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Meriti

Post n°5 pubblicato il 01 Luglio 2013 da tamarronedgl

“Meriti, di questi tempi, significa che ha fatto la spia a qualcuno”. Cito dal bel romanzo “Per mano mia” di Maurizio De Giovanni (ed. 2013, p. 47).
“Di questi tempi” è il rimando al 1931, anno nono dell’era fascista, a proposito della quale si legge poco prima (p. 31): “quelli che hanno il potere lo usano mortificando quelli che non ce l’hanno”.
Lasciamo stare la collocazione storica, il dramma del Ventennio, vissuto tra facinorosi, persone in buona fede, e doppiogiochisti futuri in democrazia, con la divisa da balilla prima, quella della Repubblichina dopo e poi riverniciati in una verginità democratica che porta ad accusare chi conosce le storie, le riscopre e le scrive, soltanto per proteggere silenzi vagamente mafiosi.
Lasciamo stare l’allora e il dopo immediato, in cui le verginità perdute sono state ricucite non per pacificare un Paese ma per garantire silenzi che ancora oggi (2013) sono tutelati proprio da chi invece per obbligo istituzionale, come certi Istituti storici, dovrebbe preferire la ricerca alla connivenza del silenzio.
Soffermiamoci soltanto sulla frase in sé, come se fosse un proverbio biblico, una di quelle massime morali da Settecento illuministico, per cui l’alone di eternità conforta ispira ed agita persino: “Meriti, significa che ha fatto la spia a qualcuno”.
Potrebbe essere stata una specie di maledizione divina per Adamo peccatore ed Eva tentatrice: se lei avrebbe dovuto partorire nel dolore, lui avrebbe potuto costruirsi una brillante carriera soltanto attraverso quella strada, fare la spia, tradire qualcuno.
Quindi tutto nella norma?

 
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Un Tama del 1992

Post n°4 pubblicato il 16 Settembre 2012 da tamarronedgl

Dieci anni di "Tama" su "il Ponte"
Il 26 settembre 1982 nasceva quest'angolo di controcronaca. Con dieci anni di presenza, credo di aver raggiunto un primato cittadino, di cui i futuri storici del giornalismo locale dovranno ricordarsi. Brindo con chi mi sopporta. A chi sono indigesto, invierò bicarbonato.
Dieci anni per Rimini, cos'hanno significato? «C'era una volta...», cominciavano le fole della nonna. «C'era una volta, e c'è ancora...» tutto quello che dieci anni or sono non c'era. Il ponte di Tiberio è in perenne attesa del completamento dei lavori. In compenso, l'estate scorsa ci ha portato un Kursaal di cartapesta, di fronte al Grand Hotel. La proporzione è quella dei tricicli infantili rispetto ad una bicicletta da adulto. Ciò significa che Rimini sogna e s'illude, ma non pensa? Si discute del traffico, ora come allora. Fatto nuovo, c'è che si va a Barcellona a vedere come si è risolto il problema là. L'isola pedonale continua ad essere un'utopia: vi circolano tutti tranne i pedoni che lo fanno per irresponsabile decisione, a loro rischio e pericolo. In compenso (mi dicono) nei corridoi della civica biblioteca Gambarella non si gioca più a pallone. D'altro canto, l'istituzione non è ancora utilizzabile da chi vuol recarvisi per consultare le raccolte di libri, riviste o manoscritti esistenti. Infatti, tutti i posti sono occupati da studenti "al sacco", che cioè recano seco la sapienza da apprendere: molti di loro amoreggiano nei corridoi, fumano ovunque (l'Ufficio d'igiene dovrebbe misurare lo smog), occupano un posto a sedere che lasciano vuoto (non rispettando l'antica regola delle osterie, che faceva perdere ogni diritto a chi usciva dalla porta), per andare a passeggio, a far compere, a gustare gelati o pizze.
Oggi come dieci anni fa, si discute di turismo in crisi. Di nuovo c'è che si è arrivati alla rissa e agli insulti. Per i giovani, ci avevano promesso ostelli in cui ospitare i saccopelisti di antica memoria. L'estate '92, grazie a cronisti un pò affrettati, ha omologato tutti i giovani nella categoria dei delinquenti. Per il '93, anziché ostelli, prepareranno carceri.
Facendo un bilancio personale, forse dovrei andarmi a nascondere come fanno (per timore di rappresaglie politiche) i redattori di un settimanale satirico francese. Il nostro genere è utile? Un foglio di Praga ha smascherato spie comuniste, tra cui una doppiogiochista in Italia. Il guaio nazionale è che le cose da ridere spesso sono quelle serie. Il Governo taglia le spese, ma la Regione elargisce 357 milioni al concorso ippico Pavarotti di Modena. Darsi all'ippica non è in fin dei conti un cattivo consiglio.
(455) Tama ["il Ponte", Rimini, n. 35/04.10.1992]
Antonio Montanari
Rimini si racconta, indice
Archivio Tama, indice

 
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Giustizia (2001)

Post n°3 pubblicato il 05 Gennaio 2009 da tamarronedgl

La Giustizia è uguale per tutti. Più o meno. Lo dicono all’unisono in tre, da sponde opposte: in ordine alfabetico, Berlusconi, Fassino, Violante.

Dalla Prima Lettera del Cavaliere agli Avvocati riuniti a Firenze: in passato ci sono state «indagini senza riscontri» e «condanne senza prove».

La tendenza autobiografica non è soltanto degli scrittori romantici.
Fassino sul Foglio di Giuliano Ferrara e Veronica Lario Berlusconi, rifiuta la «concezione ultragiacobina» che certi amici («compagni»?) della rivista Micromega hanno «del rapporto tra politica e giustizia». Ed elogia il coraggio di Craxi del 1992 nel denunciare alla Camera il finanziamento illecito dei partiti. (Di Pietro intanto chiede conto di un miliardo sparito del Pds.)

Violante: bisogna «favorire una ripresa civile del Paese», niente tentazioni giacobine da parte nostra, niente attacchi ai magistrati dalla maggioranza.

Arrivando sino ai giacobini, si salta comodamente il momento intermedio del comunismo. Non quello attuale che procura incubi notturni del Cavaliere, anche dopo gli abbracci di Putin. Ma quello d’un tempo raccontato pure da un libro fresco di stampa, lettere inedite di Antonello Trombadori, un rosso rompiballe pure da morto.

La sera del 26 febbraio 1990 egli cena con due colleghi di partito. Discutono su cosa sarebbe accaduto se il Pci fosse andato al potere dopo il ’45: chi tra loro si sarebbe trovato dalla parte dei «fucilati e chi dalla parte dei fucilatori»? La mattina dopo Trombadori mette nero su bianco le sue riflessioni. Il figlio commenta: «Penso che non escludesse di poter capitare anche nelle file dei fucilatori». Definendosi comunista e non giacobino, suppongo.

Sergio Romano sostiene che «l’Italia è stata per molti anni pericolosamente vicina ad una rivoluzione giudiziaria» predisposta dalla Sinistra che ora si serve della stampa internazionale per attaccare il governo. Così Berlusconi appare ad «una parte della opinione pubblica europea, un piccolo Milosevic». C’è stata in Italia una via giudiziaria alla politica, l’ho scritto altre volte. Ma non dimentichiamo la corruzione.

Oggi processano in tv l’ex-magistrato Di Pietro, con Vespa presidente del Tribunale Popolare. Forse per cancellare la memoria dei reati?

Sulle rogatorie svizzere al processo Toghe sporche, rese inutilizzabili dal Parlamento, la procura milanese ha ottenuto da Berna un attestato di autenticità. Berlusconi e Cesare Previti restano imputati. Più o meno.

Antonio Montanari [il Ponte n. 39, 4.11.2001, Tam-Tama 802]

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il BLOG ucciderà i giornali?

Post n°2 pubblicato il 29 Marzo 2006 da tamarronedgl
Foto di tamarronedgl

Ma il blog ucciderà il giornalismo?
In pochi anni i diari online hanno guadagnato consensi e credibilità come fonte di informazione.
E adesso concorrono anche ai premi letterari...
Leggete l'interessante articolo di Anna Masera sulla Stampa di oggi.

 
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Argomento

Post n°1 pubblicato il 13 Marzo 2006 da tamarronedgl
Foto di tamarronedgl

In questo blog vorrei raccogliere brevi analisi sull'uso dello strumento stesso dei blog per la comunicazione interpersonale.
Si possono inviare mail a ttama@libero.it.

 
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