Creato da tecnologiaevita il 05/08/2008

Tecnologica-Mente

La mente umana è il computer più veloce che esista

 

 

PhoneFunky, un'alternativa ai servizi diventati a pagamento di Vodafone e Tim

Post n°1276 pubblicato il 17 Settembre 2014 da tecnologiaevita
 

Nei giorni scorsi, gli utenti di Tim e Vodafone hanno ricevuto un regalo assai poco gradito per la stagione estiva.
In particolare, dal 21 luglio 2014 i servizi "Recall" e "Chiamami" di Vodafone e dall'8 agosto 2014 i servizi "LoSai" e "ChiamaOra" di Tim sono diventati a pagamento. Tali servizi ci permettevano di sapere chi ci aveva cercato mentre il nostro telefono era occupato, spento o non raggiungibile, ricevendo un SMS che ci avvisava di tale chiamata e facendo sapere a chi ha chiamato che siamo tornati nuovamente raggiungibili. Il fatto della trasformazione di questi servizi a pagamento, ha costretto molti utenti a chiederne la disattivazione per non affrontare ulteriori costi aggiuntivi, portandoli a dover rinunciare a dei servizi indubbiamente molto utili (la disattivazione, che deve essere effettuata dalle compagnie telefoniche in maniera del tutto gratuita, si può fare chiamando il 119 o il 40920 per Tim, e il 42070 o il 42592 per Vodafone, chiedendo all'operatore di disattivare i servizi di cui non si intende più usufruire).
Più in dettaglio, per quanto riguarda Tim la spesa sarà di 48 centesimi al mese scalati ogni quattro mesi al costo di 1,90€. Se volessimo farci un'idea di quanto ci verrebbe a costare annualmente basterà fare 1,90 x 3 = 5,70€ da sommare a tutti gli altri abbonamenti che paghiamo mensilmente.
Per Vodafone invece il discorso è differente: il costo è di 6 centesimi al giorno, ma solo se si usufruisce di uno dei due servizi. Prendiamo per esempio che si utilizzano questi servizi 15 giorni al mese, il costo sarà di 0,90 centesimi che moltiplicato per 12 mesi verrebbe a costare 10,80€!
Dagli stessi autori di Whooming, servizio che permette di scoprire chi sta chiamando con il numero anonimo, è stato lanciato il nuovissimo servizio PhoneFunky che permette di riavere questi comodi servizi in maniera del tutto gratuita. A creare quest'App è la italo-maltese DefConTwelve (DC12), una giovane società che s’impegna a mantenere il servizio gratuito per sempre.
PhoneFunky ha il fine ultimo di informare l'utente sulle chiamate ricevute a telefono spento, occupato o non raggiungibile, alla stregua di "LoSai" e "Chiamami", ed è estremamente semplice da usare.
Le funzionalità sono garantite da un servizio proprietario di DC12 (Chi mi ha chiamato) offerto gratuitamente, che si serve dell'uso della connessione ad Internet per poter restare operativo e inviare la notifica all'utente. A differenza dei servizi degli operatori, infatti, la funzione ci invierà una notifica interna all’applicazione e non un normale SMS. Inoltre, per poter funzionare, essendo un servizio online, dovremo avere attiva una connessione dati (EDGE/3G/4G/LTE) o essere collegati ad una rete Wi-Fi e sarà inaccessibile in mancanza di esse. In ogni caso, in mancanza di connessione dati o Wi-Fi, lo storico delle chiamate ricevute sarà sempre consultabile nel momento in cui le stesse torneranno disponibili.

Il funzionamento è molto semplice: basta registrarsi al servizio scaricando l’App gratuita o registrarsi sul sito e associare il proprio numero di telefono, scegliendo quale servizio attivare.
Una volta installata, l’App invierà messaggi di notifica sullo smartphone quando si riceveranno chiamate ed il telefono sarà spento, occupato o non raggiungibile, ed accedendo si potranno vedere tutti i dettagli.
Per attivare le deviazioni di chiamata sul numero di PhoneFunky, bisognerà comporre sulla tastiera del proprio smartphone i seguenti numeri:
**67*0694802015# per attivare il servizio di avviso quando è occupato (per disattivare digitare ##67# e premere il tasto di chiamata);
**62*0694802015# per quando si ha il telefono spento o momentaneamente non raggiungibile (per disattivare digitare ##62# e poi sempre premere il tasto di chiamata).
Per il momento, PhoneFunky è disponibile solo per Android ed iPhone, ma a breve potrà essere scaricata anche da Windows Phone. Inoltre PhoneFunky non va assolutamente in conflitto con Whooming, quindi entrambi i servizi possono essere utilizzati senza problemi.
Con la nuova versione rilasciata, il servizio assocerà direttamente il numero delle chiamate notificate da PhoneFunky con la rubrica del telefono.
PhoneFunky però non si occupa solo di questo; gli sviluppatori infatti stanno già lavorando su altri servizi da integrare nel progetto, ovviamente sempre in modo gratuito.
Sono infatti attese per il prossimo futuro anche ulteriori funzionalità quali:
• Segreteria telefonica evoluta
• Numeri geografici
• Numeri temporanei
• VoIP
• SMS
• Chat
• Fax
e tanto altro ancora!
Obiettivo della DC12, la società fondatrice, è quello di “restituire” agli italiani circa mezzo miliardo di euro, cifra corrispondente al guadagno dei gestori telefonici a fronte della modifica di pagamento di questi servizi. Le carte in tavola ci sono e gli utenti, viste le innumerevoli registrazioni, hanno sicuramente apprezzato non poco.

Articoli correlati:
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TIM e Vodafone: LoSai, ChiamaOra, Chiamami e Recall a pagamento. Ecco come disattivarli
Come scoprire chi ti chiama con il numero privato (o nascosto o anonimo) gratuitamente
Tim e Vodafone graziate su Chiamami, Recall e Losai

Fonti: MondoCellulare.net - Hardware Upgrade - Cellular Magazine - International Business Time - Ridble - Hardware-Programmi.com - Your Life Updated - Ricariche Ascrocco - Cesariodeiako - PhoneFunky Blog

 
 
 

Aggiornamento a Windows Phone 8.1 per Nokia Lumia 520, 620, 720, 820, 920, 925 e 1020

Post n°1275 pubblicato il 16 Settembre 2014 da tecnologiaevita
 


Per chi ancora non avesse ricevuto l'apposita notifica, è disponibile gratuitamente ai possessori di Nokia Lumia 520, 620, 720, 820, 920, 925 e 1020 (dotati di sistema operativo Windows Phone 8.0) l'aggiornamento a Windows Phone 8.1 e Lumia Cyan. Per maggiori dettagli leggete questi 2 articoli:
www.nokia.com/it-it/windows-phone-black-update/
http://www.nokia.com/it-it/supporto/aggiornamento-software-per-nokia-lumia-con-windows-phone-8/
mentre per avere un quadro sulla disponibilità dell'aggiornamento in Europa fare riferimento a questo articolo (in lingua inglese):
http://www.nokia.com/global/support/software-update/wp8-software-update/availability-in-europe/

Fonte: Nokia.it

 
 
 

Microsoft, il marchio Nokia verrà eliminato: rimarrà solo ‘Lumia’

Post n°1274 pubblicato il 13 Settembre 2014 da tecnologiaevita
 

Ecco un'altra novità per amanti e sostenitori dei Nokia Lumia (con sistema operativo Windows Phone). Entro fine anno, Microsoft eliminerà il brand "Nokia" dagli smartphone Lumia. Gli ultimi Lumia brandizzati Nokia potrebbero essere proprio i nuovi Lumia 730 e Lumia 830, mentre i modelli successivi saranno brandizzati "Microsoft Lumia". Una slide interna Microsoft preannuncerebbe la decisione di rinominare definitivamente i prodotti proprio durante la campagna promozionale natalizia. Anche il Marchio "Windows Phone" pare destinato a scomparire: al posto suo ci sarà il solo marchio "Windows". In questo modo, in futuro tutti i sistemi operativi di Microsoft saranno uniti in un unico grande OS, utilizzabile nelle diverse tipologie di dispositivi, fissi e mobili, senza alcuna distinzione. Per maggiori dettagli leggete questi 2 articoli:
http://www.windowsblogitalia.com/2014/09/addio-nokia-il-nuovo-brand-lumia-in-arrivo-alla-fine-dellanno/
http://tech.fanpage.it/microsoft-il-marchio-nokia-verra-eliminato-rimarra-solo-lumia/

Fonti: WindowsBlogItalia - TechFanpage

 
 
 

Anteprima Windows 9, il ritorno del desktop

Post n°1273 pubblicato il 13 Settembre 2014 da tecnologiaevita
 


Il 30 settembre si avvicina... Per chi non lo sapesse in questa data verrà presentato al mondo il nuovissimo sistema operativo di casa Microsoft, Windows 9, anche se per averlo sui nostri PC bisognerà attendere la primavera 2015. Per maggiori dettagli leggete questo articolo:
http://www.corriere.it/tecnologia/14_agosto_22/windows-9-ritorno-desktop-b640c060-2a00-11e4-83e9-8707f264e6d8.shtml

Fonte: Corriere.it

 
 
 

Smartwatch, anche Microsoft ha il suo: controllerà il cuore e parlerà con ogni cellulare

Post n°1272 pubblicato il 01 Giugno 2014 da tecnologiaevita
 

DI UNO smartwatch firmato Microsoft si parla già dalla scorsa estate - secondo indiscrezioni sono due anni che l'azienda di Redmond ci lavora - ma il gadget potrebbe essere in dirittura d'arrivo per provare a dare del filo da torcere alla carica di dispositivi in commercio, Samsung Gear in testa. Secondo Forbes il dispositivo monitorerà continuamente il battito cardiaco e funzionerà in simbiosi con smartphone Windows Phone, ma anche con iPhone e telefoni Android.

Secondo quanto trapelato, l'orologio 'smart' di Microsoft misurerà il battito cardiaco di chi lo indossa giorno e notte, avrà una batteria con autonomia di due giorni e potrebbe arrivare già quest'estate. A differenza dei modelli in commercio di Samsung, lo smartwatch di Microsoft sarà multi-piattaforma: sincronizzerà notifiche e dati raccolti con i dispositivi Windows Phone e in più con gli smartphone Android e con gli iPhone di Apple.

Samsung, che al momento presidia il settore smartwatch con più di un modello in vendita, ha appena svelato un prototipo di braccialetto 'intelligente', 'Simband', che raccoglierà una grande quantità di dati sullo stato di salute di chi lo indossa.
C'è poi attesa per un'eventuale "risposta" della rivale Apple che il 2 giugno aprirà la conferenza annuale per gli sviluppatori e da mesi ingaggia ricercatori ed esperti di sensori medici. Secondo indiscrezioni anche Htc sta per entrare nel mercato dei dispositivi indossabili - dopo LG e Motorola - con uno smartwatch, "One Wear" che dovrebbe arrivare tra agosto e settembre.

Fonte: Repubblica.it

 
 
 

Europa e cellulari: l'Ue vota per abolire i costi del roaming

Post n°1271 pubblicato il 11 Aprile 2014 da tecnologiaevita
 

Stop al roaming entro Natale 2015; in queste ore arriva il via libera del Parlamento europeo a favore dell’abolizione delle tariffe di roaming prevista da una proposta della Commissione Ue sul regolamento sul mercato unico delle tlc (per un continente connesso). Neelie Kroes, Vicepresidente della Commissione UE, ha dichiarato in proposito: “Con questo voto l’UE fa qualcosa di concreto per i cittadini. L’Unione europea è proprio questo: eliminare le barriere per semplificare la vita e ridurre i costi”.

COS'E' IL ROAMING - Nelle reti telematiche e di telecomunicazioni il termine roaming (Rintracciabilità nel territorio), identifica l'insieme di procedure, normative e apparecchiature che permettono di rintracciare un terminale mobile desiderato e di metterlo in comunicazione con l'utente chiamante all'interno di una stessa rete o tra reti di comunicazione distinte ma interoperanti. Il roaming viene utilizzato in particolare dagli operatori telefonici di telefonia cellulare per permettere agli utenti mobili di collegarsi tra loro eventualmente utilizzando anche una rete non di loro proprietà dietro una quota di pagamento all'altro operatore. Ciò può accadere ad esempio quando l'utente si trova all'estero e l'operatore telefonico non possiede una rete propria ("roaming internazionale") oppure quando l'utente si trova nel paese di origine dell'operatore telefonico, ma questo non possiede una copertura totale della nazione (in entrambi i casi l'operatore si appoggia su reti telefoniche appartenenti ad altri operatori, nazionali o esteri) oppure semplicemente quando l'utente destinatario appartiene alla rete di un altro operatore telefonico. Attraverso il roaming, quindi, l'operatore consente all'utente la possibilità di utilizzare il servizio in tutta la nazione e oltre.

TARIFFE ADDIO - Il Parlamento europeo ha dunque modificato il testo per abolire i costi del roaming - i costi aggiuntivi per l’utilizzo di un telefono cellulare per chiamare, inviare messaggi di testo o accedere a internet in un altro paese dell’UE - in tutta l’UE dal 15 dicembre 2015. I deputati hanno aggiunto che nel caso di uso abusivo dei servizi di roaming, tuttavia, potrebbero eccezionalmente essere imposti costi ridotti. Il Parlamento ha votato in prima lettura il progetto di legge per consolidare il lavoro svolto finora e trasmetterlo al prossimo Parlamento. Ciò assicura che i deputati neoeletti a maggio potranno decidere di continuare il lavoro svolto in questa legislatura.

STOP RALLENTAMENTI - Secondo il testo approvato dal Parlamento Europeo, inoltre, i fornitori di connessione internet non dovrebbero più essere in grado di bloccare o rallentare i servizi offerti dai loro concorrenti per ragioni economiche o di altro tipo. La relazione di Pilar del Castillo Vera (PPE, ES), approvata con 534 voti a favore, prevede che ci siano norme chiare per evitare che i fornitori di accesso a internet promuovano alcuni servizi a discapito di altri. Il regolatore delle telecomunicazioni europee BEREC ha già riferito che diversi fornitori di accesso a internet stavano bloccando o rallentando servizi come “Skype” (utilizzato per effettuare telefonate via internet).

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Fonte: Qui Finanza

 
 
 

Google brevetta le lenti a contatto smart

Post n°1270 pubblicato il 24 Marzo 2014 da tecnologiaevita
 

Lo sviluppo di dispositivi smart da parte di Google non si fermerà di certo a Glass. A testimoniarlo un brevetto depositato dal gruppo a fine 2012 presso l’United States Patent and Trademark Office e scovato nel fine settimana dalla redazione di Patent Bolt, relativo alla realizzazione di lenti a contatto intelligenti. Va subito chiarita una cosa: non si tratta del progetto annunciato a gennaio e finalizzato a combattere il diabete, ma di un device del tutto differente.

L’idea alla base del funzionamento è quella di poter rilevare con grande precisione il movimento degli occhi, in particolare i cosiddetti “blink”, ovvero quando l’utente li chiude rapidamente facendo l’occhiolino. In questo modo le lenti potranno interagire con smartphone, tablet o altre apparecchiature. Saranno inclusi sensori di illuminazione, per rilevare la pressione, la temperatura, la conducibilità e il campo elettrico, mentre per quanto riguarda l’alimentazione la documentazione fa riferimento a diversi metodi, compreso quello che sfrutta l’energia solare. Racchiudere un piccolo pannello fotovoltaico all’interno di una lente a contatto oggigiorno sembra però impossibile e questo fa capire come un prodotto simile non sia destinato al mercato almeno per i prossimi anni.

Una soluzione di questo tipo potrebbe tornare utile per l’interazione con altri dispositivi, ad esempio per confermare una scelta chiudendo rapidamente l’occhio una volta o per rifiutarla facendolo due volte. Il brevetto non fa alcun riferimento alla realtà aumentata, dunque sembra improbabile che possano essere visualizzate informazioni direttamente all’interno del campo visivo.

Da Mountain View ovviamente tutto tace e l’azienda non è intervenuta per commentare la fuga di informazioni. Una cosa però è certa: Google sta investendo ormai da lungo tempo sui dispositivi indossabili, come dimostra anche la presentazione della piattaforma Android Wear avvenuta la scorsa settimana, con l’intenzione di spingersi però ben oltre l’ambito degli smartwatch o dei braccialetti per il monitoraggio dell’attività fisica.

Fonte: Webnews

 
 
 

Facebook sviluppa DeepFace, la funzione che ti riconosce in qualsiasi foto

Post n°1269 pubblicato il 24 Marzo 2014 da tecnologiaevita
 

Identificare un volto può essere semplice per tutti noi, un po’ meno per i sistemi digitali. Tante negli anni le soluzioni di riconoscimento facciale proposte e utilizzate da vari software, e molto presto Facebook potrebbe superare del tutto il concetto di tagging, riconoscendo automaticamente se due foto differenti ritraggono la stessa persona.

Un discorso del genere in realtà è già in piedi dal 2010, quando il social network aveva introdotto questa funzione negli USA. Nel 2012 però arriva lo stop dell’Unione Europea, che impone il blocco della funzionalità nel Vecchio Continente (escluso il Regno Unito), quindi la cancellazione di tutti i dati raccolti. Un brutto colpo per Zuckerberg e i suoi, in nome della privacy, ma senza scoraggiarsi. Decisivo in questo senso l’ingaggio di Yaniv Taigman: co fondatore di Face.com nel 2007, l’azienda è stata acquisita da Facebook proprio un paio di anni fa. Face.com, lo ricordiamo, costruiva applicazioni e le API che possono eseguire la scansione di miliardi di foto ogni mese.

Oggi, come si legge nella Technology Review del famosissimo MIT di Boston, il social media sta lavorando a un software di “verifica facciale” assolutamente nuovo, capace di performance sostanzialmente umane. Il suo nome è DeepFace, e potrà distinguere diverse persone attraverso la lettura di dati numerici delle parti che compongono il volto, come il rapporto tra le sopracciglia e la bocca e la distanza tra in naso e le orecchie. Il tutto indipendentemente dall’illuminazione e dall’espressione facciale, e senza che il soggetto sia in posa di fronte alla camera che ha catturato l’immagine.

Tecnicamente il programma è in grado di riconoscere un individuo con un tasso di precisione del 97,25%, solo 0,25 punti in meno del 97,5% attribuito agli umani. Tutto ciò è possibile grazie ad una nuova tecnologia avanzata composta da due passaggi: il sistema crea una versione 3D del viso e delle sue caratteristiche, utilizzando un modello poligonale ruotato virtualmente, in modo che la persona nella foto sembra stia guardando la telecamera. In seguito viene creata una versione bidimensionale con colori filtrati per poter catalogare ogni elemento del nostro volto. Il sistema a questo punto elabora una descrizione numerica per ogni elemento, inserendolo in una rete di analisi a 9 strati: se molteplici elementi di due immagini diverse hanno descrizioni numeriche simili (sono circa 120 milioni i parametri di confronto), allora DeepFace indicherà che si tratta dello stesso individuo fotografato.

Per metterlo a punto sono stati utilizzati 4,4 milioni di immagini di 4.030 diverse persone, ma il lavoro non pare destinato ad arrivare sul social network in tempi brevi. Infatti quello che al momento resta un progetto di ricerca sarà presentato nel mese di giugno, alla IEEE Conference on Computer Vision and Pattern Recognition di Columbus, in Ohio, in modo da avere un riscontro da addetti ai lavori esperti. Non mancano poi gli scettici, in nome della privacy. Considerando infatti le mille possibili applicazioni del software, e gli oltre 1,25 miliardi di utenti iscritti a Facebook, c’è il timore che un’operazione del genere confermi quei dubbi già nati all’indomani dell’acquisizione di Whatsapp. Staremo a vedere…

Fonte: Vodafone news

 
 
 

Il lavoro del futuro? Pilota di droni. Ecco le regole Enac

Post n°1268 pubblicato il 09 Marzo 2014 da tecnologiaevita
 

Nati negli anni '90 con scopi prettamente militari, oggigiorno i droni - aerei telecomandati a distanza di diverse dimensioni - stanno conquistando larghe fette di mercato anche per utilizzi di tipo civile. Tanto che se ne inizia a fare un largo uso anche in ambito commerciale, fino ad immaginare che fra pochi anni saranno proprio i droni ad effettuare diversi tipi di consegne a domicilio. Al momento vengono largamente utlizzati per fare fotografie e riprese aeree, monitorare impianti fotovoltaici, dighe e reti elettriche e controllare i terreni agricoli e le aree potenzialmente a rischio. Secondo l’associazione di operatori e costruttori Assorpas, ne volano già in oltre 400 sul cielo italiano. E il 30 aprile entrerà in vigore il nuovo regolamento dell’Enac e potrebbe essere il boom definitivo di questi dispositivi e la nascita di un nuovo lavoro: il pilota di droni.

IL FUTURO



Per il mercato legato all'utilizzo dei droni ci si può riferire alla ricerca della società americana Asd Reports secondo la quale, entro il 2021, il giro d'affari mondiale toccherà i 130 miliardi di dollari. Nel 2012 era fermo a sette. Una crescita, almeno sulla carta, esplosiva.

LE CONSEGNE A MEZZO DRONE



Amazon sta testando la consegna con drone in 30 minuti. Anche se l'idea di robot che realizzano le spedizioni può sembrare bizzarra, è proprio ciò che i consumatori si aspettano. Certo non sarà il 2014 l'anno in cui inizieremo a veder girare droni con pacchi da consegnare, ma è altresì evidente che per competere con la vendita al dettaglio online, i negozi fisici dovranno iniziare a diventare sempre più centri di distribuzione.

FACEBOOK COMPRA TITAN AEROSPACE



I droni sono entrati prepotentemente anche nelle strategie delle più importanti aziende digitali, con lo scopo di allargare il proprio raggio d'azione. Facebook ed il suo CEO e fondatore Mark Zuckerberg stanno infatti per acqustare Titan Aerospace, azienda che produce droni alimentati a energia solare. Utilizzando i droni come satelliti si porterebbe Internet nelle zone in cui non è ancora disponibile. Questo perché, dati dell'istituto di ricerca Deloitte alla mano, diffondere la connettività può incoraggiare una crescita del 110% del Prodotto interno lordo dell'India, portare 27 milioni di nuovi posti di lavoro nel Sudest asiatico o dare un'aspettativa di vita maggiore a 2,2 milioni di malati di Aids in Africa.

PROFESSIONE PILOTA



Secondo la società di ricerche di mercato americana Sparks & Honey, proprio in virtù dell'ampio utilizzo che potrà essere fatto in ambiti diversissimi dei droni, uno dei mestieri del futuro sarà proprio il pilota di droni.

ADDESTRAMENTO SPECIFICO



L'Enac, l'Ente nazionale per aviazione civile, ha reso noto il testo definitivo del regolamento per il volo di droni fino a 150 chili di peso. Entrerà in vigore, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, il 30 aprile. Per pilotare bisognerà aver compiuto 18 anni e dimostrare di possedere conoscenze teoriche sulle regole dell'aria e pratiche, relativamente all'uso del proprio mezzo. Nel documento non si parla di un permesso o di un patentino, ma Enac prevede che siano organizzati programmi di addestramento specifici.

L'AUTOCERTIFICAZIONE



Nelle zone 'non congestionate' dalla presenza umana per far volare un drone sarà sufficiente un'autocertificazione da fornire ad Enac.

IN CITTA'



Se invece si vuole operare in città, sono previste valutazioni più approfondite da parte dell'ente che, alla fine, dovrà autorizzare il pilota a volare. Un altro parametro che è stato tenuto in considerazione nel regolamento è la distanza da terra: se si vola fino a settanta metri, dove la possibilità di incontrare altri aeromobili è bassa, le norme sono meno restrittive. Per chi vuole raggiungere i 150, occorreranno autorizzazioni particolari.

L'ASSICURAZIONE



Dal 30 aprile prossimo, tutti coloro che possiedono un drone (e non sono pochi) dovranno assicurarlo, perché il nuovo regolamento prevede l'assicurazione obbligatoria per tutti i mezzi aerei radiocomandati, per garantire una copertura sui danni eventualmente causati da questo genere di velivoli che non usa il pilota. La decisione, però, ha trovato impreparati gli assicuratori italiani, che non avevano certo previsto questa eventualità e dovranno ora, in fretta e senza studi e statistiche specifiche, correre ai ripari con polizze ad hoc, magari attingendo all'esperienza internazionali, dove esistono già assicurazioni apposite per i droni. Il punto della situazione, comunque, sarà fatto a fine maggio, con un workshop sul tema "Uso dei droni: risk management e assicurazioni", che si svolgerà nell'ambito di Roma Drone Expo&Show.

Vedi anche:
FOTOGALLERY: Droni, social, vetrine digitali: come cambia lo shopping nel 2014
VIDEO: con i droni intorno al relitto della Concordia
Nella Terra dei fuochi l'esercito mobilita i droni
I droni sbarcano a Roma
Google sfida droni Amazon con i robot

Fonte: Qui Finanza

 
 
 

Il futuro del fotovoltaico in una sfera di vetro. Che ruota sul tetto

Post n°1267 pubblicato il 18 Febbraio 2014 da tecnologiaevita
 

Vecchi pannelli fotovoltaici addio, arriva la sfera di vetro che cattura l'energia del sole garantendo una resa migliore. Si chiama Rawlemon (letteralmente "limone crudo") ed è il progetto dell'architetto tedesco André Broessel, che afferma fiducioso: "Siamo in grado di spremere più succo di sole".
Con questo dispositivo, l'energia solare potrebbe venir sfruttata in modo più efficiente grazie a sfere di vetro (montate su strutture in acciao) in grado di assorbire energia solare e di concentrarla su una piccola superficie di pannelli solari (75% in meno di superficie).
Dopo tre anni di lavoro e test, un prototipo è stato montato sul tetto di un palazzo di Barcellona. Il progetto iniziale ha suscitato molto entusiasmo al momento della sua introduzione ed è stato anche finalista al World Technology Network Award 2013. Ma adesso Broessel è in cerca di finanziatori attraverso una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo per una versione 'da scrivania', che può essere utilizzata per ricaricare cellulari o altri piccoli dispositivi.

UN GRANDE OCCHIO SUL TETTO



Il dispositivo è composto da una palla di vetro che assorbe energia solare e la concentra su una piccola superficie di pannelli solari (75% in meno di superficie). Montata su un telaio d'acciaio la sfera è stata progettata per seguire automaticamente la rotazione del Sole, in modo da ottenere sempre la maggiore quantità di energia possibile.

GIBIGIANNA ANCHE DI LUNA



Una sorta di lente a forma di palla, e piena d'acqua, capace di concentrare 10 mila volte più energia solare su un punto piccolo focale. Inoltre è in grado di concentrare non solo la luce solare (anche in condizioni di cielo nuvoloso) ma anche quella lunare; tra l'altro in maniera più efficace delle celle attualmente impiegate nei pannelli fotovoltaici.

COME FUNZIONA



Secondo il suo ideatore, André Broessel, la sfera è in grado di raccogliere luce proprio dove non riescono gli altri device utilizzando solo l'1% della superficie richiesta dai classici pannelli solari. Il dispositivo infatti è stato progettato per ottimizzare la generazione di energia solare durante tutto l'arco della giornata e in qualunque condizione meteo.

MICROPANNELLO FOTOVLTAICO



Il generatore sferico in vetro concentra sia la luce del sole che quella della luna su un piccolo pannello fotovoltaico facendo sì che il dispositivo possa diventare in questo modo più efficiente rispetto ai classici pannelli fotovoltaici biassiali.

CONCENTRATO DI LUCE



Broessel sostiene di aver tratto ispirazione da sua figlia, mentre questa giocava con una biglia di vetro. L'architetto riusciva a vedere il punto focale della luce spostarsi seguendo la pallina rotolante. In questo modo, Broessel ha pensato di replicare lo stesso meccanismo a un dispositivo generatore di energia.

SILICIO RISPARMIATO



Il rawlemon utilizza un quarto del silicio normalmente impiegato dai tradizionali pannelli fotovoltaici, per offrire le stesse prestazioni energetiche.

DESIGN E TRASPARENZA



Il sistema può essere incorporato in qualsiasi superficie degli edifici, incrementandone l'efficienza e offrendo fino al 99% di trasparenza.

COWDFUNDING PER BETA.EY



Esiste anche una versione 'da scrivania' chiamata Beta.ey. Il prodotto può essere utilizzato per ricaricare cellulari o altri piccoli dispositivi. Il prodotto è compatibile con i telefoni dotati di porta USB 2.0, ha uno storage di batteria da 27.5 Whr ed è attualmente oggetto di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Indiegogo.
L'obiettivo economico da raggiungere per sviluppare i brevetti e commercializzare le nuove tecnologie è di 120 mila dollari.

VEDI ANCHE
- VIDEO: Energie alternative
- Energia elettrica, la robin tax scaricata sugli utenti. 300 euro a famiglia non dovuti

Fonte: QuiFinanza

 
 
 
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