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FINALMENTE PIPPO
Post n°123 pubblicato il 20 Ottobre 2009 da sottoilsette
Ci sono concerti e concerti. Alcuni ti piacciono, altri ti esaltano, qualcuno ti delude... qualche concerto lo incornici nell'album dei ricordi. Venerdì ad Orvieto ho messo nell'album una performance stupenda. Con una orchestra di tanti - e bravissimi ragazzi - nella splendida cornice del teatro Mancinelli di Orvieto (lo so che si dice sempre così, ma il posto era delizioso davvero!) ho visto Pippo Pollina esibirsi in uno dei più bei concerti a cui ho avuto la fortuna di assistere. Non è il primo concerto di Pippo a cui vado, ma vederlo accompagnato con l'orchestra ha dato a tanti dei pezzi che ha cantato "l'abito da sera". Sambadìo, Il giorno del Falco, Chiaramonte Gulfi, Signore da qui si domina la valle... pezzi che con l'accompagnamento della orchestra sinfonica del conservatorio di Zurigo, diretta da Massimiliano Matesic, si sono ulteriormente arricchiti di potenza espressiva. Una cosa che cantanti italiani si possono solo sognare (anche perchè non basta AGGIUNGERE una orchestra alle proprie canzoni) è sembrata semplicemente una cosa naturale per lui. Pippo e l'orchestra si sono "trovati" quando l'opera "Ultimo Volo", altra gemme che si è preferito ignorare qui, visto che parlava di un argomento ancora troppo scomodo come la strage di Ustica, è stata trionfalmente accolta nei paesi di lingua tedesca. La collaborazioen attuale, sfociata in disco e tour, è stata semplicemente un altro passo di un bel percorso in comune. E pensare che Pippo è praticamente uno sconosciuto in Italia... con una dozzina di cd alle spalle, di cui la maggior parte registrati in svizzera, dove sono sempre accolti in maniera calorosa, pur essendo cantati in italiano... qui, invece, continua ad essere una realtà di nicchia. E vi posso assicurare che scrive, canta e suona molto meglio di tanti cantautori ormai che si riciclano all'infinito in modo sempre più sbiadito (non faccio nomi, ma con un pò di sforzo...) Doveva venire a Roma, ma all'ultimo minuto la capitale è stata "eliminata"... e così, armi, bagagli e un mal di gola pronti, siamo andati ad Orvieto... e ne è valsa la pena. Gli arrangiamenti, la qualità del suono, il feeling della serata... tutto ottimo ed abbondante. Compreso lo spazio regalato alla sola orchestra per l'apertura della prima e della seconda parte, in cui i virtuosismi classici l'hanno fatta da padrone. Non mi stupirei se da quel gruppo di 15-ventenni uscisse a breve qualche "campione". Unico cruccio (mancanza di voce per cantare a parte ;-))), come spesso avviene in questi casi, manca sempre qualche pezzo che ti sarebbe piaciuto sentire. Ne approfitto per metterne uno qui:
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