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Seconda presentazione del libro “Racconti bonsai” Ed. Sabinae: Sabato 6 febbraio, ore 17,30, presso Bookstop, caffè letterario in via Leonardo Da Vinci 5, Brescia (ai piedi del Castello verso via S.Faustino, vicino Piazza Battisti). Seguirà piccolo rinfresco. Siete tutti invitati, vi aspetto!
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La mia Casa Editrice, Edizioni Sabinae, ha aperto su Facebook un gruppo di promozione e sostegno al libro: in questo gruppo informo di tutte le iniziative relative al mio libro, ricevo opinioni e scrivo mie considerazioni. Per aderirvi basta chiedermi l’amicizia contattandomi su Facebook digitando il mio nome e cognome. Fin’ora il gruppo ha superato i 200 iscritti: ringrazio di cuore tutti i miei sostenitori! |
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Post n°48 pubblicato il 21 Gennaio 2010 da lalla1205
Letture di riferimento che hanno ispirato idee utili per il libro: Per quanto riguarda l’Occidente cito i Vangeli, il Libro dei Salmi, alcune Lettere degli apostoli, le Confessioni di S. Agostino, la Regola di S. Francesco. Per l’Oriente cito i Veda Indiani, i Sutra Buddisti, i Racconti Zen. Anche autori come Gibran ( poeta e scrittore libanese autore de “Il Profeta”), Tagore, poeta a cui è stato assegnato il premio Nobel per la Letteratura nel 1913, Gandhi, definito proprio da Tagore “Grande Anima”, Mahatma, Coelho con i suoi libri, specialmente “Il guerriero della Luce”, Neal Donald Wolsh con i sui libri “Conversazioni con Dio”( una conversazione fuori dai luoghi comuni tra Wolsh e Dio che gli dà risposte “spiazzanti” e insolite che però hanno una loro logica e coerenza). |
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Il mio libro può essere considerato in un certo senso autobiografico perché chi lo legge credo capisca molto bene la mappa dei valori etici ai quali io mi riferisco e ai quali desidero ispirare i miei pensieri ei miei comportamenti. Le situazioni che ho descritto nei singoli racconti, sono legate ai temi principali della vita: la felicità, l’infelicità, l’amore, l’amicizia, il denaro, l’educazione, la salute, i rapporti umani, il rapporto dell’uomo col Divino. La parte finale di ogni racconto contiene il punto di vista che io ho ritenuto più significativo per quel tipo di situazione descritta e rappresenta la parte più importante del racconto stesso. La realtà va sempre interpretata, e io invito il lettore a fare lo sforzo di interpretarla positivamente, attingendo alla “parte buona” che c’è in ognuno di noi, perché ritengo che sia la strada che ci può portare verso l’equilibrio e la serenità. Nella nostra società si descrive e si racconta soprattutto il male, il degrado, la sofferenza, la violenza, il disagio, la disperazione… Io trovo che questa tendenza vada un po’ contrastata, e con i miei scritti cerco di farlo.
Ho anche una vena umoristica che in questo libro non si manifesta, ma che chi mi frequenta conosce bene. Del resto, io che ho grande considerazione dello Spirito, sono convinta che la parola “SPIRITOSO” derivi proprio da Spirito, e che, anche un certo tipo di humor, sia manifestazione di una personalità spirituale.
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L’ IDEA del libro che oggi vi presento, “Racconti bonsai”, è nata sulla spinta di un concorso in cui si chiedeva di scrivere un racconto breve, meno di una cartella, una pagina, in stile Zen. Non vinsi, ma fui segnalata: iniziai così a scrivere altri racconti simili e decisi di farne una raccolta: è così che è nato il mio libro “Racconti bonsai”. I miei non sono però racconti propriamente Zen, hanno una certa familiarità con essi, ma nella mia scrittura l’insegnamento è chiaro e esplicito, soprattutto nella frase finale che contiene la riflessione importante. I racconti Zen, invece, sono costruiti usando paradossi, esagerazioni, vanno più intuìti che capiti, perché la spiegazione è sottesa, implicita, va cercata. Le mie radici sono cristiane, però nel tempo mi sono interessata anche a tematiche spirituali diverse, sviluppando una certa sintonia con le filosofie orientali che ho poi integrato con i valori cristiani in cui più mi riconoscevo. Credo di poter dire di avere una spiritualità mista di Occidente e di Oriente, frutto della selezione dei valori dell’uno e dell’altro. Paradossalmente direi che il mio libro non è un libro da leggere nel senso stretto della parola, ma è piuttosto un libro da consultare, leggere e rileggere, e non necessariamente nell’ordine in cui è stato scritto. È da tenere sul comodino o a portata di mano, come un rassicurante compagno in grado di fornire di notte risposte semplici ma efficaci a interrogativi che possono disturbarci il sonno. Di giorno, al contrario, può stimolarci domande e offrire conforto nei momenti di solitudine, di pessimismo, di tristezza. Chi ha già letto il mio libro mi ha espresso giudizi di questo tipo: |
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Augurissimi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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6. Perdono.
Haikuju era inserito nella comunità dei monaci da alcuni anni. Aveva un carattere impulsivo e permaloso, che provava a domare meditando a lungo. Frequentava maggiormente i confratelli più mansueti: sperava, in questo modo, di imparar da loro l’arte della tranquillità e della tolleranza. Studiava attentamente i loro atteggiamenti, le loro parole, i loro sguardi, le loro reazioni ai torti subìti. A volte, li metteva lui stesso alla prova, provocandoli apertamente, e rimaneva stupito dalla loro grande capacità di saperlo sempre perdonare. Perdonare era sempre stato difficile per lui che faticava pure a dimenticare sgarbi ricevuti, anche se lievi. Si confidò con il suo maestro: “Da anni sono tuo discepolo, eppure mi sento molto indegno. Faccio ancora tanta fatica a perdonare. Non riesco a trovare una buona ragione per poterlo fare con tutti. Puoi, tu, darmene una, universalmente valida?” “Per dono!” Rispose subito il maestro.
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1. Il pozzo ed il mare.
In un villaggio si aggirava per le vie un ragazzino che viveva mendicando. Camminava lentamente ed aveva un misero bagaglio per le sue poche cose. Molti lo scansavano, i più lo schernivano per il suo aspetto trasandato. Solo pochi gli davano qualcosa. Lui, grato, rispondeva sempre con un sorriso alle persone che gli dimostravano generosità e non sembrava particolarmente turbato dalla sua povertà. Ekido percorreva con il figlio la via principale del villaggio, quando si imbatté nel ragazzino mendicante. “Signore, mi donate qualcosa?” Ekido gli regalò dieci monete. Suo figlio sgranò gli occhi e disse al padre: “Perché sei stato così generoso con un piccolo?” “Cosa intendi dire?”lo interrogò Ekido. “È piccolo, non è importante, non potrà mai darci alcun aiuto”. “E chi può saperlo! – rispose – Imparerai che spesso, un piccolo, come tu dici, può aiutarci meglio di un grande!” “E come è possibile padre?” “La sete te la toglie il pozzo o il mare?”.
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![]() ![]() Le decine e decine di persone che ieri pomeriggio si accalcavano all’inizio di Corso dei Martiri della Libertà, nel pieno centro di Brescia, erano davanti alla Libreria Ferrata (una libreria, vi rendete conto?) e si erano radunati lì per poi trasferirsi in una sala della vicina via Bronzetti, dove si sarebbe tenuta la presentazione di “Racconti Bonsai”, l’agile opera prima della brescianissima Laura Sberna.
Ovviamente sala gremita, con moltissimi spettatori costretti ad assistere in piedi, per un’ora di grande interesse e relax, costellata di applausi, condotta da uno spumeggiante Patrizio Pacioni e impreziosito dalla voce di Anna Bruna Gigliotti, per l’occasione in veste di attrice-lettrice. (Dal Blog di Patrizio Pacioni)
Ringrazio di cuore tutti quelli che ieri hanno condiviso con me la gioia per la presentazione del mio primo libro: è stata una bella emozione!Un ringraziamento particolare a Patrizio Pacioni, disinvolto e abile intervistatore, e a Anna Bruna Gigliotti deliziosa lettrice: mi hanno trasmesso tranquillità e sono contenta che sulla mia strada ci siano anche loro! |
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"RACCONTI BONSAI" ED. SABINAE LAURA SBERNA Ho chiamato bonsai questi racconti per la loro modesta lunghezza e per il tipo di ambientazione scelta come sfondo. In ognuno ho cercato di esprimere una visione diversa delle varie situazioni che la vita ci può presentare. Per cambiare realtà basta, a volte, cambiare solo punto di vista.
Il libro si trova nelle librerie di Brescia Feltrinelli, Tarantola, Rinascita e nelle seguenti librerie di Roma: LIBRERIA CROCE e si può acquistare anche on line: http://www.bol.it/libri/Racconti-bonsai/Laura-Sberna/ea978889610531/
http://www.edizionisabinae.com/EDIZIONI_SABINAE/SBERNA.html http://www.ibs.it/code/9788896105313/sberna-laura/racconti-bonsai.html
http://www.deastore.com/libro/racconti-bonsai-laura-sberna-edizioni-sabinae/9788896105313.html
http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-sberna_laura_.htm |
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“La tragedia dell’amore è che può non esser corrisposto”. Ripeto queste parole dentro me come un mantra, camminando sotto i portici del centro. Sento un pugno nello stomaco per ogni coppia abbracciata che mi capita di vedere. Quando sono triste non sopporto chi è felice… e pure questo mi fa star male: “Che razza di persona sei?” Mi dico. Poi non mi rispondo, so già che la risposta non mi piacerebbe. Ho già tanto dolore, perché aggiungerne dell’altro?
Un ragazzo mi urta: gli urlo in faccia tutta la mia rabbia. Mi guarda stupito. Non sa che, per me, in quel momento, lui rappresenta tutti gli uomini che mi hanno ferita. Risento le parole bugiarde dell’inganno. Rivivo sguardi cupi e ostili. Riprovo la vergogna dell’esser derisa: tutto quell’amore dato a chi non sa che farsene. Eppure io li ho amati… quelle canaglie! Sì, canaglie. La rabbia mi monta dentro. Penso che amore fa rima con dolore, che è solo illusione che ti far star male…e ti lasci svuotata dei tuoi sogni e delle tue magie. Mi porto una mano al cuore: non voglio esser così, come mi sento ora. “Batti, batti.” dico dentro me. “Fammi sentire che son viva, anche se ferita, delusa, triste. Fammi sentire che sei ancora pieno d’amore e che io saprò usarti senza i fantasmi del passato, le tristezze del presente e le paure per il futuro”. Mi calmo. Ora imbocco la salita del Castello: camminare mi fa bene. Penso alla salita che dovrò affrontare per uscire dal mio dolore. Non sarà così bella come questa che sto percorrendo. Sarà più importante. Sicuramente più difficile. Ma necessaria.
Dall’alto vedo la calma piatta della città dopo il tramonto.
Tutto mi pare più chiaro.
E finalmente il ritmo del mio cuore è anche il ritmo della vita.
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Me ne stavo così bene io, nella mia bella e lucida confezione rossa a scritte bianche! Quarto scaffale,vista panoramica, assistevo, divertito, all’acquisto dei miei compari PC dei piani inferiori: poveretti, chissà in che mani sarebbero finiti! Io ero un fiero notebook, due gigabyte di ram, centoventi di disco fisso, scheda audio e video da far paura, un’invidiabile ed elegante estetica: ero bello, e non mi andava proprio di far parte di quell’accozzaglia di offerte speciali che si vendevano come il pane ad improbabili ed improvvisati informatici. Mi sentivo al sicuro, pensavo che in quell’ipermercato così modesto, nessuno mi avrebbe mai acquistato!
Mi sbagliavo.
Prelevato da due mani grasse e pelose di un commesso che, in bilico su una scala, sbuffava come un mantice, mi sono ritrovato dentro uno stupido carrello fra confezioni di vino rosso, birre scure, grappe di vinacce e un gambo di sedano: mio Dio, già dalla spesa capisco che sono finito nei guai! Dopo un lungo e penoso viaggio, chiuso in un lercio baule di una scarcassata familiare blu, mi ritrovo appoggiato, solo soletto, su una scrivania color mogano. Non sto poi così male…
Ho parlato troppo presto!
Con veemenza mi collegano alla presa, dita sudaticce disturbano i miei tasti e si muovono, maldestre, fra le lettere: ma questo qui, lo sa l’italiano? Invoca santi e madonne perché non riesce ad usare il touchpad come si deve, e con rabbia, urla: “Dove diavolo ha il mouse questo coso?”
Il mouse? Io, fiero notebook, con vicino quello stupido stupido topo elettronico? Mai e poi mai!
Oddio, adesso mi inserisce un CD ROM, la solita rude “gentilezza”, e punta due inespressivi occhi bovini sul mio bellissimo schermo a cristalli liquidi. Si avvia un giochino con dei suoni infernali, così sciocco, ma così sciocco, che mi sembra adatto ad un bimbo di cinque anni… solo che lui, il mio “padrone”, ne avrà almeno cinquanta!
Per tutti i pixel…sono finito in mano ad un…ad un… ad un bambinone! Quegli adulti mai cresciuti nel cervello che si credono grandi solo per una questione di centimetri e di chili, e, magari, perché si possono comprare un notebook bello come me! Capirà mai le mie molteplici funzioni? Tutte le mie risorse al servizio di un incapace che, ne sono certo, mi rovinerà nel giro di poco tempo!
Non lo posso sopportare!
Ero un fiero notebook con vista panoramica, avvolto nei caldi confort della mia splendida e lucida confezione rossa, ed ora mi sento come un insulso giocattolo in mano ad un buzzurro che non mi sa nemmeno apprezzare e mi tratta come un semplice videogioco. Sono sempre stato orgoglioso, non ho mai avuto bisogno di niente e di nessuno, ma ora, ora sono così giù che solo una cosa potrebbe consolarmi davvero: un tenero, tenero abbraccio della mia scheda madre!
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Un giorno Mi presento bussò alla porta di Verità e le chiese: “Come posso sapere chi sono?” Verità rispose sicura: “Guarda dentro di te e lo saprai.”
“Perbacco! - pensò Mi presento – E’ un lavoro complicato, due occhi non mi basteranno!”
Allora prese in prestito gli occhi dei suoi genitori: occhi grandi, amabili, pieni di tenerezza e si vide come una bambina fortunata che giocava spesso all’aria aperta come un maschiaccio, su e giù con la sua bici, nonostante mangiasse poco e di malavoglia.
Ad altri occhi non seppe dire di no, perché, per lei, erano molto importanti: erano gli occhi di suo figlio. Limpidi, vivaci, ma attraversati, a volte, da un guizzo d’inquietudine. Mi presento si sentì turbata, le immagini erano un po’ sfocate, forse lei aveva paura di guardarle. Le venne in aiuto Amore e, subito, la visione si delineò chiara e si vide come una mamma affettuosa e attenta, un po’ insicura perché, non sempre, sapeva cosa fosse meglio per lui.
Mentre indugiava su queste immagini e pensava da quali altri occhi potesse attingere conoscenza di sé, Verità le suggerì delicatamente: “Non sottrarti allo sguardo dei tuoi occhi” Mi presento si mise persino gli occhiali per vederci meglio. In passato aveva già preso degli abbagli e, spesso, non aveva visto cose che pure erano davanti a lei. Ora si era fatta più attenta e sapeva che la luce bianca, pur sembrando unica, era formata da più colori, e fu così che iniziò a vedersi verde come tutte le speranze di vita piena per sé e per tutte le persone care che lei teneva strette nel suo cuore. Violetto, come il suo vivo ed irrinunciabile desiderio di una misteriosa ed appagante spiritualità. Rosso, come il sangue di una sua dolorosissima ferita. Giallo sole, come il calore di cui aveva bisogno per riprendersi da un lungo freddo. E, ancora, arancione, come il frutto maturo, bello da guardare e succoso da gustare, che lei desiderava essere. Blu, come un grande cielo terso in cui poter spaziare a tutto campo. Ed infine rosa, come tutte le emozioni che, ancora intensamente, lei, voleva provare.
“Hei tu – sentì da una nuova voce Mi presento – sono Desiderio, un dono di Verità, cosa vuoi per te?”
Mi presento ci pensò su e poi, sicura, rispose: “Vorrei Fiducia, Accettazione, Coraggio e Amore, per far crescere la migliore me stessa.”
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Quando vado fuor di testa io mi sento come in festa, tutto quanto posso fare col mio solo immaginare.
Apro ricche casseforti suono tutti i pianoforti, mangio piano un buon panino mi concedo un riposino.
Se poi sogno di viaggiare non mi devo scoraggiare, se al risveglio turbolento io mi sento lo scontento.
Posso andare su Saturno con un bel gufo notturno, assaggiar la luna piena dare un calcio ad una iena.
Trattenere poi il respiro e baciare un bel tapiro, azzannare un elefante acchiappare un lestofante.
Se poi voglio esagerare basta solo di sognare una vita bella assai senza pianti, senza guai!
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http://www.unilibro.it/find_buy/findresult/libreria/prodotto-libro/autore-sberna_laura_.htm
http://www.ibs.it/code/9788896105313/sberna-laura/racconti-bonsai.html
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