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Dante Aligheri

 

 

 

Nel 1318, Dante termina la Divina Commedia, nella quale allude ripetutamente ai Templari, al loro martirio e alla loro resurrezione. Ad esempio, nel Paradiso (canto XXX), Beatrice, nell'empireo, è contornata e protetta dal "convento de le bianche stole", che non sono altro che i cavalieri del Tempio, riconoscibili per i loro favolosi mantelli bianchi contraddistinti da un croce patente rossa sulla spalla. Sempre negli ultimi cieli del Paradiso, se Dante sceglie San Bernardo come guida (canto XXXII), è a causa degli stretti rapporti tra l'abate di Clairvaux con l'Ordine del Tempio; in effetti, nel 1128, circa dieci anni dopo la sua fondazione, questo Ordine ricevette la sua regola dal concilio di Troyes, e fu proprio Bernardo che, in qualità di segretario del concilio, ebbe l'incarico di redigerla (completandola definitivamente solo nel 1131). Successivamente, Bernardo commentò questa regola nel trattato De laude novae militiae, nella quale espose con una magnifica eloquenza i termini della missione e dell'ideale di una cavalleria cristiana, definita "milizia di Dio". Ritroviamo spesso gli stessi termini negli scritti dei Fedeli d'Amore, di cui Dante era un membro eminente. Disseminando le loro opere con simboli esoterici, Dante e i Fedeli d'Amore non fanno altro che richiamare la loro affiliazione allo spirito cavalleresco dell'Ordine del Tempio, che aveva posto la sua soluzione sotto il segno dell'esoterismo, che gli avrebbe consentito d'instaurare relazioni pacifiche con i musulmani. Sul rovescio della medaglia che rappresenta Dante è possibile leggere una strana sequenza di lettere: "F.S.K.I.P.F.T.". Alcuni pensano che queste iniziali possano riferirsi alle sette virtù care a Pisanello: Fides, Spes, Charitas, Justitia, Prudentia, Fortitudo, Temperantia, malgrado l'anomalia tipografica relativa alla lettera "K" (l'ortografia di Charitas non può essere Karitas in latino); infatti, secondo René Guénon, queste lettere significano "Fidei Sanctae Kadosh Imperialis Principatus Frater Templarius". Qualificando Dante come Fratello Templare, "Santo" della "Fede", questa medaglia non solo offre una dimostrazione aggiuntiva della stretta relazione che univa Dante ai Templari, ma sottintende anche che i Fedeli d'Amore furono senza dubbio i veri ed i soli guardiani dei valori morali e spirituali dell'Ordine del Tempio.

 

San Francesco di Assisi

fratello Sole e Sorella Luna

Altissimu, onnipotente bon Signore, Tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione. Ad Te solo, Altissimo, se konfano, et nullu homo ène dignu te mentovare. Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature, spetialmente messor lo frate Sole, lo qual è iorno, et allumeni noi per lui. Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore: de Te, Altissimo, porta significatione. Laudato si', mi Signore, per sora Luna e le stelle: in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle. Laudato si', mi' Signore, per frate Vento et per aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento. Laudato si', mi' Signore, per sor Aqua, la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta. Laudato si', mi Signore, per frate Focu, per lo quale ennallumini la nocte: ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte. Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba. Laudato si', mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore et sostengono infirmitate et tribulatione. Beati quelli ke 'l sosterranno in pace, ka da Te, Altissimo, sirano incoronati. Laudato si' mi Signore, per sora nostra Morte corporale, da la quale nullu homo vivente po' skappare: guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali; beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati, ka la morte secunda no 'l farrà male. Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate e serviateli cum grande humilitate. (Cantico delle creature di San Francesco d'Assisi)

 

SINDONE

 

La figura di Goffredo de Charny, signore di Lirey, in Champagne, sembra uscire direttamente da un racconto cavalleresco. È tra le mani di questo eroico cavaliere che la Sacra Sindone fa ufficialmente la sua apparizione in Francia. Dopo una vita di avventure improntate ai più alti ideali della cavalleria medievale (ed intorno alle quali il nostro scriverà un libro di buon successo, sorta di manuale del perfetto Chevalier), nel 1355 viene incaricato dal re di portare il suo stendardo di battaglia.
È un grande riconoscimento, e il cavaliere non lo disonora: l'anno successivo muore eroicamente nella battaglia di Poitiers, nella strenua difesa dell'Orifiamma, la lingua di tessuto rosso fiammante simbolo del potere supremo e dell'onore di Francia. Come sia giunta, la Sacra Sindone, all'eroico vessillifero di Francia, rimane un mistero. Vediamo le ipotesi che sono state fatte in proposito. La Sacra Sindone potrebbe essere stato un bene di famiglia pervenuto a Goffredo tramite matrimonio o amicizia. Stretti legami collegano Goffredo ai discendenti di Otto de la Roche, feudatario francese e primo duca di Atene, ai tempi in cui proprio ad Atene della Sacra Sindone abbiamo avuto l’ultima segnalazione. La Sacra Sindone avrebbe potuto fare parte dei tesori di famiglia; Goffredo di Charny sposò una diretta discendente di Otto, che avrebbe potuto portargli la reliquia in dote,e fu grande amico di Gautier IV de Brienne, conestabile di Francia e fedele compagno d’armi, anche lui caduto a Poitiers. Se anche non fosse stata materialmente in loro possesso, Gautier IV de Brienne o la stessa consorte potrebbero aver rivelato all'indomito cavaliere il nascondiglio della Sacra Sindone in Oriente: questo spiegherebbe il rapido viaggio di Goffredo oltremare, fino a Smirne nel 1345, ufficialmente compiuto al seguito del Delfino. Ecco il possibile anello mancante della catena che, da Atene, porta il sudario direttamente nelle mani di un cavaliere francese del Trecento. La "pista templare" sostiene che la Sacra Sindone fosse stata affidata a Goffredo durante un periodo di prigionia in Inghilterra, nel castello di Goodrich. Qui essa sarebbe stata portata da quei Cavalieri Templari che scamparono ai roghi e alle carceri di Francia. In contrasto con i fitti misteri dei secoli precedenti, la storia "europea" del Sacro Tessuto, dopo la riapparizione in mano ai de Charny, è sufficientemente documentata: nel 1453 la reliquia viene ceduta da Margherita, ultima erede degli Charny, al duca Ludovico di Savoia. Le travagliate vicende del ducato dei Savoia porteranno in seguito la Sacra Sindone, a più riprese, da Chambéry, in Piemonte, in altre città della Francia e dell'Alta Italia, fino alla traslazione definitiva nella città di Torino nel 1578. La Sacra Sindone, di proprietà di Casa Savoia per oltre mezzo secolo, è stata assegnata, in un lascito testamentario del capo della Casata ed ultimo Re d'Italia S.A.R. Umberto II di Savoia, al Sommo Pontefice. Il re in esilio è morto a Ginevra nel 1983, anno dal quale la Sacra Sindone è divenuta, dunque, di proprietà pontificia.

 

IN FEDE

 

ONORE

 

casa natale di Jacques de Molay

 Jacques de Molay

Al villaggio di Gourgeon, situato sulla RN 19, dopo Combeaufontaine,  direzione il villaggio di Molay. È in questi casi che si trova la casa natale del Grande Maestro dei Templiers eletto nel 1293 era il figlio di un semplice gentiluomo, vassal del SIRE della Rochelle (il villaggio vicino).

 

ANTICA SEDE

 

Nel  1102, il Re di Gerusalemme Baldovino II, concesse hai cavalieri di Cristo la custodia del Tempio di Salomone e la residenza nel  monastero fortificato di Nostra Signora di Sion situato a finaco al Tempio, con il passare degli anni il numero dei cavalieri aumentò, cosicchè dovettero trasferirsi a pochi metri, andando ad occupare tutta l'area di quella che era la spianata del Tempio di Salomone, ossia l'area fra la Moschea della Roccia e la Moschea di Al-Aqsaa. A questo punto il loro nome fu cambiato in "Ordine dei Cavalieri di Cristo a Cavalieri del Tempio di Gerusalemme". 

 

 

GOFFREDO DI BUGLIONE

BALDOVINO I

 

templari in Terrasanta

 

 

  

 

 

Il Krak dei cavalieri , così chiamato, imponente ancor oggi nonostante i millenni, sorge su un colle di 750 metri , conquistato nel 1109 da Tancredi di Antiochia; fu ceduto in seguito all’ordini cavallereschi. È un castello quasi senza fine, robusto; solo lo spessore della prima cerchia di mura è di 24 metri, la seconda cerchia domina la prima ed infine vi è un robusto mastio che controlla tutte e due; in pratica compongono il krak tre castelli costruiti uno sull’altro ed indipendenti tra loro. Il Krak era considerato il castello più grande tra le tante fortezze -forse il più bello del mondo-, nella valle della Becaa. Il suo nome in arabo significa dunque fortezza, “Karak”, cardine della difesa del porto di Tripoli e della valle d Becaa, inserito come un anello in una collana tra le cui maglie splendevano i castelli della Santa Milizia Templare.
 La fortezza KARAK come la chiamavano gli arabi-. KARAK è un palindromo, cioè una parola che si legge uguale sia da Occidente, sinistra a destra, che da Oriente, destra a sinistra. In sumero significa ‘anima (KA) Sole (sia RA che AR)’. KAR è la ‘forza dell’anima’ [Il nome Carlo ß KAR LU ‘soggetto forza’ comprova].

 

templari lungo la via Francigena

 
La presenza dei Templari in Italia riguardava tanto le regioni settentrionali (ad esempio lungo la via Francigena, una delle arterie principali lungo le quali i pellegrini dalla Francia giungevano a Roma), quanto nelle regioni meridionali e, tra queste, un sicuro ruolo di preminenza fu svolto dalla Puglia per la posizione strategica occupata da questa regione da sempre crocevia tra Occidente ed Oriente. La causa dell'espansione dei Templari in Italia è da ricondurre a due motivazioni principali: la viabilità terrestre e la possibilità di adoperare i porti, in modo speciale quelli della costa pugliese (Manfredonia, Barletta, Trani, Molfetta, Bari, Brindisi), per l'imbarco verso la Terra Santa dei pellegrini e dei Crociati ed il loro rientro, nonché per la spedizione di vettovagliamento e derrate alimentari alle guarnigioni templari in Outremer. L'espansione dell'Ordine (tra la seconda metà del XII secolo sino alla fine del XIII secolo) avveniva secondo una logica ben precisa tendente a privilegiare in primo luogo le località costiere per poi procedere verso l'entroterra. Secondo una stima approssimata per difetto, in Italia erano presenti almeno 150 insediamenti appartenenti all'Ordine del Tempio, di questi meno di un terzo si trovavano nella parte meridionale della penisola.
La maggiore concentrazione di domus templari, molto probabilmente, era nella terra di Puglia ove, tra l'altro, avevano diverse sedi. Gli insediamenti dei Templari erano chiamati in Italia "precettorie" o "mansioni" a seconda della loro importanza, mentre in Francia prendevano il nome di "Commanderies". Anche in Puglia l'espansione sul territorio delle case templari seguì la dinamica sopra esposta: dagli avamposti sul mar Adriatico i Templari cominciarono a penetrare all'interno del territorio pugliese e, in particolare, nelle fertili pianure della Capitanata nell'entroterra garganico e della Murgia in Terra di Bari.I Cavalieri Templari sovente alloggiavano in chiese minori, oratori, cappelle dipendenti da episcopi o cattedrali o in monasteri cui spesso erano annessi ospizi per l'accoglienza dei pellegrini. Grazie all'intervento dei pontefici il Tempio riusciva ad ottenere in concessione perpetua o temporanea immobili appartenenti ad Enti ecclesiastici dietro pagamento di un censo annuo. A volte erano gli stessi Templari a costruire delle chiese, anche se in Italia tale attività sembra essere alquanto ridotta. Ma è soprattutto alle donazioni e ai lasciti dei benefattori che il patrimonio templare vide una rapida crescita sia nelle città che nelle campagne. Le domus templari italiane raramente erano isolate e sovente facevano parte di ecclesiae, con le quali finivano per confondersi. Le domus erano anche costituite nell'ambito delle mansiones, composte nella forma più elementare da un ricovero per i viaggiatori ed una stalla per i cavalli. Le domus-mansiones erano collocate nei centri di transito o confluenza delle principali correnti di traffici e pellegrinaggi che percorrevano l'Italia. La funzione assistenziale era altresì svolta con le domus con annessi degli hospitales.

 

Templari in Puglia

Castel del Monte

All'interno del cortile c'era una vasca ottagonale monolitica che serviva per contenere l'acqua; sotto il cortile vi era una cisterna grandissima. Su cinque delle otto torri c'erano cinque cisterne pensili collocate proprio su quelle torri dove c’erano i servizi igienici. Le cisterne raccoglievano l’acqua e quando erano troppo piene c’era un troppo pieno che scaricava fuori. Il terrazzo del castello è fatto a dorso d’asino: l’acqua che scorreva verso l’esterno riempiva queste cisterne, l’acqua che scorreva verso l’interno riempiva la cisterna situata sotto. Ciò dimostrerebbe che Castel del Monte non è un castello di difesa ma un edificio costruito come un Tempio.Fedeico II, Ordina la costruzione del castello nel gennaio del 1240 e muore nel 1250: c'erano dieci anni di tempo per terminare la costruzione del castello. Alla costruzione del castello hanno lavorato maestranze altamente qualificate come dimostrato dalla costruzione architettonica che è un gioiello di matematica. Le pareti del piano superiore erano tutte rivestite di marmi preziosi che sono stati rubati assieme a sculture e bassorilievi. In quel momento storico particolare in Puglia vi era una presenza molto massiccia dei Cavalieri Templari, i monaci guerrieri i quali erano padroni di tutta la Puglia come dimostrano le numerose testimonianze dal Foggiano al Leccese. La Puglia era una delle dieci province dei Cavalieri Templari disseminate dal centro Europa fino al medio Oriente e in più la Puglia a quel tempo era la cerniera tra oriente e occidente.

 

RE RUGGERO II

Jolly Roger". La tradizione vuole che questo vessillo venisse utilizzato anche a bordo delle navi dei "Poveri Soldati di Cristo e del Tempio di Salomone", come i Templari erano conosciuti originariamente. I Templari combattevano le loro battaglie anche in mare, abbordando ed affondando le navi nemiche: di qui l'analogia coi Pirati e l'adozione della bandiera col teschio e le ossa, la bandiera usata da  re Ruggero II di Sicilia (1095-1154). Ruggero era un famoso Templare e di una flotta di seguaci dell'Ordine si separò in quattro unità indipendenti, quindi era una eredità, e le sue ossa incrociate rappresentavano un chiaro riferimento al logo templare della croce rossa con le estremità ingrossate.sempre legata ai Cavalieri Templari. La notte del 13 Ottobre 1307, prima dell'arresto di massa, in gran segreto, 18 galee templari navigarono lungo la Senna e presero il mare, dirette a La Rochelle, dov'era pronta una flotta templare. I Templari, segretamente avvertiti del tranello teso nei loro confronti dal Re Filippo il bello di Francia, avevano portato in salvo il loro Tesoro e le reliquie più preziose. Le loro vele erano state annerite con del catrame per non essere visti nella notte. Durante il viaggio in mare, i Templari superstiti si riunirono in consiglio per decidere sotto quale segno avrebbero navigato, non potendo più utilizzare la classica croce rossa in quanto ormai bandita. Al termine, fu decisa l'adozione dell'antico simbolo di pericolo, il teschio con le tibie incrociate, con il fondo mutato in nero in riferimento al colore delle vele.

 

 

Portogallo tomar

ORDINE SUPREMO del CRISTO

 E’ il più prestigioso fra gli Ordini Equestri Pontifici, riservato solo ai Sovrani ed ai Capi di Stato, di fede cattolica, che si siano resi particolarmente benemeriti verso la Santa Sede. L’ Ordine venne creato da Dionigi I re del Portogallo ( 1279 - 1325) e dedicato a Cristo, riunendo in tale Ordine tutti i cavalieri del Tempio ( templari ) . Alla nuova istituzione rimase la stessa regola dei Templari, quella Cistercense, come parimenti identici restarono il mantello e la croce patente di rosso, con la sola aggiunta di una piccola croce latina di bianco, caricata sulla prima, in cuore. L’Ordine ebbe l’approvazione del Sommo Pontefice Giovanni XXII il 14 marzo 1319, riservando lo stesso Papa anche alla Santa Sede, oltre che ai Sovrani portoghesi, la facoltà di conferire tale ambitissima distinzione cavalleresca. L’Ordine, con la destinazione di tutti i beni dei cavalieri del Tempio presenti in Portogallo e con lo scopo di difendere il Regno d’Algarve contro gl’infedeli scrisse, nella penisola iberica stupende pagine di eroismo e di gloria, nella dura e sanguinosa lotta contro i Mori. La sede originaria dell’istituzione cavalleresca era situata a Castro Marino, nell’Algarvia ed in seguito venne invece spostata a Tomar, nel vecchio convento dei templari, ribattezzato Monastero del Cristo, per meglio respingere gli assalti dei Mori. Il Sommo Pontefice Eugenio IV ( 1431 - 1455 )

 
Creato da: knighttemplar il 18/05/2008
CULTURA E RICERCA

 

 

COME FURONO CREATE STORICAMENTE LE "BARONIE de BRAY in Francia"

Post n°154 pubblicato il 17 Maggio 2012 da knighttemplar

Nella creazione  del paese Bassée-Montois che aveva lo scopo di colmare il tessuto socio-economico e promuovere lo sviluppo delle comunità rurali, che erano sparse tra cinque città: Sens, Montereau-Fault-Yonne, Nangis, Provins e Nogent-sur-Seine.


In realtà, questa rete non era nuova nelle sue origini, Terra Baronia di Bray-sur-Seine.


Questa entità corrispondeva  ad un territorio feudale di un terzo a favore del dipartimento di Yonne. Questa divisione aveva  causato danni a Bray-sur-Seine per essere relegata al suo Arcivescovo che era  amministrativa sovrana di Sens Inoltre, l'antica capitale del polo (che dipendeva la metropoli di Parigi fino al XIII secolo) che ne soffrì, anche la stessa sorte  vicino dipartimento di Yonne.


Se si considera l'evoluzione del centralismo parigino  iniziato questo fenomeno centocinquanta anni prima della Rivoluzione urbanistica della  cittadina era stata caratterizzata dalla sua ricchezza di torri e timpani sulla strada, mentre rispetto alle aree rurali, le case erano state costruite a terra con gesso a scacchi. Fin dall'inizio dei tempi moderni, la città non riesce perchè pochi costruzioni architettonici dell'età classica, e il suo uso di una nuova nobiltà, in un periodo dell'era industriale andrà a sostituire il mattone con il legno in un'interessante evoluzione stilistica.

La polarizzazione attorno Bray cui pretese di essere sempre vicino ad Yonne presentò il Barrault  fino al XVI secolo.

Barbey e Misy

Vinneuf, Courlon, Bachy

Serbonnes e Michery

Sergines e Compigny

San Giovanni e Pailly

Hollard e Chapolin

Cappella e San Martino

Blowin gay e compagni ricchi

Piacevole e si estenderà

Tutti coloro che vanno

A Bray! A Bray

Danza in fiera a Bray

Queste stesse persone continuano a frequentare i grandi momenti della nostra città il buon vecchio, il suo corso giusto, ma semplicemente i suoi negozi, servizi, mercato, feste ...

Lo scopo è confermato per la maggior parte del paese recente.


La baronia si formò in tutto il paese di una rete a Bassa Valle   durante la bassa marea, che, dopo molte peregrinazioni, rappresenta una vasta area paludosa che è stato chiamato Bray celtica. Questa spina dorsale è rivestita con terrazze calcaree chiamato High-Field. Le High Country designati vassoi foderato con la Valle Yonne Oreuse.


Il feudo di Mons (Mons dei cinque comuni) fù attaccata  da vincoli di vassallaggio.

Tra ciascuna delle cinque città, la Baronia di Bray fù una vera sfida che si estende lungo le principali vie di comunicazione: la Senna occupato ha dato una vita ricca di cambio, la Via Agrippa (Roma, Boulogne-sur-Mer ) ha aperto al resto del mondo, la sua presenza sul fiume Yonne un nesso tra la Champagne e la Val de Loire, una strada da Bordes lo attirava verso la capitale inevitabile dei re di Francia .

La storia politica di questo territorio ci porta a più di mille anni in qua-le fondamenta della nostra civiltà, perché è da questi tempi antichi che il nostro ambiente di vita ha stabilito: il paesaggio della Senna Degg e pascoli,  i villaggi iscritti in una delle cornici delle tracce, i monumenti dalle zolle di dungeon alle chiese, ai nostri habitat pittoreschi.

Quale migliore testimonianza del terzo millennio, da rivedere qualsiasi modello storico: in tutto il nostro Paese, è l'Europa ieri zampillante di domani.

Tutti sanno, a Bray, la silhouette discreta, elegante e degno di Mr. Scherer, il nostro storico.

Diploma e medaglia di bronzo-Arts-Science Letters 9 Maggio 1954, Cavaliere del Civico Star, ha fondato nel 1950, Circle archeologico Township Bray-sur-Seine, ha presieduto dal 1957 con molti meriti . L'abbondanza e la qualità della ricerca nella sabbia contrappone consentito l'installazione dei primi due archeologi provinciali, direttamente dalla Circle.

MM. Sgorbia,  intorno a loro una squadra di venti persone a tempo pieno lavorano in questa zona perchè da migliaia di anni e ricco di vita lungo la Senna, e ora noto in tutto il mondo.


M r Scherer, ex curatore del Museo di Bray-sur-Seine è il catalizzatore del tesoro prima archeologico del nostro paese. E 'un peccato che molti risultati sono stati fatti nelle Bazoches base archeologici les-Bray, o sono fuori della nostra valle per il Museo di Ile de France in Nemours. Ma le tendenze culturali del nostro settore ci danno speranza migliore diffusione delle conoscenze locali.



Mr Scherer, in questo molto dinamico, anche fondato il Gruppo Archeologico di Seine-et-Marne, 11 dicembre 1958 a Parigi, a casa del professor Piganiol. Questo gruppo gestisce ora il felice equilibrio nella tradizione di una archeologia ad una associazione professionale richiesto: entrambi lavorano per il bene superiore.

District Soprintendente nel 1974 per l'innovativa pre-inventario del patrimonio di Seine-et-Marne, il signor Scherer ha lavorato a lungo sulle opere finanziari e dei capitali. Esso si applica alla vetrina come vice-presidente del Syndicat d'Initiative di visite regolari della Collegiata Notre Dame e la scoperta del centro della città.

E 'autore di diverse pubblicazioni tra le quali comprendono i seguenti argomenti: Origine dei nomi delle strade di Bray, le fortificazioni di Bray e il suo complesso idraulico, la Guerra dei Trent'Anni, Storia delle società locali ...

Mr. Scherer ha stanziato nel corso della sua lunga vita, ormai da molti fonti documentarie che permette di editare questo primo libro. Seguire  riguardanti la Chiesa nel nostro baronia, le sue origini pre-romane, personaggi ed eventi importanti.

cinquanta anni dopo la morte di Carlo Magno, l'impero è diventato una guerriglia per L'orgoglio e l'avidità sono stati i signori i primi ladri veri. Per loro, la vita stessa non ha avuto valore, solo e su quello religioso mantiene i principi che non interferiscono. I vescovi e monaci rimangono i garanti di un'epoca passata e la speranza di un futuro re-umanizzare. La fine del IX secolo vede queste lotte fratricide, perché tutti, o quasi, sono i discendenti diretti, più o meno legittimo il grande imperatore, in un clima di reati, congiure, ribellioni, di inganni incessanti.

A questo punto della storia, dobbiamo guardare indietro per catturare gli eventi che si svolgevano.

Ritorno all'inizio del regno di Carlo III. Abbiamo visto che, figlio postumo di Luigi II e Adelaide, aveva solo cinque anni quando ereditò il trono di Francia nel 884.

La reggenza fu eseguita da Carlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico fino al 887, poi da Eudes Conte di Parigi che fu incoronato re a Compiègne. Ma Folco, arcivescovo di Reims, dovette sostenere le pretese dei signori carolingi settentrionali ci fù una discussione per la sovranità di Eudes, e nel 893, consacrò Carlo III re di Francia,  prese pieni poteri nel 898 dopo la morte di Eudes. Poi a diciannove anni Adelaide, sua madre pensò di sposarlo.

Non siamo stati in grado di rilevare l'origine di Adelaide, ma il matrimonio poteva dimostrare un alto lignaggio. Esso appariva come una persona saggia, e l'atmosfera della corte e il tempo potrebbe essere incline a cercare una moglie per suo figlio alle interferenze straniere nel suo entourage. Non bisogna dimenticare che la Germania e la Francia furono le terre dei discendenti di Carlo Magno. Ecco Perché pensarono altrove... In Inghilterra. Un principe inglese era venuto a cercare una principessa francese. Perché non restituire il favore o di continuare la tradizione?

Nei primi anni del decimo secolo Edoardo I il Vecchio, re d'Inghilterra, Edoardo I salì  al trono nel 899 o 901, e regnò fino alla sua morte nel 925. Aveva tre figli:

- Athelstan: King of 925-940

- Edmund: Re di 940-946

- Edred: King of 946-955

Egli inoltre aveva tre figlie: Edith, che anno sposato Ottone il Grande, imperatore di Germania

Odgive, che sposò il re Carlo III di Francia

Infine, un terzo dei quali la storia ha dimenticato il nome, che sposò Alveric.

Questi ultimi due personaggi sono rivelate da un documento scritto nel 958 presso la reggia di Laon, che fù la capitale della Francia.

Se il nome della moglie non è menzionato, vi è fortunatamente uno dei Alveric che divenne uno dei più interessanti, se non la figura più misteriosa della nostra storia.

Chi era Alveric? Era anche un discendente di Carlo Magno e, pertanto, un cugino di Carlo III? Le Ducis parola, genetif di dux, possono portare  guida, capo, generale dell'esercito, egli può avere a volte il significato del principe. Presumibilmente qu'Alveric potrebbe essere il capo dell'esercito di Carlo III, quando il titolo di principe, forse, se fosse effettivamente era discendente di Carlo Magno. Al suo soggetto non può fare assunzioni ... il mistero rimane.

Alveric da questo matrimonio sembrava essere il figlio del re d'Inghilterra e fratello dei tre futuri re d'Inghilterra e il re Carlo III di Francia. Ha avuto due figli.

Theobald, che ha sposò la figlia di Bernardo, conte di Senlis, che era davvero un vero discendente di Carlo Magno, da Pipino re d'Italia. Dopo  matrimonio gli permise di diventare se stesso conte di Senlis.


 Burkhard (Bouchard), che sposò Ildegarda, figlia di Thibaut, conte di Chartres e di Blois. Noi ora vediamo Bouchard da vicino, perché diventerà una delle figure più importanti di quel tempo.

Sempre lo stesso documento citato, sappiamo che il re Edred era suo zio materno. Pertanto abbiamo stabilito una genealogia che collega la famiglia reale d'Inghilterra alla famiglia reale di Francia.

Così, il piccolo-Bouchard era il figlio di re Edoardo il Vecchio, nipote dei re d'Inghilterra futuri Athelstan, Edmund e Edred, re di Francia e Carlo III, inoltre, cugino del re Luigi IV di Francia, e cugino di Lotario re di Francia.

Infine, sempre nello stesso documento, sappiamo che Bouchard era un membro, ma di grado non specificato, e vediamo anche che era animato da profondi sentimenti religiosi.

Sembra che egli ha mantenuto abbastanza vicino con la sua famiglia attraverso la Manica, e servito il re di Francia, Luigi IV con dedizione E 'probabilmente in riconoscimento dei suoi servizi divenne signore di Montlhéry, e infine, probabilmente a causa di una reciproca amicizia, che Luigi IV creò per lui la Baronia di Bray.

In epoca romana, la zona di Bray, Senon territorio, era stata incorporata nella diocesi di Sens Successivamente, anche se il territorio ecclesiastico non è mai stato riformato in quanto tali. Così la diocesi del nord continuò a far parte dei regni più o meno effimera come Neustria, Borgogna, il Regno di Parigi, probabilmente nel Orleans Uniti, in Austrasia, ecc ... fino all'unificazione dell'impero di Carlo Magno.

Al momento della rottura dell'Impero d'Occidente, della battaglia che ebbe luogo in Jaulnes tra fratelli nemici, dove la nobiltà di Champagne subito tante perdite, fù deciso  "anche la nobildonna potrebbe non avendo discendenti forlignait trasmesso il proprio nome a suo figlio ... ".

 Braïacum. Questo nome è dovuto al fatto che egli era circondato da paludi.

Dopo queste lotte fratricide e discussi  delle clausole del trattato di Verdun, l'intera regione fù costituita nel territorio  Francese.

In precedenza abbiamo visto che Luigi IV fu chiamato a regnare nel 936, aveva solo quindici anni, e Bouchard stesso fù certamente un grande aiuto. E 'probabilmente intorno al 946 Bouchard che in Inghilterra trovò corpo di San Pavace, con alcuni monaci benedettini di Persora, donandolo a suo zio, il Re Edred, con l'intenzione di fondare un monastero su questa campagna di terra chiamato Bray Villam quae dicitur Brayacus . Questo sembra dimostrare che la terra di Bray già apparteneva a Bouchard. In questo periodo, Louis IV dal suo palazzo in cima a Laon, la sua capitale, vide il vasto bacino della Senna, e ha indovinato al suo centro il vero capitale della Francia. Ma prima di lasciare Laon, esso doveva assicurare Parigi. E 'per questo scopo che Bouchard aveva Montmorency, poi Montlhéry, e circa 940 Terra Bray  Vorrei aggiungere a Chevreuse, Crecy, Ecouen, e suo fratello non l'ha ancora Senlis delle Fortificazioni che circondavano la città per tagliare l'invasore potenziale

.



Ma è anche per onorare l'alto valore militare, Louis Bouchard IV crea la Baronia di Bray , uno dei più grandi in Europa, con più di ottanta feudi, fù uno stato vero e proprio piccolo. Bouchard non si può dire che il re non era suo cugino. Discernere la portata di questo territorio il cui confine meridionale si trova a dieci chilometri da Sens cui nord-sud per una trentina di quattro chilometri fino al confine del Brie, e anche 34 chilometri dalla confluenza della Senna e Yonne, al confine della contea di Champagne. Tenendo conto di tutti i suoi feudi mostra che Bouchard fù un gran signore, senza aver ottenuto il titolo di conte o duca.

Indubbiamente, una carta di Luigi IV fù stabilito a giustificazione dei suoi beni, ma non si  trovarono tracce Ma quando Luigi IV fù re non ci furono problemi per i riconoscimenti. Ma Louis IV morì nel 954 e Lotario suo figlio , gli succedesse sul trono di Francia.

Inizialmente, pur rimanendo fedele e devoto al nuovo re, Lotario Bouchard osservò con sospetto, come nel 958, e decise di confermare i suoi possedimenti, fù  fatto dalla carta del 10 dicembre 958, scritta a Palazzo Reale di Laon.

Questa carta si riferisce a quasi tutto quello che di cui, compresa la fondazione del monastero di Saint-Sauveur, e il consenso del Hilderamus, Arcivescovo di Sens al re. Questo dettaglio, molto importante, ci ricorda una carta di 815, attribuito a Carlo Magno e Luigi il Bonario, relativa al Principato di Andorra sotto la sovranità congiunta del re di Francia e vescovo di Seo de Urgel. Sarà lo stesso, il re di Francia e l'arcivescovo di Sens.

CONTINUA 


http://gallot.jean.fre e.fr/ind ex.htm

 
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Ricerca storica Casato de Bray origni di Montlhéry

Post n°148 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da knighttemplar
Foto di knighttemplar

 

Questa cronaca racconta i viaggi e le avventure della famiglia Bray Montlhéry in Terra Santa per un periodo di 100 anni tuttavia dalla prima crociata (1096) fino alla fine del XII secolo. Di questa famiglia ci sono stati dai re di Gerusalemme e baroni, una "questione di parentela". La prima crociata iniziò nel 1096, quando baroni e cavalieri europei decisero di liberare la Terra Santa. Quattro armate composte: la Lorrains ordinati Godefroi de Bouillon , Southern guidati dal conte Raimondo IV di Tolosa, i Normanni di Sicilia, fu guidata da Boemondo di Taranto e francesi tra cui Robert Courteheuse e contare Baldovino delle Fiandre. Tra i signori del cugino di alto lignaggio, Baudouin là delle Bourg , di Goffredo di Buglione, suo "consanguineus ", tra cui MontlhéryMilon è lo zio materno. Milon , de Bray Signore di Montlhéry , grande o il vecchio "senioris  Monteletherico ", è considerato come il Patriarca. All'età di 56 anni, portando con sé il suo primogenito Troussel II Gui . Affidò la sua tenuta seigneurial alla moglie Lithuise , viscontessa di Troyes e sua cadetti, Milon e figlio Renaud . Inoltre nipoti Rethel , si trova anche tra i suoi parenti:
• fratello, la
Gui di Siniscalco rosso, Signore di Rochefort ,
• il nipote
Hugues de Crécy , figlio di Gui ed Elisabeth de Crécy ,
• nipoti di le
Puiset : Evrard III, Galeran , Ugo II e Gildrin , il figlio di sua sorella Alix , sposato con HuguesBlavons ,.
• dalla fascia di alleanza di
Beaumont -sur -Oise , marito della sorella Humberge di Puiset  Evrard III, nipote.
• e molti altri che scopriremo in tutta questa colonna, senza dimenticare le donne e le ragazze dei crociati. L'enorme esercito dei crociati si riunì a
Costantinopoli a dicembre 1096 si scontrarono con il basileusAlexis I Comneno dopo la vittoriosa battaglia gli venne richiesto il giuramento di fedeltà e la restituzione della terra prelevata dai turchi. I crociati ripresero la loro strada procedendo lentamente arrivando il 20 ottobre 1097 ad Antiochia. Quartier generale. Un'epidemia imperversa in Antiochia durante l'estate 1098, devastando il campo dei crociati. Peter l'eremita, le comte Etienne-Henri de Blois e Gui  Troussel , il figlio del Signore di Montlhéry   Assedio di Antiochia (1098) e la presa di Gerusalemme (15 luglio 1099). Tutti i libri di storia raccontano la presa di Gerusalemme il 15 luglio 1099 con un orribile massacro che ne seguì. Gli Stati d'Oriente quindi includeva il Regno di Gerusalemme, la Contea di Tripoli, il Principato di Antiochia e la Contea Gerusalemme-Rethel
E 'il ramo dei re di Gerusalemme (lat. Reiteste, Reistetum). La maggior parte dei nipoti e Gui Hodierne da Melisenda Montlhéry, prima moglie di Hugues de Rethel († 28 Dicembre 1118 secondo il necrologio di Saint-Remi di Reims), ha lasciato la Terra Santa:
• Manasse, che morì poco dopo il 1115,
• Gervais, arcivescovo di Reims e poi successe al padre come Conte di Rethel († 1124),
• Baudouin (‡), Signore di Bourcq († 1131) e Re di Gerusalemme, che segue,
• Matilde, contessa di Rethel († 1152), sposato con Henri de Grandpré, poi Eudes de Vitry,
• Hodierne (‡) di Gerusalemme, che segue,
• Cecilia e Beatrice (‡) nel 1102, sposato con Leon primo principe d'Armenia.
In questo ramo, ci sono i nomi prima donna in uso tra i Montlhéry: Hodierne, Alix e Mélisande.
Baldwin Bourcq arrivò in Palestina con i suoi cugini Eustachio III di Boulogne, Baldovino di Boulogne e Goffredo di Buglione "duo fratres, dux Godefridus e Balduinus commestibile" si era unito in Sicilia. Le sue sorelle lo raggiunse più tardi. Secondo figlio di Melisenda e Hughes, che aveva il maniero di Bourcq prima Crociata, da cui deriva il suo nome "Balduinus cognominatus de Burgo, domini Hugonis comitati Retest filius". Compagno del primo Baldwin a Edessa, ha vinto la contea nel 1100, quando Baldovino succede al fratello Goffredo sul trono di Gerusalemme. Alla morte di suo cugino nel 1118, fu eletto re di Gerusalemme sotto il nome di Baldovino II. Come la maggior parte dei crociati, Baldovino II forme alleanze con i signori di armeni Marash, sposando Melitene e morfina, la figlia del principe Gabriel di Malatya (Melitene). Da questa unione nacquero quattro figlie che prendono il nome dal loro nonna e prozia:
• Melisenda di Gerusalemme (1101-1161), incoronata regina 14 settembre 1131,
• Alix di Gerusalemme, sposato con Bohémont II di Antiochia
• Hodierne II di Tripoli
• Yvette, badessa del Convento di San Lazzaro di Betania.

Dal 1120, la famiglia-
Rethel  Montlhéry Baldovino II fu un uomo capace. Guglielmo di Tiro,  "E 'stato uno degli uomini che sacrificò la maggior parte del suo tempo. Aveva la faccia simpatica,  i capelli, sottili e mescolate con la barba bianca chiaro, tuttavia, fino al petto, colori brillanti e tirando la rosa .... Guillaume de Tyr, vissuto nella seconda metà del XII secolo, scrisse che la funzione fondamentale dei Templari era quella di presidiare le strade percorse dai pellegrini, proteggendoli, se necessario, anche con l’uso delle armi sulle strade poco sicure che andavano dai porti di attracco a Gerusalemme e al Giordano. Per adempire a tale compito, sicuramente il nucleo iniziale di nove uomini dovette cresce arruolando nuove reclute. In realtà l'Ordine ben presto sarà costretto a partecipare ai combattimenti per difendere gli Stati Latini formatisi dopo il 1099 (Edessa, Antiochia, Tripoli ed il Regno di Gerusalemme). "La vita di Baldwin fu un susseguirsi di battaglie e di prigionia. Una volta fu prigioniero con i suoi cugini Courtenay nella Battaglia di Harran (1104). Rilasciato dopo tre anni di prigionia, riconquistò  Edessa e poi a combattere Richard di Sicilia. Dopo il disastro del Campo di sangue "Ager  Sanguinis " dove perse la vita suo fratello Roger di Salerno, reggente di Antiochia. Imprigionato di nuovo nel 1123, fu liberato il 29 agosto 1124 contro un riscatto. Morì a Gerusalemme 21 ago 1131.

 

FONTI:  http://racineshistoire.free.fr/LGN/PDF/Montmorency.pdf

 

- http://vieux-marcoussis.pagesperso-orange.fr/Chroniques/croisade.htm

- http://vieux-marcoussis.pagesperso-orange.fr/Chroniques/troussel.htm

http://vieux-marcoussis.pagesperso-orange.fr/Chroniques/hugues.htm

Note

(1) Pour plus de détails, on peut consulter les ouvrages de l'académicien René Grousset, Histoire des Croisades et du Royaume Franc de Jérusalem , et L'Empire du levant : Histoire de la Question d'Orient (1949). « L'Art de Vérifier des Dates des Faits Historiques » (tome V, édition de 1818) est accessible sur le site http://books.google.fr/books. Enfin les livres « Mélisende de Jérusalem » et «Hodierne de Jérusalem » par Elyane Gorsira (chez Manuscrit.com ; Paris) sont des sources intéressantes.

(2) La croisade fut l'occasion de mutations importantes. Certains s'y sont ruinés. Pour réunir les fonds nécessaires à leur départ pour le Saint-Sépulcre, les Croisés vendirent leurs seigneuries. Godefroy de Bouillon vend son duché à Otbert, prince-évêque de Liège. Robert Courteheuse engage le duché de Normandie pour 10.000 marcs d'argent à son frère. D'autres firent des emprunts à des clercs, à des commerçants et même à des usuriers.

(3) La parenté entre Baudouin 1er, frère de Godefroy de Bouillon, second roi de Jérusalem et son successeur Baudouin II de Rethel, dit du Bourcq, est controversée. Guillaume de Tyr donne Judith, femme de Manassès de Rethel et sœur d'Eustache de Boulogne, père de Godefroy et Baudouin 1er. Une autre hypothèse inverse la proposition en passant par Ide de Verdun la mère de Godefroy et Baudouin. Enfin une dernière hypothèse donne les deux Baudouin comme cousins issus de germain.

(4) Pendant ce temps, Baudouin de Boulogne, frère de Godefroy de Bouillon, fonde le comté d'Edesse (9 mars 1098) qui sera attribué en 1100 à son cousin Baudouin du Bourcq.

(5) Etienne-Henri de Blois partit en compagnie de son beau-frère, le duc de Normandie Robert Courteheuse, et de son cousin le comte de Flandre Robert II. Ils arrivent en octobre 1097devant Antioche assiégée. Etienne-Henri décide de rentrer le 2 juin 1098, deux jours avant la chute de la ville. Considéré comme un lâche, il reprend la route de la Terre Sainte en 1100 à la tête d'un petit contingent composé des évêques de Laon et de Soissons, des comtes de Bourgogne, de Toulouse et de Mâcon et de quelques seigneurs champenois.

(6) Les aventures de Gui Troussel et sa défection lors du siège d'Antioche ont été décrites maintes fois (voir par exemple, « L'Art de Vérifier des Dates des Faits Historiques », tome XI ou André Jouanen, Montlhéry, douze siècles d'histoire , Ed. Soleil Natal, 1988).

(7) Milon II de Montlhéry, seigneur de Bray-sur-Seine, fils cadet de Milon 1er a été fiancé à Lithuise de Blois en 1112. Le contrat de mariage fut cassé l'année suivante par l'intervention de l'évêque Ives de Chartres (cf. Chronique "Mariages et Divorces à Montlhéry").

(8) Guillaume de Tyr écrivit « primogenitus », mais depuis il a été montré que l'ordre de succession détermine le contraire.

(9) Le comté d'Edesse comprenait quatre fiefs principaux : seigneurie de Turbessel, la seigneurie de Bira, la seigneurie de Marach et la seigneurie de Malatya (Mélitène).

(10) L'état latin du Levant était théocratique avec une monarchie à la fois élective et héréditaire. Quand une femme héritait de la couronne, son mari était normalement élu roi, mais détenait son autorité des droits de sa femme. Ce fut le cas de Foulque V d'Anjou marié à Mélisende de Jérusalem, héritière de Baudouin II. Pour cette raison le choix du prince consort était une affaire hautement politique et sujette à des manœuvres considérables.

(11) Isabelle de Jérusalem fait un mariage d'amour avec Onfroy IV de Toron que les barons jugèrent indigne de régner. Elle épousa en secondes noces en 1190 Conrad de Montferrat. Veuve en 1192, elle se marie avec Henri II de Champagne, puis veuve à nouveau en 1197 avec Amaury II de Lusignan, roi de Chypre. D'après René Grousset [ L'Empire du Levant : Histoire de la Question d'Orient , 1949] , elle meurt en 1206, laissant 7 enfants de ses trois derniers époux.

(12) Récit donné par Guillaume de Tyr, clerc né vers 1128 à Jérusalem. Il était archevêque de Tyr en 1175 et chancelier du royaume de Jérusalem où il meurt en 1184. Historien des Croisades comprenant l'arabe, il a écrit l'une des plus grandes œuvres du XIIe siècle " Historia rerum in partibus transmarinis gestarum " ou " Histoire d'Outremer ".

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Post n°147 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da knighttemplar

Hodierne Gerusalemme, sorella del re Baldovino II di Gerusalemme,  sposò  Ardenne croce Héribrand Hierges II (‡), Signore di Hierges (maniero vicino Givet nelle Ardenne), figlio del primo Héribrand de Saussure e Edvige di ORCHIMONT. Rimasta vedova nel 1117, sposa RogerHodierne di Salerno (‡), principe reggente di Antiochia. E 'stata una donna coraggiosa e autoritaria. Egli riconosce la Montlhéry . Ha contribuì a salvare Edessa e Antiochia, nel 1104 alla cattura di suo fratello Baldovino, e il secondo nel 1119, dopo la battaglia del Campo di sangue "Ager Sanguinis" e la morte di Ruggero di Salerno rifiutando di arrendersi fino a quando suo fratello re Baldovino II, di Gerusalemme, Dal suo primo matrimonio, un figlio Manasse Hodierne, nato circa 1110, fu conestabile del regno di Gerusalemme e capo dell'esercito alla fine del 1145. Fu costretto a tornare in Francia,  lasciando la Terra Santa  prese cura di portare con sé una preziosa reliquia, un pezzo della vera croce.
Melisenda di Gerusalemme, pronipote di Gui e Hodierne, è la figlia maggiore di Baldovino II e Morfina di Melitene, nato nel 1101. Mélisande è designato erede del regno di Gerusalemme nel 1129 con Folco V e sposa d'Angiò (figlio di Folco IV Rechin e Bertrade de Montfort) l'anno successivo (10). Da questa unione nacquero due figlio che sarà re di Gerusalemme:
• Baldovino III (1131-1162). Re il giorno di Natale 1144. La reggenza del regno è assicurata dalla madre durante la sua minoranza. Nella sua maggioranza (1153),  nella signoria di Nablus.
• Amaury prima (1136-1174), qui di seguito.
Divenne regina di Gerusalemme,  nel 1132 quando Mélisande è il cugino Hugues II Puiset, dividendo il regno in due parti. Quando il marito morì di una caduta da cavallo ad Acri 10 Nov 1143, supervisiona il figlio due minori.L'Angers Necrologue dice "Id IV Novembre Fulco prius Andegavorum commestibili postea Hierusalem rex". Melisenda, fondò l'abbazia di Betania, dove sua sorella Cecilia fu una suora.Strettamente legato alle sorelle Alice e HodierneMelisenda li ha aiutati a rimanere a capo della loro signorie, le contee di Antiochia e di Tripoli.

Alix di Gerusalemme (Haali), figlia di Baldovino II, nato nel 1110, sorella della regina Melisenda.Sposa nel 1126 con Boemondo II, principe di Antiochia aveva una figlia di Costanza (1131-1163). La morte del marito (febbraio 1130), principessa di Antiochia ha agito come reggente di Antiochia per la figlia minore, ma è spodestato da suo padre, dopo un patto che aveva programmato con Zengi, il atabeg di Aleppo . Sconfitto da suo fratello, il re Folco d'Angiò, Alix e si ritirò a Laodicea.
Hodierne Tripoli, figlia di Baldovino II, che sposò Raimondo II, conte di Tripoli. Da questa unione eredi furono  Raimondo III, conte di Tripoli, Melisenda. La sua bellezza fu resa celebre.soggetto del canto poetico "amor lonh" guascone trovatore Geoffrey Rudel ha lasciato per la seconda crociata e si innamorò della bella principessa senza saperlo. "A 20 anni, la sorella minore della regina Melisenda era  bella,  una bellezza orientale di sua madre, l'ottusità della sua pelle avrebbe aggiunto lustro gli occhi azzurri e lunghi capelli castani incorniciatiarmoniosamente puro ovale del suo viso. "
In primo luogo Amaury di Gerusalemme (1136-1174), grande-nipote di Gui e Hodierne, è il figlio di Folco V d'Angiò e di Melisenda di Gerusalemme, il nipote di Melisenda Montlhéry. Nel 1158, sposò la sua prima cugina Agnese di Courtenay, figlia di Josselin II de Courtenay, conte di Edessa. Quando successe il fratello Baldovino III nel 1162, i baroni di Agnes Courtenay giudicati indegni di indossare la corona di Gerusalemme. Lo accusarono di essere troppo leggero e troppo avido e Amaury costretto a parte con esso. Re Amaury e Agnese ebbe due figli:
• Baldovino IV detto il lebbroso, un soprannome che deriva dalla malattia ha contratto in gioventù, nel 1161. Successe al padre sul trono di Gerusalemme nel 1174.  con il suo fratello Guy di Lusignano, ha nominato il successore nella persona del nipote Baldovino V, che gli succedette nella primavera del 1185. Malato, Baldovino V morì nell'agosto del 1186 in San Giovanni d'Acri.
• Sibilla, nato 1159, ha sposato la sua prima moglie di Guglielmo Lunga Spada, conte di Monferrato, che aveva il Re Baldovino V. Proclamata Regina di Gerusalemme da suo cugino Josselin de Courtenay III, Sibylle successe il figlio, incoronato dal Patriarca Eraclio. Con il suo matrimonio nel 1180 con Guido di Lusignano, diventa re. Durante il suo regno Gerusalemme fu catturato da Saladino (2 ottobre 1187). Coinvolto in intrighi numerosi, Gui lasciò la Palestina per diventare re di Cipro.
Dopo la disastrosa spedizione in Egitto (ottobre 1168), Amaury prima era l'alleanza con Costantinopoli e sposò Maria Comnena,nipote dell'imperatore Manuele Comneno per primo.Avevano una figlia che è diventata la regina Isabella di Gerusalemme (1192-1206) e, secondo Rene Grousset, ha avuto sette figli con tre mariti successivi (11).
Il Courtenay-Edessa

La filiale di Courtenay, dopo Isabelle Montlhéry (o per alcuni Elisabetta autori), realizzò in un ceppo di Stati cristiani d'Oriente: Contea di Edessa in Mesopotamia si trova nella regione superiore del Eufrate.
Josselin de Courtenay è il primo nipote e figlio di Gui Hodierne, figlio di Josselin "Ioscelinus Corten," Signore di Courtenay e di Elisabetta (o Isabella) Montlhéry. Arrivò in Terra Santa nel 1101 con un contingente del conte Guglielmo II di Nevers chiamato l '"emergenza" Crociata  si  unì al suo cugino Baldovino di Bourcq contea di Edessa. Nato intorno al 1065, morì nel 1131 e fu successivamente signore Turbessel (1101-1113), principe di Galilea e Tiberiade (1113-1118) ed infine Conte di Edessa (1.118-1.131), quando Baldovino divenne re di Gerusalemme. Guglielmo di Tiro nomi lui "nobilis vir Joscelinus di Cortenay de Francia della Regione diciturGastineis" come cugino di Baldovino "consobrinus Balduinus cognominatus de Burgo". Josselin è morì lo stesso anno di suo cugino Baldwin (1131).
Durante l'estate del 1103, Josselin prende parte al raid contro il territorio di Aleppo detenuta dal primo principe di Antiochia Boemondo prigioniero Muslimiye. Nel 1104, fu fatto prigioniero con Baldovino II di Edessa da parte Soqman nella Battaglia di Harran e rilasciato nel 1107. Sospettato di voler sostituire il cugino a Edessa, che lo imprigiona per alcuni mesi nel 1112 e dà la contea subito dopo  al regno di Gerusalemme nel 1118. Ancora una volta catturato da Balak a Saruj nel 1123, fuggì l'anno successivo la fortezza di KhartpertJosselin sposò la sua prima moglie, Beatrice d'Armenia, la prima figlia di Costantino, poi, nel 1121, sposò Maria Salerno sorella di Ruggero principe di Antiochia.

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Post n°146 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da knighttemplar

 Courtenay il matrimonio del conte Josselin primo con Maria di Antiochia. Divenne badessa del convento di Santa Maria Maggiore nei pressi del Santo Sepolcro di Gerusalemme. Si chiamava "jam grandævam naturale" quando si e dimostrata la consanguineità tra Amaury primo re di Gerusalemme, e sua nipote fu l'annullato il  loro matrimonio nel 1162.
Josselin de Courtenay II "... Ioscelinus Corten ..." è il gran-nipote di Gui e Hodierne, primo figlio di Josselin e Beatrice d'Armenia. La storia tiene Josselin II come un uomo privo di portata, un raider che ha distrutto il lavoro di suo padre. Guglielmo di Tiro lo descrisse come "virtuale supinus, una patria honestate Degener, sordibus effluens, libidine dissolutus". La perdita della Contea di Edessa  dopo la presa della città da Nur ad-Din 27 Ottobre 1146 con il massacro della popolazione armena e l'abbandono di Turbessel nel 1149. fu catturato dall'esercito turco nel mese di aprile 1150, imprigionato in Aleppo dove morì nel 1151.Sua moglie Beatrice descrive "mulier pudica, sobria e Timen Deum", fu:
• Josselin III, Signore Jocelin, una roccaforte di San Giovanni d'Acri,
• Agnese di Courtenay seguenti,
• Isabelle de Courtenay che sposò Thoros II d'Armenia nel 1159.
Guglielmo di Tiro fu descritto come un uomo  "supinus virtuale, una patria honestate Degener, sordibus effluens, libidine dissolutus".
Joscelin III di Courtenay, figlio di Joscelin III. Avere più terreno nella contea di Edessa, visse nel regno di Gerusalemme e la Signoria di Amministrazione Josselin a Saint-Jean d'Acre. Fatto prigioniero da Nur ad-Din nel 1164, Divenne, con Renaud de Chatillon, un leader tra i nuovi arrivati progressiva dei Crociati e Cavalieri Templari. Suo nipote, Re Baldovino IV nominato Siniscalco di Gerusalemme nel 1176. Si sposò Agnes de Milly, figlia di Henry "Bubalus" de Milly, che gli diede due figlie: la maggiore Beatrice (1176-1245) e Agnese sorella minore.
Agnese di Courtenay, nato nel 1133, è la figlia del conte Josselin II di Edessa, il principe di Galilea e Beatrice. La cronaca riferisce che era una donna libera e golosi. Si sposò quattro volte. Primo marito, si sposò con Renaud de Marash che perirono con Raimondo di Poitiers a Fons Mures 29 giugno, 1149. Rimasta vedova, sposa nel 1158 con il primo re Amalrico di Gerusalemme. Avevano due figli: Sybille (1159-1191 e il lebbroso Baldovino IV (1161-1185) Dopo l'ascesa al trono, il Patriarca di Gerusalemme ha rifiuòo di riconoscere il matrimonio a causa del grado di parentela Il matrimonio fu  annullato.. 1162 a causa di consanguineità di quarto grado, ma i bambini furono riconosciuti . Nella sua terza moglie, Agnese sposò Ugo di Ibelin, Signore di Rama. divenne di nuovo vedova nel 1170, sposò Renaud Garnier, signore di Sidone (feudo del Regno di Gerusalemme)  aveva due figli. Una donna di carattere, Agnes svolse un ruolo importante nella corte di Gerusalemme, ottenendo, nel 1176, l'ufficio di Siniscalco Joscelin III per suo fratello aveva influenza su  i suoi figli Baldovino IV e Sibilla di Gerusalemme. Agnes morì nel settembre 1184 o febbraio 1185. Ancora una volta la Montlhéry Montlhéry-Courtenay-Rethel e presero il potere in Terra Santa attraverso alleanze più o meno legali.

Il Puiset-Jaffa

Questo ramo venne da Alix Montlhéry "Adelidis" signora Villepreux († dopo il 1097), seconda figlia di Gui e Hodierne, sposata prima a Hugh Blavons, signore di Puiset (1067) e Visconte de Chartres (1073) " Hugonis di seguire ejusdem Puteolo Patris Nepoti ... ". La coppia aveva nove Montlhéry Puiset-tre bambini il cui figlio partì  in Palestina, dove finirono la loro vita "Adelidis uxor vicecomitis, filii eorum, Ebrardus, Hugo, e Guiddo Filia Unberga".
Evrard Puiset III, figlio di Alice Montlhéry. Sappiamo che Evrard era iniziata nel 1096 con un contingente di Roberto conte di Fiandra. partecipò alla presa di Gerusalemme e morì 21 ago 1099, a seguito di un grave infortunio  durante la battaglia di Ascalona.
Waleran di Puiset, nipote di Gui e Hodierne era il fratello minore di Ugo prima di Jaffa. Si evidenzia  in una carta del 1095 "... Hugo frater ipsius Ebrard, Gilduinus quoque e Gualerannus fratres ipsorum ..." (Cartæ Prioratuum Dunensium, CXLIX, p. 137). Galeran incrocia nel 1107 con il fratello-in Odeline marito Lèves Joscelin è. Galeran ricevette la signoria di Bira, una roccaforte della contea di Edessa nel 1116 e sposa la figlia di Abulgharib. Ha diretto la città di Edessa, quando suo cugino Baldovino fu eletto re di Gerusalemme. Fatto prigioniero dai Turchi nel 1122, morì in prigionia prima del 1126.
Galon Beaumont-sur-Oise "Galo de Monte Calvo" è stato il nipote dal matrimonio di Milo de Bray di Montlhéry. Sua moglie è la Puiset Humberg, la figlia di Alix. Partì con lo zio, nell'estate del 1096, morì poco dopo il suo arrivo in Palestina.
Hughes primo Puiset-Jaffa "Hugo Puteacio" sua madre Alix Montlhéry, cugino di Baldovino di figlio Bourcq di Melisenda, e Josselin prima di Edessa, figlio di Elisabetta. Dopo aver somministrato la signoria di Puiset come custode del nipote Hugues III, sposò nel 1106 e andò in Terra Santa con la moglie di Roucy Mabille. Al suo arrivo ha ricevette la Contea di Giaffa. Jaffa è il secondo porto più importante del regno per l'arrivo dei pellegrini in Terra Santa. Il monastero della valle di Giosafat in Palestina apparteneva alla famiglia dei Puiset stabilito nella signoria di Jaffa. Questo monastero fu affidato a Gelduinus, un monaco di Cluny che divenne l'abate. Hughes morì in Palestina nel 1118.
Hugues II Puiset-Jaffa, conte di Jaffa. Hughes è il figlio dei primi ad Apuleio nel 1106 durante il viaggio dai suoi genitori in Terra Santa. Emma sposato con la nipote del Patriarca Arnolfo e la vedova del primo Eustache Roeux de Grenier, Signore di Cesarea cui Gautier era il primo figlio. Hughes era cugino della regina Melisenda di Gerusalemme, la moglie di Folco d'Angiò. Hugues II morì in Medio Oriente al 1134.
Possiamo dire che le famiglie Bray di  " Montlhéry" e le altre famiglie apparantate e i   loro discendenti di Gui e Hodierne, hanno vissuto in Terra Santa stati latini del Levante per oltre un secolo.

 
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Veritas Ipsa Sublimis Deus

Post n°144 pubblicato il 30 Settembre 2011 da knighttemplar

 

 Cavalieri del’Ordine di Nostra Signora di Sion", un ordine segreto e parallelo a quello dei cavalieri templari, (vedi foto sigillo due cavalieri e stendardo) che venne fondato, secondo i già citati "Dossier Segreti" di Henri Lobineau, pubblicazione di una serie di "dossiers segreti" depositati presso la Biblioteca Nazionale di Parigi, strettamente legati alla vicenda di Rennes-le-Château. Nel 1090 da Goffredo di Buglione. E’ da tener presente che fino al 1188 l’Ordine o Priorato di Sion e quello del Tempio avrebbero avuti lo stesso Gran Maestro, come Hugues de Payen e Bertrand de Blanchefort.... I primi nove cavalieri templari ebbero il loro primo quartier generale sull'area della Moschea di Al-Aqsa, nella spianata del Tempio di Salomone, dalla quale appunto presero il nome. Abbiamo anche già detto che i Templari avevano inizialmente dei compiti di polizia, cioè di difendere i pellegrini dagli attacchi dei briganti e delle bande musulmane nelle zone circostanti la Città Santa. Ma, da studi neanche tanto recenti, e da documentazioni talvolta monumentali, ivi compresi antichi codici miniati, abbiamo ragione di credere che non fosse proprio così. Senz'altro i Templari avevano il compito che abbiamo detto e che svolsero in modo più che disciplinato, ma ne avevano anche un altro, molto più importante del primo. Ma per comprendere esattamente qual'era questo secondo compito, occorre fare un salto indietro di diversi secoli: al tempo immediatamente successivo alla morte di Gesù ed ai fatti accaduti allora. Quando Gesù morì, le cose andarono diversamente da quello che comunemente si sa. Si formarono due chiese, una retta da Pietro, discepolo di Gesù, ma inviso ai più, tanto che fu costretto dai saggi del Sinedrio ad allontanarsi da Gerusalemme. La seconda, più forte, retta da Giacomo, ormai riconosciuto fratello di Gesù. Il fatto che Gesù abbia avuto fratelli è ormai anche ammesso dalla Chiesa, visto oltretutto che moltissimi testi e studi storici ne attestano la presenza inequivocabile. Giacomo fu così posto a capo della Chiesa di Gerusalemme, con il compito di portare avanti la parola di Gesù ma nello stesso tempo di non urtare troppo la suscettibilità degli altri rappresentanti ebraici e non, nel Tempio di Gerusalemme. Ma alla fine anche Giacomo, come Gesù, non fu ascoltato, e un giorno fu prima lapidato, come d'uso fra gli ebrei, e poi gettato giù dalle mura del Tempio, nel luogo ove ancora oggi si può vedere la sua tomba. I seguaci di Giacomo si diedero alla macchia, mentre i cosiddetti "vincenti" si acquartierarono proprio nel Tempio di Salomone, e lo elessero a proprio domicilio religioso. Ma i sacerdoti avevano fatto i conti senza i Romani, che nel 70 d.C., sotto il regno dell'imperatore Tito, assaltarono il Tempio e lo saccheggiarono, uccidendo tutti quelli che trovarono al loro interno, e portando via il tesoro là custodito. Ma alcuni sacerdoti, prima dell'assalto delle truppe romane, erano stati avvertiti del pericolo imminente, ed allora pensarono di nascondere quello che per il popolo ebraico vi era di più sacro nei sotterranei del Tempio, inaccessibili in quanto pieni di labirinti e di trappole. Occorre sapere che, secondo le documentazioni, il re Salomone commissionò la costruzione del Tempio ad un valente architetto dell'epoca, tale Hiram Abif, che era ferratissimo in tecniche delle costruzioni, visto che aveva collaborato a quelle egizie. Il cuore del Tempio era una stanza segreta del sotterraneo, detta "Sancta Sanctorum", ossia il "santo dei santi". In questa stanza il re Salomone fece conservare le cose più preziose per il popolo ebraico, come il tesoro, l'Arca dell'Alleanza e le Leggi di Mosè. In questa stanza ed in altre camere sotterranee, i sacerdoti, consci ormai del prossimo assalto dei Romani nascosero, come detto, tutte le cose preziose e sacre dell'ebraismo. I Romani saccheggiarono il Tempio, ma non trovarono quello che era stato nascosto nei sotterranei. Prima ancora di questo assalto, che portò inoltre alla distruzione totale del Tempio di Salomone ed alla sua mai piu' effettuata ricostruzione, i sacerdoti scrissero tutto ciò che avevano nascosto, facendo una specie di inventario, inoltre indicando con precisione dove alcune cose erano state nascoste, per permettere poi, alle generazioni future, il recupero di questi tesori celati. Alcuni di questi sacerdoti riuscirono però a sfuggire alla strage perpetrata dalle truppe romane, proprio nascondendosi in questi sotterranei e poi, non potendo più rimanere in Palestina, partirono raggiungendo l'Europa, sparpagliandosi per il continente. Essi formarono nuclei familiari, che si tramandarono di padre in figlio quello che consideravano "il segreto del Tempio". Per ogni famiglia, ad ogni primogenito veniva svelato, al momento della maggiore età, questo segreto, e solo a lui. Ovviamente queste famiglie erano di ceppo ebraico, ma con l'andare dei secoli ci fu una vera e propria "cristianizzazione" di questi nuclei, che rimasero comunque sempre in contatto, e formarono una specie di confraternita che venne chiamata "Rex Deus". Vi era un patto preciso e segreto fra loro: quello di tornare nella città santa per recuperare ciò che i loro progenitori, gli antichi sacerdoti, avevano lasciato sotto alle rovine del Tempio, nei labirinti sotterranei e nel Sancta Sanctorum. Come per incanto, l'occasione arrivò poco più di mille anni dopo la caduta e la distruzione del Tempio: la Prima Crociata, comandata da Goffredo di Buglione, facente parte dei Rex Deus, che nel 1099 riconquistò la Città Santa. Va detto che comunque il recupero di questi tesori sotto alle rovine del Tempio andava effettuato nel più grande segreto, per motivi facilmente immaginabili. Ed ecco allora che i Rex Deus hanno l'idea di fondare un Ordine monastico e militare, unico nel suo genere: i Templari. Con gli auspici del grande San Bernardo, tale Ordine ebbe l'imprimatur papale e con ciò l'autorizzazione e prendere posizione a Gerusalemme, guarda caso proprio sopra le rovine del Tempio. Ora i templari, oltre ai compiti di polizia che abbiamo detto all'inizio, potevano iniziare l'opera che i Rex Deus si proponevano. Quindi, considerati gli studi effettuati e le prove raccolte, possiamo senza ombra di dubbio affermare che i Templari furono la più grande organizzazione per il recupero di reperti archeologici religiosi di tutto il Medioevo. Un compito gravoso e difficile, che però fu svolto con grande caparbietà. I mezzi del tempo per svolgere scavi archeologici erano certo pochi e molto grossolani, tuttavia i Templari supplirono a ciò con l'ingegno e con la volontà. Una volta acquartieratisi, essi iniziarono con pazienza gli scavi, fino a giungere ad una profondità di oltre 20 metri al disotto delle spianata del Tempio, sotto la Cupola della Roccia. I Templari scavarono un profondopozzo per poi calarsi nell'interno dei sotterranei del Tempio, fino ad arrivare al cuore del Tempio stesso, nel "Sancta Sanctorum", cioè la cella più segreta del Tempio, dove come detto gli Ebrei conservavano l'Arca dell'Alleanza, quella che conteneva le tavole della Legge, i nostri Comandamenti, dati da Dio stesso a Mosè. Questi sotterranei, come abbiamo riferito più sopra, erano un vero e proprio labirinto, con vicoli e cunicoli ciechi, con trappole ed altri pozzi profondi, tutti accorgimenti copiati dal sapiente Hiram Abif dalle protezioni delle piramidi egizie, dove sembra che lavorò anch'egli. Ma di preciso che cosa trovarono i Templari sotto le rovine del Tempio? Certamente qualcosa di molto, molto grosso ed importante. A quanto sembra, trovarono moltissimi documenti, là sepolti e nascosti dai sacerdoti, la cui copia fu portata dai sacerdoti non lontano da Gerusalemme, nel deserto di Giuda, a poco più di 50 Km., sulle rive del Mar Morto, e per la precisione a Qumran. Questa località è famosissima, in quanto nel 1947, durante una campagna di scavi archeologici effettuata dal governo israeliano, furono rinvenuti motissimi vasi di terracotta, contenenti dei rotoli di rame, detti appunto "Rotoli del Mar Morto",  in cui vi è la riproduzione di un frammento. La località di Qumran era la cittadella capitale di una tribù, gli Esseni. In lingua arcaica, la parola "esseno" ha il significato di "santo". Sembra poi che questi Esseni abbiano portato via dal Tempio di Salomone moltissimi altri documenti, poco prima della distruzione del simbolo d'Israele da parte delle truppe romane. Per celarli e per proteggerli, li hanno posti dentro ai vasi di terracotta e quindi interrati. Alcuni di questi rotoli contenevano una descrizione precisa e minuziosa di quello che era stato nascosto nei sotterranei del Tempio di Salomone. Poi, come detto, sono stati recuperati. Così, i Templari sicuramente ritrovarono questi documenti, fra cui ve ne era uno, il numero 52, con scritto: "Sotto l'angolo meridionale del portico di Zadok, sotto la piattaforma dell'esedra: vasi usati per raccogliere i rimasugli delle decime, il grano raccolto con le decime e monete ornate con figure.". Qui occorre riagganciarci al discorso fatto all'inizio sulle due chiese che si vennero a formare dopo il martirio di Gesù. Sappiamo, per mezzo della scoperta sensazionale dei Vangeli gnostici di Nag-Hammadi  che Giacomo, fratello di Gesù, era detto "il giusto", che in ebraico si dice proprio "zadok", o maestro di giustizia, che in ebraico suona come "moreh-zedek". Come abbiamo già detto, e come risulta sempre da questi testi gnostici, Giacomo era capo della Chiesa Cristiana di Gerusalemme, attirandosi così tutte le ire degli Ebrei e soprattutto dei sacerdoti del Sinedrio. Per riassumere quello che abbiamo accennato all'inizio, nel 62 d.C. Giacomo fu aggredito e precipitato sotto da una delle guglie del Tempio d'Israele che era in restauro. Proprio i Rotoli di Qumran riportano la nascita di un gruppo, staccatosi dalle altre tribù ebraiche, chiamato "figli di Zadoc", quindi i figli di Giacomo, cioè coloro che continuarono la sua opera di cristianizzazione. Infatti, gli Esseni erano il popolo più cristiano di tutta l'area mediorientale, veri continuatori, prima della Chiesa di Paolo, della cristianità nel senso proprio della parola. Ma ora, per non fare di queste pagine un trattato di storia, senza meno torniamo ai templari. Nelle altre pagine che sono dedicate alla presenza dei templari alle crociate, e poi alla storia dei templari, abbiamo veduto ciò che hanno fatto e quali erano le loro Regole quotidiane di vita e di comportamento. I Templari. quindi, hanno iniziato a scavare sotto al Tempio, riportando alla luce reperti straordinari, come la Vera Croce, la Sindone e altro ancora. Forse riportarono alla luce anche l'Arca dell'Alleanza ed il Graal, oltre a documenti di capitale importanza per la comprensione delle dottrine cristiane ed ebraiche. Insomma, possiamo affermare che i Templari si impossessarono di segreti che nessuno, prima di allora, aveva conosciuto nè dei quali si aveva probabilmente il sentore di una esistenza. Da qui, la storia templare si tinge di giallo e la cronaca comincia a divenire leggenda. All'epoca, fu detto che i Templari erano a conoscenza di segreti esoterici e di magia orientale, che si erano dati all'alchimia ed alla stregoneria. Anche se queste ipotesi possono sembrare in un certo qual senso affascinanti, non vi è nulla di più falso. Quello che è vero, suffragato da testi storici e da prove incontrovertibili, è che i Templari fecero della conoscenza e della gnosi, cioè la penestrazione, i Templari non rifuggivano tutto ciò che era scienza e conoscenza. A contatto continuo con le civiltà orientali, molto più progredite di quelle europee, i Templari impararono ad usare strumenti molto particolari, quali ad esempio l'astrolabio, ed altri strumenti di misurazione, fino allo studio delle scienze astronomiche e chimiche. Un altro fatto straordinario poi avvenne intorno fra il 1200 ed il 1250. In tutta la Francia sorsero, in brevissimo tempo, chiese particolari, in uno stile che fino ad allora era sconosciuto: le grandi cattedrali in stile gotico. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres . Uno stile incredibile, quello gotico, tutto proteso verso l'alto, con un sistema di spinte e controspinte straordinario, una tecnica costruttiva che a quel tempo era veramente rivoluzionaria. Come avranno fatto i Templari a progettare e costruire queste cattedrali che, nonostante le loro migliaia di tonnellate di peso, sembrano leggerissime e tali da sfidare la legge di gravità? I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anzichè gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo. Tutte le cattedrali gotiche costruite dai Templari hanno queste caratteristiche e, altra particolarità, come sono adorne di statue su tutto il loro esterno, talvolta in quantità incredibile come a Chartres o a Reims, sono quasi disadorne all'interno, essenziali e nude, tranne che per le vetrate, opere d'arte di una straordinarietà che ancor oggi lascia senza fiato. C'è un'altra particolarità da segnalare, nella costruzione di queste gigantesche cattedrali: la loro disposizione sulla carta geografica di Francia. Ognuna di queste cattedrali è dedicata a Notre Dame, cioè alla Vergine (così almeno sembra, ma non è esattamente così). Ora, osserviamo con estrema attenzione come sono disposte le cattedrali in Francia. Come si può osservare, le cattedrali disposte sul terreno, cioè quelle più importanti e grandi, come Bayeux, Amiens, Reims, Chartres ed Evreux, formano esattamente la forma della costellazione della Vergine. Curiosamente, rimangono fuori da tale straordinaria geometria le cattedrali di Laon e Notre-Dame de Paris. Questo è per una ragione precisa. Ma andiamo ancora avanti nell'esame dei misteri templari legati ora alle cattedrali gotiche da loro stessi costruite. Da antichi documenti e da rilevazioni effettuate sul posto, soprattutto a Chartres, si vede che assolutamente nulla è lasciato al caso: tutte le cattedrali hanno la stessa disposizione, cioè con l'abside e l'altare maggiore ad est e l'entrata principale ad ovest, mentre i due transetti delle navate sono l'uno a nord e l'altro a sud. Questa simbologia è particolare: ad est sorge il sole, quindi fonte di luce, ed entrando, il pellegrino che entra da ovest deve andare verso la fonte di luce che viene dalla parte opposta. Per i Templari, poi, l'est sta a significare Palestina, la Terrasanta, il Cristo, e tutto il resto. Il nord è invece dove la luce non arriva mai, la parte più buia e più fredda. Ed è proprio nel transetto a nord che venivano di solito poste le scene e le sculture che ricordano ciò che è contro la luce, ciò che ricorda la tenebra. Lo possiamo vedere ad esempio nella cattedrale di Amiens , dove nel transetto nord è inserito un pentalfa, cioè una stella a cinque punte rovesciata, simbolo ora usato dalle sette sataniche. La cosa è stata da noi evidenziata dal cerchietto nero. Ovviamente questo non sta a significare che questa simbologia stia messa là per richiamare forze demoniache o quant'altro, ma tutto il contrario. La stella a cinque punte, chiamata anche pentagramma, o pentalfa o con altri nomi, non è affatto un simbolo del male. Difatti è invece una simbologia esorcizzatoria, in quanto le cinque punte stanno a richiamare le cinque ferite di Gesù Cristo. Le moderne sette sataniche portano infatti la stella a cinque punte non in modo che sia normale, cioè con la punta rivolta verso l'alto, ma rovesciata, in modo che verso l'alto vi siano due punte: questo perchè deve essere un richiamo alle corna del diavolo ed al rovesciamento delle cose, tipico delle cose demoniache. Ma tralasciamo questi discorsi inquietanti, che nulla hanno a che vedere con i Templari. Abbiamo visto come le cattedrali gotiche erano costruite: ma queste grandi costruzioni custodivano segreti strani: quali? La chiave di essi potrebbe stare nei labirinti che erano disegnati sui pavimenti di queste cattedrali, disegni che poi labirinti non sono, poichè in essi non è possibile perdersi, in quanto vi è sempre e comunque una sola strada. Rimane comunque un fatto che queste cattedrali stanno a darci un messaggio, sono libri di pietra nei quali sono nascosti dei segreti di sapienza e conoscenza che gli antichi Templari hanno voluto tramandare ai posteri. Già, la conoscenza. Ma non una conoscenza sporca, per divenire i padroni del mondo, o per avere tutti per sè i segreti alchemici e di ricchezza, bensì una conoscenza pulita, soltanto per comprendere ciò che non poteva essere spiegato con un semplice dogma. E' questo che, quando l'Ordine fu accusato di eresia, apostasia, stregoneria e quant'altro, cose che possiamo leggere nella pagina dedicata al processo ai templari, è questo che fu alla fine svelato. Solo una conoscenza che la Chiesa di allora non poteva accettare, nei secoli bui dell'Inquisizione e delle più strane superstizioni e di clima di caccia alle streghe. Tanto che i Templari furono accusati addirittura di aver adorato un idolo strano e barbuto, che rispondeva al nome di Baphomet. Anche questa, poi, si rivelò una falsità colossale: i Templari non adoravano nessun idolo, poichè, e questa è verità, essi avevano inventato un loro personale alfabeto per criptare i rituali e le conoscenze fino ad allora avute, e la parola Baphomet, se decrittata, dava la parola Sophia, che secondo le dottrine dell'antichità stava a significare "sapienza". Non solo: le moschee musulmane erano chiamate, anche in Europa, sotto la dominazione dei Mori, "baphomeries". Ecco qua il significato occulto della parola Baphomet. Centinai di Templari per questa falsità sono stati torturati ed uccisi dall'Inquisizione. Accusati soltanto di conoscenze che non avrebbero dovuto avere, di sapienza che era riservata solo ai canonici della Chiesa che allora (un po' come ora) è riservata all'Ordine dei Domenicani, che all'epoca erano il fior fiore dei Tribunali dell'Inquisizione. Ma torniamo alla nostra storia sugli svariati misteri templari. Una domanda che sempre qualcuno ci ha posto nei nostri svariati convegni: ma che fine ha fatto il tesoro dei templari? A questa domanda non vi è una risposta precisa. Ma in qualche modo cercheremo di dare una risposta che sia esauriente. Quando il 13 ottobre 1307 gli sgherri di Filippo IV il Bello, re di Francia, attaccarono e arrestarono i Templari, la prima ed unica preoccupazione di Filippo fu quella di cercare di appropriarsi del tesoro dell'Ordine: ma non lo trovò, in quanto, proprio tre notti prima dell'attacco, una lunga fila di carri, scortati da pattuglie di cavalieri, lasciò la sede dell'Ordine del Tempio di Parigi, dove era stato portato il tesoro che proveniva da Cipro, ultimo avamposto templare davanti alla Terrasanta. Questa colonna si divise in tre parti: la prima si diresse verso il porto di La Rochelle, dove era di stanza l'intera flotta templare; la seconda si diresse a sud di Parigi, verso Tolosa; la terza colonna si diresse verso il confine con l'Italia. Stando alle poche cronache del tempo, ad antichi documenti ed alle numerosissime tradizioni orali tramandate, la prima colonna fu caricata sulle navi che salparono per una destinazione sconosciuta, la seconda colonna invece si inoltrò nei territori verso i Pirenei, quasi al confine con la Spagna, mentre l'ultima colonna attraversò, dopo una cruenta quanto breve battaglia con le truppe reali, che avvenne nei dintorni di Marsiglia, il confine con l'Italia. La colonna si incamminò sulla via Francigena a marce forzate diretta verso l'Italia meridionale. Ma cosa trasportavano i carri? In modo molto più che verosimile, tutto il tesoro, o almeno la grandissima parte di esso. Il tesoro era formato anche da quelle reliquie di cui abbiamo parlato all'inizio di questa parte, reliquie che, a parte la Sacra Sindone, non sono mai state ritrovate. Noi, per quanti sforzi possiamo fare, dobbiamo necessariamente perdere le tracce della prima colonna, in quanto non sappiamo dove la flotta del Tempio si diresse: qualcuno dice in Scozia, altri in America. A questo proposito, molti scrittori sostengono che i Templari avevano scoperto l'America ben prima di Colombo, in quanto proprio là i Templari avevano le loro miniere d'argento. Una prova? Il solo fatto che quando Colombo arrivò sulle coste americane con le famose tre caravelle, sulle vele avevano applicata una croce di colore rosso come quella templare. Gli indigeni che vennero incontro a Colombo, con sua grande sorpresa, dimostrarono di aver già visto e di conoscere tale simbolo, tanto che si dimostrarono fin troppo amichevoli... Ma torniamo alle altre due colonne, quella diretta a sud e l'altra diretta in Italia. Quella diretta a sud della Francia si perse nei meandri della regione dell'Aude, nei dintorni della città medievale di Carcassonne, regione a prevalenza catara, dove i templari avevano le loro roccaforti, in Linguadoca, e dove gli stessi volevano fondare uno stato indipendente. Ma dove misero il tesoro e che fine fecero? Questo riguarda il mistero di Rennes-Le-Chateau. La terza colonna, quella diretta in Italia, fece tappa in Liguria e poi alle precettorie del Tempio di Firenze, di Orvieto, di Roma e di Anagni. .....CONTINUA

 
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BRAY

 

 

 

Sceau (SIGILLO) de la baronnie de Bray

La baronnie de Bray s'étend le long d'axes stratégiques comme la Seine, la voie romaine de Sens à Meaux qui permet de passer le pont en marquant le c'ur de la châtellenie de la vallée de l'Oreuse, la limite du comté de Champagne et l'Yonne. Ses barons Henri le Libéral, comte de Champagne, puis Jacques, duc de Savoie, gèrent les territoires autour de dix places principales : Passy, Montigny, Bazoches, Les Ormes, Dontilly, la Villeneuve-du-Comte, Égligny, Vin-neuf, Courlon et Bray-sur-Seine.

 

 

CENNI STORICI SUL MIO CASATO BRAY

Il casato BRAY-BRAI, cognome sembra essere derivante dal francese (e prima da quello, Celtico). Il nome proviene da diversi periodi storici nei paesi d'Europa. Contea Wicklow, l'Irlanda, vicino a Brayhead. Nelle annotazioni antiche il nome era Bree, preso dal vecchio bri o brigh irlandese, una collina. Questa parola è simile nelle vecchie lingue gaeliche e celtiche; In Inghilterra il nome è trovato applicato alle parrocchie in contee Devon e Berks. Molti città e distretti in Francia impiegano il Bray o certa forma del nome, come: Bray-sur-Somme, Bray-sur-Seine, Bre-Cotes-du-Nord, Bray-La-Campagne, Bray-Calvados e paga de Bray. Ci sono parecchi posti chiamati BRAY in Europa, la città Bray in Inghilterra è in Berkshire sul fiume di Tamigi vicino a Windsor, Bray in Irlanda è sul sud del litorale appena di Dublino in contea Wicklow e ci è un distretto chiamato paga de Bray vicino a Rouen e ad un villaggio Bray vicino a Parigi in Francia in Lilla."La gente normanna„ dal Re", condizioni il nome deriva da un posto denominato Bray vicino ad Evreux, Normandia; Milo de Brai 1064 era signore di Montlhéry a partire dal 1095 sua moglie era Lithuise figlia di Stephes conte di Blois e di Adela della Normandia, figlia di William il conquistatore ed il suo figlio dello stesso nome Milo II de Brai 1118 signore di Montlhéry e di Braye, visconte di Troyes 1096,  il figlio maggiore Trousseau de Brai, signore di Monthléry  sua figlia Elizabeth di Montlhéry nel 1103 sposò Philip, Conte di Mantes, figlio di Philip I della Francia e di Bertrada de Momtfort, parteciparono alla 1^ crociata nel 1096. Nel  1066, sir Guillaume de Brai, successivamente in inglese William de Bray e sir Thomas de Bray, parteciparono alla conquista dell'Inghilterra a fianco del Duca di Normandia William. Sul rotolo nell'abbazia i nomi di coloro che hanno partecipato alla battaglia di  hastings. Al Servizio dei Re d'Inghlilterra dal (1066 - 1485): In un villaggio vicino Berkshire Bray vi è una chiesa del XII secolo costruita da Bray, in cornovaglia. sir Richard Bray cavaliere della giarrettiera e Consigliere al servio di Henry VI e della sua moglie Joan Troughton. Nel Concistoro del 22 maggio 1262 fù nominato Cardinale Guillaume de Bray da Papa Urbano IV . Il casato si stabilì in Puglia in Gravina e nel salento. Nominis reliquiae supersunt planissime, Bibracte Galliae etiam nunc in Bray contrahitur, et non procul hinc Caesar Tamisim cum suis transmisit ...",

 

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Papa Benedictus XVI

Joseph Ratzinger


Il Santo Padre con il Vescovo di Ugento (LE) Mons. VITO DE GRISANTIS in occasione della visita a Santa Maria di Leuca (LE) "de finibus terrae"14 Giugno 2008


 

SIGILLUM MILITUM

 

A Troyes Francia nel 1127, i Cavalieri Templari adottarono il motto: "Non nobis Domine, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam", ossia "Non a noi, Signore, non a noi, ma al Tuo nome da gloria". E’ facile immaginare come un simile motto potesse accendere gli animi.
San Bernardo da Chiaravalle inoltre trasmise ai cavalieri la devozione a Maria e il grande rispetto per la donna, la Regola infatti cita: "Maria presiedette al principio del nostro Ordine

 

INVESTITURE

 

Nel medioevo il cavaliere veniva istruito nell’uso delle armi; egli era sottoposto a studi che ingentilivano gli animi e di ordine morale. Altre caratteristiche della cavalleria erano: cortesia, difesa della giustizia, appoggio alla debolezza, omaggio alla bellezza, idealizzazione dell’amore come mezzo di elevazione morale. L’incontro con il soprannaturale, secondo le credenze d’epoca, avrebbe completato l’iniziazione del cavaliere.

Iniziazione cavalleresca
La vestizione - com’era chiamata l’iniziazione cavalleresca - era considerata già alla fine del XI -XII secolo con la fondazione degli Ordini un "ottavo sacramento". Il candidato vi si preparava con una notte di veglia in armi nella cappella di famiglia, inginocchiato davanti all’altare. Veniva poi purificato con un bagno rituale, confessato e comunicato. Seguiva una messa solenne, al termine della quale avveniva la vestizione vera e propria, che consisteva nella consegna da parte del sacerdote della spada consacrata, degli speroni, dello scudo, della lancia e delle varie parti dell’armatura, che appunto il giovane indossava.
La cerimonia si concludeva infine con l’accollata o palmata, cioè con un colpo inferto col palmo della mano dal padrino sulla nuca del neofita, o anche di piatto con la spada sulla spalla. Era consuetudine che il colpo fosse di una certa forza, tanto da far vacillare il ricevente.
 
Bisognava alimentare tra i cavalieri rapporti di solidarietà, lealtà, fratellanza, oltre che naturalmente di fedeltà incondizionata. Non importava che la compagnia fosse numerosa; importava che fossero saldi i legami al suo interno e che ne facessero parte, soprattutto, quei pochi vassalli davvero in grado - per valore, potere, prestigio personale - di controllare tutti gli altri.

 

RE CRISTIANI

 

 

CATTEDRALI GOTICHE

 

I Cavalieri Templari, si ritiene avessero rinvenuto documenti relativi alle "LEGGI DIVINE DEI NUMERI,DEI PESI E DELLE MISURE" sotto le rovine del Tempio di Salomone a Gerusalemme e li avrebbero forniti ai costruttori di cattedrali.

Le cattedrali gotiche sono dei veri e propri libri di pietra, per tramandare straordinarie conoscenze che solo poche persone iniziate a simboli ed a codici particolari, avrebbero potuto comprendere. Infatti la grandiosità, l'imponenza e tutta una serie di misteri non risolti hanno fatto diffondere attorno alle cattedrali gotiche numerose leggende legate a figure ed oggetti leggendari della storia del Cristianesimo, dai Cavalieri Templari al Santo Graal.

Furono costruite improvvisamente in Europa, intorno al 1128 (cattedrale di Sens), proprio dopo il ritorno dei Cavalieri Templari dalla Terrasanta, con una maestria costruttiva tecnica e architettonica completamente diversa dalle precedenti chiese romaniche. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo. Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine.

Inoltre vennero costruite su luoghi già considerati sacri al culto della "Grande Madre", ritenuto il culto unitario più diffuso prima del Cristianesimo; molti di questi luoghi inoltre sono dei veri e propri nodi di correnti terrestri, ovvero punti in cui l'energia terrestre è molto forte (grandi allineamenti di megaliti). Hanno pianta a croce latina: la croce "é il geroglifico alchemico del crogiuolo" (Fulcanelli), ed è nel crogiuolo che la materia prima necessaria per la Grande Opera alchemica muore, per poi rinascere trasformata in un qualcosa di più elevato.

Sono adornate da un gran numero di statue o bassorilievi raffiguranti figure altamente simboliche e simboli magici ed esoterici, che poco hanno a che vedere con la loro funzione di chiese cristiane ed hanno un particolare orientamento in modo che il fedele, entrando nell'edificio sacro, cammini verso l'Oriente, ovvero verso la Palestina, luogo di nascita del Cristianesimo.

Ciascuna cattedrale è dotata di una cripta in cui secondo alcune tradizioni sarebbero nascosti degli oggetti sacri molto importanti (ad esempio si dice che in una delle cripte della Cattedrale di Chartres sia custodita l'Arca dell'Alleanza, e che quando questa cripta sarà scoperta la cattedrale crollerà al suolo). Ma le cripte sono legate ad un altro elemento molto misterioso: le "Vergini Nere", statue o bassorilievi, che raffigurano appunto la vergine Maria, con la particolarità della carnagione scura.

 

Francia Parigi

 

 

Notre Dame