Vorrei quasi che fossimo farfalle e vivessimo appena tre giorni d'estate. Tre giorni così, con te, li colmerei di tali delizie che cinquant'anni comuni non potrebbero mai contenere.
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Quando cominciamo a stare meglio, quando cominciamo a staccarci dalla sofferenza, viviamo degli stati d'animo contraddittori. Da un lato siamo contenti, dall'altro ci sentiamo in difficoltà, perché ci manca qualcosa che faceva parte della nostra identità e comunque garantiva una forma di equilibrio. |
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Giustizia, non natura La giustizia, o meglio, il rifiuto dell'ingiustizia, non la natura, é la nostra bussola. Di fronte alle leggi crudeli della natura, che premia i forti e i fortunati, a danno dei deboli e degli sfortunati, la giustizia può esigere addirittura che si agisca "contro quella natura". |
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Da parte mia, penso che è meglio fare un poco di bene piuttosto che molto male. Il mondo che io auspico dovrebbe essere libero da faziose incomprensioni, e consapevole che la felicità per tutti nasce dalla collaborazione e non dalla discordia. L'educazione dovrebbe mirare alla libertà della mente dei giovani, e non nel suo imprigionamento in una rigida armatura di dogmi destinati a proteggerla, nella vita, contro i pericoli dell'evidenza imparziale. Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano. |
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Quando il sistema legislativo arranca - il che significa che non tiene il passo con le domande sociali - conoscendo solo leggi, non si può far altro che legiferare ancora. E così si finisce per voler far fronte alla debolezza della legge con altre leggi. Non è solo un circolo vizioso che, alla fine, lascia le cose come stavano; è una spirale che conduce al basso, al logoramento della legge, all'erosione complessiva del senso di legalità che trascina con sé anche la considerazione sociale del diritto. Vale una proporzione perversa: tanto più leggi, tanto più illegalità, tanto più disprezzo per il diritto. |
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L'ordine involontario genera insoddisfazione; madre del disordine; creatrice della ghigliottina. |
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Calvin: Hei Hobbes! Hobbes! |
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Nei momenti in cui il regno dell'umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell'irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un'altra ottica, un'altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro... |
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Pesiamo le parole. Idiota: parola nobilissima di origine greca. Idiota significa prima di tutto soldato semplice, soldato che non ha nessun gallone. Significa in seguito: chi pensa con la propria testa, chi è proprio, chi non si è ancora assoggettato alla disciplina sociale vigente. Quando questa mancanza di disciplina all'ordinamento sociale diventa una colpa, la parola incomincia ad assumere un significato offensivo. Ma in sé e per sé non racchiude nessuna offesa. Ha un significato sociale, non individuale. Idiota è chi è diverso, chi pensa e parla diversamente dalla maggioranza. |
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Il Momento risponde al "padre di famiglia" che qualche giorno fa protestava, in una lettera diretta al nostro giornale, per il fatto che in una scuola di Torino una maestra fa recitare ai bambini il Padre nostro prima di cominciare la lezione. E fa al "bravo padre di famiglia" questo semplicissimo ragionamento: "Hai notato nella tua bambina qualche cosa che ti preoccupi e che tu possa considerare come una conseguenza di quell'orazione che essa recita tutte le mattine assieme alle sue compagne di scuola? E' forse meno ubbidiente e rispettosa verso di te? Commette in casa delle mancanze maggiori di una volta? Perché se questo non avviene io non so vedere il motivo della tua preoccupazione. E' vero, tu sei un libero pensatore e vuoi che la tua figliuola cresca libera da ogni pensiero religioso; se le piacerà, se lo procurerà in seguito... Questo tu dici; ma non sei sincero, perché tu sai benissimo che la tua bambina quando sarà diventata una ragazza da marito, e si troverà a combattere in mezzo al mondo non avrà né il modo né il desiderio di pensare ad apprendere quella fede e quella preghiera che tu le hai assolutamente fatto ignorare. E dov'è allora,i l tuo rispetto per la sua libertà di pensare? Sei tu che eserciti una violenza sopra di essa, e non la maestra che le fa recitare il Padre nostro". Cosí risponde semplicemente Il Momento. E il "buon padre di famiglia" ci incarica di rispondergli ancor piú semplicemente: "Ci tengo veramente alla qualifica di "buon padre" che Il Momento adopera con una certa quale ironia, insinuando che io sia un padre fantasma. |
Non sono sicuro di nulla, tranne della sacralità degli affetti del cuore e della verità dell'immaginazione.
John Keats
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