Creato da vivaildivertimento il 12/10/2007

Bah!

Questo blog e' dedicato a tutti coloro che si sentono incompresi, maltrattati, sfigati, tristi, arrabbiati, a chi ama la notte piu' del giorno, a me stesso...

 

 

Vacanze


Da domani sarò finalmente in vacanza nelle mie amate montagne.
Spero di ricevere la carica abituale che mi è mancata in questo ultimo mese e che mi ha portato a questa maledetta sindrome depressiva.
Ho capito le cause di tutto questo: ho bisogno di soddisfazioni ed in questo periodo non le ho avute.
Spero di poter ritrovare il sorriso ed il buon umore che mi è tanto mancato in questo periodo.
Per ritrovare un pò di carica ed energia ho già iniziato una cura ricostituente e spero che questo possa giovarmi.
Come in tutti i brutti periodi non sono affatto mancati episodi sfortunati: problemi finanziari, multe, ed altri fino all'ultimo in cui mi hanno trovato un ascesso ad un dente che dovrò curare in montagna con un lavoro di un'ora e mezza per quattrocentotrenta euro.
Purtroppo ho avuto, cosa più importante, anche notevoli e complicati problemi a lavoro che sono ancora da risolvere e che mi angosciano solo al pensiero di quando tornerò e che, quindi, oltre a minare la mia serenità nell'ultimo mese spero, ma la vedo dura, che non danneggino anche le mie vacanze.
Mi scuso con i pochi che seguivano il mio blog e non sono stato molto presente ma purtroppo ho veramente attraversato un periodo difficile.

Che dire: che Dio me la mandi buona...

 
 
 

Il vuoto


Si: il vuoto.
Purtroppo attualmente la mia vita è praticamente vuota.
Vivo continuamente nella noia più abissale, non riesco a trovare nulla che mi interessi.
Improvvisamente, da un mese all'altro, il mondo sembra essersi completamente appiattito.
Nei miei fine settimana lunghi, vado al mare di malavoglia, gioco a carte (scala quaranta), per trascorrere il tempo e perdo regolarmente.
Secondo me, quando le cose vanno male, in un certo senso, anche le carte te lo dicono.
Le finanze sono ristrette, per cui, mattate non ne posso fare.
Non parliamo poi del lavoro: devo fare quattro vaccate "temporizzate" (per l'esattezza, ricerche in determinati momenti) e mi resta un tempo infinito di cui non so proprio cosa farmene.
Ho esaurito tutte le risorse che potevo utilizzare, mi sono guardato infiniti film perfino riesumando video cassette (un videoregistratore, anche se a mal partito ce l'ho ancora) con partite di basket NBA di quando giocavo ancora (si, non nell'NBA, ovviamente) e che ho rivisto con piacere.
Ma, poi, la fonte si è esaurita.
Ho una valanga di film registrati ma, maledetti loro, se va bene ne trovo uno su dieci che mi soddisfa.
E così vado a letto sempre nervoso.
Maledetta televisione: o film già visti oppure film che girano da un canale all'altro.
Ed anche questo non aiuta affatto.
Pensate che una volta riuscivo perfino a guardare il telegiornale!
Ma adesso anche le notizie sono stupide: se c'è qualcosa di interessante avviene sempre molti giorni dopo e poi ancora giorni dopo.
Solo forse una cosa potrebbe tirare su di morale ma ci vorrebbero parecchi soldi.
Qualcuno ha detto che dovrei andare dalla psicologo.
Mah!
Per raccontare forse che ci sono delle cose che una volta potevo fare perchè ero molto più giovane ed ora non più?
Mi direbbe che potrei farle lo stesso ma io ho, purtroppo, una mentalità competitiva, ogni cosa la farei sempre al limite (stressandomi) e non accetterei il mio declino, e, purtroppo, non l'accetto, in tutti i sensi.
Forse per questo dovrei andarci?
Mah, chissà, può darsi.
E' una vita che cerco una passione da quando ho smesso di fare sport, l'avevo trovata. la musica da discoteca, e mi hanno castrato pure quella.
Potrei riprendermela per me stesso.
A prescindere che sarebbe un'attività quantomeno faticosa, ma per cosa, per ridirmi di nuovo "ma che bravo che sono"?
L'anno scorso c'era un sogno, per fortuna svanito, rimpiazzato e di nuovo svanito, ero carico perchè, miracolosamente, dopo ben tre anni, mi avevano sistemato la schiena e la sciatica che mi tormentava e mi si era aperto un mondo!
Ma adesso sono proprio spento.
La televisione non aiuta, i libri nemmeno, il lavoro non se ne parla (e se fosse così sarebbe anche deleterio).
Perfino qualche gusto nel cibo è cambiato.
Sono depresso? Non credo: un depresso non s'incazza (quantomeno adesso) ed io quando mi incazzo sto bene, una meraviglia.
Ma poi?
E' tutto stupido, insignificante.
Nemmeno le birre mi tirano su.
E sto fumando come un turco tanto che non sento più nemmeno loro.
Qualcuno ha detto che la vita è sempre degna di essere vissuta.
Si ma quando sei giovane e puoi molto.
Adesso, con i capelli e la barba quasi totalmente bianchi, cosa puoi fare?
Io la mia vita l'ho già vissuta e non mi sembra proprio di averla davanti ma proprio tutta indietro.
E' stata bella, convulsa, caotica, ma bella ed interessante ed ho imparato tante cose avendo frequentato più ambienti diversi.
Ma ora, che si fa?
Ed il brutto è che, per il solitari come me, è proprio in questi momenti difficili che viene fuori la solitudine che, normalmente, non senti mai.
Mi hanno dato un energizzante.
Grazie, ora sto meglio fisicamente ma, a parte il fatto che se volessi energizzarmi adesso mi basterebbero un paio di caffè, tutta 'sta energia a che pro?
A farmi innervosire?
Proprio uno schifo.
Tutto vuoto.

Non so proprio che pesci pigliare...

 
 
 

Il riposo della predatrice


♥ my little sister (notare la zampetta sotto la testa)......

 
 
 

Perdere il sorriso


Da un pò di tempo a questa parte ho perso il sorriso.
La causa è stata l'alcool, tanto per cambiare.
Non sono un alcolista o alcolizzato, che sia ben chiaro!
Una volta la mia vita si concludeva sempre, alla sera, dopo magari una giornata molta complicata, con un pò di birra che mi ritemprava.
La birra mi piace un sacco ma era anche l'ambiente, solitamente un bel pub, che rilassava la mia mente dopo, magari, una giornata turbolenta.
Questo, purtroppo, mi è anche costato tantissimo visto che mi hanno ritirato la patente ben tre volte (il massimo, dopodichè dovrei rifarla) in quanto la città dove vivo non mi piace mentre i pub che preferivo erano anche solo a pochi chilometri da casa mia ed, evidentemente, sono stato sempre tratto in inganno dal calcolo dell'alcolemia (esiste una formula matematica per calcolarla) che, evidentemente, non è del tutto esatta.
Per rinnovare la mia patente ho fatto un periodo di tre mesi di astinenza totale per portare degli esami del sangue perfetti richiesti dalla commissione medica incaricata a questo scopo.
E' stato un periodo piuttosto duro ma ce l'ho fatta ed, ovviamente, subito dopo ho festeggiato.
Ero felice ma anche piuttosto arrabbiato.
Così ho continuato fino a ieri l'altro.
Purtroppo, l'alcool non è compatibile con i farmaci che devo prendere per i miei problemi di ansia, così quando mi sono accorto di un malessere persistente, ansia, mancanza di interessi e la perdita del mio sorriso e del mio buon umore, prima che succedessero cose ben più gravi, sono corso dal medico che mi ha in cura che mi ha prescritto un energetico/depuratore.
Ora, molto probabilmente, starò meglio ma sicuramente ci sarà un altro periodo molto duro e non so se, nonostante tutto, recupererò il mio sorriso.
Questo proprio perchè le mie birre hanno sempre rappresentato il mio mondo e senza di loro non vedo gran belle prospettive.
Coloro che leggeranno questo post (pochi, come al solito) naturalmente penseranno che, in fin dei conti, rinunciare alle birre non sarà una cosa difficile.
Ma non è così.
Oltre al fatto che mi vergogno profondamente di dover prendere farmaci per questa maledetta ansia che prima dei trent'anni non avevo affatto oltre al fatto che non capisco perchè altre perone possono bere senza problemi mentre io no, le birre, oltre che piacermi un sacco, come già scritto, fanno parte del mio mondo e non so proprio come farei senza.
Già di per sè non conduco una vita che mi piaccia, almeno quello rappresentava il mio piccolo premio alle mie giornatacce su questo mondo.
Se dovessi rinunciare anche a quello sicuramente perderei il mio sorriso definitivamente.
Mi sento fisicamente bene oggi, ma il mio morale è decisamente a terra.
 
Mi auguro di potermi costruire delle "finestre" limitate nel tempo in cui poter ribere le mie birre perchè altrimenti la vedo veramente dura...

 
 
 

Dennis Rodman


Dennis è cresciuto nei ghetti di Dallas e la sua famiglia e' composta dalla madre e due Sorelle. 
Il padre scappò nelle isole Filippine ed aprì un ristorante quando lui aveva solamente tre anni, pertanto crebbe in una famiglia tutta al femminile. 
Sua mamma Shirley, per mantenere i figl,i svolgeva due lavori.
Le sorelle, Kime e Debra, divennero presto delle buonissime giocatrici di Basket.
Sopratutto la seconda che vinse anche un campionato NCAA a Louisiana Tach, mentre la prima non vinse mai un titolo ma comunque venne inserita nel All American Team.

Anche a Dennis piaceva molto lo sport e quando era alla South Oak Cliff High School cercò di entrare nella squadre di football ma venne tagliato fuori perchè era troppo esile.
Anche per il basket non andava bene: era troppo piccolo ed infatti, sul playground, le sorelle lo battevano sempre.
Aveva 19 anni quando il suo corpo esplose ed oltre a ritrovarsi muscoli da ogni parte divenne alto 203 cm. Quindi decise di andare a frequentare un college dove avrebbe potuto finalmente dedicarsi ad uno sport. 
Andò al Cooke Country Junior College e dopo 14 partite gli passò completamente la voglia di studiare e cosi abbandonò tutto.
Comunque era riuscito a mettersi in mostra ed infatti già allora le sue prestazioni difensive ed a rimbalzo non erano passate inosservate a Jack Hadden il coach di Southeastern Oklahoma State.

Dennis viveva per le strade, cambiava lavoro quasi ogni settimana e dormiva dove trovava.
Hadden quando seppe che aveva lasciato il suo vecchio College decise di andare a cercarlo.
Prima d'incontrarlo ci mese quasi un mese visto che Rodman non aveva dimora.
Quando si incontrarono lui aveva 22 anni e capì che la proposta del Coach di Oklahoma State era la sua ultima occasione per sfuggire ad una vita di stenti e miseria.
Nel suo primo anno di College, va ricordato che non era un college di prima divisione quindi giocava tornei poco competitivi e sponsorizzati, viaggiò ad una media di 26 punti e 13.1 rimbalzi.
Nei due anni successivi vinse sempre la classifica come miglior rimbalzista: il secondo anno ne prendeva 15.9 mentre il terzo 17.9.

Arrivò il 1986 e Rodman fu scelto dai Detroit Pistons della NBA.
Già nel suo primo anno tutti si accorsero di che tipo di giocatore era: dopo l'eliminazione dei Pistons dai playoffs per mano dei Boston Celtics, in un'intervista del dopo gara Dennis disse: "Larry Bird - mitico giocatore NBA dei Celtics - non è poi quel fenomeno che tutti pensano e raccontano: è soltanto un buon giocatore sopravvalutato per il fatto che di pelle è bianco".
Sui giornali scoppiò una vera e proprio polemica e lui venne considerato una stupida matricola razzista ma quando videro la moglie di pelle bianca e tantissimi suoi amici bianchi, capirono che li aveva solamente presi in giro.

Divenne un membro dei Bad Boys (così venivano chiamati i giocatori di Detroit che vinsero il titolo nel 1989 e nel 1990 visto il loro modo di giocare non sempre pulito e corretto). 
Alla fine del 1990, l'allenatore Chuck Daly lasciò la squadra.
Quando Dennis venne a sapere questa notizia andò fuori di testa in quanto Chuck era stato come un padre con lui.
All'inizio della sua sesta stagione, nel 1991, confidò alla stampa che vincere i due titoli non era servito a niente e da quel momento in poi avrebbe provato ad essere diverso. Da allora iniziò a tingersi i capelli ed a comportarsi in modo stravagante. 
Restò con i Pistons fino al 1993 e poi fu mandato a San Antonio Spurs.

Negli Spurs restò solamente due anni.
Qui vinse la classifica di miglior rimbalzista ma non bastò perchè veniva considerato un elemento disgregante per la squadra: saltava allenamenti, non andava in palestra, arrivava in ritardo alle partite oppure non si presentava nemmeno. Tutto ciò succedeva perchè non aveva nessuno a tenergli testa: nei Pistons aveva i membri della sua squadra molto più anziani di lui che lo tenevano buono, mentre negli Spurs ne l'allenatore ne i giocatori sapevano metterlo in riga.
Così San Antonio, appena ebbe la possibilità, lo mando via.

Nel 1994 e 1995 i Chicago Bulls vennero eliminati dai playoffs soprattutto per un motivo: la mancanza di un buon rimbalzista. 
Così, nell'estate fra il 1995-96 Michael Jordan, allora appena tornato nei Chicago Bulls, disse alla direzione di procuragli il miglior mangia-rimbalzi di tutta la lega e così Dennis Rodman sbarco' a Chicago.
Qui venne subito messo in riga, per quanto possibile (nei tre anni ai Bulls fu il giocatore che prese più falli tecnici), dall'allenatore Phil Jackson, seguace della filosofia Zen, e da Michael Jordan che di leadership ne aveva da vendere.
Così riuscirono a mettere in risalto le sue migliori caratteristiche.

Nel 1996-97-98 vinse tre titoli con i Chicago Bulls ed il titolo di miglior rimbalzista ma, ovviamente, di cose stravaganti ne fece parecchie.
Per citarne alcune: il modo in cui si tingeva i capelli, la storia che si presume abbia avuto con Madonna, un matrimonio durato due giorni e poi sciolto perchè quando lo celebro' era ubriaco, le discussioni con gli arbitri, il modo in cui faceva arrabbiare gli avversari (Brickowski nelle finali del 1996 prese due falli tecnici di fila perchè non riuscì a smettere di litigare con Dennis), i suoi tatuaggi (aumentavano di anno in anno) e per finire a Utah. nel 1998, quando Dennis prima della Gara 6 decisiva, (la serie era 3 a 2 per i Bulls) decise di andare a fare una puntatina a Las Vegas, visto che a Sant Lake City si annoiava troppo ed altre.

Passati tre anni nella "città del vento", andò ai Los Angeles Lakers 1998-99.
Qui non ci fu nessuno a tenerlo a bada e così saltò praticamente tutti gli allenamenti giocando, purtroppo, anche male.
Dopo 23 partite fu cacciato via.
Nel 1999-2000 gioco 12 gare a Dallas  e poi si stufò e decise di andare a fare del cinema e di dedicarsi ad altre attività.

Questi i sui record: ha vinto 5 titoli NBA (1989-1990-96-97-98), nel 1989-90 e 1990-91 e' stato votato miglior difensore della NBA, è stato inserito nel All NBA Team nel 1991-92 e nel 1994-95, è stato inserito nel All Defensive Team dal 1988-89 al 1995-96 ed ha vinto la classifica di miglior rimbalzista dal 1991-92 al 1997-98.
In tutta la sua Carriera ha raccolto 11.594 rimbalzi ed ha partecipato due volte al All Star Game nel 1990 e nel 1992.
 
Genio e sregolatezza classico...

 
 
 

Fuori!


Dopo un batti e ribatti, la squadra di pallacanestro, sponsorizzata dalla mia squallida azienda. è stata sconfitta nelle ultime due decisive partite (l'ultima di ben venti punti!) ed ha perso la serie dei playoff per 3 a 2, quindi è stata ELIMINATA!
E vai!
Sono capace anch'io a fare marketing buttando i soldi fuori dalla finestra!
Bravi: continuate così!
 
Che goduria...

 
 
 

Amore...

Post n°955 pubblicato il 27 Maggio 2015 da vivaildivertimento
 






my little sister...

 
 
 

Dio esiste!


I morti di fame della mia azienda, siccome non hanno soldi, sono lo sponsor principale di una squadra di pallacanestro di serie A.
Adesso stanno facendo la prima fase dei playoff.
Ieri, questa squadra, nonostante un vantaggio di ben 23(!) punti in trasferta(!), ha perso 78 a 76.
 
Dio esiste...

 
 
 

Puttane


Una ragazza della Repubblica Ceca fa la lap dancer (spogllarellista, per intenderci) da almeno sette anni.
Con i soldi guadagnati si è costruita una casa nel suo Paese.
Se le domandi, con le più innocenti intenzioni, di uscire con lei, giusto solo per mangiare o bere qualcosa insieme e chiacchierare un pò, ti risponde di si.
Ci si mette d'accordo sul giorno ma al momento di farlo, ammesso che ti risponda al telefono(!), ti tira fuori le scuse più incredibili e non se fa più niente.
E sono tutte così.
 
Se non sono puttane queste...

 
 
 

Ladri di merda!

Si, si: proprio ladri di merda!
Chi? Perchè?
Nonostante non sembri affatto, io sarei laureato.
Ma nonostante ciò, nella mia azienda di merda, non occupo la posizione che spetterebbe di diritto ad uno  qualsiasi del mio stesso livello d'istruzione.
Ho fatto un gioco: ho calcolato, in MOLTO difetto, ciò che mi spetterebbe nell'inquadramento che mi competerebbe e, da quello, ciò che mi dovrebbero 'sti morti di fame.
Il numero che è saltato fuori è il seguente: 9.514,34 euro NETTI!
E, ripeto, calcolato per ESTREMO DIFETTO!
 
Poi, se sono incazzato a morte con 'sti pezzenti, adesso capite anche il perchè...

 
 
 

Li ho purgati ancora, li ho purgati ancora!


Si: li ho purgati ancora!
Commissione medica di merda!
Rinnovo patente fino all'11 Novembre 2016: un anno e mezzo!
Siete tutti solo dei poveri stronzi!

E stasera, in vostro onore, sbevazzata colossale...

 
 
 

Io

Tranquilli, non emozionatevi troppo: quello sulla foto non sono io.
Se proprio ci tenete tanto, trovate la mia faccia da c... nel mio album delle fotografie.
Di natura, sono un buono, ma questa è una cosa banale: tutti nascono buoni, più o meno; rarissime sono le persone che nascono cattive.
Come tutti, nel corso degli anni, sono evoluto, cambiato.
Quindi, in fondo in fondo, resto un buono ma attenzione: è più cattiva una persona cattiva oppure un buono incazzato?
E di questo, la gente deve accuratamente tenerne conto.
Il temperamento di ognuno di noi è l'impasto tra il temperamento del proprio padre e della propria madre, ovviamente.
Qual'è il mio?
E' un bel casino: sono un tipo maledetto.
Mio padre è una persona intelligente, magari un pò lento nella comprensione delle cose ma intelligente.
Data la notevole esperienza (settantadue anni) è anche scafato, scaltro, furbo, soprattutto, ovviamente, nelle cose che conosce, come ad esempio, trattare con venditori ecc..
E' estremamente abitudinario ma dotato di una buona cultura.
Molto probabilmente, non avendo un'intelligenza rapida nell'apprendimento, è assai riflessivo, rarissimamente impulsivo e solo esclusivamente a livello emotivo, specialmente, ovviamente, se già il suo stato d'animo incoraggia ciò.
E' un introverso ed un grande solitario, a livello di asocialità.
La sua caratteristica più grande è la testardaggine: mai visto o trovato qualcuno non dico più ostinato ma almeno allo stesso livello.
Si potrebbe azzardare che sia testardo a livello patologico.
Onesto, anche troppo, come pochi, è un tipo severo ma tranquillo, molto tranquillo e gli piace da morire la tranquillità tanto da apparire pigro.
Con tutti i suoi familiari è generosissimo, forse anche troppo.
E' un buono, ha un cuore d'oro ma devo dire che lo nasconde accuratamente bene ed è molto sicuro di se ma, probabilmente, troppo: il suo evitare sempre di mettersi in discussione od in gioco, evidentemente nasconde la paura di veder compromesso tutto ciò che si sente e crede di essere.
Mia madre (settant'anni portati da Dio), invece, è assolutamente estroversa, addirittura troppo: parla ed agisce praticamente senza pensare o solo dopo aver pensato troppo poco.
Ma è estremamente intelligente e rapida quanto basta nell'apprendere.
Se mio padre è un solitario a livello asociale, mia madre, al contrario, ama, anzi, non può farne a meno, di circondarsi di gente.
E' una gran chiaccherona, di ottima compagnia e molto spiritosa, tanto che, addirittura, la cercano.
Ha un gran numero di conoscenze/amiche e chi non conosce, non fa assolutamente fatica a conoscerlo subito ed, eventualmente, ad inglobarlo nel sue compagnie.
Purtroppo è ancora un pò insicura, nulla a confronto a quando era giovane (l'esperienza le ha giovato molto), estremamente apprensiva, anche se non lo fa affatto vedere quando le cose sono veramente serie ed estremamente sensibile.
Anche lei onestissima, anche se vorrebbe contestare molte cose, ma ritiene di farlo nel loro "contesto" cioè facendo ciò che le impongono per poi, eventualmente dopo, protestare.
Molto generosa, direi anche troppo, con molti, figuriamoci con i familiari!
E', però, molto severa, anche con se stessa, ma testarda quanto basta: quando è troppo sa fermarsi.
Sono epici gli "scontri" tra mio padre e mia madre in cui uno dà sempre del testardo all'altro!
Ed il bello è che, spesso, si conclude con un nulla di fatto!
Poi, magari, dato il carattere riflessivo di mio padre (sembra che le cose debbano prima passare un periodo di "quarantena" prima di essere prese in considerazione!), lui le viene incontro ed allora le cose, in qualche modo, evolvono.
Estremamente irrequieta, non riesce assolutamente a stare con le mani in mano per cui si riempie d'impegni ed attività fino allo sfinimento.
D'altra parte, con l'azione, abbassa il suo livello naturale di ansia che è una cosa assolutamente da "record", e come tutte le persone ansiose, se non ha problemi, in qualche modo, li trova.
Se avete letto attentamente e non vi siete addormentati nel frattempo, sono due persone un bel pò diverse (gli opposti si attraggono?).
Ma cosa poteva venire fuori da un'accozzaglia del genere se non un bel casino?
Non dovrei essere io a descrivermi: dovrebbero essere altre persone a farlo dal di fuori.
Ma non c'è assolutamente nessuno che mi conosca sufficientemente bene da descrivermi, perciò vi dirò cose sentite un pò qua ed un pò là e quello che sento dentro.
Hanno detto di me che sono una testa calda ed un pò è vero.
Se hanno detto questo, però, vuol anche dire che nel momento in cui qualcuno non si è aspettato alcun tipo di obiezioni, con me, invece, le ha trovate.
Quello che non hanno capito queste persone è che se hanno trovato contrarietà da me, non è perchè mi diverto sempre (beh, solo qualche volta) a rompere le palle a prescindere da tutto ma perchè ho trovato qualcosa, ma probabilmente ben più di qualcosa, che non mi ha affatto convinto.
Bastava spiegarsi un pò meglio, magari più dettagliatamente, perchè non sono (ancora) uno stupido, anche, al limite, dicendomi (ma SOLO in caso di gerarchie, sia ben chiaro) "fai così perchè te lo dico io e basta!" (traduzione: "è un ordine!").
In realtà, chi c'ha azzeccato di più, è stato un tipo (molto intelligente) che ha detto che sono una persona da saper prendere.
E' una cosa che vuol dire tutto e, soprattutto, niente.
In realtà, significa che bisogna effettivamente conoscermi almeno un pò per interagire efficacemente con me.
E questo, devo riconoscerlo, è molto più difficile di quello che uno potrebbe pensare perchè non sono affatto una persona che si concede con facilità: tutt'altro.
E questo non perchè non mi fidi o abbia paura ma perchè, sostanzialmente, non me ne frega proprio niente di farmi conoscere.
Se questa è la definizione di stronzo, ebbene si: sono uno stronzo.
Sapete qual'è il bello? E' che, se è così, per l'appunto, non me ne frega proprio un bel niente!
Sono nato timido e pieno di incertezze, con un vago, ma assai scomodo, complesso d'inferiorità.
Man mano che sono cresciuto, in tutti i sensi, ampliando tutti i miei orizzonti e facendo mie sempre più informazioni ed esperienze, il rapporto ed il confronto con gli altri è gradualmente cambiato.
Passo dopo passo, non mi sono più sentito inferiore: la consapevolezza su me stesso è aumentata superando anche il livello di parità con gli altri.
A questo punto la stragrande maggioranza delle persone, hanno perso valore per me e , dunque, il loro giudizio su di me non mi ha più minimamente interessato.
Il mio atteggiamento verso di loro è, quindi, cambiato diventando, quando va bene, semplice sopportazione, fastidio o, quando va male, aggressività.
Per inciso, va male quando sono arrabbiato, anche se non con colui che ho di fronte.
Forse chi c'ha preso di più è stato colui che mi ha definito "umorale".
Ma se, diciamo così, ho la luna storta non è semplicemente perchè quel giorno va così: c'è sempre uno o più  motivi scatenanti ben precisi.
E tutto questo, inevitabilmente, inficia nelle mie prestazioni, ma è una cosa normale: riuscire ad ignorare completamente le proprie problematiche mentre si è occupati in altro è una cosa estremamente difficile, non solo per me.
Qualcuno ha detto di me che sono intelligente e, d'altra parte, se prendiamo il mio  rendimento scolastico durante la mia lunga carriera di studente (per inciso, anche ben dieci anni come studente lavoratore) come semplice parametro, non si può obiettare molto: sempre, come minimo, il 93% dell'obiettivo massimo (fate pure i calcoli se volete).
Ma non sono così stupido, come, invece, sono molti, ad equiparare intelligenza con rendimento scolastico: è sufficiente avere una buona memoria per prendere buoni voti.
Più che altro, se lavoro sempre qui, davanti al computer, evidentemente, se mi pagano, seppur poco, qualcuno pensa che ne sia all'altezza.
Principalmente, il lavoro con il computer implica, quantomeno, un adeguata capacità di analisi, necessaria prima di procedere, altrimenti si è solo degli "smanettoni" e, ammesso che si raggiunga l'obiettivo cercato, si perde un sacco di tempo; ed il tempo è denaro...
Quindi, evidentemente, ho almeno una qual certa capacità di analisi.
Essere analitici implica essere anche riflessivi, almeno in quei momenti, ed io lo sono.
Aggiungo io, molto riflessivo.
Sempre riguardo l'intelligenza, sono intelligenti (non l'ho detto io) le persone dotate di senso dell'umorismo, ironia ed, a volte, in base alla situazione, sarcasmo.
Questo semplicemente perchè, aver il senso dell'umorismo, implica riuscire a vedere le contraddizioni e renderle più piacevoli ed accettabili e riuscire a vederle significa essere in grado di notare non un lato solo di una cosa ma almeno due, cosa non da tutti.
E se qualche volta, alle mie osservazioni, qualcuno semplicemente sorride, evidentemente vuol dire che almeno un pò di senso dell'umorismo ce l'ho.
Essere in grado di notare le contraddizioni significa essere anche, come minimo, degli osservatori e quindi lo sono.
Probabilmente, acuto anche, ma questo lo posso dire solo io perchè so di aver, come si dice, rubato con l'occhio molte cose, anche decisamente piccole, quelle che fanno anche differenza.
Non so se ho un'intelligenza vivace e/o più rapida del normale ma so che, una volta imparata una cosa, e forse, in questo, ci metto un pò più degli altri, sono molto veloce nel ripeterla e questa velocità aumenta estremamente con l'aumentare delle sue ripetizioni fino al culmine, in cui, diventa automatica e spaventosamente (sissignori, alle volte mi sono spaventato pure io) rapida.
Un mio amico, molto acuto, ha detto di me che ho momenti di estroversione e di introversione.
E qui torna in ballo l'accozzaglia, ed il casino sopracitato, da cui provengo.
E, d'altra parte, cosa mai poteva essere, altrimenti!
Come già scritto, nato timido, insicuro ecc. non potevo non essere, di natura, introverso.
Poi, nel corso del tempo, mi sono aperto di più verso gli altri e sono diventato più estroverso.
Ora come ora, addirittura, alle volte, decisamente sfacciato e, per fortuna degli altri, raramente ma aggressivo.
Ma, personalmente, mi ritengo più introverso che estroverso: come già scritto non è nei miei interessi ne farmi conoscermi ne concedermi agli altri.
La cosa buona dell'acquisizione di una maggiore consapevolezza di me stesso, è che se voglio conoscere qualcuno non ho particolari difficoltà a farlo.
Un altro mio amico mi soprannominò "il limite" perchè, secondo lui, ero sempre al limite delle mie possibilità.
Ed in effetti ci ha azzeccato.
Come aspetto positivo, essere sempre al limite comporta necessariamente migliorarsi continuamente per poter gestire l'alto livello richiesto da questa circostanza.
L'aspetto negativo sta proprio nel fatto che il miglioramento indotto per essere all'altezza del limite precedente, implica implicitamente il fatto che tale "bandierina" viene nuovamente spostata in avanti.
Così ci si trova in una corsa continua sempre verso nuovi limiti in una durissima competizione con se stessi che, comunque, ti logora e ti destina, prima o poi, a cedere e perdere proprio questa gara: non si può battere se stessi; si vincono una e più battaglie ma la guerra è destinata inevitabilmente, prima o poi, ad essere persa.
E questo è ciò che la gente ha detto di me.
Se non siete svenuti nel frattempo o, più semplicemente, non avete smesso di leggere tutto questo (avreste, comunque, tutta la mia comprensione), adesso arriva il bello: ciò che credo di essere e sento dentro.
Beh, un pò di cose, per vostra fortuna, ve le ho già scritte e dunque, su certi temi non mi dilungo ancora.
Non mi ritengo particolarmente furbo, anzi: credo che, almeno su certe cose, ne ho ancora cose da imparare.
Ma tendo molto a sperimentare e questo non può far altro che aumentare le mie conoscenze ed esperienze (si impara anche così).
Purtroppo, qualche volta, durante i miei "esperimenti", ho fatto il passo più lungo della gamba ed ho dovuto correre rapidamente ai ripari ma li ritengo, comunque, incidenti di percorso e basta: questi episodi non hanno mai fermato la mia voglia di sperimentare.
Cerco di essere abitudinario nelle cose noiose che sono costretto a fare (tipo il lavoro) ma non lo sono nelle cose nuove che mi capitano sotto mano.
Credo di essere dotato di un'ottima cultura che deriva, principalmente, nell'aver frequentato molti ambienti assai diversi tra loro e che, quindi, necessitavano, per esserci, di specifiche conoscenze od informazioni.
Non sono particolarmente curioso: penso di essere nelle norma, in questo e cerco di affrontare le cose nuove gradatamente una alla volta.
Non mi ritengo assolutamente un creativo, cioè uno che riesce a creare qualcosa dal nulla, anzi: odio gli artisti perchè sono sempre senza un soldo e se non trovano uno "sponsor" sono sempre lì ad arrampicarsi sugli specchi.
Ma credo che la mia caratteristica migliore sia essere ingegnoso cioè colui che prende una o più cose già esistenti e le migliora, le perfeziona.
Difatti, tendenzialmente, sarei un perfezionista che forse, per fortuna, nel corso del tempo si è dato una regolata per non esagerare in questo (la perfezione, ammesso esista, è durissima da raggiungere!).
Forse sono un pò asociale ma non me ne importa nulla.
Non sono generoso con gli altri, per niente: mi sento molto egoista e tutte le cose che faccio le faccio esclusivamente per me.
Tendenzialmente testardo ed assai determinato, nel corso del tempo ho necessariamente limato queste caratteristiche: adesso credo fermamente che le cose o arrivano da sole o non arrivano.
Sono nato impulsivo, emotivo, pigro e molto sensibile, tutte caratteristiche che per necessità ho dovuto limare anche queste costruendomi pazienza, sforzandomi (anche troppo) a fare le cose, una corazza per limitare la sensibilità verso l'esterno ed un minimo di capacità di gestire quella interna.
Non mi ritengo particolarmente sicuro di me ma conosco le mie qualità.
Molto severo con me stesso ma anche con gli altri, sono assolutamente vendicativo ed incapace di perdonare.
Non mi ritengo onesto al 100%, anzi: le regole e le leggi le devo interiorizzare profondamente se si vuole che le rispetti.
Amo la libertà e quei pochi soldi che ho, sapendo benissimo, per esperienza vissuta, che non fanno la felicità (almeno per me) mi servono per comprarmela.
Per esempio, io, quando guido, non osservo i limiti di velocità: vado alla velocità che sento di poter mantenere e controllare sulla strada che percorro.
Se questo, od altro, mi costa una multa, la cosa non mi tocca particolarmente: la ritengo il prezzo della libertà.
Nato molto apprensivo, ho cercato di diminuire il suo livello e l'aumento della consapevolezza in me stesso mi ha aiutato molto anche se non sono un tipo tranquillo, purtroppo.
Amo follemente divertirmi e vivo in funzione di ciò e quindi, in questo, tendo all'eccesso.
Sono arrivato a questo punto della vita in cui mi sento sufficientemente soddisfatto: non mi pento di niente di ciò che ho fatto perchè qualsiasi cosa che è stato compiuto è sempre stato il risultato di ciò che le circostanze imponevano, comprese le cazzate.
Considero la mia vita completa e dunque terminabile anche così: di quello che resterebbe non mi interessa assolutamente niente.
Non ho nessuna paura di morire, anzi, non mi interessa affatto: va bene anche così.

Ragazzi: che post eterno, vero?
Pensate che mi sono stancato e stufato pure io nel farlo (ci ho messo tre - 3! - giorni per scriverlo), figuriamoci chi lo leggerà!
Sicuramente vi sarete posti la domanda sul perchè ho fatto questo post.
Per farmi capire? Per farvi sapere come sono fatto? Per sapere come interagire con me?
No, assolutamente no: non mi interessa affatto tutto questo, soprattutto cosa pensavate, pensate o penserete di me.
Semplicemente, avevo del tempo libero da riempire.
 
Baci...

 
 
 

Colleghi di merda!

Post n°948 pubblicato il 04 Maggio 2015 da vivaildivertimento
 


Eh, si, proprio così: colleghi di merda!
Mi piacerebbe dire, PER VOI, che mi fate solo pena ma, purtroppo, mi state proprio sui coglioni!
Tutti lì, presi dalle vostre stronzatine di lavori!
Ma andate a cagare! Tanto un aumento non l'avrete mai! Semmai, l'aumento arriverà si, ma di lavoro, coglioni!
Tutti lì, in mostra, a farsi vedere...
Ma non avete una casa? Non avete una vita privata?
Macchè: nullità come voi cosa volete mai avere come vita privata!
Lavoro, mangiare (se capita), dormire e via: lavoro...
Ma di cosa avete paura? Che vi portino via quello striminzito posto di lavoro che avete?
Ma chi volete mai che prendano al posto vostro per fare le schifezze che fate al costo che costate!
Ma fatevi curare...

Ma da uno veramente tanto, ma tanto bravo...

 
 
 

Che Guevara: un guerrafondaio


Conscio di dare per l'ennesima volta perle ai porci, ecco a voi il mio ultimo post.
Seguirà pesante epurazione.
Ernesto Guevara de la Serna, più noto come Che Guevara, el Che (Rosario, 14 giugno 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967), è stato un rivoluzionario, guerrigliero e scrittore argentino. Guevara fu membro del Movimento del 26 di luglio e, dopo il successo della rivoluzione cubana, assunse un ruolo nel nuovo governo, secondo per importanza solo a Fidel Castro.
Dopo il 1965, lasciò Cuba per attuare la Rivoluzione popolare in altri Paesi, prima nell'ex Congo Belga (ora Repubblica Democratica del Congo), poi in Bolivia. L'8 ottobre 1967 venne ferito e catturato da un reparto anti-guerriglia dell'esercito boliviano - assistito da forze speciali statunitensi costituite da agenti speciali della CIA - a La Higuera, nella provincia di Vallegrande (dipartimento di Santa Cruz).
Il giorno successivo venne ucciso e mutilato ai polsi nella scuola del villaggio.
Il suo cadavere - dopo essere stato esposto al pubblico a Vallegrande - fu sepolto in un luogo segreto e ritrovato da una missione di antropologi forensi argentini e cubani, autorizzata dal governo boliviano di Sanchez de Lozada, nel 1997. Da allora i suoi resti si trovano nel Mausoleo di Santa Clara di Cuba. 
 
Riassumendo: lunga vita al Che ma era, fondamentalmente, un guerrafondaio...

 
 
 

Visita medica per il rinnovo patente


Questa mattina, alle ore 11.00, avevo l'appuntamento per la visita medica per il rinnovo della mia maledetta patente.
Coincidenza, alle ore 8.50, mio padre, in quanto cardiopatico, doveva sottoporsi alla commissione medica, anche lui, per l'idoneità al rinnovo della sua patente.
Mia madre è andato con lui.
Purtroppo non è risultato idoneo e così, almeno per il momento, non gli rinnoveranno il permesso per la guida.
Ovviamente, nervosismo totale.
Io avevo in programma di partire da casa alle 10.30 in modo da essere lì circa un quarto d'ora dopo e quindi non aspettare troppo, cosa assai snervante.
Invece mia madre mi piomba in casa nervosissima e mi fa partire alle 10.10 circa.
Risultato: in attesa dalle 10.30 circa.
Beh, direte voi, se sono puntuali, cosa vuoi che sia mezz'ora?
Ma sono stati tutt'altro che puntuali e mi hanno chiamato alle 12.00.
Credevo mi saltassero i nervi da un momento all'altro.
Solita stupida visita di un quarto d'ora e poi via.
Prossimo appuntamento: 11 Maggio con la commissione medica per le solite inutili, ed anche, bisogna dire, umilianti visite per un misero rinnovo di patente che, al massimo, sarà per un altro anno.
E va be', intanto, per me, anche questa è andata.
Per quanto riguarda mio padre, oltre al normale rammarico per il suo mancato rinnovo, si aprono orizzonti inquietanti per me: oltre a dover scarrozzare i miei, con le solite "stai attento di qua", "stai attento di là", "vai più piano", "rallenta", "frena" ecc. ecc., questo implica che dovrò stare attentissimo a non farmi più revocare la patente.
Se fosse per me, quasi quasi, non me fregherebbe niente e forse mi farebbero solo che un piacere visto che mi hanno veramente rotto le palle, senza contare i costi di mantenere un'auto ma, adesso, con il fatto che ora sono l'unico autista di famiglia, la cosa si complica assai.
Non ho parole!
 
A questo punto non mi resta che confidare in un miracolo...

 
 
 

Francesco, ma cosa fai?

Post n°945 pubblicato il 10 Aprile 2015 da vivaildivertimento


Giovedì 2 Aprile 2015, lavanda dei piedi pasquale.
Sua eminenza Papa Francesco cosa fa? Va a celebrare la "Messa in Coena Domini" alla “Casa Circondariale Nuovo Complesso Rebibbia” di Roma.
Perchè? Immagino per dare un messaggio di speranza.
Ma se bisogna (e bisogna!) dare un messaggio di speranza a qualcuno, perchè non andare a recapitarlo a chi veramente non sta bene, non vive bene e si aggrappa disperatamente per sopravvivere (!) negli innumerevoli centri che cercano di assistere i derelitti nel nostro Bel (?) Paese?
Perchè? Perchè andare in un carcere? Perchè i carcerati stanno peggio di chi cerca di tirare la carretta alla meno peggio RIGANDO DRITTO?
Perchè i carcerati sono tutti lì per caso e sono tutti innocenti e/o vittime di qualche ingiustizia?
Eh, si, sarà per proprio per quello, sarà che sono tutti lì per caso, trattati malissimo, denutriti...
E sono lì proprio per caso.
Strano, però: tanti innocenti!
Mah! Forse non sono proprio proprio tutti innocenti. Forse qualcuno, qualcosa che non va,  l'ha fatto.
E l'ha fatto pur credendo in Dio? Strano!
Diciamo, invece, che più di qualcuno ha fatto qualcosa e che se, effettivamente, crede in Dio ed a Gesù Cristo, forse non l'avrebbe fatto!
Certo, si saranno convertiti e, come ha detto il Papa, Dio perdona tutto.
Si, certo, Dio perdona tutto ma la società civile no.
Allora che si deve fare in caso di errori di percorso (?) gravi? Si paga.
Eh, si, perchè "chi sbaglia paga". E non solo quelli che sbagliano gravemente ma anche quelli che sbagliano poco!
Ma poi, stranezza, dodici paia di piedi di cui metà stranieri!
Eh, sarà che gli stranieri, qui in Italia, sbagliano un pò più degli altri, chissà...
Ma qua si aprirebbe un capitolo un pò troppo grosso da trattare qui.
Allora non divaghiamo e torniamo al tema centrale: ma perchè i carcerati e non i VERI POVERI? Perchè?
Sono meno degni della parola di Dio? No, non mi risulta affatto, anzi!
Ma il Papa va dai carcerati che costano alla società almeno (e le stime sono approssimate per difetto) dieci euro a pasto e, diciamo, cinque per l'alloggio che, non sarà comodissimo, ma è pur sempre un tetto, anche riscaldato, sulla testa, cosa che molti altri che continuano a RIGARE DRITTO non hanno.
In totale: venticinque euro al giorno, a persona, al giorno che paghiamo noi, per chi ha sbagliato, pur credendo in Dio.
Diciamo quindi settecentocinquanta (750) euro al mese circa: praticamente, quasi il minimo di sopravvivenza per milioni dei "milleuro" al mese che, proprio in questo Bel (?) Paese, nonostante tutto e RIGANDO DRITTO, se li sudano questi spiccioli!
Beh, forse sono anche queste persone ad aver diritto ad un messaggio di speranza ma, purtroppo, si devono accontentare di un padre qualsiasi che glielo dia.
Non lo so, non saprei, chiedo scusa, forse di queste cose non me ne intendo ma ho la sensazione che magari, ogni tanto, forse il nostro caro Papa Francesco forse farebbe bene a rivolgersi anche a loro, quelli che se li sudano RIGANDO DRITTO quei sporchi quattro spiccioli al mese, magari mantenendo anche una famiglia, vivendo sotto un tetto che non sarà piccolo come in carcere ma nemmeno grande e che, sempre magari, gli costa almeno la metà di quei quattro sporchi spiccioli al mese che si sudano!
 
Non so, caro Francesco ma ho la sensazione che forse la "Messa in Coena Domini" fosse il caso di farla da un'altra parte, che so, proprio forse in uno dei tanti centri di assistenza che ci sono in giro per questo schifo d'Italia!
 
Non so, dimmelo tu...

 
 
 

Esami del sangue perfetti!


L'ultimo Ramadan Alcolico, durato tre mesi, si è concluso con una grande vittoria: esami del sangue perfetti (il lumino pasquale nella foto celebra anche questo)!
Preso un potente depuratore per il fegato (trentasette euri a boccetta, perdiana!) e via alla goduria delle birre.
 
Adesso ho fatto il mio, ora tocca a quegli stronzi della commissione medica.
 
Pronostico? Un anno di rinnovo per la patente (ma che vogliano scherzare? Non vorrete mica che rinuncino alle quote di denaro necessarie a giustificare i loro squallidissimi stipendi!)...

 
 
 

Libro


In una Domenica dell'ormai lontano autunno passato, in una delle mie passeggiate nella mia tristissima città, capitai in una libreria dove adocchiai questo libro.
Non lo comprai subito perchè, avendo già il libro "Mein Kampf", ritenevo di avere materiale sufficiente per approfondire la mia personale ricerca sull'antisemitismo e sull'ascesa al potere del nazismo.
Dopo averci pensato un pò su, poichè la questione "Come diavolo ha fatto un solo individuo a rivoltare completamente un paese in soli sei anni (1933-1939)?" era ancora aperta, la settimana seguente, lo comprai.
Questo libro narra le testimonianze dei diplomatici e giornalisti americani presenti in Germania durante il periodo tra gli anni Venti fino a quando, causa la dichiarazione di guerra degli U.S.A.  nel 1941, furono costretti a rientrare in patria.
E', quindi, una testimonianza preziosa soprattutto per la posizione privilegiata (dall'interno) con cui si è potuto osservare l'evoluzione della Germania in quegli anni fondamentali.
Emergono fatti e circostanze importantissime che, oltre a dare un preciso e dettagliato spaccato della Germania e del suo popolo in quegli anni, possono essere facilmente estrapolati anche a situazioni dei giorni nostri.
La cosa più sorprendente è il fatto che il fisicamente insignificante Adolf Hitler non ha inventato un bel niente ma ha solamente sfruttato il suo smisurato talento come oratore ma, per il resto, non ha fatto altro che essere un grandissimo opportunista che ha sfruttato il già profondo radicato antisemitismo del popolo tedesco (il che, mi sa, che mi spingerà ad andare ancora all'indietro del tempo per capire), il malcontento dovuto all'umiliazione subito dalla Germania per il trattato di Versailles nonchè il grande disagio della popolazione per le personali disastrose condizioni economiche dovute, appunto, ai debiti di guerra della nazione che, ovviamente, peggiorarono a dismisura dopo la grande crisi economica del 1929.
Se si legge questo nell'ottica moderna, si potrebbe sostituire l'antisemitismo con l'ostilità verso gli immigrati, il malcontento della popolazione con l'euro scetticismo mentre il disagio per le precarie condizioni economiche, seppur, ovviamente, in misura molto minore, è già presente: manca soltanto un grande oratore...
Altra cosa interessante è che l'antisemitismo non era solo radicato nei tedeschi e negli austriaci ma anche negli americani stessi(!).
Curiosamente, l'ascesa di Hitler al potere è praticamente iniziata con il suo fallito colpo di stato (Putsh) nel novembre 1923 dove, al comando di altri suoi camerati nazisti, cercò violentemente di rovesciare il governo dell'allora debole Repubblica di Weimar.
Arrestato e condannato a cinque anni di carcere, scontò solamente nove mesi perchè venne scarcerato in quanto considerato innocuo(!).
E' in questi nove mesi di carcere che scrisse il suo libro "Mein Kampf" (La mia battaglia) dove sarebbero esposte le sue teorie ed il suo programma nel caso fosse riuscito a salire al potere.
Una volta uscito, si convinse che l'eventuale conquista del potere sarebbe dovuta avvenire con il consenso del popolo tramite votazione.
Fu così che, gradualmente, sfruttando le circostanze, le sue doti di oratore ma anche con l'aiuto delle milizie naziste delle squadre d'assalto/camicie brune (SA) ancora più violente e feroci, se possibile, delle più famose SS, il suo partito nazista conquistò sempre più tessere e voti fino a raggiungere, nel marzo 1933, la maggioranza relativa del 44%, cosa che gli permise di ottenere il mandato necessario a governare dall'anziano presidente Hindenburg.
Da lì, un'inarrestabile ascesa di potere.
Da notare, tra le tante, la singolare motivazione della creazione dei campi di concentramento, atti a "proteggere" gli ebrei dalle violenze della popolazione tedesca a valle dell'istituzione delle leggi razziali a partire dal 1933.
Da sottolineare la tattica adottata, d'ora in avanti, da Hitler, abbastanza ovvia e banale ma non trascurabile: consolidare prima di tutto le posizioni interne per poi, eventualmente successivamente, ampliare le posizioni verso l'esterno.
Ecco perchè, secondo me, l'attuale organizzazione dell'Isis, è destinata, prima o poi, a fallire (e non sono un ottimista) poichè non ha posizione interne da consolidare (è, praticamente, un'organizzazione "itinerante") e la sua politica di espansione non sta facendo altro che crearsi innumerevoli nemici: prima o poi si troverà accerchiata senza alcuna base su cui poggiare.
Il 29 e 30 Giugno 1934, nella "Notte dei lunghi coltelli", Hitler fece un'epurazione violenta dei rimanenti o possibili avversari politici. comprese le frange più estremiste dei nazional-socialisti stessi e ridimensionando radicalmente, nei poteri e nei campi d'azione, le ormai indisciplinate ed ingovernabili SA decapitandone i capi più esponenti e lo stato maggiore compreso il suo camerata ed amico Rohm, generale delle SA.
Da quel momento cominciò a serpeggiare un qual certo nervosismo non solo nella popolazione ma nei nazisti stessi che d'ora in poi sorrideranno malvolentieri alla domanda "Ah! Sei ancora vivo?".
La morte del presidente Hindenburg il 2 agosto 1934 gli permise di unire i poteri di Cancelliere del Reich e comandante supremo delle forze armate con quelli di presidente, in un'unica figura: il Fuhrer (lui stesso).
E' proprio dalla "Notte dei lunghi coltelli" che qualche tedesco cominciò a sospettare che qualcosa non andava ma ormai era troppo tardi: lo stato maggiore del partito nazista, la Polizia Segreta di Stato (Gestapo) e l'esercito personale di Hitler (SS) ormai controllavano tutta la Germania.
Da lì il riarmo, il ripudio del trattato di Versailles nel 1935, la rioccupazione della Ruhr e della Renania.
Curiosamente, Hitler non avrebbe voluto ospitare le Olimpiadi antecedentemente già programmate per il 1936 ma venne convinto dai suoi consiglieri per utilizzarle come propaganda interna ed esterna al mondo intero.
Nel 1938 l'annessione forzata(?) dell'Austria (Anschluss), i Sudeti con la seguente capitolazione dell'intera Cecoslovacchia in seguito all'occupazione di Praga.
Interessante la strategia adottata ed insegnata nei centri d'addestramento delle forze armate tedesche in cui "una decisione rapida ma corretta è preferibile ad una decisione esatta ma tardiva", strategia che è possibile applicare quasi ovunque.
Ed interessante anche la strategia d'attacco adottata per l'esercito in cui veniva data precedenza all'aeronautica militare (Luftwaffe) con i ricognitori all'avanscoperta delle posizioni nemiche a cui seguivano i terribili bombardieri ed, in seguito, le truppe di terra dell'esercito militare regolare (Wermacht).
Curioso l'alibi per l'invasione della Polonia, accusata di essere provocatrice, la profonda convinzione dei polacchi di poter resistere a lungo e l'affermazione di Hitler di non aver voluto la guerra ma di esserci stato costretto!
Curiosa anche l'osservazione degli americani sul popolo tedesco, capace di essere dolce e tenero se da solo con dei piccioni ma allo stesso tempo terribilmente brutale se in gruppo (gli ultras del calcio moderno non suggerisco niente?).
Ovviamente, come tutte le popolazioni costrette a razionamenti alimentari ed altre ristrettezze per una guerra nonchè per l'evento stesso, anche nei tedeschi cominciò a serpeggiare un qual certo malcontento ma, come già detto, ormai era tutto troppo tardi.
Come birilli, cadono Danimarca, Belgio (entrambi senza reagire), Norvegia ed, infine, la Francia.
Al quel punto, singolari le affermazioni di Hitler di non aver più alcuna motivazione per continuare la guerra e cercando(?) un'armistizio con la Gran Bretagna.
Infine, l'invasione dell'Unione Sovietica (operazione Barbarossa) e la dichiarazione di guerra degli U.S.A.
 
Riassumendo (che post lungo!), un libro con molti spunti interessanti e di riflessione.
 
Per quanto riguarda l'antisemitismo, bisognerà che mi spinga ulteriormente indietro nel tempo...

 
 
 

Fine Ramadan Alcolico


Fine del Ramadan alcolico.
Esami del sangue completati: che Dio me la mandi buona!
 
Stasera birra...

 
 
 

Anestesia totale


Eh, si, proprio anestesia totale.
Anestesia totale di sentimenti ed emozioni: i motori dell'azione.
Mi capita sempre più o meno in questo periodo ma questa volta mi sembra molto diverso, una situazione molto più radicata.
E non aiuta affatto una personale difficoltà economica, frutto di un periodo precedente in cui ho cercato, probabilmente disperatamente, di non entrare in tutto questo, di uscire dall'ennesimo periodo statico.
E neanche le infinite paranoie di mia mamma che castrano qualsiasi cosa ne, tanto meno, il proseguimento del ramadan alcolico, trasgredito leggermente due o tre volte che, per fortuna, finirà verso fine mese (almeno quello!).
Di progetti da concretizzare ce ne sarebbero stati e ce ne sarebbero, così come cose da fare ma si è tutto spento dentro e c'è solo un vuoto interiore.
Ogni tanto, ma solo ogni tanto, c'è uno sprazzo di odio con conseguente lieve rabbia ma poi si spegne anche quello.
Vuoto totale: lanciare un qualunque suono dentro di me lo farebbe solo echeggiare.
Noia predominante, ovviamente.
Penso che, tuttavia, questa anestesia totale abbia anche i suoi pregi: per esempio, nel caso sentimentale, questo fa soffrire enormemente di meno.
Si, certo, le donne mi piacciono ancora, almeno fisicamente (e questo, forse, non aiuta) ma per il resto...
Ma non si soffre, almeno questo è ammortizzato tantissimo.
E ci si trascina, molto stancamente, da una parte all'altra, solo ed esclusivamente se si è costretti a fare qualcosa.
Per il resto è massimo immobilismo ed ogni cosa costa moltissima fatica tanto che è spesso necessario riposare molto per riprendere un minimo di energie.
Niente fa accendere non dico una luce ma nemmeno un flash.
Resta solo il pensare ma anche quello, il più delle volte, provoca solo quel bagliore di odio e spizzico di rabbia, come già detto.
Allora non resta altro che cercare di non fare nemmeno quello e ci si aggrappa ad uno schermo: la televisione.
Ma non è che la cosa migliori di molto perchè nemmeno notizie che dovrebbero provocare non dico un terremoto ma almeno delle reazioni, danno solo fastidio così come molti programmi idioti.
Solo alcuni film salvano il contesto ma anche quelli sono pochi, a contagocce.
Letture? Non scherziamo, per piacere.
Anestesia totale, encefalogramma piatto, impulsi nervosi ed elettrici azzerati.
Un morto che cammina, praticamente, se e quando lo fa.
Tutto immobile, silenzio.
Spero solo che la fine del ramadan alcolico cambi qualcosa: almeno avremo un'arma in più.
 

Anestesia totale...

 
 
 
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