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Creato da Vykyngo il 24/06/2008
Non disprezzare i racconti tramandati per lunghi anni; potrebbe darsi che le nonne rammentino alcune cose che in passato i saggi era bene conoscessero. (J.R.R. TOLKIEN, Il Signore degli Anelli)
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Skalds And Shadows |
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Questa battaglia è per me uno dei più grandi capolavori di strategia militare, dimostrazione di come la differenza non è fatta solamente dai numeri, ma soprattutto dall’intelligenza e dalla capacità di gestione delle risorse a disposizione. Autore di questa grande impresa è, a mio parere, uno dei più grandi generali mai esistiti, il cartaginese Annibale Barca, vissuto 247 ed il 182 a.C. La battaglia di cui parlo si svolse nei pressi di Canne della Battaglia, località pugliese nei pressi di Barletta situata sul fiume Ofanto, il 2 Agosto del 216 a.C e vide fronteggiarsi l’esercito cartaginese di Annibale, forte di 50 mila uomini per la maggior parte mercenari reclutati nelle precedenti campagne in Gallia e nella penisola Iberica, e 100 mila romani, per la maggior parte giovani reclute inesperte all’arte bellica. L’esercito romano era guidato da due consoli, Lucio Emilio Paolo e Terenzio Varrone i quali si alternavano al comando delle manovre. Quello sciagurato giorno il comando spettava al secondo, molto meno valido come stratega, il quale con una serie di gravi errori tattici tasformò la battaglia in una rovinosa sconfitta. Annibale dispose il suo schieramento in una semiluna lungo tutto il fronte composta da piccoli contingenti di mercenari galli e ispanici, destinati ad essere massacrati dalle meglio equipaggiate legioni romane, senza riforzi alle spalle. Sui lati dispose la fanteria pesante numida, la cavalleria numida sul lato destro e quella gallico-ispanica sul lato sinistro. Dal canto suo Varrone, puntando sulla forza dei numeri, commise un grave errore tattico disponendo il suo esercito, tre linee di legionari che costituivano la fanteria al centro e due contingenti di cavalleria ai lati, su un fronte molto ristretto di appena 2 chilometri. Come previsto da Annibale la fanteria romana caricò immediatamente il centro dove i mercenari galli cadevano come mosche e man mano cedevano, tuttavia la disposizione ad arco consentì al suo esercito di non spezzarsi. Il destino della battaglia si giocò invece sulle ali. Sul fianco sinistro la cavalleria gallica guidata da Astrubale spazzò via quella romana guidata da Lucio Emilio Paolo che chiusa a destra dal fiume e a sinistra dal centro dell’ esercito non ebbe possibilità di manovra, oltretutto disturbata da una leggera pendenza e vento contrario, altro grave errore tattico commesso da Varrone. Immediatamente dopo fu dato ordine alla cavalleria numida guidata da Marbaale di caricare quella pesante guidata dallo stesso Varrone la quale, chiusa alle spalle dal sopraggiungere di quella di Astrubale fu annientata e il generale rumano riuscì quasi per miracolo ad allontanarsi illeso dal campo di battaglia. Riunitasi completamente la cavalleria cartaginese attaccò alle spalle la fanteria romana chiudendo così la tenaglia già attuata sui lati dai fanti numidi, l’esercito romano privato così della sua guida e chiuso su tutti i fronti fu massacrato, fra i romani si contarono 50 mila morti e 28 mila prigionieri mentre le perdite cartaginesi furono appena 6 mila di cui 4 mila erano i galli caduti nel primo scontro con la fanteria romana. Dopo questa vittoria Annibale marciò fino alle porte di Roma dove però, vista la potenza difensiva delle mura romane, decise di ritirarsi e tornare a Cartagine. Questo consentì ai romani di riorganizzare l’esercito e successivamente di spazzare via i cartaginesi e la loro civiltà, ma sono in molti ancora a chiedersi come sarebbe cambiata la storia se Annibale fosse riuscito ad espugnare Roma. Fonti: http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_di_Canne, http://cronologia.leonardo.it/battaglie/batta02.htm |
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Compañeros, al grito de guerra el acero aprestad y el bridón, y retiemble en sus centros la tierra al sonoro rugir del cañón. Compagni, al grido di guerra apprestate l'acciaio e la briglia, e tremi nel suo nucleo la terra al sonoro ruggire del cannone. Inizio questo articolo con le parole della prima strofa dell’inno nazionale messicano in cui ho sostituito la parola Mexicanos con la parola Compañeros nel senso di compagni studenti, visto che a dimostrazione degli “ottimi” risultati della legge 30, l’obbrobrio che infanga la memoria di un grande uomo come il prof. Biagi che se fosse ancora vivo avrebbe detto “MA CHE CAZZO STATE FACENDO ?”, mi trovo dopo due anni di disoccupazione forzata a ritornare nel mondo universitario. Mi rendo conto che quanto scrivo si discosta molto dagli obbiettivi di questo di questo blog, ma ritengo sia doveroso farlo per manifestare il mio totale dissenso al vergognoso decreto proposto dal ministro della DISTRUZIONE Gelmini e approvato ieri in parlamento, che di fatto ha sancito la morte della scuola pubblica in favore, di fatto, di quella privata i cui rettori staranno già fregandosi le mani. A tal proposito aspettatevi a breve un boom delle pubblicità di questo tipo di scuole. Ma prima di dare la mia opinione vi descrivo brevemente chi è il ministro GELMINI. Innanzitutto va detto il soggetto, laureata il legge a Brescia, ha svolto l’esame di stato per l’abilitazione alla professione di avvocato a Catanzaro dove agli orali è stato ammesso il 93% dei partecipanti e in cui alla vigilia del suo esame scoppia uno scandalo riguardante l’esame truccato, Non lo dico io ma il “Corriere della Sera”, eccovi il link se non ci credete… http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_04/stella_dbaef098-7a47-11dd-a3dd-00144f02aabc.shtml La signora vanta fra l’altro nel suo curriculum, quando nel 2000 era presidente del consiglio del comune di Desenzano del Garda, una sfiducia con successiva rimozione dall’incarico per INOPEROSITA’. Come non dimenticare poi la sua filippica riguardo “ l’abbassamento del livello della scuola dovuto agli insegnanti meridionali”, frase dovute al suo legame con quella massa di fanatici che risponde al nome di Lega Nord, quelli che fanno gesti all’inno nazionale e si puliscono il culo col tricolore ma che fanno la bella vita con gli stipendi faraonici garantiti loro grazie anche alle tasse di noi terroni. Tornando a noi la legge, secondo il mio parere personale ovvio, è una vera e propria porcata: 1) MAESTRO UNICO: ciò significherà una massa di disoccupati, scusate di ESUBERI perché è più eticamente corretto, con un buon livello di istruzione di sicuro superiore a quello dell’ignorante peggio di una capra Gelmini, visto la faccia del tipo “Ma chi sono questi” mentre ieri la Finocchiaro in senato citava Dante e Manzoni 2) VOTO IN CONDOTTA: giusto punire chi si comporta male e gli atti di bullismo, ma non dimentichiamoci che nelle scuole ci sono ragazzi che probabilmente neanche si rendono conto delle stronzate che fanno, si deve si fare qualcosa MA PER PREVENIRE E NON PER PUNIRE E BASTA. Tralasciando poi di quanto qualcuno potrebbe abusare di questo potere… 3) PER 5 ANNI I LIBRI NON POTRANNO ESSERE CAMBIATI, tempo sufficiente, nel caso dei libri di scuola, per non parlare della storia degli ultimi anni, tipo guerra in Afganistan ed in Iraq, il caso Parmalat, i manifestanti picchiati senza motivo a Genova durante il G8… 4) Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all’esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline: cioè significa che uno studente con 10 in tutte le materie e 5 in una non verrebbe ammesso all’esame di Stato? MA STIAMO SCHERZANDO? QUESTA è SCHIZOFRENIA PURA!!!!!!! 5) TAGLI ALLE UNIVERSITA’: 500 milioni in tre anni significherà aumenti indiscriminati delle tasse universitarie che le classi più disagiate non potranno permettersi, visto che potendo le università scegliere se rimanere statali o divenire istituzioni private chiaramente si sceglierà la seconda ipotesi o si chiuderà. Vi sembra giusto che uno studente brillante e capace debba rinunciare a laurearsi solo per la colpa di non poterselo permettere?
Ma la cosa che mi fa più schifo e che questa manovra serve per recuperare i miliardi buttati per SALVARE ALITALIA (fra l’altro in liquidazione e regalata alla CAI, associazioni di personaggi che hanno affossato l’Italia, vedi Colaninno) E LE BANCHE COLPEVOLI DELLA CRISI ECONOMICA. Ma perché i manager che fanno i danni devono prendersi liquidazioni miliardarie e a pagare devono essere i contribuenti? Poi vi consiglio di guardarvi questo video…QUESTA E’ DITTATURA, NEANCHE NEL CILE DI PINOCHET SI VEDEVANO QUESTE SCENE!!!!!!!!!
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Con diez cañones por banda, La luna en el mar riela, «Navega, velero mío, Veinte presas Que es mi barco mi tesoro, «Allá muevan feroz guerra, Y no hay playa, Que es mi barco mi tesoro, A la voz de «barco viene!» En las presas Sentenciado estoy a muerte! Y si caigo, Son mi música mejor Y del trueno Que es mi barco mi tesoro, JOSE' DE ESPRONCEDA (poeta spagnolo, 1808-1842) La traduzione in italiano la trovate qui: http://www.scrivi.com/pubblicazioni.asp?id_pub=340658 |







Inviato da: chiaracarboni90
il 06/06/2011 alle 12:37
Inviato da: giorgio
il 16/09/2010 alle 20:01
Inviato da: Anonimo
il 25/12/2008 alle 21:46
Inviato da: L_irrequieto
il 05/11/2008 alle 15:07
Inviato da: Vykyngo
il 30/10/2008 alle 23:10