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Post n°4155 pubblicato il 21 Ottobre 2014 da swann1000

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BANANO NOTTURNO


Foto di swann1000





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Post n°4150 pubblicato il 15 Ottobre 2014 da swann1000
 

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COSA SUCCEDE IN GIARDINO


Foto di swann1000


     Le foglie del banano mi sembrano fotogeniche.
Hanno un'eleganza naturale e credo che dovrebbero essere sfruttate nei giardini più di quanto non lo siano già. Le taglierò dopo il 15 di Novembre. Appena prima dei geli.
     Infatti è necessario tagliare le piante, ad un'altezza di circa 20/30 cm da terra, per evitare che il gelo faccia morire le radici. Poi, le foglie tagliate si mettono a copertura dei monconi. A primavera cresceranno nuovamente come enormi canne, emettendo nuove foglie che diverranno sempre più grandi.



Foto di swann1000


     Ecco una Gazania gialla. E' una pianta lenta a fiorire e necessita di sole pieno. Un po' timida e poco generosa ma la tengo volentieri in giardino e aspetto; senza metterle fretta.




Foto di swann1000



     Un bell'effetto, la foto dietro la trasparenza del banano. Bei colori caldi, autunnali.



Foto di swann1000


     Una viola.




Foto di swann1000


    
     Una zinnia. Irresistibile la tinta, come sempre.


 
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Post n°4149 pubblicato il 15 Ottobre 2014 da swann1000

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Post n°4142 pubblicato il 14 Ottobre 2014 da swann1000
 

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SENZA PAROLE






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Post n°4140 pubblicato il 11 Ottobre 2014 da swann1000

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DOLCENERA
dall'LP "Anime Salve"
di Fabrizio De Andrè 1996
(ispirato all'alluvione di Genova del 1970)




Nera che porta via, che porta via la via,
nera che non si vedeva da una vita intera
così dolcenera nera.
Nera che picchia forte, che butta giù le porte,

nera di malasorte che ammazza e passa oltre.
Nera come la sfortuna
che si fa la tana dove non c'è luna.
Nera di falde amare che passano le bare.

Ma la moglie di Anselmo non lo deve sapere
ch’é venuta per me, è arrivata da un'ora
e l'amore ha l'amore come solo argomento

e il tumulto del cielo ha sbagliato momento.
Acqua che non si aspetta altro che benedetta,
acqua che porta male, sale dalle scale,
sale senza sale,
acqua che spacca il monte
che affonda terra e ponte.

Ma la moglie di Anselmo sta sognando del mare
quando ingorga gli anfratti si ritira e risale
e il lenzuolo si gonfia sul cavo dell'onda
e la lotta si fa scivolosa e profonda.

Acqua di spilli fitti dal cielo e dai soffitti,
acqua per fotografie
per cercare i complici da maledire.
Acqua che stringe i fianchi, tonnara di passanti.

Oltre il muro dei vetri si risveglia la vita
che si prende per mano a battaglia finita
come fa questo amore che, dall'ansia di perdersi,

ha avuto in un giorno la certezza di aversi.
Acqua che ha fatto sera, che adesso si ritira,
bassa sfila tra la gente come un innocente
che non c'entra niente.
Fredda come un dolore, Dolcenera senza cuore.

E la moglie di Anselmo sente l'acqua che scende
dai vestiti incollati da ogni gelo di pelle
nel suo tram scollegato da ogni distanza
nel bel mezzo del tempo che adesso le avanza.

Così fu quell'amore dal mancato finale,
così splendido e vero da potervi ingannare.


« Questo del protagonista di Dolcenera è un curioso tipo di solitudine. È la solitudine dell'innamorato, soprattutto se non corrisposto. Gli piglia una sorta di sogno paranoico, per cui cancella qualsiasi cosa possa frapporsi fra se stesso e l'oggetto del desiderio. È una storia parallela: da una parte c'è l'alluvione che ha sommerso Genova nel '70, dall'altra c'è questo matto innamorato che aspetta una donna. Ed è talmente avventato in questo suo sogno che ne rimuove addirittura l'assenza, perché lei, in effetti, non arriva. Lui è convinto di farci l'amore, ma lei è con l'acqua alla gola. Questo tipo di sogno, purtroppo, è molto simile a quello del tiranno, che cerca di rimuovere ogni ostacolo che si oppone all'esercizio del proprio potere assoluto. »

Fabrizio De Andrè

 
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