DONNE E BLOG PREMESSA Questa è una mia personalissima analisi sull’uso della rete, in particolare del blog, da parte di alcune donne. Mi baso esclusivamente su mie esperienze di navigazione nel corso degli anni, sono in rete dal 1996. Ciò che scrivo non vuole essere lesivo all’immagine della donna e non abbraccia di certo la totalità dell’universo femminile. Trattasi, ripeto, unicamente di mie personali deduzioni e come tali anche non condivisibili. UN PO' DI STORIA Quando iniziai la rete era un'universo sconosciuto, quasi un deserto se paragonato ad oggi, i gruppi di discussioni e le poche chat presenti erano dedicate quasi esclusivamente ad argomenti di natura tecnica, il relazionarsi nella rete, quando accadeva, era un evento eccezionale ma sincero e visto con romanticismo, infatti in quegli anni questa visione ha ispirato diverse pellicole di successo. Tutto si evolve ed anche la rete, dopo il 2000, gradatamente, dai pochi pionieri, internet ha aperto le porte a tutti, anche ai non avvezzi con la tecnologia grazie alla semplificazione informatica ed ai costi accessibili, ciò ha rivoluzionato anche il relazionarsi, il fatto di non esporsi in prima persona, grazie all’anonimato, ha permesso di infrangere la barriera delle inibizioni personali. Per lungo tempo le chat hanno spadroneggiato, poi i più hanno constatato le insidie che nascondevano (pericoli reali, delusioni e quant’altro), molti portali proprio per questo motivo hanno deciso di abolire il servizio chat, vedi “msn chat”. Solo da recente è subentrato un modo più raffinato di proporsi e relazionarsi, le domande scontate, banali e a volte fastidiose poste dagli interlocutori delle chat, le discussioni insipide e quasi esclusivamente mirate ad uno scopo lasciano spazio alla vetrina di se stessi, non servono più domande, basta solo guardare e rendersi conto del tipo di persona si ha davanti, parlo dei blog ed è su questo che si basa la mia analisi, sul modo di porsi di gran parte delle donne. LA VETRINA DEI BLOG Le insidie delle chat lasciano spazio alle ipocrisie dei blog, nelle pagine al femminile è un proliferare di immagini patinate, intrecci umani espliciti, il nudo spadroneggia specie in bianco e nero, visioni erotiche in chiaro scuro, ombre che esaltano le forme giunoniche, un apoteosi di sensi, richiami ad atti sessuali, frasi ricercate, grafiche perfette ed impaginazione minuziosamente studiata, mi ricorda la strategia dei centri commerciali concepiti nell’indirizzare il cliente in un percorso prestabilito sublimandolo all’acquisto di prodotti inutili. In questi blog c’è sempre poco della persona titolare, essa è celata dietro quelle immagini, l’uomo è così distratto ed estasiato da quel turbinio di visioni che non si pone altre domande , la mente gli suggerisce che ciò che vede e ciò che lei, la misteriosa titolare, rappresenta. Si passa poi alle descrizioni ed ai profili, ce sono dei più disparati ma sempre simili, l’ego è la cosa primaria, quasi tutte odiano l’ipocrisia, persone allegre e solari che non amano essere prese in giro e sanno difendersi a spada tratta dalle insidie, descrizioni di donne perfette, desiderabili, istruite, leali, romantiche, che amano divertirsi e che dalla vita non vogliono perdersi neanche un respiro. Le frasi fatte spadroneggiano, le più belle poesie scritte o gli aforismi più sofisticati fanno bella mostra di se, cosa meglio può descrivere l’animo di se stessi se non parole così soavi, L’aforismo più comune è “vivi il tuo giorno come fosse l’ultimo”, ho notato qualche migliaio di varianti su questo tema. Spesso in molti blog le immagini esplicite (anche di se), le descrizioni perfette, le frasi votate alla vita, alla sensualità, alla libertà, al desiderio e ai sogni contrastano con avvisi e scritte a caratteri cubitali dove si invitano i frequentatori assidui, molestatori, o persone poco interessanti, a non essere insistenti, pena la totale indifferenza. Molte aggiungono che sono felicemente sposate o fidanzate (disorientamento totale per molti uomini). Gli argomenti dei post è fondamentale, c’è quasi sempre una sorta di coalizione tra donne contro tutto l’universo maschile, più polemico è il post più si attira l’attenzione, il 90% dei blog femminili parlano di delusioni, di vittimismo, di matrimoni falliti, di amori finiti miseramente, di depressioni, di ingiustizie a loro danno. L’emancipazione femminile è descritta con grande orgoglio. Ho letto post incredibili dove la normale gelosia è descritta come oppressione, dove si invoca libertà, dove si disprezza il compagno e si cercano consigli su come sbarazzarsene, la disperazione è spesso accompagnata da un’invocazione di aiuto, si cerca solidarietà per sentirsi più forti. Le risposte sono sempre scontate, rispondono quasi sempre donne che dichiarano di identificarsi nelle parole e dove esprimono una forte solidarietà. Mi chiedo perche’ pubblicizzare tanta sensualità che rasenta a volte la pornografia e poi alzare la spada del moralismo cercando il consenso? Quando mi imbatto in blog quasi anonimi, dove poche immagini accompagnano un bel scrivere, dal sociale all’attualità, li trovo miseramente abbandonati e partecipati solo da poche persone, mosche bianche in un mare di ipocrisia. Non c’è da meravigliarsi, l’apparire che contraddistingue la nostra società è approdata su internet e sui blog, la miglior vetrina di se è cercare di attirare di più l’attenzione. In conclusione dico che queste donne hanno trovato nelle pagine dei loro blog il loro momento di gloria, sono donne perennemente affrante dalla frustrazione in quanto nella loro normalità, nella vita reale, sicuramente passano inosservate, non più attraenti, si sentono così poco apprezzate che la vita quotidiana per loro diventa un sacrificio enorme. Il compagno, il convivente, il marito è un nemico perché non suscita più nessuna emozione. Rimangono i sogni, il bisogno di essere al centro dell’universo, internet è ideale,si può scegliere tra mille corteggiatori e più il blog sfoggia sensualità più ha successo. Cosa cercano? La perfezione, la bellezza, l’intelligenza, lintrigo, la comprensione, persone piene di interessi, non pantofolaie ma soprattutto non rompiballe. Sogni impossibili si direbbe, forse lo sono, ma vuoi mettere il gusto di essere coccolate, ricevere posta e messaggi, decidere ogni giorno a chi dare spazio, passarsi anche qualche genere di sfizio e sentirsi al centro di mille attenzioni? Da oggi avrò molte nemiche qui ma la libertà di pensiero è sacrosanta. J
p.s. ripubblico dopo aver scritto questo post qualche tempo fa... |
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il 26/10/2012 alle 10:45
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