|
|
Creato da solitudineNA il 02/01/2006
affetto verso un amico/a gatto
|
Area personale
Cerca in questo Blog
Menu
I miei Blog Amici
Ultimi commenti
Chi può scrivere sul blog
I miei link preferiti
Elefanti accorsi in massa alla veglia funebre del loro amico umano Lawrence Anthony, noto per essere l'autore del libro "The Elephant Whisperer" ("L'uomo che sussurrava agli elefanti") è morto lo scorso marzo all'età di 61 anni. Nel 1999 aveva salvato e riabilitato un gruppo di elefanti selvatici del Sud Africa che erano stati considerati pericolosi per l'uomo. Secondo quanto raccontato dalla famiglia dell'uomo, gli elefanti si sarebbero dimostrati in grado di ricordare quanto egli avesse fatto per loro, ed avrebbero trascorso un periodo di due giorni di fronte alla casa di Anthony, prendendo parte alla sua veglia funebre.
Anthony, che visse tra Zimbabwe, Zambia e Malawi, era noto per la sua capacità di comunicare con gli elefanti, riuscendo a calmare quegli esemplari che avessero subito dei traumi. Nel suo libro raccontò la propria storia di salvataggio degli elefanti sudafricani, sotto richiesta di una associazione animalista. Anthony riuscì a comprendere come l'unico modo per salvare quegli elefanti, considerati violenti ed indomabili, fosse vivere al loro fianco notte e giorno, per poter apprendere i loro comportamenti e comunicare con loro.
Quando l'uomo fu colpito da un infarto che gli fu fatale, gli elefanti, che si trovavano a numerose miglia di distanza dalla sua abitazione, sparsi in diversi punti del parco che li ospitava, viaggiarono per oltre 12 ore al fine di raggiungere il luogo in cui si trovava il loro salvatore. Secondo quanto dichiarato dal figlio di Anthony, Jason, entrambi i gruppi di elefanti di cui si era occupato arrivarono poco dopo la morte dell'uomo. Gli elefanti non raggiungevano il villaggio in cui egli viveva da un anno e mezzo, e ciò aveva lasciato supporre ai famigliari che essi avessero in qualche modo percepito quanto era accaduto.
E' difficile spiegare in che modo essi abbiano avvertito che la vita di Anthony era in pericolo, ma pare che proprio gli elefanti siano tra quegli animali in grado di provare dolore per la scomparsa di un membro del loro branco, che verrebbe, in un certo senso, compianto per giorni. Secondo gli esperti, gli elefanti sarebbero in grado di provare dolore per la morte di un loro famigliare, proprio come facciamo noi.
La capacità degli elefanti di provare emozioni profonde è inoltre testimoniata dal video che vi presentiamo. Il documentario mostra il riavvicinamento tra due elefantesse, Shirley e Jenny, dopo una separazione durata ben vent'anni. Le due elefantesse continuarono a vivere insieme per i successivi sei anni, fino alla morte di Jenny, nel 2006, a seguito della quale Shirley trascorse due giorni nella foresta senza mangiare. Gli elefanti sono in grado di commuoversi. E non dimenticano.
|
|
Un saluto affettuoso a tutti quelli che passeranno da questo blog (spero che lascino almeno un messaggio) a tutti i miei amici e un caldo caro abbraccio a tutte quelle persone che sono state a Montichiari al lager di Gree hill vi sono vicino non mollate maiiiii ![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
|
|
Una famigliola ,posa..ORGOGLIOSA accanto ad una giraffa,
carina vero? Solo che c'è un particolare:
la giraffa è stata appena uccisa...

Una famiglia felice, in posa con orgoglio, accanto ad una giraffa
che hanno appena ucciso per puro divertimento.
Turisti come questi pagano decine di migliaia di euro per cacciare
legalmente le giraffe, un animale elegante, un gigante gentile
del regno animale.
Molti poi portano a casa le teste degli animali e le appendono
al muro come un trofeo, per vantarsi delle loro avventure africane.
Pagano fino a 10.000 euro,pur di poterle cacciare ,e i preferiti
sono i maschi più grandi. I cacciatori per lo più provengono
dalla Gran Bretagna ,Nord America, Germania, Russia
Scandinavia...
Per la cronaca ,sono ritenute estinte in luoghi come l’Angola,
Mali e Nigeria,ma in Sud Africa, Namibia e Zimbabwe
è ancora legale poter dar loro la caccia.
scriviamo a questi governi affinchè facciano terminare subito questa crudeltà
|
|
Ecco quali sono le cose da evitare nella vita per cui vale la pena impegnarsi speriamo veramente che cambi qualcosa collegatevi a questo sito e capirete
credo che sia ora anche di essere propositivi con idee
|
|
LA PELLICCIA SINTETICA MEGLIO DI QUELLA VERA
Franco Libero Manco
L’Animal Welfare Istitute degli Stati Uniti d’America, in merito all’uso delle pellicce così si esprime: “Da un punto di vista pratico, le pellicce sintetiche hanno molti vantaggi rispetto a quelle vere: sono a prova di tarma, impermeabili, più economiche sia per l’acquisto che per il mantenimento, calde come e più di quelle vere. Questo è stato posto in evidenza nelle spedizioni antartiche e sul Monte Everest fin dai lontani anni cinquanta quando il sintetico fu considerato quanto di più caldo, leggero ed impermeabile esistente per le temperature polari”.
Inoltre la produzione di pellicce sintetiche risulta molto più vantaggiosa sotto l’aspetto economico non solo per il singolo acquirente ma per l’ambiente. Infatti queste vengono prodotte con il petrolio e i suoi derivati. A tal proposito l’ingegnere Gregory Smith, tecnico esperto della Ford, ha calcolato che per fabbricare una pelliccia sintetica è sufficiente l’energia prodotta di 5 litri di benzina, mentre per una pelliccia di animali selvatici (tenendo conto dei viaggi per la cattura, del trasporto e della lavorazione, si consuma l’energia di 15 litri di benzina. Se poi si parte dalla materia prima per arrivare al prodotto finito, il quantitativo sale vertiginosamente per la produzione di una pelliccia da allevamento per arrivare alla necessitò dell’energia prodotta da 280 litri di benzina.
Per la produzione di pellicce naturali sono necessari congegni di cattura e di contenzione, personale per la cattura o l’allevamento (costituito in genere da derrate che sarebbero utilizzabili per l’alimentazione umana), spese di scorticatura, essiccazione, pulitura, concia ecc. Nulla di tutto questo è necessario per le pellicce sintetiche che risultano convenienti sotto ogni profilo, da quello economico personale a quello sociale e soprattutto a quello etico.
Le pellicce sintetiche, la cui bellezza ed eleganza è pari o maggiore delle stesse pellicce naturali, vengono prodotte con pelo “finto finto” o con pelo “finto vero”, nel primo caso la colorazione è di fantasia, nel secondo è una fedele imitazioni delle pelli vere.
Naturalmente il mio consiglio è di non far uso né di pellicce vere né di quelle sintetiche, dal momento che indossando queste ultime (difficili da differenziare da quelle vere) la gente è istintivamente incline all’imitazione e ci si rende complici della sofferenza e dell’inevitabile uccisione di una moltitudine di animali. Se qualcuno ha nell’armadio qualche pelliccia vera, il mio consiglio è di non regalarla o venderla, ma di disfarsene magari bruciandola, chiedendo perdono al povero e sventurato animale.
QUANTI ANIMALI SERVONO PER FARE UNA PELLICCIA?
Agnellini broadtail: 30-45
Agnellini karakul: 18-26
Bob Cat: 16-22
Castori: 16-20
Nutrie: 26-34
Cavallini: 6-8
Cincillà: 130-200
Criceti: 120-160
Ermellini: 180-240
Foche Blu Black: 5-7
Gatti domestici: 20-30
Linci: 8-12
Lontre: 10-16
Lupi: 3-5
Martore: 40-50
Opossun: 30-40
Procioni: 20-30
Moffette: 60-70
Ocelot: 12-18
Scoiattoli: 200-400
Tassi: 10-12
Topi muschiati: 60-120
Visoni: 35-45
Volpi: 10-24
Marsupiali: 20-30
Zibellini: 60-80
|
|
Il fatto è accaduto il 16 ottobre, una settimana dopo la strage di Maspero (ventotto copti uccisi dall’esercito davanti alla sede della Tv di stato) quando nell’Egitto della primavera araba si decise che era giunta l’ora di aprire la caccia al cristiano.
In quei giorni, gli assalti contro uomini, donne e bambini cristiani copti furono decine specialmente per le strade dove bande di musulmani accerchiavano le macchine da cui penzolavano crocifissi e picchiavano a sangue gli occupanti.
Ayman Nabil Labid era un ragazzino egiziano di sedici anni, cristiano.
Ayman aveva una piccola croce tatuata sul braccio e per questo il suo professore di scuola, in uno scatto d’ira durante la lezione, lo prese per il collo intimandogli di coprire quel segno. Dal collo di Ayman però spuntò una collanina con un’altra croce. A quel punto l’insegnante iniziò a picchiare violentemente l’allievo e molti compagni si unirono al professore.
Ayman riuscì a divincolarsi e scappare nel bagno ma i bidelli intervennero in aiuto degli inseguitori che a gruppi linciarono il ragazzo infierendo anche sul corpo senza vita.
Questi sono i fiori della primavera araba.
Non sorprende che questa notizia non sia riportata da quotidiani come la Repubblica, l’Unità, il manifesto, Il Fatto Quotidiano, la Stampa, ecc. Disarmante è il silenzio dell’Osservatore Romano.
La notizia è stata diffusa, in Italia, da Il Foglio.
- Tratto da Giustizia Giusta - www.miradouro.it -
|
|
La giornata di oggi rappresenta un passaggio fondamentale ed una grande conquista per l'affermazione di una nuova coscienza di tutela e rispetto degli animali e dei loro diritti. Un salto culturale dal quale in futuro nessuno potrà più prescindere". È quanto afferma il Ministro del Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del comitato ministeriale per la creazione di un'"Italia Animal Friendly", che oggi ha proposto ed ottenuto l'approvazione delle misure che cambieranno radicalmente lo scenario della sperimentazione animale nel nostro paese.
"È stato approvato in commissione Affari Sociali - continua il Ministro Brambilla - il nostro emendamento alla legge comunitaria 2011, di recepimento della direttiva del 2010, che ci permette di voltar pagina con la sperimentazione animale dopo decenni di orrori. Abbiamo quindi corretto i grandi errori della direttiva europea 63/2010 e abbiamo introdotto in maniera importante e definitiva il principio per cui l'utilizzo degli animali, in quanto esseri senzienti e portatori di diritti, deve essere abbandonato in favore dello sviluppo di metodi alternativi in vitro. Questo principio, solo in parte accolto dalla direttiva europea, diventa centrale nella nostra impostazione. Il testo approvato dalla commissione -spiega l'on. Michela Vittoria Brambilla- prevede infatti misure adeguate per la concreta attuazione del loro sviluppo e la destinazione di congrui finanziamenti allo scopo. Inoltre, in attesa che siano perfezionati metodi alternativi e completamente sostitutivi della sperimentazione su animali, sarà possibile effettuare test su cani, gatti e primati, solo previa autorizzazione del Ministero della Salute e del Consiglio Superiore di sanità. Inoltre, gli animali non potranno essere più utilizzati per esercitazioni didattiche (eccetto l'alta formazione di medici e veterinari) e per esperimenti bellici".
"Infine, ho oggi assolto ad un preciso impegno - continua il Ministro Brambilla - che avevo preso con tanti cittadini, associazioni animaliste e comitati spontanei, che si sono mobilitati contro lo stabilimento Green Hill di Montichiari, dove sono allevati cani di razza beagle destinati ai laboratori. Pochi giorni fa, avevo postato sulla mia pagina personale di facebook e su quella creata dai militanti animalisti, un messaggio di solidarietà con una promessa di aiuto concreto per fermare quello che considero un vero e proprio orrore indegno di un grande paese civile. Sono felice di poter dire oggi che ho mantenuto la mia parola e mi sono fatta interprete delle aspettative dei tanti italiani che non sono più disposti ad accettare che il nostro paese ospiti quella che viene definita una ‘fabbrica di morte’: il nuovo testo vieta quindi su tutto il territorio nazionale l'allevamento di primati, cani e gatti, destinati alla sperimentazione.
Dopo tanti anni di militanza animalista - ho fondato all'età di tredici anni la sezione lecchese della lega contro la vivisezione lombarda - nei quali mi sono battuta senza sosta per cambiare la normativa del ‘92 e dopo il recente ulteriore impegno che avevo assunto per correggere gli errori della direttiva europea 2010, che non protegge affatto gli animali e i loro diritti, considero un grandissimo successo l'approvazione oggi di queste misure che rappresentano una vera e propria svolta, della quale vado molto fiera".
I membri del comitato ministeriale per la creazione di un Italia Animal Friendly del ministro Brambilla, che hanno quindi avuto tutti parte nell'approvazione di questa misura, sono i deputati Basilio Catanoso, Fiorella Ceccacci, Paola Frassinetti, Gabriella Giammanco, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, Manuela Repetti, Michele Scandroglio. Del comitato fanno parte anche i rappresentanti delle associazioni nazionali di tutela ambientale e animale, oltre a quelli di Anci, Upi e delle Regioni.
![]()
|
|
|
|
|
|
| |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
| |
|
ttenzione
|
|
| « Precedenti | Successivi » |



Inviato da: solitudineNA
il 24/05/2012 alle 08:57
Inviato da: solitudineNA
il 24/05/2012 alle 08:55
Inviato da: angesp50
il 22/05/2012 alle 00:42
Inviato da: angesp50
il 22/05/2012 alle 00:37
Inviato da: noemichiaralee
il 04/04/2012 alle 21:51