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Creato da shardana0 il 12/02/2006

Sardinia

Storia della Sardegna e del suo popolo - Arte, Tradizioni e cultura. Attualità, Cronaca, Società , Politica, Satira ed altro…

 

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Post n°1437 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da shardana0


......PROVA....

 
 
 

Ma quanti debiti....

Post n°1436 pubblicato il 19 Settembre 2011 da shardana0
 

O

gni giorno che passa mi trovo sempre più indebitato, e non per aver fatto acquisti importanti, ma per debiti contratti da chi ci ha governato. Nella mia vita fortunatamente, il lavoro non mi è mai mancato, a volte ho sgobbato oltre il normale, tutto per non fare debiti e vivere con un minimo di tranquillità, non ho mai fatto il passo più lungo delle mie possibilità e oggi, malgrado tutto, mi trovo con un debito enorme senza sapere di cosa, ma da me sicuramente mai creato; creato invece da coloro che nella nostra breve storia della repubblica ci hanno guidati politicamente e che sono stati spesso benevolmente giudicati “poco accorti”. Come in una famiglia che ha un reddito di cento e ne spende duecento. Perché le colpe dei politici devono ricadere su tutti noi? A me hanno insegnato che chi contrae un debito ne deve rispondere personalmente.

 

 
 
 

Da dove arriva la violenza?

Post n°1435 pubblicato il 05 Novembre 2010 da shardana0
 

 

D

etestare la violenza sugli avversari politici pare non basti più; allora mi permetto di suggerire due cose: prima, severità e pena certa per gli autori della violenza fisica; seconda, invito a certi politici per una maggiore moderazione nel linguaggio e rispetto della verità.

Quando si definisce “coglione” chi vota per gli avversari si commette violenza. Quando si accusa parte dei magistrati di essere dei tarati mentali , facenti parte di lobby atte a demolire il premier si fa violenza. Quando si sfugge dal processo con leggi ad personam , quando si accusa la Suprema Corte di parzialità, si fa violenza. Quando col viso d’angelo ma fare schifato, si negano verità sacrosante o si insinuano accuse agli avversari, si fa violenza. Dittatore, si fa violenza. Quando si costruiscono falsi dossier contro gli scomodi avversari politici, si fa violenza. Quando si minaccia una rivolta armata in seguito a una sconfitta politica, si fa violenza. Quando si accusa il Capo dello Stato di faziosità e parzialità, si fa violenza. Quando si accusa il presidente del consiglio di essere un mafioso Quando nei vari Talk show televisivi si urla, si interrompe in continuità l’avversario, si dicono cose che di vero hanno poco, si evita di dare risposte comprensibili anche ai meno colti, si fa violenza.
Questi comportamenti sono anche una vile violenza nei confronti dei telespettatori in quanto si ritengono offesi ed hanno una sola arma: il telecomando. Ma non è bello cambiare canale per dei politici che usano l’arma dell’intolleranza e creano i presupposti della violenza fisica di cui gli italiani non sentono il bisogno. Ergo, ci rimane la scheda elettorale, usiamola bene.

 

 
 
 

Gli italiani sono irriconoscenti…

Post n°1434 pubblicato il 07 Ottobre 2010 da shardana0
 

 

 

M

I sto rendendo conto che noi italiani siamo un popolo di irriconoscenti. Ci preoccupiamo solo delle “piccole faccende” di casa nostra: l’economia che va male, la chiusura delle fabbriche, la disoccupazione che continua a crescere, la scuola e l’università che sono allo sfascio, la sicurezza, i precari e non ci rendiamo conto che non sono nulla a confronto dei problemi che affliggono il mondo. Per fortuna che abbiamo un premier che tra una barzelletta e l’altra, ha capito come vanno le cose e, invece di preoccuparsi di queste “frivolezze”, dedica tutte le sue energie e il suo tempo a risolvere importanti questioni a livello internazionale: convincere Putin a fermare i carri armati ad appena 15 km dalla capitale della Georgia, far concludere l’accordo tra Obama e Medvedev, cioè tra l’Alleanza Atlantica e la Russia e, non pago, a dare le giuste dritte a Obama per risollevarsi in fretta dalla pesante crisi economica USA.

Nonostante tutto é convinto di essere il miglio premier degli ultimi 100 anni.

 
 
 

La donna come merce

 

C’

é una ragazza che scrive un libro, partecipa al Campiello, vince il premio sezione giovani e, quando sale sul palco, viene apprezzata più per il suo decolté che per la sua opera letteraria. C’è un dittatore che quando arriva in Italia vuole uno stuolo di centinaia di ragazze da catechizzare.
C’è una pubblicità che per vendere qualche prodotto non trova altra idea creativa che abbinarlo a un fondoschiena femminile. Ci sono programmi televisivi, dove l’immagine femminile è costantemente umiliata, senza considerare che – per usare le parole del Presidente Napolitano – “uno stile di comunicazione che offende le donne nei media, nelle pubblicità, nel dibattito pubblico può offrire un contesto favorevole dove attecchiscono molestie sessuali verbali e fisiche, se non veri e propri atti di violenza anche da parte di giovanissimi”.

Ci sono padri, mariti o fidanzati ex partnes che non si rassegnano ad accettare le scelte delle figlie e compagnie, arrivando ad eliminarle fisicamente. La vita delle donne non è mai stata facile ma oggi in Italia è in atto una profonda regressione che utilizza il corpo femminile per renderle oggetti, per mercificare, per ricacciarle indietro rispetto ai diritti conquistati negli anni 70. Anche se le donne sono oltre la metà della popolazione del nostro paese il tasso di occupazione femminile, così come la rappresentanza in parlamento sono i più bassi dell’Unione Europea. A peggiorare le cose intervengono i dati medi sulla retribuzione, da dove emerge che le donne guadagnano il 20% in meno degli uomini, che, come se non bastasse, hanno 80 minuti in più' per lo svago.

Non si può più tacere, la voce delle donne deve farsi sentire. Boicottando i prodotti che usano nelle loro pubblicità il corpo femminile; cambiando programma quando in televisione c’è “bulli e puppe” o similari, scrivendo lettere, mail di protesta ai giornali quando qualcosa ci fa indignare; soprattutto educando le altre donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi; insegnando alle bambine ed ai bambini il rispetto. Forse sarà poco ma qualcuno deve iniziare a cambiare.

Se invece volete agire senza perdere la vostra preziosa femminilità, ma non rinunciando al vostro essere pensante, ecco allora che la vera rivoluzione va fatta dentro di voi. Perché essere donne, non è solo apparire assatanate e isteriche in occasione dell’8 marzo partecipando alla visione di volgari streep tease maschili per poi relegarsi per i restanti 364 giorni a macerare tra le proprie mura e svolgere un ruolo da cameriera tuttofare reprimendo ogni desiderio del sentirsi viva. È il modo di pensare che va cambiato solo in questo modo l’evoluzione femminile sarebbe in grado di sconfiggere il maschilismo atavico che vi relega, oggi forse più di ieri, in una semplice mercificazione. Donna è bello ma se dentro di voi sapete essere davvero libere a prescindere dall’avere una quinta o una seconda di reggiseno.

 
 
 

Povera Italia…

Post n°1432 pubblicato il 10 Settembre 2010 da shardana0
 

 

L’

ultima volta che ho titolato un post con queste due parole sono stato indagato e in seguito condannato per il reato di “diffamazione”, ma oggi dopo settimane di altalene politiche, di elezioni si, elezioni no, l’ assurda richiesta, del presidente del consiglio e del suo alleato leghista Bossi, di dimissioni del presidente della camera Gianfranco Fini, mi spinge ad utilizzare ancora questo titolo.

Sì, credo che la richiesta di Berlusconi e Bossi sia la prova che nel nostro paese la democrazia sia ormai un labile ricordo. Il leader del carroccio ha il coraggio di chiedere le dimissioni del presidente della camera sostenendo che non è super partes e quindi Incompatibile col ruolo di presidente della Camera. Parla lui che sa soltanto mostrare il dito medio, bella come risoluzione hai problemi dell’Italia e che a suo dire é uno «Stato delinquente»!

Parla lui che credendo di rappresentare la gente del Nord nonostante sia un ministro della Repubblica Italiana ha sempre calpestato i valori dell’Italia, e ha sempre fomentato solo odio minacciando una nuova marcia armata su Roma. Parla lui che, nonostante la proposta del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, di concedergli la laurea honoris causa in Scienze della Comunicazione, si esprime aggredendo e insultando (ha dato del mafioso della peggior specie a Berlusconi, ha insultato papi, vescovi, presidenti della Repubblica).

Parla lui che considera i meridionali come delinquenti da evitare, tratta gli immigrati come appestati, diffonde odio e veleno da anni, parla apertamente di secessione (nello statuto della Lega è considerato l’obiettivo primario del movimento), calpesta l’Inno e la Bandiera. Dovrebbe essere proprio lui il primo ad essere cacciato. A chi crede di far paura quando dice:”Attenti a non rompere i c... alla gente del Nord”! Crede forse che il resto dell’Italia tremi e stia a guardare?

Umberto Bossi e la Lega devono sapere che i c…. se li sono rotti tutti gli “italiani”, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Gli italiani che si sono stancati di coloro che mangiano a sbafo e senza alcun ritegno, e poi sputano con volgarità nello stesso piatto in cui si abbuffano. Il Paese va salvato dalla Lega, prima ancora che dal berlusconismo imperante. Nel Paese deve tornare la vera Politica, i partiti degni di questo nome, dirigenti competenti e trasparenti nell'agire. Abbiamo bisogno di chiudere definitivamente la tristissima pagina nera chiamata “Seconda Repubblica”, in cui la Lega ha fatto più casino che altro.

 
 
 

Il bavaglio serve ma per Bossi

Post n°1431 pubblicato il 04 Luglio 2010 da shardana0
 

I

n queste ultime settimane si fa un gran parlare della famosa legge sulle intercettazioni che piace tanto al premier Berlusconi. La legge che né il Presidente Fini, né il Presidente Napolitano vogliono. Una legge che per i suoi limiti può essere dichiarata incostituzionale.

Leggo anche i discorsi di Umberto Bossi che come al solito non perde occasione per sfoderare la sua maschia figura di leader incontrastato di un partito o movimento che si gode i privilegi della casta tanto criticati e che vengono profumatamente pagati da uno stato che vorrebbero smembrare. A Fini che sostiene l’inesistenza della Padania, il senatur Umberto Bossi, rispolverando la ormai tradizionale minaccia, risponde che ci sono grosso modo 10 milioni di persone pronte a battersi per quel territorio. A parte il fatto che si dimentica di dire che ce ne sono pressapoco altri 40 milioni pronti a fermare i suoi maschi guerrieri.

Io mi vergogno profondamente che simili vaneggiamenti non siano stigmatizzati e contraddetti con forza da altri esponenti della maggioranza del governo. Trovo inverecondo il silenzio da parte di tanti politici che - lo sappiamo bene tutti - non la pensano come il "senatur". Certe affermazioni sono pericolose e qualsiasi persona sensata lo sa. Se i leghisti non riescono a staccarsi dall'Italia con la loro "Padania" un motivo ci sarà. E pretendere di imporre la "Padania" con la forza (con le armi!) a coloro che nella loro "Padania" ci vivono ma che di "Padania" non vogliono sentire neppure parlare, dato che si ritengono cittadini italiani, è una delle più grosse idiozie. Resta il pericolo di certe parole usate a vanvera.

Alle parole bisogna fare attenzione. Qualche esaltato (e ce ne sono tanti) potrebbe prenderle sul serio. Chi parla a vanvera si prenda la responsabilità di quello che dice, anche se oggi c'è la brutta abitudine di dimenticare tutto in fretta. Io spero vivamente che gli elettori non dimentichino e che alle prossime elezioni mandino a casa questi signori, prima che succeda il pegio.


 
 
 

Una mossa sospetta i tagli ai politici…

Post n°1430 pubblicato il 19 Maggio 2010 da shardana0
 

 

A

nche il governo più votato ed amato dagli italiani ha dovuto prendere atto che ci troviamo di fronte ad una crisi senza precedenti dall'ultima guerra. Siamo tutti più poveri di 750 miliardi di euro o, per meglio dire, ogni sfigato che appartiene all'eurozona oltre al proprio debito pubblico prò capite della nazione alla quale appartiene ora dovrà sobbarcarsi un extra debito, questa volta europeo. Gli abitanti della zona attualmente infestata dall'euro sono 320 milioni, fatti i debiti conti si troveranno con 2300 euro a testa di debito in più da pagare. Neonati e pensionati inclusi, sui quali ovviamente occorrerà pagare ì soliti interessi sotto forma di imposte e di tagli allo stato sociale.

Il sottoscritto, era scettico su questa crisi, credevo fosse un’invenzione del giornali e delle Tv, ma si è convinto definitivamente, nel momento in cui il ministro Calderoli ha proclamato che la classe politica deve dare il buon esempio e ridursi gli emolumenti del 5% per aiutare il Paese.

Siccome i politici, dal 2001 in poi, hanno già dato un notevole contributo al Paese rinunciando a tutti i loro privilegi, abolendo 540 mila auto blu, dimezzando il numero dei parlamentari, sopprimendo le province e altri enti inutili, svolgendo regolari gare d'appalto per far risparmiare la pubblica amministrazione, stanando milioni di evasori, e milioni di falsi invalidi, penso che sia giusto che anche i pensionati ed i lavoratori dipendenti diano una mano al ministro leghista a trovare quei 25 miliardi di euro che servono per la nuova manovra finanziaria.

Non vogliamo mica che il governo sia costretto a prendere misure impopolari che colpiscono, sempre, le rendite finanziarie, le pensioni d’oro, gli stipendi milionari, i grandi patrimoni o i grandi evasori fiscali come (non) pretendono i sindacati? Autorizziamoli a "prendere" dalle pensioni e dagli stipendi il 10% o anche il 20% al mese ed ecco trovati i 25 miliardi. Italiani siate generosi aiutiamo i politici che hanno, sempre, dato il buon esempio.

Avete capito perché è sospetto il proclama del 5% del ministro? Prepariamoci al solito "andazzo" perché sono in arrivo i tagli alla sanità e il ticket di 10 euro, il blocco dei contratti pubblici, il blocco delle finestre di luglio per gli aspiranti pensionati etc… etc…

 

 
 
 

L’ AVO: Associazione Volontari Ospedalieri,

Post n°1429 pubblicato il 12 Maggio 2010 da shardana0
 

 

O

ggi non voglio annoiarvi con le solite critiche al sistema Italia. Oggi voglio parlarvi di qualcosa di importante, la mia nuova esperienza all’interno dell’ AVO, Associazione Volontari Ospedalieri, che rappresenta una delle più importanti e riconosciute realtà nel settore del volontariato socio-sanitario. Un’ associazione che intende rendere a tutti coloro che non si trovano nella pienezza dei propri mezzi fisici o psichici o che vivono in situazione di sofferenza un servizio volontario, qualificato, gratuito e disinteressato offrendo presenza amichevole, calore umano, dialogo, aiuto per lottare contro la sofferenza, il disagio, l’isolamento e la solitudine.

Dopo un colloquio informativo e una prima selezione attitudinale, sono stato ammesso al corso di formazione base (durato circa due mesi). Gli incontri, sono stati tenuti da volontari-formatori, da medici e psicologi, e aveva per argomento in particolare la comunicazione con il malato, la relazione d'aiuto, le problematiche socio-assistenziali, l'organizzazione sanitaria e gli aspetti normativi del volontariato. Ora sto finendo i mesi di tirocinio in ospedale affiancato da volontari esperti con i quali metto al servizio degli ammalati degenti nell’ ospedale della mia città parte del mio tempo. Un’esperienza straordinaria perché mi sono reso conto che è vero noi volontari, girano per i reparti con camice azzurro e cartellino di riconoscimento, assicuriamo una presenza amichevole, offrendo al malato calore umano, ascolto, compagnia e un aiuto per lottare contro la sofferenza della malattia e della solitudine, durante la loro degenza, ma è anche vero che loro contraccambiano trasmettendo a noi volontari qualcosa che ci fa crescere e maturare. Noi doniamo a loro il nostro tempo ma loro attraverso i loro sguardi e i loro sorrisi donano a noi qualcosa di più facendoci dimenticare i nostri piccoli problemi quotidiani e quando li lasciamo a fine turno, non possiamo far altro guardare il cielo e ringraziare perché abbiamo scoperto di essere veramente fortunati.

Condivido quest’esperienza con decine di volontari, ma siamo ancora pochi e abbiamo bisogno anche di te! E' importante poter contare su un’adesione sempre maggiore per non essere costretti a sospendere dei servizi positivi di cui il malato possa fruire in modo continuativo. Allora, se credi di avere le qualità necessarie, serietà, equilibrio, discrezione, intuito e capacità di relazione; una buona preparazione generale; disponibilità alla collaborazione; disponibilità a svolgere almeno un turno settimanale in ospedale (mattino o pemeriggio); disponibilità a partecipare ad un incontro mensile di formazione, corri informati presso la tua città e chiedi di diventare un volontario AVO e anche tu potrai provare la gioia di donare il tuo tempo a chi ha bisogno.

La frase usata nella Home Page di un sito AVO è emblematica: ”Dai poco se doni la tua ricchezza. Ma se doni te stesso, tu doni veramente”.


 
 
 

5 maggio - Giornata nazionale contro la pedofilia.

Post n°1428 pubblicato il 05 Maggio 2010 da shardana0
 

 

U

na legge del 30 aprile 2009, fissa al 5 maggio la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia ma leggendo i quotidiani odierni, mi pare che la cosa sia passata "nel silenzio pressoché assoluto dei media". Eppure L'iniziativa cade quest'anno in mezzo allo scandalo pedofilia scoppiato all'interno della Chiesa, quindi sarebbe stata comprensibile e auspicabile una chiara presa di posizione e condanna contro questa piaga che ogni anno colpisce anche in Italia migliaia di bambini.

Secondo l’organizzazione Meret fondata da don Fortunato di Noto, sarebbero circa con 20.000 i nuovi casi all'anno, con un aumento del 10,8 per cento negli ultimi cinque anni. Questa organizzazione in 20 anni di attività, Meter ha aiutato 900 minori e famiglie ad essere accolti in centri d'ascolto ed ha segnalato alle autorità 200 mila siti pedopornografici, con un ritmo di 600 al mese.

Dal rapporto presentato da Telefono Azzurro emerge che sui 6.623 casi segnalati alle linee di ascolto di Telefono Azzurro tra il 1° gennaio 2008 e il 15 marzo 2010, quelli relativi ad abusi sessuali sono stati 269 (il 4%). Si tratta di segnalazioni provenienti soprattutto da Lombardia, Lazio e Veneto (30%). Sono soprattutto le bambine e le adolescenti, le principali vittime di abusi sessuali (il 66% dei casi circa), in linea con i dati disponibili a livello internazionale. Una segnalazione su tre riguarda invece minorenni maschi (89 casi, in altre parole il 33,8%). Le vittime di abuso sessuale segnalate a Telefono Azzurro hanno generalmente un’età inferiore agli 11 anni (57,6%). Nel 90,3% dei casi le vittime degli abusi sono stati minori italiani; nel restante 9,7% si tratta invece di bambini e adolescenti stranieri, provenienti principalmente da Paesi dell’Est.

Ma chi sono gli aguzzini che abusano dei bambini? I dati raccolti smentiscono luoghi comuni: nella maggior parte dei casi, infatti, gli abusi sessuali sono commessi da persone appartenenti al nucleo familiare. Se solo l’11% circa riguarda soggetti estranei, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti: tra questi, spiccano gli amici di famiglia (12,9%) e gli insegnanti (9% circa), i vicini di casa (4,7%). L’1,2% delle segnalazioni riguarda figure religiose. Qui questi degenerati sono solitamente persone di cui i bimbi si fidano ciecamente e che giovando di questo si macchiano di un crimine infame. Questi animali hanno sicuramente problemi psichici ma che occorre fermarli, non si possono semplicemente considerare persone malate da comprendere e tanto meno da scusare.

 
 
 
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