Cava Manara

COMITATO A TUTELA DEL TERRITORIO CAVESE

 

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Bloccata, per ora, la discarica di amianto di Cava Villa

Post n°55 pubblicato il 04 Dicembre 2013 da TerritorioCavese

No alla discarica di amianto a Cava Manara. Ed è una vittoria per gli agricoltori. Il Consorzio del Cavone non dà l’ok a spostare il fosso che attraversa l’area.

La conferenza dei servizi del 2/12 sulla discarica di amianto a Cava Manara finisce con una sospensione dell’iter.

Tutto fermo e protagonista dello stop è un cavo irriguo usato per i campi: senza il consenso a spostarne il corso non si può realizzare la discarica. Il Consorzio del Cavone ha sollevato motivi ostativi alle realizzazione della discarica di amianto a Cava Manara e così blocca la procedura per autorizzarla.

Si è conclusa la conferenza dei servizi a cui hanno partecipato i Comuni di Cava, Sommo, San Martino, Zinasco e Carbonara. L’iter ora è fermo e la Regione ha recepito il nostro vincolo ostativo – spiega Franchini responsabile del Consorzio del Cavone.

 
 
 

Dalle autostrade alla #mobilitànuova, il 4 maggio l'Italia cambia strada! Stralciamo gli investimenti sbagliati.

Post n°54 pubblicato il 15 Aprile 2013 da TerritorioCavese
Foto di TerritorioCavese

http://www.mobilitanuova.it

Il XIX secolo è stato il secolo degli acquedotti nelle città. Prima di allora, chi voleva l'acqua in casa doveva scavarsi il suo pozzo privato. Grazie agli acquedotti, l'acqua è diventata accessibile in tutte le case. Una grande innovazione, che ha migliorato notevolmente la vita di tutti. A costi sostenibili, perchè gli acquedotti sono stati realizzati con un grande sforzo collettivo.


Il XX secolo è stato il secolo della motorizzazione di massa. Chi voleva muoversi con comodità doveva comprarsi la sua automobile. Una grande innovazione, che ha migliorato notevolmente la vita di molti. Ma a costi elevatissimi, perchè comprare un'auto, e gestirla, è un grande sforzo economico per una famiglia di reddito medio. Senza contare i costi ambientali ed energetici, determinati da centinaia di milioni di automobili circolanti nella parte di mondo che può permetterseli.
Il XXI secolo diventerà il secolo della mobilità open source: così come da tempo non serve scavare un pozzo per avere l'acqua a casa, non servirà più essere proprietari di un'automobile per muoversi. Basterà conservare il buon uso delle gambe e avere accesso alla rete della mobilità: una rete fatta di tradizionali mezzi pubblici gestiti con criteri di efficienza, di più moderni servizi a chiamata o di mezzi in uso condiviso, di soluzioni innovative rese possibili da strumenti di comunicazione e georeferenziazione che rendono la risposta al bisogno di mobilità sempre più accessibile e a portata di mano. A costi sostenibili, perchè la rete della mobilità sarà esito di un grande sforzo collettivo, di lavoro e di ingegno.

Non stiamo parlando del futuro, ma del secolo in cui stiamo vivendo. La #mobilitànuova non è un sogno visionario, ma una possibilità che sta già in campo, che già sta modificando i comportamenti. L'incubo della crescita infinita di traffico e congestione si è interrotto già da tempo, il traffico è in calo, gli acquisti di veicoli pure, e nel paesaggio urbano si è rarefatta la presenza invadente e ossessiva delle pubblicità di automobili. Perfino nell'immaginario delle nuove generazioni lo spazio dell'automobile si è ridimensionato. Tutta colpa della crisi? forse. Di sicuro sono sempre meno le persone disposte ad aprire un mutuo per comprarsi l'auto, e sempre meno le banche disposte a concederlo. O forse, ci piace pensarlo ma pensiamo anche di pensare giusto, la #mobilità nuova è la luce in fondo al tunnel della crisi, è il nuovo stile di vita che prende piede, e che porta con sè una nuova fase di benessere e di progresso, insieme a nuove professioni e opportunità legate all'accesso ai servizi.

Strada spianata dunque?

No.

C'è di mezzo tutta la vecchia economia incrostata sull'automobile privata: c'è l'economia del petrolio e quella delle grandi infrastrutture stradali, c'è la rendita immobiliare delle villette monofamiliari con triplo box e quella dei centri commerciali. Tutta un'economia che mai come oggi è in affanno, che vede la propria fine ma deve continuare a difendere rendite di posizione faticosamente conquistate. Che sono anche le rendite politiche che fanno la fortuna di chi siede nei CdA di aziende di trasporto pubblico sempre meno competitive. La transizione non sarà nè semplice nè indolore, ma se vogliamo vedere la luce in fondo al tunnel, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre.

E' questo il significato della manifestazione del 4 maggio a Milano: non è una manifestazione di protesta contro traffico, smog, autostrade. O meglio, non è SOLO questo. E' una spallata alle vecchie idee, alle consunte politiche nazionali e regionali che espongono la nostra collettività a enormi spese per costruire le infrastrutture del passato, quando invece c'è un gran bisogno di futuro.

http://www.mobilitanuova.it

 
 
 

Pericle secondo Brecht

Post n°53 pubblicato il 11 Aprile 2012 da TerritorioCavese

Dal blog di Giulio Cavalli.       http://www.giuliocavalli.net/2012/04/05/pericle-secondo-brecht/

L’analfabeta politico

Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertoldt Brecht

 
 
 

Le mucche non vanno in tangenziale

Post n°52 pubblicato il 02 Aprile 2012 da TerritorioCavese

Sul sito Radiocane troverete l'intervista completa, per ascoltarla cliccate qui.

"La Broni-Mortara, come la Tem, o la Tav, non guardano in faccia nessuno, se non i loro partners finanziari e  politici, ultimamente impegnati a cascare nelle procure come birilli ad un torneo di bowling.
E così, di mazzetta in mazzeta, di circonvallazione, in circonvallazione, di tangenziale in tangenziale, con il cemento, con il catrame, la metropoli avanza, allargando le frontiere dell'inabitabile, saturando lo spazio di traffico e rifiuti e espellendo definitivamente la produzione agricola."

Sembra impossibile che i politici abbiano un'idea così limitata di sviluppo, la nostra povera regione, già così pesantemente urbanizzata, inquinata oltre i livelli consentiti dall'unione europea, pesantemente sfruttata come discarica, deve sopportare nel breve altri 800Km di autostrade e superstrade.

 
 
 

Pecorella (Pdl): “In Lombardia la ‘ndrangheta ha il monopolio del movimento terra”

Post n°51 pubblicato il 29 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Da il fatto quotidiano, 28/3/2012

Il presidente della commissione parlamentare sui rifiuti, in missione a Milano, ribadisce la denuncia su un'attività che sta alla base di tutti i cantieri. Bratti (Pd) sottolinea il legame con la corruzione in una regione falcidiata dalle inchieste sul malaffare

“La ‘ndrangheta è fortemente presente in Lombardia. Ha il monopolio del movimento terra ed è coinvolta nelle grandi bonifiche e nel trattamento dei rifiuti”. A lanciare l’allarme questa volta è Gaetano Pecorella. Il deputato del Pdl è presidente della commissione bicamerale d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti, per due giorni in trasferta alla prefettura di Milano per svolgere audizioni sul tema delle ecomafie. Aggiunge Alessandro Bratti, capogruppo del Pd in commissione, che i reati ambientali “sono spesso legati a reati di corruzione della pubblica amministrazione”. Parole che risuonano in una regione rappresentata da un consiglio e da una giunta con diversi indagati. Tra loro pure due ex assessori all’Ambiente, Massimo Ponzoni e Franco Nicoli Cristiani.

Mafia e corruzione. Due piaghe anche in Lombardia. Dice Pecorella: “Non possiamo più illuderci che questa regione sia immune dalla criminalità organizzata di stampo mafioso”. La ‘ndrangheta c’è, nessuno più lo nega. “E’ fortemente presente – continua il deputato del Pdl – con nuove strutture e con le ‘ndrine, cioè le filiali delle storiche famiglie calabresi. E ha il sostanziale monopolio del movimento terra”, l’attività di base di ogni cantiere, dalla costruzione di una villetta alle grandi infrastrutture. Qui Pecorella cita uno dei casi analizzati in questi giorni: quello di un appalto in cui 17 delle 19 imprese intervenute avevano legami con la ‘ndrangheta.

Le mafie sono assai attive anche nel settore delle grandi bonifiche. Che in Lombardia vogliono dire soprattutto il quartiere milanese di Santa Giulia, l’ex Sisas di Pioltello-Rodano e il polo chimico di Mantova. Aree dove persistono situazioni non ancora risolte e che preoccupano, dice Pecorella.

C’è poi il ciclo dei rifiuti. Infiltrazioni della criminalità organizzata, ma anche attività illecite da parte di aziende non riconducibili alla ‘ndrangheta, .......

Quindi chi ci realizerà la nostra Broni-Cava Manara-Mortara ?

 
 
 

L'autostrada Broni-Mortara sfregio nella terra del riso

Post n°50 pubblicato il 21 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Cresce l’opposizione a un’opera clamorosamente utile solo a chi la fa e ci specula sopra, per uno “sviluppo” fantomatico e comunque insostenibile. Corriere della Sera, 21 marzo 2012 (f.b.)

PAVIA — Non sarà la Tav della Lomellina questa ferita profonda che da Est a Ovest taglia (per ora solo sulla carta) la terra del riso, attraversando l'area protetta del Parco del Ticino. Ma contro i 50 chilometri di autostrada (più 32 di svincoli e varianti della viabilità ordinaria) destinati a sconvolgere equilibri già delicati, è cresciuto in questi mesi il dissenso tra cittadini e istituzioni.Il progetto della Broni-Mortara, più elegantemente battezzato «integrazione del sistema infrastrutturale padano», dopo otto anni di gestazione è arrivato alla svolta finale. Lunedì è scaduto il termine per la presentazione delle «osservazioni», e ora la valutazione di impatto ambientale (Via) è all'esame dei ministeri competenti (Ambiente e Beni culturali). Lì si deciderà il futuro dell'opera, ma il parere contrario della Provincia di Pavia (che con la precedente amministrazione era invece favorevole), ha già posto una pesante ipoteca sulla realizzazione dell'autostrada, il cui progetto definitivo è stato approvato nel dicembre scorso dalla Regione.

Sul fronte del no, oltre a diversi Comuni, sono schierati il Coordinamento dei cinque Comitati e Associazioni, con Italia Nostra, Legambiente, WWF, Lipu, La Rondine, Slow Food, Amici di Beppe Grillo e comitato agricoltori.Eppure, all'inizio, l'idea di quest'opera — che aveva come grande sponsor il «faraone» Giancarlo Abelli, ex assessore regionale e sino a qualche mese fa potente luogotenente del Pdl a Pavia — aveva convinto molti. Alla prima conferenza dei servizi, nel 2007, su trenta enti partecipanti solo sei si erano detti contrari. I favorevoli al progetto sono convinti che la Broni-Mortara contribuisca a creare un corridoio Est-Ovest alternativo alla congestionata A4 Torino-Trieste, «colmando nel frattempo carenze infrastrutturali nella Lomellina e nell'Oltrepò». Si sostiene anche che l'opera rientra a livello europeo nel «corridoio 5», collegamento ideale tra Barcellona e Kiev (che in realtà è un tracciato ferroviario). Si parla poi di generici benefici allo sviluppo dell'economia locale. Intanto l'esecuzione dei lavori in project financing(il costo è di oltre un miliardo di euro, messo dalle banche) è stata affidata alla Sabrom, società appositamente costituita, di cui l'Impregilo ha il 40%. Costruirà l'autostrada e l'avrà in concessione per 42 anni.

Dall'altra parte, il fronte del «no» sostiene che si tratta di un collegamento inutile e dannoso. Inutile perché la zona avrebbe eventualmente bisogno di sviluppare la viabilità Nord-Sud e non Est-Ovest, inoltre si inserisce in una provincia che ha già 3200 km di strade, di cui 2000 provinciali (che spesso versano in situazioni disastrose a causa della mancanza di fondi) e 80 di autostrade. E avrebbe bisogna prima di tutti di altre cose, tipo un nuovo ponte della Becca (quello che c'è sta cadendo a pezzi) e migliori collegamenti tra Pavia e l'Oltrepò. «Manca un'analisi costi-benefici», dice Renato Bertoglio di Legambiente. Ma se su i benefici non ci sono certezze, sui danni sì.

Prima di tutto l'intera autostrada sarà realizzata «in rilevato», cioè con un'altezza di almeno 2,5 metri dal piano di campagna (ma in alcuni punti di svincolo arriva sino a 16 metri, come a San Martino Siccomario). Questo comporta la costruzione di terrapieni con materiale di cava per l'astronomico totale di 13 milioni di metri cubi. «È un dato impressionante — dice Legambiente — in una provincia in cui ci sono già 1200 cave dismesse». Il territorio rischia di diventare un'enorme groviera, anche se 4 milioni di metri cubi verranno dal riutilizzo di materiali di demolizione (e si è già visto con la Brebemi, sottolineano gli ambientalisti, i pericoli ambientali che possono correre).

L'autostrada attraverserà più di cento aziende agricole, devastando l'area in cui si trovano le produzioni di riso che fanno del Pavese il principale produttore europeo. E - dicono sempre i contrari - sarà fonte di inquinamento in una zona che già deve fare i conti con pesanti livelli di polveri sottili. A Parona, che è alle prese pure con una contaminazione di diossina dell'aria e del terreno, quest'anno a febbraio si è registrato il record lombardo di PM10 (225 microgrammi). Per il presidente della provincia Daniele Bosone, l'autostrada accorcerebbe di soli 20 km il collegamento A21-A4 già esistente e danneggerebbe in modo irreparabile il reticolo irriguo e le colture risicole. «Regione e Comuni — dice Bosone — devono capire che quest'autostrada non serve, danneggia l'economia del territorio e soprattutto non è sostenibile sotto il profilo ambientale».

 
 
 

Inquinamento dell’aria: Nord Italia maglia nera d’Europa, Lombardia irrespirabile !!

Post n°49 pubblicato il 20 Marzo 2012 da TerritorioCavese

Secondo l'European Environment Agency, nella Pianura padana la scorsa estate si sono registrate le percentuali più alte di ozono, causa di patologie respiratorie e altre malattie anche mortali.

McGlade (EEA): "Oltre ai pericoli per la salute, parliamo di miliardi di euro spesi ogni anno in cure mediche"

Ma di fronte al concreto rischio per la salute umana, il fattore economico impallidisce. Secondo un recentissimo studio dell’Ocse di previsione per il 2050 sulle conseguenze dell’inquinamento su cambiamento climatico, biodiversità e qualità di aria e acque, “le emissioni inquinanti urbane sono destinate a diventare la causa ambientale numero uno di mortalità nel mondo entro il 2050″.

....

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/20/inquinamento-dellaria-nord-italia-maglia-nera-deuropa-lombardia-irrespirabile/198814/

 
 
 

Assemblee Pubbliche

Post n°48 pubblicato il 09 Marzo 2012 da TerritorioCavese

La Broni-Pavia-Mortara, inutile, devastante e cancerogena,
ci rovinerà la vita senza rispondere ai problemi della mobilità in provincia di Pavia.

E' stato presentato il progetto definitivo e il 19/3 scadranno i termini per presentare osservazioni. Noi vogliamo che una scelta di tale importanza sia oggetto di riflessione, discussione, confronto, conoscenza.

VOGLIAMO PARLARNE, per evitare che il futuro del nostro territorio sia il velenoso frutto del silenzio.

Partecipa alle ASSEMBLEE PUBBLICHE che abbiamo indetto in :

 

OLTREPO' PAVESE

Lunedi 12 MARZO 2012 - BRESSANA BOTTARONE

Sala Teatro Comunale – Piazza Marconi

ORE 21.00 - Visione tracciato ed analisi criticità

 

LOMELLINA

Mercoledi 14 MARZO 2012 – GARLASCO

Sala Polivalente del Teatro Martinetti - Via SS. Trinità 6

ORE 21.00 - Visione tracciato ed analisi criticità

 

 

 
 
 

Autostrada Broni-Pavia-Mortara, VIA

Post n°47 pubblicato il 25 Febbraio 2012 da TerritorioCavese
 

Si è avviata la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA)
ed è stata pubblicata la documentazione relativa al PROGETTO DEFINITIVO,
della quale potete trovare una sintesi non tecnica al seguente indirizzo:

Sintesi non tecnica

http://www.cartografia.regione.lombardia.it/silvia/jsp/schede/schedaSintesi.jsf;jsessionid=F16839674CF5D3A584D12B5D9C035F6E
.tomcat3?idProcedura=040100000168&titolo=VIA%20Nazionale%20elenco%20studi%20per%20l'anno%20%202012

chiunque può presentare osservazioni entro il 19 Marzo.

Possiamo ancora fermare questa devastazione,
i sindaci possono ancora dire no al mostro, tutto dipende  dal loro voto!

Ed il loro voto dovrebbe dipendere dalla nostra volontà;
non dovrebbero lavorare per noi? Sono nostri dipendenti!

Siamo tutti chiamati a difendere il nostro territorio 
la nostra salute, la salute dei nostri figli.

 
 
 

Una discarica di amianto a Cava Villa

Post n°46 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da TerritorioCavese

Non bastano le rassicurazioni del responsabile dei centri ecodeco a fugare le preoccupazioni, nostre e dei cittadini degli abitanti delle frazioni di Brondelli, Casotti, Spessa e Torre di Torti che, oltre alla discarica, si troveranno tra l'autostrada Broni-Pavia-Mortara, la tangenziale verso il ponte sul Po di Bressana, la statale dei cairoli, il collegamento con la tangenziale di Pavia e il mega svincolo che colleghera' tutto questo.

dalla provincia pavese del 22/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/amianto-giro-d%E2%80%99affari-da-100-milioni/257949)

Amianto, giro d’affari da 100 milioni

Oltre 100 milioni di euro il giro d’affari potenziale della discarica di cemento amianto progettata da Ecodeco alla ex Cava Villa,tra la ferrovia Pavia Alessandria e la statale dei Cairoli. Potrà accogliere circa 900mila tonnellate di amianto, 700mila metri cubi.
«E’ un quinto del totale da smaltire in Lombardia», spiega Sergio Testa, responsabile dei centri Ecodeco e già gestore dell’ultima discarica funzionante in Lombardia, la Soeco di Cavriana, chiusa il 31 marzo scorso per esaurimento della capacità autorizzata. Potrà la discarica cavese limitarsi all’amianto della sola provincia di Pavia? «Le discariche di rifiuti speciali - riprende Testa - sono libere di ritirare rifiuti dal mercato. La discarica mantovana è stata chiusa 500mila metri cubi di cemento amianto in 7 anni». Il progetto di Cava è più grande, 700mila metri cubi di amianto più circa 130mila metri cubi di inerti verso San Martino: facendo le dovute proporzioni la durata della cava-discarica sarà di circa 10 anni. «Dovrebbe avere una capacità di 69milioni di metri quadri di lastre di eternit», illustra Testa. Una quantità impressionante, un giro d’affari sopra i cento milioni di euro solo per l’amianto che nel 2009 veniva ritirato a più di cento euro alla tonnellata. Senza contare il business degli inerti e la cava da scavare. In questo momento non esistono discariche attive e l’amianto lombardo è stimato nel progetto in 2 milioni 700 mila metri cubi. Il terreno appartiene a una società collegata ad Ecodeco in una posizione definita strategica: «Si trova nello spicchio di terra compreso tra ferrovia e autostrada e dunque ben collegato», spiega Testa. Ma anche in una zona ad alta intensità di traffico. Una parte di terreno cade nel Parco del Ticino, dove per legge è impossibile stoccare amianto: «L’amianto in fibra è cancerogeno - tranquillizza Testa -, ma il cemento ha fibre conglobate nel cemento dall’8 al 16 per cento, arrivano sul posto già trattate, vengono imballate nel polietilene e collocate in discarica». I rischi? «Quel terreno non potrà più essere arato -, spiega Testa -, ma l’ubicazione è tale che la discarica di cemento amianto e inerti sarà la barriera di rispetto dell’autostrada». L’a utostrada occupa circa 60mila metri quadri: «Non sarà più sopraelevata ma sotto il tracciato della ferrovia - riprende l’a rchitetto -. Abbiamo consultato Infrastrutture lombarde e Itinera che hanno dettato le regole per la compatibilità tra i progetti».
Secondo Ecodeco la variazione comporterebbe un risparmio di circa 1 milione e mezzo di metri cubi di inerti e parte del materiale escavato per far posto alla discarica “potrà” essere utilizzato come materiale di riempimento, così come parte di inerti e amianto. Un altro affare. Cosa guadagna il territorio? «Siamo disposti a condividere con il territorio i guadagni. E abbiamo chiesto alla Regione di togliere l’ecotassa sullo smaltimento dell’eternit in discarica per la Provincia - conclude Testa -. Sarà applicata solo al materiale proveniente da fuori per incentivare le rimozioni pavesi».
(22 ottobre 2010)

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dalla provincia pavese del 20/10/2010 (http://laprovinciapavese.gelocal.it/dettaglio/discariche-d%E2%80%99amianto-tra-affari-e-ambiente/2564708)

Discariche d’amianto tra affari e ambiente

CAVA MANARA. Discariche per l’amianto: un business necessario. E’ quanto sostengono gli amministratori comunali e gli operatori del settore.
I numeri fanno paura, soprattutto se messi in relazione alla minaccia costituita da un materiale che una volta disgregato può provocare, se respirato, il mesotelioma, una malattia ad oggi praticamente incurabile. Una ferita ambientale che ben conoscono in Oltrepo a Broni.
Sono 5mila le tonnellate d’amianto presenti in Provincia (con il picco delle 1.500 ancora «conservate» all’ex Fibronit di Broni, la fabbrica che lo lavorava e che è stata oggetto di un’inchiesta pilota sfociata ora in in procedimento giudiziario). Riesplode, intanto, a Cava Manara il caso legato a dove sistemare l’amianto che, prima, o poi dovrà essere rimosso da tetti di edifici pubblici e privati (come da tempo chiede che venga fatto l’associazione Avani presieduta dal Silvio Mingrino).
L’area scelta a Cava da Risorse Future (gruppo Ecodeco) è quella della ex Cava Villa, tra la statale dei Cairoli e la strada per Zinasco: oltre 140 mila metriquadri tra i campi che confinano sul lato sud con i binari della linea ferroviaria Alessandria-Pavia-Vercelli.
Al centro dell’area, divisa in due dal confine tra Cava e San Martino, c’è l’ex Cava Villa oggi dismessa, una buca di 16 metri. Lì passa il tracciato dell’autostrada Broni Mortara, a poche centinaia di metri da quello che dovrebbe essere lo svincolo di Pavia Sud. A meno di un chilometro ci sono cascina Ferrari, cascina Spessa, Vecchio e Nuovo Paradiso, Casotti, cascina Brondelli e Santa Maria. Le prime case a meno di due chilometri, a circa tre chilometri e mezzo invece San Martino e Villanova. Il progetto è stato presentato anche a Regione, Arpa, Provincia, Parco del Ticino e prevede che l’amianto venga depositato solo dal lato di Cava Manara, un’area di 53.476 metri quadri su 70mila totali, 772mila metri cubi su 900mila (per avere un raffronto può essere considerato l’impianto progettato nel cremonese a Cingia de Botti, dove Vitalba srl realizza un’area da 400mila metri cubi). Sono previsti anche 70mila metri quadri per servizi, strade interne, autostrada e aree verdi.

A settembre a Mortara al Clir è stato presentato il piano che dovrebbe portare a realizzare anche a Ferrera Erbognone un impianto di questo tipo. In quell’occasione l’� assessore Ruggero Invernizzi aveva parlato di due discariche. Una in Lomellina appunto (si è parlato anche di Gambolò) e l’altra in Oltrepo. Spunta ora Cava Manara. Un altro progetto di discarica per rifiuti inerti e non pericolosi è depositato in Regione dal 19 dicembre 2007 ed era stato presentato per Galliavola da Asm Lomellina inerti srl.
Togliere l’amianto e sistemarlo in discarica. Chi se ne occupa deve rispettare norme precise. In pratica l’azienda che provvede allo smaltimento è considerata alla stregua di produttore, con tutte le responsabilità del caso. Gli oneri per le bonifiche sono pesanti. La frontiera è delicata. Più il tempo passa, più i Comuni devono attrezzarsi per ripulire dall’amianto i tetti di municipi, scuole e ambulatori. Le lastre tolte vanno stoccate in discariche controllate. Come quella che dovrebbe sorgere a Cava Manara. Ecodeco nella relazione precisa: «I rifiuti sono inerti e stabili, quindi gli inquinanti non sono dispersi in aria; l’eternit è imballato». Eternit, nel senso d’amianto. Inoltre si spiega nel progetto come il tracciato della futura Broni-Mortara passerà in trincea dentro la cava. Con l’amianto attorno. Imballato. Un incubo che togli dai tetti e da qualche parte devi sistemare.
(20 ottobre 2010)

 
 
 
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- Gotica, Giovanni Tizian, Ed. Round Robin

- 'ndrangheta Padana, Enzo Ciconte, Ed. Rubettino, 2010

- Nomi, cognomi e infami, Giulio Cavalli, Ed. Verdenero

- La parola contro la camorra, Roberto Saviano, Einaudi
- La bellezza e l’inferno, Scritti 2004 — 2009, Roberto Saviano, Mondadori
- Il contrario della morte, Roberto Saviano, Einaudi
- Sei fuori posto, Roberto Saviano, Einaudi
- Gomorra, Roberto Saviano,

- Cecenia. Il disonore russo, Anna Politkovskaja, 2009, Fandango Libri
- Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006, Anna Politkovskaja, 2009, Adelphi
- Un piccolo angolo d'inferno, Anna Politkovskaja, 2008, Rizzoli
- Diario russo 2003-2005, Anna Politkovskaja, 2007, Adelphi
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- Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin, Anna Politkovskaja, 2007, Mondadori
- Russia di Putin, Anna Politkovskaja, 2005, Adelphi

 

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