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Post n°3466 pubblicato il 17 Maggio 2013 da swann1000



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V I T A    D A    G A T T O


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     In questa stagione, potendo lasciare le finestre aperte, sia Maggie che Poldo ne approfittano.

     Entrano furtivamente in veranda e si passano delle mattinate e dei pomeriggi favolosi.

     Il posto preferito è un cestino sopra la lavastoviglie.

     E’ in alto (ai gatti piace stare in alto) e dai vetri si possono osservare tutti gli spostamenti del giardino...



Foto di swann1000


     A mezzogiorno sono tornato a casa e, con sorpresa, ho visto Poldo che dormiva nel cestino (arrotolato come Maggie).

     Mi  ha fatto piacere e mi ha trasmesso un’energia positiva.

     Dicono che la presenza di un gatto aiuta a far abbassare la pressione.

     Comunque a me piace che loro stiano bene.

 
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Post n°3456 pubblicato il 15 Maggio 2013 da swann1000

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B A G D A D    C A F E



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     Ieri sera, per l'ennesima volta, ho visto "Bagdad Cafe".
     Era una situazione disperata: avevo finito il libro e fuori c'era temporale (quindi niente ricci) .... o il suicidio (andare a dormire), o la televisione (tortura mediatica), oppure vedere un film.
     Devo dire che, quando un film è un capolavoro, è sempre piacevole rivederlo e se ne gustano aspetti dimenticati e quasi nuovi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Bagdad_Caf%C3%A9




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Post n°3455 pubblicato il 14 Maggio 2013 da swann1000

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Luce della sera.


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Post n°3453 pubblicato il 14 Maggio 2013 da swann1000
 

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     Questa mattina, complice la stagione all'apice della bellezza, ho terminato la lettura de: "Il giovane Holden" di J.D. Salinger.
     Salinger è morto nel 2010. Ne sentii parlare allora, anche se il titolo, comunque, lo avevo nella testa. Il problema è che non conoscevo nulla del contenuto. Credevo fosse un palloso romanzo psicologico, lento e tutto da interpretare. Da intellettuale.
     Invece, come tutti i capolavori, è scorrevole e semplice. Il difficile è tirare le somme, come sempre, e fare propri i frutti positivi che si possono cogliere dalla composizione, evidentemente non banale (anche se apparentemente elementare) dell'autore.
     Holden è ognuno di noi, nella fase in cui si smette di essere bambini e si deve cominciare ad essere adulti.
     La scuola, dalla quale fugge Holden, rappresente l'impegno e la responsabilità che si devono affrontare.
     Tra il passato (giovinezza) ed il futuro (insopportabile, impegnativo e avulso dalle nostre aspettative) c'è la sorellina Phoebe. Essa rappresenta la dolcezza e l'incanto assoluto della fanciullezza. Holden adora sua sorella che è l'unica persona che vuole vedere e con la quale desidera parlare per essere sorpreso dalla vivacità e dall'amore che ne scaturisce.
     E' un breve spaccato (due giorni) della vita di un sedicenne che teme di perdersi e non sa che cosa fare. Direi che è capitato a tutti; un buon motivo per leggere il libro.
     Se si desidera cogliere qualche suggerimento, anche per noi, da applicare sin da oggi, suggerisco di riflettere sulle parole del professor Antonini (che appare come l'unico che riesce a trattenere l'attenzione di Holden); anche se questa figura è chiaroscura, non completamente positiva (come tutto, del resto).

     Ah, dimenticavo, è stato scritto nel 1951 e, per l'epoca, il linguaggio "....e compagnia bella...." (come avrebbe detto Holden), sono ammirevoli e rappresentano una novità.


"The catcher in the rye" è il titolo originale e per spiegarlo ci vogliono alcune pagine scritte fitte fitte. Letteralmente significa: il paratore nel campo di segale (cioè colui che cerca di non far cadere i giocatori in un burrone). Einaudi cambiò in: "Il giovane Holden".

 
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Post n°3447 pubblicato il 13 Maggio 2013 da swann1000



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L    u    c    i



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