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le mie ali

 

le sue Mani..

Post n°92 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da syllabus
 

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Le sue mani ricadevano come piume sulla pelle di lei e come petali di rose la sfioravano,.. lei alzò gli occhi al cielo..
un cielo pieno di stelle, si chiese cosa ci potesse essere di più bello al mondo,..riabbassò gli occhi e questi incrociarono quelli di lui,..ed ecco la risposta, erano i suoi occhi che brillavano per lei,.. e lei si sentiva amata.

 
 
 

Universi Paralleli

Post n°90 pubblicato il 24 Aprile 2011 da syllabus
 

UNIVERSI PARALLELI

Cos’è un universo parallelo?

È un universo che può essere quasi identico al nostro oppure totalmente l’opposto, si pensa possano esisterne un numero infinito, perché infinite sono le varie possibilità da considerare. 

Ad esempio, un universo molto simile al nostro potrebbe essere quello in cui tutto è uguale tranne per un solo particolare. Stamattina un Tizio del nostro universo si è svegliato e si è messo una camicia bianca, in un altro universo però la maglietta di Tizio è nera. Quindi la differenza che intercorre tra il nostro universo e l’altro è davvero minima. Ma in un altro universo le cose potrebbero andare diversamente e tutti noi potremmo avere le antenne, ci potrebbero essere fiori che mangiano le persone oppure noi tutti potremmo avere la pelle verde, io potrei essere analfabeta, Tizio potrebbe non aver mai avuto nemmeno una camicia, Tizio potrebbe anche non essere mai esistito, e così via all’infinito. 

Sui mondi paralleli si potrebbe fantasticare così tanto da torturasi il cervello e fare girare a mille i neuroni….. 

Provo ad esprimere qualche mio concetto…, immaginiamo che Tizio tornasse nel passato e per sua sciagura gli capitasse di cambiare il corso della storia, inevitabilmente finirebbe in un universo parallelo, ma lui non se ne accorgerebbe, continuerebbe a vivere in quel mondo come se niente fosse,... solo col trascorrere del tempo ed arrivando nel presente da cui egli pensa di essere partito, si renderebbe conto di essere finito in un altro mondo, perché il presente in cui si ritroverebbe non coinciderebbe con il presente che ha lasciato, ma quello che lui stesso ha creato modificando il passato. A questo punto Tizio probabilmente non potrebbe più ritornare nel “suo” presente, cioè nel suo universo, perché tornando ancora nel passato con l’intento di rimettere le cose a posto, ritornerebbe nel passato di quell’universo, e non nel passato da cui lui è arrivato, continuando così a saltare da universo ad universo senza poter più ritornare nel proprio e forse anche andando di male in peggio. 

Se tutto quello che ho descritto fosse possibile potrebbe anche avverarsi l’opposto, cioè, un Sempronio di un altro universo parallelo al nostro, potrebbe benissimo viaggiare nel tempo e finire nel nostro passato. Molte volte, leggendo, mi sono imbattuto in personaggi così misteriosi, sotto certi aspetti innovativi, da immaginare che potessero essere arrivati nel nostro passato da un mondo diverso dal nostro. Personaggi come Archimede, Leonardo da Vinci, Nostradamus, Dante, addirittura lo stesso Gesù. Chi furono veramente queste persone? Furono persone come noi o magari crononauti provenienti davvero da un altro universo parallelo? E se così fosse, come arrivarono nel nostro passato? Personalmente credo che il nostro passato conserva molte prove della venuta di persone da altri universi paralleli. Queste prove sono per lo più oggetti che oggi gli studiosi chiamano anacronismi…. 

 
 
 

Un giorno importante

Post n°89 pubblicato il 16 Marzo 2011 da syllabus
 
Tag: Diario

Un giorno importante.

Effettuo i controlli di routine, nervosamente, mi sento emozionato, un giorno importante per un evento a lungo atteso, controlli più accurati del solito per scorgere eventuali cose fuori posto, tutto doveva essere perfetto, alla massima efficienza.

Una splendida giornata, di più non si poteva desiderare, non un filo di vento, temperatura gradevole, uno sguardo all’orizzonte, al mare, al cielo azzurro, limpido e luminoso, mi ci tufferò da li a poco, ma non da solo questa volta, non con qualunque altra persona, distolgo lo sguardo per rivolgerlo a lei, lì seduta poco distante, il mio cuore comincia a battere forte.

Mi guarda, osserva con attenzione ogni mio gesto, mi chiedo, indaffarato nella mia preparazione, se è emozionata come me, il suo sguardo continua a seguirmi, mi fa sentire importante ed io, fiero, continuo felice di poter finalmente realizzare un sogno da tempo oggetto di desiderio.

Ci siamo, al mio cenno lei si alza di scatto come se aspettasse quel momento con ansia, si dirige verso me guardandomi, io la osservo avido, le sue movenze, la sua femminilità, il suo corpo, i suoi capelli, il suo sorriso rivolto a me con tanta dolcezza, dentro me esclamo “quanto è bella”.

Giunge a me in silenzio, si fa guidare, prende posto come se lo avesse fatto tante altre volte, la sistemo, gli stringo la cintura con delicatezza.

Mi sistemo accanto a lei, poi un attimo di pausa come a prender fiato, la guardo, ho la sensazione che anche lei, come me, si senta smarrita, incredula, gli sorrido lei risponde, avvio il motore.

Ecco davanti la pista, siamo allineati, alla mia domanda se è pronta lei ferma e decisa con tono forte risponde si, l’elica pulsa come i nostri cuori, l’adrenalina scorre nelle nostre vene, eccoci! Motore, via…. Decollo!

Il tempo si ferma, sensazione incredibile, lei accanto a me emozionata, la sua vita nelle mie mani, nelle mie mani la cosa più preziosa mai desiderata, ci tuffiamo nel blu, verso l’orizzonte, verso il mare, lei mi prende sottobraccio e mi stringe a se, stupito noto che guarda me e non la meraviglia che ci circonda, mi emoziono, ci sentiamo una cosa sola, un amore che libra nell’aria, che va dove vuole, due passioni che si fondono, difficile da descrivere, difficile da immaginare.

Un giorno importante che resterà per sempre scolpito, il sigillo ad un amore per lungo tempo sognato, un sigillo posto in un momento incredibile, in un luogo incredibile, lei  accanto a me nel mio sogno realizzato di volare.

scritto nel 2007..

 
 
 

Volare..

Post n°88 pubblicato il 12 Marzo 2011 da syllabus
 
Tag: Diario

VOLARE

Molti mi chiedono cosa si prova quando si vola, è una domanda ricorrente, la prima che mi si chiede quando parlo della mia passione. Ogni volta ho serie difficoltà a trovare le parole giuste per una degna risposta, è molto complesso ma voglio provare a stendere due righe e cercare di spiegare come nasce questa passione e cosa si prova a volare.

Il desiderio di volare penso sia innato in tutti noi, è ancestrale, l’uomo fin dalla sua comparsa credo abbia sempre ammirato con invidia gli uccelli che si librano nell’aria, sicuramente per il senso di libertà che queste creature trasmettono e per il fatto che riescono a sfidare, da vincenti, la gravità che tiene invece noi inchiodati su questa terra.

Chi non ha mai sognato di volare? Sognare di volare spesso lo si identifica con la voglia di libertà, liberarsi dalle catene che ci tengono incollati a qualcosa, ci sono poi mille interpretazioni su questo tema ma non voglio sconfinare nella psicologia, non è il mio campo, rimango sul tema della passione del volo vero e proprio.

La mia passione è iniziata fin da piccolo con l’interesse per gli aerei, ogni volta sentivo l’inconfondibile ronzio di un motore d’aereo i miei occhi d’istinto si dirigevano verso il cielo (è una cosa che faccio tutt’oggi), mi dedicai poi all’aeromodellismo, ricordo che sapevo tutto sugli aerei, conoscevo i modelli, la storia ecc. un po’ come un appassionato di automobili fa con le auto. Sorprendentemente quando parlo con persone come me appassionate di volo mi descrivono tutti lo stesso cammino. Viene spontaneo pensare che per chi sviluppi questa passione l’aspirazione naturale è la professione, purtroppo per vari motivi non tutti riescono, ma per quest’ultimi la passione resta sempre dentro, latente ma sempre presente nel cammino della vita.

Molti anni fa spinto da un’irrefrenabile impulso mi recai in un club dove sapevo si praticava attività di volo, ero un po’ intimorito, pensavo fosse un club esclusivo per pochi intimi, gelosi magari delle proprie passioni, ma varcato il cancello rimasi colpito, alla mia domanda di interesse tutti i presenti mi incoraggiarono, mi parlarono del volo, delle meraviglie, delle emozioni, ad un tratto mi senti a casa mia, mi sentivo così capito che detti sfogo a tutto ciò che mi portavo da sempre dentro, felice di essere ascoltato. La cosa meravigliosa che notai era lo spirito di fratellanza, l’orgoglio di sentirsi una categoria indipendentemente da cosa si svolge nella vita, notai, avvocati, militari, impiegati, operai, disoccupati, ognuno di loro, quando entrava in quel campo, lasciava la propria identità al cancello e si vestiva da aviatore, alla pari di tutti i colleghi di volo. Quel giorno mi ritrovai seduto su un piccolo aereo accanto ad un pilota senza rendermene conto, un regalo da chi ha saputo leggere nei miei occhi l’entusiasmo. Un giorno memorabile, emozionante, indescrivibile, quando decollai sentì che solcare il cielo era il mio destino e fu così che decisi, senza pensarci, di intraprendere il cammino che mi portò a mettere le ali, mi iscrissi da subito al corso che si teneva in quello stesso campo.

Sono passati anni, ricordo ancora quel giorno, i giorni del corso, l’indescrivibile emozione del primo volo da solista, il traguardo impensabile: un aereo tutto mio. Emozioni che hanno dato un senso alla mia vita.

E il volo? cosa si prova vi state ancora chiedendo, vi ho descritto le emozioni e di come ci sono arrivato, ma come faccio a descrivervi cosa si prova a muoversi in tre dimensioni, ad ammirare un paesaggio per poi tuffarcisi dentro, a prendersi gioco della forza di gravità o sentire i suoi effetti in modi diversi nello stesso istante, avere la propria vita nelle mani e rendersene conto, sentirsi felici come bambini nel librarsi in aria come gli uccelli da troppo tempo invidiati, già come faccio a spiegarlo. Le emozioni vanno vissute, la giusta risposta la si trova solo nel provare l’esperienza, un po’ come tutto nella vita d’altronde, ecco perché quando mi si chiede cosa si prova a volare faccio fatica a rispondere, le parole non potrebbero mai rendere giustizia a qualcosa che solo la sensazione di viverla può spiegare.

 
 
 

Donne e Blog

Post n°87 pubblicato il 06 Marzo 2011 da syllabus
 

 

DONNE E BLOG

PREMESSA

Questa è una mia personalissima analisi sull’uso della rete, in particolare del blog, da parte di alcune donne. Mi baso esclusivamente su mie  esperienze di navigazione nel corso degli anni, sono in rete dal 1996. Ciò che scrivo non vuole essere lesivo all’immagine della donna e non abbraccia di certo la totalità dell’universo femminile. Trattasi, ripeto, unicamente di mie personali deduzioni e come tali anche non condivisibili.

UN PO' DI STORIA

Quando iniziai la rete era un'universo sconosciuto, quasi un deserto se paragonato ad oggi, i gruppi di discussioni e le poche chat presenti erano dedicate quasi esclusivamente ad argomenti di natura tecnica, il relazionarsi nella rete, quando accadeva, era un evento eccezionale ma sincero e visto con romanticismo, infatti in quegli anni questa visione ha ispirato diverse pellicole di successo.       Tutto si evolve ed anche la rete, dopo il 2000, gradatamente, dai pochi pionieri, internet ha aperto le porte a tutti, anche ai non avvezzi con la tecnologia grazie alla semplificazione informatica ed ai costi accessibili, ciò ha rivoluzionato anche il relazionarsi, il fatto di non esporsi in prima persona, grazie all’anonimato, ha permesso di infrangere la barriera delle inibizioni personali. Per lungo tempo le chat hanno spadroneggiato, poi i più hanno constatato le insidie che nascondevano (pericoli reali, delusioni e quant’altro), molti portali proprio per questo motivo hanno deciso di abolire il servizio chat, vedi “msn chat”. Solo da recente è subentrato un modo più raffinato di proporsi e relazionarsi, le domande scontate, banali e a volte fastidiose poste dagli interlocutori delle chat, le discussioni insipide e quasi esclusivamente mirate ad uno scopo lasciano spazio alla vetrina di se stessi, non servono più domande, basta solo guardare e rendersi conto del tipo di persona si ha davanti, parlo dei blog ed è su questo che si basa la mia analisi, sul modo di porsi di gran parte delle donne.

LA VETRINA DEI BLOG

Le insidie delle chat lasciano spazio alle ipocrisie dei blog,  nelle pagine al femminile è un proliferare di immagini patinate, intrecci umani espliciti, il nudo spadroneggia specie in bianco e nero, visioni erotiche in chiaro scuro, ombre che esaltano le forme giunoniche, un apoteosi di sensi, richiami ad atti sessuali, frasi ricercate, grafiche perfette ed impaginazione minuziosamente studiata, mi ricorda la strategia dei centri commerciali concepiti nell’indirizzare il cliente in un percorso prestabilito sublimandolo all’acquisto di prodotti inutili. In questi blog c’è sempre poco della persona titolare, essa è celata dietro quelle immagini, l’uomo è così distratto ed estasiato da quel turbinio di visioni che non si pone altre domande , la mente gli suggerisce che ciò che vede e ciò che lei, la misteriosa titolare, rappresenta. Si passa poi alle descrizioni ed ai profili, ce sono dei più disparati ma sempre simili, l’ego è la cosa primaria, quasi tutte odiano l’ipocrisia, persone allegre e solari che non amano essere prese in giro e sanno difendersi a spada tratta dalle insidie, descrizioni di donne perfette, desiderabili, istruite, leali, romantiche, che amano divertirsi e che dalla vita non vogliono perdersi neanche un respiro. Le frasi fatte spadroneggiano, le più belle poesie scritte o gli aforismi più sofisticati fanno bella mostra di se, cosa meglio può descrivere l’animo di se stessi se non parole così soavi, L’aforismo più comune è “vivi il tuo giorno come fosse l’ultimo”, ho notato qualche migliaio di varianti su questo tema. Spesso in molti blog le immagini esplicite (anche di se), le descrizioni perfette, le frasi votate alla vita, alla sensualità, alla libertà, al desiderio e ai sogni contrastano con avvisi e scritte a caratteri cubitali dove si invitano i frequentatori assidui, molestatori, o persone poco interessanti, a non essere insistenti, pena la totale indifferenza. Molte aggiungono che sono felicemente sposate o fidanzate (disorientamento totale per molti uomini). Gli argomenti dei post è fondamentale, c’è quasi sempre una sorta di coalizione tra donne contro tutto l’universo maschile, più polemico è il post più si attira l’attenzione, il 90% dei blog femminili parlano di delusioni, di vittimismo, di matrimoni falliti, di amori finiti miseramente, di depressioni, di ingiustizie a loro danno. L’emancipazione femminile è descritta con grande orgoglio. Ho letto post incredibili dove la normale gelosia è descritta come oppressione, dove si invoca libertà, dove si disprezza il compagno e si cercano consigli su come sbarazzarsene, la disperazione è spesso accompagnata da un’invocazione di aiuto, si cerca solidarietà per sentirsi più forti. Le risposte sono sempre scontate, rispondono quasi sempre donne che dichiarano di identificarsi nelle parole e dove esprimono una forte solidarietà. Mi chiedo perche’ pubblicizzare tanta sensualità che rasenta a volte la pornografia e poi alzare la spada del moralismo cercando il consenso? Quando mi imbatto in blog quasi anonimi, dove poche immagini accompagnano un bel scrivere, dal sociale all’attualità, li trovo miseramente abbandonati e partecipati solo da poche persone, mosche bianche in un mare di ipocrisia. Non c’è da meravigliarsi, l’apparire che contraddistingue la nostra società è approdata su internet e sui blog, la miglior vetrina di se è cercare di attirare di più l’attenzione.

In conclusione dico che queste donne hanno trovato nelle pagine dei loro blog il loro momento di gloria, sono donne perennemente affrante dalla frustrazione in quanto nella loro normalità, nella vita reale, sicuramente passano inosservate, non più attraenti, si sentono così poco apprezzate che la vita quotidiana per loro diventa un sacrificio enorme. Il compagno, il convivente, il marito è un nemico perché non suscita più nessuna emozione. Rimangono i sogni, il bisogno di essere al centro dell’universo, internet è ideale,si può scegliere tra mille corteggiatori e più il blog sfoggia sensualità più ha successo. Cosa cercano? La perfezione, la bellezza, l’intelligenza, lintrigo, la comprensione, persone piene di interessi, non pantofolaie ma soprattutto non rompiballe. Sogni impossibili si direbbe, forse lo sono, ma vuoi mettere il gusto di essere coccolate, ricevere posta e messaggi, decidere ogni giorno a chi dare spazio, passarsi anche qualche genere di sfizio e sentirsi al centro di mille attenzioni?

Da oggi avrò molte nemiche qui ma la libertà di pensiero è sacrosanta. J

p.s. ripubblico dopo aver scritto questo post qualche tempo fa...

 
 
 

KEPLER, un nuovo sistema solare..

Post n°86 pubblicato il 26 Febbraio 2011 da syllabus
 

 

 

 

"Ecco Kepler-11, il primo sistema solare alieno: a 2000 anni luce dalla Terra c'è una stella simile al Sole, intorno alla quale ruotano sei pianeti, cinque dei quali hanno una massa compresa tra 2,3 e 13,5 volte quella del nostro pianeta. A mettere a punto la scoperta il telescopio spaziale Kepler della Nasa, lanciato proprio allo scopo di trovare nuovi pianeti al di là del sistema solare."

SEMBRA UNA SEMPLICE E STERILE NOTIZIA MA A ME FA PENSARE MILIONI DI SCENARI OLTRE A RESTARNE AFFASCINATO IN MANIERA TOTALE.....

COME SI FA A RESTARNE INDIFFERENTI?

 

 
 
 

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Post n°85 pubblicato il 26 Gennaio 2011 da syllabus
 

 

Mai l'attesa sarà vana se la persona che attendi grida forte nel tuo silenzio...

 
 
 

Onde

Post n°84 pubblicato il 20 Gennaio 2011 da syllabus
 
Tag: Poesie

 

Bianche, spumeggianti,
vengono cullate dalla brezza marina.

Sullo scoglio si infrangono,
lasciando solo l'impronta
del loro tocco energico.

Lo scroscio ritmico rasserena la mente,
dona pace all'animo e
giunte a riva,
tacciono e si disperdono per sempre sulla spiaggia...

 
 
 

Sollevarsi..

Post n°82 pubblicato il 19 Dicembre 2010 da syllabus
 
Tag: Poesie

 

Sollevarsi da terra per poterla guardare,

scoprire che il mondo è infinitamente più piccolo rispetto alle mie emozioni,

infinitamente più grande rispetto alla mia volontà.

Non è una poesia sul volare,

è un volare sopra le parole

che a nulla servono se non hanno le ali.

 
 
 

Il segnale WOW

Post n°78 pubblicato il 14 Agosto 2010 da syllabus
 

 

 

 

Nel'Agosto 1977 il radio osservatorio dello stato americano dell'Ohio registrò quello che a tutt'oggi viene considerato il segnale più promettente di possibile origine extraterrestre. Il Dr. Jerry Ehman preso dall'emozione scrisse a margine della stampa del computer "Wow! e da li prese il nome. Il segnale era di 10 decibel superiore al rumore di fondo. L'emissione del segnale si muoveva insieme al movimento delle stelle. Analisi successive esclusero potesse essersi trattato di interferenze terrestri o di satelliti artificiali. Purtroppo il segnale fu captato unicamente in quell'occasione e per soli 72 secondi visto anche che quel telescopio a tutt'oggi ancora funzionate non può ruotare per "inseguire" un segnale e tenerlo nel proprio campo visivo.

Oggi i ricercatori Robert Grey e Kevin Marvel hanno usato il radio telescopio VLA (Very Large Array) formato da numerosi radio telescopi connessi fra di loro per guardare nuovamente la zona di cielo da dove provenne il segnale Wow! con una sensibilità 100 volte superiore a quella del telescopio dell'Ohio. I ricercatori hanno osservato due deboli segnali radio provenienti da quella posizione ma non sembrano essere inusuali. Il segnale Wow! rimane dunque un mistero.

 

 

 
 
 
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