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Le vie del sogno sono infinite. Quando la sera vai a dormire non sai mai quale viaggio ti aspetta:chiudi gli occhi e incomincia a sognare...

 

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Pan brioche

Post n°525 pubblicato il 15 Ottobre 2010 da soniamincuzzi
 

Non è difficile ottenere ottimi risultati nell'esecuzione di questa ricetta bisogna avere po' di pazienza e del tempo a disposizione. Il risultato finale ripaga ampiamente il tempo impiegato.

Il pan brioche è il principe dei buffet, comodissimo per accompagnare aperitivi.

Si può impastare agevolmente a mano in una insalatiera capiente o (come ho fatto io) utilizzando la macchina del pane o altro tipo di impastatrice.

Ingredienti (per uno stampo in alluminio da 22 cm di diametro e 15 cm di altezza)

- 600 gr. di farina di manitoba
- 100 gr. di burro cremoso + il burro che occorre per spennellare lo stampo
- 200 gr. di latte tiepido
- 60 gr di acqua
- 10 gr. di lievito di birra disidratato
- 2 tuorli + 1 uovo intero (di media grandezza)
- 1 tuorlo per spennellare
- 30 gr. di zucchero
- 12 gr. di sale fino
- 1/2 bustina di zafferano

Ingredienti

Introdurre nell'impastatrice in funzione la farina, il sale, lo zucchero, il latte, il burro ridotto in crema, i due tuorli e l'uovo intero, il lievito, l'acqua appena tiepida nella quale si sarà sciolto lo zafferano.

Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ma che non attacchi alle mani. Se dovesse risultare necessario aggiungere poca acqua.

L'impasto ottenuto

Lasciar lievitare per almeno un'ora e mezza e comunque fino a veder più che raddoppiato il volume dell'impasto.

La prima lievitazione

Trascorso il tempo necessario, impastare brevemente, formare una palla e porla sul fondo dello stampo preventivamente imburrato. Spennellare con un tuorlo d'uovo

L'impasto trasferito nello stampo

Lasciar riposare in luogo tiepido ed al riparo da correnti d'aria fin quando non si presenterà ben gonfio e la cupola avrà oltrepassato il bordo dello stampo.

La seconda lievitazione

Infornare in forno (statico) già caldo a 175° per circa un'ora. Consiglio di mettere sul piano più basso del forno una teglietta contenente dell'acqua per fare in modo che durante la cottura si sprigioni umidità.

Dopo la prima mezz'ora di cottura aprire il forno e controllare la calotta superiore. Se si presentasse troppo scura coprirla con un foglio di alluminio.
Ed ecco il pane appena sfornato.

Appena sfornato

Toglierlo dallo stampo con estrema delicatezza e lasciarlo raffreddare perfettamente.

Sformare

Consiglio di preparare questo pane il giorno prima dell'utilizzo e per non farlo seccare, una volta raffeddato alla perfezione proteggerlo con alluminio nella parte bassa e quindi avvolgerlo in pellicola.

Questo accorgimento agevolerà l'operazione del taglio che verrà effettuato il giorno successivo. Riporlo in luogo fresco.

Conservare in luogo fresco

E siamo all'indomani. Scartare il pane, metterlo su un tagliere, ed iniziare a tagliarlo nel modo più regolare possibile. Io sono partita dal basso ed ho ottenuto 10 fette (quindi 5 strati) più la calotta superiore che servirà in seguito per la decorazione.

Il taglio orizzontale

Questa è l'alveolatura. Il pane è risultato molto leggero e la mollica così alveolata è ideale per raccogliere le salse che si intenderà utilizzare.

L'alveolatura

La farcitura.

Per la farcitura bisogna tenere conto dei gusti personali oppure delle preferenze alimentari delle persone cui il panettone gastronomico è destinato.

Si può decidere per una farcitura a tema unico (ad esempio solo di pesce) o misto come ho fatto io. Le fette di pane vanno spalmate da entrambi i lati per permettere al pane di restare morbido.

Ho iniziato con gamberetti sbollentati in acqua salata. Ho spalmato la fetta di pane con una salsa rosa ottenuta con maionese e ketchup (fatti in casa).

Gamberetti in salsa rosa

Poi un classico strato con burro e alici.

Burro e alici

Lo strato successivo è stato spalmato con formaggio quark e coperto con salmone scozzese.

Formaggio quark e salmone scozzese

Poi uno strato "rustico" mascarpone e gorgonzola dolce ben amalgamati e salame piccante.

Crema di mascarpone e gorgonzola e salame piccante

Ed ho terminato con un altro strato al salmone (come quello appena descritto), perchè il salmone piace sempre molto.

Ancora uno strato di salmone

Ho ricomposto il pane con la sua calotta. Ed eccolo pronto e farcito.

Il pane pronto

A questo punto è necessario farlo riposare in luogo fresco prima di tagliarlo a spicchi e decorare la calotta.

Per ottenere un risultato ottimale consiglio di avvolgere il pane in un panno pulitissimo che non sprigioni odore di detersivo e ben inumidito. Quindi avvolgere ancora il tutto in pellicola.

Incartarlo ancora e riporlo in luogo fresco

Grazie all'accorgimento di aver incartato il Panettone Gastronomico subito dopo averlo farcito e avvolto con il panno bagnato è stato facilissimo tagliarlo.

L'ho tagliato dapprima a metà e poi ciascuna metà l'ho divisa in tre parti.

Il taglio in verticale


A questo punto non resta che guarnire la calotta superiore io ho fatto delle roselline di salmone e burro e foglioline di prezzemolo. Ecco il risultato.

La calotta

La guarnizione

L'insieme

 
 
 

Stalking: come difendersi dai persecutori

Post n°524 pubblicato il 15 Ottobre 2010 da soniamincuzzi
 

Alcuni comportamenti come telefonate, sms, e-mail, “visite a sorpresa” e perfino l’invio di fiori o regali, possono essere graditi segni di affetto che, tuttavia a volte, possono trasformarsi in vere e proprie forme di persecuzione in grado di limitare la libertà di una persona e di violare la sua privacy, giungendo perfino a spaventare chi ne è destinatario suo malgrado.
A diventare “molestatore assillante” o “stalker” può essere una persona conosciuta con cui si aveva qualche tipo di relazione o perfino uno sconosciuto con cui ci si è scontrati anche solo per caso, magari per motivi di lavoro.

Inseguimento, molestia, persecuzione

Inseguimento, molestia e persecuzione possono manifestarsi sotto innumerevoli forme.
Esse possono essere qualcosa di sporadico oppure possono essere insistenti manifestazioni di un fenomeno psicologico e sociale conosciuto soprattutto con il nome di “stalking” , ma chiamato anche “sindrome del molestatore assillante” , “inseguimento ossessivo” o anche obsessional following . La terminologia più comune, quella di “stalking”, è stata coniata con la finalità di raffigurare simbolicamente, con un termine in lingua inglese che significa “appostarsi”, l’atteggiamento di chi mette in atto molestie assillanti e per questo viene definito “stalker”.
Il “molestatore assillante” manifesta, infatti, un complesso insieme di comportamenti che vengono ben racchiusi sinteticamente dall’espressione “fare la posta” che comprende l’aspettare, l’inseguire, il raccogliere informazioni sulla “vittima” e sui suoi movimenti, comportamenti che sono quasi sempre “tipici” di tutti gli stalkers, al di là delle differenze rilevate di situazione in situazione.

In effetti alcuni studi compiuti su questo fenomeno (Mullen P. E. & al., 2000) hanno distinto due categorie di comportamenti attraverso i quali si può attuare lo stalking.

 

  • La prima tipologia comprende le comunicazioni intrusive , che includono tutti i comportamenti con scopo di trasmettere messaggi sulle proprie emozioni, sui bisogni, sugli impulsi, sui desideri o sulle intenzioni, tanto relativi a stati affettivi amorosi (anche se in forme coatte o dipendenti) che a vissuti di odio, rancore o vendetta. I metodi di persecuzione adottati, di conseguenza, sono forme di comunicazione con l’ausilio di strumenti come telefono, lettere, sms, e-mail o perfino graffiti o murales.
  • Il secondo tipo di comportamenti di stalking è costituito dai contatti , che possono essere attuati sia attraverso comportamenti di controllo diretto, quali ad esempio pedinare o sorvegliare, che mediante comportamenti di confronto diretto , quali visite sotto casa o sul posto di lavoro, minacce o aggressioni. Generalmente non si ritrovano due tipologie separate “pure” di stalkers, ma molestie in forme miste in cui alla prima tipologia, in genere segue la seconda specie di azioni.

 

Il comportamento stalkizzante è stato delineato nei suoi dettagli più specifici che permettono di distinguerlo da comportamenti simili (Galeazzi G.M., Curci P., 2001). A tal proposito, sono particolarmente importanti tre caratteristiche di una molestia perché si possa parlare di “stalking”:

  1. l’attore della molestia, lo stalker, agisce nei confronti di una persona che è designata come vittima in virtù di un investimento ideo-affettivo, basato su una situazione relazionale reale oppure parzialmente o totalmente immaginata (in base alla personalità di partenza e al livello di contatto con la realtà mantenuto);
  2. lo stalking si manifesta attraverso una serie di comportamenti basati sulla comunicazione e/o sul contatto, ma in ogni caso connotati dalla ripetizione, insistenza e intrusività;
  3. la pressione psicologica legata alla “coazione” comportamentale dello stalker e al terrorismo psicologico effettuato, pongono la vittima stalkizzata, definita anche stalking victim, in uno stato di allerta, di emergenza e di stress psicologico. Questi vissuti psicologici possono essere legati sia alla percezione dei comportamenti persecutori come sgraditi, intrusivi e fastidiosi, che alla preoccupazione e all’angoscia derivanti dalla paura per la propria incolumità.
denuncia lo stalking

Identikit del molestatore assillante

La coazione che connota il comportamento di stalking, e che permette di delinearlo anche giuridicamente, ha fatto ipotizzare che tale problema fosse una forma di “disturbo ossessivo”. Tuttavia, come è stato osservato, i disturbi psicopatologici ossessivi sono connotati da vissuti egodistonici relativi ai comportamenti attuati e, conseguentemente, da un malessere provocato dalle idee, dai pensieri, dalle immagini mentali e dagli impulsi ossessivi legati alla persecuzione. Questi vissuti di disagio e di intrusione in realtà non risultano presenti in genere negli stalkers che, al contrario, tendono perfino a trarre piacere dal perseguitare.

È molto importante sottolineare altresì che lo stalking non è un fenomeno omogeneo; pertanto, risulta difficile fare rientrare i molestatori assillanti in una categoria diagnostica precisa o identificare sempre la presenza di una vera e propria patologia mentale di riferimento. Gli stalkers non sono sempre persone con un disturbo mentale e, anche se esistono alcune forme di persecuzione che sono agite nel contesto di un quadro psicopatologico, questa non è una condizione sempre presente così come non esiste sempre un abuso di sostanze associato al comportamento stalkizzante.

Ciò che è importante comprendere è che dietro a comportamenti di molestia simili possono celarsi motivazioni anche molto differenti tra loro. A questa conclusione si è giunti in seguito a studi che hanno esaminato il profilo psicologico di numerosi stalkers e, sulla scorta dei quali, si è giunti ad individuare cinque tipologie di stalkers , distinti in base ai bisogni e desideri che fanno da motore motivazionale (Mullen et al., 1999).

  1. Una prima tipologia di molestatore insistente è stata definita “il risentito” . Il suo comportamento è sospinto dal desiderio di vendicarsi di un danno o di un torto che ritiene di aver subito ed è quindi alimentato dalla ricerca di vendetta. Si tratta di una categoria piuttosto pericolosa che può ledere prima l’immagine della persona e poi la persona stessa. Il problema più grave è legato alla scarsa analisi della realtà: perché il risentimento fa considerare giustificati i propri comportamenti che, producendo sensazioni di controllo sulla realtà, tendono a loro volta a rinforzarli.
  2. La seconda tipologia di stalker è stata denominata “il bisognoso d’affetto” , una tipologia che è motivata dalla ricerca di una relazione e di attenzioni che possono riguardare l’amicizia o l’amore. La vittima in genere viene considerata, per via di una generalizzazione a partire da una o più caratteristiche osservate anche superficialmente, vicina al “partner o amico/a ideale”, una persona che si ritiene possa aiutare, attraverso la relazione desiderata, a risolvere la propria mancanza di amore o affetto. Spesso il rifiuto dell’altro viene negato e reinterpretato sviluppando la convinzione che egli abbia bisogno di sbloccarsi e superare qualche difficoltà psicologica o concreta. Questa categoria include anche la forma definita “delirio erotomane”, in cui il bisogno di affetto viene erotizzato e lo/la stalker tende a leggere nelle risposte della vittima un desiderio a cui lei/lui resiste. L’idea di un rifiuto, vissuto come un’intollerabile attacco all’Io, viene respinta con grande energia e strutturando un’alta difesa basata sull’allontanamento della percezione reale dell’altro, delle sue reazioni e della relazione reale che viene sostituita da quella immaginaria.
  3. Una terza tipologia di persecutore è quella definita “il corteggiatore incompetente” , che tiene un comportamento alimentato dalla sua scarsa o inesistente competenza relazionale che si traduce in comportamenti opprimenti, espliciti e, quando non riesce a raggiungere i risultati sperati, anche aggressivi e villani. Questo tipo di molestatore è generalmente meno resistente nel tempo nel perseguire la persecuzione della stessa vittima, ma tende a riproporre i propri schemi comportamentali cambiando persona da molestare.
  4. Esiste poi “il respinto” , un persecutore che diventa tale in reazione ad un rifiuto. È in genere un ex che mira a ristabilire la relazione oppure a vendicarsi per l’abbandono. Spesso oscilla tra i due desideri, manifestando comportamenti estremamente duraturi nel tempo che non si lasciano intimorire dalle reazioni negative manifestate dalla vittima: la persecuzione infatti rappresenta comunque una forma di relazione che rassicura rispetto alla perdita totale, percepita come intollerabile. Nella psicologia di questo tipo di “inseguitore assillante” gioca un ruolo cruciale il modello di attaccamento sviluppato che è una delle forme di tipo insicuro, in grado di scatenare angosce legate all’abbandono che creano una tendenza interiore, più o meno consapevole, a considerare l’assenza dell’altro come una minaccia di annientamento e di annullamento del Sé.

  5. Infine, è stata descritta una categoria di stalker definita “il predatore” e costituita da un molestatore che ambisce ad avere rapporti sessuali con una vittima che può essere pedinata, inseguita e spaventata. La paura, infatti, eccita questo tipo di stalker che prova un senso di potere nell’organizzare l’assalto. Questo genere di stalking può colpire anche bambini e può essere agito anche da persone con disturbi nella sfera sessuale, quali pedofili o feticisti.
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La vittima e il legame con il suo Stalker

Molte persone che subiscono molestie assillanti sono donne di un’età più frequentemente compresa tra i 18 e i 24 anni. Tuttavia, alcuni tipi di persecuzioni, quali ad esempio quelle legate al risentimento o alla paura di perdere la relazione che nasce dall’essere respinti, sono rivolte principalmente a donne tra i 35 e i 44 anni.

Alcuni studi sul fenomeno in esame hanno mostrato dei risultati interessanti che servono a riflettere ulteriormente sulle caratteristiche delle vittime di stalking e sull’importanza della relazione che, spesso solo nella mente dello stalker, si instaura con tutta la capacità di influenza che può esercitare una relazione reale. A questo proposito si è riscontrato che esiste una “categoria sociale a rischio di stalking” rappresentata da tutti gli appartenenti alle cosiddette “professioni d’aiuto”, vale a dire i medici, gli psicologi, gli infermieri e ogni altra sorta di “helper”. Ciò sembra trovare due spiegazioni: da un lato questi professionisti entrano in contatto con bisogni profondi di aiuto delle persone e possono facilmente divenire vittime di proiezioni di affetti e relazioni interiorizzate; dall’altro le eccessive speranze di alcuni “pazienti” possono essere tradite dalla quotidianità professionale e lo stalking diventa una domanda di attenzione o una ricerca di vendetta per l’attribuzione di responsabilità sulla salute o sulla vita propria o dei propri cari, aspetti che non sono in realtà mai completamente nelle mani di nessuno.

Tecniche di comportamento Antistalking

Dal momento che non tutte le situazioni di stalking sono uguali, non è possibile generalizzare facilmente delle modalità comportamentali di difesa che devono essere adattate alle circostanze e alle diverse tipologie di persecutori.

Esistono tuttavia alcune regole utili.

 

  • Innanzitutto, inutile negare il problema. Spesso, dal momento che nessuno vuole considerarsi una “vittima”, si tende a evitare di riconoscersi in pericolo, finendo per sottovalutare il rischio e aiutando così lo stalker. Il primo passo è allora sempre quello di riconoscere il problema e di adottare delle precauzioni maggiori rispetto a quelle adottate dalle persone che non hanno questo problema. Occorre informarsi sull’argomento e comprendere i rischi reali, seguendo dei comportamenti volti a scoraggiare, quando è possibile, gli atti di molestia assillante.
  • Se la molestia consiste nella richiesta di iniziare o ristabilire una relazione indesiderata, è necessario essere fermi nel “dire di no” una sola volta e in modo chiaro. Altri sforzi di convincere il proprio persecutore insistente, comprese improvvisate interpretazioni psicologiche che lo/la additano come bisognoso di aiuto e di cure, saranno lette come reazioni ai suoi comportamenti e quindi rappresenteranno dei rinforzi, in quanto attenzioni. Anche la restituzione di un regalo non gradito, una telefonata di rabbia o una risposta negativa ad una lettera sono segnali di attenzione che rinforzano lo stalking.
  • Comportamenti molto efficaci per difendersi dal rischio di aggressioni sono quelli prudenti in cui si esce senza seguire abitudini routinarie e prevedibili, in orari maggiormente affollati e in luoghi non isolati, magari adottando un cane addestrato alla difesa, un modo che si è rivelato molto utile sia come concreta difesa che per aumentare la sensazione di sicurezza.
  • Se le molestie sono telefoniche, non cambiare numero. Anche in questo caso, le frustrazioni aumenterebbero la motivazione allo stalking. È meglio cercare di ottenere una seconda linea, lasciando che la vecchia linea diventi quella su cui il molestatore può continuare a telefonare, magari mentre azzerate la soneria e rispondete gradualmente sempre meno.
  • Per produrre prove della molestia alla polizia, non lasciarsi prendere dalla rabbia o dalla paura e raccogliere più dati possibili sui fastidi subiti.
  • È utile mantenere sempre a portata di mano un cellulare in più per chiamare in caso di emergenza.
  • Se si pensa di essere in pericolo o seguiti, non andare mai di corsa a casa o da un amico, ma recarsi dalle forze dell’ordine.

 

Le conseguenze dello Stalking

Purtroppo spesso, soprattutto per via di norme giuridiche che limitano gli interventi di prevenzione delle situazioni di emergenza, i comportamenti di stalking possono essere protratti a lungo con conseguenze psicologiche negative principalmente per la vittima, ma anche per chi lo agisce e, talvolta, per chi lo osserva.

La vittima, per quanto possa essere breve il periodo in cui viene perseguitata, rischia di conservare a lungo delle vere e proprie ferite. Le conseguenze dello stalking infatti, per chi lo subisce, sono spesso diverse e si trascinano per molto tempo cronicizzandosi. In base al tipo di atti subiti e alle emozioni sperimentate possono determinarsi stati d’ansia e problemi di insonnia o incubi, ma anche flashback e veri e propri quadri di Disturbo Post Traumatico da Stress.

Lo stalker che agisce compulsivamente tende a seguire i propri bisogni e a negare la realtà, danneggiando progressivamente la propria salute mentale e la qualità della propria vita sociale che si deteriorano sempre di più, via via che la persecuzione si protrae nel tempo.

Il pubblico degli episodi di stalking può essere il ristretto pubblico familiare che, identificandosi empaticamente alla vittima, può sviluppare preoccupazioni per la persona cara o forme vicarie di paura ed ansia. Ma il pubblico in senso ampio, grazie all’importante ruolo dei mass media, è la società, in cui l’esempio della violazione della privacy tollerata può rappresentare un modello comportamentale che alimenta le possibilità di nuovi fenomeni, anche perché quelli agiti spesso vengono spiegati (e parzialmente giustificati) sulla base di “possibili raptus” o di “eccessi di amore”.

Approfondimenti bibliografici

 

  • Meloy J. R., 1998, The psychology of stalking, Academic Press.
  • Mullen P.E., Pathè M., Purcell R., Stuart G., 1999, A study of stalkers. In American Journal of Psychiatry, 156, 1244-1249.
  • Oliviero Ferraris A., 2001, Stalker il persecutore. In Psicologia Contemporanea, 164, 18-25.

 

SINDROME DEL MOLESTATORE

 
 
 

Video Per mio marito

Post n°523 pubblicato il 15 Ottobre 2010 da soniamincuzzi

 
 
 

dopo due anni

Post n°522 pubblicato il 14 Ottobre 2010 da soniamincuzzi

dopo due anni riscrivo qui, per  dire che a luglio ho coronato il mio sogno....mi sono sposata...non aito piu a bari. ora ho chi mi apprezza per quella che sono, con i miei difetti e pregi, che non mi chiede di cambiare,che mi ama e basta..........Raffaele, grazie di esistere

 
 
 

facebook

Post n°521 pubblicato il 17 Ottobre 2009 da soniamincuzzi
 
 
 

Per il professor Luigi Rossini

Post n°515 pubblicato il 31 Luglio 2008 da soniamincuzzi

Caro Luigi, ieri sono venuta al tuo funerale...sei venuto a mancare alla giovane età di 61 anni. Hai lasciato famiglia, colleghi, alunni in una totale disperazione e dolore.
Mille volte avevo detto che dovevo venire a trovarti allo studio, ma nella mia stupidità avevo pensato che tu vivessi in eterno. Ti ho voluto bene, come amico, professore, fratello... ti dedico una poesia..l'unica che forse potrebbe farmi ricordare del più grande professore di Bari...
Messaggio di tenerezza di un anonimo brasiliano è per te.
TI VORRò PER SEMPRE BENE GIGI.
LA TUA ROMPISCATOLE SONIA
 Questa notte ho fatto un sogno,

ho sognato che camminavo
sulla sabbia accompagnato dal Signore, e sullo
schermo della notte erano proiettati tutti i
giorni della mia vita.

Ho guardato indietro e ho visto che ad ogni
giorno della mia vita proiettato nel film
apparivano orme sulla sabbia:

una mia e una del Signore.





Così sono andato avanti,

finchè‚ tutti i miei giorni si esaurirono.

Allora mi fermai guardando indietro,

notando che in certi posti c'era solo
un'orma...

Questi posti coincidevano con i giorni più
difficili della mia vita: i giorni di maggior
angustia,

di maggiore paura e di maggior dolore...





Ho domandato allora:

"Signore, Tu avevi detto che saresti stato con
me in tutti i giorni della mia vita, ed io ho
accettato di vivere con Te, ma perché‚ mi hai
lasciato solo proprio nei momenti peggiori della
mia vita?".





Ed il Signore mi ha risposto:

"Figlio mio, io ti amo e ti dissi che sarei
stato con te

durante tutta la camminata e che non ti avrei
lasciato solo

neppure per un attimo, ebbene non ti ho
lasciato...

I giorni in cui tu hai visto solo un'orma

sono stati i giorni in cui ti ho preso in braccio

 
 
 

Post N° 514

Post n°514 pubblicato il 20 Giugno 2008 da soniamincuzzi
Foto di soniamincuzzi

LAGHI DI ALBANO 2007!!!!!!!!!!!!

 
 
 

MI SPOSO FRA DUE ANNI.......

Post n°513 pubblicato il 20 Giugno 2008 da soniamincuzzi
Foto di soniamincuzzi

buonasera, è da molto che non scrivo...ma sono tornata qui...per dirvi una bella cosa!
MI SPOSO FRA DUE ANNI!!!!!!!!!
CHE NE DITE DI QUESTA NOTIZIA?????????????????
CONSIGLI SU FESTA,ABITO, O ALTRO?

 
 
 

Addio  NINO REGINA. Ci mancherai

Post n°512 pubblicato il 07 Maggio 2008 da soniamincuzzi

Nella notte tra il 5 e il 6 maggio 2008,il professore e artista Nino Regina, che insegnava presso l'Istituto d'arte Pino Pascali di Bari, è venuto a mancare. I ricordi che ha lasciato sono molti, alcuni poco piacevoli per il suo carattere "difficile",ma sicuramente ora ci sarà un vuoto in noi, che divisi tra odio e amore siamo costretti a dirgli addio.
Non era facile studiare con lui: ribelle, eclettico, aggressivo, presuntuoso e spesso antipatico. Per tutto l'anno scolastico 2007-2008 non abbiamo avuto vita facile con lui,ma poi, quasi d'improvviso, come se un velo di umanità lo avesse investito, è cambiato, diventando a tratti simpatico e cordiale. Ci ha portato agli esami di qualifica l'anno scorso e non potevamo immaginare che la fine fosse cosi tragica e brutale. Il pofessore che insegnava la lavorazione dell'argilla, colui che non sopportava noi del corso serale e che amava solo la pittura...si lui...trattenedo il respiro e le lacrime, ti dico ADDIO PROF NINO...
e ti chiedo: ma perchè te ne sei andato senza salutarmi? perchè non ci hai detto che stavi male? avremmo potuto starti vicino...sei stato cattivo con noi...non te la perdonerò mai... dovevi almeno salutarci!
Spero che queste parole ti servano a capire quanto noi siamo addolorati e arrabbiati per la tua perdita...spero che tu da lassù possa proteggere tutti coloro che credono in un paradiso...spero che ora tu ti senta meno solo...ti voglio bene professore Nino Regina.

 
 
 

Post N° 511

Post n°511 pubblicato il 08 Aprile 2008 da soniamincuzzi

 
 
 
 
 

Post N° 509

Post n°509 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da soniamincuzzi

 
 
 

Post N° 508

Post n°508 pubblicato il 19 Febbraio 2008 da soniamincuzzi

http://s4.gladiatus.it/game/c.php?uid=45542

 
 
 

Post N° 507

Post n°507 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da soniamincuzzi

Roll Roll Roll

Scenari industriali, una sfera e un labirinto da percorrere fino all'uscita. Un gioco di abilità dove riuscire a raggiungere la via d'uscita senza cadere fuori dai bordi, sarà davvero difficile.

Prestate molta attenzione e con la velocità e la potenza adeguata provate a battere ogni record!
Chi va piano va sano e lontano, ma non vi addormentate e provate a rischiare qualcosina!

Con le FRECCE direzionali pilotate la sfera attraverso tutti i 40 livelli di gioco.



 
 
 

Post N° 505

Post n°505 pubblicato il 04 Febbraio 2008 da soniamincuzzi

Dupligon

Come ve la cavate con triangoli, forme, e disegno geometrico in generale?
Siete abbastanza precisi? E avete una buona memoria?
Se la risposta è si a tutte le domande, allora questo è il gioco che fa per voi!
Quattro i livelli di difficoltà, in cui vi verranno mostrate di volta in volta delle figure che voi dovrete cercare di riprodurre esattamente nella lavagna a fianco.
Per ogni disegno realizzato vi verrà dato un voto... quale sarà il vostro risultato finale?

Per giocare usate il MOUSE e CLICK sinistro per disegnare le figure geometriche.



 
 
 

ciao a tutti

Post n°504 pubblicato il 04 Dicembre 2007 da soniamincuzzi

ciao a tutti...sono stata assente per molto tempo dal mio blog perchè...perchè...
perchè?
non lo so...soffrivo di solitudine e non avevo voglia nemmeno di di scrivere...non che adesso ne abbia di più di voglia...è che devo perdere il tempo...il tempo...
il tempo scorre e non me ne accorgo più...con difficoltà mi ricordo che oggi è martedi...ma di quale anno?
troppi pensieri...troppi problemi...sono stanca...tanto stanca,stanca di questa vita infernale che mi ha dato solo dispiaceri...stanca di dover lottare da sola per ritrovarmi sempre senza niente...stanca di lottare contro l'egoismo delle persone,contro le porte chiuse in faccia,contro i dritti,gli ignoranti e presuntuosi,quelli che che credono di essere tanto piu intelligenti degli altri quando non sanno nemmeno la differenza tra un congiuntivo ed un condizionale...stanza di tutto...stanca

 
 
 

Post N° 503

Post n°503 pubblicato il 04 Ottobre 2007 da soniamincuzzi

Incendio in un canile abusivo a Torre a Mare (BA ): finalmente adottabili i sopravvissuti

Circa 60 cani sono morti in quel rogo, gli altri sono stati messi in salvo conducendoli presso il canile Mapia di Bari e i rifugi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane di Valenzano e Molfetta.


E' ora possibile adottare i sopravvissuti compilando apposito modulo per il dissequestro.


Chi volesse adottare un cane ospitato al momento presso uno dei rifugi della Lega Nazionale per la Difesa del Cane può contattare la responsabile Emma Melica al 3409119789.


Chi volesse adottare un cane ospitato al momento presso il canile Mapia può cliccare su questo link >


L'Ufficio Legale LAV intanto ha denunciato il titolare della struttura, abusiva, per maltrattamento.

adozioni per vederne le foto, stampare e compilare il modulo di richiesta da indirizzare a Ripartizione Tutela dell’Ambiente - Ufficio Diritti degli Animali, Via Marchese di Montrone n.5, 70122 Bari tel. 080/5774405 - 080/5772065 o 6 finale, oppure può recarsi presso il canile Mapia situato in Prolungamento Via Caldarola 125 nei pressi del Polivalente e dell'uscita 14A della tangenziale (aperto lunedi, mercoledi e venerdi dalle 15,00 alle 17,00; martedi, giovedi, sabato dalle 8,30 alle 12,00) tel. 080/5494042. L'incendio era divampato il 25 giugno scorso in una struttura abusiva adibita a canile, pensione, allevamento, e vendita di cani, a Torre a Mare (Bari). Quel luogo era un lager: più di 200 cani ammassati, molti legati a pedane di legno e ad assi di ferro, melma di feci dappertutto, carne cruda come cibo buttata sul terreno, cani malati di leishmaniosi, cani senza pelo, alcuni ciechi, cuccioli in gabbie per conigli.

 
 
 

Se cerchi un angelo

Post n°502 pubblicato il 26 Settembre 2007 da soniamincuzzi

Se cerchi gli angeli...

non guardare molto lontano.. essi non sono distanti.. ma sono qui.. vicino a noi.. vestono i nostri abiti, sorridono con il nostro volto.. vivono in noi.

Ognuno di noi è angelo di se stesso nella misura in cui si riconosce tale, ci siamo dimenticati che quel giorno abbiamo deciso di nascondere le nostre ali e nell'umiltà poter dimostrare la nostra grandezza.. e la più profonda grandezza è riuscire ad Amare..

Amore.. che grande parola... amore è delle piccole cose che alla fine sono le più grandi..
amore è accogliere con un sorriso.. perché nessuno mai sarà così povero da non poter donarne uno..

amore è quel tocco dato ad uno sconosciuto.. ma che parte dal cuore,
amore è cercare in fondo, dentro di noi.. e in quel meraviglioso scrigno chiamato cuore trovare noi stessi.. avere la forza e l'audacia (perché è audacia in questo mondo) di donare e mostrare le perle preziose che in esso possediamo.

Non lasciare che gli eventi o le persone spezzino le tue ali.. è difficile perché se doniamo tutto.. tutto possiamo perdere.. ma in realtà tutto ci viene donato attraverso la vita che è tale solo se vissuta con amore.

Nello spazio del mio cuore ho trovato un angelo.. non chiedete spiegazioni alle mie parole.. partono dal cuore ed è nel vostro cuore che vogliono arrivare.. e quell'angelo è ora.. il mio migliore amico, mi parla con voce saggia e sicura

ci sono dei momenti della mia vita in cui esso si vuol far sentire.. quei momenti li chiamano "pelle d'oca" ma io li chiamo "il tocco di un angelo" ascoltate quei momenti.. sono i più importanti perché l'angelo che c'è in te, ti vuole parlare...

Stefania

 

 

 

 

 

 

 


Leggi queste pagine non con fretta ma con la calma di chi..
sedendosi accanto ad un amico.. desidera ascoltare,
togliti l'orologio,  e siediti accanto a me..
sarei felice che anche tu lasciassi un segno del tuo passaggio
scrivimi e inserirò i tuoi pensieri..
 

 
 
 

Post N° 501

Post n°501 pubblicato il 09 Settembre 2007 da soniamincuzzi

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Post N° 500

Post n°500 pubblicato il 05 Settembre 2007 da soniamincuzzi

 
 
 
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UNA POESIA PER TUTTI


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          

La felicità

La felicità può essere svegliarsi al mattino
e accorgersi che il cielo è blu

Può essere il sorriso di un bambino...

...e mentre ti guardi allo specchio ti accorgi
che i tuoi occhi sono più verdi

La felicità può essere qualsiasi cosa
che conosci solo tu,
è un tuo segreto.

Ma non sempre si è felici nelle vita.

Una mattina puoi alzarti e non accorgerti
della bella giornata.

Anche il sorriso di un bambino
ti passa indifferente,

e mentre ti guardi allo specchio
respingi la tua immagine.

Non raccontarlo a nessuno;
non capirebbero perchè
stai piangendo.

Sonia

 

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