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Creato da fedechiara il 20/08/2006

ilfuturoallespalle

di tutto un po'

 

 

Una tesi suggestiva

Post n°1212 pubblicato il 29 Maggio 2012 da fedechiara
 

Commenti al Post:
Zarcoweb
Zarcoweb il 28/05/12 alle 21:07 via WEB
Destra è conservazione. Oggi Bersani ed il PD sono destra. Il PdL è solo criminalità, non è nè destra nè sinistra. E comunque dicono e sostengono sostanzialmente le stesse cose ormai da anni. Sinistra è innovazione e rivoluzione, anche pacifica, da sempre. I nomi traggono in inganno. Oggi l'unica vera sinistra sono i Movimenti. Quello di Grillo è solo il maggiore. Entrerà per la prima volta in Parlamento l'anno prossimo e comincerà il nuovo cammino della vera sinistra, che tra 100 anni diventerà anch'essa destra, come sempre accade (vedi i liberali nell'800). La Storia va verso sinistra, e quindi lascia a destra sempre le formazioni politiche vecchie, imbarcando le nuove.

 
 
 

il senso del mettersi in gioco

Post n°1211 pubblicato il 28 Maggio 2012 da fedechiara
 

L'espressione 'mettersi in gioco' è curiosa. E presuppone che 'si giochi', che si partecipi, cioè, a un'applicazione, un'invenzione di ruolo e comportamento dove si è attori o si è agìti da chi ne sa più di noi e può trattarci da pedine per un suo gioco e tornaconto personale.

 

E c'è chi dice che anche il ballare sia un 'mettersi in gioco' -e l'espressione 'il tango si balla in due' lo ribadisce e conferma la responsabilità dell'agire reciproco, del mettere in comune passi e movimenti più o meno aggraziati e 'mirabili' ('e mira ed è mirata e in cuor s'allegra' – G.Leopardi – Il passero solitario) per un fine che, da sempre, mi sfugge ed è questa la ragione per la quale ho cominciato a ballare dopo i cinquant'anni e l'ho fatto per una segreta disperazione e una volontà di punirmi, mostrando a me stesso la mia iniziale imperizia e la legnosità: un 'gioco' al massacro, il mio, un voler 'farsi del male'.

 

E ancora mi chiedo, -giunto ormai al decimo anno di partecipazione al gioco e acquisita una discreta perizia- perché mai tutta quella gente che partecipa alle milonghe si metta in gioco: perché le signore si vestano in quel loro modo strano, con quelle calze a rete che, teatralmente, si troncano poco sopra la caviglia e quei guanti di pizzo nero che lasciano libere le dita e i fiocchi o la rosa tra i capelli. Un armamentario da teatro di rivista che espone quelle attrici improvvisate, quelle tanghére, alle critiche feroci di coloro che, nelle milonghe, si ritagliano il ruolo tristo di 'taglia tabarri' e stanno nelle retrovie e non si espongono e non partecipano al 'gioco degli incontri e degli inviti' che è croce e delizia di ogni milonga.DSC00572.JPG

 

E chissà che cosa cercano e trovano, i ballerini, in quell'abbraccio stretto e quell'andare con passi sincopati e giri e agganci e voleos, chissà che sentimento segreto, che 'gioco di seduzione' svolgono che li unisce o respinge – perché il tentativo di 'portare a sé' (seducere) può avere anche l'esito infausto di un'improvvisa freddezza, un sorriso gelido, un diniego; una frustata, per me, per evitare la quale molto raramente rivolgo l'invito a una tanghèra sconosciuta.

 

E, invece, è proprio quell'azzardo crudele che dà un senso profondo al gioco degli incontri e degli inviti e conforta e consola le solitudini interiori. E se, come raramente càpita, il ballo con una sconosciuta si fa inno alla gioia e consonanza di interne melodie e passi eleganti e vibranti di emozione ecco l'involarsi silenzioso delle anime e la restituzione di un senso dell'esserci e partecipare che tutto riscatta e il 'pensiero triste che si balla' si muta in una rotazione mistica di dervisci, un'ebbrezza memorabile che riscalda il cuore.

Les-Cigale-12.jpg

 
 
 

all'ombra de' cipressi e dentro l'urne

Post n°1210 pubblicato il 25 Maggio 2012 da fedechiara
 

Era un sacco di tempo che non ci capitavo. E il pretesto era stato di accompagnare un'amica che doveva annaffiare una piantina e, quando ci sei, ti rendi conto che è un bel posto dove stare (oops!) e non è un caso che ci capitino un sacco di turisti, forse di più che al Père Lachaise, a Parigi -dove mi capitò di incocciare in una faccia nota sopra una tomba laica piena di gioiosi ammennicoli e foto e bigliettini di quel tale che, in gioventù, ci propinò le sospirose rappresentazioni audio dei suoi coiti: '(…) je vais et je viens / entre tes reins...' cantava -e io faticavo a capire che c'entrassero le reni in un tal genere di cose e qualcuno mi spiego che era una metafora. Ah, beh, si, beh.

Beh, per chi non ci è mai stato, c'è da dire che ci sono molte cappelle monumentali di differenti stili: dall'antico tempio greco al liberty e potete far visita a Diaghilev, che fa buona compagnia a Stravinsky nel reparto riservato agli ortodossi – e il loro è un giardino dove il frusciare del vento è più soave e i cipressi più profumati, chissà perché. E, nel reparto degli evangelici, riposa Josip Brodsky -che, se avete qualche dubbio sul significato dei suoi versi, potete chiedergli spiegazioni, tempo ne ha.
E, vicino alla chiesa di san Michele in Isola, riposa perfino un tal Doppler -e suppongo che siano le spoglie mortali di quel medico di cui ci ricordiamo quando il sistema venoso non è a posto e occorre ricorrere alla sua invenzione diagnostica per vedere che cosa c'è che non va. E del conte Volpi di Misurata non importa niente a nessuno, anzi, suppongo che ci sia qualcuno che ha meditato di 'cracher sur son tombeau' -dal momento che vendette i terreni e l'area di Porto Marghera agli industriali folli che vi costruirono il Petrolchimico e tutte le altre fabbriche pestilenziali e mortifere che hanno segnato la storia dell'inquinamento lagunare nei decenni successivi.

E ho scoperto che era stato scavata la porzione di 'campo' dove riposava il mi babbo ed ho chiesto all'ufficio informazioni dove erano state riposizionate le sue ossa e ho scoperto che l'hanno trasferito da ovest a est, in un ossario in alto, arioso e felice della prima luce del mattino e, mentre su terra gli faceva compagnia una tipaccia tedesca dal nome minaccioso e viso rincagnato e severo, adesso sta vicino a una bellina-bellina che di cognome fa Libera e di nome fa Italia, vedi l'epoca storica come ti beffa! E se lo viene a sapere il Berlusconi le ruba nome e cognome e ci aggiunge 'dalle tasse!' e ne fa un programma politico da consegnare a Luca Cordero di Montezemolo.

Che poi, di nomi risonanti e storicamente aristocratici, nei pressi dell'ossario ce n'è a bizzeffe – e c'è la cappella monumentale dei Widmann Foscari Rezzonico, che somma due dogi e un industriale tedesco in una sola famiglia, vedete un po' voi che storia e che fasti nobiliari abbiamo che tracimano dai secoli e nemmeno la morte riesce a 'pareggiare le erbe del prato' perché c'è chi si accontenta di un posticino risicato in un ossario e mi sorride triste per la triste ventura che lo ha portato in questo luogo e ci sono i pomposi fasti architettonici delle cappelle monumentali -che belle a vedersi son belle, per carità, ma ti chiedi che senso ha, in limine mortis, tornare a rivestirsi dei panni da vivi e rivendicare le maledette differenze di censo se la sostanza è che 'sei terra e a terra ritornerai'.

'A egregie cose i forti animi accendono....' Che sia vero?

 

Ma dove son le frasi familiari,

Le anime, gli ingegni personali?

La larva fila dove furon pianti.



I gridi delle donne accarezzate,

Gli occhi, i denti, le palpebre bagnate,

II vago seno che scherza col fuoco,

II sangue acceso in labbra che s’arrendono,

Le dita, i doni estremi che difendono,

Tutto va sottoterra e torna in gioco!



E tu, grand’anima, in un sogno speri

Senza più quei colori menzogneri,

Che fanno qui, a questi occhi, l’onda e l’oro?

Canterai quando sarai vaporosa?

Breve è il dì! La presenza mia è porosa,

E la santa impazienza, anch’essa muore!


.......P. Valéry

 
 
 

una sensazione di leggera follia

Post n°1209 pubblicato il 24 Maggio 2012 da fedechiara
 

 

Una sensazione di leggera follia aleggia sull'Europa tutta -spaccata sulla Grecia che se ne va e sugli eurobond che 'non s'han da fare' -come il matrimonio di Lucia Mondella e Renzo Tramaglino.

 

E tutto sembra sciogliersi di quel castello di illusioni che ha generato l'Europa unita -voluta dai padri nobili fondatori subito dopo la spaventosa guerra mondiale e i milioni di morti di nazionalismi folli ed egemonie nefaste: Francia versus Germania (prima guerra mondiale e trattato di Versailles) e la Germania che, due decenni dopo, si prende la rivincita e occupa la Francia e la umilia e la vessa obbligandola a pagare milioni di franchi di pretesi indennizzi di guerra.

 

E oggi la guerra che si fanno quei due grandi paesi è economica e la Germania è trincerata dietro il suo vallo di 'conti in ordine' e rigore e conseguente denaro a fiumi che le viene da ogni parte del mondo malgrado i suoi bot e btp paghino uno zero-virgola agli investitori.

Ma la sicurezza di un investimento 'non c'è chi la paga', come si usa dire, e l'economia di quel paese vola e 'chi s'è visto s'è visto' dei paesi mediterranei affogati dai 'mercati' uno dopo l'altro e chissà quando toccherà a noi (il 'se' non è in predicato, salvo miracoli dell'ultim'ora).

 

Una sensazione di leggera follia, dicevo, perché, mentre la nave affonda, da noi ancora si discute sul 'rigore si-rigore-no' e un vero comico in politica dice chiaro e tondo che 'bisogna uscire dall'Europa e svalutare' e tremano le vene ai polsi nel rappresentare che si fa dello scenario di un'economia a rotoli, una ripresa che non verrà neanche dalle mitiche esportazioni-con-dumping-della-liretta-rediviva e milioni di veri poveri sulle strade a gridare i loro diritti e dare 'fuoco alle polveri'.

 

Chissà se, giunti a quel punto, si userà ancora la movida notturna dei nostri insonni giovani precari a vita, -sigaretta e aperitivo in mano a togliere il sonno agli esasperati abitanti nelle case coi loro scoppi di risate e le conversazioni a voce alta come se fosse giorno. Leggera follia?

 

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/05/23/se-europa-ricordasse-keynes.html

 
 
 

batracomiomachie

Post n°1208 pubblicato il 23 Maggio 2012 da fedechiara
 

Siamo un popolo di fantasiosi e l'enfasi che è seguita alla batracomiomachia elettorale lo dimostra.
S'ode a destra uno squillo di tromba / (era una tromba? pareva piuttosto un debole fiato intestinale) a sinistra risponde uno squillo / d'ambo i lati calpesto rimbomba / di cavalli e di fanti il terren...

Parma paragonata a Stalingrado (nientemeno!), la 'roccaforte' di Mira (Ve) 'espugnata', Grillo che 'dà l'assalto' a Bersani -e l'unico sensato ci appare quest'ultimo che lo invita a 'stare sereno', a darsi una calmata, insomma, perché scalmanato è scalmanato e, ultimamente, pare prendersi un po' troppo sul serio, che è sempre l'inizio della fine. E se è vero che 'la tua fine è il mio inizio' qui pare che siamo un po' tutti, elettori ed eletti, alla frutta o al grappino e 'scambiamo fischi per fiaschi' e 'buonanotte al secchio'.

Ed è vero che sulle batracomiomachie elettorali i giornalisti ci intingono le penne al veleno e ci godono di metterli l'uno contro l'altro e chiamare i presunti soldati alla riscossa, ma, davvero, non è successo nulla di eclatante, niente di che. Solo che un sindaco è succeduto a un altro sindaco e ora dovranno mostrare 'di che pasta son fatti' e se hanno filo da tessere e l'unica cosa buona che abbiamo ascoltato è di quel tale, quello di Stalingrado (sic), che ha giustamente rivendicato la sua autonomia di giudizio e sottolineato la partecipazione dei cittadini.

Il che rimanda al centro la palla e 'ne vedremo delle belle' perché 'ogni giorno ha la sua pena' – e la pena di ogni giorno è quella di accordarci tutti sulle cose da fare e quali fare per prime. La politica, insomma, la polis.
Ed è una gran fatica l'accordare le genti di destra con quelle di sinistra -e se quelli di destra hanno inteso fare un dispetto a Bersani col votare il grillino, beh, mal gliene incoglierà perché potrebbero vedersi tassati vieppiù con le tasse di scopo finalizzate a garantire i servizi.
Chi è causa del suo mal pianga se stesso e non ci vengano a rompere i coglioni in futuro colle rinnovate geremiadi su Equitalia e le troppe tasse che li opprimono.

 
 
 
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