e lascio

vagare i miei pensieri

oggi domani ieri

aspetto cosi la carezza

della sera ma buio già

si fà

a casa l incanto però

ancor ritrovo

con noci funghi castagne

e calde mille fiamme

l'antico camino amico a me

sempre vicino

cosi ecco ritrovati i colori incantati

fra zucche e polenta

che il cuor mi accontenta

A questa opera somma seguivano commenti di ammiratori entusiasti.

Innutile dire che la povera Erato si è dissociata e, con un comunicato stampa, ha dichiarato di non essere lei l'ispiratrice.

Io per decenza non commento.

 

 

 
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abundantia abundantis (Totò)

Post n°21 pubblicato il 03 Ottobre 2011 da kammamury57

Navigando nell'ignaro mare di internet ho trovato questa perla (casualmente si parla di imbarcazioni):

come da titolo e per chi sta seguendo alcuni topic sto facendo una serie di lavoretti alla mia barca con i vostri consigli preziosi adesso me ne servirebbero altri, come faccio a far tornare lucidi le varie parti in acciaio tipo bitte ed altro ossidate? e approfitto dai vari dadi che fissano scaletta ho altro hanno formato un pò di ruggine macchiando la barca che dite se passo carta abrasiva bagnata e poi lucido con pasta abrasiva? Ciao e Grazie

Notate la quasi totale assenza di punteggiatura. in tutta la frase ci sono una virgola e due punti interrogativi. Provate a leggere: a parte la difficile comprensione, si giunge alla fine senza fiato.

Grammaticalmente, a parte alcuni aggettivi che non concordano con il nome ("come faccio a far tornare lucidi le varie parti" andebbe lucide), sono bellissimi quel "dai vari dadi" e "ho altro". Il "dai" andrebbe sostituito con un semplice "i" articolo determinativo plurale, sulla o con l'acca rinuncio a dare spiegazione perchè è una battaglia persa.

Come sempre grazie a voi tutti per avermi letto. Un grazie particolare a colei che non apprezza più i miei scritti.

  

 
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Io sono, tu sei, egli è... o e...

Post n°20 pubblicato il 20 Settembre 2011 da kammamury57

In italiano è facile confondere la è della terza persona singolare del presente indicativo del verbo essere con la congiunzione e.
Un errore che ci hanno insegnato a correggere sin dalla terza elementare. Ai miei tempi la maestra (unica e sola e padrona dei nostri destini di scolari) ci insegnava una regola fondamentale: se puoi sostituire la è con era devi mettere l'accento.
Questa premessa perchè, nel mio solito girovagare tra i blog, mi sono imbattuto nella seguente frase: 

ho letto che ( è credo) : l'indifferenza e la miglior arma contro qualcuno.

Già! Avete letto bene "è credo". Se chi scrive avesse applicato la regoletta stupida di cui sopra ed avesse sostituito la e con era, a leggere "era credo" si sarebbe accorto subito che l'accento non ci voleva.
Su una cosa, però, concordo con il nostro scrittore: meglio essere generosi e mettere l'accento anzichè passare per avari.
Una buona giornata a tutti voi.

 
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