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Post n°184 pubblicato il 15 Maggio 2012 da dibiasef
Lavoro in un’azienda commerciale, ogni anno m’invitano al pranzo di natale. Il pranzo, cena, di Natale, per noi è un vero momento conviviale. Si ha la possibilità di incontrare colleghi che diversamente si vedrebbero solo alle riunioni di area, riunioni si, ma pur sempre di lavoro. La cena di Natale, invece, è un momento conviviale. Una situazione bella, onestamente piacevole. Or dunque: agli inizi di dicembre di ogni anno, inizia la sequela delle telefonate da parte delle segretarie del capo: “vieni alla cena di Natale?”. Le segretarie hanno questo ingrato compito: telefonare e dire al capo-area quante persone partecipano, il capo-area deve regolarsi…..PAGA LUI!!!! Gioia e gaudio per i comuni sottoposti del capo-area…gli scrocchiamo la cena. Momento piacevole, alle volte anche mangiato bene ed a spese del capo…cosa vuoi di più dalla vita? Dicevo prima: lavoro in un’azienda privata, privata e commerciale. Il capo-area paga di tasca sua la cena, rinunciando a parte dei suoi guadagni, non penso che per la cena pagata non riesca a comprare il panettone per casa, ma paga di tasca sua. Quindi, se vogliamo, la cena di Natale potrebbe rappresentare il momento di rivalsa di noi poveri sottoposti commercialmente al capo-area…gli scrocchiamo la cena. In tutta onestà in una decennale, ed oltre, permanenza aziendale, ho partecipato ad un paio di cene, ma questo è un mio problema. Or dunque: dal comunicato del consigliere Ciocca, anche negli enti pubblici (almeno in uno) si fanno le cene di Natale…Benissimo! È bello scoprire che anche negli enti pubblici si voglia, per così dire, fare spogliatoio…mica ema sul fatià????? Poi, saputo della cena di Natale in un ente pubblico, stavo prendendo appunti per sfottere il mio capo-area: la cena di Natale mica la paghi solo tu!! Gli volevo dire! Mi sarebbe piaciuto anche dirgli: “vedi come ci si comporta? Negli enti pubblici del Molise fanno la cena di Natale, ma sono enti pubblici! Negli enti pubblici i dirigenti riscuotono in ogni caso i loro emolumenti, a prescindere dall’impegno profuso (a livello commerciale) dai sottoposti. Una cosa veramente eccezionale. Se nella mia azienda il capo-area lo fa per una sorta di riconoscenza: “Con il vostro impegno mi avete permesso di raggiungere obiettivi…”, in un ente pubblico se lo fanno i dirigenti, è una cosa veramente meritoria, per i dirigenti. Mentre continuavo e meravigliarmi ho letto l’articolo, ne avevo letto solo qualche riga. Il comunicato stampa del consigliere Ciocca, comunicato che ci svela il pranzo natalizio di Molise Acque, ha, sinceramente, qualcosa d’inquietante. Ho “scoperto” che l’importo della cena 9.300 euro, di cui 2.300 di bevande ma….. A CARICO COMPLETAMENTE DELL’ENTE!!!! A L L E L U I A ! ! ! ! ! In pratica i cento (circa) dipendenti dell’ente hanno avuto come benefit una cena, a carico dell’ente, in pratica abbiamo pagato noi. Non sarebbe stato più giusto metterei cento euro ciascuno in busta paga? Almeno 9.300 euro di soldi pubblici sarebbero entrati nel ciclo produttivo…ognuno li avrebbe spesi come meglio avrebbe creduto. Hanno offerto la cena, il giorno dopo qualcuno avrà dovuto comprare il diger selz…oltre il danno: LA BEFFA!!! Meh, sto andando a pranzo. Come la maggior parte delle persone, a pranzo a casa mia. Il prazo lo prepara mia moglie, con gli ingredienti comprati al supermercato…come la maggior parte degli italiani. Ma poi: la colpa è di chi paga, o di chi si siede a tavola? Buon appetito Franco di Biase |
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Post n°183 pubblicato il 16 Novembre 2011 da dibiasef
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Post n°182 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da dibiasef
Leggo un post nel gruppo di Michele MIgnogna: “Tentativo,modesto,di risposta alle questioni che pone Michele Mignogna”, nel quale si parla con molta dovizia, nel senso di tempo dedicato, del nostro (NOSTRO) gruppo “Unire il centrosinistra. Primarie per novembre 2011”…ottocento persone che sguazzano nella rete alla ricerca di un bel fondo schiena cui aggrapparsi. Anzi: lo hanno già trovato e “ci lavorano”. Ma non ci lavorano direttamente e coscientemente, ma tramite un “grande fratello” che ha orchestrato la nascita del gruppo (nostro) e la sua successiva gestione messa in mano a persone “ottime” ma incapaci (questo ho capito ). Quindi queste “ottime persone” io e Di Giglio, in questi mesi (da aprile 2011) avremmo paraculato 800 persone che non hanno minimamente capito di essere prese in giro, anzi ci hanno seguito ed assecondato. Io e Di Giglio che tra le altre cose ci saremmo anche macchiati di misoginia, visto che il PD, partito cui siamo iscritti, non ha inserito nemmeno una donna nella sua lista, e che (anzi) dal nostro gruppo (non mio e di di giglio) siano partite le offese oggetto di querele per la d.ssa Petescia, OFFESE CHE MI SENTO DI CONDANNARE IN MANIERA FERMA!! TORNANDO A NOI: io e Di Giglio (questo scritto è mio e non di Di Giglio, Michele se vuole lo leggerà come tutti voi questo per quanto riguarda l’aspetto legale…QUERELE…), saremmo gli animatori-animati di questa sorta di “Grande Fratello” che muove la rete della sinistra molisana. Adesso, finalmente, ho capito che io e Di Giglio, siamo stati quelli che hanno “turlupinato” tutti i molisani con lo strumento delle primarie. “Strumento” che non ha capito niente ed ha fatto prendere pochi voti a chi doveva prenderne molti, e viceversa. Io e Di Giglio, una volta finite le primarie abbiamo iniziato a contravvenire al patto stabilito tra i candidati e quindi non appoggiato il vincitore, ma fatto in modo che vincesse Iorio (se proclamazione sarà fatta in tal senso). Io e Di Giglio abbiamo stilato la lista del PD omettendo di inserire donne in liste, e facendo una lista ben intenzionata a rieleggere gli uscenti, mica a prendere voti. Sempre io e Di Giglio abbiamo CASSATO (a proposito come sta Cassano?) tutti quelli che portavano il nuovo “verbo” nel nostro gruppo, epurandoli in maniera sistematica e alla staliniana maniera…ma quando mai????????????????? Questo gruppo nacque da una mia idea, forse da una mia paura. Ero convinto che non si sarebbero fatte le primarie per le elezioni regionali, così come TUTTO il centrosinistra era “stato capace” di (non) fare per le elezioni provinciali. Quando ho fondato (posso?) il gruppo secondo me non era per niente certo lo svolgimento delle primarie. Io e DI Giglio, come molti molisani, abbiamo avuto un nostro candidato alle primarie, ma siamo riusciti a non farlo apparire sul gruppo, il gruppo doveva essere di tutti, non del “grande fratello”. La mattina delle primarie, quando chiesi ad Anna Maria Pollio se voleva votare Paolo Frattura, Anna Maria mi disse, con la sua enorme signorilità e grazia, che avrebbe votato altri e non Frattura, ma che era contenta del fatto che ero riuscito a non far capire, sul gruppo, per chi avrei votato. Penso che questo sia uno dei VERI motivi della fuga da questo gruppo. L’impossibilità di essere gestiti da uno dei cinque candidati alla primarie, ma da tutti e da nessuno…..è già ma qua c’è il grande fratello, il grande fratello che gestisce…a proposito del “grande fratello”, scusatemi, allego dei link di qualche mio scritto relativo alla sconfitta di Termoli e Montenero (http://blog.libero.it/stratos/view.php?id=stratos&pag=2&gg=0&mm=0) ed anche delle politiche del 2008: http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=&articolo=31858 . ognuno ha le sue manie. Io ne ho molte ed una di queste è quella di scrivere, non so se lo faccio bene o male, ma lo faccio! Tornando a noi io e Di Giglio saremmo i leccaculo del PD, bene, anzi male, perché io non ho mai leccato niente e nessuno e mai mi sarebbe venuto in mente di turlupinare 800 persone creando questo gruppo. A proposito di questo gruppo: chi ha scritto (Aida Trentalange) tutto quello cui sto rispondendo, è venuta alla nostra prima riunione al dopolavoro ferroviario, ha potuto vedere con i suoi occhi come eravamo “manovrati e super organizzati” in quell’occasione si disse che io tiravo la volata ad Augusto Massa…si è visto: alle primarie io ho appoggiato Frattura ed Augusto ha appoggiato Petraroia…. Nel proseguire sia la campagna elettorale, ma anche la semplice attività del gruppo, siamo stati sempre accorti a dare risalto pubblico agli eventi che organizzavamo. Non avevamo telecamere, ma abbiamo trascritto su facebook quello che dicevamo in riunione, per dare trasparenza a tutto quello che facevamo. Questo ed altro abbiamo cercato di fare.all’ultimo “evento” organizzato nella sede Elettora di Paolo Frattura, eravamo in oltre sessanta ad essere intervenuti. Ognuno di noi liberamente e leggendo solo l’invito postato su face book. Anzi poi mi hanno fatto scoprire che l’invito non era arrivato a tutti i mebri ma solo ad una parte di loro. Ma questo dipende dalla mia imperizia informatica. Con questo gruppo abbiamo riunito i votanti delle primarie (alcuni ovviamente) ma votanti per tutti i candidati, mica solo per uno. Seguendo questo gruppo hanno deciso che il vincitore delle primarie era il candidato di tutti. No come ha fatto una parte del centro sinistra che si è comportata come quando da bambini giocavamo a palline: “Z’armmonta”, quando al più forte caratterialmente, al più forte fisicamente, al più viziato del gruppo, le cose andavano male…si annulava tutto ed ognuno per la sua strada, ed ognuno riprendeva le palline che aveva all’inizio della partita. Noi di questo gruppo non l’abbiamo fatto. Non so se altri lo hanno fatto, poco mi interessa, ma noi non l’abbiamo fatto!!! E poi sono quarant’anni che non gioco a palline!
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Post n°181 pubblicato il 20 Giugno 2011 da dibiasef
Ci siamo! Arriva il Corpus Domini, il giorno della “Sagra dei Misteri”. Per ogni campobassano è un giorno magico, un giorno che ha una notte speciale. La notte che precede il giorno del Corpus Domini, dura un anno. Sissignori: un anno! Un campobassano non aspetta il Corpus Domini da Pasqua, dal Primo Maggio, aspetta il Corpus Domini dalla sera del Corpus Domini dell’anno prima. Viviamo solo per il Corpus Domini? Può darsi! Ognuno di noi serba nel cuore ricordi belli del Corpus Domini, ricordi che si perdono nella notte dei tempi della propria memoria. Ricordi che si mescolano, si uniscono, si intersecano magicamente tra di loro, fondendosi in un unico ricordo: I MISTERI! Esperti di marketing dovrebbero impallidire dinanzi alle macchine del Di Zinno, macchine che rappresentano una comunicazione immediata e diretta, recepibilissima da tutti. È difficile pensare come, nel 1700, si potesse essere tanto immediati nel comunicare, nel rendere vivibile A TUTTI un messaggio artistico. Il Di Zinno ci riuscì splendidamente. Riuscì a far assistere a tutti: nobili, notabili, ma soprattutto semplici persone del popolo, ad uno spettacolo unico. Riuscì ad interpretare ed a rendere visibile quello che sino allora si era solo letto, ma soprattutto sentito leggere! Le scene della Bibbia, con il Di Zinno, diventarono realtà. Ai campobassani, nel corso dei secoli, non è sembrato vero di poter toccare quasi con mano, le scene del più importante dei libri del cristianesimo. I “Misteri” sono serviti e rendere le Scritture più umane, più vicine all’immensa ignoranza che attanagliava quei periodi, ma sono serviti, soprattutto, a rendere quelle scene rappresentate sulle “macchine” non come scene bibliche, ma come scene di vita campobassana. Nei ricordi da bambino mi ritorna in mente mia nonna che recitava il Rosario: “Nel primo mistero Gaudioso”…MISTERO, diceva MISTERO, come era giusto dire. Mentre, in famiglia quando si parlava delle macchine del Di Zinno si diceva “l’ musterie” non erano la stessa cosa, nemmeno a livello letterale. Questa è stata la grande forza dei MISTERI, nel corso degli anni. “…m’ par'n Sant Rocc e u cacciuniell” sembrano San Rocco ed il cagnolino...due persone che non si separavano mai. “t’ pozza uardà quill sott Sant Michel”Possa assisterti quello che sta sotto San Michele…non proprio di buon augurio, visto che si augura che possa essere assistiti...dal diavolo... Tutte frasi che nella tradizione, rigorosamente orale, nel corso dei secoli, sono diventate l’ossatura della comunicazione, scarna e povera, del popolo campobassano. Questo intersecarsi di tradizione, religione, festa di ogni tipo, rende “magica” la giornata della sfilata dei misteri. La giornata del Corpus Domini è sempre una giornata molto particolare. Abbiamo sicuramente una certezza: verso le 15,15; 15,30…pioverà! Succede ogni anno, ogni anno c’è la “benedizione” della giornata del Corpus Domini. Nella “cultura” campobassana, il Corpus Domini DEVE necessariamente collimare con la “spasa” delle bancarelle. Anche loro, le bancarelle, hanno un aspetto importante nella storia del Corpus Domini. Le bancarelle hanno rappresentato per secoli il “Postalmarket” o il “Mediashopping” dei campobassani. Attese per mesi dai campobassani, alla ricerca di affari e/o leccornie e squisitezze per i bambini di ogni età. Le bancarelle per secoli hanno rappresentato la finestra sul mondo, soprattutto per le donne, delle “novità”, delle occasioni…chissà quanti servizi di piatti e/o bicchieri sono finiti nelle case delle “zite” dopo essere passate dalle bancarelle di Corpus Domini. Una folla enorme, immane, si riversa in quella giornata per le strade di Campobasso, una varietà etnica riscontrabile solo nelle grandi megalopoli, ci viene a trovare in casa. Un aspetto antropologico unico. In questa giornata (magica) del Corpus Domini, ci svestiamo del fardello di piccola città di provincia, e dell’entroterra, per diventare il polo di attrazione di mezza Italia, una sensazione bellissima, che vorremmo, però, non fosse solo legata a questa giornata. Sarebbe bello, come campobassani, ma soprattutto come molisani, se riuscissimo ad utilizzare il Corpus Domini come veicolo di promozione del territorio. Perché no? Farci conoscere al mondo intero come la città “de l’ musterie”! Franco di Biase |
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Post n°180 pubblicato il 20 Maggio 2011 da dibiasef
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contento di essere qui in questo momento…… Ognuno di noi ha degli amici che vivono lontano, io spero di rivederne uno sabato, dopo circa trenta anni. Spero, mi piacerebbe. Spero di rivedere Massimo. Massimo, amico degli anni più belli, quelli dell’adolescenza, lui come tanti altri. Immaginando massimo, tornato da Milano dove vive, con uno qualsiasi dei giornali locali, on line, oppure “on” edicola, che legge i risultati ed i commenti delle elezioni provinciali di Campobasso. Massimo, avulso alla realtà campobasso-molisana, se non per vincoli parentali, e di cuore, considerando il suo pensiero adolescenziale, tendente a sinistra, nella speranza che sia rimasto tale, Massimo, dunque, potrebbe essere ben soddisfatto! Come mai? Beh, il PD, dati alla mano, ha preso poco meno del PDL. Diamine pochi decimali separano le due roccaforti ideologiche dell’italianità! Accidenti! Per un molisano che arriva da Milano, trovare nella sua terra natale, circa la stessa situazione di Pisapia, sarebbe bellissimo, dati alla mano..cifre alla mano. Se invece Massimo, nei trent’anni che lo hanno separato dal Molise avesse rivisto la sua idea politica, per approdare nei meandri della laboriosa Milano, alla corte “arcoriana”, tornando in Molise dovrebbe essere ben contento: la coalizione di centro-destra ha vinto le elezioni. Massimo stai tranquillo e vivi tranquillamente e con serenità la tua idea politica, in Molise il PD ha retto con un risultato lusinghiero, e la destra ha vinto le elezioni. MASSIMO STAI TRANQUILLO! IN MOLISE TUTTI VINCONO! Massimo (forse) ovviamente, vivendo nella città dei self made man, degli stakanovisti del lavoro, nella fucina delle idee della moda e dell’industria, dall’alto del suo pragmatismo meneghino, potrebbe chiedersi ma se il presidente è di centro destra, perché sono contenti nel centro sinistra? MASSIMOOOOOOO!! Ma quant ne vuò!!!!! Lo ricordi ancora il dialetto molisano? Sennò chiedi ad Antonio, o a Pinuccio! Dovremmo spiegargli che il Presidente della provincia di Campobasso è il riferimento locale della MPA di Lombardo, MPA che a Roma (250 km) sta all’opposizione. Dovremmo spiegargli come mai il terzo polo nel Molise si è candidato nello schieramento del centro-destra, mentre a Milano è andato da solo ed al ballottaggio ha lasciato libertà di scelta ai suoi votanti e/o simpatizzanti. Dovremmo spiegare, sempre a Massimo, che, per esempio, Rutelli con la sua API (si vola), a Milano nel terzo polo, mentre la sua referente locale ha appoggiato la margherita (dell’api), sulla chiocciola..di alternativ@, movimento politico avente come capo l’Onorevole Roberto Ruta, ha candidato nelle sue fila gli amministratori uscenti alla provincia, che non erano del PD, erano della Margherita, cioè erano stati eletti con la Margherita, ma avevano aderito al PD, cioè non avevano solo aderito, la Macchiarola da segretario regionale del PD, aveva tenuto in scacco l’amministrazione provinciale per mesi, minacciando di farla cadere. Amministrazione presieduta da un tesserato dei DS, che aveva aderito al PD, allo stesso partito (lo giuro) di cui la Macchiarola era Segretario. Massimo la situazione non è complicata come sembra, infatti, anche in Molise i DS e la Margherita hanno fondato il PD. Mica il Molise sta in Australia! Magari in un'altra galassia, ma non in Australia. Alternativ@, dopo le lezioni, ha “afflitto” dei manifesti, recitavano (non il rosario) ma più o meno: “Cinquemilacinquecento grazie”. Sto aspettando quelli del candidato del centrodestra che potrebbe scrivere: 54% grazie, penso si capisca! Fermo restando che il PD potrebbe “affliggere” dei manifesti di ringraziamento! Oh, una percentuale di poco inferiore al PD...mica bruscolini! D’Alema, molto stimato dai dirigenti del PD molisano, quando da presidente del consiglio perse le amministrative si dimise, si dimise da presidente del consiglio. Non pretendo tanto, teniamo tutti famiglia, ma auspicherei un dibattito aperto dove i responsabili di questa enorme “vittoria” si presentassero con l’animo onesto di chi ha fatto poco per non perdere le elezioni. Di chi nottetempo ha deviato lo svolgimento delle primarie che stavano diventando troppo pericolose. Le primarie avrebbero permesso a qualcuno di avere una voce in capitolo all’interno della coalizione. Meglio pochi ma buoni. Gli elettori, seguendo questo vecchio adagio, li hanno presi alla lettera, meglio pochi ma buoni. Chi non ha seguito l’adagio, è rimasto a casa, non è andato a votare. Non è andato a votare chi non è stato raggiunto dalle suppliche dei candidati, chi può permettersi il lusso, di questo si tratta, di restare fuori dai giochi. Caro Massimo queste non sono state elezioni. Sono state la prova generale per le elezioni regionali di novembre. Ma possono stare tranquilli, a destra, non riusciranno a perderle le elezioni, loro le vincono, noi riusciamo a perderle. Quindi, caro amico mio, dopo trenta anni ti ritrovi in una terra dove vincono tutti, che ci fai ancora a Milano? Tra Pisapia e Moratti faranno il ballottaggio, e vincerà solo uno. Da noi vincono tutti! Torna in Molise, a Campobasso. Illudendoci di avere ancora i nostri diciotto anni, andremo a mangiare la pizza ed a prendere un gelato che mangeremo sul muretto della villa dei cannoni. Unico problema che nel veder passare le ragazzine non le potremo guardare con occhio concupiscente di allora, sono le nostre figlie! Ti saluto, nella speranza di rivederti presto. Franco di Biase
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Post n°179 pubblicato il 19 Maggio 2011 da dibiasef
Il tuo conto corrente ti rende poco e ti costa molto? Parliamone!! Tasso sul conto: 1,5% (netto 1,095) Vers. Iniziale 1.000 € Rilascio carta di credito e bancomat: GRATUITI!! Prelevamenti gratuiti bancomat OVUNQUE!!! Canone Conto Corrente 1€ al mese) I tuoi investimenti languono? Parliamone!! 2,8% (NETTO) minimo 10.000 € |
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Post n°178 pubblicato il 13 Maggio 2011 da dibiasef
Gentile Direttore Leggendo il tuo articolo: “professori e maestrine...”, dove ti sei prodotto in un saggio economico-politico sulle colpe e le pecche delle teste pensanti di sinistra. Non so se di sinistra solo, visto che dall’altra parte, sembra, abbiano delegato l’azione di pensiero ad un’unica “testa”. Non è stato bello leggere che in Italia la disoccupazione giovanile è solo un “punto di vista”. Asserisci che manchino varie categorie di artigiani, lo sappiamo tutti! Ogni giorno combattiamo per cercare un muratore o un idraulico...lo sappiamo. Quindi sarebbe cosa buona e giusta, dirigere i nostri giovani verso lavori di tipo artigianale e/o manuale. Posto che, per quanto mi riguarda, l’unica vergogna che porta un qualsiasi lavoro è data dal mancato pagamento, colpa ascrivibile sicuramente all’imprenditore, non al lavoratore, mi piacerebbe far notare che siamo sicuramente uno dei primi paesi al mondo, ma manchiamo assolutamente, di ricerca. Non avrei niente da obiettare se un giovane decidesse di svolgere un’attività artigianale e/o manuale, l’importante è che riesca a vivere degnamente, ed onestamente. La rabbia che provo nel leggere “pochezza di argomenti”, mi rende pruriginosa la lettura. Un ritorno alle origini, per così dire, porterebbe sicuramente indietro il nostro essere sociale. Poniamo che ritorniamo tutti all’agricoltura: io ne sarei fiero ed orgoglioso, ma impiantare un’azienda agricola al giorno d’oggi, non è come trenta anni fa. Si inizia a fare il conto con le quote, devi avere almeno venti capi di bestiame, diversamente non puoi farcela, sei costretto a prendere in conduzione terreni se non li hai di proprietà, sei costretto a seguire i mercati: devi vendere il grano prima che sui mercati arrivi il grano argentino, devi sapere quando cedere i tuoi vitelli ed a chi cederli, non puoi fare come trenta anni fa…telefonavi al tuo macellaio. Ora devi, in pratica: fare ricerca! Solo attraverso la ricerca puoi far volare, sopravvivere, la tua azienda. In Italia le migliori menti sono costrette ad emigrare, negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in tutti quei paesi che credono, ma la fanno ancora, la ricerca. Quindi sono d’accordo per andare a zappare (io) per uscire dalla crisi, ma non vorrei zappare come si faceva trenta anni e più fa, quando nemmeno si poteva immaginare lontanamente che sullo stesso campo si potevano fare due raccolti l’anno, la ricerca e la sperimentazione lo hanno permesso. Non si inganna nessuno se si dice che l’Italia è in crisi, per uscire da questa crisi bisogna rilanciare i consumi, per rilanciare i consumi abbiamo bisogno di produrre reddito, reddito vero, vero e distribuito, non è sufficiente incrementare solo il reddito di chi ci governa. A questo proposito il caso eclatante del digitale terrestre: in Germania hanno effettuato le aste per l’aggiudicazione delle frequenze del digitale terrestre. Con il ricavato hanno ripianato il deficit sanitario, in Italia le aste non sono nemmeno state programmate, ma tutte le televisioni trasmettono, oramai, sul digitale terrestre. Permettimi di concludere con un pensiero, al mio solito, in dialetto: sapess i’ a chi mannà a zappa!!!!! Con stima Franco di Biase |
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Post n°177 pubblicato il 27 Aprile 2011 da dibiasef
Lo spostamento della fermata dell’autobus cittadino di Campobasso, fermata spostata di pochi metri, suscita discussioni da qualche giorno. Quale interesse può avere lo spostamento di qualche decina di metri una fermata di autobus? Forse nessuno, se...non fosse per il fatto che la questione non sembra molto chiara. La “nuova” fermata, virgolettata in quanto già preesistente, si trova su uno spartitraffico, non come la “vecchia” che poteva contare su una capiente sia pensilina che area rientrante rispetto alla sede stradale, rientranza che dava maggiore sicurezza ai viaggiatori, viaggiatori per la maggior parte anziani. La nuova fermata... poche decine di centimetri, di spartitraffico, non di marciapiede. In un’intervista televisiva si è parlato di un accordo con le ferrovie, considerando la “morfologia” del piazzale della stazione di Campobasso, viene da chiedere: faranno fermare gli autobus allo scalo ferroviario? Altro dubbio: nella stessa intervista (assessore comunale di Campobasso alla mobilità) ho sentito che lo spostamento è stato dettato da motivi di ordine pubblico (?). È stato spiegato che gli autobus in coda, arrivano sino a bloccare l’ingresso del carcere. Ingresso del carcere di Campobasso, che, come tutti sappiamo, è su di una strada ”poco” trafficata. È dinanzi agli occhi di tutti: l’ingresso del carcere di Campobasso è sistematicamente occupato dal traffico, tranne se si tolgono le fermate, ma se si aspettano le ore notturne. Ore durante le quali, fisiologicamente, cala il flusso del traffico. Solo allora l’ingresso del carcere si libera dalla morsa del traffico. Quindi: ragioni di sicurezza hanno disposto il trasferimento della fermata. Ritengo, però, che anche le autovetture parcheggiate a ridosso delle mura del carcere. Autovetture di proprietà…. non è dato saperlo..almeno a me. Comunque sono autovetture che sono parcheggiate dietro delle catene munite di lucchetto. Resta da appurare se su suolo del comune o del Ministero di Grazia e Giustizia giustizia. Ma di chi sia, sia il suolo, è facile ritenere che anche delle autovetture parcheggiate a ridosso delle mura di un carcere, possano facilmente concorrere, alla crescita del pericolo per la casa circondariale. Non sono un dinamitardo, né un terrorista, ma neanche un artificiere, però mi farebbe piacere sapere, da persone “informate sui fatti” che danno potrebbe creare una quantità di esplosivo che si potrebbe imboscare sotto un’autovettura di cilindrata media…. Lo cerco su internet??? Ricapitolando: via gli autobus, ma restano le auto. Andando via gli autobus, certamente, si renderebbe più fluida l’uscita dai garages che dalla casa circondariale sfociano su via Cavour. Ma di chi sono quei garages? Quali auto, anzi le auto di chi custodiscono? Non per polemica, ma per curiosità e per trasparenza amministrativa. Ancora: proprio di fronte al carcere sono aumentati i posti auto destinati all’autorità giudiziaria. Siamo sicuri che le auto parcheggiate siano SOLO dell’autorità giudiziaria? Il parcheggio del Tribunale è su suolo del comune o del tribunale? Se su suolo del comune, ovviamente, la tassa di occupazione è versata? A quale titolo il parcheggio del Tribunale, se su suolo del Comune, è occupato? Viviamo e paghiamo le tasse in una città che si vede tagliare i chilometri in concessione dalla regione, e per “porre rimedio” con una tempestività unica raddoppia il costo dei parcheggi, traendone un vantaggio a livello di traffico e posti disponibili che forse capiremo solo quando sarà rivelato qualche segreto di Fatima. Morale: i passeggeri degli autobus urbani sono destinati a raccomandarsi l’anima al Cielo su una lingua di asfalto dinanzi alla stazione. La regione taglia i chilometri per le corse degli autobus urbani a Campobasso (città) e l’amministrazione comunale (di Campobasso) raddoppia il costo dei parcheggi a pagamento, mantenendo, però, inalterata la disperazione degli automobilisti che cercano un parcheggio. Ah, ma il parcheggio di Via Manzoni...panacea di tutti i mali del traffico cittadino, ci arrivi, ma…solo se sai di PRECISO dove si trova. I cartelli? Costano troppo e poi si scoloriscono, come i rallentatori che prima servivano per far rallentare le macchine e far attraversare i pedoni, adesso sono delle vere e proprie trappole visto che scoloriti come sono, si confondono con il fondo stradale. Per chiudere un desiderio: mi piacerebbe sapere chi, e come, ha concepito il rallentatore del traffico in via Kennedy. Potrebbe essere annoverato in una delle sette meraviglie del mondo, diventerebbero otto, però…voglio capire: a cosa serve un rallentare per l’attraversamento pedonale, che finisce contro un muro e dall’altra parte della strada non c’è marciapiede? Vado a parcheggiare, poi prendo l’autobus. Franco di Biase |
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Post n°176 pubblicato il 05 Aprile 2011 da dibiasef
Francesco di Biase Promotore Finanziario Sanpaolo Invest Tel. Ufficio: 0874 96641 Cell: 333 7507393 email: francesco.dibiase@spinvest.com oppure: dibiasefranco@yahoo.it Possibile sottoscrivere, tramite Sanpaolo Invest il seguente titolo TASSO FISSO E CAPITALE GARANTITO: - Tasso: 3,20% lordo, netto: 2,80% - Cedola: annuale - Scadenza 04/05/2013 - Minimo 1.000€ o multipli ESEMPIO - Capitale ………….……………………………………..……100.000 - Cedole (2012 e 2013) 2.800 + 2.800 .………….…5.600 - Totale…………………………………………………………105.600 Marzo 2011 il b.o.t. annuale ha reso: 2,098 (lordo, netto: 1,83%) |
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Post n°175 pubblicato il 24 Febbraio 2011 da dibiasef
Tripoli..bel suol d’amor…. cantavano i legionari italiani nel 1911, quando conquistavano la Libia. L’Italia aveva le sue colonie. Poi lasciamo perdere che gli italiani scavavano in Libia alla ricerca, inutile, dell’acqua. Abbandonarono la Libia convinti che fosse una terra desertica, senza possibilità di sviluppo agricolo. Se avessero scavato mezzo metro di più, avrebbero trovato il petrolio, ma avrebbero lasciato stare anche quello. Sicuri del fatto che con il petrolio non si innaffiano gli orti. La Libia oggi, purtroppo, è martoriata da una (oramai) guerra civile. Il despota Gheddafi ricco da paura, ha soggiogato il popolo libico per 42 anni. Eritrea: conquistata al suono di “faccetta nera”, diventata nel tempo inconsciamente inno di pseudo fascisti del giorno d’oggi, che ignorano il fatto che il vero inno fascista fosse “Giovinezza”... primavera di bellezza…e non faccetta nera, piccola abbissina…andati via gli italiani, fu annessa all’Etiopia, con Hailé Selassié, autoproclamatosi negus. Negli anni 70 antesignano della trasfusione sanguinea…mentre il suo popolo moriva di fame, lui andava a Ginevra a farsi fare il cambio del sangue. Ieri sono andato dal meccanico a far cambiare l’olio alla mia auto fiat…dopo Marchionne ci sto ripensando…Hailé Selassié si faceva cambiare il sangue, bella trovata: sangue nuovo in un corpo vecchio….’nu furmcon….eritrea, successivamente annessa all’Etiopia, in guerra da decenni…. Somalia, corno d’africa: non si è mai capito cosa potessimo trarne dalla Somalia, ma siccome tutta l?africa era stata conquistata, e l’Italia DOVEVA avere il suo impero, finimmo in Somalia. Poco importava, l’importante era avere delle colonie…anche in Somalia c’è una guerra fratricida che va avanti da anni. Albania: l’abbiamo conquistata durante la seconda guerra mondiale. Anche qui ci siamo dovuti accontentare. La Germania aveva conquistato mezza Europa, a noi toccò l’Albania e la campagna di Russia. Negli anni novanta, dopo essersi liberata dal regime comunista, fu teatro di rivolte popolari feroci. Non voglio, non posso, fare lo storico, comunque, mi sembra, che ovunque siamo stati “padroni di casa”, ci siano state rivolte popolari. Rivolte trasformatesi in guerre, guerre che durano anche da anni. Ricapitolando: abbiamo conquistato territori che nessuno voleva, territori che avevano bisogno di essere assistiti, più che conquistati, lasciando in questi territori, solo fame, povertà, disagio sociale, ma arricchimento per i governanti. Ah!!!! Bella cosa!! La politica coloniale italiana del secolo scorso, non deve essere sfuggita ai nostri governanti di oggi. Anzi, secondo me, l’hanno studiata a fondo, traendone proficui insegnamenti…la storia insegna, insegna sempre lo sappiamo. A livello “romano”, per esempio, si è pensato di usare una seconda dimora. Sembrava troppo allucinante usare palazzo Venezia, si è preferito l’inconscio palazzo Grazioli, anche se esistono ancora oggi i venti centesimi, ma meno male che sono senza effige, avremmo corso il rischio di ritrovarci i ritratti di Ruby o di Noemi…almeno Claretta era maggiorenne. Esistevano allora, nel periodo coloniale, i podestà che governavano la periferia dello Stato-Impero, ed i governatori per le colonie. I podestà li tolsero i bolscevichi che si chiamavano: Claudio, Andrea, Giovanni, Nicola…mica si chiamavamo Yuri o altro…semplici nomi di tutti i giorni…i governatorati, retti da un GOVERNATORE, rimasero nel ricordo degli italiani. Anzi non rimasero, furono incosciamente rimossi. E qui casca l’asino. Siccome inconsciamente rimuovemmo il nome di governatore, tricchete e tacchete….è ritornato nell’uso comune. Adesso i governatori non amministrano più le colonie, ma le regioni. Quelle all’interno dei patrii confini. Le conosciamo tutti: la Lombardia, le Marche, la Sicilia, il Molise…il Molise? Ah, è retto anche il Molise da un governatore, eh già!!!! Il Molise, come tutte le altre regioni italiane è retto da un governatore. Il governatore governa per conto della regione, anche se governa la regione. Con questo fatto, però, che il governatore, prima, governava le colonie, territori destinati allo sfruttamento intensivo in favore dei colonialisti, adesso non è che sia rimasto qualcosa. Non lo so, ma se un consiglio regionale approva un nuovo statuto che aumenta, di fatto, le spese della politica (un milione di euro in più per ogni legislatura…senza incremento istat) mi viene da pensare: le colonie erano quelle del Duce, o sono quelle dell’Italia attuale? Triste è sapere di essere colonizzati da corregionali, soprattutto quando si scopre che chi doveva opporsi non ha nemmeno combattuto. Quindi, per concludere, ci ritroviamo nel 2011 colonizzati, in senso di impoverimento delle risorse, dalle persone che abbiamo eletto con elezioni libere e democratiche, quelle stesse elezioni per le quali morirono i padri fondatori della Repubblica Italiana. Vs colonizzato, colono, ma mai colonizzatore Franco di Biase (dibiasefranco@yahoo.it) |
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