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Cognome anche della madre «Si chiude l’era patriarcale»
Post n°2538 pubblicato il 28 Maggio 2009 da Tatianna
Allegra Versace Beck, figlia di Donatella Versace Doppio cognome ai figli, del padre e della madre. E a scegliere l’ordine potrebbero essere gli stessi genitori. In commissione giustizia della Camera il dibattito si avvia verso un testo unico, che sarà la sintesi delle varie proposte arrivate in aula finora. «In Italia non esiste una specifica disposizione di legge sull’argomento, ma prevale la consuetudine di assegnare ai figli il cognome del padre» spiega Giulia Bongiorno, pdl e presidente della commissione giustizia alla Camera. A sollecitare i lavori per arrivare a una legge la sentenza della Corte Costituzionale del febbraio 2006, che in modo esplicito rilevò come «il sistema di attribuzione del cognome è retaggio di una concezione patriarcale della famiglia non più coerente con i principi del nostro ordinamento». Più recentemente, nel settembre scorso, si pronunciò la Cassazione invitando il Parlamento italiano a recepire le norme europee perché «i tempi sono maturi ». Anche l’Italia insomma deve uniformarsi ai principi fondamentali della Carta dei diritti Ue, tra i quali il divieto «di ogni discriminazione fondata sul sesso». L’ultimo input è di ieri, con un’altra sentenza della Cassazione che ha stabilito la possibilità a un figlio nato fuori dal matrimonio, una volta maggiorenne, di scegliere il cognome che preferisce, se tra i genitori non c’è accordo. Le soluzioni «tecniche» sono varie, ma il comune denominatore è lo stesso: tutti sono d’accordo con l’idea che è arrivato il momento di cambiare e introdurre il doppio cognome. Ora è da vedere con quale soluzione. C’è chi propone piena libertà ai genitori di scegliere quale dei due cognomi utilizzare, o se usarli entrambi (Garavini, Pd) e chi preferisce rendere obbligatorio il doppio cognome, con la precedenza a quello del padre (Brugger, Svp). L’avvocato Bongiorno, presidente e relatore in commissione, propone una soluzione «forte»: doppio cognome per legge e la coppia può decidere l’ordine. Se non si accorda, deciderà l’ordine alfabetico. «Temo che se andremo a dire che la novità sta nel fatto che si potrà dare ai figli l’uno o l’altro cognome non cambierà niente — spiega Bongiorno —. È talmente radicata la consuetudine di usare il cognome del padre che il rischio è fare una legge che in realtà non cambia niente, perché il meccanismo sarebbe confermato». Cristina Marrone |
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