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Regno Intollerante

Nu dire ca la politica nu ni interessi, perche' ogne cosa ca fannu se reota su nui stessi...SSS

 

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ONORE AL CHE

"O siamo capaci di sconfiggere le idee contrarie con la discussione, o dobbiamo lasciarle esprimere.

Non è possibile sconfiggere le idee con la forza, perchè questo blocca il libero sviluppo dell'intelligenza"

 Ernesto Che Guevara

 

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VOTIAMO..

Post n°250 pubblicato il 29 Febbraio 2008 da forzalev

Per mantenere alta la nostra voce nel parlamento....

 
 
 

ECCO LE VERE PROTESTE...

Post n°249 pubblicato il 12 Dicembre 2007 da forzalev
 

Sono, come potete immaginare o sapere, un elettore convinto di sinistra ma devo fare grandi elogi alla protesta dei camionisti.
Se il governo non riesce a soddisfare situazioni di vita adeguate ad alcuni settori del paese è bene che la gente protesti. E non con proteste "soft" non lavorando per un giorno (anche se poi si sa bene che il 60% lavorerà ugualmente), ma con proteste di massa che blocchino il paese.
I camionisti vivono una vita precaria con stipendi bassi che diminuisce sempre più all'aumentare dei carburanti. Bisogna far qualcosa per aiutare i camionisti!

Il ministro Bianchi ha precettato i camionisti...Non importa! Bisogna andare avanti! Non bisogna demoralizzarsi a sentir parlare di multe da 500 a 25000 euro e addirittura di carcere.

Magari è sbagliato bloccare le autostrade..ma la protesta s'ha da fare...
E poi vorrei parlare per poche righe di tutti quei camionisti che continuano a lavorare o vogliono lavorare in questi giorni di protesta.
E' vero che si perde un giorno di lavoro e che ognuno decise per sè..però nn sarebbe meglio perdere qualche giorno di lavoro per vedere migliorata la propria situazione per il resto della vita? E poi se qualcuno non sciopera per paura o per partito preso, perchè poi deve usufruire di ciò che otterranno i camionisti con questa protesta, quando loro non volevano farne parte? Perchè delle persone devono rischiare la galera per protestare e altre devono godere dei risultati ottenuti?

 
 
 

RICORDA...

Post n°248 pubblicato il 08 Novembre 2007 da forzalev
 

« I popoli non dovrebbero aver paura dei propri governi, sono i governi ad aver paura dei popoli » (V, da Thomas Jefferson)

 Guido Fawkes(13 aprile 1570 - 31 gennaio 1606), comunemente noto come Guy Fawkes era membro di un gruppo di cospiratori cattolici inglesi che tentarono di assassinare con un'esplosione il re Giacomo I d'Inghilterra e tutti i membri del Parlamento inglese mentre erano riuniti nella Camera dei Lord per l'apertura delle sessioni parlamentari dell'anno 1605.
Il 5 novembre il complotto fu scoperto e i barili di polvere da sparo disinnescati prima che potessero compiere danni.Arrestato, dopo tortura e processo "sommario" Fawkes e gli altri congiurati furono impiccati, decapitati e squartati.Il complotto,contro Giacomo I Stuart,scozzese,non era il primo ma rimane sicuramente il più famoso, perchè rivolto alla camera alta del regno,dominata dai protestanti sia scozzesi che inglesi, era conseguenza dei timori della minoranza cattolica che non aveva uguali diritti dei protestanti.
Da allora ogni 5 novembre nel Regno Unito e in Nuova Zelanda viene festeggiato il fallimento dell'attentato nella cosiddetta "Notte di Guy Fawkes", nella quale i bambini bruciano su un falò un pupazzetto che simboleggia l'attentatore:                                         
« Ricorda, ricorda,
il cinque novembre,
polvere da sparo, tradimento e complotto
Non vedo alcuna ragione
per cui la congiura delle polveri
dovrebbe essere mai dimenticata! 
»
(filastrocca inglese per bambini)

Ma questa ricorrenza ha un significato che va oltre al fatto in sè che ha assunto diversi significati anche al difuori dell'area anglosassone sussumendo sopratutto una valenza libertaria ponendo l'individuo contro il leviatano,di hobbesiana memoria, la libertà contro l'oppressione, l'uomo contrapposto al sistema,fino a far riassumere l'aspetto libertario della singola azione, negli ambienti anarchici in un motto famoso:
"l'unica persona ad essere mai entrata in parlamento con oneste intenzioni".
A 
questo personaggio fa riferimento il protagonista del film "V per vendetta" a sua volta tratto da una graphic novel,che in un Inghilterra futuribile, autoritaria, figlia di un utopia negativa, dove era il popolo a temere il governo e non viceversa ( come su citato) V si batte da solo per la riaffermazione della libertà e come atto finale porta a compimento il sogno di Fawkes...per chi non lo conosce guardatevi il film...il 5 novembre

 
 
 

REFERENDUM, LA FINE DELLA DEMOCRAZIA

Post n°247 pubblicato il 17 Luglio 2007 da forzalev
 

Gli organizzatori del referendum per la riforma elettorale dicono di essere ormai molto vicini all'obiettivo delle 500mila firme. Quindi è abbastanza probabile che il referendum si farà, se in parlamento non verrà raggiunto un accordo per cambiare la legge elettorale. Se invece il Parlamento deciderà di cambiare la legge elettorale, allora vorrà dire che saremo l'unico paese al mondo ad avere prodotto, nel breve giro di un decennio, ben sette nuove leggi elettorali. Che impressione può trarne un osservatore esterno? L'impressione che il ceto politico italiano sia ossessionato da un solo problema: i propri assetti, i meccanismi con i quali si seleziona il personale politico e si distribuisce il potere. Se poi a quello stesso osservatore - ad esempio - fornissimo anche una breve rassegna stampa sul dibattito che ha accompagnato la nascita del partito democratico, la sua impressione iniziale si trasformerebbe in granitica certezza.
Chi sono i promotori dei referendum e qual è il loro obiettivo? I promotori sono alcuni professori come Guzzetta e Segni, alcuni uomini politici come Parisi, Fini e forse Veltroni, e alcuni dirigenti di Confindustria (anzi quasi tutti) guidati da Montezemolo. L'obiettivo del referendum è uno solo e semplicissimo: eliminare la complessità del pluralismo politico attraverso una riforma elettorale che imponga a tutti di radunarsi sotto due soli simboli elettorali - uno di centrodestra e uno di centrosinistra - e di accettare le decisioni degli stati maggiori dei partiti che assumeranno il controllo di questi due simboli. Punto e basta. Delle stranezze della legge elettorale in vigore - quelle che tutti hanno notato e chiesto di correggere - nessuna viene modificata.
Spieghiamoci meglio. L'attuale legge elettorale è una classica legge elettorale proporzionale (come nella grande maggioranza dei più importanti paesi europei, esclusi Francia e Gb) con però la stranezza del premio di maggioranza (tra i grandi paesi europei l'Italia è l'unico che ha il premio di maggioranza). Il premio di maggioranza comunque assicura una solida maggioranza alla coalizione che vince le lezioni alla Camera, ma non garantisce nessuna maggioranza sicura al Senato, dove il premio anziché essere nazionale è regionale. In pratica è come se non esistesse, dal momento che - di solito - ciascuna delle coalizioni si aggiudica più o meno la metà delle regioni, e così il premio di maggioranza si distribuisce equamente tra le due coalizioni, autoannullandosi.
In conseguenza di tutto ciò, oggi, la situazione è che la legge elettorale non crea problemi alla Camera e ne crea, molto grandi, al Senato. I promotori del referendum però hanno escogitato un arguto meccanismo che modifica la situazione alla Camera - dove le cose funzionavano - e la lascia immutata al Senato. A voi sembra una cosa ragionevole?
Come modifica le cose alla Camera? Stabilendo che il premio andrà non a una coalizione ma alla sola lista "di maggioranza" nella coalizione. Le conseguenze immediate, quali sarebbero? Vediamone tre. La prima conseguenza - e la più vistosa e consistente - è l'enorme aumento del potere dello stato maggiore dei partiti. Visto che non sono previste preferenze, l'elenco dei nuovi deputati sarà deciso in modo insindacabile da una trattativa tra i leader dei partiti che accettano di raggrupparsi sotto un solo simbolo. Con grandi poteri di veto sulle candidature, specialmente da parte dei leader dei partiti più forti. E dunque ci sarà una griglia di candidati eleggibili molto subalterni ai leader, senza anticonformismi, senza nessuna possibilità di essere rappresentati delle minoranze, e senza nessuna possibilità, per gli elettori, di poter mandare segnali di gradimento o di sgradimento e di determinare lo spostamento a destra o a sinistra di una coalizione. Potere che precedentemente avevano, seppure molto limitato, perché votando - poniamo - per il centrosinistra, potevano dire se preferivano Bertinotti o Rutelli. Ora non più. Il voto, per gli elettori, diventa solo una vaga dichiarazione di schieramento col centrodestra o col centrosinistra, e tanto basta. Toccherà ad altri, poi, determinare le politiche del governo e influire coi propri poteri e condizionamenti sulle scelte. Diciamo che è una sorta di congelamento della democrazia.
La seconda conseguenza è la "costituzionalizzazione" del centrismo. Il centrismo, cioè, non sarebbe più una delle scelte in campo ma la condizione necessaria per governare. Dal momento che le due liste in gara potranno competere solo al centro, riducendo al minimo, quasi a un atto formale la presenza delle loro componenti più radicali. E dunque conterà pochissimo se la soluzione centrista vincerà nella sua versione di centrosinistra o in quella di centrodestra. Se poi all'interno di uno dei due schieramenti si consumerà una rottura, cioè non si troverà l'accordo per fare la lista comune, e si andrà al voto con tre liste, la consultazione elettorale diventerà un atto formale, perché la vittoria sarà preassegnata allo schieramento che ha saputo conservare l'unità.
La terza conseguenza - riassunto delle prime due - sarà la passivizzazione della politica. Ed è esattamente quello che vuole una parte della borghesia italiana, quella che ha sostenuto il referendum, quella montezemolina. Convinta che l'unico obiettivo debba essere la stabilità politica - intesa come conservazione, come barriera alla trasformazione sociale - e che la via giusta per la stabilità sia la passivizzazione, la sterilizzazione della politica.

Piero Sansonetti

 
 
 

ADDIO DICO....ECCO I CUS

Post n°246 pubblicato il 12 Luglio 2007 da forzalev
 

Si chiameranno contratti di unione solidale, ovvero Cus, e non più Dico. Il nuovo testo sulle unioni civili è stato presentato dal presidente della commissione Giustizia del Senato Cesare Salvi al comitato ristretto della commissione. E' su questo testo che si discuterà nelle prossime settimane.
Le unioni civili, secondo il testo presentato da Salvi, saranno possibili tra persone anche dello stesso sesso e verranno stipulate con una dichiarazione congiunta davanti al giudice di pace o a un notaio. Quest'ultimo dovrà sempre trasmettere la documentazione al giudice di pace che ha sempre il compito di inserire i contratti in un apposito registro.
Attraverso i Cus le persone avranno accesso a una serie di diritti e benefici tipici dei coniugi. Tra questi, il diritto all'assistenza sanitaria e penitenziaria, la possibilità di usufruire di facilitazioni nei trasferimenti di sede di lavoro e di decidere sulla donazione degli organi e sulle celebrazioni funerarie del convivente.
Per i Cus è prevista anche il diritto di successione nel contratto di locazione nel caso di morte del convivente. Quanto all'eredità, i Cus hanno diritto a un quarto del totale nel caso che il convivente deceduto abbia figli, fratelli e sorelle. L'eredità diventa la metà se ci sono parenti fino al sesto grado. Negli altri casi spetta l'intera somma.

 
 
 

W LA SINISTRA

Post n°245 pubblicato il 27 Giugno 2007 da forzalev
 

In questo periodo si parla molto di futuro..a volte non pensando tanto al presente, al governo in carica e ai provvedimenti che ancora non sono stati presi per i disguidi all'interno dell'Unione.
Si parla molto di Partito Democratico, Sinistra Socialista e Sinistra Radicale..
Si prospettano unioni nelle varie ali della sinistra...Bene! Ma guai a fare pasticci...
L'ormai nascente partito democratico è uno di quei pasticci...Ex comunisti con ex democristiani che per anni si sono attaccati e hanno lottato per togliere spazio in Parlamento l'uno all'altro...E ora perchè questa fusione?
E' impensabile che i Democratici di Sinistra abbiano, ad un tratto, deciso di fare i moderati o ancora peggio pensare che la Margherita sia diventata riformatrice e socialista...Comunque sarà il tempo a raccontare l'evoluzione del Partito democratico..

Parliamo poi di Sinistra democratica, movimento nato dopo la scissione dai Ds a causa del non aderimento al PD..Se qualcuno è tentato a riunire il Partito Socialista con Sdi, Socialisti e Nuovo PSI, molto altri iniziano ad avere colloqui con i terreni della sinistra radicale come Prc, Pdci, Verdi...Dove finirà?

Certo chi vivrà vedrà, ma vedo più orientati i membri della Sd verso la Sinistra Radicale essendo anch'essa una vecchia scissione dai Ds. Così si potrebbe formare una Federazione della sinistra Radicale che raccolga queste quattre anime e inglobando i movimenti che rappresentano i sentimenti dei cittadini nel paese..senza guastare, per ora, l'identità dei partiti...Se poi, come si spera, tutto andrà bene si potrà andare avanti per un partito unico della vera Sinistra.

Per quanto riguarda i Socialisti non si è capito bene se siano di destra, di sinistra e cosa vogliano davvero dal paese..Bisogna riflettere molto nei partiti socialisti magari nascondendo l'ombra che ha fatto perdere importanza ai partiti socialisti e cioè Craxi..

Cmq vada Berlusconi PARLA di partito unico, ma solo la sinistra inizia a FARE qualcosa per semplificare la politica!

Andiamo avanti per l'unione della vera Sinistra!!!

 
 
 

VIVA ANDREA RIVERA!

Post n°244 pubblicato il 03 Maggio 2007 da forzalev
 

immagineAll’Osservatore Romano non hanno gradito il concertone del primo maggio, trasmesso in diretta dalla Rai da piazza S. Giovanni in Roma. I tuoni e i fulmini del quotidiano della Santa Sede si sono concentrati su Andrea Rivera, uno dei conduttori della manifestazione, che durante un monologo ha osato dire a voce alta, e con un microfono in mano, che «Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la chiesa in duemila anni non si è mai evoluta.» Poi ha aggiunto: «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana.» Apriti cielo, all’Osservatore Romano hanno perso le stampelle e hanno velocemente approntato un articolo al vetriolo nel quale si passa con disinvoltura dalle opinioni di Rivera sulla Chiesa alla “pericolosità” delle minacce recentemente ricevute dal monsignor Angelo Bagnasco, ai messaggi delle Br, fino ad arrivare prontamente a tirare in ballo “chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere”. Nel pezzo, intitolato “I vili attacchi al Papa. Anche questo è terrorismo” si afferma che “È terrorismo lanciare attacchi alla Chiesa. È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore, l'amore per la vita e l'amore per l'uomo.” Inoltre: “Le parole del ‘conduttore’ forse sono solo espressione di una sconcertante superficialità. Ma la loro pericolosità non è altrettanto superficiale. Sono di queste ore gli attacchi e le minacce, pesanti, rivolte al Presidente della Cei, l'Arcivescovo Angelo Bagnasco (...) ore anche gli slogan nei cortei inneggianti ai terroristi, i messaggi che appaiono su internet, provenienti da ‘br’ in carcere, un'offensiva che cerca di trovare terreno fertile nell'odio anticlericale. Un odio purtroppo coscientemente alimentato da chi fa del laicismo la sua sola ragione d'essere, per convenienza politica.”

L’apparentamento tra chi, liberamente, laicamente e democraticamente, critica certe posizioni e azioni della Chiesa a delinquenti e terroristi è a dir poco indecente. Rivera, dal canto suo, rivendica il proprio diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero: «I miei testi li ho proposti agli autori e sono stati approvati», aggiungendo che «la maggior parte dei mie detrattori ha detto che ho fatto delle battute fuori luogo? Allora l’articolo 21 della costituzione che ci fa li. Non è fuori luogo?» Rivera è ora nell’occhio del ciclone, messo all’indice da un gran numero di politici. Raccoglie comunque la piena solidarietà di Andrea Maccarrone, del Direttivo di Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, che lo appoggia nell’«aver osato esprimere dei giudizi critici sul papa e sul vaticano e si vede attaccato da tutti fronti come fosse un criminale. Il giovane presentatore si è limitato ad esprimere liberamente le sue idee circostanziando e motivando le sue opinioni. Non vediamo come queste idee possano ritenersi violente o intolleranti, o possano ledere la libertà religiosa di chicchessia, come qualcuno ha paventato. Andrea Rivera ha infatti criticato fatti specifici (la scelta di non celebrare il funerale di Welby e di celebrare invece quello di personaggi assai più controversi come Pinochet). Oggi addirittura l'Osservatore Romano parla di terrorismo. Se la libertà di pensiero e di critica anche nei confronti di istituzioni religiose è da considerarsi terrorismo, allora sono un terrorista anch'io!

 
 
 

GRANDE ZAPATERO!

Post n°243 pubblicato il 17 Marzo 2007 da forzalev
 

immagineIl Parlamento spagnolo ha approvato nella seduta del 15 marzo la Legge nazionale per l'uguaglianza effeffiva tra donne e uomini, con l'unaminità dei deputati, escluso il Partito Popolare, che si è astenuto.
Zapatero ha sostenuto "oggi è il giorno più importante e più felice della legislatura." La nuova legge, ha continuato "trasformerà radicalmente e per sempre la società spagnola".

Ma cosa prevede di tanto rivoluzionario la nuova normativa?

Obbliga le imprese con più di 250 dipendenti di trattare con le organizzazioni sindacali piani per l'uguaglianza e che entro otto anni i consigli di amministrazione siano composti almeno per il 40% da donne.
Inoltre prevede che le liste per le elezioni politiche siano composte da non meno del 40% e non più del 60% di ambo i sessi.
Traduzione: parità assoluta tra candidate e candidati.
Proprio questo punto è stato motivo dell'astenzione del PPE, che intravede in questo obbligo una violazione alla libertà costituzionale dei partiti nella formulazione delle proprie liste.

E DA NOI ?

 
 
 

Post N° 242

Post n°242 pubblicato il 08 Marzo 2007 da forzalev
 
Tag: Donna

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Auguri a tutte le donne!!!

 
 
 

AL VIA IL DL BERSANI

Post n°241 pubblicato il 07 Marzo 2007 da forzalev
 

Il decreto Bersani che riguarda la telefonia cellulare è entrato in vigore: basta con i costi di ricarica, i famigerati cinque euro o giù di lì di gabella fissa per ogni ricarica. E basta anche con la cattiva abitudine dei gestori di disattivare le Sim che non ricevono ricariche per molti mesi consecutivi.
A qualcuno il provvedimento è andato di traverso più che ad altri; se Tre ha cancellato l’odiosa tassa, che colpisce maggiormente le ricariche più basse e quindi i redditi più bassi (si arrivava al 30% nel caso di ricariche da 3 euro con 1 euro di costo fisso) prima ancora che il decreto entrasse in vigore, senza cercare di rifarsi ritoccando in alcun modo le tariffe, Wind ha temporeggiato fino a farsi tirare le orecchie dal Garante.
L’operatore era riluttante a eliminarla per i vecchi clienti, limitandosi solo ai nuovi, a cui però cerca di rifilare piani tariffari più cari. Ma già il giorno dopo l’entrata in vigore del decreto, travolto dalle denunce l’operatore egiziano ha abbozzato, pur lamentandosi che «questo provvedimento non potrà non avere impatti negativi sugli assetti concorrenziali del settore». Il perché, non è dato di saperlo.
Orfani della gabella che portava nelle loro tasche 1,7 miliardi di euro all’anno per non fare assolutamente nulla, gli operatori mobili hanno (come avevamo previsto) la tentazione di ritoccare le tariffe; Vodafone lancia piani tariffari un pizzico più cari per i nuovi clienti che vorranno abbracciare l’operatore britannico. Tutti, salvo 3, allineano - ovviamente verso l’alto - il costo dei messaggini, portandoli a 15 centesimi.
Tim al momento in cui scriviamo si è anche “dimenticata” di togliere la gabella al servizio Sos ricarica, e pure Vodafone fa un po’ la furbetta: nei nuovi piani tariffari lo scatto alla risposta fa (appunto) un bello scatto, passando da 15 a 19 centesimi, scatenando le ire delle associazioni dei consumatori. Che ora rilanciano e chiedono la restituzione dei costi di ricarica fin qui sostenuti, una battaglia dall’esito quantomai incerto.
Sarebbe auspicabile più chiarezza e meno avidità da parte dei gestori, ma i consumatori hanno comunque messo a segno un punto importante: se pure le tariffe aumentano - e non dovrebbero aumentare - almeno cresce il costo dei consumi, che pesa allo stesso modo nelle tasche di tutti.
La parte odiosa del non rimpianto costo di ricarica era che un ragazzo o un pensionato con tre euro in tasca pagava un terzo di balzello e due terzi di chiamate, mentre nelle finanze del manager che butta nella Sim palate di duecentocinquanta euro a botta la gabella pesava solo per il 2 per cento. Una cosa che non stava né in cielo né in terra.
Solo in Italia, unico paese al mondo dove esisteva il concetto di costo di ricarica. Dell’eliminazione di questa italianata dobbiamo ringraziare uno studente napoletano di 23 anni, Andrea D’Ambra, che con l’aiuto di Beppe Grillo e una sottoscrizione firmata da 800 mila cittadini è riuscito a smuovere l’Authority europea per le Tlc dando il via al processo che ha portato all’eliminazione del balzello.
 

 
 
 
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