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Con questa finestra invito tutte le persone che hanno voglia di conoscere il loro proprio mondo interiore a meditare su alcuni argomenti che, secondo me, sono in grado di avvicinare anima, spirito e corpo creando un miglior equilibrio globale nell'individuo.
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Post n°253 pubblicato il 23 Agosto 2011 da stellaserenity
Conoscere e sapere sono due cose diverse ma spesso accomunate dall'idea di doversi arricchire e alimentare maggiormente il proprio bagaglio culturale. Se però si vuole conoscere veramente l'essenza di cui siamo fatti e si vuole entrare nei meandri del proprio mondo interiore, sarà necessario abbandonare la volontà di "arricchirsi" culturalmente e lasciare che le nostre "percezioni" e le nostre emozioni migliori affiorino dalla dimensione dell'anima, che non ha nulla a che fare con ciò che pensa o crede la nostra mente. Distinguere la conoscenza dalla sapienza significa riuscire a distinguere l'anima dalla mente e vedere con chiarezza che ciò che appare ai nostri occhi non ci appartiene fino al momento in cui è la nostra stessa esistenza a incamerarla. Parlare di anima e mente può sembrare un discorso astruso ma mai come di questi tempi si nega la possibilità di distinguere l'essenza dall'apparenza e gli stessi individui si perdono in convinzioni fatte di idee prese un po' qui e un po' lì, senza accedere alle proprie risorse, le uniche in grado di alimentare anche le idee.L'anima alimenta i nostri pensieri, se la mettiamo a tacere i nostri pensieri non saranno realmente nostri e, senza rendercene conto, vivremo con delle convinzioni che ci hanno sopraffatto senza che potessimo difenderci.
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Post n°252 pubblicato il 13 Agosto 2011 da stellaserenity
Spesso dietro continue ricerche di amicizie si nasconde la voglia di prevalere su quelle persone che chiamiamo amiche, altre volte quella voglia di prevalere si nasconde dietro un distacco formale da chiunque non sia in grado di raggiungerci per conto proprio. Credere che l' avere intorno tante persone che si dichiarano amiche sia segno di forza interiore è come credere che qualsiasi sorriso si riceva sia sincero. Siamo noi stessi a mostrarci insicuri nei confronti dei sentimenti che gli altri provano per noi ed è quella stessa insicurezza a rendere "false" le amicizie. Non si tratta dunque delle persone sbagliate, ma è il nostro approccio a quelle persone che è sbagliato. Tant'è che siamo noi stessi diversi nei confronti dei diversi amici, perché la loro attenzione nei nostri confronti è diversa a seconda della percezione che hanno loro di noi. E così classifichiamo i veri amici dai falsi amici, ma dimentichiamo che l'amicizia è un reciproco scambio di energie e se la nostra energia è impregnata di giudizi e preconcetti non saremo in grado di avere intorno a noi dei veri sorrisi e ci troveremo a dire che non esistono gli amici veri. In alcuni casi infatti è proprio così, per alcune persono non possono esserci amici veri perché loro stessi li respingono con le loro errate aspettative. Aspettarsi sempre dagli altri ciò che crediamo di meritare ci porta a una errata percezione del prossimo. Un amico non è colui che fa quello che noi vogliamo, ma è quello che stimola la nostra parte migliore rendendoci in grado di voler bene a qualcuno che entra nella nostra vita e ne prende parte in modo positivo e noi stessi possiamo essere dei buoni amici semplicemente volendo bene alle persone che chiamiamo amiche, non solo per quello che fanno ma per come sono. |
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Post n°251 pubblicato il 27 Luglio 2011 da stellaserenity
La ricerca del miglioramento e della strada "giusta" da seguire spesso è fonte di una nostra inconsapevole avidità. La ricerca dell'essenza pura, della nostra luce interiore dovrebbe essere un qualcosa in continuo movimento e mutamento, se invece cerchiamo la "luce" solo in determinati settori o solo dal confronto con alcune persone vuol dire che la nostra avidità ha avuto il sopravvento sulla spontaneità della nostra essenza. Vogliamo capire, sapere ed essere al meglio, al massimo, ma tutta questa presunzione di "poter arrivare" in qualsiasi punto ci rende ciechi al punto di non vedere nemmeno chi siamo e come ci stiamo muovendo. Niente avviene per "miracolo" o per "fortuna" ,tutto viene bilanciato dall'energia che portiamo dentro, se non riusciamo a impregnare al meglio le nostre sensazioni saranno quelle a renderci ciechi e a farci vedere le cose come non sono.La risposta alle nostre domande non è fatta con parole sensate, spesso la risposta è un input, uno stimolo un istante di certezza che porta a dividerci dai nostri stessi pensieri ma di sicuro ci unisce alla nostra anima, lasciandoci la sensazione di pace e serenità che di solito cerchiamo dagli altri. Prendere il più possibile non ci darà gioia, al contrario ritrovare il piacere di donare sarà un inizio per ritrovare la dimensione di serenità che solitamente tutti cercano ma in pochi la vivono.
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Post n°250 pubblicato il 17 Luglio 2011 da stellaserenity
Accumulare esperienze dovrebbe farci sentire più ricchi d'amore per gli altri, non più aridi di sentimenti. Se invece non succede vuol dire che stiamo ponendoci nei confrondi delle esperienze che viviamo in maniera chiusa, poco creativa e sicuramente in maniera contraria a quanto la nostra anima suggerisce. Probabilmente le idee confondono il nostro sentire, ma questo non dovrebbe accadere. Dovremmo lasciar scorrere i pensieri e vederli modificare con il tempo che passa. Potremmo migliorare la nostra percezione di vita semplicemente scegliendo di non combattere le situazioni, gli eventi e le persone, ma imparando a ricevere quello che la vita propone. Ciò che non ci piace è proprio quello che dobbiamo imparare ad accogliere e ricordiamoci che non è al nostro vero essere che non piacciono certe cose, bensì alla nostra mente plasmata da idee e preconcetti costruiti a chiusura della nostra anima. A noi il compito di liberare l'anima e sentirci più liberi e sereni. |
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Post n°249 pubblicato il 25 Maggio 2011 da stellaserenity
Mantenere vivida nella propria mente la volontà di perseguire nobili obiettivi, come quello di far risvegliare la propria spiritualità, può risultare difficile se si considera la propria spiritualità distante dalla realtà quotidiana. Il tempo in cui per "ritrovare se stessi" era necessario isolarsi dagli altri per poter "meditare in silenzio" è finito, nella nuova era non c'è più la fuga dalla realtà per potersi incontrare con la parte migliore di sè, serve però l'accettazione della realtà che si vive.
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