Nessuno puo' insegnarti a vedere. Se impari a vedere ragioni. Se ragioni comprendi. Se comprendi connetti. Se connetti illumini. Se illumini chi ha imparato a vedere ti vedrà.
Il sentimento sta nell'osare, la devianza nello sparlare.
Christian Cecchin (Terzarepubblica)
Io...mi chiamo C
La mia generazione pranza e cena da McDonald’s. Metà. L’altra metà la boicotta. La mia generazione combatte i fascisti con ilcomunismo. Metà. L’altra metà combatte il comunismo con i fascisti. La mia generazione non sa chi erano Falcone e Borsellino. Tre quarti. Un quarto perchè non ha mai comprato il libro di storia. L’altro quarto perchè lo ha comprato ma non lo ha aperto.L’altro quarto perchè lo ha aperto ma terminava alla guerra fredda. L’ultimo quarto lo sa, perchè è di una razza in estinzione. La mia generazione non sente. Metà. L’altra metà non parla. Però tutti vedono. La mia generazione pensa che Gigi D’Alessio sia un camorrista. Metà. L’altra metà pensa che sia un cantante. La mia generazione vota destra perchè assuefatta dal grande fratello ed è cresciuta allattata dalle televisioni commerciali. Metà. L’altra metà vota sinistra perchè assuefatta dalle canne. La mia generazione è così sottomessa al precariato che lo trova una cosa normale. Così anzichè dar fuoco agli interinali entra ad iscriversi. Metà. L’altra metà si è già iscritta. La mia generazione odia i figli di, i nipoti di, i cugini di… metà. L’altra metà soni i figli di, i nipoti di, i cugini di… La mia generazione ha così bisogno d’affetto che necessita di loggarsi, taggarsi, lincarsi. Metà. L’altra metà non sa dare affetto. Un’altra minoranza è così affettuosa che per dimostrare affetto da fuoco ai barboni,picchia i down, stupra le compagne di classe. La mia generazione se non si va in discoteca si annoia. Però si annoia anche in disco. La mia generazione pensa a scopare perchè fare l’amore è una cosa troppo impegnativa. Metà. L’altra metà anche. La mia generazione pensa che ‘Yes, we can!’. Ma più importante è che ‘Yes, week end’. La mia generazione è intelligente ma nessuno investe sulla sua intelligenza. E così rimane prigioniera di chi vuole, che della mia generazione, emerga l’ignoranza. Perchè l’ignoranza non crea grattacapi.
Terzarepubblica (o signor C)
...non temo la competizione, in quanto la competizione è il segreto delle mie faticose e pulite vittorie, ma resti chiara una cosa: dover competere in questo tempo e in questa civiltà mi fa schifo
appartenenza o ragione
C'è qui in Italia quando si parla di attualità o di politica una grave tendenza: il voler identificare nelle idee di una persona per forza l'appartenenza. Per un semplice motivo. La massa è priva di idee personali. Cammina e usa quelle di chi politicamente li manipola. Che sia la destra o la sinistra. Perciò se parli male della sinistra sei un fascista di merda. Se parli male della destra sei un comunista di merda. Io appartengo a me stesso, ed è la più grande libertà che ne detemina sincerità di pensiero incondizionato. Ho votato Berlusconi nel 2001 per un senso di opportunità verso colui di cui ancora ignoravo i retroscena. Ho votato Prodi nel 2006 e non ho votato alle ultime elezioni perchè ho capito che non esiste cambiamento nel conservare il vecchio pattume. Non occorre neanche, qui in Italia funziona così, l'analisi dei fatti e la discussione di ciò. Ciò che importa è classificare l'appartenenza per poter sfogare la propria frustrazione e godere della propria ignoranza. E' così palese, l'ignoranza, che in un mio famoso blog di splinder fui invitato da un anonimo ignorante a pulirmi la bocca. Non per aver dato, in risposta alle sue provocazioni, della puttana a sua madre. Per avere rivolto all'attuale presidente del consiglio la seguente domanda: "nel rispetto di un ignorante come me, ignorante perchè dieci anni fa ebbe il mio voto, non dovrebbe giustificare ciò che il magistrato Paolo Borsellino rilasciò ad un emittente francese qualche giorno prima di saltare in aria?". E' così invadente l'ignoranza, che come accade con chi tenta di diffondere la cultura dei fatti meriterebbe censura. Oppure con un equilibrio barcollante raccontarla assumendo la sdrammatizzazione come farmaco. Si barcolla, a volte, perchè in contrasto con la propria coerenza ed il proprio buon senso, si rimane vittima dello stato di ebrezza altrui. L'ebrezza per le droghe, la pornografia, la pay per wiev, la monotonia con cui ognuno continua a bere dal proprio bicchiere ciò che i manipolatori versano. Sempre la stessa bevanda, per non restare senza quell'apparente vivere che condiziona e rende distratti.
questo blog non è aggiornato con periodicità ne rappresenta una testata editoriale...per dipendenza o sonnolenza consultare un medico. Tenere alla larga dalla portata dei bambini... sei i sintomi persistono potrebbe essere depressione bipolare.
questo blog, un tempo "vulcani", ringrazia 66000 volte per ciò che è stato e ciò che sarà. SEMPRE NOMADI.
TERZAREPUBBLICA
se in seguito alle stragi del 1992, dove vi è palese coivolgimento di forze politiche, mafiose ed economiche confluenti AVESSIMO preteso l'accertamento totale delle verità, AVREMMO avuto il fallimento di una seconda repubblica, ridicola quanto la prima?
TEORIA DELLA RELATIVITA'
LUI: QUEI DUE SCOPANO INSIEME
LEI: SECONDO ME SI AMANO
uomini & caporali
Ci sarebbe da scrivere un libro sulla pateticità la disperazione, la frustrazione ricoperta dall'esibizione del super io. Un giorno per esempio il mio ex coordinatore mi chiese se in una foto, per nulla attinente alla domanda ma al solo fine di fare una grezza battuta, si vedesse che ha un grande cazzo. Strano sua moglie non gliel'abbia fatto notare, visto che ha avuto modo di farci tre figli. Forse dormiva.
UH?...L'AVRANNO COLPITO CON IL PREMIO NOBEL
...Veronica ha un altro e la relazione dura da anni. Lo grida al vento Daniela Santanchè. E dire che ho sempre soddisfatto entrambe non capisco questa reazione di gelosia...proprio non la capisco.
Post n°31 pubblicato il 19 Settembre 2010 da terzarepubblica
Gennaro mi scrive quanto segue. "La mia azienda sosteneva che noi magazzinieri del prodotto finito eravamo molto bravi e capaci nel nostro lavoro, addirittura delle 'colonne portanti', ma con la scusa dei costi elevati, dare la gestione del suddetto magazzino ad una società specializzata nel settore della logistica era un bene perché il lavoro sarebbe stato svolto al meglio.
Le mie mani hanno imparato a caricare e scaricare camion. Hanno imparato a preparare e gestire le consegne. Hanno imparato ad agganciare e sganciare semirimorchi e a manovrare 14 metri in spazi ridotti sotto al sole come al buio, con il caldo che con la neve. Hanno imparato a restare basse nei momenti di tensione. Hanno imparato a lavorare di notte per prendere appunti di giorno.
In seguito alla terziarizzazione le mie mani sono state ricollocate ma... Non è stata una promozione. La mia professionalità è stata riazzerata al pari di un altra dozzina di colleghi. Ho dovuto e devo ancora reimparare nonchè dover somatizzare il nuovo ambiente fatto di occhiate occhiatine e occhiatacce, selezionare i buoni dalle merde e i giusti dagli stronzi. Mi sono posto la questione se le mie mani valessero meno dell'immagine che grazie AD ESSE e non a due pseudocomici televisivi, lustrini e calendari, l'azienda potesse dare di sè. La mia risposta, dopo che per una questione di palle avevo dato disponibilità per ruoli impiegatizi, e rispostomi che la mia disponibilità sarebbe stata valutata alla pari degli altri è stata che purtroppo:
1. le mie mani non sono quelle di quel grandissimo esaltato ottavo re di roma che approdato grazie alle conoscenze su pandora dopo mesi e mesi di mutua, cicche di sigarette spente sotto il divieto di fumo, entrate e uscite alla famo che cazzo ci pare, giornate su facebook, i trailer di grillo e i migliori gol di Falcao oggi si firma nelle circolari quale nuovo responsabile del centro distributivo.
2. le mie mani non sono quelle del nipote acquisito dell'ex direttore della logistica.
3. le mie mani non sono quelle del fratello di colui che fornisce le automobili aziendali ne quelle della cognata dell'ex segretaria dell'ex direttore e quanto meno quelle di colui il cui padre, avendo un deposito accanto a quello di un nostro vettore francese, è riuscito a fingere per mesi e mesi, per altro con scarsi risultati, di non aver avuto alcun calcio in culo (o almeno quanti avrei piacere, grazie alla sua snervante teatralità, di darglieli io).
4. le mie mani non sono quelle di chi per mesi mi ha sdoganato e spubblicizzato dandomi del paraculato al suo posto per distrarre le pecore dalla mia intelligente visione delle cose al fine di raggiungere l'obiettivo finale.
5. le mie mani non sono quelle di colui che inviando gli auguri di felice anno nuovo alla proprietà smarriva le doppie per strada e non sapeva distinguere il verbo avere da una preposizione di tempo. Cioè di un capo.
6. le mie mani non sono quelle di colui che svuotando da ubriaco gli estintori anzichè rischiare 4 anni di galera l'unica cosa che rischia oggi è di non svegliarsi in tempo per non andare a fare un cazzo al lavoro.
Nel frattempo, dopo che la mia ricollocazione professionale mi ha creato per un certo periodo problemi di orari e l'interruzione degli studi mi sono reiscritto a giurisprudenza. Sono curioso di scoprire se con una laurea in tasca avrò anche io uno spicchio di meritocrazia.
".
...Caro Gennaro cosa dirti... anche io mi sono trovato nella tua stessa identica situazione. Nell'attesa di tempi piu' meritocratici mi accontento di piegare la testa e consolarmi del fatto che il problema non sono io. Come non sei tu. è che tutto il mondo è paese Gennaro, e questo è un paese di MERDE.
Nell'avvisare oggi il lettore che Gennaro è il sottoscritto detentore del blog, alias Terzarepubblica, l'unica cosa che non farò sarà violare il codice di condotta aziendale interno provocando un danno d'immagine. Visto l'amaro destino che si propone attraverso il nuovo contratto integrativo, nel quale si dimostra la continua cattiveria dirgenziale nell'adottare modelli atti solo a creare un disagio operaio laddove-costituendo solo un due per cento dei costi su un utile del prodotto finito corrispondente al 50 per cento del mercato in Italia- non vi sarebbe alcuna esigenza, e vista la dovuta cura con cui puntualmente persone come me vengono prese per il culo da certi segretari e rsu sindacali nonchè da 'intermediari' delle relazioni aziendali, se me lo chiedete in privato, cari 8000 lettori, sarò felice di rivelarvi il nome di questo paradiso massonico.
...Moriva un uomo di destra. Un uomo dalla VERA ideologia di destra, cioè di quella che pensava al sociale, non a favoritismi e a far ricchi gli imbroglioni come fa' la pseudo "destra" di oggi. Di quella destra che per definizione Montanelliana doveva essere l'impeccabilità del servizio pubblico. Lo uccise la pseudo destra. Quella che si servì della mafia per sbarazzare la vecchia destra fatta di impeccabili uomini del servizio pubblico: Dalla Chiesa. Falcone. Borsellino. Lo uccise la mafia si pensa. Ma la mafia fu solo il braccio dei mandatari che oggi, nonostante i loro fatti siano alla portata lettura di tutti, hanno conseguito il piano di rinascita occupando le posizioni di governo. Se i fatti sono alla portata lettura di tutti allora di Giovanni Falcone noi italiani in questi anni ne abbiamo costantemente ucciso la memoria consentendo ai mandatari di governarci. Addirittura qualcuno ha fatto di peggio: li ha votati. E questo è concorso esterno alla mafia.
Una vera e propria manna piove dal cielo per il mondo operaio e del lavoro in generale, anche se il condizionamento al terrore e alla rassegnazione la rende impercettibile. Si chiama ddl 81 ed è il decreto legislativo del 9 aprile 2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Oltre 300 pagine di articoli, allegati, dettagli per ogni mansione (dai cantieri temporanei e mobili all'esposizione agli agenti biologici passando per i rischi dovuti all'esposizione alle vibrazioni) e specifiche degli obblighi da parte dei datori di lavoro con annesse le sanzioni civili e penali in caso di mancata attuazione alla prevenzione dei rischi. Un carrellista incazzato per il manto stradale per esempio, secondo il decreto ha diritto ad una pavimentazione che non presenti buche o sporgenze pericolose ed in condizioni tali da rendere sicuro il movimento ed il transito delle persone. Non esistono per il datore di lavoro giustificazioni di impossibilità a soddisfare tale diritto. Non è più accettabile insomma, che egli a precise richieste volti le spalle. Il coltello ritorna dalla parte del manico degli operai o almeno di coloro che si informano, aprendo uno scenario di compromessi e contrattazioni mai viste fin d'oggi che portano gli individui ad uno scenario di potere ben superiore di quello dei sindacalisti (superiore in quanto tutti venduti al padrone). Immaginate, tornando all'esempio, che il carrellista per mancato adeguamento del manto stradale subisca un infortunio sul lavoro. Secondo voi il datore di lavoro preferirà un sopraluogo di Guariniello che, appurata l'inosservanza del decreto aprirà una procedura penale per la quale si rischia fino a tre anni di carcere o preferirà estinguere il mutuo allo sfortunato operaio? Non pensate per altro che l'adeguamento al ddl 81 sia materia solo per le piccole o medie imprese. E' spesso nei grandi contesti che si verificano situazioni inadeguate in quanto più un area di lavoro è grande e popolata più questa è un serbatoio di apparenti piccole imprecisioni che se scoperchiate diventano grandi intemperie. La mia azienda per esempio è leader del settore con il 50 per cento del mercato in italia e 4 stabilimenti produttivi. Nel mio, dopo che la prova di evacuazione antincendio è obbligatoria una volta all'anno dal 1998, non si è ancora riusciti ad organizzarla se non in minima parte per pochi eletti. Oltre la manna, il vino. Dal dicembre 2010 è fatto d'obbligo che il datore di lavoro valuti il rischio di tutte le cause che possono produrre stress correlato al lavoro al fine di limitarle o dove possibile eliminarle. Scusate se ricito l'esempio, evidentemente è un fatto personale cui i miei colleghi continuano ad esternare la rassegnazione che tanto nulla e niente si possa fare. Secondo voi un carrellista che prende buche sotto il culo per otto ore al giorno, oltrechè esposto al rischio dell'incolumità fisica non risulta un pò.....stressato????!
un picciotto all'operaio si espresse: da un punto di vista legale lei, signor operaio, ha ragione, ma tutto sta a come lei vuol vivere qua dentro. l'operaio con un compassionevole silenzio, culminato con un grazie per l' illuminato pensiero, ordinò il tritolo. i picciotti vanno e vengono. l'operaio è un franchising di metastasi.
Una delle cose brutte è che non ho più voglia di leggere. Provate a leggere l'ultimo di Travaglio dopo aver letto quelli prima. O la deriva di stella-rizzo dopo la casta. Oramai nulla più mi stupisce. Sono apatico cronico. Non ho neanche più ispirazione per scrivere. L' italia è divisa in due. Metà approfitta. L'altra metà si indigna. E basta. Non si ribella. In realtà il paese è un gregge unitario abilmente manipolato. Si lamenta che non arriva a fine mese ma trova il modo di griffarsi. Si lamenta che la tv fa schifo ma paga il canone e i canali criptati. Inneggia ai milionari in calzoncini e contraddice l' apparente moralità tramite i canali porno online gratuitamente distribuiti. E curioso no? La tv di stato la paghi, il sesso è gratuito. Vietato ai minori ma alla loro portata con un semplice click. Si indignano per cinque anni gli italiani e poi come pecore si recano alle urne. Quasi la responsabilità sociale fosse in quel quarto d'ora di coda davanti all'aula. Non hanno compreso che la vera rivoluzione è il non voto. Che se nessuno si abbonasse allo stadio (me compreso) non ci sarebbero soldi da buttare in ingaggi stratosferici. Che se non si accendessero televisori e non si comprassero quotidiani nessuno potrebbe più comandare per soddisfare i propri interessi. Crollerebbero tutti i sistemi economici che dominano la politica, considerando che i politici sono i padroni dell'economia. Non basta scrivere. Scriviamo sui blog, su reset, e allora? Esterniamo semplicemente la nostra indignazione ma non ci stiamo ribellando. Cosa aspettiamo? Perchè uomini come Luther King sono stati uccisi e uomini come i nostri politici non prendono neanche un calcio nel culo? Aspettiamo degli eroi magistrati? Salterebbero in aria. Attendiamo un politico che si ribelli al sistema politico? L'ultimo si chiamava Giaccomo Matteotti. Fu ucciso da quattro teppisti pagati da Mussolini prima di un importante discorso di opposizione alla camera. Attendiamo che siano i vari Travaglio, Veltri, Ricca, Grillo a caricarsi della nostra responsabilità sociale?Giammai. In un paese normale starebbero solo facendo il loro lavoro. E' il popolo che manca. E questo consueto distrarsi e lasciarsi deviare dall'indignazione (come se nessuno si drogasse, non andasse a puttane o dove potesse non evadesse le tasse) non è altro che una dispersione di tempo che limita la nostra partecipazione a ciò che dovrebbe essere la vera appartenenza, il vero modo di pretendere la politica. Perciò non è vero che questo premier non ci rappresenta: è la massima espressione del nostro quotidiano vivere.
Se tutti hanno chiaro, come del resto divulgano le cialtronerie televisive, che determinate stragi portano la firma dei poteri politici ed economici spesso confluenti e complementari, con quale coscienza ci si può recare alle urne senza sapere se i politici candidati sono colpevoli o innocenti? E se i cittadini italiani, dal 19 luglio 1992 avessero preteso l’accertamento totale delle verità , avremmo avuto il fallimento di una seconda repubblicagovernata da quelli stessi poteri politici ed economici?
Un’articolo su La Stampa sosteneva che gli Italiani sono coscienti della casta, e che sono disposti ad accettarla purchè si risolvano i problemi. Un pò come dire mi sta bene che mio marito mi cornifichi, mi picchi, mi umigli, verbalmente mi stupri. L’importante è che mi ami.
L'anno scorso intento a resettare il blog scrissi quanto segue:
...che cos'è un blog se non un perfetto analista? Prima lo riempi. Poi lo scorri e scopri come si evolve la tua personalità. Se questa non ti piace allora è meglio tornare all'origine, riscoprire quale doveva essere la linea editoriale e capire quali condizionamenti l'hanno stravolta. Comprendi il tuo blog e comprendi te stesso. Questo non è un muro del pianto. Era un blog di battaglia e tale tornerà...
Parto sempre con buoni propositi per un blog costruttivo e battagliero e mi ritrovo sempre a condizionarlo dei miei problemi, rendendolo un muro del pianto. E' stato un anno carico di risultati positivi, quelli che si ottengono dal basso della propria intelligenza e grazie alle proprie mani. E' stato un anno pieno di eventi inquietanti, quelli che dall'alto dell'ignoranzza e dell'invidia altrui riducono la propria serenità ad un equilibrio instabile. L'anno dei contrasti. Per chi sei un coglione e per chi sei il migliore. Per chi riconosce il merito e ti assume a tempo indeterminato dopo 5 anni di precariato, di battaglie, di no grazie e arrivederci e nello stesso tempo terziarizza la tua mansione inducendoti a reinventare la professionalità. Non è una promozione-ho scritto sul blog- perciò mi chiedo se le mie mani valgono meno dell'immagine che grazie AD ESSE e non a due pseudocomici televisivi, lustrini e calendari, l'azienda può dare di sè. Se posso estorcere una soddisfazione il consuntivo attuale della terziarizzazione è di cazzate a go go in ordinaria amministrazione. Una motrice dritta contro il muro. 4000 euro di danni. Un infortunio sul lavoro. Un licenziato per imperizia e negligenza. E dire, visto che è l'anno dei contrasti, che in qualità di 'colonna portante' sono stato sostituito da leader specializzati nel settore. E' stato l'anno dove ho spiegato al senato che farsi paraculare oggi è una legge richiesta dal mercato per potersela giocare ad armi pari con chi paraculato lo è già. Non credo che abbiano recepito il messaggio visto che la mia posizione in un contesto totalmente paraculato non è ancora migliorata. E' stato l'anno in cui ho sparato merda contro le massonerie, dalla p2 all'elite globale, per poi ritrovarmi tesserato e affiliato ad una massoneria sindacale perchè se qualcuno non ti copre le spalle non puoi sbandierare i tuoi diritti. E' stato l'anno in cui il mutuo no ma la chiavetta a sei cifre sì. Con cui puoi farci di tutto. Tranne che accedere al mutuo. Come ha scritto una mia amica su facebook avrei tante cose da dire a Dio, e non proprio edificanti. E' stato l'anno in cui ho capito che è facile rubare l'amore, quando la massa è assuefatta, egoista e dormiente. Mi chiedo se sarò all'altezza di amare e vale la pena scoprirlo, per non relegare la propria serenità ad un precario equilibrio. Ho realizzato ciò che il popolo non realizza: che la Bresso o Cota non fanno alcuna differenza. Non sono che borlotti inaciditi di un minestrone scaduto. Che la vera politica, quella del fare, riguarda il fare individuale di ognuno di noi in condivisione con tutti gli altri. Ho infine capito che uomini che portano la croce e vi muoiono su di essa sono un'infinità. Quindi non capisco perchè ci si ricordi di uno soltanto, la cui esistenza è subordinata alla fede personale. Nel mio voltarmi indietro quest'anno non cancello nulla. Non riparto da zero. Soltanto dal solito proposito di non rendere il blog un muro del pianto.
Andarsene secondo coerenza. Nel mentre cioè la massa è occupata a consumare e smaltire il giorno più importante della propria aggregazione. Questo devi aver pensato: "me ne vado oggi- con il tuo solito ghigno ironico- così sono tutti distratti e non mi onorano di pateticità e qualunquismo. perchè io se fossi Dio deciderei io e siccome non vedo chi sia Dio potrei anche esserlo." Terzarepubblica.
Disponibile in tutte le librerie a partire da giovedì 2 dicembre, il nuovo libro di Guido Harari s’intitola Gaber. L’illogica utopia (edizione Chiarelettere) e racconta, attraverso più di 400 illustrazioni tra fotografie, manoscritti, testi e documenti in gran parte inediti, la biografia di Giorgio Gaber. L’occasione propizia per un progetto editoriale così ambizioso è data dallo scoccare dei quarant’anni dalla prima replica de “Il Signor G” di Gaber-Luporini, nell’ottobre 1970, sulla scena del Piccolo Teatro di Milano, dove prese vita una nuova forma di spettacolo: il Teatro Canzone. Dopo aver curato volumi prestigiosi su Fabrizio De André, Fernanda Pivano e Mia Martini, Guido Harari torna “fotografo senza macchina fotografica” per costruire il ritratto definitivo e ufficiale di uno straordinario amico. Lo fa attraverso lo sterminato archivio della Fondazione Giorgio Gaber, dei cui tesori viene qui presentata per la prima volta una corposa sintesi, con trascrizioni di materiali audio e video, interviste, manoscritti e testi spesso inediti, memorabilia, rare copertine di dischi e lacche e fotografie tratte dagli archivi dei fotografi che più da vicino hanno seguito l’artista lungo mezzo secolo. Impreziosiscono il già ricchissimo apparato del volume (oltre 400 illustrazioni), una dettagliata cronologia e una discografia completa di rarità italiane e internazionali a cura di Claudio Sassi. “La viva voce di Gaber prende il largo in un caleidoscopio molto intimo di pensieri e parole, ricavato accostando testi di provenienza e di epoche diverse. Parole su cui soffiano il vento di una morale di lotta, l’ansia di un’etica nuova. Perché Gaber è un bisturi che incide senza pietà sulla realtà. Immagina, auspica, anzi esige un nuovo umanesimo e, con esso, un individuo fatto di privato e di politico, ancora tutto da inventare. È questa “l’illogica utopia” del qui e ora, da cui prende il titolo il libro, condita di un “appassionato pessimismo” che l’artista vorrebbe detonatore di uno slancio vitale e gioioso verso il futuro. Perché “la realtà è un uccello che non ha memoria. Devi immaginare da che parte va”. Guido Harari
“Come si fa oggi a credere, a pretendere che un giovane voglia approfondire la coscienza della sua visione del mondo se quello che ha davanti è la mediocrità? E pensare che è proprio la cultura a determinare la ricchezza o la povertà di un paese, la sua dinamica oppure la sua inerzia. Se manca il pensiero, tutto si degrada inesorabilmente, addirittura in modo irreversibile.”
Caro Augusto, in questi giorni la tua band compie 47 anni. 47 anni fatti di amore, di lotta e di passione, sosterrebbe Beppe, che dopo la tua scomparsa continua a farti rivivere. Non è vero che morto il poeta muore la poesia. La poesia continua a vivere grazie a chi la ribadisce ogni sera da un palco, rendendoti immortale. Da quando 18 anni fa te ne volasti in cielo sono cambiate poche cose nel mondo, per non dire peggiorate. L'unica nota positiva è forse che la comunicazione grazie al web è ora in mano al popolo. Per il resto continuano ad esistere le ipocrisie, la fame, le guerre, le ingiustizie, le differenze tra mercanti e servi, come titola una tua canzone. Proprio mentre ti scrivo sto ascoltando ma noi no: soldati imparare a sparare, bambini imparare a tacere, studenti imparare a studiare, ragazzi e ragazze sognare ma da grandi imparare a subire...ma noi no!, bocca chiusa mai... Già nel 1966 tu cantavi contro il nucleare una canzone firmata Guccini, 'noi non ci saremo'. E’ stupefacente vedere come questa canzone mantenga ancora oggi un valido significato. Un po’ come Auswitz, la canzone del bambino nel vento a fronte di tutte le guerre sorte in successione dopo il secondo conflitto mondiale. Vent'anni dopo 'noi non ci saremo' il disastro nucleare di Chernobyl scuote il mondo.Secondo le autorità locali i morti sono stati 15.000, gli invalidi 50.000 e i contaminati oltre tre milioni e mezzo; secondo l'Onu dopo dieci anni dal disastro oltre sette milioni di persone soffrono ancora per le radiazioni assorbite. Nel 1999 l'Istituto superiore di Sanità ha stimato che in Italia sono morti o moriranno per cause legate all'incidente circa tremila persone. Oggi si discute in Italia se il problema energetico è risolvibile con l'insatallazione di centrali nucleari. La gente continua ad essere 'contro ifucili, i carri armati e le bombe' e la manifestazione anti Bush di sabato 10 giugno lo ha dimostrato. 100000 persone in piazza a Roma. Nonostante ciò, Augusto, i potenti sono sempre più prepotenti. C'è chi continua a sostenere, nonostante le infinite documentazioni, i testimoni e le condanne del Processo di Norimberga, che gli eccidi nei campi di sterminio sono un’autentica menzogna. Ancora oggi, esistono congregazioni giovanili naziste. In Italia ancora gruppi fascisti, cioè coloro che hanno appoggiato il nazismo di Hitler e che sotto la guida del duce hanno ucciso la democrazia e dittatoriato l’Italia per vent’anni. La guerra negli anni 60/70 in Vietnam è stata un fallimento politico e bellico per gli americani. Il costo di questa ‘sporca guerra’ è stato altissimo. Caduti: un milione e centomila di cui novecentomila Nordvietnamiti e Vietcong. Perdite civili: più di quattro milioni. Bombe sganciate nella guerra aerea: sei milioni e mezzo di tonnellate in sei anni, quattro volte tanto di quelle sganciate nella Seconda guerra mondiale su tutti i fronti. Distruzione ecologica: resi sterili mezzo milione di ettari coltivabili. Costo economico per gli Usa: 135,5 miliardi di dollari. Costo in vite umane per gli Usa: cinquantasettemila morti, duemila dispersi, trecentomila feriti e mutilati. Dei morti, circa due terzi compresi tra i diciotto e i ventuno anni. Dopo aver bruciato vietnamiti vivi con il napalm, ancora oggi gli americani promuovono il loro intelletto con le bombe al fosforo. Ad inizio anni ‘80 l’Iran è sconvolto da un’ondata di nazionalismo che sfocia in incidenti e scontri violenti. Approfittando di questa rivoluzione islamica, il presidente Iracheno Saddam Hussein tenta di rivendicare i territori petroliferi invadendo l’Iran e dando inizio alla Guerra del Golfo. Ispirati ai principi del corano, gli Iraniani dimostreranno una resistenza lunga otto anni. Nel 1988 il conflitto sfocerà in una tregua tra i due paesi mediata dall’Onu. La guerra riprenderà ad inizio anni ’90 con l’intervento degli Stati Uniti. Se gravi sono state le conseguenze economiche e sociali, altrettanto gravi sono stati i conflitti d’interesse delle potenze mondiali, che hanno appoggiato Saddam Hussein di armi potenti e moderne affinché potesse arrivare a dominare la regione più ricca di petrolio. Oggi è stato giustiziato Saddam Hussein per tutti i crimini da lui commessi, ma nessuno ha processato Stati uniti, Russia, Germania, Francia, Italia, per aver collaborato sottobanco ad un conflitto con altissime perdite di vite umane. Nel 1982 nei campi palestinesi di Sabra e Chatila, in Libano, i falangisti cristiani compiono stragi di civili. Ed ancora Uganda, Libano, tutte le nazioni dell’est europa che nei primi anni ’90 hanno conquistato la loro indipendenza dissolvendosi dall’Urss , i conflitti Bosniaci e Jugoslavi. Ed ancora bombardamenti recenti di Bush che pensa di giocare alla playstation. Negli ultimi dieci anni sono rimasti uccisi in guerra due milioni di bambini,sei milioni i feriti e invalidi, un milione quelli rimasti orfani, 10 milioni coloro con disturbi psichici 300000 impiegati come soldato. La storia non insegna. Neanche la scuola insegna. E così la cultura si è costretti a ricercarla sotto altre forma d'arte. Grazie ai Nomadi ho imparato cosa accadde a Praga, in Piazza Tien an Men, chi erano Chico Mendez e Che Guevara, cosa sono stati i massacri di Sabra e Chatila, cosa accadde in Chile e come fu ucciso Victor Jara per aver espresso la libertà .La lista di ciò che mi avete insegnato Augusto, sarebbe interminabile, cose che la scuola non mi ha mai fatto vedere. Ho imparato anche ad amare. Scriveva un tuo fun nell'album 'Ma che film la vita' :"Grazie Augusto, perché con le tue canzoni mi hai fatto capire quanto è bello vivere e amare le piccole cose della vita, stringere la mano ad un amico o più semplicemente odorare il profumo di un fiore." Eppure capita imbattendomi in qualche mio coetaneo di sentirmi dire "I Nomadi…bah, canzoni di merda!" Non me la prendo più di tanto. In fondo so che è un giudizio basato sulla mancanza di conoscenza, di cultura. Come in tutte le cose, dalla religione al sesso, non c’è differenza tra chi vi ascolta e chi no, la differenza sta tra chi riflette e chi non riflette. Sarai d’accordo con me, Augusto, che chi non riflette non ascolta, chi non ascolta non ricerca…si accontenta di ciò che diventa tendenza in quanto passata dal convento mediatico. I Nomadi sono un’identità, un popolo. Sono l’amore per l’uomo espresso attraverso la musica, e non solo. Sono l’amore per l’uomo espresso attraverso la raccolta di materiale didattico pro Cuba, la promozione di associazioni quali rock no war e l’Ecpat, per l’aiuto alle bambine sfruttate sessualmente in Vietnam. Nomadi è aver costruito in Cambogia una casa che ospita i bambini resi handicappati dalle mine. Nomadi è aver costruito una scuola musica in Nicaragua. E' aver viaggiato nelle parti più disagiate e sfortunate del Mondo, dal Chapas all' Albania passando per Cuba dimostrandosi i migliori ambasciatori italiani che qualsiasi ministro degli esteri il nostro paese abbia avuto. E' salvaguardare la cultura del Tibet, grazie soprattutto all'impegno di Danilo Sacco. Nonostante la Cina abbia ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo e la Convenzione sull’eliminazione di ogni discriminazione contro le donne si stima che il 33% dei bambini e delle bambine non ricevono istruzione perché le tasse scolastiche sono al di fuori delle possibilità economiche delle famiglie tibetane. La situazione delle donne è anche peggiore. Gli abusi contro le donne in Tibet sono innumerevoli, Nonostante il Tibet sia una regione scarsamente abitata le donne sono costrette con severe misure coercitive di pianificazione familiare e controllo delle nascite ad abortire, a posticipare i matrimoni, a rispettare obbligatoriamente un periodo di intervallo tra una gravidanza e l’altra, a richiedere l’autorizzazione per avere un figlio. Se non rispettano queste politiche coercitive di controllo, sono oggetto di sterilizzazione forzata (si stima che la percentuale di donne sterilizzate si aggira tra il 4% e il 20%) vengono multate, viene loro negata l’assistenza sanitaria, l’istruzione per i figli, perdono il posto di lavoro o viene loro ridotto il salario, p perdono l’alloggio.“Nelle prigioni cinesi le donne tibetane - detenute per aver pacificamente espresso la propria opinione - sono soggette a severe violenze, che includono la tortura ripetuta e lo stupro. Le monache buddiste tibetane, che rappresentano oltre l’80% delle prigioniere politiche, sono sistematicamente oggetto di violenza. Botte, fame, stupro, assalto da parte di cani feroci, obbligo di rimanere in piedi sotto il sole per molte ore, e violenze di ogni genere sono comuni forme di tortura. Le violenze sessuali comprendono la lacerazione dei capezzoli, l’introduzione nella vagina di apparecchi elettrici per marchiare il bestiame, l’avvolgimento dei capezzoli con fili elettrici. (...) sono stati anche stilati rapporti che riferiscono di donne tibetane incinte, picchiate fino a farle abortire. Ecco questo accade in Tibet, Augusto, ma ti faccio presente che questa è l'era della globalizzazione è che tutto il mondo è paese. Ci sarebbero altre cose da informarti sui fatti. Diciamo in generale che tutto subisce un processo di politicizzazione, anche la musica. Ci sono coriste come Paola Folli e Antonella Bucci e talenti come Marzia Vattai (www.marziavattai.it) e Patrizia Laquidara (www.patrizialaquidara.it) che faticano a veder riconosciuto il loro talento perchè le suonerie delle scosciate hanno il sopravvento sulla loro estensione vocale. Due anni fa Danilo Sacco e la sua band di amici operai, la comitiva Brambilla, hanno tentato un disco. Come disse un critico quando li osservò quindici anni fa mi riesce difficile da pensare che ottengano il successo che meritano: fanno musica troppo intelligente! Mentre ti racconto questo mi torna in mente un'immagine tratta dal dvd 'Gente come noi', quando dal palco leggesti un messaggio scritto da un bambino. "Ho dieci anni e ti penso sempre"....mi pensa sempre, ribattesti con aria commossa, con la tua consueta sensibilità che ti ha reso poeta, pittore, cantastorie. Mentre riedito queste mie righe vecchie di tre anni Augusto, mi rendo conto come in tre anni mi è passata davanti una vita: la lotta al precariato, la vittoria a tempo indeterminato, amori che vanno e vengono, la convivenza con il dover accettare spesso la mancanza di etica altrui, le teste di cazzo al lavoro che si lamentano che non sorridi quasi volessero scansare le amare realtà con l'esigenza di una maschera di ipocrisia, gli eventi storici come quelli citati che si ripetono. Per fortuna un punto fermo, quasi un rifugio. Un ritrovare se stessi nello scrivere ad un uomo. Da uomo a uomo.
state ascoltando 'quando è moda è moda', Giorgio Gaber
Leggi un libro di Travaglio, ti appassiona e ne leggi un secondo. Quindi attendi con trepidazione il terzo per arrivare a concludere che letto uno gli hai letti tutti. Non perchè Marco racconta fandonie anzi, ne esistessero giornalisti come lui. Ma perchè compreso un sistema questo diventa così palese e risaputo che leggere e rileggere della stessa minestra diventa noioso. Non dico deprimente direi anzi un vaccino alla deprimenza che ti rende immune agli argomenti. Un pò come scriveva Montanelli Berlusconi è il vaccino di se stesso. Solo dopo averlo iniettato gli italiani guariscono. Gomorra un altro esempio. Saviano non è un eroe per quanto ha scritto. Infatti essendo bombardati dalla cronaca ne eravamo a conoscenza o circondati dai fatti in questione. E' un eroe perchè essendo letto da milioni di persone e tradotto in più lingue a differenza dei suoi colleghi ha suscitato fastidio. Insomma non comprendo questo schiavismo della cronaca cui la massa è stata relegata. ipnotizzata. Distratta della propria libertà. Omologata. Fotocopiata. Ripetitiva. Assuefatta e drogata, quindi non in grado di staccare la spina una volta acquisita l'informazione. Per l'appunto massa. Quanti incollati davanti al plastico della Franzoni o alle dichiarazioni di Patrizia o al caso Marrazzo? Quanti feticisti della cronaca davanti alla salma di papà Woityla per poterlo fotografare e poter dire 'io c'ero'. Come spiega Antonio Scurati nel libro 'gli anni che non stiamo vivendo' noi apparteniamo all'umanità più agiata, nutrita, sana, protetta e longeva che abbia mai calcato la faccia della terra, eppure sembriamo la più impaurita, insicura, delusa, sfiduciata e isterica. Cosa genera tutti questi effetti collaterali? Che sia proprio la cronaca? E questa esibizione nel sentirci apparentemente normali non è forse la cronaca a somministarla? che sia rosa, nera, pornografica non siamo forse diventati anzichè noi stessi i loro primi replicanti? Che differenza c'è al giorno d'oggi nel modo di vestire delle ragazzine, delle battone dell'est o delle veline in tv? Se riuscite a coglierla evidentemente siete tra quei padri fortunati: vostra figlia non è una battona che aspira a fare la velina. Che differenza intercorre tra I tronisti di uomini e donne e i ragazzi di oggi? e quale tra un Marrazzo che va a trans e tira di coca e la gente comune che oramai ha il proprio stile di droga, dalle canne agli acidi e una vasta scelta tra dvd, canali pornografici, prostitute in casa, in strada, club privè o viaggi in thailandia? se la cronaca oltrechè di Vasco parlasse di Gaetano Curreri, che è uno dei più grandi autori della musica italiana e delle canzoni di Vasco, saremmo seguaci di Vasco o di Curreri?se ci liberassimo della cronaca e imparassimo a scegliere cosa vorremmo leggere, come vorremmo amare, quale musica ascoltare e ascoltarla sul serio anzichè non sentirci fuori moda, a parlare attraverso le nostre idee e non per ipnosi all'appartenenza politica o calcistica non saremmo finalmente liberi, finalmente noi stessi?
Inviato da: terzarepubblica
il 23/05/2011 alle 04:48
Inviato da: ventididestra
il 23/05/2011 alle 04:42
Inviato da: chisono3
il 23/03/2011 alle 21:00
Inviato da: terzarepubblica
il 06/02/2011 alle 22:15
Inviato da: violette51
il 06/02/2011 alle 12:40