Creato da VentoDiPoesia il 27/04/2011

Lost in a book

Blog letterario

 

 

Primo Salone Internazionale del Libro Usato. Milano. 23-24 novembre 2013

Post n°76 pubblicato il 26 Ottobre 2013 da VentoDiPoesia
 

libri antichi

 

MareMagnum invita tutti i lettori appassionati al Primo Salone Internazionale del Libro Usato, che si svolgerà a Milano, zona Fiera, vicino a Piazzale Lotto (ingresso da via Gattamelata. Gate 14/15) il 23 e 24 novembre 2013. 

Molti di voi conosceranno questa fiera semplicemente come il Salone del Libro Usato, che viene allestito ogni anno, nella medesima zona. Quest'anno la manifestazione si chiama Salone Internazionale del Libro Usato in quanto sono cambiati gli organizzatori. Al momento non abbiamo informazioni su quali o quante saranno le bancarelle che venderanno libri, stampe, volumi antichi, locandine cinematografiche, acquarelli e molto altro. 

Per ulteriori informazioni visitate il sito http://www.salonelibrousato.it 

 
 
 

La Rosa e il Pugnale, di M.P. Black

Post n°75 pubblicato il 16 Ottobre 2013 da VentoDiPoesia
 

rosa e pugnale

 

"Nessuno può salvarvi. Io l'avevo avvisata; il pugnale trafigge sempre la rosa."

Amelie, brillante studentessa universitaria, parte per Carcassonne, la patria dei Catari, con due professori e un gruppetto di compagni, con lo scopo di effettuare degli studi sul restauro della cittadella. Ma non appena mette piede nell'antico borgo medievale, strane presenze iniziano a manifestarsi davanti ai suoi occhi, spiriti che la mettono in guardia o la implorano di aiutarli. Perché Amelie ha un dono, che ha sempre rifiutato perché la terrorizza, ma che dovrà accettare se vuole sopravvivere...

M.P. Black, pseudonimo dell'autrice italiana Paola de Pizzol, ha già pubblicato svariati romanzi, tra i quali la trilogia fantasy di Lisa Verdi, il cui primo volume, nel 2007, è stato nominato libro dell'anno dall'Associazione Servizi Culturali di Milano.

La Rosa e il Pugnale è un fantasy esoterico/paranormale con atmosfere che rimandano al famoso film Il Sesto Senso; una vicenda indirizzata soprattutto ad un pubblico giovane, abbastanza intrigante, grazie anche all'ambientazione (Carcassone, nel sud della Francia) e non priva di qualche bel colpo di scena. Essendo interessata all'argomento, l'ho trovata una piacevole lettura; peccato che il testo sia piuttosto breve e non abbia permesso un maggiore approfondimento della vicenda dei Catari, né di alcuni, affascinanti personaggi, tratteggiati solo superficialmente. 

 

 
 
 

Il Canto della Rivolta (Hunger Games 3), di Suzanne Collins

Post n°74 pubblicato il 29 Settembre 2013 da VentoDiPoesia
 

hunger games

La Trilogia Completa:

- Hunger Games

- La ragazza di Fuoco

- Il Canto della Rivolta

 

Quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco, acceso di odio e di rabbia [...] Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito.

Sono molto sincera quando voto i libri che leggo; nel caso della trilogia della Collins, che si conclude con Il canto della rivolta, non ho problemi ad assegnarle un voto alto (4 stelle su Anobii), perché non solo la storia è valida e coinvolgente, non solo è piena di personaggi ai quali è possibile affezionarsi, essendo essi ben caratterizzati, ma è anche commovente, cruda, persino dolorosa. A volte, leggendo quest'ultimo capitolo, ho pensato fosse straziante. Non è privo di difetti, ma sa emozionarti e spronarti ad andare avanti, insieme alla protagonista, Katniss Everdeen, che ogni tanto odi, perché è indubbiamente egoista ed indisponente, e ogni tanto ami perché è coraggiosa e disposta a tutto per salvare le persone a cui tiene.

Il finale è, in parte, prevedibile, ma giusto; non è un finale rosa e fiori come ci si aspetterebbe. Nonostante la speranza, è anche un finale in cui sono palpabili l'amarezza, i rimpianti e il dolore per le perdite subite. Che sono tante. 

 

 
 
 

Io sono Helen Driscoll, di Richard Matheson

Post n°73 pubblicato il 16 Settembre 2013 da VentoDiPoesia
 

io sono helen driscoll

 

In seguito ad un esperimento di ipnotismo, Tom Wallace, un uomo come tanti, acquisisce poteri particolari; non solo può prevedere il futuro e leggere le emozioni delle persone che lo circondano, ma vede a più riprese una donna, Helen Driscoll, che viveva in casa sua fino a poco tempo prima. Una donna che, ormai, non appartiene più a quel mondo e che sembra in cerca di aiuto...

A Stir of Echoes (o Io sono Helen Driscoll) è il quarto romanzo di Richard Matheson, una brillante storia contemporanea del mistero e del paranormale, coinvolgente fin dalle prime righe e caratterizzata da un meticoloso realismo dell'ambientazione e dei personaggi; Tom Wallace è un uomo ordinario, non un eroe, che si ritrova catapultato in una dimensione ignota solo perché un suo amico ha aperto la sua mente oltre ogni limite; riuscirà a sopravvivere con quei poteri e dopo aver assistito al crollo di tutte le sue convinzioni? 

 
 
 

Joyland, di Stephen King

Post n°72 pubblicato il 29 Agosto 2013 da VentoDiPoesia
 
Tag: king

joyland

"Non abbiamo un programma politico. Noi vendiamo divertimento."

Estate 1973: Joyland, luna park di medie dimensioni a Heaven's Bay, nella Carolina del Nord, vende divertimento, come afferma il proprietario ultranovantenne, il signor Easterbrook. E quando Devin Jones, studente universitario squattrinato, decide di passarvi l'intera estate per guadagnare qualche soldo in più, pensa di fare proprio questo: invece, si ritroverà alle prese con un bizzarro gruppo di personaggi, con un mistero e con un omicidio...

Leggendo Joyland, vi renderete conto di non avere di fronte il miglior King, quello de Il Miglio Verde o di Stagioni Diverse per capirci; ma farete un bel viaggio nel passato, accompagnati da un King nostalgico, malinconico e sufficientemente poetico; respirerete l'atmosfera di un parco divertimenti all'inizio degli anni '70 (e King è sempre un mago quando si tratta di portare il Fedele Lettore indietro nel tempo), imparerete il divertente linguaggio di Joyland e avrete a che fare con alcuni, interessanti personaggi, che a loro modo si faranno voler bene e ricordare. Sarete alle prese con un thriller che presenta un tocco di paranormale ma che, a conti fatti, non è soltanto un thriller. Come spesso accade nei romanzi di King, sotto c'è molto altro; Joyland è anche un bel romanzo di formazione, un romanzo sulla vita, sulla morte e sulla vecchiaia (se il destino ti concede la possibilità di arrivarci), un romanzo sul peso dei ricordi e sul diventare grandi. Leggero, non impegnativo, ma pur sempre un romanzo che sa toccare le corde giuste.

Fate un giro a Joyland. 

 

 
 
 

Inferno, di Dan Brown

Post n°71 pubblicato il 06 Agosto 2013 da VentoDiPoesia
 
Tag: inferno

inferno

 

Il professor Robert Langdon si risveglia in un ospedale di Firenze, senza ricordi. I suoi abiti sono sporchi di sangue e questo gli fa capire che qualcuno ha cercato di ucciderlo. Qualcuno che non intende darsi per vinto; aiutato dall'enigmatica dottoressa Sienna Brooks e con la testa piena di immagini mostruose, tutte legate alla prima cantica della Divina Commedia, Langdon fugge..

Per chi ha voglia di una lettura leggera o ha bisogno di staccare la spina dopo una serie di libri impegnativi, Dan Brown può essere una buona soluzione: l'impostazione narrativa di Inferno non differisce molto da quella dei precedenti romanzi dell'autore e lo stile è sempre il solito; scorrevole, poco impegnativo, rapido, cosa che conferisce alla storia un ritmo incalzante. Nonostante alcune trovate siano davvero inverosimili, la trama è coinvolgente, tiene incollati alle pagine fin dalle prime battute e i numerossisimi riferimenti all'opera di Dante e ad opere ad essa ispirate, nonché ad altri grandi capolavori (come La Mappa dell'Inferno di Botticelli e i dipinti di Vasari) rendono il tutto interessante. Ho apprezzato l'ambientazione prevalentemente fiorentina e l'accuratezza delle descrizioni di luoghi più o meno conosciuti. Ci sono anche dei colpi di scena ben congegnati. 

E poi c'è l'immancabile Robert Langdon; l'uomo che sa tutto ma che, al tempo stesso, riesce a comportarsi nei modi più assurdi ed impensabili. Eppure non manca di suscitare una certa simpatia.

 
 
 

Il Seggio Vacante, di J.K. Rowling

Post n°70 pubblicato il 25 Luglio 2013 da VentoDiPoesia
 
Tag: rowling

rowling

"Non riusciva mai a cogliere l'immensa mutevolezza della natura umana, né che dietro ogni faccia, anche la più anonima, si nascondesse un mondo unico e in continuo fermento, esattamente come il suo."

L'improvvisa morte del consigliere Barry Fairbrother, costringe l'idilliaca cittadina di Pagford, incastonata tra le verdi colline inglesi, a mostrare il suo vero volto: la lotta per occupare il seggio vacante rimescola divisioni e alleanze, mettendo in luce rancori, ipocrisie, sete di potere e scoperchiando segreti inconfessabili...

Non ho mai letto Harry Potter. Io sono una delle poche mosche bianche alle quali non è mai fregato un bel niente delle avventure del maghetto; quando vedevo un libro della Rowling lo prendevo in mano, lo sfogliavo, leggevo le prime pagine e poi lo posavo, per nulla interessata. Anche adesso non ho la minima voglia di iniziare la saga che ha reso l'autrice famosissima in tutto il mondo.

Tuttavia, quando sentii parlare de Il Seggio Vacante, volli cercare qualche informazione; ho trovato subito la trama del romanzo molto intrigante e mi sono quindi affidata alla mia biblioteca; ho scoperto un libro molto bello. Non certo un capolavoro, ma una commedia politica e sociale (e umana) contemporanea che mi ha tenuta incollata alle pagine e mi ha piacevolmente stupita. Il Seggio Vacante è un affresco duro, aspro ed estremamente realistico di una società di provincia; una storia coinvolgente, che provoca rabbia e, al tempo stesso, diverte. Una vicenda che presenta tantissimi personaggi e che, durante il suo svolgimento, non ne perde di vista nemmeno uno. 

Capisco molto bene perché l'opera non sia piaciuta a tanti fan di Harry Potter; ne Il Seggio Vacante non ci sono buoni sentimenti. Quando qualcosa di positivo sta emergendo e prova a germogliare, viene inevitabilmente soffocato dal sordido, dal putridume che sembra circondare Pagford. E' impossibile tifare per un personaggio, poiché ognuno di essi, per un motivo o per l'altro, è corrotto. Cerca di farsi largo, di riscattarsi, ma rischia di sprofondare sempre di più. Qui non c'è un Harry Potter o un qualsiasi deus ex machina in grado di salvare Krystal Wheedon, adolescente figlia di una donna tossicodipendente e costretta a crescere più in fretta dei suoi coetanei; non c'è nessuno in grado di proteggere una ragazza debole come Sukhvinder, vittima del bullo della scuola, Ciccio Wall.

Ma credo che anche i fan di Harry Potter se ne faranno una ragione; la Rowling è anche questo.

 

 
 
 

Sotto un sole nero, di Ivano Mingotti

Post n°69 pubblicato il 09 Luglio 2013 da VentoDiPoesia
 

sotto un sole nero

Presente alternativo: trent'anni fa, uno scienziato ha avuto la "brillante" idea di schermare i raggi solari per evitare il surriscaldamento globale. Oggi la popolazione umana vive sotto un sole nero ed è costretta a seguire le ferree regole imposte dal Ductor, dittatore di un nuovo regime totalitario, che punisce chiunque anche per errori di poco conto o per niente. Poi, un giorno, un'esplosione cambia le cose...

Ivano Mingotti è un giovane autore di Desio, nonché un utente del social network Anobii che mi ha gentilmente inviato una copia del suo libro in formato ebook (anche se io non sono una fan degli ebook. Amo troppo la carta). Sotto un sole nero è il suo quarto romanzo, appartenente al filone della fantascienza distopica. 

Sicuramente ottima l'idea di base, molto attuale; una dittatura, gli uomini costretti al silenzio e all'alienazione totale, la follia della scienza, la terribile routine degli otto personaggi che narrano la storia. Stilisticamente molto secco, frasi brevi o brevissime, dirette, dure, dolorose come frustate. Struttura narrativa buona, con pochissime descrizioni e caratterizzata da un ritmo incalzante. Ciò che non mi ha convinta del tutto sono stati: la quasi totale assenza di dialoghi, che ha reso la storia un po' troppo asciutta, e i personaggi; sembrano parlare tutti nello stesso, identico modo e ciò li rende poco approfonditi, forse anche perché il romanzo è decisamente corto.

Merita, comunque, una lettura. Buona fortuna, Ivano.

 
 
 

L'ultima tentazione di Cristo, di Nikos Kazantzakis

Post n°68 pubblicato il 23 Giugno 2013 da VentoDiPoesia
 

"Questo libro non è una biografia. E' la confessione dell'uomo che lotta. Scrivendolo, ho fatto il mio dovere" (N. Kazantzakis)

L'ultima tentazione di Nikos Kazantzakis, forse l'autore greco più importante del Novecento, racconta la vita di Gesù di Nazareth, rivisitandola secondo una visione più laica rispetto a quella dei Vangeli: Gesù, figlio di un falegname, è presentato come un uomo soggetto ad ogni genere di tentazione, dalla paura alla lussuria, come un giovane tormentato, il cui animo è diviso tra il desiderio di rispondenre al richiamo di Dio e l'istinto di ribellarsi ad esso, per vivere un'esistenza normale, da uomo qualunque, sposando la donna che l'ha incantanto fin dal loro primo incontro, Maria Maddalena. Questa, sarà anche la sua ultima tentazione: ossia come sarebbe stata la sua vita se fosse vissuto semplicemente come Gesù, figlio di Giuseppe. Inoltre, è circondato da un gruppo di discepoli assai fallibili, deboli e rosi dal dubbio. Tra di loro, il più forte sembra essere proprio colui che alla fine lo tradirà, Giuda.

Per tutti questi motivi, L'ultima tentazione è stato messo all'indice dalla Chiesa, ma è stato anche reso famosissimo dall'omonimo film di Martin Scorsese. Da agnostica quale sono, posso dire con franchezza che è un gran libro, un romanzo appassionante e di forte impatto emotivo, scritto in modo magistrale. E' una lettura impegnativa, poco scorrevole in alcune sue parti, ma significativa e convincente. 

Merita di rientrare fra i grandi classici della letteratura del secolo scorso. 

 

 

 

 
 
 

L'iniziativa della Newton Compton: la Collana Live. Libri a 0,99 cent

Post n°67 pubblicato il 15 Giugno 2013 da VentoDiPoesia
 

live

C'è crisi.

Una cosa che sentiamo dire spesso, ormai.

E la Newton Compton ha recentemente proposto la Collana Live, ossia i libri anticrisi; si tratta di libri di piccolo formato venduti a soli 0,99 cent; ciò a vent'anni di distanza dai famosissimi centopaginemillelire.

Al momento, della collana fanno parte classici della letteratura mondiale e anche brevi romanzi di autori contemporanei, italiani e stranieri. 

Ecco alcuni titoli:

live

 

Fate un giro nel sito della Newton per scoprire le prossime pubblicazioni. E' prevista, a breve, l'uscita di altri volumi.

 

 
 
 

The Help, di Kathryn Stockett

Post n°66 pubblicato il 11 Giugno 2013 da VentoDiPoesia
 

the help

Stati Uniti, anni '60: Aibileen è una domestica afro-americana, benevola e materna, che ha da poco perso il figlio in un incidente sul lavoro, tra l'indifferenza generale. Minny, la migliore amica di Aibileen, governante nera come lei, è una cuoca straordinaria, ma la sua lingua biforcuta l'ha portata più volte ad essere licenziata. Eugenia Phelan, detta Skeeter, è una ragazza bianca che vuole realizzare il suo grande sogno: diventare scrittrice. Queste tre donne così diverse si alleano fra loro e danno vita ad un progetto molto pericoloso...

Pubblicato nel 2009 con il titolo "L'aiuto", la prima opera della Stockett appartiene al genere del romanzo di formazione ed oltre ad essere un libro incentrato su temi quali il razzismo e le lotte per l'integrazione, è anche un romanzo su cosa significhi essere donna nel Sud degli Stati Uniti, all'inizio degli anni '60; perché il colore della pelle è un ostacolo insormontabile, ma lo è anche essere una ragazza ambiziosa e non molto incline a voler contrarre un buon matrimonio. 

Stilisticamente semplice, eppure in grado di arrivare in profondità. Storia coinvolgente e brillante. Le tre protagoniste sono personaggi straordinari, veri e molto umani; Aibileen è la madre che tutte noi vorremmo; Minny è "l'incubo delle donne bianche del Sud" con la sua ironia, la sua sincerità e la sua spiazzante linguaccia. E Skeeter.. beh, è la ragazza della porta accanto, piena di dubbi e di paure, ma capace di lottare per se stessa e per gli altri. 

Nel 2011 è stato realizzato l'omonimo film diretto da Tate Taylor. 

 

 

 
 
 

Due, di Irene Nemirovsky

Post n°65 pubblicato il 29 Maggio 2013 da VentoDiPoesia
 

due

 

"Si baciavano. Erano giovani. I baci nascono in modo così naturale sulle labbra di una ragazza di vent'anni! Non è amore, è un gioco; non si insegue la felicità, ma un attimo di piacere."

Dopo la pubblicazione di Suite Francese nel 2005, Adelphi ha riproposto le altre opere di questa autrice di origine russa ma francese di adozione, opere ormai elevate al rango di classici della letteratura francese del '900.

In Due, la Nemirovsky si concentra su alcune giovani coppie di innamorati alla fine della Prima Guerra Mondiale e su come esse vivono l'amore; in modo appassionato, come un gioco del quale non si conoscono gli sviluppi, ignorando "il lato sordido della vita"; fino a quando tale sentimento non diventa amicizia, complicità, quieta sicurezza, privo della passione che lo caratterizzava nei primi tempi, con l'unione coniugale. 

Lo stile della Nemirovsky è semplice, ma raffinato e diretto; la narrazione è scorrevole e pervasa da atmosfere leggere, nostalgiche e romantiche, ricreate attraverso i particolari e non con ampie e prolisse descrizioni. Molto buono il ritratto che l'autrice fa della class media negli anni '20, che si concede, in gioventu', passioni e anticonformismi destinati a svanire presto. 

Lettura piacevole, anche se la storia in sè non mi ha colpita, per via di una scarsa empatia con i personaggi, ma anche perché non mi sono sentita molto coinvolta emotivamente dalle vicende dei protagonisti. 

 
 
 

Biancaneve deve morire, di Nele Neuhaus

Post n°64 pubblicato il 26 Aprile 2013 da VentoDiPoesia
 

biancaneve deve morire

 

Accusato dell'omicidio di due ragazze, Tobias Sartorius ha trascorso dieci anni in carcere ed ora, scontata la pena, ha deciso di tornare ad Altenhain, il piccolo borgo dove è cresciuto. Ma non appena arriva a casa, scopre che tutto è cambiato: la sua famiglia è distrutta e il padre ha perso la sua trattoria, Il Gallo D'Oro; inoltre, contemporaneamente alla ricomparsa di Tobias, viene rinvenuto lo scheletro di una giovane donna all'aeroporto militare di Eschborn...

Biancaneve deve morire è il quarto romanzo dell'autrice tedesca Nele Neuhaus, un thriller di grande successo in Germania, che ha reso molto popolari i due poliziotti protagonisti, Oliver von Bodestein e Pia Kirkhoff.

E' un buon romanzo, che descrive una realtà di provincia con durezza e cattiveria, presentando risvolti realistici e riscontrabili nelle cronache di tutti i giorni. La serie di avvenimenti che si abbatte su Tobias e che, in un crescendo di tensione, coinvolge l'intero paese, un covo di serpi situato sui monti del Taunus, è narrata con un ritmo incalzante e serrato. I personaggi sono ben caratterizzati e verosimili, grazie anche ai continui ribaltamenti di prospettiva. Soluzione non così scontata.

Lettura leggera, ma intrigante. 

 

 
 
 

Anime Impure - L'asilo delle ombre, di Cristiano Signorino

Post n°63 pubblicato il 30 Marzo 2013 da VentoDiPoesia
 

anime impure

"Tra le ombre temi sorrisi e sussurri più di zanne e coltelli."

Dopo il lungo e forzato esilio sulle montagne, Gabriel, demone-lupo e anima impura addestrata dal suo patronus Zamir, si prepara ad affrontare il rituale d'accesso al Bosco dell'Eclissi. Ma oltre a ciò dovrà vedersela anche con qualcun altro, un nemico molto più oscuro e feroce del Bosco e delle creature che lo abitano..

Secondo capitolo di questa trilogia dark/urban fantasy scritta da Cristiano Signorino, una storia iniziata qualche anno fa con il romanzo d'esordio, Anime Impure: La Rivelazione (recensito su questo blog). 

Continuano le avventure del problematico protagonista, Gabriel Drosi che, prigioniero di una profonda inquietudine e dilaniato dalla rabbia e da dolorosi ricordi, sta attraversando una fase delicata quanto inesorabile nel tentativo di accettare il suo vero Io. Nuovi personaggi si muovono intorno a lui e nuove insidie minacciano la sua integrità non solo fisica, ma anche mentale. 

La trama regge abbastanza bene, a parte qualche passaggio un po' lento e infarcito di virtuosismi. La storia è coinvolgente, presenta alcune situazioni che definirei originali e atmosfere sinistre, sospese fra realtà e sogno, che ritengo molto affascinanti. Signorino si dimostra attento alla psicologia dei vari personaggi, regalandoci, in modo particolare, un protagonista complesso che, in questo sequel, subisce un'interessante evoluzione e che, immagino e spero, continuerà ad evolversi nell'ultimo volume. Ho apprezzato molto anche i riferimenti musicali e al mondo delle fiabe. 

 
 
 

Revolutionary Road, di Richard Yates

Post n°62 pubblicato il 10 Marzo 2013 da VentoDiPoesia
 
Tag: yates

yates

 

Stati Uniti, 1955: i coniugi Frank ed April Wheeler vivono a Revolutionary Road, sobborgo benestante di New York; le loro esistenze, solo apparentemente serene, vanno avanti tra il "lavoro cretino" di lui, le cenette alcoliche con i vicini e le recite della mediocre filodrammatica locale; ma i Wheeler vorrebbero cambiare le cose, sentendosi destinati ad una vita più ricca e di successo, magari in Europa..

Blake Bailey, che ha scritto una biografia dedicata a Richard Yates, definisce l'autore di Revolutionary Road, comparso per la prima volta all'inizio degli anni '60, un "cantore di vite insoddisfatte"; perchè è esattamente questo. I Wheeler detestano la loro noiosa vita borghese, se ne lamentano continuamente e temono di essere nient'altro che stereotipi viventi. Sono personaggi tratteggiati con cura e schiettezza, inevitabilmente soli e alla disperata ricerca della felicità. E sono il simbolo dell'ideologia dominante dell'America degli anni '50, basata sulla decadenza e sul materialismo, nonché sul desiderio di cambiare, in meglio, il proprio futuro.

In più, Revolutionary Road è un romanzo sarcastico, comico, malizioso, duro e amaro, un'opera magistrale che offre una visione perfetta e reale della vita di una famiglia americana del dopoguerra. Un "canto" lungo ed emozionante, benché insoddisfatto, come i Wheeler. 

 

 
 
 
 

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