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Cava Manara

COMITATO A TUTELA DEL TERRITORIO CAVESE

 

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Auguri per una serena e felice Pasqua...Kemper Boyd
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Auguri di un felice, sereno e splendido Natale dal blog...
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Complimenti per il post!! ...Saluti Mary
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CIAO RAGAZZI !!! Un benvenuto al vostro BLOG in rete. Che...
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Pericle secondo Brecht

Post n°53 pubblicato il 11 Aprile 2012 da TerritorioCavese

Dal blog di Giulio Cavalli.       http://www.giuliocavalli.net/2012/04/05/pericle-secondo-brecht/

L’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertoldt Brecht

 
 
 

Le mucche non vanno in tangenziale

Post n°52 pubblicato il 02 Aprile 2012 da TerritorioCavese

Sul sito Radiocane troverete l'intervista completa, per ascoltarla cliccate qui.

"La Broni-Mortara, come la Tem, o la Tav, non guardano in faccia nessuno, se non i loro partners finanziari e  politici, ultimamente impegnati a cascare nelle procure come birilli ad un torneo di bowling.
E così, di mazzetta in mazzeta, di circonvallazione, in circonvallazione, di tangenziale in tangenziale, con il cemento, con il catrame, la metropoli avanza, allargando le frontiere dell'inabitabile, saturando lo spazio di traffico e rifiuti e espellendo definitivamente la produzione agricola."

Sembra impossibile che i politici abbiano un'idea così limitata di sviluppo, la nostra povera regione, già così pesantemente urbanizzata, inquinata oltre i livelli consentiti dall'unione europea, pesantemente sfruttata come discarica, deve sopportare nel breve altri 800Km di autostrade e superstrade.

 
 
 

Pecorella (Pdl): “In Lombardia la ‘ndrangheta ha il monopolio del movimento terra”

Post n°51 pubblicato il 29 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Da il fatto quotidiano, 28/3/2012

Il presidente della commissione parlamentare sui rifiuti, in missione a Milano, ribadisce la denuncia su un'attività che sta alla base di tutti i cantieri. Bratti (Pd) sottolinea il legame con la corruzione in una regione falcidiata dalle inchieste sul malaffare

“La ‘ndrangheta è fortemente presente in Lombardia. Ha il monopolio del movimento terra ed è coinvolta nelle grandi bonifiche e nel trattamento dei rifiuti”. A lanciare l’allarme questa volta è Gaetano Pecorella. Il deputato del Pdl è presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, per due giorni in trasferta alla prefettura di Milano per svolgere audizioni sul tema delle ecomafie. Aggiunge Alessandro Bratti, capogruppo del Pd in commissione, che i reati ambientali “sono spesso legati a reati di corruzione della pubblica amministrazione”. Parole che risuonano in una regione rappresentata da un consiglio e da una giunta con diversi indagati. Tra loro pure due ex assessori all’Ambiente, Massimo Ponzoni e Franco Nicoli Cristiani.

Mafia e corruzione. Due piaghe anche in Lombardia. Dice Pecorella: “Non possiamo più illuderci che questa regione sia immune dalla criminalità organizzata di stampo mafioso”. La ‘ndrangheta c’è, nessuno più lo nega. “E’ fortemente presente – continua il deputato del Pdl – con nuove strutture e con le ‘ndrine, cioè le filiali delle storiche famiglie calabresi. E ha il sostanziale monopolio del movimento terra”, l’attività di base di ogni cantiere, dalla costruzione di una villetta alle grandi infrastrutture. Qui Pecorella cita uno dei casi analizzati in questi giorni: quello di un appalto in cui 17 delle 19 imprese intervenute avevano legami con la ‘ndrangheta.

Le mafie sono assai attive anche nel settore delle grandi bonifiche. Che in Lombardia vogliono dire soprattutto il quartiere milanese di Santa Giulia, l’ex Sisas di Pioltello-Rodano e il polo chimico di Mantova. Aree dove persistono situazioni non ancora risolte e che preoccupano, dice Pecorella.

C’è poi il ciclo dei rifiuti. Infiltrazioni della criminalità organizzata, ma anche attività illecite da parte di aziende non riconducibili alla ‘ndrangheta, .......

Quindi chi ci realizerà la nostra Broni-Cava Manara-Mortara ?

 
 
 

L'autostrada Broni-Mortara sfregio nella terra del riso

Post n°50 pubblicato il 21 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Cresce l’opposizione a un’opera clamorosamente utile solo a chi la fa e ci specula sopra, per uno “sviluppo” fantomatico e comunque insostenibile. Corriere della Sera, 21 marzo 2012 (f.b.)

PAVIA — Non sarà la Tav della Lomellina questa ferita profonda che da Est a Ovest taglia (per ora solo sulla carta) la terra del riso, attraversando l'area protetta del Parco del Ticino. Ma contro i 50 chilometri di autostrada (più 32 di svincoli e varianti della viabilità ordinaria) destinati a sconvolgere equilibri già delicati, è cresciuto in questi mesi il dissenso tra cittadini e istituzioni.Il progetto della Broni-Mortara, più elegantemente battezzato «integrazione del sistema infrastrutturale padano», dopo otto anni di gestazione è arrivato alla svolta finale. Lunedì è scaduto il termine per la presentazione delle «osservazioni», e ora la valutazione di impatto ambientale (Via) è all'esame dei ministeri competenti (Ambiente e Beni culturali). Lì si deciderà il futuro dell'opera, ma il parere contrario della Provincia di Pavia (che con la precedente amministrazione era invece favorevole), ha già posto una pesante ipoteca sulla realizzazione dell'autostrada, il cui progetto definitivo è stato approvato nel dicembre scorso dalla Regione.

Sul fronte del no, oltre a diversi Comuni, sono schierati il Coordinamento dei cinque Comitati e Associazioni, con Italia Nostra, Legambiente, WWF, Lipu, La Rondine, Slow Food, Amici di Beppe Grillo e comitato agricoltori.Eppure, all'inizio, l'idea di quest'opera — che aveva come grande sponsor il «faraone» Giancarlo Abelli, ex assessore regionale e sino a qualche mese fa potente luogotenente del Pdl a Pavia — aveva convinto molti. Alla prima conferenza dei servizi, nel 2007, su trenta enti partecipanti solo sei si erano detti contrari. I favorevoli al progetto sono convinti che la Broni-Mortara contribuisca a creare un corridoio Est-Ovest alternativo alla congestionata A4 Torino-Trieste, «colmando nel frattempo carenze infrastrutturali nella Lomellina e nell'Oltrepò». Si sostiene anche che l'opera rientra a livello europeo nel «corridoio 5», collegamento ideale tra Barcellona e Kiev (che in realtà è un tracciato ferroviario). Si parla poi di generici benefici allo sviluppo dell'economia locale. Intanto l'esecuzione dei lavori in project financing(il costo è di oltre un miliardo di euro, messo dalle banche) è stata affidata alla Sabrom, società appositamente costituita, di cui l'Impregilo ha il 40%. Costruirà l'autostrada e l'avrà in concessione per 42 anni.

Dall'altra parte, il fronte del «no» sostiene che si tratta di un collegamento inutile e dannoso. Inutile perché la zona avrebbe eventualmente bisogno di sviluppare la viabilità Nord-Sud e non Est-Ovest, inoltre si inserisce in una provincia che ha già 3200 km di strade, di cui 2000 provinciali (che spesso versano in situazioni disastrose a causa della mancanza di fondi) e 80 di autostrade. E avrebbe bisogna prima di tutti di altre cose, tipo un nuovo ponte della Becca (quello che c'è sta cadendo a pezzi) e migliori collegamenti tra Pavia e l'Oltrepò. «Manca un'analisi costi-benefici», dice Renato Bertoglio di Legambiente. Ma se su i benefici non ci sono certezze, sui danni sì.

Prima di tutto l'intera autostrada sarà realizzata «in rilevato», cioè con un'altezza di almeno 2,5 metri dal piano di campagna (ma in alcuni punti di svincolo arriva sino a 16 metri, come a San Martino Siccomario). Questo comporta la costruzione di terrapieni con materiale di cava per l'astronomico totale di 13 milioni di metri cubi. «È un dato impressionante — dice Legambiente — in una provincia in cui ci sono già 1200 cave dismesse». Il territorio rischia di diventare un'enorme groviera, anche se 4 milioni di metri cubi verranno dal riutilizzo di materiali di demolizione (e si è già visto con la Brebemi, sottolineano gli ambientalisti, i pericoli ambientali che possono correre).

L'autostrada attraverserà più di cento aziende agricole, devastando l'area in cui si trovano le produzioni di riso che fanno del Pavese il principale produttore europeo. E - dicono sempre i contrari - sarà fonte di inquinamento in una zona che già deve fare i conti con pesanti livelli di polveri sottili. A Parona, che è alle prese pure con una contaminazione di diossina dell'aria e del terreno, quest'anno a febbraio si è registrato il record lombardo di PM10 (225 microgrammi). Per il presidente della provincia Daniele Bosone, l'autostrada accorcerebbe di soli 20 km il collegamento A21-A4 già esistente e danneggerebbe in modo irreparabile il reticolo irriguo e le colture risicole. «Regione e Comuni — dice Bosone — devono capire che quest'autostrada non serve, danneggia l'economia del territorio e soprattutto non è sostenibile sotto il profilo ambientale».

 
 
 

Inquinamento dell’aria: Nord Italia maglia nera d’Europa, Lombardia irrespirabile !!

Post n°49 pubblicato il 20 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Secondo l'European Environment Agency, nella Pianura padana la scorsa estate si sono registrate le percentuali più alte di ozono, causa di patologie respiratorie e altre malattie anche mortali.

McGlade (EEA): "Oltre ai pericoli per la salute, parliamo di miliardi di euro spesi ogni anno in cure mediche"

Ma di fronte al concreto rischio per la salute umana, il fattore economico impallidisce. Secondo un recentissimo studio dell’Ocse di previsione per il 2050 sulle conseguenze dell’inquinamento su cambiamento climatico, biodiversità e qualità di aria e acque, “le emissioni inquinanti urbane sono destinate a diventare la causa ambientale numero uno di mortalità nel mondo entro il 2050″.

....

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/inquinamento-dellaria-nord-italia-maglia-nera-deuropa-lombardia-irrespirabile/198814/

 
 
 

Assemblee Pubbliche

Post n°48 pubblicato il 09 Marzo 2012 da TerritorioCavese

La Broni-Pavia-Mortara, inutile, devastante e cancerogena,
ci rovinerà la vita senza rispondere ai problemi della mobilità in provincia di Pavia.

E' stato presentato il progetto definitivo e il 19/3 scadranno i termini per presentare osservazioni. Noi vogliamo che una scelta di tale importanza sia oggetto di riflessione, discussione, confronto, conoscenza.

VOGLIAMO PARLARNE, per evitare che il futuro del nostro territorio sia il velenoso frutto del silenzio.

Partecipa alle ASSEMBLEE PUBBLICHE che abbiamo indetto in :

 

OLTREPO' PAVESE

Lunedi 12 MARZO 2012 - BRESSANA BOTTARONE

Sala Teatro Comunale – Piazza Marconi

ORE 21.00 - Visione tracciato ed analisi criticità

 

LOMELLINA

Mercoledi 14 MARZO 2012 – GARLASCO

Sala Polivalente del Teatro Martinetti - Via SS. Trinità 6

ORE 21.00 - Visione tracciato ed analisi criticità

 

 

 
 
 

Autostrada Broni-Pavia-Mortara, VIA

Post n°47 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da TerritorioCavese
 

Si è avviata la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA)
ed è stata pubblicata la documentazione relativa al PROGETTO DEFINITIVO,
della quale potete trovare una sintesi non tecnica al seguente indirizzo:

Sintesi non tecnica

http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf;jsessionid=F16839674CF5D3A584D12B5D9C035F6E
.tomcat3?idProcedura=040100000168&titolo=VIA%20Nazionale%20elenco%20studi%20per%20l'anno%20%202012

chiunque può presentare osservazioni entro il 19 Marzo.

Possiamo ancora fermare questa devastazione,
i sindaci possono ancora dire no al mostro, tutto dipende  dal loro voto!

Ed il loro voto dovrebbe dipendere dalla nostra volontà;
non dovrebbero lavorare per noi? Sono nostri dipendenti!

Siamo tutti chiamati a difendere il nostro territorio 
la nostra salute, la salute dei nostri figli.

 
 
 

Una discarica di amianto a Cava Villa

Post n°46 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da TerritorioCavese

Non bastano le rassicurazioni del responsabile dei centri ecodeco a fugare le preoccupazioni, nostre e dei cittadini degli abitanti delle frazioni di Brondelli, Casotti, Spessa e Torre di Torti che, oltre alla discarica, si troveranno tra l'autostrada Broni-Pavia-Mortara, la tangenziale verso il ponte sul Po di Bressana, la statale dei cairoli, il collegamento con la tangenziale di Pavia e il mega svincolo che colleghera' tutto questo.

dalla provincia pavese del 22/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/amianto-giro-d%E2%80%99affari-da-100-milioni/257949)

Amianto, giro d’affari da 100 milioni

Oltre 100 milioni di euro il giro d’affari potenziale della discarica di cemento amianto progettata da Ecodeco alla ex Cava Villa,tra la ferrovia Pavia Alessandria e la statale dei Cairoli. Potrà accogliere circa 900mila tonnellate di amianto, 700mila metri cubi.
«E’ un quinto del totale da smaltire in Lombardia», spiega Sergio Testa, responsabile dei centri Ecodeco e già gestore dell’ultima discarica funzionante in Lombardia, la Soeco di Cavriana, chiusa il 31 marzo scorso per esaurimento della capacità autorizzata. Potrà la discarica cavese limitarsi all’amianto della sola provincia di Pavia? «Le discariche di rifiuti speciali - riprende Testa - sono libere di ritirare rifiuti dal mercato. La discarica mantovana è stata chiusa 500mila metri cubi di cemento amianto in 7 anni». Il progetto di Cava è più grande, 700mila metri cubi di amianto più circa 130mila metri cubi di inerti verso San Martino: facendo le dovute proporzioni la durata della cava-discarica sarà di circa 10 anni. «Dovrebbe avere una capacità di 69milioni di metri quadri di lastre di eternit», illustra Testa. Una quantità impressionante, un giro d’affari sopra i cento milioni di euro solo per l’amianto che nel 2009 veniva ritirato a più di cento euro alla tonnellata. Senza contare il business degli inerti e la cava da scavare. In questo momento non esistono discariche attive e l’amianto lombardo è stimato nel progetto in 2 milioni 700 mila metri cubi. Il terreno appartiene a una società collegata ad Ecodeco in una posizione definita strategica: «Si trova nello spicchio di terra compreso tra ferrovia e autostrada e dunque ben collegato», spiega Testa. Ma anche in una zona ad alta intensità di traffico. Una parte di terreno cade nel Parco del Ticino, dove per legge è impossibile stoccare amianto: «L’amianto in fibra è cancerogeno - tranquillizza Testa -, ma il cemento ha fibre conglobate nel cemento dall’8 al 16 per cento, arrivano sul posto già trattate, vengono imballate nel polietilene e collocate in discarica». I rischi? «Quel terreno non potrà più essere arato -, spiega Testa -, ma l’ubicazione è tale che la discarica di cemento amianto e inerti sarà la barriera di rispetto dell’autostrada». L’a utostrada occupa circa 60mila metri quadri: «Non sarà più sopraelevata ma sotto il tracciato della ferrovia - riprende l’a rchitetto -. Abbiamo consultato Infrastrutture lombarde e Itinera che hanno dettato le regole per la compatibilità tra i progetti».
Secondo Ecodeco la variazione comporterebbe un risparmio di circa 1 milione e mezzo di metri cubi di inerti e parte del materiale escavato per far posto alla discarica “potrà” essere utilizzato come materiale di riempimento, così come parte di inerti e amianto. Un altro affare. Cosa guadagna il territorio? «Siamo disposti a condividere con il territorio i guadagni. E abbiamo chiesto alla Regione di togliere l’ecotassa sullo smaltimento dell’eternit in discarica per la Provincia - conclude Testa -. Sarà applicata solo al materiale proveniente da fuori per incentivare le rimozioni pavesi».
(22 ottobre 2010)

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dalla provincia pavese del 20/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/discariche-d%E2%80%99amianto-tra-affari-e-ambiente/2564708)

Discariche d’amianto tra affari e ambiente

CAVA MANARA. Discariche per l’amianto: un business necessario. E’ quanto sostengono gli amministratori comunali e gli operatori del settore.
I numeri fanno paura, soprattutto se messi in relazione alla minaccia costituita da un materiale che una volta disgregato può provocare, se respirato, il mesotelioma, una malattia ad oggi praticamente incurabile. Una ferita ambientale che ben conoscono in Oltrepo a Broni.
Sono 5mila le tonnellate d’amianto presenti in Provincia (con il picco delle 1.500 ancora «conservate» all’ex Fibronit di Broni, la fabbrica che lo lavorava e che è stata oggetto di un’inchiesta pilota sfociata ora in in procedimento giudiziario). Riesplode, intanto, a Cava Manara il caso legato a dove sistemare l’amianto che, prima, o poi dovrà essere rimosso da tetti di edifici pubblici e privati (come da tempo chiede che venga fatto l’associazione Avani presieduta dal Silvio Mingrino).
L’area scelta a Cava da Risorse Future (gruppo Ecodeco) è quella della ex Cava Villa, tra la statale dei Cairoli e la strada per Zinasco: oltre 140 mila metriquadri tra i campi che confinano sul lato sud con i binari della linea ferroviaria Alessandria-Pavia-Vercelli.
Al centro dell’area, divisa in due dal confine tra Cava e San Martino, c’è l’ex Cava Villa oggi dismessa, una buca di 16 metri. Lì passa il tracciato dell’autostrada Broni Mortara, a poche centinaia di metri da quello che dovrebbe essere lo svincolo di Pavia Sud. A meno di un chilometro ci sono cascina Ferrari, cascina Spessa, Vecchio e Nuovo Paradiso, Casotti, cascina Brondelli e Santa Maria. Le prime case a meno di due chilometri, a circa tre chilometri e mezzo invece San Martino e Villanova. Il progetto è stato presentato anche a Regione, Arpa, Provincia, Parco del Ticino e prevede che l’amianto venga depositato solo dal lato di Cava Manara, un’area di 53.476 metri quadri su 70mila totali, 772mila metri cubi su 900mila (per avere un raffronto può essere considerato l’impianto progettato nel cremonese a Cingia de Botti, dove Vitalba srl realizza un’area da 400mila metri cubi). Sono previsti anche 70mila metri quadri per servizi, strade interne, autostrada e aree verdi.

A settembre a Mortara al Clir è stato presentato il piano che dovrebbe portare a realizzare anche a Ferrera Erbognone un impianto di questo tipo. In quell’occasione l’� assessore Ruggero Invernizzi aveva parlato di due discariche. Una in Lomellina appunto (si è parlato anche di Gambolò) e l’altra in Oltrepo. Spunta ora Cava Manara. Un altro progetto di discarica per rifiuti inerti e non pericolosi è depositato in Regione dal 19 dicembre 2007 ed era stato presentato per Galliavola da Asm Lomellina inerti srl.
Togliere l’amianto e sistemarlo in discarica. Chi se ne occupa deve rispettare norme precise. In pratica l’azienda che provvede allo smaltimento è considerata alla stregua di produttore, con tutte le responsabilità del caso. Gli oneri per le bonifiche sono pesanti. La frontiera è delicata. Più il tempo passa, più i Comuni devono attrezzarsi per ripulire dall’amianto i tetti di municipi, scuole e ambulatori. Le lastre tolte vanno stoccate in discariche controllate. Come quella che dovrebbe sorgere a Cava Manara. Ecodeco nella relazione precisa: «I rifiuti sono inerti e stabili, quindi gli inquinanti non sono dispersi in aria; l’eternit è imballato». Eternit, nel senso d’amianto. Inoltre si spiega nel progetto come il tracciato della futura Broni-Mortara passerà in trincea dentro la cava. Con l’amianto attorno. Imballato. Un incubo che togli dai tetti e da qualche parte devi sistemare.
(20 ottobre 2010)

 
 
 

Mafia, Pavia si rivolge a Saviano

Post n°45 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da TerritorioCavese

E' stato bello ieri sera vedere piazza Leonardo da Vinci piena soprattutto di giovani, tanti semi piantati non possono non dare frutti.

Dal blog di Stefano Pallaroni, La Provincia Pavese.

Pavia non ha ancora elaborato lo choc del 13 luglio 2010, gli arresti ordinati dalla procura di Milano del direttore sanitario dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco e dell’avvocato Pino Neri, residente a San Martino Siccomario e con lo studio in piazza della Vittoria a Pavia. Può aiutarla l’arrivo oggi in città di Roberto Saviano, lo scrittore che vive sotto scorta dal 2006 per l’impegno costruito con le parole e indirizzato contro le mafie.

Rivoluzione culturale. Parole che sono il contrario del silenzio, il brodo di coltura della criminalità organizzata. Parole che Saviano ha pronunciato e scritto, il successo di Gomorra, il suo libro, quello che ha aperto gli occhi, la mafia che da entità prende la forma delle persone. Così che da quel momento ciò che era anonimo diventa in modo definitivo una lista di nomi e cognomi anche per il grande pubblico.

Far finta di niente? Pavia ha dentro tante domande da quel 13 luglio, domande che aleggiano sospese e che riguardano anche la realtà della sua provincia. Proviamo a metterle in fila. La prima: si può davvero ignorare quanto emerge dall’inchiesta della procura di Milano in attesa della verità giudiziaria? Oppure abbiamo già il diritto-dovere di prendere le distanze da chi, indipendentemente da rapporti di affari, conversazioni e particolari circostanze è stato colto sul fatto, mentre parlava con gli arrestati di campagna elettorale, soldi, favori e cantieri?

Campagne elettorali. E alla luce dei fatti emersi un interrogativo si pone anche rispetto alla lettera mandata via mail da Chiriaco ai dipendenti dell’Asl di Pavia in cui si invitava a votare per un esponente storico del centrodestra come Giancarlo Abelli. Può bastare la risposta che si fa così da sempre? Può bastare un laconico “ma tu, dove vivi?” per chinare la testa, abbassare lo sguardo e rinunciare a pretendere spiegazioni?

Giocava a fare il boss. Chiriaco ha detto agli inquirenti che da sempre si finge boss per darsi un tono, millanterie mafiose per farsi bello, quasi un gioco: indipendentemente da quanto emergerà nelle aule di giustizia, lo può accettare una comunità dopo che lo ha votato ed eletto, meccanismo che lo ha poi portato all’importante nomina di direttore Asl? E perché nel 2008 Chiriaco, politico di lungo corso arrivato a Pavia nel 1977 da Reggio Calabria, prima attivo nel Movimento studentesco, poi convertitosi alla Dc e quindi passato in Fi e Pdl, è stato messo a capo di una struttura con migliaia di dipendenti dopo una condanna in secondo grado di giudizio per estorsione? E perché nelle strutture sanitarie pavesi sono stati ricoverati e curati proprio in quel 2008 Giuseppe Setola, spietato killer del clan dei casalesi, e Francesco Pelle, accertato miliziano della ’ndrangheta, ricoverato alla Maugeri come paraplegico in seguito a un incidente stradale nonostante avesse cicatrici evidenti per le fucilate a pallettoni alla spina dorsale?

Politica a disposizione? Chiriaco, nelle intercettazioni dei carabinieri di Monza, parla al telefono con disinvoltura di strategie elettorali, affari e progetti con un consigliere comunale; Chiriaco è in confidenza con un consigliere di un ramo dell’Asm di Pavia; Chiriaco lascia intendere di poter disporre dell’assessore cittadino ai lavori pubblici. Chiriaco parla con l’assessore pavese al commercio Piero Trivi, che è il suo legale e che è al momento indagato per corruzione elettorale. Trivi si è sospeso dall’incarico.

Carroccio arrabbiato. E’ ancora la politica che viene interrogata sulla situazione del consigliere regionale leghista Angelo Ciocca. Al Pirellone è stato eletto con 18mila preferenze. Ci sono foto che lo ritraggono con il presunto boss Pino Neri in una zona centrale di Pavia. E Ciocca, dopo una violenta reazione alla pubblicazione delle immagini, ha comprato una pagina intera di giornale per spiegare che la sua condizione di politico lo espone al rischio delle frequentazioni. Anche per la Lega è un problema la ’ndrangheta. Proprio Saviano lo ha chiesto al Carroccio in un’intervista («Mafia al Nord, la Lega dov’era?») cui sono seguite affilate reazioni dei vertici del partito di Bossi.

Incendi e intimidazioni. Ma come cittadini abbiamo o no il diritto di chiedere cosa sta facendo la politica contro le infiltrazioni mafiose in provincia? Lo ha detto qualche giorno, fa in un convegno al Borromeo, il giudice Salvini che non si può credere che auto, camion e mezzi da cantiere che vanno continuamente a fuoco (tanti i casi in Lomellina) siano casi fortuiti. Perché in realtà si tratta del primo livello delle intimidazioni. Molti vorrebbero da Saviano parole anche su questo.

Ambiente violato. La gente si chiede anche il perché delle trasformazioni spesso distruttive del nostro territorio dove da anni si costruisce troppo e male. Stiamo sporcando la campagna, la nostra terra. E cresce l’insofferenza alla regole. Come per la Zona di protezione speciale che la Provincia, in Lomellina, vuole abolire, ridurre. Ed è la politica che deve toglierci il dubbio che possa essere un modo per togliere vincoli a una zona che dovrà poi essere attraversata, almeno così sembra nei progetti, dall’autostrada Broni-Mortara. Una grande opera controversa, ma che sembra funzionale sia a servire il nuovo scalo ferroviario commerciale di Mortara, sia a diventare una comoda ed efficace direttrice per la spazzatura che dall’Oltrepo va trasportata all’inceneritore di Parona. O addirittura una specie di nastro trasportatore per l’amianto assassino della Fibronit che potrà così venire smaltito in una discarica, quella per la quale di questi tempi sono state prospettate le sedi di Gambolò e Ferrera Erbognone.

Troppe case. E perché in tanti centri della provincia ci sono tutte quelle case vuote di recente costruzione? E perché a Vigevano (ma il fenomeno è diffuso nelle nostre cittadine e soprattutto nei nostri paesi) il consiglio comunale ha appena votato altri 28mila metri quadri di aree edificabili? E cosa succederà a Pavia con le aree dismesse? E cosa accade già oggi con gli insediamenti abitativi di Pavia Ovest verso la Bereguardina, di viale Brambilla o di viale Giulietti che producono intasamenti ulteriori nel traffico urbano, dunque minor qualità della vita per tutti?

Mafia che non spara (per ora). Tante altre le domande che Pavia può rivolgere a Saviano. Riguardano la trasformazione, il salto di qualità delle mafie. Come si fa a spiegare alla gente del Nord che l’espressione militare di un’organizzazione criminale è solo una delle tante sue facce? E che se qui ancora non si spara con la drammatica frequenza del Sud, non significa che la mafia non ci sia? E perché anche qui chi affronta l’argomento mafia rischia di venir additato, emarginato ed escluso più di chi fiancheggia, concorre esternamente o fa parte di un’organizzazione? Come spiegare che anche al Nord la mafia sono comitati di affari che pensano al proprio interesse?

Società spaccata. Vogliamo aspettare che anche qui i tessuti connettivi sociali e culturali della popolazione vengano distrutti, per poi passare alla seconda fase, lo sfruttamento di una massa dolente alimentata dal solo effetto sgocciolamento di ricchezze sempre più concentrate nelle mani di pochi? E come spiegare al Nord che lotta alla mafia è anche prodigarsi perché nelle scuole, forse il primo dei collanti sociali, siano mantenute condizioni accettabili nei servizi e nelle strutture, impiegando lì sì i soldi di tutti, magari facendo attenzione alle credenziali delle imprese incaricate, ma comunque allo scopo di non far cadere tetti e pareti degli edifici che ospitano i nostri figli nei primi passi del loro percorso di formazione?

 

 
 
 

Giulio Cavalli ci racconta chi sta gestendo il nostro territorio

Post n°44 pubblicato il 05 Ottobre 2010 da TerritorioCavese

Ecco uno di quelli che hanno il coraggio di impegnarsi per cercare di cambiare qualcosa, venuto nell'assonnata Pavia per ribadire che non possiamo più far finta di niente.

Da la Provincia Pavese

Cavalli: colpa vostra se sono sotto scorta

“Se sono sotto scorta è colpa dei lombardi, dunque è anche colpa vostra. Colpa della vostra indifferenza. I lombardi hanno permesso a un gruppo di zotici di prendere piede. Oggi facciamo i conti con figli e nipoti di chi a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta ha raccolto denaro con 150 sequestri di persona in Lombardia in soli 9 anni. Il frutto di quei riscatti pagati dai lombardi si è trasformato in investimenti, è servito a sviluppare interessi, oltre che sul mercato internazionale della droga, anche nella ristorazione, nell’edilizia, nel movimento terra. Oggi quei figli e nipoti vivono in mezzo a noi, hanno nomi noti a tutti, sono sempre le stesse famiglie, girano con i Suv e gli abiti firmati, hanno creato società con sedi nel cuore di Milano e di tutte le città lombarde. Sempre grazie all’indifferenza generale. E anche a sindaci che come Pillitteri negli anni Ottanta fino alla Moratti oggi dicono, in buona compagnia di alcuni prefetti, che la mafia a Milano non esiste”. Giulio Cavalli, 33 anni, attore milanese-lodigiano sottoposto a programma di protezione dal 2008 per la sua performance contro le mafie Do ut des, vicenda dove il protagonista si chiama Totò Nessuno, ha parlato a Pavia, all’Aula magna dell’università, davanti a una platea numerosa ma senza rappresentanti del governo cittadino, sindaco e assessori, forse tenuti lontani dalla volontà di evitare contestazioni. Come accadde il 16 luglio scorso a Pavia, tre giorni dopo la maxi operazione anti ‘ndrangheta ordinata congiuntamente dalle procure di Milano e Reggio Calabria, l’arresto di Carlo Chiriaco, direttore sanitario dell’Asl di Pavia ex dc in quota fi, quello dell’avvocato Pino Neri, residente a San Martino Siccomario e ritenuto il capo della locale lombarda, l’avviso di garanzia per frode elettorale all’assessore comunale pavese Piero Trivi. Allora il corteo in piazza della Vittoria si spaccò in due, urla e insulti compresi all’indirizzo di sindaco e amministratori.

Cavalli ha proprio puntato l’indice sulla questione della frammentazione che vicende come questa producono nel tessuto di una comunità. E ha invitato a non demonizzare la parte politica che governa e che si ritrova ad essere da una parte avvicinata, tentata quando non addomesticata e infiltrata (”oggi la ‘ndrangheta in Lombardia elegge direttamente i suoi membri nelle assemblee rappresentative, si dice conti per il 3% della base elettorale. Significa che rifare le elezioni al netto della mafia produrrebbe un consiglio regionale completamente diverso”) e dall’altra additata, esecrata, ritenuta portatrice del male assoluto soprattutto dagli avversari politici. La ricetta di Cavalli è quella di una lotta alle infiltrazioni che prescinda dalle convinzioni politiche e che deve partire dalle persone in quanto individui, attraverso una costante presa di distanze da ogni tentazione, seduzione e pretesa/concessione di favori. “Se nella vostra attività viene a trovarvi qualcuno che propone affari che non vi convincono, non limitatevi a rifiutare l’offerta. Andate anche a denunciare il fatto in procura _ ha aggiunto Cavalli _: non è vero che certe situazioni non siano riconoscibili. Quando ad esempio un locale, come un bar o un ristorante, spesso di nuova inaugurazione, resta chiuso quattro o cinque giorni la settimana, quella è la prova evidente che non si sostiene con l’attività rivolta ai clienti”.

 
 
 
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Un blog di: TerritorioCavese
Data di creazione: 31/03/2007
 

LIBRI: SAPERE PER SAPER ESSERE

- Sprofondo Nord, Giovanni Giovannetti, Ed. Effigie, 2011

- Gotica, Giovanni Tizian, Ed. Round Robin

- 'ndrangheta Padana, Enzo Ciconte, Ed. Rubettino, 2010

- Nomi, cognomi e infami, Giulio Cavalli, Ed. Verdenero

- La parola contro la camorra, Roberto Saviano, Einaudi
- La bellezza e l’inferno, Scritti 2004 — 2009, Roberto Saviano, Mondadori
- Il contrario della morte, Roberto Saviano, Einaudi
- Sei fuori posto, Roberto Saviano, Einaudi
- Gomorra, Roberto Saviano,

- Cecenia. Il disonore russo, Anna Politkovskaja, 2009, Fandango Libri
- Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006, Anna Politkovskaja, 2009, Adelphi
- Un piccolo angolo d'inferno, Anna Politkovskaja, 2008, Rizzoli
- Diario russo 2003-2005, Anna Politkovskaja, 2007, Adelphi
a cura di Zonghetti C.
- Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin, Anna Politkovskaja, 2007, Mondadori
- Russia di Putin, Anna Politkovskaja, 2005, Adelphi

 

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