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    <title>Coniglio mannaro</title>
    <subtitle>Un blog di Elena Percivaldi - Tutto il materiale è protetto da copyright</subtitle>
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        <title type="text">TUTTE LE PRESENTAZIONI DEL MIO ULTIMO LIBRO</title>
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        <published>2009-10-13T22:16:40+01:00</published>
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        <summary type="text">I LOMBARDI CHE FECERO L'IMPRESALa Lega e il Barbarossa tra storia e leggendaI cavalieri, i fanti, le...</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?_or%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3F%27%3D023%3D2-k1081k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jS&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;div class=&quot;widget-content&quot;&gt;I LOMBARDI CHE FECERO L'IMPRESA&lt;br /&gt;La Lega e il Barbarossa tra storia e leggenda&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;widget-content&quot;&gt;I cavalieri, i fanti, le armi e i clangori. Sullo sfondo dell&amp;rsquo;Italia e dell&amp;rsquo;Europa del XII secolo. Una storia di battaglie. Sul campo, ma anche nei palazzi del potere. Oggetto del contendere, il desiderio di libert&amp;agrave; e autogoverno dei Comuni lombardi rispetto all&amp;rsquo;Impero, in mano ai sovrani di Germania. Presenti solo nominalmente &amp;#64257;nch&amp;eacute; a cingere la corona non &amp;egrave; Federico di Hohenstaufen, il Barbarossa, uomo dalle idee chiare e con un concetto assoluto della dignit&amp;agrave; imperiale&amp;hellip; Il libro ricostruisce fedelmente le vicende basandosi su documenti e cronache coeve, inquadrandole alla luce degli studi storiogra&amp;#64257;ci. Un racconto che in maniera vivace, con uno stile accattivante, coinvolge il lettore nell&amp;rsquo;atmosfera del tempo. Il punto di vista &amp;egrave; inedito. Protagonista infatti &amp;egrave; proprio Federico, il &amp;laquo;nemico&amp;raquo;, che vive in prima persona le battaglie, gli scontri, gli incontri con la realt&amp;agrave; ignota delle citt&amp;agrave; italiane, &amp;#64257;no a rendersi conto dell&amp;rsquo;impossibilit&amp;agrave; di realizzare il suo sogno di grandezza. Pagine che si leggono d&amp;rsquo;un &amp;#64257;ato e contribuiscono a ricostruire un tassello della nostra storia con cui ancora oggi &amp;ndash; e le cronache politiche lo dimostrano &amp;ndash; dobbiamo fare i conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ELENA PERCIVALDI&lt;br /&gt;I LOMBARDI CHE FECERO L'IMPRESA&lt;br /&gt;La Lega e il Barbarossa tra storia e leggenda&lt;br /&gt;PAGG.: 232&lt;br /&gt;PREZZO: 16,00 EURO&lt;br /&gt;COLLANA: Medioevalia&lt;br /&gt;FORMATO: 14,5*21&lt;br /&gt;ISBN: 978-88-514-0647-9&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In libreria dal 16 settembre 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORDINA:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ancoralibri.it/Catalogo/tabid/55/ProductID/6447/Default.aspx&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #aa77aa;&quot;&gt;http://www.ancoralibri.it/Catalogo/tabid/55/ProductID/6447/Default.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;clear&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;widget-item-control&quot;&gt;&lt;span class=&quot;item-control blog-admin&quot;&gt;&lt;a class=&quot;quickedit&quot; title=&quot;Modifica&quot; _nclick=&quot;function _nclick() { return _WidgetManager._PopupConfig(document.getElementById(&amp;quot;Text2&amp;quot;)); }&quot; href=&quot;http://www.blogger.com/rearrange?blogID=1611336521100444537&amp;amp;widgetType=Text&amp;amp;widgetId=Text2&amp;amp;action=editWidget&quot; target=&quot;configText2&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #99aadd;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;* Gioved&amp;igrave; 22 ottobre 2009 alle ore 21 a BONATE SOPRA (BG), presso il Centro culturale Don Lorenzo Milani (P.zza Vittorio Emanuele II 23)&lt;br /&gt;* Venerd&amp;igrave; 23 ottobre 2009, alle ore 20, a PREGNANA MILANESE (MI) presso la Saletta &quot;Giorgio Carenzi&quot; della Biblioteca&lt;br /&gt;* Sabato 24 ottobre 2009, alle ore 21, a GRASSOBBIO (BG), presso Palazzo Belli (Via Roma 46)&lt;br /&gt;* Luned&amp;igrave; 26 ottobre 2009, alle ore 21, a OPERA (MI) presso la Biblioteca Comunale (via A. Gramsci 21)&lt;br /&gt;* Sabato 31 ottobre 2009 alle ore 17.30 a LISSONE (MB), presso la Biblioteca Civica (piazza IV Novembre, 2)&lt;br /&gt;* Venerd&amp;igrave; 20 novembre 2009, alle ore 20.45, a TREZZO SULL'ADDA (MI) presso la Societ&amp;agrave; Operaia di Mutuo Soccorso (piazza Santo Stefano)&lt;br /&gt;* Domanica 22 novembre 2009, alle ore 15.30, ad ALBIATE (MI), presso Villa Campello (via Dante 15)&lt;br /&gt;* Sabato 5 dicembre 2009 alle ore 17 a MILANO, nello spazio Eventi della Libreria Feltrinelli di via Manzoni, 12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRESENTAZIONI GIA' SVOLTE:&lt;br /&gt;* Venerd&amp;igrave; 9 ottobre 2009 alle ore 21 a CERESARA (MN), presso la SALA CIVICA (Via Agli Orti)&lt;/p&gt;</content>
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        <category term="I miei libri" scheme="http://blog.libero.it/superperci/" label="I miei libri"/>
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        <title type="text">Mario Resca commissario straordinario per la Grande Brera. Che va in tournée...</title>
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        <published>2009-10-13T08:55:53+01:00</published>
        <updated>2009-10-13T08:55:53+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?%22or%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3B-6391%3D2-k1081k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jR&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: verdana; font-size: 12px;&quot;&gt;Operazione di marketing internazionale e un commissario &amp;ldquo;plenipotenziario&amp;rdquo; come quello dei Fori Imperiali di Roma: ecco i due punti fermi per il 2010 della Grande Brera annunciati dal sindaco di Milano, Letizia Moratti e dal ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi. A fare da &amp;ldquo;grimaldello&amp;rdquo; alla &amp;ldquo;(ri)conquista&amp;rdquo;, da parte di Brera, del palcoscenico mondiale sar&amp;agrave; il volume &lt;em&gt;Brera. La Pinacoteca: storie e capolavori&lt;/em&gt;, edito da Skira in edizione italiana e inglese, presentato ieri in un'affollata conferenza stampa. &lt;br /&gt;Dentro c'&amp;egrave; tutto: i celeberrimi gioielli, dal &lt;strong&gt;Mantegna &lt;/strong&gt;a &lt;strong&gt;Piero della Francesca&lt;/strong&gt;, da &lt;strong&gt;Caravaggio &lt;/strong&gt;a &lt;strong&gt;Raffaello&lt;/strong&gt;, ma anche le opere meno note, spiegati con un linguaggio semplice comprensibile anche ai non &amp;ldquo;addetti ai lavori&amp;rdquo;. Il libro, dunque, sar&amp;agrave; esportato nelle grandi capitali della cultura mondiali in un vero e proprio tour che partir&amp;agrave; il 5 novembre da New York e toccher&amp;agrave; via via Parigi, Londra, San Pietroburgo, Berlino, Madrid, Tokyo, Buenos Aires, Abu Dhabi. &lt;br /&gt;E con esso, anche il progetto della Grande Brera, che - ha detto Bondi - &amp;ldquo;&lt;em&gt;comincer&amp;agrave; nel 2010 per concludersi nel 2015 in tempo per l'Expo&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, e avr&amp;agrave; come commissario straordinario Mario Resca, attuale Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale. La nomina sar&amp;agrave; resa ufficiale nei prossimi giorni. &amp;ldquo;&lt;em&gt;In futuro&amp;nbsp;&lt;/em&gt;- ha aggiunto il ministro Bondi - &lt;em&gt;avremo anche una fondazione che riunir&amp;agrave; tutti gli imprenditori che vorranno partecipare a questa impresa&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. Un'impresa che, almeno stando alla carta, sembra avere i numeri per sfondare: 300mila visitatori a tre mesi dalla fine dell'anno, quando in tutto il 2008 erano stati 200mila. E ben 12mila presenze nel solo giorno di Ferragosto, durante l'apertura straordinaria della Pinacoteca per festeggiare i suoi duecento anni. &lt;br /&gt;I lavori, intanto, fervono, ma non fermeranno la programmazione. Come ha detto l'assessore alla Cultura del Comune di Milano, Massimiliano Finazzer Flory, &amp;ldquo;&lt;em&gt;aspettando palazzo Citterio utilizzeremo palazzo Cusani per mostre, esposizioni e conferenze. Entro fine mese, poi, porter&amp;ograve; in giunta una delibera per far s&amp;igrave; che da novembre chi acquista il biglietto per la Pinacoteca possa visitare gratis anche il Museo del Risorgimento&lt;/em&gt;&amp;rdquo;. La Grande Brera, a suo dire, passer&amp;agrave; anche attraverso la creazione di un'area pedonale per passeggiare alla scoperta di antiquari e gastronomie. E con un Orto botanico piantumato a rose, visto che &amp;ldquo;&lt;em&gt;il roseto per tradizione &amp;egrave; l'angolo riservato alla poesia&lt;/em&gt;&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Mentre c'&amp;egrave; attesa per le prossime mostre che concluderanno il bicentenario&amp;nbsp;- &amp;ldquo;Brera e la guerra&amp;rdquo;, dal 10 novembre al 21 marzo 2010, e &amp;ldquo;Carlo Crivelli e Brera&amp;rdquo;, dal 25 novembre al 28 marzo prossimi&amp;nbsp;- la voce che si alza sempre pi&amp;ugrave; convinta &amp;egrave; che la grande crisi sia ormai alle spalle. Speranza o realt&amp;agrave;, lo si vedr&amp;agrave; presto. (&lt;em&gt;elena percivaldi&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;LA NOTIZIA E' PUBBLICATA SU EXIBART:&lt;br /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=29015&amp;amp;IDCategoria=204&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=29015&amp;amp;IDCategoria=204&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">IL MIO LIBRO VINCE IL PREMIO ITALIA MEDIEVALE!!!</title>
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        <published>2009-09-04T23:32:25+01:00</published>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?_or%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3B%27079076-k8181k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jS&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;La &quot;Navigatio Sancti Brendani&quot;, ossia la Navigazione di san Brandano, classico della letteratura medievale, ha vinto l'Edizione 2009 del Premio Italia Medievale bandito dalla prestigiosa Associazione Culturale Italia Medievale (AICM). Il Premio ha ricevuto il riconoscimetno del Presidente della Repubblica Italiana. &lt;br /&gt;Il libro, edito da &quot;Il Cerchio Iniziative Editoriali&quot;, presenta il testo latino dell'opera, la traduzione, il commento e un'ampia introduzione a cura di Elena Percivaldi, e una prefazione di Franco Cardini.&lt;br /&gt;ANONIMO DEL X SECOLO&lt;br /&gt;LA NAVIGAZIONE DI SAN BRANDANO&lt;br /&gt;Introduzione, traduzione, note e commento a cura di Elena Percivaldi&lt;br /&gt;Prefazione di Franco Cardini&lt;br /&gt;pp. 224 - &amp;euro; 18,00&lt;br /&gt;Il CERCHIO INIZIATIVE EDITORIALI&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;IL LIBRO&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;autore, anonimo,&amp;nbsp; fu probabilmente un ecclesiastico irlandese, che si bas&amp;ograve; sul patrimonio leggendario della sua terra, inserendovi spunti di derivazione cristiana. Brandano, abate benedettino irlandese (Clonfert), &amp;egrave; un santo, vissuto nel VI secolo: si procur&amp;ograve; fama di navigatore fondando monasteri sulle isole tra l&amp;rsquo;Irlanda e la Scozia. Forse sbarc&amp;ograve;, prima di Cristoforo Colombo e dei Vichinghi, nelle terre che poi si sarebbero chiamate America. Il mito lo trasfigur&amp;ograve;, immaginandolo alla testa di una ciurma di monaci, alla ricerca di un paradiso terrestre e dei santi situato su un&amp;rsquo;isola misteriosa, facendo vari incontri con creature fantastiche di ogni tipo che fanno quasi di questo libro un precursore della letteratura fantasy. L&amp;rsquo;opera, tradotta nel corso dei secoli in varie lingue, &amp;egrave; considerata tra le fonti di ispirazione della Divina Commedia di Dante.&lt;br /&gt;L'AUTRICE - Elena Percivaldi&lt;br /&gt;Medievista e saggista, nata a Milano nel 1973, vive a Monza. Giornalista professionista, critico d'arte e musicale, si occupa di storia, arte, archeologia, musica antica e classica. Collabora con numerose testate specialistiche. E' membro, tra le altre, della Societ&amp;agrave; Storica Lombarda, dell'AISSCA (Associazione Italiana per lo Studio dei Santi, dei Culti e dell'Agiografia) e della Societ&amp;agrave; Friulana di Archeologia. &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;IL PREMIO ITALIA MEDIEVALE&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://premioitaliamedievale.blogspot.com/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://premioitaliamedievale.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2009/premio09.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2009/premio09.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Ecco tutti i risultati della sesta edizione 2009:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria A (Editoria (scrittori, editori, tipografi, grafici, librerie)&lt;br /&gt;ELENA PERCIVALDI&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilcerchio.it/ilcerchio/san_brandano.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.ilcerchio.it/ilcerchio/san_brandano.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria B Arte (pittura, scultura, artigianato, modellismo, abiti)&lt;br /&gt;GIOVANNA FANTONI&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.arcumadducere.it/ceramiche/ceramiche.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.arcumadducere.it/ceramiche/ceramiche.htm&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria C Spettacolo (attori, registi, produttori, musicisti)&lt;br /&gt;PAOLO GRAZIOSI&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.paolograziosi.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.paolograziosi.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria D Gruppi storici (associazioni, gruppi d'arme, giochi storici)&lt;br /&gt;COMPAGNIA GRIFONE DELLA SCALA&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.grifonedellascala.com&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.grifonedellascala.com&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria E Istituzioni (enti pubblici, universit&amp;agrave;, musei, biblioteche)&lt;br /&gt;MUSEO ARHEOLOGICO DELL&amp;rsquo;ABRUZZO BIZANTINO E ALTOMEDIEVALE&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://h1.ath.cx/muvi/sistema/mubiz/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://h1.ath.cx/muvi/sistema/mubiz/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria F Turismo (agenzie, tour operator, apt)&lt;br /&gt;LA VIA CAROLINGIA&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.viacarolingia.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.viacarolingia.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Categoria G Multimediale (internet, web agency)&lt;br /&gt;ITINERARI MEDIEVALI&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.itinerarimedievali.unipr.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.itinerarimedievali.unipr.it/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;Il sito dell'Associazione Italia Medievale&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.italiamedievale.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.italiamedievale.org/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2009-07-25T08:56:00+01:00</published>
        <updated>2009-07-25T08:56:00+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?Uor%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3E%27041256-k2581k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jQ&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I LOMBARDI CHE FECERO LA RIVOLUZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;em&gt;La rivolta antiborghese di un gruppo di giovani &amp;ldquo;spettinati&amp;rdquo; e arrabbiati. Che vollero cambiare l'arte all'insegna del naturalismo, contro ogni convenzione e con molte concessioni al morboso. Inquietudini forti, ma dai contorni sfumati, in mostra a Palazzo Reale&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;MILANO - Correva l'anno 1862, l'alba dell'unit&amp;agrave; d'Italia. E gi&amp;agrave; qualcuno storceva il naso nei confronti del nuovo assetto politico, via gli Asburgo dentro i Savoia, e con loro il prossimo trionfo del borghese senza qualit&amp;agrave;, politically correct e amante di trine e merletti, tanto moralista di facciata quanto provincialmente chiuso nella contemplazione della sua piccola &amp;ldquo;bottega&amp;rdquo;. Quel &amp;ldquo;qualcuno&amp;rdquo; era &amp;lt;b&amp;gt;Cletto Arrighi&amp;lt;/b&amp;gt;, al secolo Carlo Righetti, autore del romanzo &amp;lt;i&amp;gt;La Scapigliatura e il 6 febbraio&amp;lt;/i&amp;gt;, in cui raccontava la fallita rivolta antiaustrica del 1853 condotta da giovani ribelli, &amp;laquo;vero pandemonio del secolo, serbatoio dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini costituiti&amp;raquo;, ormai gi&amp;agrave; di nuovo e per sempre disillusi. Arrighi era il primo di una folta truppa di ragazzotti ribelli che al profumo di lavanda delle lenzuola delle stanze da letto borghesi preferivano l'odore acre e pungente dei postriboli. Gente come &amp;lt;b&amp;gt;Carlo Dossi&amp;lt;/b&amp;gt;, &amp;lt;b&amp;gt;Emilio Praga, &amp;lt;b&amp;gt;Arrigo Boito&amp;lt;/b&amp;gt;, &amp;lt;b&amp;gt;Iginio Ugo Tarchetti&amp;lt;/b&amp;gt;, che tanto deprecava il Romanticismo italiano specie se di marca storica, quanto adorava lo strano, il deforme, il perverso e il malato fino ad elevarlo a ideale di vita. E infatti le loro furono quasi tutte vite brevi ma intense, molto &amp;lt;i&amp;gt;maudit&amp;lt;/i&amp;gt;, ispirate alla &amp;lt;i&amp;gt;boh&amp;egrave;me&amp;lt;/i&amp;gt; francese, con padre putativo scelto, &amp;lt;i&amp;gt;&amp;ccedil;a va sans dire&amp;lt;/i&amp;gt;, &amp;lt;b&amp;gt;Charles Baudelaire&amp;lt;/b&amp;gt;. Questa fu la base letteraria della Scapigliatura, che ebbe come epicentro una Milano all'epoca ancora fucina di cultura e creativit&amp;agrave;. Ma dalla carta alla tela il passo fu breve, e l'attenzione verso il vero osservato col piglio dell'anatomopatologo, senza idealizzazione alcuna ma anzi perfino didascalico nel mostrare le sue impietose brutture e imperfezioni, travolse come un fiume in piena anche l'arte. Per apprezzare quello che a ragione si pu&amp;ograve; considerare l'unico movimento - Futurismo a parte - davvero e autenticamente rivoluzionario prodotto sotto la Madonnina si deve visitare la mostra allestita a Palazzo Reale, che raccoglie circa 250 opere di 38 artisti: esposizione abbastanza completa, dopo quella storica della Permanente nel 1966, soprattutto se accoppiata alla rassegna della Biblioteca di via Senato, che presenta per la prima volta il Fondo Sommaruga ricco di lettere, biglietti postali, cartoline, volumi, riviste e caricature.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;A Palazzo Reale dunque incontriamo la vaporosit&amp;agrave; pastosa e il cromatismo &amp;ldquo;alla veneta&amp;rdquo; di &amp;lt;b&amp;gt;Tranquillo Cremona&amp;lt;/b&amp;gt; (1837-1878): &amp;lt;i&amp;gt;I cugini&amp;lt;/i&amp;gt; sfumati al punto che i contorni si dileguano mostrando volumi su cui la luce rimbalza e si rifrange come un prisma ottico, gli amanti appassionati avvinti come &amp;lt;i&amp;gt;L&amp;rsquo;Edera&amp;lt;/i&amp;gt;, opere che scandalizzarono i fautori del compassato verismo del Bertini suscitando invece gli entusiasmi di &amp;lt;b&amp;gt;Medardo Rosso&amp;lt;/b&amp;gt;. Tranquillo mor&amp;igrave; 41enne avvelenato dal piombo contenuto nelle tempere, che si spalmava sulle mani. Spir&amp;ograve; in preda alla follia &amp;lt;b&amp;gt;Daniele Ranzoni&amp;lt;/b&amp;gt; (1843-1889), le cui vedute del Verbano trasudano malinconia e si scompongono in virtuosistici giochi di luce. Si pu&amp;ograve; poi apprezzare l'esordio scapigliato dei futuri divisionisti come &amp;lt;b&amp;gt;Vittore Grubicy&amp;lt;/b&amp;gt; (&amp;lt;i&amp;gt;Ritratto di donna alla finestra&amp;lt;/i&amp;gt;) o &amp;lt;b&amp;gt;Angelo Morbelli&amp;lt;/b&amp;gt; (&amp;lt;i&amp;gt;Venduta!&amp;lt;/i&amp;gt;), e le tappe di realizzazione del Monumento alle Cinque Giornate di &amp;lt;b&amp;gt;Giuseppe Grandi&amp;lt;/b&amp;gt;. Dalla genesi &amp;ldquo;ideale&amp;rdquo; alla fine accademica, con l'eredit&amp;agrave; che la Scapigliatura lasci&amp;ograve; -grazie all'estetica del &amp;ldquo;non finito&amp;rdquo;- nella creazione dello spazio moderno, la mostra fa riflettere su quanto questo movimento a lungo e a torto considerato &amp;ldquo;locale&amp;rdquo; abbia invece anticipato, col suo insistere sul destino di un uomo ormai solo, disilluso, alle prese con le proprie fragilit&amp;agrave;, insicurezze, manie e nevrosi, tutto il tormento tipicamente novecentesco. Allestimento forse un poco da rivedere per quanto riguarda le luci, catalogo (Marsilio) degno di lode.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;Elena Percivaldi&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot; align=&quot;justify&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Fino al 22.XI.2009&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Scapigliatura. Un &amp;ldquo;pandemonio&amp;rdquo; per cambiare l'arte&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Milano, Palazzo Reale&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Piazza Del Duomo 12&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;+39 02875672 +39 02875672&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;www.comune.milano.it/palazzoreale/&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;a cura di Annie-Paule Quinsac&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Orario: luned&amp;igrave; dalle 14.30 alle 19.30; marted&amp;igrave;, mercoled&amp;igrave;, venerd&amp;igrave;, sabato e domenica dalle 9.30 alle 19.30; gioved&amp;igrave; dalle 9.30 alle 22.30.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Ingresso: 9,00 &amp;euro;, ridotto 7,50 &amp;euro;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;Catalogo Marsilio&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">I CELTI E IL CALENDARIO</title>
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        <published>2009-06-29T18:39:32+01:00</published>
        <updated>2009-06-29T18:39:32+01:00</updated>
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        <summary type="text">Grazie all'amico Alberto Lombardo del Centro Studi La Runa per aver ripubblicato, tradotto in france...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;Grazie all'amico Alberto Lombardo del Centro Studi La Runa per aver ripubblicato, tradotto in francese, un mio vecchio articolo sui Celti e il calendario. Lo trovate qui:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;color: #3b5998;&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#3b5998&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.centrostudilaruna.it/quand-les-celtes-mesuraient-le-temps.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.centrostudilaru&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://www.centrostudilaruna.it/quand-les-celtes-mesuraient-le-temps.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span&gt;na.it/quand-les-celtes-mes&lt;/span&gt;uraient-le-temps.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Buona lettura!&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">PAGINA FAN DI FACEBOOK</title>
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        <published>2009-06-20T11:49:29+01:00</published>
        <updated>2009-06-20T11:49:29+01:00</updated>
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        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?%20or%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3F%27357572-k2481k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jX&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;Ciao a tutti! Con grande piacere comunico la nascita - da pochi giorni - della fan page che mi hanno dedicato su Facebook. Ecco il link:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/pages/Elena-Percivaldi/93783051930&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.facebook.com/pages/Elena-Percivaldi/93783051930&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La mia pagina personale, invece, &amp;egrave;:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/elena.percivaldi&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.facebook.com/elena.percivaldi&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;A presto risentirci!&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">BIENNALE, PROMOSSI E BOCCIATI NELLA KERMESSE LAGUNARE</title>
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        <published>2009-06-20T11:44:52+01:00</published>
        <updated>2009-06-20T11:44:52+01:00</updated>
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        <summary type="text">Piccolo vademecum di bellezze e brutture sul palcoscenico della Serenissima. Dal caos all&amp;rsquo;Arse...</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?_or%60zo%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3A-157572-k2481k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jS&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;div&gt;Piccolo vademecum di bellezze e brutture sul palcoscenico della Serenissima. Dal caos all&amp;rsquo;Arsenale al Leone alla carriera di Yoko Ono...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di ELENA PERCIVALDI&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;photo photo_left&quot;&gt;&lt;div class=&quot;photo_img&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class=&quot;clear_left&quot;&gt;&amp;laquo;La mia speranza? &amp;Egrave; che questa Biennale non presenti dei meri frammenti di qualcosa che &amp;egrave; crollato, ma fornisca anche degli spunti di qualcosa di l&amp;agrave; da venire, se non come una visione nuova e totalmente coerente, almeno come una pluralit&amp;agrave; emergente di possibilit&amp;agrave;&amp;raquo;. Cos&amp;igrave; il direttore Daniel Birnbaum annunciava a una nota rivista d&amp;rsquo;arte, pochi giorni prima dell&amp;rsquo;apertura ufficiale, sogni progetti e programmi di questa 53ma edizione della mega-rassegna d&amp;rsquo;arte in Laguna. Ci &amp;egrave; riuscito? Ecco qua, secondo il nostro modesto parere, una piccola selezione di promossi e bocciati della kermesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROMOSSI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PORTO D&amp;rsquo;ARMI... O PORTO D&amp;rsquo;ARTI. Il grande Luciano Caramel ha preso otto artisti di livello assoluto - Franco Batacchi, Ennio Finzi, Ferruccio Gard, Riccardo Licata, Gianmaria Potenza, Santorossi, Livio Seguso, Ottorino Stefani -, denominatore comune il particolare legame con Venezia, che ciascuno ha scelto come luogo dove creare le proprie dieci opere. Location straordinaria (la duecentesca chiesa sconsacrata di Santa Marta, all'interno bookshop, caffetteria e spazio conferenze) e mission not impossible: usare il Porto restaurato, luogo di approdo e scambio tra culture diverse, per dimostrare che nella Serenissima l&amp;rsquo;arte continua, come in passato, a fare la Storia. Obiettivo centrato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN BACON DAGLI ARMENI. Una piccola mostra gioiello in un grande gioiello architettonico. La Punta dell&amp;rsquo;Iceberg, curata da Alberto Agazzani e Edward Lucie-Smith, propone una ventina di disegni su carta di Francis Bacon che delineano una galleria di personaggi umanamente mostruosi tipici dell&amp;rsquo;iconografia del celebre pittore irlandese scomparso nel 1992. Evento e contesto di rara emozione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BERLUSKA &amp;Uuml;BER ALLES. In mezzo alla bagarre elettorale, tra riforme sulle intercettazioni e il cancan mediatico delle note vicende coniugali e noemiane, il premier fa bella mostra di s&amp;eacute; in un'installazione al padiglione russo. Un salto alla mostra di Birnbaum, ed eccolo l&amp;igrave;, sogno (o incubo) di George Ad&amp;eacute;agbo che ne ha fatto il soggetto principe del suo intervento. Berlusconi ha il dono dell&amp;rsquo;ubiquit&amp;agrave;. C&amp;rsquo;&amp;egrave; anche quando manca. Vizio o virt&amp;ugrave;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BOCCIATI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FARE MONDI... O DISFARLI? Making Worlds, rassegna principe di Birnbaum collega in un&amp;rsquo;unica mostra le sedi espositive del rinnovato Palazzo delle Esposizioni ai Giardini e dell&amp;rsquo;Arsenale, e riunisce &amp;ndash; inclusi i collettivi &amp;ndash; pi&amp;ugrave; di 90 artisti da tutto il mondo, con nuove opere di tutti i linguaggi. Ma risulta inutilmente e fastidiosamente parcellizzata nonch&amp;eacute; dispersiva. Il percorso all&amp;rsquo;improvviso si interrompe per lasciare posto ad una serie di padiglioni nazionali (Cile, Turchia, Italia) e poi riprende con i lavori di Miranda July e di Lara Favaretto. In mezzo, una giungla senza capo n&amp;egrave; coda. Disorientante e fuorviante, si esce con la sensazione di essere passati in un frullatore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;ARSENALE IN BARCA. Le opere esposte all&amp;rsquo;Arsenale lasciano quantomeno perplessi. Poche le cose degne di nota. Come la seconda opera, una installazione di Michelangelo Pistoletto con una serie di specchi infranti, che lo restituisce all&amp;rsquo;Arte dopo una lunga e non giustificata interruzione. Ma in mezzo a video che mostrano figurine intente ad amplessi collettivi, pareti piene di bastoni da passeggio appesi, madie colme di pani del mulino bianco, il tono generale &amp;egrave; incline al caos. Sulla terraferma, viene il mal di mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;100 SEXES D'ARTISTES. Prima ancora di essere allestita, &amp;egrave; stata bocciata dagli organizzatori, direttore Birnbaum e presidente Paolo Baratta in testa. Jacques Charlier voleva esporre alcuni disegni nei quali proporre in maniera caricaturale il ritratto immaginario degli &amp;ldquo;organi di riproduzione&amp;rdquo; degli artisti che a suo avviso, a partire da Marcel Duchamp, hanno segnato l'arte del XX secolo. Il ministero della cultura belga suggerisce di esporne 100 come cartelloni in giro per Venezia. Ma il Comune nega gli spazi per le affissioni, sostenendo che &amp;laquo;alcuni cartelloni potrebbero offendere il comune senso del pudore&amp;raquo;. La mostra &amp;egrave; stata fatta ma una barca ormeggiata sulla Riva dei Sette Martiri, vicino ai Giardini. Lontano dagli occhi degli spettatori pi&amp;ugrave; pud&amp;igrave;chi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMIO ALLA CARRIERA A YOKO ONO. L&amp;rsquo;Omaggio a Yoko Ono a Palazzo Contarini del Bovolo, con tanto di megaparty e bagno di folla all&amp;rsquo;inaugurazione, ha suscitato molti sorrisi stiracchiati. Possibile che la moglie di John Lennon, scopertasi artista &quot;di tendenza&quot; in et&amp;agrave; ormai veneranda, meriti un Leone d&amp;rsquo;Oro alla Carriera? Poi si scorrono i nomi dei giurati e tutto diventa subito pi&amp;ugrave; chiaro. Pure troppo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ORGANIZZAZIONE. Cartelli piazzati male. Indicazioni inesistenti. Il percorso dell&amp;rsquo;Arsenale buttato come capita. Difficolt&amp;agrave; a trovare informazioni. Giravano poi voci di biglietti a costi folli (350 euro, ma stiamo scherzando?) per vedere le mostre durante i giorni dell&amp;rsquo;inaugurazione per chi, a parte i pochi fortunati, non aveva l&amp;rsquo;accredito. D&amp;rsquo;accordo che la Biennale &amp;egrave; lunga. Ma l&amp;rsquo;arte non dovrebbe essere alla portata di tutti e non solo dei soliti noti o danarosi? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL SINDACO CACCIARI. Infine, consentiteci una nota biografica. Si&amp;ograve;r sindaco, ci spiega per favore per quale motivo i ponti che passano sulle calli - e non solo quelli minori: anche quelli lungo Riva degli Schiavoni tranne uno - sono privi di scivoli? Come si fa a passare con la carrozzina (i disabili) o pi&amp;ugrave; semplicemente con un passeggino (la sottoscritta, gravata dal dolce peso di un bimbo piccolo)? Al settimo ponte di seguito, superato solo grazie alla solidariet&amp;agrave; di qualche gagliardo turista, mi sono arresa. Stremata. Possibile che una citt&amp;agrave; che attira milioni di turisti debba essere ostaggio delle barriere architettoniche? Provvedere, please.&lt;/div&gt;</content>
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        <title type="text">IL MIO INTERVENTO SU RAI RADIO 1</title>
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        <published>2009-03-06T16:29:02+01:00</published>
        <updated>2009-03-06T16:29:02+01:00</updated>
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        <summary type="text">01/03/2009 - L'ARGONAUTA. In viaggio fra libri e cultura. Puntata n. 265.1 - Focus di Antonella Ambr...</summary>
        <content type="html">&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/superperci/getmedia.php?Dnrmco%26mm%7DKg%60w_gh%60%7D%7C5%3B%27106066-k2181k%25iaed-oicrrpegpupyc%3E%25%3C3%27z%05kgonmghom%05jT&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;a class=&quot;linksubianco&quot; href=&quot;http://blog.libero.it/archivio_2009/audio/argonauta2009_03_01.ram&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;contenutocentro&quot;&gt;01/03/2009&lt;/span&gt; - &lt;span class=&quot;titolicentro&quot;&gt;L'ARGONAUTA.&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt; &lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;contenutocentro&quot;&gt;In viaggio fra libri e cultura. Puntata n. 265.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;contenutocentro&quot;&gt;&lt;strong&gt;1 - Focus di Antonella Ambrosioni:&lt;/strong&gt;Lo sapevate che anche animali, piante e fiori possono essere per cosi' dire &quot;clandestini&quot;? Ci svelano questo aspetto ignorato dalla natura che ci circonda Marco Di Domenico autore di &quot;Clandestini&quot; e Michela Pasquali autrice di &quot;I giardini di Manhattan&quot;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2 - Cosa leggiamo stasera?:&lt;/strong&gt;Elena Percivaldi ci consiglia un libro di storia e di arte &quot;La nascita delle mostre&quot; di Francis Haskell.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3 - Non solo libri di Riccardo Paradisi:&lt;/strong&gt;&quot;Leggere&quot; per capire le tendenze del mercato editoriale.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4 - Scaffale delle muse (libri e scienze) di Elio Cadelo:&lt;/strong&gt;Una &quot;Storia della matematica&quot; per cercare di uscire dal nostro analfabetismo scientifico.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5 - All'insegna del libro proibito di Riccardo Paradisi:&lt;/strong&gt;I due milioni di tedeschi morti dopo la fine della guerra di cui parla &quot;Naufraghi della pace&quot; a cura di Guido Crainz, si possono definire un olocausto dimenticato, o no?&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;6 - Fame usurpate di Marco Cimmino:&lt;/strong&gt;Ricordiamo i 90 anni del senatore a vita Giulio Andreotti, con questo ritratto controcorrente.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;7 - In cauda venenum:&lt;/strong&gt;Il professor Attilio Mastino cita un motto latino inedito, perche' solo di recente scoperto in Africa.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;a class=&quot;linksubianco&quot; href=&quot;http://blog.libero.it/archivio_2009/audio/argonauta2009_03_01.ram&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;[ ASCOLTA LA PUNTATA ]&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;a class=&quot;linksubianco&quot; href=&quot;http://blog.libero.it/archivio_2009/audio/argonauta2009_03_01.ram&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.radio.rai.it/radio1/argonauta/archivio_2009/audio/argonauta2009_03_01.ram&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.radio.rai.it/radio1/argonauta/archivio_2009/audio/argonauta2009_03_01.ram&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Splende a Venezia il Breviario Grimani, capolavoro del Rinascimento fiammingo</title>
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        <published>2009-02-04T10:27:01+01:00</published>
        <updated>2009-02-04T10:27:01+01:00</updated>
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Splende a Venezia il Breviario Grimani, capolavoro del Rinascimento fiammingo
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&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #000000; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato marted&amp;igrave; 3 febbraio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div&gt;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/64726.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;225&quot; height=&quot;300&quot; /&gt;Nel 1520 fu comprato per la cifra record di 500 ducati d'oro dal cardinale Domenico Grimani, che poi morendo lo lasci&amp;ograve; in eredit&amp;agrave; alla Serenissima Repubblica di Venezia a condizione che fosse mostrato solo a persone di straordinario riguardo e in circostanze eccezionali. Il &lt;strong&gt;Breviario Grimani&lt;/strong&gt;, che ha fatto parte fino al 1781 del Tesoro di San Marco, &amp;egrave; uno dei massimi capolavori dell'arte miniaturistica fiamminga del Rinascimento: 835 carte (ossia, volgarmente, 1670 pagine) rilegate in velluto cremisi e decorate con soggetti religiosi e profani spesso a tutta pagina, racchiusi in eleganti cornici finemente cesellate. Catalogato come &lt;em&gt;ms. Lat. I 99 = 2138&lt;/em&gt; della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, nonostante sia rinomato per la sua bellezza &amp;egrave; di fatto pressoch&amp;eacute; sconosciuto: per ovvie ragioni di conservazione, non pu&amp;ograve; essere consultato nemmeno da studiosi ed &amp;egrave; quindi disponibile ad un esame soltanto attraverso riproduzioni parziali e insoddisfacenti, che fanno grave torto alla preziosit&amp;agrave; dell'originale. Ora questo testo di enorme bellezza torna a disposizione di tutti grazie alla nuova e accuratissima riproduzione in fac-simile pubblicata dalla Salerno Editrice e presentata ieri alla Marciana di Venezia, dove per l'occasione &amp;egrave; stato esposto anche l'originale. L'opera, realizzata sotto il patrocinio e in collaborazione con la Regione Veneto, &amp;egrave; corredata da un ampio volume di Commentario che consente un approfondimento di tutti i dati storici, codicologici, artistici, paleografici del manoscritto. Per studiosi e appassionati, una vera gioia per gli occhi. (&lt;em&gt;elena percivaldi&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div&gt;&lt;em&gt;Info: 063608201&lt;br /&gt;Web: &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.breviariogrimani.eu/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;em&gt;www.breviariogrimani.eu&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt; - &lt;/em&gt;&lt;a href=&quot;http://www.salernoeditrice.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;em&gt;www.salernoeditrice.it&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;/div&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26289&amp;amp;IDCategoria=204&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26289&amp;amp;IDCategoria=204&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">MILANO FINAZZER FLORY</title>
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        <published>2009-02-01T14:11:53+01:00</published>
        <updated>2009-02-01T14:11:53+01:00</updated>
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Il Futurismo che compie cento anni e va debitamente festeggiato nella citt&amp;agrave; che ne &amp;e...</summary>
        <content type="html">&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;3&quot; width=&quot;100%&quot;&gt;
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&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #000000; font-family: Verdana;&quot;&gt;Il Futurismo che compie cento anni e va debitamente festeggiato nella citt&amp;agrave; che ne &amp;egrave; stata la culla intellettuale. I Musei (e le fondazioni) in costruzione in citt&amp;agrave;. Il rilancio del Pac e il giudizio sul predecessore Vittorio Sgarbi. Ecco la Milano che si acconcia per l&amp;rsquo;Expo del 2015. Ed ecco il suo nuovo assessore alla cultura, Massimiliano Finazzer Flory...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
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&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/63602_1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;500&quot; height=&quot;200&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #000000; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato venerd&amp;igrave; 30 gennaio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Entriamo subito nel merito. Il suo programma a Milano per l&amp;rsquo;arte contemporanea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Parto dal presupposto che occorra chiedersi in che direzione procedere. Per me, si deve andare sia avanti che indietro: indietro, perch&amp;eacute; bisogna &amp;ldquo;fare&amp;rdquo; la storia dell&amp;rsquo;arte contemporanea, tentare di comprendere l&amp;rsquo;arte che finora non abbiamo compreso per capire cosa sta succedendo oggi; avanti, perch&amp;eacute; dobbiamo cercare nuovi orizzonti nei quali siano comprese anche le nuove tecnologie. Mi piacerebbe ad esempio fare una mostra di videoinstallazioni per ragionare e riflettere sul rapporto tra estetica e tecnica. Oggi lo trovo indispensabile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il difetto meneghino che vuole correggere subito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Milano deve &amp;ldquo;fare sistema&amp;rdquo;, e lo dico senza retorica. Credo fermamente che sia indispensabile creare un coordinamento tra galleristi, collezionisti, mercanti d&amp;rsquo;arte, critici e artisti senza dimenticare il pubblico. Agli artisti, in particolare, soprattutto giovani, bisogna offrire visibilit&amp;agrave; rompendo il mercato dei soliti noti. Purtroppo &amp;egrave; ormai passato il concetto che il bello debba per forza costare molto, e che quindi se un&amp;rsquo;opera costa molto automaticamente &amp;egrave; bella. Ma chi l&amp;rsquo;ha detto? L&amp;rsquo;arte &amp;egrave; arte in s&amp;eacute;, nel momento in cui si quantifica il valore dell&amp;rsquo;arte contemporanea in denaro, la storia &amp;egrave; bell&amp;rsquo;e finita. &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Scacco alla crisi di idee in due mosse. La prima?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Investire molto sulla formazione. A gennaio al Pac ho organizzato un ciclo di incontri sul tema &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; il contemporaneo&lt;/span&gt;. Alla fine ci sar&amp;agrave; un dibattito al quale potr&amp;agrave; intervenire anche il pubblico. L&amp;rsquo;arte e la cultura non possono viaggiare a compartimenti stagni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;La seconda?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ho creato subito una Commissione per la Liberazione della Cultura e ho chiamato a parteciparvi trenta intellettuali che stimo molto e che credo daranno un impulso decisivo al rilancio culturale di Milano. Come artista ho invitato Debora Hirsch, che esprime alla perfezione il tipo di figura alla quale guardo in questo momento. Brasiliana di nascita ma milanese d&amp;rsquo;adozione, ha una formazione scientifica ma come artista &amp;egrave; poliedrica e ama sperimentare ed esprimersi con linguaggi tra loro diversi. Proprio come ho sempre fatto io. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Problema spazi. O mancano, o sarebbero da rilanciare. Da dove cominciamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Dal Pac. Molto sinceramente, penso che debba essere ripensato con una strategia che proceda secondo un doppio binario: da un lato, deve tornare a ospitare mostre non scontate ma originali sia per forma sia per contenuto; dall&amp;rsquo;altro, deve essere reso internazionale, diventare un po&amp;rsquo; il laboratorio del nostro mondo, che cambia in continuazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Museo del Novecento di Italo Rota, a che punto siamo?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Museo del Novecento &amp;egrave; molto atteso perch&amp;eacute; offrir&amp;agrave; a Milano un luogo di rappresentazione della modernit&amp;agrave; , di una storia aperta alla libert&amp;agrave;. Perch&amp;eacute; siamo tutti figli del Novecento. Sar&amp;agrave; un museo connesso non solo idealmente ma concretamente al contesto urbano al fine di una fruttuosa interazione con gli altri asset culturali della citt&amp;agrave;. Verr&amp;agrave; inaugurato entro il 2011, quasi certamente nel 2010. La parte della collezione che riguarda il primo Novecento &amp;egrave; di grande valore e non vi &amp;egrave; dubbio che in questo museo sar&amp;agrave; anche protagonista Lucio Fontana, presente con opere impareggiabili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Cosa sar&amp;agrave;, invece, la Citt&amp;agrave; delle Culture di David Chipperfield negli spazi dell'ex-Ansaldo? Il cantiere procede regolarmente? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La Citt&amp;agrave; delle Culture in primo luogo &amp;egrave; Milano. Gli spazi dell&amp;rsquo;ex Ansaldo potrebbero riconoscere finalmente che l&amp;rsquo;identit&amp;agrave; di questa citt&amp;agrave; &amp;egrave; plurale, non indifferente alle differenze. La riconversione creativa di un&amp;rsquo;area industriale &amp;egrave; la grande occasione per ripensare alla parola cultura attraverso una logica capace di coniugare l&amp;rsquo;estetica e l&amp;rsquo;etica delle idee e delle opere. Naturalmente il progetto oggi soffre di una scena internazionale e nazionale che dal punto di vista economico e finanziario non &amp;egrave; favorevole, ma &amp;egrave; nostra volont&amp;agrave; andare avanti con determinazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;A proposito di nuovi spazi, &amp;egrave; in costruzione la Fondazione Prada, a opera di Rem Koolhaas, e sono in piena attivit&amp;agrave; le fondazioni Pomodoro e Trussardi. Qual &amp;egrave; il giudizio sul lavoro dei privati in citt&amp;agrave; e come imposterete una collaborazione?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Le fondazioni non sono solo dei soggetti privati, ma hanno iscritto in se stessi uno statuto di relazionalit&amp;agrave; con il territorio. Il terreno di collaborazione tra il pubblico e il privato non pu&amp;ograve; che essere perci&amp;ograve; proprio il territorio interpretato attraverso simboli e segni in grado di fornire fattori di sviluppo al contesto urbano. Ovviamente ritengo non solo legittimo ma doveroso il fatto che venga riconosciuta all&amp;rsquo;Istituzione che rappresento il compito di disegnare strategie e offrire sistemi culturali al fine di facilitare la produzione creativa delle Fondazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Gli eventi top dell&amp;rsquo;immediato futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Punteremo moltissimo, com&amp;rsquo;&amp;egrave; logico, sul Futurismo, visto che nel 2009 ricorre il centesimo anniversario dalla pubblicazione del &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Manifesto&lt;/span&gt; di Marinetti. Abbiamo in programma la grande mostra di Palazzo Reale, ma sar&amp;agrave; solo uno degli oltre cento eventi che faranno rivivere il Futurismo in maniera significativa e suggestiva in tutta la citt&amp;agrave;, dal centro alle periferie. Musica, teatro, letteratura, danza in luoghi inaspettati. Per dare una visione poliedrica e sfaccettata di un movimento artistico che &amp;egrave; stato centrale per Milano e ancora oggi non ha smesso di esercitare la sua influenza. Poi all&amp;rsquo;inizio della primavera, il 21 marzo, ci sar&amp;agrave; la prima Giornata della Lettura: tante iniziative per riscoprire il piacere del libro che raggiungeranno il culmine nella &amp;ldquo;Notte bianca&amp;rdquo; con letture in biblioteca a lume di candela. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;E per l&amp;rsquo;arte contemporanea?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A maggio un grande appuntamento dedicato al rapporto tra scienza e arte contemporanea. &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Giudizio secco sul suo predecessore, Vittorio Sgarbi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Senza polemica: lo Sgarbi uomo &amp;egrave; molto migliore dell&amp;rsquo;immagine che egli d&amp;agrave; di se stesso. Da assessore si &amp;egrave; mosso sempre cercando di attirare l&amp;rsquo;attenzione su Milano, ma io credo che se questo &amp;egrave; stato possibile, &amp;egrave; perch&amp;eacute; Milano &amp;egrave; bella in s&amp;eacute; e per s&amp;eacute; e ha molto da offrire di suo. L&amp;rsquo;ho scoperto anche io raccontando le bellezze inconsuete di Milano in una serie di libri pubblicati da Skira. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Quindi andr&amp;agrave; coi piedi di piombo&amp;hellip;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;No! Anche io oso e sono, per cos&amp;igrave; dire, temerario... Ma i rischi che voglio correre sono su cose concrete. In direzione della formazione in primo luogo, e della creazione di un lavoro di &amp;eacute;quipe che sia in grado, come dicevo prima, di &amp;ldquo;fare sistema&amp;rdquo;. Poche chiacchiere, insomma, e rimboccarsi le maniche. &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Il suo motto?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una frase di Pascal che amo molto: &amp;ldquo;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Per conoscere le parti bisogna conoscere il tutto, per conoscere il tutto bisogna conoscere particolarmente le parti&lt;/span&gt;&amp;rdquo;. Ogni parte di Milano ha gi&amp;agrave; in s&amp;eacute; un&amp;rsquo;idea della citt&amp;agrave;. Non resta che individuarla e svilupparla. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;articoli correlati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26185&amp;amp;IDCategoria=204&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Liberazione della cultura, da esterni un comitato per dialogare con l'assessore Finazzer Flory&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26068&amp;amp;IDCategoria=44&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Celant al Pac&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;elena percivaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;*articolo pubblicato su Exibart.onpaper n. 54. Te l&amp;rsquo;eri perso? &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/exibartonpaper/abbonamenti.asp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abbonati!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26233&amp;amp;IDCategoria=45&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26233&amp;amp;IDCategoria=45&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Scheletri danzanti, cadaveri di persone in vita appartenuti ai ceti più diversi che girano in tondo...</title>
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        <published>2009-01-29T13:34:08+01:00</published>
        <updated>2009-01-29T13:34:08+01:00</updated>
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fino al 15.III.2009Danze MacabreBergamo, sedi varie
Scheletri danzanti, cadaveri di persone...</summary>
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&lt;tr&gt;
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&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:800000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #800000; font-family: verdana;;color:#800000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #800000; font-family: verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;fino al 15.III.2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Danze Macabre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Bergamo, sedi varie&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;&quot;&gt;Scheletri danzanti, cadaveri di persone in vita appartenuti ai ceti pi&amp;ugrave; diversi che girano in tondo, a ricordare che la morte &amp;egrave; uguale per tutti. E che colpisce sempre senza ritegno. Ecco il tema della &amp;ldquo;danza macabra&amp;rdquo;, che si diffuse nell'Europa tardo-medievale e divenne un &amp;ldquo;classico&amp;rdquo;...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; font-family: arial;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
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&lt;hr /&gt;
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&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato gioved&amp;igrave; 29 gennaio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&amp;rsquo;idea della &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Danse macabre&lt;/span&gt; parte da una poesia scritta nel 1376 da Jean de L&amp;egrave;vre dopo che due anni prima era guarito dalla peste. I versi rappresentano la morte che, ballando, chiama a s&amp;eacute; progressivamente il papa, l'imperatore, il re, il dotto, il chierico, il monaco e la suora, senza distinzione alcuna. &amp;Egrave; certo: nell&amp;rsquo;elaborazione non poteva aver influito l&amp;rsquo;esperienza della Grande Peste Nera, che avrebbe travolto l&amp;rsquo;Europa coi suoi indicibili orrori solo due anni dopo. L&amp;rsquo;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;humus&lt;/span&gt; da cui trae linfa si origina molto pi&amp;ugrave; indietro nel tempo, radicato com&amp;rsquo;&amp;egrave; nella memoria ancestrale, a certe credenze popolari secondo le quali a mezzanotte i morti ballano nei campisanti, cercando di attirare i vivi a far parte delle loro paurose schiere. Riuscendovi o no, questo resta un enigma. &lt;br /&gt;Tra i primi ad abbracciare il tema e a occuparsi della sua diffusione furono i francescani, ai quali, come si sa, era cara tanto Madonna Povert&amp;agrave; quanto Sorella nostra Morte corporale. E dalla met&amp;agrave; del Trecento in poi, per far capire alle masse che la vita &amp;egrave; solo un bene transitorio e che la felicit&amp;agrave; ci aspetta altrove, non esitarono a far massiccio uso dei volgari. Del resto, recandosi a predicare in Oriente, i francescani trovavano spesso sulla loro strada i buddisti, presso i quali le ridde di morti e i colloqui tra monaci e cadaveri erano popolari gi&amp;agrave; da secoli. I seguaci del &amp;ldquo;poverello di Assisi&amp;rdquo; che l&amp;igrave; andarono in missione forse non fecero altro che &amp;ldquo;importarli&amp;rdquo; in Europa, dove sarebbero attecchiti grazie al clima fertile provocato da innumerevoli lutti, conditi nel culto dai temi della Passione e della Via Crucis, e nella predicazione dalle visioni sull&amp;rsquo;Apocalisse, il Purgatorio e l&amp;rsquo;Inferno. &lt;br /&gt;Il successo della danza macabra conobbe il suo apice nel XV secolo, quando i &amp;ldquo;girotondi&amp;rdquo; di scheletri completati da scritte e dialoghi fecero la loro massiccia comparsa sulle mura dei cimiteri e delle chiese di tutta Europa, in particolare in Francia, in Germania e nel nord Italia. E qui il pensiero corre al ciclo di affreschi dell&amp;rsquo;Oratorio dei Disciplini di Clusone, in provincia di Bergamo, oppure a quello di Pinzolo.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/64603%282%29.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;447&quot; /&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Oggi cambia lo scenario, ma la paura &amp;egrave; sempre la stessa. La vita si &amp;egrave; allungata, ma tutti hanno sempre il terrore di morire. Si muore quasi sempre in ospedale e non pi&amp;ugrave; nel letto di casa, e ogni contatto con la Signora in nero &amp;egrave; bandito quasi a esorcizzarne, espellendola, la presenza. Ma lei resta sempre l&amp;igrave;. E ci aspetta. Ce lo ricordava severo &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Bergman&lt;/span&gt; nel &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Settimo Sigillo&lt;/span&gt;, ce lo ribadiva Tot&amp;ograve; col sorriso sulle labbra con &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;&amp;lsquo;A Livella&lt;/span&gt;. Ce lo rammenta ora a Bergamo e nel territorio orobico la salutare rassegna, promossa dalle fondazioni Adriano Bernareggi e Benedetto Ravasio, &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Danze Macabre. La figura della Morte nelle art&lt;/span&gt;i: mostre, rassegne e incontri, in cui arti visive e sceniche, popolari e colte, si raccolgono intorno al Tema sempiterno. &lt;br /&gt;Meditazioni intriganti, come le interpretazioni di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Giovanni Frangi&lt;/span&gt; sui brani escatologici del Vangelo di Matteo (la mostra all&amp;rsquo;ex Oratorio di San Lupo si intitola &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;MT2425&lt;/span&gt;, citandone i versetti), oppure il percorso sul libro biblico del &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Qoelet&lt;/span&gt; (ossia l&amp;rsquo;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ecclesiaste&lt;/span&gt;) a cura di Giuliano Zanchi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/64602%282%29.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;450&quot; height=&quot;402&quot; /&gt;&lt;br /&gt;Nei (forse) ultimi singulti del consumismo sfrenato e dell&amp;rsquo;apparente onnipotenza del singolo, con la crisi alle porte o gi&amp;agrave; in casa, ci si ferma a pensare e a riflettere. E se il luccicante baluginio del nostro mondo fatto di cose non fosse altro che uno specchietto per le allodole? Un tentativo patetico di sentirci vivi, quando forse per vivere davvero servirebbe solo ricordarsi che prima o poi, la Nera Signora conquister&amp;agrave; anche noi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;articoli correlati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=21280&amp;amp;IDCategoria=204&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Le danze macabre bergamasche nel 2007&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;elena percivaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;mostra visitata il 30 ottobre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;*articolo pubblicato su Grandimostre n. 2. Te l&amp;rsquo;eri perso? &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/exibartonpaper/abbonamenti.asp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abbonati!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;dal 30 ottobre 2008 al 15 marzo 2009&lt;br /&gt;Danze Macabre. La figura della Morte nelle arti&lt;br /&gt;Sedi varie - 24122 Bergamo&lt;br /&gt;Info: tel. +39 035243539; &lt;a href=&quot;http://www.museobernareggi.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.museobernareggi.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26221&amp;amp;IDCategoria=1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26221&amp;amp;IDCategoria=1&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">L'arte calligrafica di Girolamo</title>
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        <published>2009-01-28T13:48:41+01:00</published>
        <updated>2009-01-28T13:48:41+01:00</updated>
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fino al 15.II.2009Girolamo dai LibriVerona, Museo di Castelvecchio
Piccolo &amp;egrave; bello, ...</summary>
        <content type="html">&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;3&quot; width=&quot;100%&quot;&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #800000; font-family: verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;fino al 15.II.2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Girolamo dai Libri&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Verona, Museo di Castelvecchio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #000000; font-family: Verdana;&quot;&gt;Piccolo &amp;egrave; bello, e di gentile aspetto. Cos&amp;igrave; le opere colte di Girolamo il miniatore, che amante dei libri lo era di nome e di fatto. Un&amp;rsquo;arte calligrafica e raffinata la sua, che cita Mantegna e Perugino. Ma non senza un tocco di originalit&amp;agrave;...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;left&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
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&lt;hr /&gt;
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&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&amp;nbsp;
&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; color: #000000; font-family: Verdana;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato mercoled&amp;igrave; 28 gennaio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;Fu chiamato cos&amp;igrave; dai contemporanei perch&amp;eacute; viveva di libri. Ma non li scriveva, bens&amp;igrave; li illustrava. E lo faceva con la perizia del calligrafo, unita alla mano, ferma ed evocativa, dell&amp;rsquo;artista di razza. Strana sorte, quella di &lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Girolamo dai Libri&lt;/span&gt; (Verona, 1474 ca.-1555). Celebre e apprezzato in vita, dopo la morte fin&amp;igrave; rapidamente dimenticato. E a poco valse il circostanziato racconto del &lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Vasari&lt;/span&gt;, che ne descrisse appassionatamente dipinti e miniature, giudicandolo &amp;ldquo;&lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;tanto grande nell&amp;rsquo;arte&lt;/span&gt;&amp;rdquo; da offuscare la fama del padre &lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Francesco&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;A soli sedici anni ottenne la commissione per la &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Deposizione dalla Croce&lt;/span&gt; per l&amp;rsquo;altare della famiglia Da Lisca nella chiesa di Santa Maria in Organo, pala che dest&amp;ograve; meraviglia per la finezza dello stile e lo splendore dei colori. Dopo questo debutto, fu un continuo crescendo: il &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Presepio dei conigli&lt;/span&gt;, commissionato dai Maffei, con i due animali trattati in maniera talmente calligrafica da sembrare miniati; i &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Santi Rocco, Sebastiano e Giobbe&lt;/span&gt; dipinti per scongiurare la peste del 1510-12 e i cui volti scorciati e i modellati perfetti sono un chiaro omaggio a &lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Mantegna&lt;/span&gt;; la &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Madonna con bambino e i santi Anna, Giuseppe e Gioachino&lt;/span&gt; con il suo enigmatico simbolismo. &lt;br /&gt;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/64378.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;287&quot; height=&quot;382&quot; /&gt;Nato miniatore e cresciuto pittore, Girolamo si fece interprete di un classicismo che, pur risentendo della lezione appunto di Mantegna nelle posture e nei modellati, &amp;egrave; tuttavia aggraziato dalla non comune capacit&amp;agrave; di rendere con precisione il minimo dettaglio: ci&amp;ograve;, unitamente all&amp;rsquo;uso di colori lucidi e sgargianti e a un meticoloso equilibrio compositivo, rende le sue opere eleganti e raffinate, come si pu&amp;ograve; apprezzare nella prima mostra monografica a lui dedicata. Si vedano i dipinti realizzati per Santa Maria in Organo, dove esord&amp;igrave; e per la quale lavor&amp;ograve; lungo tre lustri. Si vedano le &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Storie dei santi Biagio, Sebastiano e Giuliana&lt;/span&gt;, dove i colori, la grazia delle figure e il paesaggio di sfondo citano &lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;Perugino&lt;/span&gt;, ma non senza una marcata e miniaturistica - calligrafica, appunto - originalit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;Il catalogo si segnala per il denso saggio del curatore, Gino Castiglioni, che inquadra la produzione dell&amp;rsquo;artista alla luce anche delle ultime scoperte, ossia alcune miniature e due pannelli su tavola che decoravano un&amp;rsquo;ancona lignea della Cappella della Muletta, comparse di recente sul mercato antiquario. Importante il resoconto del restauro di alcuni pregevoli esemplari conservati nei fondi del museo stesso; indispensabile il regesto completo dei documenti della famiglia. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;elena percivaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;mostra visitata il 15 settembre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;dall&amp;rsquo;undici luglio 2008 al 15 febbraio 2009&lt;br /&gt;Per Girolamo dai Libri (ca. 1474&amp;ndash;1555). Pittore e miniatore del Rinascimento veronese &lt;br /&gt;a cura di Gino Castiglioni, Paola Marini e Francesca Rossi&lt;br /&gt;Museo di Castelvecchio&lt;br /&gt;Corso Castelvecchio, 2 - 37121 Verona&lt;br /&gt;Orario: da marted&amp;igrave; a domenica ore 8.30-19.30; luned&amp;igrave; ore 13.30-19.30&lt;br /&gt;Ingresso: intero &amp;euro; 5; ridotto &amp;euro; 4&lt;br /&gt;Catalogo Marsilio, &amp;euro; 30&lt;br /&gt;Info: tel. +39 0458062611; fax +39 0458010729; &lt;a href=&quot;mailto:mostre.castelvecchio@comune.verona.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;mostre.castelvecchio@comune.verona.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26210&amp;amp;IDCategoria=1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDNotizia=26210&amp;amp;IDCategoria=1&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">Turner e l'Italia</title>
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        <published>2009-01-26T18:52:44+01:00</published>
        <updated>2009-01-26T18:52:44+01:00</updated>
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        <summary type="text">fino al 22.II.2009William TurnerFerrara, Palazzo dei DiamantiViaggio nel Belpaese. Con William Turne...</summary>
        <content type="html">&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;3&quot; width=&quot;100%&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#800000; font-family: verdana;;font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;fino al 22.II.2009&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;William Turner&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Ferrara, Palazzo dei Diamanti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px;&quot;&gt;Viaggio nel Belpaese. Con William Turner, il pi&amp;ugrave; grande paesaggista di tutti i tempi, a far da guida. Quadri sublimi, che risentono delle suggestioni antiche, di Ovidio e Virgilio, e contemplano fasti perduti. Raccolti in una mostra impeccabile ma fredda. E l&amp;rsquo;emozione?...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;6&quot; valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;img src=&quot;http://www.exibart.com/foto/63276_1.jpg&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;pubblicato mercoled&amp;igrave; 21 gennaio 2009&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le sontuose e terribili rovine di Roma, i sinuosi e arcadici paesaggi della campagna italiana. Ma anche la luce tenue e vibrante della laguna di Venezia, colta nei suoi scorci pi&amp;ugrave; intimi e raccolti. Questi gli highlights della mostra &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Turner e l&amp;rsquo;Italia&lt;/span&gt;, che espone un&amp;rsquo;ampia selezione di oli, acquerelli, tele, disegni e incisioni del grande pittore inglese che rivoluzion&amp;ograve; l&amp;rsquo;arte di ritrarre il paesaggio, superando i limiti della raffigurazione prospettica e restituendo gli aspetti pi&amp;ugrave; segreti dello spettacolo della natura. &lt;br /&gt;A curare l&amp;rsquo;evento James Hamilton, tra i maggiori esperti di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;William Turner&lt;/span&gt; (Londra, 1775 - Chelsea, 1851) e autore di una rivoluzionaria biografia (&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Turner: A Life&lt;/span&gt;, 1997), che ha contribuito a sfatare miti e leggende negative sull&amp;rsquo;uomo - tra cui quella, dura a morire, del suo egoismo e della sua misantropia -, ricollocando nel contempo l&amp;rsquo;artista tra i grandi di ogni tempo. &lt;br /&gt;La rassegna a Palazzo Diamanti promette sulla carta, sin dal titolo, un viaggio a ritroso nelle suggestioni di un&amp;rsquo;Italia che gi&amp;agrave; da secoli non c&amp;rsquo;era pi&amp;ugrave;, filtrata dagli occhi di un inglese - di un nordico - ammaliato dal sole mediterraneo, dalla letteratura classica e dalle atmosfere arcadiche narrate nelle &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Bucoliche&lt;/span&gt; di Virgilio. Da Domodossola a Rimini, da Torino a Napoli, da Venezia a Roma, da Ancona a Paestum, Turner visit&amp;ograve; la Penisola in lungo e in largo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui e l&amp;agrave;, come nella &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Scena di montagna&lt;/span&gt; in Val d&amp;rsquo;Aosta, la tela immortala la natura arcigna, gli &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;horridi montes&lt;/span&gt; amati-odiati dai romantici, in quanto riflesso della loro anima tormentata. Ma nel suo immaginario prevale (si vedano &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Roma vista dal Vaticano&lt;/span&gt;, 1820; &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Palestrina&lt;/span&gt; e &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;La visione di Medea&lt;/span&gt;, 1828) l&amp;rsquo;idea di un&amp;rsquo;Italia pallida e assorta, cadente e riflessa sui suoi antichi fasti perduti, languida e malinconica, come una signora sfiorita che ripensa alla giovent&amp;ugrave; ormai lontana. E sono i colori di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Tiziano&lt;/span&gt; e &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Veronese&lt;/span&gt;, uniti alle grandiosit&amp;agrave; sceniche di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Salvator Rosa&lt;/span&gt; e agli equilibri formali di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Poussin&lt;/span&gt;, a saltare all&amp;rsquo;occhio in questi paesaggi, luoghi eletti e oasi dove nutrire e rinfrancare lo spirito, forse non troppo guerriero, che dentro gli ruggiva. &lt;br /&gt;Ma occorre dirlo. Non scopriamo niente di nuovo nell&amp;rsquo;esposizione ferrarese. Per chi conosce Turner, visitarla non &amp;egrave; l&amp;rsquo;occasione per vedere qualcosa di pi&amp;ugrave;, semmai per vedere qualcosa tutto insieme: molti quadri e soprattutto incisioni, la cifra del business che il pittore seppe mettere in piedi, sfruttando la bramosia dei suoi conterranei di possedere immagini del Belpaese con il sogno di poterci un giorno andare di persona. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se le luci morbide e soffuse dell&amp;rsquo;allestimento ben si addicono alla vibrante, a tratti liquida e nel corso degli anni sempre pi&amp;ugrave; rarefatta pittura turneriana, l&amp;rsquo;impressione di fondo &amp;egrave; che nella mostra - impeccabile, ma fredda - manchi tutto sommato qualcosa. Forse proprio la capacit&amp;agrave; di emozionare.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;articoli correlati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25433/IDCategoria/45&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Turner equo e solidale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;elena percivaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;mostra visitata il 15 novembre 2008&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;hr /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;dal 15 novembre 2008 al 22 febbraio 2009&lt;br /&gt;Turner e l'Italia&lt;br /&gt;a cura di James Hamilton&lt;br /&gt;Palazzo dei Diamanti&lt;br /&gt;Corso Ercole I d'Este, 21 - 44100 Ferrara&lt;br /&gt;Orario: tutti i giorni ore 9-19&lt;br /&gt;Ingresso: intero &amp;euro; 10; ridotto &amp;euro; 8&lt;br /&gt;Catalogo Ferrara Arte&lt;br /&gt;Info: tel. +39 0532209988; fax +39 0532203064; &lt;a href=&quot;mailto:diamanti@comune.fe.it&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;diamanti@comune.fe.it&lt;/a&gt;; &lt;a href=&quot;http://www.palazzodiamanti.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.palazzodiamanti.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=68&amp;amp;IDNotizia=26128&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=68&amp;amp;IDNotizia=26128&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</content>
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        <title type="text">La Madonna di Fiesole del Brunelleschi</title>
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        <published>2009-01-26T18:50:18+01:00</published>
        <updated>2009-01-26T18:50:18+01:00</updated>
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            <name>eleperci</name>
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restauriLa Madonna di Fiesole del Brunelleschi
Una terracotta del Quattrocento stranamente ...</summary>
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&lt;tr&gt;
&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#800000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #800000; font-family: verdana;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;&lt;em&gt;restauri&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Madonna di Fiesole del Brunelleschi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;&quot;&gt;Una terracotta del Quattrocento stranamente ben conservata. Un&amp;rsquo;indagine dell&amp;rsquo;Opificio fiorentino in quel di Fiesole. Per scoprire che quella Madonna e quel Bambino sono opera di Brunelleschi...&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:left;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot; font-family: arial;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td height=&quot;6&quot; valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&lt;img style=&quot;float: left; border: 0px;&quot; src=&quot;http://www.exibart.com/foto/64057.jpg&quot; alt=&quot;&quot; width=&quot;70&quot; height=&quot;110&quot; /&gt;
&lt;p style=&quot;text-align:justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color:#000000; font-family: verdana;;font-size: 12px; color: #000000; font-family: verdana;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: #999999;&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato marted&amp;igrave; 23 dicembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Una scoperta sensazionale, di quelle che lasciano il segno. Una giovanissima Vergine, dal volto triste e assorto, lo sguardo perso nel vuoto, che sorregge delicatamente ma con sicurezza il Figlio. Il Bambino si stringe teneramente alla Madre, cercando riparo e protezione. Uno splendido gioco di gesti, pieno di umanit&amp;agrave;, imitatissimo ma senza mai raggiungere questo livello qualitativo. &lt;br /&gt;&amp;Egrave; la statua in terracotta di una Madonna di inizio Quattrocento, scoperta casualmente dai restauratori dell&amp;rsquo;Opificio durante un sopralluogo nel Vescovado di Fiesole: nonostante fosse in buono stato di conservazione, presentava alcune fratture malamente incollate che la esponevano al rischio di rottura. Restaurata dallo stesso Opificio delle Pietre Dure con il sostegno dell&amp;rsquo;Arpai - Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano - l&amp;rsquo;opera, finora del tutto sconosciuta, si &amp;egrave; rivelata di qualit&amp;agrave; altissima sia nel modellato che nella policromia, ancora originale: caso raro per opere di questo tipo, che di solito arrivano a noi pesantemente ridipinte. &lt;br /&gt;Le indagini hanno mostrato che la scultura &amp;egrave; un prototipo originale, modellato direttamente in creta, da cui &amp;egrave; stata tratta una matrice per una ventina di repliche in terracotta e in stucco, alcune delle quali esposte in importanti musei. &lt;br /&gt;E qui arriva la sorpresa: secondo Laura Speranza, storica dell&amp;rsquo;arte e direttore del settore Materiali Ceramici Plastici e Vitrei dell&amp;rsquo;Opificio, che ha diretto l&amp;rsquo;intervento, l&amp;rsquo;autore del capolavoro sarebbe nientemeno che &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Filippo Brunelleschi&lt;/span&gt;: &amp;ldquo;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Luciano Bellosi&lt;/span&gt;&amp;rdquo;, spiega, &amp;ldquo;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;riferisce questa tipologia di Madonne al Maestro del San Pietro di Orsanmichele, cio&amp;egrave; il giovane Brunelleschi, nella fase poco nota della sua attivit&amp;agrave;, che si colloca dopo il concorso del 1401 per le porte del Battistero e prima delle grandi opere architettoniche&lt;/span&gt;&amp;rdquo;. &lt;br /&gt;Nell&amp;rsquo;opera, in effetti, sembrano gi&amp;agrave; presenti quei caratteri che contraddistingueranno l&amp;rsquo;arte scultorea dell&amp;rsquo;artista, prima fra tutte la fedelt&amp;agrave; naturalistica trasfigurata oltre ogni contingenza terrena. La Madonna assomiglia al piccolo Ges&amp;ugrave;, con la stessa bocca quasi imbronciata, la fronte ampia e squadrata, zigomi larghi e alti che il Brunelleschi aveva gi&amp;agrave; realizzato nell&amp;rsquo;angelo che ferma Abramo, nella formella bronzea del concorso. &lt;br /&gt;Resta ora da chiarire chi commission&amp;ograve; la scultura e come sia arrivata all&amp;rsquo;Arcivescovado fiesolano. L&amp;rsquo;ipotesi &amp;egrave; che si tratti proprio di quella Madonna in terracotta, ricordata nel 1418, che stava nella camera da letto di Giovanni di Bicci de&amp;rsquo; Medici, uno dei pi&amp;ugrave; importanti committenti del Brunelleschi: lo proverebbe l&amp;rsquo;abitino a bolli d&amp;rsquo;oro del Bambino, che sembra derivare dallo stemma dell&amp;rsquo;Arte del Cambio, di cui Giovanni era stato pi&amp;ugrave; volte priore. &lt;br /&gt;Il capolavoro, dopo i due anni di restauro, viene ora mostrato per la prima volta al pubblico nel Museo dell&amp;rsquo;Opificio delle Pietre Dure a Firenze. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;articoli correlati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.it/notizia.asp/IDNotizia/25774/IDCategoria/204&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Rinvenimento, indagini, restauro: &amp;egrave; un Brunelleschi!&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;elena percivaldi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;*articolo pubblicato su Grandimostre n. 2. Te l&amp;rsquo;eri perso? &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/exibartonpaper/abbonamenti.asp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abbonati!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;dal 13 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009&lt;br /&gt;Filippo Brunelleschi - La Madonna di Fiesole&lt;br /&gt;Museo dell&amp;rsquo;Opificio delle Pietre Dure&lt;br /&gt;Via Alfani, 78 - 50121 Firenze &lt;br /&gt;Orario: da luned&amp;igrave; a sabato ore 8.15-14; gioved&amp;igrave; ore 8.15-19&lt;br /&gt;Info: tel. +39 0552651346; &lt;a href=&quot;http://www.opificiodellepietredure.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.opificiodellepietredure.it&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=51&amp;amp;IDNotizia=25935&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp?IDCategoria=51&amp;amp;IDNotizia=25935&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">IL MIO NUOVO LIBRO!!!</title>
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        <published>2008-12-23T10:24:54+01:00</published>
        <updated>2008-12-23T10:24:54+01:00</updated>
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            <name>eleperci</name>
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        <summary type="text">E' uscito il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commen...</summary>
        <content type="html">&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ilcerchio.it/ilcerchio/imglibri/san_brandano.gif&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 2px 10px 10px 0px&quot; src=&quot;http://www.ilcerchio.it/ilcerchio/imglibri/san_brandano.gif&quot; border=&quot;0&quot; alt=&quot;&quot; /&gt;&lt;/a&gt;E' uscito il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commento e ampia introduzione, della &quot;Navigatio sancti Brendani&quot;, testo anonimo del X secolo composto con molta probabilit&amp;agrave; da un monaco irlandese e che narra la peripezie di san Brandano e dei suoi monaci alla ricerca della &quot;Terra repromissionis sanctorum&quot;, la terra promessa dei santi. &lt;br /&gt;Un classico assoluto della letteratura medievale. Prefazione di Franco Cardini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Anonimo del X secolo&lt;br /&gt;La Navigazione di san Brandano&lt;br /&gt;A cura di Elena Percivaldi&lt;br /&gt;Prefazione di Franco Cardini&lt;br /&gt;Ed. Il Cerchio, Rimini&lt;br /&gt;pp. 224, euro 18&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;PER GLI ALTRI LIBRI, SCORRI LA PAGINA E GUARDA LA COLONNA A DESTRA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;NE PARLANO:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;GR2 (RAI RADIO 2): INTERVISTA (9 gennaio 2008, ore 19.30) Dal minuto 20' 14''&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.radio.rai.it/radio2/gr2.cfm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.radio.rai.it/radio2/gr2.cfm&lt;/a&gt;#&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ASSOCIAZIONE CULTURALE ITALIA MEDIEVALE&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://medioevo.leonardo.it/blog/la_navigazione_di_san_brandano.html&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;IL SECOLO D'ITALIA&amp;nbsp;p. 8&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.alleanzanazionale.it/public/SecoloDItalia/2008/12-dicembre/081214.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ARIANNA EDITRICE&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23436&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=23436&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;LA STAMPA&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&amp;amp;ID_articolo=21&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=248&amp;amp;ID_articolo=21&amp;amp;ID_sezione=&amp;amp;sezione&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;GRUPPI ARCHEOLOGICI DEL VENETO, p. 12-13:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.gruppiarcheologicidelveneto.it/VA129.pdf&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.gruppiarcheologicidelveneto.it/VA129.pdf&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <published>2008-12-09T12:12:59+01:00</published>
        <updated>2008-12-09T12:12:59+01:00</updated>
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            <name>eleperci</name>
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        <summary type="text">DA CLASSICAONLINE:http://www.classicaonline.com/inviato/appuntamenti/09-12-08.html*********Solo otto...</summary>
        <content type="html">&lt;div&gt;&lt;font class=&quot;ske02&quot;&gt;DA CLASSICAONLINE:&lt;br /&gt;&lt;/font&gt;&lt;a href=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/appuntamenti/09-12-08.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske02&quot;&gt;http://www.classicaonline.com/inviato/appuntamenti/09-12-08.html&lt;/font&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;*********&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;Solo otto minuti di applausi e molti fischi per la prima scaligera&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;font color=&quot;#800000&quot; class=&quot;ske04&quot;&gt;IL DON CARLO CHE NON INFIAMMA &lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;#800000&quot; class=&quot;ske02&quot;&gt; Di Elena Percivaldi&lt;/font&gt;&lt;/b&gt; &lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/scala.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 2px 10px 10px 0px&quot; src=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/scala.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Si dice sempre che alle prime teatrali non bisogna mai indossare il viola, che porta sfortuna.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;Ma anche l’eccessiva sobrietà, per quanto scelta semiobbligata&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;in un momento di crisi, non sembra attirare il favore degli Dei su una stagione che parte decisamente con il piede sbagliato. Pochi fiori, poco sfarzo, in sala&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;anche abiti “reciclati” dagli anni precedenti. E basterebbe questo, forse, a dare un’idea del clima dimesso che si respirava nella prima scaligera. Una serata terminata con soli otto minuti di applausi, e in una tempesta di fischi. &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Quanto questi ultimi fossero meritati e quanto invece organizzati, è questione che sarà dibattuta a lungo. Certo, ha pesato e non poco la scelta (ancora non ufficialmente giustificata) da parte del maestro Daniele Gatti di accantonare, il giorno prima dell’esordio, Giuseppe Filianoti nel ruolo eponimo. I fan del tenore, presenti in massa nel loggione,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;si sono fatti sentire, cominciando nel primo atto e finendo all’ultimo. Ma c’è da dire che, in scena, una delle più possenti e magnifiche partiture verdiane veniva maltrattata ai limiti del ridicolo da alcuni interpreti totalmente fuori ruolo, svilita da una regia nel complesso soporifera e non del tutto esaltata da una direzione corretta ma non sempre (preludi a parte) emozionante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verdi, che lo si voglia o no, è sempre politico. E non solo quando scrive il “Nabucco” o i “Lombardi”. Lo è nella Trilogia (che si metta alla berlina la morale piccolo borghese o i vizi dei potenti, non cambia) e lo è anche nel “Don Carlo”. Dove l’aspro conflitto personale padre/figlio per motivi di cuore si trasforma progressivamente in aperta ribellione di quest’ultimo all’assolutismo del sovrano. Don Carlo si erge a paladino delle libertà dei popoli (in questo caso i Fiamminghi) oppressi. E sacrifica a questa sua missione anche l’amore.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;Quella che ne è stata data da Gatti è, purtroppo, una lettura piuttosto monolitica, che privilegia gli aspetti eroici, schilleriani appunto, di un lavoro invece assai più terribile e complesso, penalizzandone gli accenti umani e personali . Più tragedia “pubblica”, insomma, che “privata”.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;E la resa di quest’ultima viene lasciata unicamente alla qualità (molto discontinua) degli interpreti.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/doncarlo_sc5.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 2px auto; WIDTH: 200px; TEXT-ALIGN: center&quot; src=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/doncarlo_sc5.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due-parole-due su regia e scenografia, entrambe firmate da Stéphane Braunschweig. La messa in scena è minimal, senz’altro elegante ma senz’anima. E a volte persino ridicola, quando nell’autodafè fa involare (letteralmente) il piccolo Carlo verso il cielo da funi invisibili. Richiamo alla macchinalità barocca? Mah, secondo noi solo colpo ad effetto oleografico. Unico tocco geniale: la presenza di bambini come “doppi” dei protagonisti, a ricordare il contrasto eterno tra l’Età dell’oro e il Paradiso della fanciullezza, che si perderanno nel cinismo e nella delusione quando si cresce.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;Sinceramente suggestiva invece la scena finale, con Don Carlo che si addormenta sull’avello di Carlo V riparato dal suo mantello imperiale. Bellissimi e sfarzosi i costumi cinquecenteschi di Thibault van Craenenbroeck, tocco di filologia riservato ai nobili. Per il coro della plebe, ecco invece abiti della Spagna franchista, a ricordare quanto l’immortalità dei temi verdiani (qui l’oppressione dei potenti) superi le barriere del tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’americano Stuart Neill ha preso tra le polemiche il posto di Giuseppe Filianoti e la scelta purtroppo non si è rivelata vincente. Totalmente privo del&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;&lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;physique du rôle&lt;/i&gt; – una montagna grande e grossa a rappresentare il malaticcio, pallido e nevrotico don Carlo - risulta molto poco credibile come amante struggente ed eroico sobillatore di popoli (soprattutto per chi ha in mente un Domingo o un Carreras). Goffo e sgraziato, l’Infante di Spagna sembra un ragazzotto esploso troppo in fretta. E alla fine risulta grottesco. Pure vocalmente non è a suo agio. Poco smalto, emissione a tratti sentorea, acuti un po’ strozzati. Decisamente, da rimandare. Non troppo meglio l’Elisabetta di Fiorenza Cedolins, regale sì ma pure troppo, al punto da risultare immobile come una stella fissa. Nell’interpretazione non emoziona, nell’esecuzione non sbaglia nulla ma si limita al compitino da 6 politico. E risulta fredda. Incapace di riscaldare i cuori, anche nei momenti di maggior pathos. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;&lt;table width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width=&quot;50%&quot;&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;td width=&quot;50%&quot;&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/doncarlo_sc1.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 2px 10px 10px 0px&quot; src=&quot;http://www.classicaonline.com/inviato/immagini/doncarlo_sc1.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Decisamente meglio Dalibor Jenis, un Rodrigo dotato di voce limpida, che non crolla, e buone capacità attoriali. Forse un tantino esacerbato il suo “giovanile ardore”, meglio sarebbe stato riequilibrare i toni conferendo al personaggio una maggiore dignità aristocratica. Ma nel complesso ascoltabilissimo e guardabilissimo. &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;Imponente il Filippo II di Ferruccio Furlanetto, ormai tanto abituato al ruolo che quasi ci si identifica. La sua statura è esattamente così come l’avrebbe voluta Verdi: immensa, nel bene e (soprattutto) nel male. Il suo è un imperatore tutt’altro che monolitico. Se infatti impressionano i suoi toni gravi, che lo portano a farci intravvedere l’inferno, il suo Filippo riesce per un attimo ad essere umano quando si strugge di delusione per l’amore non ricambiato della consorte e per il tradimento del figlio. Furlanetto lavora di scalpello intorno al personaggio come con una scultura a tutto tondo. Indimenticabile. &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Dolora Zajick è una Eboli di primissima categoria, dotata di acuti potenti e imperiosi &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;che la rendono magnifica nell’esprimere rabbia e vedetta. Non altrettanto, invece, nelle parti leggere come i vocalizzi&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;della “canzon saracina”, che peccano di fluidità e risultano poco ariose. Disastroso il Grande Inquisitore di Anatolij Kotscherga. Registro centrale floscio, acuti strozzati e gravi inesistenti. Da dimenticare, senza se e senza ma. Benino i ruoli di contorno, ottimo il coro di Bruno Casoni:&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;come sempre, una sicurezza.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;i&gt;Foto: Marco Brescia – Teatro alla Scala&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;___________________________________________________________________________________________&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;i&gt;GIUSEPPE VERDI, DON CARLO&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;Dicembre  2008:&lt;/b&gt; &lt;span class=&quot;days&quot;&gt; &lt;span&gt;07&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;10&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;12&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;14&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;16&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;19&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;21&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;b&gt;Gennaio  2009:&lt;/b&gt; &lt;span class=&quot;days&quot;&gt; &lt;span&gt;04&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;08&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;11&lt;/span&gt;, &lt;span&gt;15&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Nuova produzione Teatro alla Scala. &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Direttore &lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;DANIELE GATTI&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;span style=&quot;FONT-FAMILY: 'Times New Roman'&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal; mso-bidi-font-size: 10.0pt; mso-fareast-font-family: Times; mso-bidi-font-family: Times New Roman; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personaggi e Interpreti: &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;span style=&quot;FONT-FAMILY: 'Times New Roman'&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;i&gt;Filippo II&lt;/i&gt; Ferruccio Furlanetto Matti Salminen&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Don Carlo&lt;/i&gt; Stuart Neill &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;Giuseppe Filianoti &lt;/font&gt;&lt;font color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Rodrigo&lt;/i&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;img height=&quot;20&quot; src=&quot;http://blog.libero.it/immagini/findtext.gif&quot; width=&quot;20&quot; border=&quot;0&quot; /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.teatroallascala.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;TEXT-DECORATION: none; mso-fareast-font-family: Times; mso-bidi-font-family: Times New Roman; mso-ansi-language: IT; mso-fareast-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; text-underline: none&quot;&gt;&lt;font color=&quot;#800000&quot;&gt;&lt;u&gt;http://www.teatroallascala.org&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;img height=&quot;20&quot; src=&quot;http://blog.libero.it/immagini/findtext.gif&quot; width=&quot;20&quot; border=&quot;0&quot; /&gt; &lt;a href=&quot;http://www.classicaonline.com/musicologia/saggi/01-12-08.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&amp;gt;GIUSEPPE VERDI- DON CARLO&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;smallertext&quot; align=&quot;left&quot;&gt;___________________________________________________________________________________________&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;Dalibor Jenis Thomas Johannes Mayer&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il grande inquisitore&lt;/i&gt; Matti Salminen Anatolij Kotscherga&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Un frate&lt;/i&gt; Diogenes Randes Gabor Bretz Petri Lindroos&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Elisabetta di Valois&lt;/i&gt; &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;Fiorenza Cedolins Micaela Carosi&lt;br /&gt;&lt;i&gt;La principessa d'Eboli&lt;/i&gt; Dolora Zajick Anna Smirnova &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Tebaldo &lt;/i&gt;Carla Di Censo Roberta Canzian &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Conte di Lerma&lt;/i&gt; Cristiano Cremonini Ki Hyun Kim &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Araldo reale&lt;/i&gt; Carlo Bosi Ki Hyun Kim &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Voce dal cielo&lt;/i&gt; Julia Borchert Irena Bespalovaite &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sei deputati fiamminghi&lt;/i&gt;Filippo Bettoschi Davide Pelissero Ernesto Panariello Chae Jun Lim Alessandro Spina Luciano Montanaro&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;, regia e scene &lt;b&gt;Stéphane Braunschweig&lt;/b&gt;, costumi &lt;b&gt;Thibault van Craenenbroeck&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;p /&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <published>2008-12-09T10:02:44+01:00</published>
        <updated>2008-12-09T10:02:44+01:00</updated>
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        <summary type="text">fino al 25.I.2009Medioevo a TriesteTrieste, Castello di San GiustoNon solo Svevo e Joyce. Tra monete...</summary>
        <content type="html">&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;verdana&quot; color=&quot;#800000&quot;&gt;&lt;u&gt;fino al 25.I.2009&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Medioevo a Trieste&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Trieste, Castello di San Giusto&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;Non solo Svevo e Joyce. Tra monete, pergamene, affreschi e sculture gotiche, ecco il volto medievale, inconsueto, della città che fu il porto degli Asburgo. Sospesa tra castello e cattedrale...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;di ELENA PERCIVALDI&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;#999999&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/foto/62657.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 2px 10px 10px 0px&quot; src=&quot;http://www.exibart.com/foto/62657.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;pubblicato martedì 9 dicembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;Pensare a Trieste vuol dire sentir soffiare, oltre alla bora, il vento del cambiamento che portò, quel 4 novembre di novant’anni fa, la città sotto bandiera italiana. Fino ad allora era stata il porto degli Asburgo, lo sbocco sul mar Adriatico di un impero che, esteso nel cuore pulsante dell’Europa, era confinato tra montagne, pianure e valli. Ma stavolta, invece dei caffè d’inizi Novecento, in cui si respirava un’aria mitteleuropea e si potevano incontrare James Joyce, Italo Svevo e Umberto Saba, la città si materializza nel suo castello, intitolato al patrono san Giusto, e il vento che soffia è quello che spira dai secoli addietro, attraverso le volte e le navate della sua Cattedrale...&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;LEGGI TUTTA LA RECENSIONE SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25748/IDCategoria/1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25748/IDCategoria/1&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;</content>
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        <title type="text">Senza titolo</title>
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        <published>2008-12-05T21:53:00+01:00</published>
        <updated>2008-12-05T21:53:00+01:00</updated>
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        <summary type="text">MAO SOTTO LA MOLEA Torino apre il Museo d’Arte Orientale. 1500 reperti, cinque sezioni, tre piani. I...</summary>
        <content type="html">&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;verdana&quot; color=&quot;#800000&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;MAO SOTTO LA MOLE&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;A Torino apre il Museo d’Arte Orientale. 1500 reperti, cinque sezioni, tre piani. In un palazzo antico, reso trendy da un cubo di vetro. Un viaggio multimediale. Dal Sol Levante all’Islam...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;di ELENA PERCIVALDI&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/foto/63299.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;DISPLAY: block; MARGIN: 2px auto; WIDTH: 320px; TEXT-ALIGN: center&quot; src=&quot;http://www.exibart.com/foto/63299.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;#999999&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato giovedì 4 dicembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;Si chiama MAO, ma non c’entra con il rivoluzionario cinese. O almeno, non direttamente, anche se sempre (anche) di Cina si tratta. Il Mao in questione è infatti il nuovo Museo d’Arte Orientale di Torino, che aprirà ufficialmente i battenti questa sera e che, suddiviso in cinque gallerie, raccoglierà testimonianze della cultura, della storia e dell’arte della Cina appunto, ma anche dell’Asia Meridionale, della Regione Himalayana, dei Paesi Islamici e del Giappone. Diretto dal professor Franco Ricca, il MAO presenta un corpus artistico eccezionale, del quale si sta ultimando la schedatura e la catalogazione informatica, il che renderà il museo un punto di riferimento a livello europeo per studiosi e appassionati.&lt;br /&gt;L’attrazione di Torino per l’Oriente non è certo una novità dell’ultim’ora. Già nel Cinquecento il buon Carlo Emanuele I aveva infatti promosso studi in tal senso. Oggi, oltre al celeberrimo Museo Egizio, la città è sede di una delle più importanti università italiane, nota a livello mondiale per una signora tradizione di studi di sanscrito grazie a nomi quali Gaspare Gorresio (1808-1891), fondatore dell’indologia italiana e titolare dal 1852 della prima cattedra in Italia di Lingua e Letteratura Sanscrita, Mario Vallauri (1887-1964), iniziatore degli studi sui miti contenuti nelle antiche storie dei &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Purana&lt;/span&gt;, e Oscar Botto, scomparso nell’agosto scorso, grande esperto di buddismo. Ma non basta. Da Torino sono partite importanti attività archeologiche, culminate nella creazione del Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l'Asia e nell’ultimo nato, il Cesmeo - Istituto Internazionale di studi asiatici avanzati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ospitare il MAO è la settecentesca residenza nobiliare di Palazzo Mazzonis, posta nel cuore del quadrilatero romano, in passato oggetto di ruberie e devastazioni che lo hanno praticamente svuotato, e che ora grazie al suggestivo allestimento firmato dall’architetto Andrea Bruno rinasce in un modo che farà tendenza: il cortile interno, coperto da un cubo trasparente, come una soglia immaginaria traghetterà come una sorta di Caronte di vetro il visitatore dal suo mondo di certezze e pragmatismi occidentali in quello, spirituale e impalpabile, dell’Oriente. E cosa troverà il curioso &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;voyageur&lt;/span&gt; ad attenderlo? Ben 1500 opere provenienti da diversi paesi dell'Asia, la sintesi in tre piani di un Continente. &lt;br /&gt;Il viaggio parte, al primo piano, dall’India con le grandi teste di Buddha in arenaria rossa e le statue di divinità come Tara, Shiva (Maheshvara) e la consorte Parvati (Uma). Si prosegue lungo il sudest asiatico con le petrose sculture Khmer di Angkor e il legno e bronzo, laccati e dorati, birmani e thailandesi (X-XVIII secolo). Tra questi campeggia il monumentale Buddha coronato di legno alto oltre 180 centimetri e intagliato, meraviglia più unica che rara, in un unico tronco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Niente sete fruscianti, ma il variegato vasellame prodotto in oltre duemila anni di storia, dal 3.000 a.C. al 900 d.C., si troverà invece nella sezione cinese, che insieme alle tante statuette funerarie presenta pezzi unici come gli originali cammellieri e mercanti dei periodi Han (206 a.C.-220 d.C.) e Tang (618-907) che rivelano l'influenza esercitata dal mondo occidentale attraverso le vie commerciali. Tra gli oggetti più belli, ci sono anche la preziosa brocca con coperchio a testa di fenice in gres porcellanato, dell’epoca della Dinastia Sui (inizio VII secolo), e la statuina di uno straniero dal volto velato - forse un cammelliere persiano o un sacerdote zoroastriano intento a officiare il rito del fuoco -, rarissimo perché modellato a mano mentre di solito questi oggetti erano realizzati a stampo. &lt;br /&gt;Purtroppo le distruzioni operate in Tibet nel corso della Rivoluzione Culturale cinese hanno disperso moltissime testimonianze della civiltà himalayana. Ecco perché visitare il secondo piano – dove è allestita la sezione dedicata alla regione stessa– consente di prendere coscienza della tragedia avvenuta (e tuttora in corso), che rischia di risolversi in un vero e proprio genocidio culturale. Si entra nel mistico con l’arte buddhista tibetana ispirata ai tantra: sculture in legno e in metallo, strumenti rituali decorati e dipinti a tempera su tessuto (&lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;thang-ka&lt;/span&gt;) databili dal XII al XVIII secolo, ma soprattutto due splendidi manoscritti del XV secolo, che si affiancano a una delle maggiori raccolte europee di copertine lignee dei volumi del Canone Buddhista Tibetano (&lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;bKa'-'gyur&lt;/span&gt;) intagliate e dipinte. Pezzi veramente suggestivi. &lt;br /&gt;Dall’Estremo Oriente all’Islam il passo è più breve di quanto non sembri. Almeno a guardare le ceramiche prodotte in medio oriente tra il IX e il XVII secolo, che citano la porcellana cinese e influenzeranno a loro volta le maioliche e faenze italiane. Basta salire al terzo piano, ed ecco la ricca collezione di vasellame e piastrelle invetriate che ci fa intravedere lo splendore delle grandi lussuose costruzioni di Isfahan, Samarcanda e Istanbul. Qui il colore e i temi denunciano l’incontro tra mondo arabo e civiltà artistica bizantina e sasanide, esaltati nei prodigiosi elementi decorativi: ornati geometrici che esplorano tutte le possibilità della simmetria piana, ma anche arabeschi che richiamano elementi fitomorfi del mondo tardo-antico assumendo però la valenza mistico-religiosa della declamazione - tramite l’arte calligrafica - del Corano. Che dire poi di fronte ai manoscritti arabi in caratteri cufici su pergamene del X secolo, ai cinquecenteschi volumi miniati persiani e ai soffici velluti ottomani degli inizi dell’Ottocento? &lt;br /&gt;Il viaggio finisce nel Sol Levante. Nelle due sale al primo e secondo piano della manica laterale troviamo statue lignee di ispirazione buddhista - come l'imponente &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Kongo-rikishi&lt;/span&gt; (alto ben 230 cm e scolpito in legno di cipresso) raffigurante un &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;dvarapala&lt;/span&gt;, ossia il guardiano del monastero -, tre armature samurai ma soprattutto i diafani paraventi seicenteschi che descrivono templi ed edifici dell'antica Kyoto e illustrano eventi dell’epica giapponese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lievi come ninfee, volano infine i ventagli dipinti e traslucono le xilografie policrome settecentesche che, insieme alla ricca collezione di oggetti laccati, restituiscono l’immagine del Giappone come quella di un mondo fluttuante e sospeso. &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Ex Oriente lux&lt;/span&gt;, si dice spesso. Da dicembre, a Torino, questa luce illuminerà un po’ anche noi. &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;FONT-WEIGHT: bold&quot;&gt;elena percivaldi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;hr /&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Inaugurazione giovedì 4 dicembre 2008 ore 20.30-24 &lt;br /&gt;MAO - Museo d’Arte Orientale&lt;br /&gt;Via San Domenico, 9/11 - 10122 Torino&lt;br /&gt;Info: tel. +39 0114429523; &lt;a href=&quot;http://www.arteorientaletorino.it/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;www.arteorientaletorino.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*articolo pubblicato su Grandimostre n. 1. Te l’eri perso? &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/exibartonpaper/abbonamenti.asp&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Abbonati!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[exibart]&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p /&gt;&lt;p&gt;PUBBLICATO SU EXIBART: &lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25687/IDCategoria/1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25687/IDCategoria/1&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</content>
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        <title type="text">IL MIO NUOVO LIBRO!!</title>
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        <published>2008-12-03T10:57:03+01:00</published>
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        <content type="html">&lt;div class=&quot;clear_left&quot;&gt;Sta per uscire il mio nuovo libro. Si tratta dell'edizione, con traduzione, testo latino a fronte, commento e ampia introduzione, della &amp;quot;Navigatio sancti Brendani&amp;quot;, testo anonimo del X secolo composto con molta probabilità da un monaco irlandese e che narra la peripezie di san Brandano e dei suoi monaci alla ricerca della &amp;quot;Terra repromissionis sanctorum&amp;quot;, la terra promessa dei santi. &lt;br /&gt;Un classico assoluto della letteratura medievale. Prefazione di Franco Cardini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anonimo del X secolo&lt;br /&gt;La Navigazione di san Brandano&lt;br /&gt;A cura di Elena Percivaldi&lt;br /&gt;Prefazione di Franco Cardini&lt;br /&gt;Il Cerchio, Rimini, 2008, pp. 224, euro 19&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content>
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        <published>2008-11-22T09:48:03+01:00</published>
        <updated>2008-11-22T09:48:03+01:00</updated>
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            <name>eleperci</name>
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        <summary type="text">fino al 30.XI.2008I GonzagaMantova / Rivarolo, Palazzo Te / Palazzo PubblicoTra brughiere brumose e ...</summary>
        <content type="html">&lt;table cellspacing=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;3&quot; width=&quot;100%&quot; border=&quot;0&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;verdana&quot; color=&quot;#800000&quot;&gt;&lt;u&gt;fino al 30.XI.2008&lt;br /&gt;&lt;b&gt;I Gonzaga&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mantova / Rivarolo, Palazzo Te / Palazzo Pubblico&lt;/u&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;Tra brughiere brumose e pianure solcate da fiumi, i protagonisti del ramo cadetto dei Gonzaga riemergono finalmente dalle nebbie padane. Personaggi di spicco, come Vespasiano e Giulia, tutti da riscoprire. E a Mantova, un cammeo...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Arial&quot;&gt;&lt;strong&gt;di Elena Percivaldi&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot; height=&quot;6&quot;&gt;&lt;hr width=&quot;75%&quot; height=&quot;1&quot; /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; bgcolor=&quot;#ffffff&quot;&gt; &lt;p align=&quot;justify&quot;&gt;&lt;font style=&quot;FONT-SIZE: 12px&quot; face=&quot;Verdana&quot; color=&quot;#000000&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;font color=&quot;#999999&quot;&gt;&lt;strong&gt;pubblicato giovedì 20 novembre 2008&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/foto/63409.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;img style=&quot;FLOAT: left; MARGIN: 2px 10px 10px 0px&quot; src=&quot;http://www.exibart.com/foto/63409.jpg&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Li hanno ribattezzati i &lt;span style=&quot;FONT-STYLE: italic&quot;&gt;Gonzaga delle nebbie&lt;/span&gt; perché, invece che sulle sponde del Mincio, avevano stabilito i loro domini nella vasta brughiera che si estende tra Oglio e Po. Tra filari di pioppi, pianure infinite declinanti verso le acque del Grande fiume, caldo afoso e zanzare d’estate e brume ovattate d’inverno, il ramo cadetto della grande dinastia mantovana qui iniziò le sue vicende nel 1478, anno in cui Ludovico II morì di peste. &lt;br /&gt;Fu allora che si svilupparono i rami collaterali dei Gonzaga, che già governavano su località staccate dal marchesato e che andarono configurandosi sempre più come feudi indipendenti. Uno di questi, originatosi dal terzogenito di Ludovico, Gianfrancesco, comprendeva i borghi di Gazzuolo, San Martino dall’Argine, Bozzolo, Pomponesco, Isola Dovarese, Ostiano, Commessaggio, Rivarolo Mantovano e Sabbioneta: luoghi che conservano un aspetto architettonico nobile ed elegante, a dimostrazione del ruolo non di mera appendice del potere, ma di centro nevralgico, soprattutto culturale e artistico....&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;LEGGI TUTTA LA RECENSIONE SU EXIBART:&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25492/IDCategoria/1&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;http://www.exibart.com/notizia.asp/IDNotizia/25492/IDCategoria/1&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;</content>
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