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Post n°4207 pubblicato il 19 Dicembre 2014 da swann1000

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A volte c'è una luce che emoziona.

Luce d'inverno.



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Post n°4206 pubblicato il 11 Dicembre 2014 da swann1000

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Ho scritto con la pila.....


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Post n°4204 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da swann1000

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Il mattino.

     Il generale Timofey ha gli occhi aperti prima dello scampanellio della sveglia. La stanza non è del tutto buia ma si può capire qualcosa sulla disposizione dei mobili. E' casa sua e la conosce bene.
     Resta ancora nel letto e con la mano, ad occhi chiusi mette il blocco al martellino; non suonerà, come ogni mattina, alle sei e trentadue.
     Alzarsi significa vivere ed affrontare la realtà. Lavarsi con l'acqua fredda è molto fastidioso, ed è solo l'inizio. Non gli è mai piaciuto il momento che precede l'uscita di casa; in più, oggi, fa freddo e sarà necessario coprirsi molto.
     Ancora un momento sotto le coperte, si gira. La schiena sembra rilassarsi e il cambio di posizione allevia, solo un attimo, quel leggero dolore. Bisogna prendere in mano la vita e farla diventare una vita degna, utile, onorata.
     Una preghiera farà bene. Recita un'Ave Maria tra se e se ma sbaglia e non capisce se l'ha detta tutta o se ne ha saltata una parte.
     Accidenti anche alla mente. -- E se fossi diventato uno scemo? Alla mia età può succedere di perdere la lucidità --.
     La vita dovrebbe durare un attimo, non ci si dovrebbe alzare con fatica e non si sarebbe costretti a lavarsi ed a compiere tutte le pesanti incombenze quotidiane. E poi tutto per che cosa? Per quella massa di idioti e delatori che vivono al ministero?
     Timofey non si alza. Passano i minuti e le lancette della grande sveglia di latta avanzano, tremano e corrono. Quel tic tac continuo è inesorabile.
-- Oggi resto a letto, il mondo farà a meno di me, oggi. Oppure mi alzo e vado a fare un giro, al parco, ben coperto, a vedere lo spettacolo del gelo. Oppure leggo, vicino al fuoco --.

     Era la prima volta che il generale restava a meditare nel letto.

     Fu anche l'ultima. Ma non lo sapeva.

 
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Post n°4201 pubblicato il 27 Novembre 2014 da swann1000
 

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UN RICORDO DI MONTAGNA
La vetta del Monte Ebro.



     Se penso alla montagna, mi vengono alla mente molti ricordi; riemergono soprattutto facendo passare le montagne come in una rivista mentale.

     C'è un monte, in particolare, che mi piace ricordare, soprattutto quando il cielo è grigio, come oggi, ed è il Monte Ebro. Divide la Val Borbera dalla Val Curone.

     Mi piace raggiungerlo da Caldirola, passando per il Rifugio Orsi e poi tagliando sopra le stalle di Salogni e passando nella zona delle Bocche di Crenna. In quel punto il panorama è splendido e aperto. Non ci si può perdere.

     Mano a mano che si sale verso la vetta, per un'erta sassosa che toglie il fiato, comincia a fare presenza il Monte Alfeo, in lontananza. Il più bel monte che conosca, dalla sagoma perfettamente a piramide, boscoso, selvaggio; dotato, a differenza di tutti, di una statua della Madonna col bambino, invece della solita croce.

     Arrivato al Monte Ebro, in vetta, dopo che il sentiero, quasi per fare un regalo, è divenuto piatto, ci si ferma a guardare. Nessuno può chiudere gli occhi. E' tutto un monte, sino al mare.

     Comincio a far venire alla mente i nomi: il Buio, il Ramaceto, il Monte Penna e Pennino, l'Ajona, l'Antola, la Cappella di San Fermo, le Rocche del Reo Passo, il Fajallo, il Porto di Genova e un bagliore, in fondo: il mare.

     Passato il fiato forte della salita, mi copro e mi siedo sull'erba. Ecco il ricordo: io seduto sull'erba della vetta del Monte Ebro. Una cosa da nulla.



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Post n°4196 pubblicato il 24 Novembre 2014 da swann1000

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Santuario
del Sacro Monte
di Serralunga di Crea (AL)


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