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Ruanda bastione diritti donne 'grazie' a genocidio
Anche i paesi poveri possono raggiungere livelli di pari opportunità molto elevati, addirittura a pari merito con la Finlandia: è il caso del Ruanda, che - secondo Jason Nardi, portavoce in Italia del network Social Watch, che oggi ha presentato il suo rapporto 2009 che l'indice Gei, ovvero Indice di parità di genere - può ergersi a bastione dei diritti delle donne nel Continente Nero dopo il "genocidio" del 1994, che lasciò spazi vuoti. "Ci sono due modi di analizzare questa situazione", ha spiegato Nardi al telefono con Apcom. "Di fatto la guerra, che decimò parte della popolazione maschile, ha lasciato spazi vuoti a favore delle donne rendendo possibile un cambiamento nella società". Importante è sottolineare che le ruandesi hanno scalato sia i vertici del governo che i governi locali, dove molti "decision maker" sono donna. La seconda osservazione - ha proseguito il coordinatore - è che nel paese "non c'è una correlazione diretta tra reddito e situazione di diritto". Insomma il reddito, in un paese dove il guadagno giornaliero medio è meno di un dollaro, non fa la differenza. L'exploit "rosa" del Ruanda, che non è comunque una democrazia, è stato segnalato da "due-tre anni", ha aggiunto Nardi. Il Gei di Social Watch tiene conto di tre fattori principali: accesso all'istruzione, amministrazione del reddito e avere un ruolo in società. E' stata la politica del presidente Paul Kagame, a sostegno dell'affermazione delle donne sulla scena sociale e politica, che negli ultimi anni ha voluto rafforzare la reputazione del Paese come bastione della presa del potere da parte delle donne. Dopo le elezioni del settembre 2008, le donne occupano il 56% degli 80 seggi dell'aula parlamentare in Ruanda. Il gentil sesso è maggioritario anche in seno al corpo elettorale (54,9% nel 2008). Nel paese che nel 1994 è stato distrutto dal genocidio, una donna, Rose Mukantabana, è stata eletta alla presidenza della Camera dei deputati nell'ottobre 2008. Sono inoltre donne le "ministre" dell'Economia, degli Esteri e delle Infrastrutture. È donna anche la presidente della Corte suprema, la responsabile dell'Agenzia delle entrate, il capo della polizia, forse l'unica al mondo. Fonte: Virgilio |
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