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        <title>Cava Manara</title>
        <description>COMITATO A TUTELA DEL TERRITORIO CAVESE</description>
        <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/</link>
        <lastBuildDate>Mon, 25 Oct 2010 18:55:51 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Politica e Societá</category>
        <category>Ambiente</category>
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            <title>Una discarica di amianto a Cava Villa</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/9429563.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Non bastano le rassicurazioni del responsabile dei centri ecodeco a fugare le preoccupazioni, nostre e dei cittadini degli abitanti delle frazioni di Brondelli, Casotti, Spessa e Torre di Torti che, oltre alla discarica, si troveranno tra l'autostrada Broni-Pavia-Mortara, la tangenziale verso il ponte sul Po di Bressana, la statale dei cairoli, il collegamento con la tangenziale di Pavia e il mega svincolo che colleghera' tutto questo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;dalla provincia pavese del 22/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/amianto-giro-d%E2%80%99affari-da-100-milioni/257949)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Amianto, giro d&amp;rsquo;affari da 100 milioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre 100 milioni di euro il giro d&amp;rsquo;affari potenziale della discarica di cemento amianto progettata da Ecodeco alla ex Cava Villa,tra la ferrovia Pavia Alessandria e la statale dei Cairoli. Potr&amp;agrave; accogliere circa 900mila tonnellate di amianto, 700mila metri cubi.&lt;br /&gt;&amp;laquo;E&amp;rsquo; un quinto del totale da smaltire in Lombardia&amp;raquo;, spiega Sergio Testa, responsabile dei centri Ecodeco e gi&amp;agrave; gestore dell&amp;rsquo;ultima discarica funzionante in Lombardia, la Soeco di Cavriana, chiusa il 31 marzo scorso per esaurimento della capacit&amp;agrave; autorizzata. Potr&amp;agrave; la discarica cavese limitarsi all&amp;rsquo;amianto della sola provincia di Pavia? &amp;laquo;Le discariche di rifiuti speciali - riprende Testa - sono libere di ritirare rifiuti dal mercato. La discarica mantovana &amp;egrave; stata chiusa 500mila metri cubi di cemento amianto in 7 anni&amp;raquo;. Il progetto di Cava &amp;egrave; pi&amp;ugrave; grande, 700mila metri cubi di amianto pi&amp;ugrave; circa 130mila metri cubi di inerti verso San Martino: facendo le dovute proporzioni la durata della cava-discarica sar&amp;agrave; di circa 10 anni. &amp;laquo;Dovrebbe avere una capacit&amp;agrave; di 69milioni di metri quadri di lastre di eternit&amp;raquo;, illustra Testa. Una quantit&amp;agrave; impressionante, un giro d&amp;rsquo;affari sopra i cento milioni di euro solo per l&amp;rsquo;amianto che nel 2009 veniva ritirato a pi&amp;ugrave; di cento euro alla tonnellata. Senza contare il business degli inerti e la cava da scavare. In questo momento non esistono discariche attive e l&amp;rsquo;amianto lombardo &amp;egrave; stimato nel progetto in 2 milioni 700 mila metri cubi. Il terreno appartiene a una societ&amp;agrave; collegata ad Ecodeco in una posizione definita strategica: &amp;laquo;Si trova nello spicchio di terra compreso tra ferrovia e autostrada e dunque ben collegato&amp;raquo;, spiega Testa. Ma anche in una zona ad alta intensit&amp;agrave; di traffico. Una parte di terreno cade nel Parco del Ticino, dove per legge &amp;egrave; impossibile stoccare amianto: &amp;laquo;L&amp;rsquo;amianto in fibra &amp;egrave; cancerogeno - tranquillizza Testa -, ma il cemento ha fibre conglobate nel cemento dall&amp;rsquo;8 al 16 per cento, arrivano sul posto gi&amp;agrave; trattate, vengono imballate nel polietilene e collocate in discarica&amp;raquo;. I rischi? &amp;laquo;Quel terreno non potr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; essere arato -, spiega Testa -, ma l&amp;rsquo;ubicazione &amp;egrave; tale che la discarica di cemento amianto e inerti sar&amp;agrave; la barriera di rispetto dell&amp;rsquo;autostrada&amp;raquo;. L&amp;rsquo;a utostrada occupa circa 60mila metri quadri: &amp;laquo;Non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; sopraelevata ma sotto il tracciato della ferrovia - riprende l&amp;rsquo;a rchitetto -. Abbiamo consultato Infrastrutture lombarde e Itinera che hanno dettato le regole per la compatibilit&amp;agrave; tra i progetti&amp;raquo;.&lt;br /&gt;Secondo Ecodeco la variazione comporterebbe un risparmio di circa 1 milione e mezzo di metri cubi di inerti e parte del materiale escavato per far posto alla discarica &amp;ldquo;potr&amp;agrave;&amp;rdquo; essere utilizzato come materiale di riempimento, cos&amp;igrave; come parte di inerti e amianto. Un altro affare. Cosa guadagna il territorio? &amp;laquo;Siamo disposti a condividere con il territorio i guadagni. E abbiamo chiesto alla Regione di togliere l&amp;rsquo;ecotassa sullo smaltimento dell&amp;rsquo;eternit in discarica per la Provincia - conclude Testa -. Sar&amp;agrave; applicata solo al materiale proveniente da fuori per incentivare le rimozioni pavesi&amp;raquo;.&lt;br /&gt;(22 ottobre 2010)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;-------------------------------------&lt;br /&gt;dalla provincia pavese del 20/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/discariche-d%E2%80%99amianto-tra-affari-e-ambiente/2564708)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Discariche d&amp;rsquo;amianto tra affari e ambiente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CAVA MANARA. Discariche per l&amp;rsquo;amianto: un business necessario. E&amp;rsquo; quanto sostengono gli amministratori comunali e gli operatori del settore.&lt;br /&gt;I numeri fanno paura, soprattutto se messi in relazione alla minaccia costituita da un materiale che una volta disgregato pu&amp;ograve; provocare, se respirato, il mesotelioma, una malattia ad oggi praticamente incurabile. Una ferita ambientale che ben conoscono in Oltrepo a Broni.&lt;br /&gt;Sono 5mila le tonnellate d&amp;rsquo;amianto presenti in Provincia (con il picco delle 1.500 ancora &amp;laquo;conservate&amp;raquo; all&amp;rsquo;ex Fibronit di Broni, la fabbrica che lo lavorava e che &amp;egrave; stata oggetto di un&amp;rsquo;inchiesta pilota sfociata ora in in procedimento giudiziario). Riesplode, intanto, a Cava Manara il caso legato a dove sistemare l&amp;rsquo;amianto che, prima, o poi dovr&amp;agrave; essere rimosso da tetti di edifici pubblici e privati (come da tempo chiede che venga fatto l&amp;rsquo;associazione Avani presieduta dal Silvio Mingrino).&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;area scelta a Cava da Risorse Future (gruppo Ecodeco) &amp;egrave; quella della ex Cava Villa, tra la statale dei Cairoli e la strada per Zinasco: oltre 140 mila metriquadri tra i campi che confinano sul lato sud con i binari della linea ferroviaria Alessandria-Pavia-Vercelli.&lt;br /&gt;Al centro dell&amp;rsquo;area, divisa in due dal confine tra Cava e San Martino, c&amp;rsquo;&amp;egrave; l&amp;rsquo;ex Cava Villa oggi dismessa, una buca di 16 metri. L&amp;igrave; passa il tracciato dell&amp;rsquo;autostrada Broni Mortara, a poche centinaia di metri da quello che dovrebbe essere lo svincolo di Pavia Sud. A meno di un chilometro ci sono cascina Ferrari, cascina Spessa, Vecchio e Nuovo Paradiso, Casotti, cascina Brondelli e Santa Maria. Le prime case a meno di due chilometri, a circa tre chilometri e mezzo invece San Martino e Villanova. Il progetto &amp;egrave; stato presentato anche a Regione, Arpa, Provincia, Parco del Ticino e prevede che l&amp;rsquo;amianto venga depositato solo dal lato di Cava Manara, un&amp;rsquo;area di 53.476 metri quadri su 70mila totali, 772mila metri cubi su 900mila (per avere un raffronto pu&amp;ograve; essere considerato l&amp;rsquo;impianto progettato nel cremonese a Cingia de Botti, dove Vitalba srl realizza un&amp;rsquo;area da 400mila metri cubi). Sono previsti anche 70mila metri quadri per servizi, strade interne, autostrada e aree verdi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A settembre a Mortara al Clir &amp;egrave; stato presentato il piano che dovrebbe portare a realizzare anche a Ferrera Erbognone un impianto di questo tipo. In quell&amp;rsquo;occasione l&amp;rsquo;&amp;#65533; assessore Ruggero Invernizzi aveva parlato di due discariche. Una in Lomellina appunto (si &amp;egrave; parlato anche di Gambol&amp;ograve;) e l&amp;rsquo;altra in Oltrepo. Spunta ora Cava Manara. Un altro progetto di discarica per rifiuti inerti e non pericolosi &amp;egrave; depositato in Regione dal 19 dicembre 2007 ed era stato presentato per Galliavola da Asm Lomellina inerti srl.&lt;br /&gt;Togliere l&amp;rsquo;amianto e sistemarlo in discarica. Chi se ne occupa deve rispettare norme precise. In pratica l&amp;rsquo;azienda che provvede allo smaltimento &amp;egrave; considerata alla stregua di produttore, con tutte le responsabilit&amp;agrave; del caso. Gli oneri per le bonifiche sono pesanti. La frontiera &amp;egrave; delicata. Pi&amp;ugrave; il tempo passa, pi&amp;ugrave; i Comuni devono attrezzarsi per ripulire dall&amp;rsquo;amianto i tetti di municipi, scuole e ambulatori. Le lastre tolte vanno stoccate in discariche controllate. Come quella che dovrebbe sorgere a Cava Manara. Ecodeco nella relazione precisa: &amp;laquo;I rifiuti sono inerti e stabili, quindi gli inquinanti non sono dispersi in aria; l&amp;rsquo;eternit &amp;egrave; imballato&amp;raquo;. Eternit, nel senso d&amp;rsquo;amianto. Inoltre si spiega nel progetto come il tracciato della futura Broni-Mortara passer&amp;agrave; in trincea dentro la cava. Con l&amp;rsquo;amianto attorno. Imballato. Un incubo che togli dai tetti e da qualche parte devi sistemare.&lt;br /&gt;(20 ottobre 2010)&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 25 Oct 2010 18:55:49 +0200</pubDate>
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            <title>Mafia, Pavia si rivolge a Saviano</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/9349182.html</link>
            <description>&lt;p&gt;E' stato bello ieri sera vedere piazza Leonardo da Vinci piena soprattutto di giovani, tanti semi piantati non possono non dare frutti.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/2010/10/03/mafia-pavia-si-rivolge-a-saviano/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Dal blog di Stefano Pallaroni, La Provincia Pavese.&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pavia non ha ancora elaborato lo choc del 13 luglio 2010, gli arresti  ordinati dalla procura di Milano del direttore sanitario dell&amp;rsquo;Asl di  Pavia Carlo Chiriaco e dell&amp;rsquo;avvocato Pino Neri, residente a San Martino  Siccomario e con lo studio in piazza della Vittoria a Pavia. Pu&amp;ograve;  aiutarla l&amp;rsquo;arrivo oggi in citt&amp;agrave; di Roberto Saviano, lo scrittore che  vive sotto scorta dal 2006 per l&amp;rsquo;impegno costruito con le parole e  indirizzato contro le mafie.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Rivoluzione culturale.&lt;/strong&gt; Parole che sono il  contrario del silenzio, il brodo di coltura della criminalit&amp;agrave;  organizzata. Parole che Saviano ha pronunciato e scritto, il successo di  &lt;em&gt;Gomorra&lt;/em&gt;, il suo libro, quello che ha aperto gli occhi, la  mafia che da entit&amp;agrave; prende la forma delle persone. Cos&amp;igrave; che da quel  momento ci&amp;ograve; che era anonimo diventa in modo definitivo una lista di nomi  e cognomi anche per il grande pubblico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Far finta di niente?&lt;/strong&gt; Pavia ha dentro tante domande  da quel 13 luglio, domande che aleggiano sospese e che riguardano anche  la realt&amp;agrave; della sua provincia. Proviamo a metterle in fila. La prima: si  pu&amp;ograve; davvero ignorare quanto emerge dall&amp;rsquo;inchiesta della procura di  Milano in attesa della verit&amp;agrave; giudiziaria? Oppure abbiamo gi&amp;agrave; il  diritto-dovere di prendere le distanze da chi, indipendentemente da  rapporti di affari, conversazioni e particolari circostanze &amp;egrave; stato  colto sul fatto, mentre parlava con gli arrestati di campagna  elettorale, soldi, favori e cantieri?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Campagne elettorali.&lt;/strong&gt; E alla luce dei fatti emersi  un interrogativo si pone anche rispetto alla lettera mandata via mail da  Chiriaco ai dipendenti dell&amp;rsquo;Asl di Pavia in cui si invitava a votare  per un esponente storico del centrodestra come Giancarlo Abelli. Pu&amp;ograve;  bastare la risposta che si fa cos&amp;igrave; da sempre? Pu&amp;ograve; bastare un laconico  &amp;ldquo;ma tu, dove vivi?&amp;rdquo; per chinare la testa, abbassare lo sguardo e  rinunciare a pretendere spiegazioni?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Giocava a fare il boss.&lt;/strong&gt; Chiriaco ha detto agli  inquirenti che da sempre si finge boss per darsi un tono, millanterie  mafiose per farsi bello, quasi un gioco: indipendentemente da quanto  emerger&amp;agrave; nelle aule di giustizia, lo pu&amp;ograve; accettare una comunit&amp;agrave; dopo che  lo ha votato ed eletto, meccanismo che lo ha poi portato all&amp;rsquo;importante  nomina di direttore Asl?  E perch&amp;eacute; nel 2008 Chiriaco, politico di lungo  corso arrivato a Pavia nel 1977 da Reggio Calabria, prima attivo nel  Movimento studentesco, poi convertitosi alla Dc e quindi passato in Fi e  Pdl, &amp;egrave; stato messo a capo di una struttura con migliaia di dipendenti  dopo una condanna in secondo grado di giudizio per estorsione? E perch&amp;eacute;  nelle strutture sanitarie pavesi sono stati ricoverati e curati proprio  in quel 2008 Giuseppe Setola, spietato killer del clan dei casalesi, e  Francesco Pelle, accertato miliziano della &amp;rsquo;ndrangheta, ricoverato alla  Maugeri come paraplegico in seguito a un incidente stradale nonostante  avesse cicatrici evidenti per le fucilate a pallettoni alla spina  dorsale?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Politica a disposizione?&lt;/strong&gt; Chiriaco, nelle  intercettazioni dei carabinieri di Monza, parla al telefono con  disinvoltura di strategie elettorali, affari e progetti con un  consigliere comunale; Chiriaco &amp;egrave; in confidenza con un consigliere di un  ramo dell&amp;rsquo;Asm di Pavia; Chiriaco lascia intendere di poter disporre  dell&amp;rsquo;assessore cittadino ai lavori pubblici. Chiriaco parla con  l&amp;rsquo;assessore pavese al commercio Piero Trivi, che &amp;egrave; il suo legale e che &amp;egrave;  al momento indagato per corruzione elettorale. Trivi si &amp;egrave; sospeso  dall&amp;rsquo;incarico.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Carroccio arrabbiato.&lt;/strong&gt; E&amp;rsquo; ancora la politica che  viene interrogata sulla situazione del consigliere regionale leghista  Angelo Ciocca. Al Pirellone &amp;egrave; stato eletto con 18mila preferenze. Ci  sono foto che lo ritraggono con il presunto boss Pino Neri in una zona  centrale di Pavia. E Ciocca, dopo una violenta reazione alla  pubblicazione delle immagini, ha comprato una pagina intera di giornale  per spiegare che la sua condizione di politico lo espone al rischio  delle frequentazioni. Anche per la Lega &amp;egrave; un problema la &amp;rsquo;ndrangheta.  Proprio Saviano lo ha chiesto al Carroccio in un&amp;rsquo;intervista (&amp;laquo;Mafia al  Nord, la Lega dov&amp;rsquo;era?&amp;raquo;) cui sono seguite affilate reazioni dei vertici  del partito di Bossi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Incendi e intimidazioni.&lt;/strong&gt; Ma come cittadini abbiamo o  no il diritto di chiedere cosa sta facendo la politica contro le  infiltrazioni mafiose in provincia? Lo ha detto qualche giorno, fa in un  convegno al Borromeo, il giudice Salvini che non si pu&amp;ograve; credere che  auto, camion e mezzi da cantiere che vanno continuamente a fuoco (tanti i  casi in Lomellina) siano casi fortuiti. Perch&amp;eacute; in realt&amp;agrave; si tratta del  primo livello delle intimidazioni. Molti vorrebbero da Saviano parole  anche su questo.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ambiente violato.&lt;/strong&gt; La gente si chiede anche il  perch&amp;eacute; delle trasformazioni spesso distruttive del nostro territorio  dove da anni si costruisce troppo e male. Stiamo sporcando la campagna,  la nostra terra. E cresce l&amp;rsquo;insofferenza alla regole. Come per la Zona  di protezione speciale che la Provincia, in Lomellina, vuole abolire,  ridurre. Ed &amp;egrave; la politica che deve toglierci il dubbio che possa essere  un modo per togliere vincoli a una zona che dovr&amp;agrave; poi essere  attraversata, almeno cos&amp;igrave; sembra nei progetti,  dall&amp;rsquo;autostrada  Broni-Mortara. Una grande opera controversa, ma che sembra funzionale  sia a servire il nuovo scalo ferroviario commerciale di Mortara, sia a  diventare una comoda ed efficace direttrice per la spazzatura che  dall&amp;rsquo;Oltrepo va trasportata all&amp;rsquo;inceneritore di Parona. O addirittura  una specie di nastro trasportatore per l&amp;rsquo;amianto assassino della  Fibronit che potr&amp;agrave; cos&amp;igrave; venire smaltito in una discarica, quella per la  quale di questi tempi sono state prospettate le sedi di Gambol&amp;ograve; e  Ferrera Erbognone.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Troppe case.&lt;/strong&gt; E perch&amp;eacute; in tanti centri della  provincia ci sono tutte quelle case vuote di recente costruzione? E  perch&amp;eacute; a Vigevano (ma il fenomeno &amp;egrave; diffuso nelle nostre cittadine e  soprattutto nei nostri paesi) il consiglio comunale ha appena votato  altri 28mila metri quadri di aree edificabili? E cosa succeder&amp;agrave; a Pavia  con le aree dismesse? E cosa accade gi&amp;agrave; oggi con gli insediamenti  abitativi di Pavia Ovest verso la Bereguardina, di viale Brambilla o di  viale Giulietti che producono intasamenti ulteriori nel traffico urbano,  dunque minor qualit&amp;agrave; della vita per tutti?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Mafia che non spara (per ora).&lt;/strong&gt; Tante altre le  domande che Pavia pu&amp;ograve; rivolgere a Saviano. Riguardano la trasformazione,  il salto di qualit&amp;agrave; delle mafie. Come si fa a spiegare alla gente del  Nord che l&amp;rsquo;espressione militare di un&amp;rsquo;organizzazione criminale &amp;egrave; solo  una delle tante sue facce? E che se qui ancora non si spara con la  drammatica frequenza del Sud, non significa che la mafia non ci sia? E  perch&amp;eacute; anche qui chi affronta l&amp;rsquo;argomento mafia rischia di venir  additato, emarginato ed escluso pi&amp;ugrave; di chi fiancheggia, concorre  esternamente o fa parte di un&amp;rsquo;organizzazione? Come spiegare che anche al  Nord la mafia sono comitati di affari che pensano al proprio interesse?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Societ&amp;agrave; spaccata.&lt;/strong&gt; Vogliamo aspettare che anche qui i  tessuti connettivi sociali e culturali della popolazione vengano  distrutti, per poi passare alla seconda fase, lo sfruttamento di una  massa dolente alimentata dal solo effetto sgocciolamento di ricchezze  sempre pi&amp;ugrave; concentrate nelle mani di pochi? E come spiegare al Nord che  lotta alla mafia &amp;egrave; anche prodigarsi perch&amp;eacute; nelle scuole, forse il primo  dei collanti sociali, siano mantenute condizioni accettabili nei servizi  e nelle strutture, impiegando l&amp;igrave; s&amp;igrave; i soldi di tutti, magari facendo  attenzione alle credenziali delle imprese incaricate, ma comunque allo  scopo di non far cadere tetti e pareti degli edifici che ospitano i  nostri figli nei primi passi del loro percorso di formazione?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 05 Oct 2010 12:03:20 +0200</pubDate>
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            <title>Giulio Cavalli ci racconta chi sta gestendo il nostro territorio</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/9349117.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Ecco uno di quelli che hanno il coraggio di impegnarsi per cercare di cambiare qualcosa, venuto nell'assonnata Pavia per ribadire che non possiamo pi&amp;ugrave; far finta di niente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da la Provincia Pavese&lt;/p&gt;&lt;a title=&quot;Permalink: Cavalli: colpa vostra se sono sotto scorta&quot; rel=&quot;bookmark&quot; href=&quot;http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/2010/09/30/cavalli-colpa-vostra-se-sono-sotto-scorta/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cavalli: colpa vostra se sono sotto scorta&lt;/a&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt;&amp;ldquo;Se sono sotto scorta &amp;egrave; colpa dei lombardi, dunque &amp;egrave; anche colpa  vostra. Colpa della vostra indifferenza. I lombardi hanno permesso a un  gruppo di zotici di prendere piede. Oggi facciamo i conti con figli e  nipoti di chi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ha raccolto  denaro con 150 sequestri di persona in Lombardia in soli 9 anni. Il  frutto di quei riscatti pagati dai lombardi si &amp;egrave; trasformato in  investimenti, &amp;egrave; servito a sviluppare interessi, oltre che sul mercato  internazionale della droga, anche nella ristorazione, nell&amp;rsquo;edilizia, nel  movimento terra. Oggi quei figli e nipoti vivono in mezzo a noi, hanno  nomi noti a tutti, sono sempre le stesse famiglie, girano con i Suv e  gli abiti firmati, hanno creato societ&amp;agrave; con sedi nel cuore di Milano e  di tutte le citt&amp;agrave; lombarde. Sempre grazie all&amp;rsquo;indifferenza generale. E  anche a sindaci che come Pillitteri negli anni Ottanta fino alla Moratti  oggi dicono, in buona compagnia di alcuni prefetti, che la mafia a  Milano non esiste&amp;rdquo;. Giulio Cavalli, 33 anni, attore milanese-lodigiano  sottoposto a programma di protezione dal 2008 per la sua performance  contro le mafie &lt;em&gt;Do ut des&lt;/em&gt;, vicenda dove il protagonista si  chiama Tot&amp;ograve; Nessuno, ha parlato a Pavia, all&amp;rsquo;Aula magna dell&amp;rsquo;universit&amp;agrave;,  davanti a una platea numerosa ma senza rappresentanti del governo  cittadino, sindaco e assessori, forse tenuti lontani dalla volont&amp;agrave; di  evitare contestazioni. Come accadde il 16 luglio scorso a Pavia, tre  giorni dopo la maxi operazione anti &amp;lsquo;ndrangheta ordinata congiuntamente  dalle procure di Milano e Reggio Calabria, l&amp;rsquo;arresto di Carlo Chiriaco,  direttore sanitario dell&amp;rsquo;Asl di Pavia ex dc in quota fi, quello  dell&amp;rsquo;avvocato Pino Neri, residente a San Martino Siccomario e ritenuto  il capo della locale lombarda, l&amp;rsquo;avviso di garanzia per frode elettorale  all&amp;rsquo;assessore comunale pavese Piero Trivi. Allora il corteo in piazza  della Vittoria si spacc&amp;ograve; in due, urla e insulti compresi all&amp;rsquo;indirizzo  di sindaco e amministratori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske02&quot;&gt; Cavalli ha proprio puntato l&amp;rsquo;indice sulla questione della  frammentazione che vicende come questa producono nel tessuto di una  comunit&amp;agrave;. E ha invitato a non demonizzare la parte politica che governa e  che si ritrova ad essere da una parte avvicinata, tentata quando non  addomesticata e infiltrata (&amp;rdquo;oggi la &amp;lsquo;ndrangheta in Lombardia elegge  direttamente i suoi membri nelle assemblee rappresentative, si dice  conti per il 3% della base elettorale. Significa che rifare le elezioni  al netto della mafia produrrebbe un consiglio regionale completamente  diverso&amp;rdquo;) e dall&amp;rsquo;altra additata, esecrata, ritenuta portatrice del male  assoluto soprattutto dagli avversari politici. La ricetta di Cavalli &amp;egrave;  quella di una lotta alle infiltrazioni che prescinda dalle convinzioni  politiche e che deve partire dalle persone in quanto individui,  attraverso una costante presa di distanze da ogni tentazione, seduzione e  pretesa/concessione di favori. &amp;ldquo;Se nella vostra attivit&amp;agrave; viene a  trovarvi qualcuno che propone affari che non vi convincono, non  limitatevi a rifiutare l&amp;rsquo;offerta. Andate anche a denunciare il fatto in  procura _  ha aggiunto Cavalli _: non &amp;egrave; vero che certe situazioni non  siano riconoscibili. Quando ad esempio un locale, come un bar o un  ristorante, spesso di nuova inaugurazione, resta chiuso quattro o cinque  giorni la settimana, quella &amp;egrave; la prova evidente che non si sostiene con  l&amp;rsquo;attivit&amp;agrave; rivolta ai clienti&amp;rdquo;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 05 Oct 2010 11:47:49 +0200</pubDate>
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            <title>Interessante articolo da Il Fatto Quotidiano di qualche giorno fa</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/9198114.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Il Fatto Quotidiano, Cronaca&amp;nbsp; | di Michele Sasso&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 21 agosto 2010 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Broni-Mortara, l&amp;rsquo;ultima brillante idea di Formigoni. E in Liguria non si potrebbe fare&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strana vicenda quella dell'autostrada che collegher&amp;agrave; l'A21 con l'A7. Secondo la Consulta questi progetti non pososno essere avviati senza l'ok del governo. Particolare che non vale per Regione Lombardia. L'opera si far&amp;agrave;. Grande sponsor Giancarlo Abelli&lt;br /&gt;L&amp;rsquo;autostrada Broni-Mortara, che collegher&amp;agrave; la A21 (Torino-Piacenza-Brescia) con la A7 (Milano-Genova), &amp;egrave; avversata come opera inutile e dannosa dagli ambientalisti, ma per la Regione Lombardia &amp;egrave; tra le &amp;ldquo;opere prioritarie per lo sviluppo della rete viaria regionale&amp;rdquo;. Ora scopriamo che la si pu&amp;ograve; costruire in Lombardia, mentre in Liguria non sarebbe possibile: due pesi e due misure per le autostrade regionali. Nel 2009, infatti, il governo Berlusconi ha sollevato un conflitto d&amp;rsquo;attribuzione tra Stato e Regione contro la Giunta ligure di Claudio Burlando (centrosinistra), sostenendo che le Regioni non possono autonomamente dare il via libera alla costruzione di autostrade, che devono avere l&amp;rsquo;approvazione anche del governo. E la Corte costituzionale ha sentenziato che il governo ha ragione. Tutta un&amp;rsquo;altra musica in Lombardia: la Regione guidata da Roberto Formigoni (centrodestra) ha deciso di fare la Broni-Mortara e la sta per realizzare, senza che il governo Berlusconi abbia avuto nulla da ridire. Ecco la vicenda, ricostruita da ilfattoquotidiano.it.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 2001, la Regione Lombardia vara una legge che stabilisce che le decisioni sulle autostrade da costruire vengono prese dalla Regione. Nessuno ha niente da ridire, neanche il governo di allora, presieduto da Silvio Berlusconi. Otto anni dopo, invece, il governo ricorre alla Corte costituzionale contro una legge identica varata dalla Regione Liguria. E la Consulta d&amp;agrave; ragione al governo: il 28 maggio 2010 dichiara l&amp;rsquo;illegittimit&amp;agrave; costituzionale dell&amp;rsquo;articolo 7 della legge regionale ligure (la numero 30 del 6 agosto 2009) impugnata dal governo. Le ragioni? Per le autostrade &amp;egrave; necessaria la valutazione d&amp;rsquo;impatto ambientale, una procedura amministrativa che prevede quali saranno i costi e i benefici delle opere pubbliche, affidata al ministero dell&amp;rsquo;Ambiente. Allo Stato, dunque, e non alle Regioni. Cos&amp;igrave; la Liguria di Burlando (Partito democratico) non potr&amp;agrave; decidere autonomamente la realizzazione di nuove tratte, appaltandone la costruzione a privati a cui verranno poi lasciate in concessione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Lombardia, invece, procede con una legge fotocopia di quella ligure e con questa sta realizzando la Broni-Mortara. Qui la Regione &amp;egrave; al tempo stesso promotore dell&amp;rsquo;opera e controllore del suo impatto sull&amp;rsquo;ambiente. Avanti dunque con i 51 chilometri di autostrada tra la Torino-Piacenza e la Milano-Genova. &amp;ldquo;Un progetto non giustificato dalle stime trasportistiche ed economico-finanziarie&amp;rdquo;, dichiara Michele Candotti, segretario di Wwf Italia. &amp;ldquo;Se realizzato, provocher&amp;agrave; danni irreversibili&amp;rdquo;. Candotti ha presentato gi&amp;agrave; nel luglio 2007&amp;nbsp; un ricorso al Tar della Lombardia, sostenendo proprio che il provvedimento regionale &amp;egrave; illegittimo, perch&amp;eacute; non prevede la valutazione d&amp;rsquo;impatto ambientale nazionale, obbligatoria per le autostrade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Impatto rilevante: 4 milioni di metri quadri di pregiato terreno agricolo cancellato (all&amp;rsquo;interno del Parco del Ticino); 11 milioni di metri cubi di sabbia e ghiaia da impiegare per costruire l&amp;rsquo;autostrada; 1 miliardo e 800 milioni di euro il suo costo per flussi di traffico modesti. A questa lingua di asfalto tra la campagna della Lomellina sono nettamente contrari gli ambientalisti. &amp;ldquo;Un&amp;rsquo;opera utile per la nostra terra&amp;rdquo;, ripete invece Giancarlo Abelli, ex assessore lombardo, deputato pavese del Pdl e grande sponsor della Broni-Mortara. Sulla stessa linea Infrastrutture Lombarde spa (holding di Regione Lombardia), societ&amp;agrave; Pirelli per le grandi costruzioni, Sabrom spa (societ&amp;agrave; promotrice dell&amp;rsquo;opera), Provincia di Pavia e Unione Industriali di Pavia, che ha commissionato lo studio di fattibilit&amp;agrave;. E naturalmente Regione Lombardia, che ha fatto partire l&amp;rsquo;iter grazie alla legge regionale del 2001 e alla delibera del 2007 per dare l&amp;rsquo;avvio ai lavori. Cos&amp;igrave; si decide che &amp;egrave; sufficiente la valutazione d&amp;rsquo;impatto ambientale regionale e si inserisce l&amp;rsquo;autostrada tra le opere prioritarie per lo sviluppo della rete viaria regionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo tace e questa volta non ricorre alla Consulta. Intanto l&amp;rsquo;iter marcia spedito, tanto che la Regione Lombardia spera di aprire l&amp;rsquo;autostrada nel 2015. Rimane una domanda. Che cosa far&amp;agrave; il Tar di Milano quando, su sollecitazione del Wwf, dovr&amp;agrave; decidere sulla Broni-Mortara: sollever&amp;agrave; l&amp;rsquo;illegittimit&amp;agrave; costituzionale per gli stessi motivi che hanno portato alla bocciatura della legge ligure?&lt;/p&gt;&lt;p&gt;--------------------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di seguito, per approfondire, il &lt;strong&gt;link della sentenza&lt;/strong&gt; della Corte Costituzionale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sentenza 186/2010&lt;br /&gt;Giudizio &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; GIUDIZIO DI LEGITTIMIT&amp;Agrave; COSTITUZIONALE IN VIA PRINCIPALE&lt;br /&gt;Presidente AMIRANTE - Redattore TESAURO&lt;br /&gt;Udienza Pubblica del 27/04/2010&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Decisione&amp;nbsp; del 26/05/2010&lt;br /&gt;Deposito del 28/05/2010&amp;nbsp;&amp;nbsp; Pubblicazione in G. U. 03/06/2010&lt;br /&gt;Norme impugnate: &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Artt. 5, c. 2&amp;deg; e 3&amp;deg;, 6, 7, 8 e 9, c. 2&amp;deg;, della legge della Regione Liguria 06/08/2009, n. 30.&lt;br /&gt;Massime: &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 34683&amp;nbsp;&amp;nbsp; 34684&amp;nbsp;&amp;nbsp; 34685&amp;nbsp;&amp;nbsp; 34686&amp;nbsp;&amp;nbsp; 34687&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Titoli: &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;Atti decisi: &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; ric. 92/2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.cortecostituzionale.it/giurisprudenza/pronunce/Elenco.asp?oHHidComando=RIC&amp;amp;oHTbxAnno=2010&amp;amp;oHTbxNumero=186&amp;amp;oHSelPresidente=&amp;amp;oHSelRelatore=&amp;amp;oHSelTGiudizio=&amp;amp;oHSelTDecisione=&amp;amp;oHtbxTestoDec=&amp;amp;oHSelNC=0&amp;amp;oHSelRFT=&amp;amp;oHTxbRFD=&amp;amp;oHTxbRFN=&amp;amp;oHTxbRFA=&amp;amp;oHSelPCT=&amp;amp;oHTxbPCD=&amp;amp;oHTxbPCN=&amp;amp;oHTxbPCA=&amp;amp;oHTxbPCC=&amp;amp;x=34&amp;amp;y=19&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Fri, 27 Aug 2010 14:12:07 +0200</pubDate>
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            <title>21 agosto, fine delle risorse</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/9169629.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;21 agosto, fine delle risorse&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Stiamo per andare in rosso. Con oltre quattro mesi di anticipo rispetto alla&lt;br /&gt;fine del 2010, &lt;strong&gt;il 21 agosto l'umanit&amp;agrave; avr&amp;agrave; gi&amp;agrave; consumato tutte le risorse&lt;br /&gt;che la natura pu&amp;ograve; fornire nel corso di un anno&lt;/strong&gt;. Ad annunciare la data del&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&quot;Earth Overshoot Day&quot;&lt;/strong&gt;, il giorno del superamento, in cui la terra inizia a&lt;br /&gt;vivere al di sopra dei propri mezzi ecologici, &amp;egrave; il &lt;a href=&quot;http://www.footprintnetwork.org/it/index.php/GFN/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Global Footprint&lt;br /&gt;Network&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, l'organizzazione internazionale che misura l'impatto dell'esistenza&lt;br /&gt;sulla natura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scadenza corrisponde al giorno in cui esauriamo il nostro budget&lt;br /&gt;ecologico annuale, mettendo la terra in condizioni di produrre risorse oltre&lt;br /&gt;la sua naturale capacit&amp;agrave; di rinnovarle. Un prestito dagli effetti devastanti&lt;br /&gt;per gli equilibri del pianeta, secondo i responsabili del GFN: &quot;dalla&lt;br /&gt;capacit&amp;agrave; di filtraggio dell'anidride carbonica a quella di produrre cibo,&lt;br /&gt;chiederemo alla terra di consumare stock di risorse aggiuntive accumulando&lt;br /&gt;ulteriori gas a effetto serra in atmosfera&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A misurare il numero massimo di giorni che la biosfera pu&amp;ograve; approvvigionare&lt;br /&gt;in un anno &amp;egrave; il rapporto tra l'impronta ecologica globale (indice&lt;br /&gt;statistico di 150 Paesi che mette in relazione il consumo annuo di risorse&lt;br /&gt;ecologiche con la loro disponibilit&amp;agrave;) e la capacit&amp;agrave; della natura di&lt;br /&gt;rigenerarsi nel corso dello stesso arco temporale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un &lt;strong&gt;indicatore di sostenibilit&amp;agrave;&lt;/strong&gt; che precipita di anno in anno, trascinando&lt;br /&gt;con s&amp;eacute; i buoni intenti di uno stile di vita pi&amp;ugrave; eco-compatibile. Dai trend&lt;br /&gt;annuali dell'organizzazione, nel 1987, primo anno in cui fu calcolato l'&lt;br /&gt;&quot;Earth Overshoot Day&quot;, il sorpasso avvenne con soli dieci giorni di anticipo&lt;br /&gt;rispetto alla scadenza del 31 dicembre. Nel 1995 fu il 21 novembre mentre&lt;br /&gt;dieci anni dopo il pianeta and&amp;ograve; in riserva gi&amp;agrave; il 20 ottobre. Negli ultimi&lt;br /&gt;due anni la deadline per l'equilibrio della terra &amp;egrave; stata anticipata di un&lt;br /&gt;mese (da settembre a agosto) e forse ora &amp;egrave; davvero arrivato il momento di&lt;br /&gt;fermarsi. &quot;Quando si esauriscono in nove mesi le risorse di un anno si&lt;br /&gt;dovrebbe essere seriamente preoccupati&quot;, afferma Mathis Wackernagel,&lt;br /&gt;presidente di Global Footprint Network.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&quot;La situazione non &amp;egrave; meno urgente&lt;br /&gt;sul fronte ecologico: cambiamenti climatici, perdita di biodiversit&amp;agrave; e&lt;br /&gt;carenza di cibo e acqua sono tutti chiari segnali di come non potremo pi&amp;ugrave;&lt;br /&gt;continuare a consumare a credito&quot;.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 18 Aug 2010 17:31:27 +0200</pubDate>
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            <title>LE AUTOMOBILI SI NUTRONO DI ESSERI UMANI</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/8947159.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;strong&gt;VANDANA SHIVA: LE AUTOMOBILI SI NUTRONO DI ESSERI UMANI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;[Da Vandana Shiva, Ritorno alla terra, Fazi, Roma 2009, pp. 79-80.]&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Vandana Shiva, scienziata e filosofa indiana, direttrice di importanti istituti di ricerca e docente nelle istituzioni universitarie delle Nazioni Unite, impegnata non solo come studiosa ma anche come militante nella difesa dell'ambiente e delle culture native, e' oggi tra i principali punti di riferimento dei movimenti ecologisti, femministi, di liberazione dei popoli, di opposizione a modelli di sviluppo oppressivi e distruttivi, e di denuncia di operazioni e programmi scientifico-industriali dagli esiti pericolosissimi.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Tra le opere di Vandana Shiva: Sopravvivere allo sviluppo, Isedi, Torino 1990; Monocolture della mente, Bollati Boringhieri, Torino 1995; Biopirateria, Cuen, Napoli 1999, 2001; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi, Roma 2001; Terra madre, Utet, Torino 2002 (edizione riveduta di Sopravvivere allo sviluppo); Il mondo sotto brevetto, Feltrinelli, Milano 2002. Le guerre dell'acqua, Feltrinelli, Milano 2003; Le nuove guerre della globalizzazione, Utet, Torino 2005; Il bene comune della Terra, Feltrinelli, Milano 2006; India spezzata, Il Saggiatore, Milano 2008; Ritorno alla terra, Fazi, Roma 2009]&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In Gran Bretagna, durante la stesura degli enclosure acts, Tommaso Moro scrisse: &quot;Le pecore mangiano gli uomini&quot;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si riferiva al passaggio dalla terra coltivata per le necessita' e il sostentamento degli uomini a quella destinata all'allevamento per produrre la lana e il materiale grezzo finalizzati al profitto dei proprietari terrieri e delle fabbriche. I contadini furono sradicati e nacque una nuova poverta'. La terra, che fino ad allora aveva nutrito le persone, era ora destinata ad alimentare le fabbriche.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Oggi sono le macchine che mangiano gli uomini. La terra e' destinata alla costruzione di parcheggi, di &lt;strong&gt;autostrade&lt;/strong&gt;, di cavalcavia e di fabbriche automobilistiche. L'estrazione del ferro e della bauxite da cui si ricavano l'acciaio e l'alluminio sta distruggendo la terra e l'ecosistema. Le trivellazioni per estrarre il petrolio stanno divorando altra terra.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le macchine mangiano la terra e gli ecosistemi. E le emissioni dei combustibili fossili l'atmosfera.&lt;/p&gt;</description>
        <category>Testi</category>
            <pubDate>Tue, 15 Jun 2010 12:29:23 +0200</pubDate>
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            <title>&amp;quot;Il suolo: una risorsa non rinnovabile&amp;quot;</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/8332258.html</link>
            <description>&lt;p&gt;In occasione del terzo compleanno del nostro comitato riparte anche il blog segnalando un evento:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il Progetto &lt;a href=&quot;http://www.cambiamo.org/&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Cambiamo&lt;/a&gt;, nell'ambito della campagna intitolata&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #99cc00;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: #ffffff;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske04&quot;&gt;&lt;strong&gt;&quot;Il suolo: una risorsa non rinnovabile&quot;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;ha organizzato&amp;nbsp; un Convegno che si terra'&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Martedi 26 Gennaio, alle ore 21:00, in Aula del '400, presso l'Universita' di Pavia&lt;br /&gt;(ingresso da Piazza Leonardo da Vinci).&lt;/p&gt;&lt;table border=&quot;0&quot;&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;ske04&quot; style=&quot; color: #a80000;&quot; width=&quot;580&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;strong&gt;30 ettari, cio&amp;egrave; 44 campi di calcio:&lt;br /&gt; il terreno divorato dal cemento in Italia ogni giorno&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td width=&quot;580&quot; height=&quot;20&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class=&quot;carbonfont-family: Arial; font-size: 14px;&quot; width=&quot;580&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;La gigantesca espansione delle citt&amp;agrave;     avvenuta nell'ultimo mezzo secolo&lt;br /&gt; &amp;egrave; stata guidata pi&amp;ugrave; dalla speculazione     che da una corretta pianificazione urbanistica.&lt;br /&gt; Come risultato, il verde &amp;egrave; stato ormai cancellato&lt;br /&gt; dalle vastissime periferie delle citt&amp;agrave;.&lt;br /&gt; Ora il processo prosegue     estromettendo l'agricoltura e degradando i paesaggi&lt;br /&gt; anche al di l&amp;agrave; dei confini della citt&amp;agrave;, oggi non pi&amp;ugrave; riconoscibili.&lt;br /&gt; Per non parlare dei patrimoni storici, artistici, naturalistici&lt;br /&gt;che hanno contraddistinto     in maniera unica il nostro Paese&lt;br /&gt;ed ora sono minacciati dall'urbanizzazione selvaggia.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: #993300;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Che fare?&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Alcune proposte nella prospettiva di un uso intelligente del territorio&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il convegno sar&amp;agrave; anche l'occasione per celebrare il triennio di attivit&amp;agrave; del&lt;br /&gt;Coordinamento Comitati Contro l'Autostrada BR-MO.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La serata verra' trasmessa in diretta web, il link sul sito di &lt;a href=&quot;http://www.cambiamo.org/html/index.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cambiamo&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;I relatori sono:&lt;br /&gt;Domenico Finiguerra - Sindaco di Cassinetta di Lugagnano&lt;br /&gt;Marco Boschini -Coordinatore dell'Associazione Comuni Virtuosi&lt;br /&gt;Maurizio Pallante - Presidente del Movimento per la Decrescita Felice&lt;br /&gt;Fabrizio Bottini e Maria Cristina Gibelli - Eddyburg&lt;br /&gt;Renato Bertoglio - Legambiente&lt;br /&gt;Paolo Ferloni - Dipartimento di Chimica Fisica dell'Universit&amp;agrave;&amp;nbsp; di Pavia&lt;br /&gt;Ermanno Bonazzi - Sindaco di Travac&amp;ograve; Siccomario&lt;br /&gt;Moderatore: Gabriele Porrati&lt;/p&gt;</description>
        <category>convegno</category>
        <category>risorsa</category>
        <category>suolo</category>
            <pubDate>Tue, 26 Jan 2010 14:10:07 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/territoriocavese/8332258.html</guid>
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            <title>Senza titolo</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/3068179.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoTitle&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 12pt; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 22.0pt&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color=&quot;#000080&quot;&gt;ALTRI RICORSI AL TAR CONTRO L’AUTOSTRADA BRONI-MORTARA&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: navy; mso-bidi-font-size: 10.0pt&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: navy&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Dopo il ricorso al Tar del WWF contro l’autostrada Broni-Mortara, reso noto nei giorni scorsi, altre iniziative legali sono state intraprese da cittadini e Associazioni, presso il Tribunale Amministrativo di Milano, con l’obiettivo dell’annullamento degli atti regionali relativi all’autostrada.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Dopo le migliaia di firme di protesta, consegnate ai Sindaci che hanno votato a favore&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;della costruzione della Broni-Mortara nella Conferenza di Servizi, le decine di manifestazioni pubbliche sul territorio, gli appelli e i comunicati stampa, siamo giunti a questi atti ufficiali per manifestare il dissenso che i cittadini, coinvolti da quest’opera, hanno espresso.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;Il progetto dell’autostrada, che nasce al di fuori di una corretta programmazione, compromette l’equilibrio di un tessuto agricolo, consolidatosi in centinaia d’anni, e di una qualità dell’ambiente con condizioni ancora soddisfacenti di vivibilità&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 10pt; mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-size: 13.5pt&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-size: 13.5pt&quot;&gt;Questa autostrada, proposta dalla Regione Lombardia come nuovo corridoio alternativo alla A4, &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;non risolve il problema della viabilità locale ed&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: bold; mso-bidi-font-size: 13.5pt&quot;&gt; è solo un’arteria di “attraversamento”, che porterà migliaia di veicoli al giorno, provenienti da altre regioni, a passare sul territorio pavese per raggiungere destinazioni fuori provincia, lasciandoci unicamente un pesante inquinamento di aria, acqua e suolo. &lt;/span&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;p /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Sono stati presentati alcuni ricorsi voluti dai Comitati, da singoli cittadini, da imprenditori agricoli e da Associazioni ambientaliste.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Due ricorsi, particolarmente agguerriti, contestano diversi punti della procedura seguita dalla Regione Lombardia e da Infrastrutture Lombarde nella gestione del progetto. &lt;i&gt;&lt;p /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Il primo ricorso, predisposto dagli avvocati Stefano Nespor, Ada Lucia De Cesaris e Andrea Costa, è stato firmato da numerosi cittadini, imprenditori agricoli e dall’associazione Legambiente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Il secondo ricorso, che si è avvalso dell’assistenza legale degli avvocati Carlo Coppini e Giuseppe Lomboni, è stato sottoscritto, oltre che da numerosi cittadini e imprenditori agricoli, anche da rappresentanti di associazioni locali come “La Rondine”.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;I ricorsi denunciano diverse irregolarità che vanno dalla violazione di norme europee, nazionali ed anche regionali, al mancato rispetto di disposizioni ambientali e procedurali, all’eccesso di potere, mancanza di pubblicizzazione e partecipazione. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Dopo questi atti legali, il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni continuerà con la sua azione di informazione sul territorio, impegnandosi per fare emergere un modello di sviluppo sostenibile che tenga conto anche delle peculiarità del territorio e delle aspettative dei cittadini.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Il Coordinamento dei Comitati e delle Associazioni contro l’autostrada Broni-Mortara&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Pavia 27 luglio 2007 &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Aug 2007 09:50:39 +0200</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/territoriocavese/3068179.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Senza titolo</title>
            <link>http://blog.libero.it/territoriocavese/3068161.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 14pt; COLOR: black&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Autostrade lombarde&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 14pt; COLOR: black; mso-bidi-font-size: 10.0pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;RICORSO AL TAR DEL WWF SULLA BRONI – MORTARA&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 14pt; COLOR: black&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;I motivi di illegittimità della procedura regionale su un progetto inutile e dannoso&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;Il WWF Italia ha fatto ricorso al TAR Lombardia contro la delibera della &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;Giunta regionale&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt; di approvazione del&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;progetto preliminare dell’&lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;autostrada regionale &lt;/i&gt;Broni-Mortara. &lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Secondo il ricorso al TAR presentato &lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;ieri&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt; dal WWF Italia il provvedimento regionale è del tutto illegittimo &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;perché: è stata iniziata una procedura, prevista dalla Legge Regionale 9/2001, che elude la VIA statale obbligatoria sulle opere autostradali come segnalato dal Ministero dell’Ambiente, in risposta al WWF, nella sua lettera del dicembre 2006; è stato frammentato arbitrariamente un progetto che in realtà è interregionale; viene imposto ai Comuni un &lt;i style=&quot;mso-bidi-font-style: normal&quot;&gt;vincolo di salvaguardia urbanistica &lt;/i&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt; &lt;/span&gt;su un tracciato,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;prima ancora che esista un progetto definitivo, che può subire variazioni sostanziali se non, addirittura essere bocciato.&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: Times; TEXT-DECORATION: none; mso-bidi-font-family: &quot;Times New Roman&quot;; text-underline: none&quot;&gt;&lt;u&gt; &lt;p /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;Si tratta di un progetto per un collegamento autostradale interregionale tra le autostrade A21 ed A26, che ricade in parte in Lombardia (per 53 Km) ed in parte in Piemonte (per 16 Km), che&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt; interessa il Parco regionale della valle Lombarda del Ticino, patrimonio mondiale dell’UNESCO, tre ZPS, quattro Sic e tre garzaie, in un contesto, quale è quello della provincia pavese, a vocazione fortemente agricola, dove vengono prodotto alimenti biologici di altissima qualità, conosciuti ed esportati in tutto il mondo. &lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt;La realizzazione dell’autostrada, comporterebbe la cancellazione di oltre 4 milioni di metri quadrati di suolo pregiato agricolo, cui sarebbe da aggiungere il suolo destinato a divenire area di cantiere &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;e l’utilizzo di 11 milioni &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt;di metri cubi di materiale inerte per realizzare l’opera. Con un costo complessivo previsto di oltre 800 milioni di euro l’autostrada solleva gravi problemi anche economici. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt;A fronte di questi impatti &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;e di questi costi elevati di realizzazione&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt; i flussi &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;di traffico&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt; dell’&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;autostrada &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt;Broni Mortara risultano decisamente modesti, variando tra i 3.800 ed i 7.300 veicoli/giorno, a seconda della tratta presa in esame (il valore massimo è riscontrato tra Garlasco e l’interconnessione A7). Tali livelli di traffico rappresentano un tasso di utilizzo medio giornaliero della &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;reale &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt;capacità stradale della &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;infrastruttura&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt; inferiore al 10%. La stima dei flussi di traffico è stata effettuata attraverso il modello trasportistico Re.Na.T.A. (Rete Nazionale Trasporti e Ambiente), sviluppato da Polinomia in collaborazione con il WWF Italia.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;FONT-SIZE: 8pt; COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none&quot;&gt;Michele Candotti Segretario Generale del WWF Italia dichiara: “Ancora una volta siamo stati costretti a ricorrere al TAR per tentare di fermare &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; TEXT-DECORATION: none; mso-bidi-font-size: 12.0pt; text-underline: none&quot;&gt;un progetto, non giustificato dalle stime trasportistiche ed economico-finanziarie che, a nostro avviso e a avviso del Ministero dell’Ambiente sta seguendo una procedura illegittima. Inoltre provocherà danni irreversibili al Parco del Ticino&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; FONT-FAMILY: &quot;Times New Roman&quot;; TEXT-DECORATION: none; text-underline: none&quot;&gt;, importante corridoio ecologico tra le Alpi e il Po, intaccando fortemente un’area agricola che ospita&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;garzaie tutelate a livello europeo”.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Milano, 24 luglio 2007&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Scheda tecnica&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;SINTESI DEL RICORSO WWF &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt; TEXT-ALIGN: center&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;&lt;b style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal&quot;&gt;( a cura dell’avv. Valentina Stefutti)&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-size: 12.0pt&quot;&gt;Con il progetto dell’autostrada Borni-Mortara si tende a&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt; realizzare un collegamento&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;tra le autostrade&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;A21 ed A26, per 53 chilometri in Lombardia e 16 in Piemonte. Lo scopo dichiarato dell’infrastruttura è quello di alleggerire il traffico sulla autostrada A4, e di costituire un tracciato alternativo di collegamento tra il centro Italia e il traforo del Monte Bianco.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;LA VIA NAZIONALE E’ OBBLIGATORIA: &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Sin dall’inizio della vicenda, e la delibera impugnata ne è stata l’ultima conferma,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;è emerso come la Regione Lombardia intendesse applicare la normativa regionale (di cui alle LLRR n.20/99 in materia di valutazione di impatto ambientale e n.9/01 in materia di programmazione e sviluppo della rete viaria regionale) nonostante l’intervento sia del WWF sia del Ministero dell’Ambiente, il quale, nel dicembre del 2006, aveva indirizzato una nota alla Regione, all’ANAS; al Ministero delle Infrastrutture e alla Regione Piemonte, in cui contestava l’applicabilità della VIA regionale sotto un duplice profilo.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;In primo luogo, come è stato ampiamente illustrato nel primo motivo del ricorso proposto dal WWF Italia, la Direttiva 85/337/CEE, come modificata dalla Direttiva 97/11/CEE, ha classificato le autostrade tra le opere per le quali la VIA è obbligatoria e il DPCM 10 agosto 1988 n. 377 ha chiarito, nel rispetto delle norme comunitarie che tale tipologia di progetti debba essere sottoposta a VIA statale. Già sotto questo aspetto, pertanto, il provvedimento regionale si presentava del tutto illegittimo, secondo il WWF. E questo senza neppure considerare che ai sensi dell’art .21 comma 2 della legge n. 340/00 le autostrade possono essere realizzate solo nel caso in cui, non verificatosi in questa sede, che l’opera sia stata inserita nel Piano generale dei trasporti.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Inoltre appare a dir poco clamoroso che la Regione Lombardia abbia ritenuto di poter legittimamente attivare autonomamente e senza considerare che la normativa nazionale prevede lo svolgimento per i progetti autostradali di una VIA nazionale, la procedura di VIA regionale nonostante l’opera interessi anche il Piemonte.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;DIVIETO DI FRAZIONAMENTO DEL PROGETTO: &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;La giurisprudenza amministrativa (ma vi sono anche circolari ministeriali che depongono nel medesimo senso) ha più volte riferito, sempre in senso univoco, in ordine al divieto di frazionamento del progetto,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;in sede autorizzativa,&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;di approvazione in conferenza dei servizi, di espletamento della VIA. Tali principi fondanti, sembrano essere stati totalmente disattesi nel caso di specie.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;CORRIDOIO DI SALVAGUARDIA &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black; mso-bidi-font-weight: bold&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Sempre ai sensi della LR n.9/01, con particolare riferimento all’art.19 commi 3, 4 e 5, al punto n.3 della delibera impugnata è stato definito un corridoio di salvaguardia, di tipo urbanistico, pur in presenza di un progetto preliminare dove la localizzazione dell’opera non poteva che essere di massima.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoBodyText3&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 10pt&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot; class=&quot;ske03&quot;&gt;Purtuttavia, ed in presenza di Comuni che in sede di conferenza dei servizi si erano espressi in senso contrario alla realizzazione dell’opera. Il tutto, per all’appunto, in una fase precedente l’espletamento della VIA. Ora, a meno di non voler ritenere che l’Amministrazione sia determinata a realizzare l’opera ad ogni costo, ancorchè non sostenibile dal punto di vista ambientale, davvero non si comprende come si possa imporre un vincolo di salvaguardia così forte, laddove in sede di progettazione definitiva ben potrebbero realizzarsi variazioni sostanziali del tracciato o addirittura potrebbe essere espresso un giudizio di compatibilità ambientale negativo sul progetto in questione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;IMPATTO AMBIENTALE: &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Va ulteriormente considerato come il tracciato autostradale ricada parzialmente all’interno di una serie di aree protette, quali il Parco del Ticino, e diversi Sic e ZPS.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;Ora, da un lato, visti gli impatti sull’ambiente, che per stessa ammissione della Regione paiono essere irreversibili, davvero non si vede come possa&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;sostenere che nonostante la realizzazione dell’opera i siti della Rete Natura 2000 rimarranno in uno stato di conservazione soddisfacente. Dall’altro, ed è questo il punto fondamentale, gli interventi contemplati nel progetto preliminare si pongono in contrasto col disposto di cui all’art.11 comma 3 della legge n.394/91,, con particolare riferimento alle lett. b), c) ed e), che come è noto, vietano la modificazione del regime delle acque, la distruzione dei cicli biogenetici ed il prelievo di materiali.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt;PIEMONTE: Non paiono da ultimo legittime né la pretermissione della Regione Piemonte dalla conferenza dei servizi, che ha visto la convocazione solo degli enti facenti parte del lotto lombardo, in palese violazione del divieto di frazionamento, né la mancata considerazione dell’opzione zero, nonostante gli studi prodotti dal WWF e dallo studio&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes&quot;&gt;  &lt;/span&gt;Polinomia avessero ampiamente illustrato la scarsissima redditività dell’opera in rapporto agli insostenibili costi ambientali.&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify&quot;&gt;&lt;span style=&quot;COLOR: black&quot;&gt;&lt;font class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;font face=&quot;Times&quot;&gt; &lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Aug 2007 09:46:42 +0200</pubDate>
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            <title>Senza titolo</title>
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            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Agli Organi di informazione: COMUNICATO STAMPA&lt;p /&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; align=&quot;center&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt;Oggetto: &lt;i&gt;Consegna delle firme contro i progetti di logistica e interporto di Bressana Bottarone (PV) &lt;p /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;p&gt;&lt;font face=&quot;Times New Roman&quot;&gt; &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoPlainText&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span&gt;Sabato 14 Luglio alle ore 10.30 &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span&gt;il Comitato per uno sviluppo di qualità del territorio consegnerà presso il Municipio di Bressana Bottarone le firme raccolte a corredo della petizione contro i progetti di logistica e interporto. Una delegazione del Comitato promotore sarà ricevuta dal Sindaco Eddy Latella.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoPlainText&quot;&gt;&lt;span&gt;Nelle scorse settimane il Comitato promotore aveva consegnato le sottoscrizioni a Stefano Del Bo, Sindaco di Castelletto di Branduzzo, altro Comune che insieme a Bastida Pancarana è interessato dalla realizzazione dell'opera, prevista su terreni posti in prossimità del punto di incontro del territorio dei tre Comuni. &lt;b&gt;Le adesioni raccolte a Bressana Bottarone hanno superato 1400, un numero ragguardevole, che supera la maggioranza dei votanti che si sono espressi in occasione delle più recenti tornate elettorali.&lt;/b&gt; Il Comitato promotore ringrazia i volontari che si sono impegnati nella raccolta firme e e tutti i cittadini che hanno sottoscritto la petizione. &lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoPlainText&quot;&gt;&lt;span&gt;Vogliamo ribadire che la vicenda dell'interporto di Voghera, poi trasferito a Bressana, testimonia una mancanza di programmazione delle scelte strategiche. In questo vuoto di programmazione si inseriscono soggetti privati che legittimamente promuovo gli interessi aziendali, entrando però in conflitto con gli interssi generali e con la esigenza di uno sviluppo del territorio razionalmente pianificato. Nel caso specifico ricordiamo che la Società promotrice del progetto di logistica possiede, come essa stessa dichiara nel progetto di fattibilità dell'interporto (alias &amp;quot;villaggio delle merci&amp;quot;) 600.000 m2 in regime di uniproprietà, acquistati come terreni agricoli.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoPlainText&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;Tale area è sufficiente per realizzare una struttura intermodale di grandi dimensioni, ragion per cui ci pare strumentale che ancora oggi si voglia negare tale evidenza, sostenendo che la logistica sia un progetto a se' stante. Respingiamo inoltre il tentativo di svuotare di contenuto della iniziativa di raccolta firme negandone la validità sulla base del fatto che il progetto di interporto a Bressana parrebbe ufficialmente accantonato e dunque il no alla logistica perderebbe di significato, in quanto correlato al rifiuto del progetto di interporto. Per quanto ci riguarda, ci impegneremo, anche con il supporto dei Comitati che sono sorti negli ultimi mesi, affinchè la volontà espressa dai cittadini di Bressana e dei Paesi limitrofi venga rispettata.&lt;p /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoPlainText&quot;&gt;&lt;span&gt;Chiediamo che la Provincia, già socia della &amp;quot;Società Interporto SpA&amp;quot;, chiarisca una volta per tutte il destino del progetto di interporto, elabori un progetto credibile e complessivo che riguardi la intermodalità in provincia di Pavia&lt;span&gt;  &lt;/span&gt;e renda pubblicamente conto (unitamente agli Enti pubblici che furono coinvolti) delle risorse finanziarie spese in modo improduttivo dalla suddetta &amp;quot;Società Interporto&amp;quot;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 01 Aug 2007 09:44:13 +0200</pubDate>
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