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“ Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi a un altro paese, formarne uno nuovo”. Gianfranco Miglio
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La magistratura contabile torna ad interessarsi dei Conti del Comune di Sellero, dopo l'istruttoria sul rendiconto 2009 (che aveva evidenziato numerose irregolarità e criticità, in particolare relativamente alla cessione della Società TSN e all'utilizzo delle anticipazioni di tesoreria) la Corte dei Conti Sezione Controllo per la Lombardia ha avviato una nuova istruttoria volta ad esaminare il Rendiconto 2010, soffermandosi in particolare sulla composizione dei residui attivi più datati, sul continuo ricorso ad anticipazioni di tesoreria, sul recupero dell'ICI e sui due debiti fuori bilancio riconosciuti dal Consiglio Comunale nel 2010.
Proprio in merito a questo ultimo aspetto abbiamo da tempo provveduto a trasmettere alla Corte (ma anche alla Procura della Repubblica e alla Prefettura) la documentazione relativa ai rilievi mossi dal nostro gruppo di minoranza in merito a quelle che noi riteniamo essere gravi irregolarità poste in atto in occasione del riconoscimento dei due debiti fuori bilancio originati da due sentenze esecutive risalenti alla primavera 2009, che hanno visto in entrambi i casi il Comune di Sellero soccombere ed essere condannato a pagare circa 80 mila euro più ovviamente le spese legali.
La prima e forse la più nota perché ripresa anche dalla stampa, è quella con cui il Tar di Brescia ha condannato il Comune di Sellero a risarcire il danno vantato dalla società «Prefabbricati Camuna», per l’illecita condotta tenuta e le "violazioni non certo lievi e formali" messe in atto nella gara di appalto promossa nel febbraio 2003 (allora come oggi il Sindaco era Giampiero Bressanelli) per il recupero dell'area industriale dismessa nota come «ex Fucinati» in cui «Prefabbricati Camuna» si era classificata al secondo posto.
L'altra è quella con cui Il Tribunale Di Brescia – Sezione distaccata di Breno ha condannato il Comune di Sellero ad un risarcimento per mancato adempimento ei confronti di alcuni cittadini, di parte degli impegni assunti con una convenzione del gennaio 1999 (il sindaco era, ancora, Giampiero Bressanelli).
A nostro avviso in entrambi i casi, oltre alle illegittimità procedurali (illegittimo e tardivo riconoscimento dei Debiti fuori bilancio), non è stata effettuata alcuna analisi in merito all'opportunità di riconoscere tali debiti e non è stata fornita nessuna documentazione a supporto degli stessi. Inoltre, sempre a nostro avviso e considerando anche quanto esposto nelle relative sentenze, in entrambi i casi potrebbero configurarsi dei danni erariali a carico dei funzionari e degli amministratori il cui comportamento, per colpa, per omissione o per renitenza, ha dato origine ai risarcimenti.
Tutte queste problematiche sono state più e più volte evidenziate dal nostro gruppo sia in sede Consiliare che direttamente al Responsabile finanziario e al Revisore dei conti del Comune, purtroppo però le nostre perplessità sono sempre rimaste lettera morta, così come peraltro pare essere rimasta l’istanza della Corte dei Conti visto che ad oggi, dopo quasi un mese, l'ente non ha ancora provveduto a trasmettere la documentazione richiesta nonostante il magistrato istruttore avesse posto un termine di 15 giorni.
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Ai seguenti links trovate l'intervista che il capogruppo di "Tempi Nuovi" Mirco Bressanelli ha rilasciato al Meetup Valle Camonica in merito alla centrale a biomasse di Sellero.
- parte 1 - http://www.youtube.com/watch?v=EdPhW01fGXE
- parte 2 - http://www.youtube.com/watch?v=t8Tjo8jVsYo
- parte 3 - http://www.youtube.com/watch?v=q0pROjcHKOQ&feature=youtu.be
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Il tema è stato sollevato con una segnalazione al sindaco trasmessa a prefetto, vigili del fuoco, Anas e Sovrintendenza, e nel testo si manifestano perplessità «in merito alla solidità di parte della struttura, e in particolare della passerella storica in legno (all´interno passa il teleriscaldamento) che partendo dallo stesso complesso attraversa ferrovia e statale 42».
Tempi nuovi fa riferimento a uno dei cinque pilastrini in cemento armato in mezzo alla stretta carreggiata che scorre parallela alla 42, percorsa da «mezzi pesanti che spesso urtano il sostegno». Ma Bressanelli per ora si limita a dire che «non esiste alcun pericolo. Ne ho motivo alcuno di dimostrare preoccupazione per le condizioni della passerella». L.RAN.
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Di seguito la comunicazione trasmessa dal nostro gruppo consiliare al Sindaco del Comune di Sellero, al Prefetto Della Provincia di Brescia, al Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco, all'Anas, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici per la Prov. Di Brescia con cui, su sollecitazione di numerosi cittadini di Sellero e dei comuni circostanti, manifestiamo preoccupazione per la possibile pericolosità della "Passerella Storica" che, dal complesso "Tre Torri" attraversa la ferrovia e la SS42 fino al piazzale dell'area "ex-fucinati".
***
Egr. Sig. Sindaco
del Comune di Sellero
S.E. Il Prefetto
Della Provincia di Brescia
Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace
Spett.le Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco
Direzione Regionale Lombardia
Spett.le Anas Spa
Compartimento di Milano
Spett.le Soprintendenza per i Beni Architettonici
e paesaggistici per la Prov. Di Brescia
Oggetto: Segnalazione possibile pericolosità manufatto sito nel Comune di Sellero (Bs)
Con la presente siamo a segnalare una situazione che è divenuta fonte di preoccupazione per i sottoscritti e per i numerosi cittadini di Sellero (ma non solo) che hanno espresso alcune perplessità in merito alla solidità di parte della struttura relativa al complesso “Tre Torri” di Sellero (i forni della EX-Sefe recentemente ristrutturati) ed in particolare della “passerella storica” in legno che, partendo dal complesso in questione, attraversa per via aerea la ferrovia e la SS42 fino a giungere nel piazzale antistante, nella zona cosiddetta “ex-fucinati”.
Come si vede chiaramente dalle immagini a 360° disponibili su Google Street View (http://g.co/maps/2w362) il manufatto in questione, costituito da una struttura in legno, in alcuni punti raffazzonata con degli innesti in metallo), sorretto da 5 esili supporti in cemento armato, non dà certo - almeno visivamente - impressione di solidità.
In particolare uno di questi “pilastrini” si trova nel mezzo della già stretta carreggiata di via Scianica, strada che fiancheggia la struttura e che ogni giorno viene percorsa – in quanto passaggio obbligato - da numerosi automezzi pesanti (es. gli automezzi che riforniscono la centrale di TSN – almeno 1.600 l’anno secondo le stime ufficiali della società -, quelli al lavoro nel vicino cantiere della SS42 , i mezzi che si recano nella vicina zona artigianale).
Non è raro però vedere alcuni di questi mezzi pesanti, alle prese con le ridotte dimensioni dell’angusto passaggio, in alcuni casi percorrere contromano la strada o avventurarsi in azzardate manovre che spesso li portano ad urtare il “piastrino” che sorregge la struttura in questione.
I cittadini, e noi con loro, si chiedono cosa succederebbe se uno o più di questi mezzi urtasse con maggior violenza il debole piastrino. Le conseguenze sono facilmente immaginabili e il rischio di crollo della struttura su via Scianica, sulla ferrovia e su via nazionale (la SS42) è sicuramente un’eventualità da considerare.
Rileviamo inoltre (come si vede sia in Google Street View che nelle immagini disponibili sul sito http://www.vallecamonicacultura.it/notizia.php?newsid=23374) che la "storica" passerella viene attraversata per tutta la sua lunghezza dalle condotte del teleriscaldamento di proprietà della Società TSN srl. Condotte che, in questo modo, consentono l’attraversamento per via aerea di via Scianica, della ferrovia e della SS42.
Anche in questo caso ci si consenta di esprimere alcune perplessità sia sull’opportunità far attraversare una struttura cosiddetta “storica” da degli impianti industriali e sulla possibile pericolosità di questo attraversamento.
Come noto infatti le condotte del teleriscaldamento (in metallo) trasportano vapore acqueo ad elevate temperature ed una non corretta coibentazione delle stesse potrebbe dare luogo surriscaldamenti che potrebbero addirittura incendiare la passerella in legno con, anche in questo caso, conseguenze facilmente immaginabili. Oppure, in caso di rottura delle tubazioni (come avvenuto anche recentemente in altri punti della rete), l’acqua potrebbe riversarsi sulla SS42 e/o sulla ferrovia, con conseguente pericolo per i mezzi che le percorrono.
Per tutti questi motivi, ci rivolgiamo agli enti e agli organismi in indirizzo affinché, ciascuno per le proprie competenze, effettui, se lo ritiene opportuno, le necessarie verifiche sulla struttura in questione, al fine di salvaguardare l’incolumità di chi si trova a transitare nella zona e prevenire eventuali danni a cose e/o persone.
Ringraziando per l'attenzione concessa, restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo distinti saluti.
Il gruppo Consiliare Tempi Nuovi – Comune di Sellero
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Il prossimo 4 maggio, dopo quasi sette anni e con almeno quattro di ritardo sul previsto, l'amministrazione comunale di Sellero con solenne spiegamento di autorità e sonori squilli di tromba (com'è abitudine del Sindaco Bressanelli e com'è stato per tutti i megaprogetti portati avanti in questi anni solo per fare e immagine e senza realismo e che ai cittadini non hanno portato mai benefici concreti. Uno su tutti: TSN) procederà all'inaugurazione del sito industriale "Tre Torri" (i tre forni della ex «Sefe») i cui lavori di recupero parrebbero finalmente terminati (già in passato abbiamo assistito a inaugurazioni più o meno ufficiali e connesse visite guidate). Ma quanto è costata questa importante opera ai cittadini Selleresi, Camuni e Lombardi?
Per dovere di cronaca ci pare giusto sottolineare che per la riqualificazione del sito industriale, l'amministrazione di Sellero nel 2005 ha ottenuto da Regione Lombardia un contributo a valere sull'"Obiettivo 2" per circa un milione di euro (di cui 40% a fondo perduto e il 60% quale finanziamento a tasso zero ammortizzabile in 20 anni) ai quali vanno aggiunti circa trecentomila euro erogati dalla Comunità Montana di Valle Camonica e dal Comune.
Circa un milione e trecentomila euro quindi per un'opera che, dai proclami e dalle promesse, si preannuncia essere uno dei fiori all'occhiello (ma non si era usato lo stesso termine anche per TSN?) dell'archeologia industriale camuna. Un progetto che, almeno stando a quanto dice il nostro Sindaco, dovrebbe portare rilevanti benefici sull'economia turistica del nostro paesello e di tutta la zona, ma che noi temiamo si possa trasformare nell'ennesimo buco nell'acqua di questa amministrazione comunale.
Molto probabilmente il Sindaco ci etichetterà come "i soliti disfattisti" dicendo che "la minoranza fa il suo gioco", esattamente come quando abbiamo criticato la sostenibilità del progetto "piscina comunale" o le questioni Legno Energia e TSN (ad ogni buon conto i fatti continuano a darci ragione), noi crediamo solo che la gestione della cosa pubblica debba essere fatta con estrema oculatezza e mantenendo i piedi ben piantati per terra. Non bastano le parole e i proclami per portare avanti i progetti, per quanto affascinanti questi possano essere, servono invece programmazione e buon senso.
Un proverbio inglese dice che la massaia sa solo quarantotto ore dopo se il budino è buono e nel nostro caso bisogna ancora assaggiarlo (anche se visti i precedenti...), lasciamo quindi al Sindaco ed alla sua amministrazione il compito di stupirci e smentire le nostre perplessità.
Perplessità sia di natura tecnica che amministrativa. Nutriamo infatti seri dubbi sulla solidità di parte della struttura, ed in particolare della passerella che attraversa la SS42 che, almeno visivamente, non da sicuramente una buona impressione. Cosa succederebbe infatti se uno dei numerosi camion che giornalmente percorrono quella strada (quel tratto è punto di passaggio obbligato per gli automezzi che riforniscono la centrale di TSN - almeno 1.600 l'anno secondo le stime della società - , per quelli al lavoro nel cantiere della SS42 e per i mezzi che si recano nella vicina zona artigianale) urtasse il debole pilastro che la sostiene?
Probabilmente si sarebbe potuto riqualificare il tutto mantenendo sì l'attuale "passerella", ma implementandola con una struttura in legno lamellare, esteticamente gradevole, sicuramente più funzionale e che consentisse anche il transito in sicurezza dei pedoni (ora all'interno della passerella ci passano solo i tubi del teleriscaldamento) contestualmente all'eliminazione del "pilastrino" posto al centro della sede stradale. In questo modo si sarebbe ottenuto il risultato di garantire la sicurezza di pedoni e automezzi oltre a migliorare "l'ingresso nord" della Scianica. E invece no! Perché?
Certo a pensar male si fa peccato, ma ci sorge il dubbio che la "storica" passerella sia stata mantenuta solamente per favorire l'attraversamento di ferrovia e statale da parte dei tubi del teleriscaldamento, risparmiando così alla società TSN i costi dei relativi canoni.
Manifestiamo alcune perplessità anche in merito alla futura gestione della struttura visto che l'unica proposta ad oggi pervenuta al Comune di Sellero (figlia di colloqui già intercorsi tra l'amministrazione e quelli che probabilmente saranno i futuri gestori) prevede condizioni alquanto svantaggiose per L'Ente: comodato gratuito 6+6 anni, con penale per le amministrazioni future in caso di recesso e tutti i costi (manutenzione, luce, gas, riscaldamento e acqua etc.) a carico del comune!
Che senso ha spendere milioni di euro di soldi pubblici per poi regalare praticamente tutta la struttura a dei privati? Certo nel nostro comune è una prassi consolidata (anche in questo caso impossibile non citare come esempio TSN), crediamo però (ed a tal proposito abbiamo presentato nelle scorse settimane una mozione da discutere in consiglio comunale che purtroppo ad oggi è rimasta lettera morta) sia più opportuno emanare un bando pubblico per manifestazione di interesse finalizzato alla gestione della Struttura, destinando parte alla realizzazione di un laboratorio di ricerca sulle energie alternative e parte quale "Casa delle Associazioni" dove tutte le associazioni comunali (ed eventualmente anche dei comuni limitrofi) possano trovare adeguata collocazione utilizzando i locali in modo permanente o saltuario, in base alla loro specifica funzione.
In questo modo, oltre a favorire e sostenere lo sviluppo dell'Associazionismo sia nel nostro comune che nei comuni limitrofi offrendo un punto di riferimento, servizi ed occasioni di incontro e di confronto, sulla base di regole definite e condivise, nel rispetto di ogni peculiarità, le associazioni potrebbero occuparsi direttamente della promozione turistica del territorio.
Quindi, in attesa di poterci finalmente confrontare su questo argomento con il Sindaco e la sua compagine, che però evitano accuratamente il dialogo e proseguono imperterriti e refrattari per la loro strada senza mettere in atto alcun tipo di programmazione né di sviluppo turistico, né di sviluppo industriale, aspettiamo di assaggiare questo nuovo "budino", sperando che ancora una volta non ci vada di traverso...
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In allegato trovate il resoconto di parte delle spese relative allla gestione dell'accoglienza dei quattro giovani profughi nordafricani alloggiati nel nostro Comune (e di cui il Comune ha chiesto il rimborso alla Coop Sociale K-Pax che "dovrebbe" a sua volta riceverlo dal Governo).
Una cifra che di primo acchito potrebbe sembrare irrisoria (anche se dal computo mancano ancora i costi per l'acquedotto, la tarsu ed il riscaldamento) ma che, a parer mio, diventa spropositata se rapportata ai 2 euro al giorno per persona ( "ben" 30 euro per due settimane!!) che il Comune ha stanziato come compartecipazione ai costi che gli anziani sosterranno per i consueti soggiorni climatici.
Una cifra che diventa scandalosa se pensiamo che, mentre a questi giovani ragazzi il governo - con il pieno appoggio del nostro Comune - con una mano offre vitto e alloggio gratuiti, con l'altra toglie risorse a chi si trova (non certo per piacere e non certo gratuitamente) in Casa di Riposo o negli ospizi per malati terminali imponendo il pagamento dell'IMU sulla seconda casa.
Purtoppo quello che accade nel nostro piccolo Comune è solo uno dei tanti esempi di come oggi in Italia, gli "ospiti" abbiano più diritti, più tutele e più aiuti rispetto ai NOSTRI anziani, che hanno lavorato per una vita, pagando le tasse, magari anche con sofferenze e sacrifici indicibili per lasciare ai propri figli un posto migliore dove vivere e che ora dalle istituzioni ricevono solo calci nel sedere.
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Venerdì 20 febbraio, presso il ristorante Graffitipark di Capo di Ponte, alla presenza del Segretario Provinciale Enzo Antonini si è tenuto il congresso della locale Sezione della Lega Nord (che ricordiamo comprende i comuni di Capo di Ponte, Sellero, Cedegolo, BErzo Demo, Cevo, Saviore dell'Adamello) e che ha visto la riconferma de segretario uscente, Severino Damiolini 37 anni, Consigliere Comunale a Sellero. Con lui nel direttivo cittadino siederanno Rosalia Casalini, Arturo Disetti, Sergio Pacchiotti e Lorenzo Tiberti, mentre Davide Grazioli è stato nominato presidente onorario.
"Vogliamo dimostrare - afferma Damiolini - che la Lega Nord è viva e vegeta, in barba a quanti si augurerebbero il contrario. Per questo motivo ci impegneremo al massimo per rimarcare con forza la nostra diversità da tutti gli altri. Certo gli uomini possono sbagliare e alcuni all'interno del movimento hanno certamente sbagliato, tant'é che abbiamo già iniziato a far pulizia e sicuramente non ci fermeremo qui, non dobbiamo però dimenticare che in tutta questa storia, a dispetto del fango che in questi giorni tutti i media ci gettano addosso, la Lega Nord è chiaramente la parte lesa.
Sono certo - conclude Damiolini- che così facendo in breve tempo riconquisteremo la fiducia di chi si è momentaneamente allontanato da noi e faremo capire a tutta la nostra gente che la Lega è l'unico baluardo in grado di fronteggiare le vessazioni del Mario Monti di turno, dello stato centrale e dell'Europa dei banchieri che hanno messo in ginocchio le nostre famiglie."
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Di seguito tiporto la lettera, da me inviata al Bresciaoggi in risposta alla lettera aperta dell'Ex-consigliere regionale del carroccio.
---------- Messaggio inoltrato ----------
Da: Severino Damiolini
Date: 09 aprile 2012 23:17
Oggetto: In risposta alla Lettera aperta di Renzo Bossi
A: "provincia@bresciaoggi. it" <provincia@bresciaoggi.it>
Caro Renzo, le tue 12 mila preferenze sono il frutto del lavoro di quei militanti che, in campagna elettorale, si sono impegnati per riuscire a farti eleggere, mettendoci la faccia, ingoiando molti rospi e difendendoti di fronte ai tuoi detrattori. Militanti che l'hanno fatto perché credevano che tu, come tuo padre, incarnassi i veri valori della Lega Nord, perché credevano che tu fossi una persona leale e corretta. Purtroppo quanto sta emergendo in questi giorni dimostra che avevamo riposto la nostra fiducia nella persona sbagliata.
Io ho ti ho votato e, da militante leghista, in campagna elettorale ho fatto il mio dovere perché credo sia giusto dare a tutti la possibilità di dimostrare quanto si vale. Così è stato e tu hai dimostrato di non essere all'altezza non solo di tuo padre (cosa oggettivamente difficile) ma del più umile dei nostri militanti ai quali credo tu debba infinite scuse. Per questo credo che le dimissioni da consigliere regionale fossero quantomeno dovute così come credo che anche le dimissioni dalla Lega sarebbero un atto dovuto da parte tua.
--
Severino Damiolini
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Ma torniamo alla retromarcia di Legambiente. Che attraverso il presidente regionale Damiano Di Simine spiega che effettivamente, «dopo approfondite verifiche la centrale a biomasse di Sellero Novelle non corrisponde ai requisiti richiesti per gli impianti che il nostro dossier "comuni rinnovabili" considera necessari affinchè l´energia prodotta possa essere correttamente intesa come da fonte rinnovabile».
«La valutazione fatta, basata su analoghe centrali nell´arco alpino, molte delle quali federate alla medesima associazione (Fiper) - aggiunge Di Simine -, non ha adeguatamente considerato la specificità dell´approvvigionamento dell´impianto di Sellero, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria. Il dato è sconcertante, per un impianto collocato in una valle che non è certo povera di risorse forestali utilizzabili. Ci auguriamo che in un prossimo futuro questa situazione possa essere modificata attraverso adeguati investimenti e politiche forestali; al momento però la mancata conoscenza dell´origine di oltre i tre quarti dell´alimentazione della centrale ci costringe a rettificare il nostro rapporto».
Bresciaoggi domenica 08 aprile 2012 – PROVINCIA – Pagina 24
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SELLERO Di certo, non è una bella figura. E il polverone scatenato dalla minoranza di Sellero aveva fondamento. Il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine si è scusato ieri per «l'imprecisione del dato, che sarà rettificato nel rapporto Comuni rinnovabili». Una ricerca dell'associazione ambientalista aveva inserito Sellero tra i primi in Italia per la produzione di energie rinnovabili. Alla soddisfazione del sindaco erano seguite le doglianze dell'opposizione, che ha contestato i parametri utilizzati. Del caso si è occupata anche la sezione camuna di Legambiente, che ha segnalato l'anomalia. E così, il sodalizio ha dovuto fare retromarcia, spiegando che, a seguito di più approfondite verifiche, «la centrale a biomasse di Sellero non corrisponde ai requisiti richiesti per gli impianti che il nostro dossier considera necessari affinché l'energia prodotta possa essere intesa come da fonte rinnovabile». Di Simine ammette che «la valutazione non ha adeguatamente considerato la specificità di approvvigionamento dell'impianto, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria di alimentazione». Un dato che Legambiente considera «sconcertante, per un'azienda collocata in una valle non certo povera di risorse forestali».
A scanso di equivoci, Di Simine precisa però che la ricerca «non esprime in automatico un giudizio sulla virtuosità dell'Amministrazione locale».
Giornale di Brescia 07/04/2012
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SELLERO Di certo, non è una bella figura. E il polverone scatenato dalla minoranza di Sellero aveva fondamento. Il presidente di Legambiente Lombardia Damiano Di Simine si è scusato ieri per «l'imprecisione del dato, che sarà rettificato nel rapporto Comuni rinnovabili». Una ricerca dell'associazione ambientalista aveva inserito Sellero tra i primi in Italia per la produzione di energie rinnovabili. Alla soddisfazione del sindaco erano seguite le doglianze dell'opposizione, che ha contestato i parametri utilizzati. Del caso si è occupata anche la sezione camuna di Legambiente, che ha segnalato l'anomalia. E così, il sodalizio ha dovuto fare retromarcia, spiegando che, a seguito di più approfondite verifiche, «la centrale a biomasse di Sellero non corrisponde ai requisiti richiesti per gli impianti che il nostro dossier considera necessari affinché l'energia prodotta possa essere intesa come da fonte rinnovabile». Di Simine ammette che «la valutazione non ha adeguatamente considerato la specificità di approvvigionamento dell'impianto, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria di alimentazione». Un dato che Legambiente considera «sconcertante, per un'azienda collocata in una valle non certo povera di risorse forestali».
A scanso di equivoci, Di Simine precisa però che la ricerca «non esprime in automatico un giudizio sulla virtuosità dell'Amministrazione locale».
Giornale di Brescia 07/04/2012
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Ringraziamo il Presidente di Legambiente Lombardia, il dottor Di Simine, e prendiamo atto dell’onestà intellettuale dimostrata nel rivedere e poi rettificare i dati relativi alla presunta (e ora smentita) ecosostenibilità del Comune di Sellero.
Un gesto che sicuramente fa onore all’associazione ambientalista che del resto si era già più volte interessata alle vicende ambientali del nostro territorio.
Continuando nella nostra piccola indagine infatti, abbiamo scoperto come già in passato Sellero fosse stato inserito in un rapporto Legambiente, era il 2008 ed il rapporto in questione e quello relativo alle ecomafie ed ai reati ambientali in Lombardia (v. allegato). A pagina 24 del citato rapporto infatti, tra le principali operazioni di polizia ambientale legate al ciclo dei rifiuti speciali, viene riportata quella effettuata in data 20/03/2008 – a Sellero appunto – dai Carabinieri del NOE e NAS di Brescia.
Dalla documentazione reperita in questi giorni presso il Comune (v. allegato) abbiamo scoperto che l’operazione in questione ha portato al sequestro “… di un cumulo di sansa di oliva di prima spremitura (delle dimensioni cica, alla dase di 4,40 mt x 6,40, in altezza di 3,50 mt), pari a circa 40 tonnellate, stoccate i Sellero, via Nazionale nr. 7, all’interno del deposito della Legno Energia Srl”, e di un’area, all’interno dello stesso sito (che ricordiamo essere di proprietà comunale), “interessata dallo stoccaggio/smaltimento abusivo del cumulo di rifiuti di colore nero tipicamente decadente dall’attività di combustione aventi le dimensioni di metri venti di profondità, quaranta di larghezza ed altezza massima di metri quattro”, oltre 3.000 metri cubi di cenere proveniente dalla centrale di proprietà di TSN, così come di proprietà di TSN e destinata alla combustione era la sansa di olive sottoposta a sequestro.
Un episodio (verificatosi due anni prima del ritrovamento da parte di ARPA e Polizia Provinciale di plastiche tra il combustibile destinato a TSN stoccato nel deposito di Legno Energia) che riguarda da vicino l’amministrazione comunale e la compagine di maggioranza che la guida non solo perché il Comune (l’allora Sindaco era Laini, attuale presidente di TSN) era ed è il proprietario dell’area, ma anche perché nel periodo in questione TSN era ancora partecipata proprio dal Comune di Sellero che, indirettamente sempre tramite TSN, aveva una quota anche in Legno Energia e l’attuale Sindaco Bressanelli (ai tempi assessore e consigliere comunale dell’amministrazione Laini) era contemporaneamente sia Presidente di TSN che Amministratore di Legno Energia, società, questa ultima nei confronti della quale il Comune di Sellero vanta ancora un credito di oltre 430 mila euro derivanti da affitti non pagati proprio nel periodo in cui alla sua guida si trovava il Sindaco Bressanelli.
Abbiamo più volte sottolineato come episodi di questo tipo possano sollevare una pesante ombra sull’operato di chi è chiamato ad amministrare con imparzialità per conto dei cittadini, legittimando la convinzione che chi amministra agisca con un’ottica conservativa rispetto ad interessi non del tutto coincidenti con quelli della comunità amministrata.
Chiediamo ancora una volta che il Signor Sindaco, per gli obblighi etici e politici - nei confronti dei cittadini prima ancora che nei confronti del Consiglio Comunale - che discendono dal ruolo istituzionale rivestito e che impongono la più assoluta trasparenza nell’azione amministrativa, chiarisca al più presto la sua posizione (e quella dell’Amministrazione da lui guidata) in una faccenda dove l’interesse pubblico e quello personale si intrecciano con operazioni talmente poco chiare da esigere l’intervento dell’autorità giudiziaria e della magistratura.
Gruppo Consiliare “Tempi Nuovi” – Comune di Sellero
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Di seguito pubblico la comunicazione trasmessa dal dottor. Damiamo Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia.
Rispondendo alle osservazioni pervenute anche a mezzo stampa, riscontriamo che, a seguito di più approfondite verifiche, la centrale a biomasse di Sellero Novelle non corrisponde ai requisiti richiesti per gli impianti che il nostro dossier 'comuni rinnovabili' considera necessari affinchè l'energia prodotta possa essere correttamente intesa come 'da fonte rinnovabile'. La valutazione fatta, basata su analoghe centrali nell'arco alpino, molte delle quali federate alla medesima associazione (FIPER), non ha adeguatamente considerato la specificità dell'approvvigionamento dell'impianto di Sellero, che effettivamente utilizza biomasse di origine locale solo per una parte minoritaria dell'alimentazione. Il dato è francamente sconcertante, per un impianto collocato all'interno di una valle che non è certo povera di risorse forestali utilizzabili entro una filiera industriale di trasformazione che preveda anche l'impiego di residui della lavorazione legnosa in impianti di produzione energetica. Ci auguriamo che in un prossimo futuro questa situazione possa essere modificata attraverso adeguati investimenti e politiche forestali; al momento però la mancata conoscenza dell'origine di oltre i tre quarti dell'alimentazione della centrale ci costringe a rettificare il nostro rapporto 'comuni rinnovabili', in quanto a detta categoria non può essere ricondotto il comune di Sellero.
Ci preme in questa sede precisare, onde prevenire qualsiasi fraintendimento, che il rapporto 'comuni rinnovabili' non esprime automaticamente un giudizio di 'virtuosità' dell'amministrazione locale, in quanto non necessariamente le produzioni energetiche in esso computate discendono da investimenti riconducibili a scelte deliberate da parte delle amministrazioni pubbliche: il dato si riferisce esclusivamente alle produzioni da fonti rinnovabili in rapporto ai consumi medi della popolazione insediata nel territorio, prescindendo pertanto dalla titolarità dei singoli impianti (nel caso di Sellero, la piccola centrale idroelettrica rientra correttamente nel computo, pur essendo di proprietà ENEL, pertanto realizzata entro un piano di investimenti che si suppone indipendente dalla volontà dell'amministrazione locale)
Ci scusiamo per l'imprecisione del nostro dato, che provvederemo a rettificare sul rapporto 'comuni rinnovabili'
Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia
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A questo link il servizio andato in onda oggi nel corso del TG di Teletutto.
Ricordo che nel 2001 Regione Lombardia ha finanziato il progetto TSN con un contributo in conto capitale per 2.410.000 Euro.
Il bando prevedeva alcuni requisiti, come ad esempio il fatto che l'area non fosse metanizzata (invece il comune aveva già firmato l'accordo di Programma con la Comunità Montana per la metanizzazione) e che il combustibile fosse reprerito sul territorio (la cd. filiera corta). In quest'ultimo caso prevedeva anche che si presentasse la "documentazione attestante le tipologie, la provenienza e la reale disponibilità delle forniture delle biomasse necessarie all'interno del bacino di interesse dell'impianto, per un periodo di 15 anni". Come più volte sottolineato, oltre a non bruciare "vera" biomassa (ricordo le richieste per bruciare i rifiuti), la centrale brucia combustibile proveniente da fuori provincia, fuori regione ed in passato pare addirittura dall'estero, tant'é che la società prevede un traffico veicolare di almeno 1600 camion/autotreni (se ne vede uno nel video) l'anno.
In pratica i criteri che stavano alla base del progetto e del contributo sono stati ampiamente disattesi. Non mi stupirei se la procura volesse interessarsi alla questione.
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In attesa di una rettifica da parte dei vertici Regionali e Nazionali di Legambiente, esprimiamo viva soddisfazione per la ferma presa di posizione del Circolo Camuno dell'associazione in merito all'inserimento del Comune di Sellero tra i comuni 100% rinnovabili.
Siamo consapevoli di come l'enorme mole di dati elaborata nello studio renda sicuramente possibili degli errori di valutazione, chiunque però conosca anche solo marginalmente il nostro territorio, le vicende legate a TSN ed in particolare all'approvvigionamento della centrale a biomasse (su cui già in passato la stessa Legambiente ha ricevuto segnalazioni poco lusinghiere) non può che nutrire dubbi in merito a questo riconoscimento.
Del resto bastava prendersi la briga di leggere il rapporto di Legambiente, per capire che qualcosa non quadra. Cosa che, almeno stando alle dichiarazioni rilasciate, non hanno fatto i nostri colleghi di maggioranza (facciamo notare ad esempio all'Ass. Bressanelli che la quota di energia prodotta da Geotermico assegnata al Comune di Sellero da Legambiente risulta pari a zero), che al contrario hanno dimostrato una incomparabile prontezza nel pavoneggiarsi per un riconoscimento che sanno bene essere assolutamente immeritato.
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Adamellonews
100% rinnovabili, ma è tutto vero?
Radio Voce Camuna
Sellero. Dopo il riconoscimento di Legambiente si accende la polemica
Quibrescia
Sellero, Tempi Nuovi: "Anche Legambiente camuna critica sul riconoscimento"
BsNews.it
"Sellero 100% rinnovabile? Non ci crediamo".
Giornale di Brescia
Sellero ecosostenibile? "Dati non corretti"
Bresciaoggi
Energia: il premio al Comune divide il fronte ambientalista
Quibrescia
Sellero tra i comuni "100% rinnovabili"
Il Sole 24 ore
Sellero (Bs) più pulita ma indebitata fino al collo
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SELLERO. C'è un vero caso politico collegato alla classifica dei Comuni «100% rinnovabili»
Legambiente nazionale celebra l'uso di biomasse e idroelettrico ma il circolo camuno non ci sta e l'opposizione spara a zero
Il colmo, ma non più di tanto, dato che chi vive sul territorio conosce a fondo la realtà, è che a non condividere la decisione sono gli stessi membri camuni di Legambiente; una associazione che a livello nazionale, probabilmente senza conoscere la situazione e basandosi esclusivamente su dati reperiti chissà dove (e senza neppure degnarsi di consultare i propri rappresentati sul territorio), ha deciso di inserire Sellero nella classifica dei ventitrè comuni italiani «100% rinnovabili». Quest'anno per l'ente locale guidato da Giampiero Bressanelli si è resa disponibile la sedicesima piazza (era in tredicesima posizione nel 2011) di una classifica che vede sul podio tre comuni del Trentino Alto Adige (Badia, Brunico e Cavalese) e nella quale dominano, a esclusione del paese della media Valcamonica e di Tirano, in Valtellina, borghi trentini, bolzanini e della Val d'Aosta. «È una scelta discutibile e che non condividiamo assolutamente; se ci avessero consultato, di certo Sellero non sarebbe stato preso in considerazione», sbotta al telefono Guido Cenini, presidente di Legambiente Valcamonica, assicurando che intende mettere nero su bianco le sue rimostranze. Lo storico leader ambientalista valligiano proprio non riesce a digerire il fatto che i suoi «colleghi» romani abbiano assegnato il premio a un comune «che era sì all'avanguardia dieci anni fa, quando realizzò l'impianto di teleriscaldamento funzionante a biomassa vegetale», ma che col passaggio di mano delle quote societarie e con gli accadimenti che si sono susseguiti negli anni (su tutti il sequestro del cippato a un'azienda collegata alla Tsn, combustibile che di «vergine» aveva solo la denominazione, in quanto mischiato a plastica e ad altre sostanze non meglio specificate), secondo la filosofia perseguita da Legambiente nell'assegnare i riconoscimenti in questa graduatoria di merito non dovrebbe teoricamente figurare. E mentre in municipio si dicono fieri per «un riconoscimento che premia il nostro Comune perchè grazie ai pannelli solari pubblici e privati, agli impianti geotermici e alla centrale a biomassa riesce a produrre più energia rinnovabile di quanta ne consumi (parole di Gianluigi Bressanelli, assessore al Bilancio), com'era prevedibile, la minoranza ha messo il dito nella piaga. «Contestiamo i dati di Legambiente - attacca il capogruppo di "Tempi Nuovi" Mirko Bressanelli - perchè dal rapporto risulta che la metà dell'energia proviene da un impianto idroelettrico, che in realtà fa parte della grande centrale dell' Enel di San Fiorano, e che quindi non va conteggiato. L'altra metà la produce la Tsn, ma secondo gli standard dell'associazione dovrebbe essere presa in considerazione solo la produzione delle centrali a "vera" biomassa e a filiera corta; ovvero approvvigionate con materiale del territorio. Ricordo che nel 2007 la Tsn ha inoltrato la domanda per bruciare alcune tipologie di rifiuti - aggiunge Bressanelli -, e quanto alla filiera corta sottolineo che in passato il materiale è arrivato anche dall'Europa dell'Est, e che adesso il quantitativo maggiore arriva dalla Brianza».
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Nickname: theriddle
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Ipse dixit
Il coraggio nessuno lo può regalare, bisogna che ogni uomo lo trovi nella propria anima. (Umberto Bossi)
"Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato" George Orwell
“E tutti si scandalizzano quando sentono dire: quel tale tipo di mammifero o di uccello ormai è sparito dalla faccia della terra, non lo vedremo più; è una grave perdita. Certo, si tratta di gravissime perdite. Ma non sarebbe forse più grave se sparisse una comunità umana?” (Bruno Salvadori)
"I molteplici consigli legislativi, e i loro consensi e dissensi, e i poteri amministrativi di molte e varie origini, sono condizioni necessarie di libertà. La libertà è una pianta di molte radici. (...) Quando ingenti forze e ingenti ricchezze e onoranze stanno raccolte in pugno d'un'autorità centrale, è troppo facile costruire o acquistare la maggioranza d'un unico parlamento. La libertà non è più che un nome: tutto si fa come tra padroni e servi." (Carlo Cattaneo)
IL VOSTRO CANCRO E' PIU' GRAVE DEL MIO. Un cancro ben più tragico, ben più irrimediabile del mio. Un cancro per il quale non esistono chirurgie, chemioterapie, radioterapie. Il cancro del nuovo nazifascismo, del nuovo bolscevismo, del collaborazionismo nutrito dal falso pacifismo, dal falso buonismo, dall'ignoranza, dall'indifferenza, dall'inerzia di chi non ragiona o ha paura. Il cancro dell'Occidente, dell'Europa e in particolare dell'Italia. (Oriana Fallaci)
Penso ad un popolo multirazziale
ad uno stato molto solidale
che stanzi fondi in abbondanza
perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi,
dei marocchini, dei senegalesi
bisogna dare appartamenti
ai clandestini e anche ai parenti
e per gli zingari degli albergoni
coi frigobar e le televisioni.
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penso che è bello sentirsi buoni
usando i soldi degli italiani. (G.Gaber)
“Un giorno milioni di uomini abbandoneranno l'emisfero sud per irrompere nell'emisfero nord. E non certo da amici. Perché vi irromperanno per conquistarlo. E lo conquisteranno popolandolo coi loro figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria.” Houari Boumedienne - Presidente algerino - 1974 - dinanzi all'Assemblea delle Nazioni Unite









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