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L'albero di luce

Gli alberi, spesso, se li osservi, hanno sempre qualcosa da insegnarci...

 

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Atterrando

Post n°125 pubblicato il 18 Aprile 2014 da suntree

E poi ritorni…

E quando atterri e scendi le scale, ti guardi intorno noti che tutto è più colorato…

Il verde è più verde, il blu è più blu…

Le nuvole sembrano disegnate, quasi sussurrate e ti strappano un sorriso…

Perfino la notte, percorrendo le strade verso casa, la trovi diversa, più colorata e calda…

Sentirsi a casa, poter stare a casa, nel tuo bel Paese, è davvero un privilegio…

 

Spesso non ce ne rendiamo davvero conto quanto di bello abbiamo qui in Italia…

 
 
 

Antica poesia indiana

Post n°124 pubblicato il 07 Aprile 2014 da suntree

A Dio ho chiesto la forza

e Lui mi ha dato difficoltà per rendermi forte.

Gli ho chiesto la saggezza

e Lui mi ha dato problemi da risolvere.

Gli ho chiesto il coraggio

e Lui mi ha dato pericoli da superare.

Gli ho chiesto l’Amore

e Lui mi ha affidato persone bisognose da aiutare.

Gli ho chiesto favori

e Lui mi ha dato opportunità.

Non ho ricevuto nulla di ciò che volevo

ma tutto quello di cui avevo davvero bisogno.

 

 

 
 
 

L'imbecille

Post n°123 pubblicato il 10 Marzo 2014 da suntree

Io non trovo mai nessuna difficoltà ad ammettere di essermi sbagliato perché sono convinto che l’infallibilità sia un’esclusiva di Dio e degli imbecilli.

Indro Montanelli

 
 
 

Domanda

Post n°122 pubblicato il 16 Settembre 2013 da suntree

Cosa fate quando vi manca il respiro e avreste bisogno di cambiare pelle?

 
 
 

Eccomi

Post n°121 pubblicato il 20 Agosto 2013 da suntree

Mamma mia...

Quanto tempo è passato dalla mia ultima visita qui....sembra ieri eppure le cose e i tempi sono volati...

Ci sono momenti della vita in cui devi restare concentrato su quello che "devi"...e questo più di altri è un momento così...almeno qui in Italia, almeno per chi ha delle responsabilità e le vuole onorare...

Ma è anche vero che la nostalgia dello scrivere ritorna come le onde in una marea, a volte impetuosa...

Penso che sia il momento di riprendere a scrivere più che a trascrivere...

Chissà che esito avrà questa mia scrittura di pensieri...

Spero sia fruttuosa per me e per quanti vorranno confrontarsi e dialogare insieme...

A presto

Sun

 
 
 

LO SCALATORE

Post n°120 pubblicato il 11 Maggio 2013 da suntree



Montagne, sorelle del cielo,
udite, vi devo parlare,
ho perso un amico, un fratello…
vi era venuto a cercare.

Diceva che su, dalle cime,
si vede il profondo del mare…
diceva che i vostri silenzi
han voci che sanno parlare…

diceva che era stupendo
sentire il soffiare del vento…
che anche le mani piagate
non danno che un lieve tormento…

diceva che era un incanto
vedere una cima al tramonto…
che solo un fiore di campo
può reggere questo confronto.

Montagne, sorelle del cielo,
verrò per piantare una croce
e i giorni che sibila il vento,
potrete udir la sua voce.

Saprete, che quella passione,
gli nacque quand’era bambino,
che i chiodi li aveva piantati,
soltanto per starvi vicino.

Se un giorno, salendo la cima,
vedrò, sulla roccia, un bel fiore,
saprò che l’avrete capito…
che il suo…era un atto d’amore!

Franco Callegaro

 
 
 

L'amore

Post n°119 pubblicato il 21 Gennaio 2013 da suntree

Tutto ciò che fate, 
sforzatevi di farlo con amore, 
oppure non fatelo! 
Ciò che fate senza amore 
vi logora, vi mina, 
quindi non stupitevi 
se in seguito non avete più risorse. 
Quando lavorate senza amore, 
è come se introduceste in voi del veleno. 
Direte che ci sono lavori che non amate,
ma che avete comunque il dovere di fare. 
D’accordo, siete obbligati, 
ma trovate almeno una ragione 
per farli con amore. 
Questo dipende soltanto da voi.


Omraam Mikhaël Aïvanhov

 
 
 

Fine d'anno

Post n°118 pubblicato il 30 Dicembre 2012 da suntree

Fine d’anno…

Tempo di somme, di rettifiche, di propositi e di valutazioni.

Anno per me difficilissimo, intenso, ma non privo di soddisfazioni…

Sarei ingrato a non riconoscere tutto quello che di buono ho vissuto e ho avuto in quest’anno…anche se ho ripagato tutto con sangue, sudore e, talvolta, lacrime… 

Ma questo secondo aspetto, spesso, non viene notato dalle persone che hai intorno…perché distratte o “prese” in altre faccende affaccendate…

Va bene…quanto è passato ormai è passato…pensiamo al nuovo anno, alle sfide che ci saranno, alle difficoltà da superare…e…rimaniamo grati per la possibilità che abbiamo di poterci misurare con prove più o meno difficili, visto che è l’unico modo per farci il carattere…

La sera avremo forse modo di guardare il cielo e respirare, semplicemente…ringraziando dell’attimo di tregua che avremo in quel momento…e la mattina, uscendo, guardiamo ancora il cielo…che attende i nostri gesti, le nostre azioni…con la speranza che i nostri gesti allarghino un altro poco la capacità di contenere, di amare, del nostro cuore…

Con affetto verso tutti…

Antonio

 
 
 

L'uomo

Post n°117 pubblicato il 20 Novembre 2012 da suntree

Se un uomo non ha scoperto nulla per cui vorrebbe morire, non è adatto a vivere.

Martin Luther King

 
 
 

Lo sguardo dei nostri padri

Post n°116 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da suntree

Davanti alla nostra azienda ce n’è un'altra di un settore completamente diverso dal nostro.

Qui lavora Claudia: la conosco poco purtroppo e, quel poco, sono ricordi di diversi anni fa quando io avevo l’ardire di fare il “formatore” e lei era ancora poco più che bambina … (col tempo poi mi sono reso conto che, per formare e crescere gli altri, devi essere disposto a farlo tu prima di tutti … ora vado un po’ più cauto con queste cose, ma questa è un’altra storia) …

Le nostre sono state storie diverse, molto dure per entrambi … ogni tanto sentivo di lei qualche rarefatta notizia: una bimba da crescere da sola, il padre che si è ammalato ed è morto velocemente e precocemente un anno fa.

Già da qualche anno avevo notato il suo sguardo, diverso dalla maggior parte degli sguardi che si trovano nel nostro paese … uno sguardo che, anche quando sorride, è venato di una sottile malinconia, oserei dire anche tristezza … l’ho osservata meglio in questo ultimo periodo quando la incrociavo mentre accompagnavamo le nostre rispettive figlie a scuola … ho ritrovato in lei lo stesso sguardo che, per vie differenti, sento di avere anche io … anche se il suo è, inevitabilmente, più bello e dolce essendo lei una donna …

Certamente è il dolore e il sacrificio e le nostre scelte personali a dare il taglio che ha il nostro sguardo … ma è anche vero che lo abbiamo ereditato dai nostri genitori e poi lo abbiamo elaborato …

In questi giorni sto perdendo ancora una volta mio padre … presumo e spero che mi venga concessa la grazia di averlo con me per qualche anno ancora … si, mio padre è morto e rinato diverse volte per me … la prima volta è successo quando avevo nove anni … lui aveva 37 anni e rimase all’estero per due mesi dove si sottopose ad un delicato intervento chirurgico dove le possibilità di riuscita erano “uno va e uno resta” … Il  buon Dio (o la Vita per chi non è credente) me l’ha concesso ancora per molti anni ma, per una persona sofferente come lui, ogni volta che arrivavi al punto di non ritorno (ed è già successo diverse volte) era come perderlo e ritrovarlo, morire e rinascere … questo è stato ciò che ha elaborato maggiormente il mio sguardo: la sua forza nella sua sofferenza … ancora oggi, malgrado io sia consapevole che ogni volta sarà peggiore della volta scorsa, so che lui cercherà di lottare fino in fondo …

A Claudia non è stata concessa questa fortuna e il buon Dio ha richiesto il soffio della vita di suo padre quando ancora era giovane e forte … Certamente lei ha sofferto moltissimo, e soffre molto ancora, della sua mancanza …

Malgrado le differenze sto cercando di capire cosa ha portato il nostro sguardo ad assumere questa vena così malinconica e il rimando inevitabile è ai nostri rispettivi padri che si incrociavano nell’andare, entrambi, al lavoro … entrambi hanno speso la loro vita con passione e con sacrificio per il lavoro che hanno svolto … Questo è sicuramente il tratto comune che mi pare di scoprire in vite così poco vicine, salvo una strada da attraversare ogni giorno … la passione e il sacrificio … cioè l’amore …

Questi gesti quotidiani mi ricordano sempre le parole di Gibran:

 “Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della vita. 

Sempre vi è stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.

Ma io vi dico che quando lavorate esaudite una parte del sogno più remoto della terra, che vi fu dato in sorte quando il sogno stesso ebbe origine. 

Vivendo delle vostre fatiche, voi amate in verità la vita. 

E amare la vita attraverso la fatica è comprenderne il segreto più profondo..”

 

Abbiamo lo stesso sguardo dei nostri genitori in fondo … e questo è ciò che ci accomuna …

 
 
 
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