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Il Tempo...

Post n°81 pubblicato il 16 Aprile 2008 da badpainting

...è andata....il crollo è visibile, anche se era prevedibile...alcuni di noi lo avevano percepito...non ci voleva molto...il cartello Sinistra Arcobaleno nasceva stanco, privo di proposte, ancorato ancora al fallimento del governo Prodi,  con una progettualità fragile e pavida...i voti sono emigrati tra Lega e PD...

Ma quello che più conta oggi è che soltanto da questa scomparsa della sinistra istituzionale si deve sperimentare una ricerca, con la lucidità e l'umiltà di chi vuol e deve prendersi un tempo serio di riflessione e discussione  che non faccia sempre lo stesso errore di riesumare fantasmi dal passato e di rincorrere esclusivamente scadenze elettorali che proprio a quella sinistra dissolta ( e a quello che viene chiamato il suo popolo) hanno fatto in questi anni veramente del male.

Le generazioni sono cambiate , hanno utilizzato e sperimentato (e vogliono ancora farlo) una strada diversa, a volte percorsa a tratti (fa parte dell'agire umano) ma con uno sguardo lucido e schietto sulla realtà, che invece è mancato a chi per anni ha lavorato per riconquistare soltanto gli spazi istituzionali, dimenticandosi che bisognava contemporaneamente, se non principalmente, mantenere viva una cultura che nel novecento ha prodotto nel bene e nel male, grandi spazi di democrazia, di conquista di diritti, di produzione di creatività e apertura mentale.
Oggi sempre più confusi tra malessere e arrivismo, schiacciati dal peso di linguaggi comunicativi, che per quanto vuoti e falsi, hanno fatto presa in una società sempre più imprigionata nella propria realtà drogata,  rivelatasi complessa e angosciata,  i partiti della sinistra sono stati messi all'angolo da ciò che è stato soltanto l'unica prerogativa ritenuta possibile, cioè la ricerca a tutti i costi della mediazione politica con chiunque (vedi governo Prodi) che ha prodotto da un lato la perdita in termini numerici di chi  aveva sempre creduto ad un progetto in evoluzione e il sempre più crescente dubbio di generazioni che sono rimaste a guardare dalla finestra chiedendosi se " è ancora possibile parlare col nonno o lasciarlo fare" con lo sguardo impietoso di chi è rassegnato.

Io credo che non ci rassegneremo, ma ritengo che un'epoca si sia esaurita. Se abbiamo il coraggio di ripensarci così ricominceremo a discutere.
Tranquillamente. Prendendoci il tempo.
Credo che questo sia già un buon segnale di diversità.
Il tempo.

Enrico Montalbano

 
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Il Primo, Il Secondo ...e la frutta

Post n°80 pubblicato il 22 Febbraio 2008 da badpainting

Pensieri sparsi.

Ok mi sono acceso una sigaretta...provo a scrivere per sensazioni, per immagini.
Qualche sera fa su rete 4 l' apertura della campagna elettorale di Walter PD e di Silvio PDL.

IL PRIMO l'ha studiata bene: immagine fissa sullo sfondo meraviglioso
di un comune del CENTRO Italia, cartelloni ormai sullo stile Partito
Democratico/USA. Copia tutto: lo slogan, "SI PUO' FARE", la grafica del
cartellone...
Il SECONDO la solita impostazione.
Si ricomincia.
Il PRIMO si spaccia per nuovo, il SECONDO lo fa da sempre.
Due spacciatori.
Il PRIMO prende le distanze da tutto e tutti, dice lui.
Il SECONDO invita il PRIMO ad accorciarle con lui. E gli da tempo. Ci riesce bene.
Il PRIMO infatti le ha già accorciate prima di qualsiasi invito.
Da anni la scuola della comunicazione del SECONDO ha insegnato a molti e ha sfornato ottimi allievi, come il PRIMO.
Il SECONDO infatti non ha bisogno di rifarsi il maquillage perché il PRIMO fa tutto per lui.
Il PRIMO appare con la sua faccia da buono e dice cose buone e ci tiene ad apparire tale.
IL SECONDO fa il cattivo e se la prende con i comunisti , i rom. i clandestini. Le solite cose,le solite,le solite...
IL PRIMO E IL SECONDO, IL PRIMO

Ma a ricominciare a dire le solite cose
sono anche gli ALTRI. Quei tristi, vecchi, stanchi dirigenti di quei
tristi, vecchi, stanchi partiti della sinistra cosi detta radicale,
estrema, rossa, antagonista, arcobaleno e via dicendo, i veri artefici
di una crisi della sinistra in questo paese, a mio modesto parere,
poveri di idee e di decisioni, che hanno rincorso in questi anni, più
di ogni altra, l'idea del meno peggio su tutti i fronti, pronti come
sono a ritornare a dare spettacolo di rigore e di purezza d'intenti,
poco attenti ad un rinnovamento vero, CULTURALE prima che politico.

E dico culturale perché oggi anche questa parola sembra sia destinata soltanto da un uso più mediatico che reale.


Da cittadino di questa terra e di qualsiasi terra ho continuato ad
osservare. Non voglio fare valutazioni meramente politiche. Forse non
ne sono capace. Mi sono soffermato a guardare e a sentire...a sentire
davvero.

C'è una enorme stanchezza.
Si formulano pensieri e parole, ma nessuno sembra andare verso la
ricerca onesta di un territorio diverso. Si ripercorrono strade viste,
approcci soliti. Si emulano i decenni passati. Si utilizzano strategie
ambigue. Si valorizzano i leaderismi. Ognuno cerca di esserlo, facendosi largo come può...


Questo è quello che fino adesso ha contato di più, a sinistra( estrema,
antagonista, arcobaleno...). Tutti vogliono contare 15 minuti e tutti
ci riescono. E lì in mezzo ci stanno tutti. TUTTI!


A qualsiasi livello ognuno cerca di fottere l'altro. Ognuno si crea le
proprie personali correntine. Ognuno ha i suoi uomini. I fedelissimi.
Questo riguarda non solo le solite ristrette cerchie di potere nella
società. Ma ha a che fare, ormai, con qualsiasi ambito dell'agire
umano, sembra essere questa la Cultura dominante.


Anche i movimenti, che per propria natura vivono rinascite e momenti di
stallo e di logoramento, subiscono questo impoverimento culturale.
Anche i movimenti non sono tanto diversi dai due di cui sopra: IL PRIMO
E IL SECONDO.

Stretti come sono nel
rincorrere le giustissime emergenze che ogni giorno si presentano nella
società, non riescono a sganciarsi dalla morsa di quel vecchio che non
è solo un sistema, ma soprattutto uno sguardo su noi stessi. Uno
sguardo vecchio in un mondo che presenta altre esigenze. Altre domande.
Abbiamo dimenticato di guardare su noi stessi. Non abbiamo tempo. Non
vogliamo averne.

Di qui il dovere
fare solo per tamponare e non per ricostruire. Il dovere agganciarsi a
quello o a quell'altro carro ed esporre le bandiere, che restano mute e
vergognate, e invecchiate. Il dover arrancare per determinare sempre la
stessa cosa: il consolidamento di quello che c'era prima. E poi li ogni
stagione a guardare dalla finestra.


Naturalmente all'inizio questo movimento ha saputo riconoscere e
individuare gli stessi potenziali mutamenti che la società stava
compiendo, sia in negativo che in positivo. È riuscito a scoperchiare
la pentola. Ha scoperto i nervi di un mondo alla deriva.


Ma poi non è riuscito a rinnovarsi e ha ripiegato su stesso. Si è
appiattito su posizioni che stanno a metà tra ideologie e beghe
interne, confondendosi tra un passato che è sempre più distante e un
presente-futuro che fatica terribilmente ad avere un'altra faccia.


IL PRIMO. IL SECONDO, GLI ALTRI., loro invece sono davvero invecchiati,
al di la delle loro azioni , dell'essere o non essere una casta, quello
e quell'altro. Sono quel che sono, ma di certo sono qualcosa che non
rappresenta più l'esperienza di questo pianeta , ne quella di oggi ne
tanto meno quella di domani. Sono il riflesso sbiadito di un secolo
passato. Assolutamente indistinti tra loro. No differance. Buoni e
cattivi. Duri e intrallazzatori. Tutti con la stessa patina della
bagarre mediatica dello scontro tele-politico con tanto di servizio
sulla loro vita personale, di Fausto, di Silvio, di Gianfranco, di
Clemente...i soliti della settimana, tutti truccati e incipriati, tra
ballerine e imbonitori, lo stesso spettacolo...il biglietto te lo
propinano come gratuito, ma il prezzo è alto...e la gente si
appassiona.

Che importa, noi siamo
compagni, andiamo anche di fronte i CPT e le basi americane, le aree
devastate dai rifiuti e palazzi di potere...sventolio di bandiere,
soliti slogan.

Loro hanno appena
lasciato gli studi di quella emittente, si sono messi vestiti più da
militanti e sono li con le stesse cose pronunciate in televisione, ma
un po più dure, e la gente si entusiasma quando vede la star, inutili
strette di mano.

Ecco lo spettacolo sta per ricominciare

Cosa fare? Non so

Penso soltanto che:.


I segni del cambiamento stanno nel riconoscere l'esistenza di altre
strade, se percorrerle sarà come in un viaggio. Ci si arricchisce di
quella esperienza. Chi ci sta ci sta. Non si vince niente. Non ci sono
premi o trofei. Nemmeno posizioni o soldi. Nulla, solo la voglia di
esplorare e riconoscere. Dopo un viaggio sei sempre un po più avanti.

Enrico Montalbano

 
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marocchino Condannati due poliziotti

Post n°78 pubblicato il 25 Novembre 2007 da badpainting

repubblica genova

Accusato di resistenza e lesioni, l´uomo è poi stato assolto
Massacrato marocchino Condannati due poliziotti
Per le botte risarcimento da 250mila euro

Era stato fermato senza motivo. Agli agenti inflitti anche due anni di
reclusione
MASSIMO CALANDRI

L´ASSOLUZIONE di un falegname marocchino di 44 anni, pronunciata ieri dal
giudice Emilio Gatti, è l´ultimo capitolo di una brutta pagina della
polizia genovese. Un genere di storia che da qualche anno si ripete con
inquietante frequenza nel capoluogo ligure. Lo straniero era stato
accusato di resistenza e lesioni dai due agenti che lo avevano fermato.
«Il fatto non sussiste», ha invece stabilito il tribunale, smentendo - con
tanto di testimoni - la tesi degli appartenenti alle forze dell´ordine. Ma
c´è dell´altro, purtroppo. Perché il giorno del fermo, il nordafricano fu
portato in una cella di sicurezza della questura. E picchiato con tanta
violenza che gli spappolarono la milza. Operato d´urgenza, lo straniero è
oggi un invalido. I due poliziotti, che lo accusavano ingiustamente di
aver «resistito», sono stati condannati a due anni di reclusione (con la
condizionale). Non lavorano più a Genova. Dovranno risarcire il falegname,
che attraverso il suo avvocato chiede 250.000 euro. Anche in questo caso i
giudici gli hanno dato ragione, fissando per il momento una provvisionale
- da liquidare al più presto - di 40.000 euro.
Sono sempre più numerose le denunce presentate da cittadini
extracomunitari, che lamentano soprusi e violenze da parte della polizia.
La conferma arriva dai legali che tutelano le associazioni degli
stranieri, e dalla stessa procura genovese. Il caso di I. V., difeso
dall´avvocato Graziella Delfino, è però esemplare. Marocchino da quindici
anni regolarmente residente in Italia, in possesso di un permesso di
soggiorno e di una carta d´identità italiana, falegname specializzato
nella costruzione di imbarcazioni, sposato e padre di due bambini. Questo
è il nostro uomo. Che in un giorno di festa, sale a bordo di un autobus
cittadino. Vorrebbe obliterare il biglietto, ma davanti alla macchinetta
ci sono due poliziotti in divisa. Sorride, si rivolge a quelli con una
battuta: «Ma lavorate anche oggi?». E però gli agenti non la prendono
bene. Per niente. Gli intimano di scendere dal bus, chiedono i documenti.
I. V. mostra la carta d´identità. Non ha con sé il permesso di soggiorno,
ma basterebbe una verifica via-radio per chiarire tutto. Arriva una
"volante". Il falegname viene invitato ad andare con i poliziotti in
questura. Comprensibilmente protesta. «Non ho fatto niente», ripete.
Finisce il cella di sicurezza, e più tardi viene fatto salire ai piani
superiori per il fotosegnalamento. «Si è ribellato, ci ha aggrediti»,
racconteranno gli agenti. «Ho solo detto che era un´ingiustizia, e loro si
sono messi a picchiarmi», risponderà lui. Pesto e dolorante, il giorno
dopo lo straniero si presenta al pronto soccorso. Mezz´ora più tardi è in
sala operatoria. La milza è spappolata. Partono due procedimenti: quello
avviato dagli agenti, che lo accusano di resistenza e lesioni (uno dei
poliziotti presenta un certificato medico: sette giorni di prognosi);
quello mandato avanti dal nordafricano grazie all´avvocato Delfino, per
lesioni. Ieri il tribunale ha rimesso le cose a posto: il racconto dei
poliziotti, secondo cui I.V. era ubriaco e violento, è stato smentito
dagli stessi colleghi.

 
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MANIFESTAZIONE NAZIONALE 17 NOVEMBRE A GENOVA

Post n°77 pubblicato il 16 Novembre 2007 da badpainting

MANIFESTAZIONE NAZIONALE 17 NOVEMBRE A GENOVA
( partenza da Palermo ,x info contattare: 339/6874537 )

Dopo quasi tre anni e mezzo di dibattimento, l'udienza numero 130 si
chiude con un nuovo show dei Pm Canepa e Canciani che concludono la loro
requisitoria con la vergognosa richiesta di una pena complessiva di circa
225 anni di reclusione per i 25 manifestanti accusati di "devastazione e
saccheggio". 25 compagn* su cui due pubblici ministeri "di grido" credono
di poter scaricare una storia collettiva di lotta e rabbia, usandoli come
capro espiatorio per l'avanzamento della propria carriera.
Tornare a Genova vuol dire anche e soprattutto non limitarci al lamento e
allo scandalo ma cercare ovunque e comunque, di ri-crearne le condizioni
di possibilità e dispiegamento, ricordando Carlo Giuliani e la sua morte
per quello che realmente è stata e non per ricostruzioni di comodo. Se
Genova è già storia, non è certo per una richiesta vergognosa noé per una
sentenza che sarà infame, ma perché nella sua radicalità ha fatto paura ai
padroni del mondo ed ha acceso speranza per gli oppressi di ogni
latitudine.

CENTRO SOCIALE EX KARCERE
VIA MONGITORE 77
Quartiere Albergheria

 
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Libia: esclusiva intervista con i rifugiati detenuti a Zawiyah

Post n°76 pubblicato il 31 Ottobre 2007 da badpainting

ROMA - 29/10/2007. Fortress Europe pubblica oggi un rapporto in cui accusa la Libia di gravi crimini contro i migranti arrestati sulla rotta per Lampedusa. Il rapporto, intitolato “Fuga da Tripoli”, documenta 1.579 morti nel deserto e 2.483 nel Canale di Sicilia, e raccoglie 83 testimonianze dirette di torture, stupri e omicidi commessi dalla polizia libica negli almeno 20 centri di detenzione per migranti, dove 60.000 persone, tra uomini, donne e bambini, sono detenute ogni anno. I testimoni dichiarano nel rapporto di aver subito arresti arbitrari, detenzione senza processo in condizioni disumane e degradanti. Gli immigrati denunciano inoltre deportazioni di massa nel deserto del Sahara, respingimenti collettivi in mare e rimpatri di rifugiati, anche sui 47 voli da Tripoli finanziati dall’Italia. Dettagli inquietanti, che confermano e aggiornano le gravi accuse del precedente rapporto sui diritti dei migranti in Libia di “Human Rights Watch” del settembre 2006. Gabriele Del Grande, fondatore di Fortress Europe e curatore del rapporto, dichiara: “L’Unione europea si rende complice dei crimini commessi dalle autorità libiche contro i migranti e i rifugiati arrestati sulle rotte per la Sicilia, dal momento che dal 2008 procederà al respingimento collettivo in mare di tutte le imbarcazioni che saranno intercettate da Frontex, mandando migliaia di uomini, donne e bambini a marcire per mesi o per anni nelle carceri libiche, per poi essere rimpatriati anche se rifugiati”.

Il rapporto di Fortress Europe può essere scaricato e letto cliccando sul link messo a disposizione dalla Infinito edizioni.

Inoltre, comunica Fortress Europe, 60.000 migranti sarebbero stati arrestati in Libia nel 2007 e 53.842 deportati nel 2006. Lo svela un rapporto segreto di una missione in Libia svolta a maggio 2007 dall’agenzia europea per il controllo delle frontiere esterne Frontex e pubblicato in esclusiva oggi sul sito internet di Fortress Europe (http://fortresseurope.blogspot.com). GUARDA TRA LINK PREFERITI IN ALTO

Gabriele Del Grande è autore del libro Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo (Infinito edizioni).

 
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