W. SHAKESPEARE - RE LEAR IV
così noi siamo per gli dei,
ci uccidono per gioco."
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Post n°477 pubblicato il 02 Febbraio 2012 da nagel_a
Caro V. non so contare le ore che dividono ogni nostro incontro. Il tempo è un fiume che scorre senza misura da quando i nostri sguardi si sono incrociati quella prima volta. Non faccio che pensarvi, non faccio che tornare sulla Charlotte, al rumore del vostro passo sul legno del ponte, a quel vento che gonfiava le vele e portava spruzzi di sale e di spuma nell'aria. Non so quale forza misteriosa mi abbia indotta a guardare verso di voi proprio in quel momento, quale filo sia stato teso per far sì che i miei occhi ritrovassero ogni risposta nei vostri. Sì. Non so come altro spiegarvi quel senso di quiete che mi appaga solo che mi stringiate tra le vostre braccia. Ogni inquietudine si dissolve, ogni dubbio svanisce, come voi foste la mia certezza e la mia saldezza. Vi attendo Vostra J.
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Post n°476 pubblicato il 22 Gennaio 2012 da nagel_a
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Post n°475 pubblicato il 31 Dicembre 2011 da nagel_a
Ci sono lune invidiose, lune impietose, lune gelide e lune taglienti... Turberanno forse la tua pace stasera, luna... forse sarà come vedere un cielo ribaltato. [Auguri a tutti voi che mi siete cari... e grazie]
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Post n°474 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da nagel_a
Sono stata costruita con cedro del Libano, stagionato dal sole e dall'aria. Diario di bordo: qui volano alti i gabbiani e stridono nell'azzurro. Le comunicazioni con la terra saranno interrotte fino a tempesta sfumata. Vedremo cosa resterà. [pausa... più in là tornerò, a rispondere e salutare... sono viva :) ]
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Post n°473 pubblicato il 10 Dicembre 2011 da nagel_a
E la stella volse sconsolata lo sguardo.
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IL REGNO DEL SENSO PROFONDO
"Oltre alla realtà empirica e banale c'era l'ambito dell'immaginazione, costituito da quello stesso mondo percepibile grazie alla vista, al tatto e all'odorato, ma con in più le schiere infinite degli spiriti e delle ombre. [...] Allora non mi capacitavo del fatto che la maggioranza assoluta dell'umanità appartiene al regno del senso profondo non in virtù del proprio sapere - dono assai raro - bensì della vita, della raggiante, viva sostanza, e che, dunque, accusarli di ignoranza era sciocco e assurdo. Invece di interrogatori, inquisizioni e tormenti, avrei dovuto osservarli e comprenderli. Osservarli con tenerezza e comprenderli con intelligenza"
A. Zagajewski - Due città



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