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IL CIELO SU/SOPRA TORINO

Oggi Effetto Dissolvenza
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VIAGGIATE...GUIDATI
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La celebre opera di Rossini è al centro di una grande produzione che coinvolgerà Torino e le sue residenze reali. Piazza Castello, la Biblioteca Reale, la Venaria Reale, la Villa dei Laghi e il parco della Mandria, la Palazzina di Caccia di Stupinigi e il Palazzo Reale di Torino saranno i luoghi dove tornerà a vivere la favola di Cenerentola in una grandiosa messa in scena con la musica di Gioachino Rossini, grandi voci della lirica, danza ed effetti speciali. Le date sono il 3 ed il 4 di giugno 2012, su Raiuno ed in Mondovisione. Uno spot fantastico per la nostra città che, però......non è più Cenerentola, turisticamente parlando. Non lo è più da anni, almeno dal 2006, dalle Olimpiadi Invernali. E soprattutto non lo è più dentro, nè ne soffre il complesso. Alla cenere del caminetto, alle polveri sottili dell'indifferenza, al senso del dovere senza mai il piacere della capitale sabauda, si è sostituita una città viva, piena di entusiasmo, rinata come città d'arte e come fulcro di esperienze sociali. Insomma una vera e propria capitale. Lo so, io son di parte ed esagero. Ma voi date un'occhiata a questa Cenerentola, anche solo per scoprire dei luoghi che nulla hanno a che fare con la Fabbrica Italiana Automobili Torino. Se non vi verrà la voglia di venirci a trovare, almeno saprete cosa vi state perdendo. E noi invece stiamo vivendo. |
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Come in miglioren tradizionen di libri cialli, Di tutta questa storia s'è capito pochissimo. E noi glielo permettiamo. |
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Per punizione del fatto che sono andato Apparigi a divertirmi, alcune divinità, tra cui, sono sicuro, anche XYZ, hanno complottato per far si che il mio ritorno a casa fosse veramente disagevole, anzi, per dirla tuttatuttatutta una merda.
Per darvi l'idea, è come se fossi tornato a casa da Parigi a Torino sulla bianchina di Fantozzi, ad una media oraria di 70 km orari, passando per le stradine di campagna, con un carro di letame davanti che non faceva superare. Ma andiamo con ordine. Partenza ore 16.00 dal mio ufficio con Taxi prenotato 3 giorni prima dal Tassista Senegalese Dhiub, che all'andata con 28° di temperatura esterna ha tenuto su la sciarpa per tutto il viaggio e non ha azionato l'aria condizionata. Salgo sul taxi e gli spiego nel mio francese malfermo che o accende l'aircondiscion o gli spacco il finestrino a capate. Mi fa segno che ha capito: sono io che non ho calcolato che con l'aircondiscion, si espande per la macchina il sapore dello stufato di montone aux herbes sauvages che Dhiub ha mangiato per pranzo. Troppo tardi. Mi fa vedere sul monitor del minitel che la Periferique è completamente bloccata, 15 km di coda in direzione nord e 12 in direzione sud. Decidiamo, o meglio Dhiub il Decisionista, decide, per una manovra definitiva ovvero l'attraversamento a taglio laser di Parigi alle 5 del venerdì, pressapoco una manovra tipo quella indicata nella diapositiva.
Due ore e mezza dopo sono all'aeroporto: ve la faccio breve. Ho visto la morte materializzarsi in varie forme: due autobus, un camion, un ambulanza e, nel tratto in cui sono svenuto per il caldo e l'aroma agnello, credo anche un TGV lanciato ed un Concorde in fase di decollo. Dhiub guida indubbiamente bene: proprio come si guida nella giungla senegalese, ogni tanto apre il finestrino e sputa, poi comincia una telefonata fiume durante la quale contratta il prezzo d'acquisto della licenza da tassista (tutto il mondo è paese!!!) e quando gli dico che da noi Monti le vuole togliere, dall'alto della sua saggezza tribale, mi dice che Monti è uno stronzo. Non lo contraddico per evidenti ragioni di convenienza e mi guadagno uno sconto di 10 euro, ma gliene lascio giù comunque 130. Aeroporto Charles de Gaulle, in arte CDG: se potete, cercate di non prendere voli che arrivino al terminale G che è quello degli sfigati, infatti ci fanno atterrare gli italiani. L'aereo è piccolo e la gente mormora. Il bambino dietro di me, se qualcuno prima non gli taglia le corde vocali in un vicolo di notte, diventerà il nuovo Freddie Mercury. Infatti prova l'acuto di Somebody to Love per tutto il viaggio, mentre la madre lo ignora ed ignora anche le bestemmie di tutti gli altri passeggeri. Altro consiglio: non accettate come snack i grissiNINI gusto pesto: che XYZ stramaledica la ditta astigiana che li produce per Air France. Per digerirli ci son volute due coche, e ancora. Il volo parte in ritardo e anche se non c'è traffico sull'aerovia mica può recuperare più di tanto. Infatti si presenta a Torino mentre sulla città s'abbatte un nubifragio tipo Tragedia di Superga. Questo è quello che ci viene detto colpevolmente 5 minuti prima dell'atterraggio. Ovvero mentre ci stiamo dirigendo a Milano Malpensa. A 130 km da Torino Caselle, dalla mia macchina, dal mio letto, dalla mia adorata magione. Atterraggio alle 22,30 ora di Milano. Ore 24.00 si presenta una navetta sostitutiva, dopo che alcuni allegri tassisti avevano provato a proporci il viaggio fino a Caselle in 4 in taxi a 400 euro in tutto, rischiando il linciaggio. Ore 02.00 arrivo a Caselle. Scendiamo tutti, rincoglioniti come zombie. L'autista della navetta saluta e riparte in direzione Milano senza scaricare i nostri bagagli. Io quasi svengo dalla gioia. Percorro bestemmiando il tratto dall'Aeroporto a casa, beccando tutti semafori rossi interminabili. E per premiarmi, vado a letto senza cena. L'indomani mattina chiamo Malpensa e scopro che il mio bagaglio è lì. Arrivo ai Bagagli Smarriti e, esattamente al centro dell'enorme sala, scorgo la mia valigia incustodita. Mi avvicino al bancone e spiego alla ragazza dell'Air France:"Ma lo sa che quella valigia incustodita in mezzo alla sala è proprio la mia valigia!" Mi guarda basita e mi dice:"quale valigia?". Mentre torno mestamente verso Torino, meditando di infilare nella nota spese che io stesso controllerò, il tragitto Casa Malpensa Casa, penso che in 11 ore di viaggio, sarei potuto andare in Messico o forse in Cina. E che lo spazio ed il tempo sono concetti relativi, ma entrambi hanno influito pesantemente sulla velocità di rotazione dei miei maroni. Se va bene per i prossimi tre anni niente viaggi aPParigi. Spero. |
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5 Stelle Una per ciascuno dei sindaci che hanno eletto La quinta è per il capodellabanda E' tanto di moda parlarne, Nessuno che si sia chiesto E comunque, a me 5 Stelle fa solo e soltanto venire in mente Generale queste cinque stelle
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In principio XYZ creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di XYZ aleggiava sulle acque. XYZ disse: «Sia la luce!». E la luce fu. XYZ vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. XYZ disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». XYZ fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. XYZ chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. XYZ disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. XYZ chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E XYZ vide che era cosa buona. E XYZ disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: a terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. XYZ vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. XYZ disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte;
Il quinto giorno XYZ si alzò con cerchio alla testa e non avendo ancora inventato la cibalgina non sapeva come farselo passare. Rimase a letto per un pò e telefonò che sarebbe arrivato tardi al lavoro, ma in cuor suo aveva già deciso di fare sega, di tagliare, di bigare, insomma. Dormicchiò ancora un pochino e poi, annoiato si alzò. Non fece colazione, che ancora non esisteva e, con la ferma risoluzione di non lavorare quel giorno (venerdì) si mise al balcone a contemplare la sua opera. Il resto della mattinata lo passò svogliato sull'amaca, facendo esplodere qualche supernova ed incasinando un pò le particelle subatomiche. La prospettiva dell'assenza del pranzo lo innervosiva, ma non avendo ancora concepito gli animali e non essendo ancora arrivati i venditori di Kebab, non c'era nulla da mettere sotto i denti se non qualche tubero o frutto, peraltro acerbi in quanto inventati solo due giorni prima. Così, molto controvoglia, dovette rimettersi la tuta da lavoro e, con uno sforzo sovradivino, cercò di concentrarsi nella creazione di qualcosa di commestibile. Non era giornata e lo si vide dall'inizio: l'ornitorinco, il formichiere e il pesce palla e l'elefante, ne pagano ancora le conseguenze. Faceva fatica a concentrarsi e, diciamolo, oltre a tutto il resto, se era facile lavorare coi pianeti e le montagne, con gli oggetti piccolini, la manualità diminuiva di molto. Inoltre scarseggiavano le idee: cominciò a fare dei rettili enormi, che però non stavano fermi e si mangiavano l'un l'altro. Niente, fu costretto a far cadere un asteroide in modo che si estinguessero. Creò tutta una bella serie di pesci, pregustando una bella frittura, ma si accorse che non saltavano spontaneamente nella padella e non avendo creato i vermi non c'era modo di farli abboccare all'amo. Comincio tutta una serie di combinazioni per bestie a quattro zampe: collo lungo collo corto, corna e non corna, pelo liscio o pelo rugoso, manto macchiato o manto uniforme, artigli e zoccoli. Era esausto. Con le briciole e gli avanzi, lanciati in aria, creò gli insetti, salvo pentirsene alla prima zanzara che lo punse. Non era proprio giornata. Aveva in testa un progettino di bipede, ma col fango non riusciva proprio a farlo stare insieme. Ed in più gli era venuta l'idea di farlo intelligente, in modo da avere qualcuno con cui parlare, ma anche lì non riusciva a darne fuori. Aveva pensato di farlo a sua immagine e somiglianza, ma con meno poteri, meno intelligenza e soprattutto con una bella data di scadenza, che non si sa mai che gli si rivoltasse contro. All'ora di cena aveva pronto il modello base, doveva solo scegliere gli accessori: le orecchie sì, perchè potesse ascoltarlo, il naso sì, perchè potesse respirare, gli occhi sì, perchè potesse ammirare il suo lavoro, le mani sì, anche se fu molto indeciso sulla storia del pollice opponibile. Sulla bocca aveva grandi riserve e gliela fece solo perchè non aveva voglia di imparare il linguaggio dei segni. Nella foga non si accorse di aver fatto anche i denti e la lingua, cose di cui si pentì in seguito. Ma cosa peggiore ed evidente disattenzione, gli sfuggi un'appendice lì in mezzo alle gambe: qualcosa di inevitabilmente diverso dall'Asessuato Divino Originale. Come cervello gli diede una sola unica piccola cellula. Sottovalutando, alla grande. Andò a dormire soddisfatto anche se affamato e cadde in un sonno pesantissimo. Si svegliò alcuni milioni di anni dopo, riposato. E inorridì. L'esserino bipede si era evoluto in colori e forme diverse, addirittura sdoppiandosi in una versione leggermente diversa, che aveva sviluppato la capacità di riprodursi. Metà degli animali da lui creati non esistevano più e l'altra metà passava il tempo a sfuggire all'esserino che dominava la piramide alimentare con la clemenza di un faraone incazzato. Molti fiumi erano stati deviati, i mari prosciugati, le montagne bucate o scavate. L'aria non aveva più quel bel profumo di fiori e pennacchi di fumo spuntavano un pò dappertutto. Le foreste avevano forme e dimensioni diverse da quelle che lui ricordava e, ma non era sicuro, gli era sembrato di vedere anche qualche animale della sua serie originale, modificato nella forma e nel colore. Udiva nell'aria rumori innaturali, così diversi dal delizioso silenzio pre-creativo. Cominciarono a prudergli le mani in un istinto che del creativo aveva ben poco, anzi. Solo, dopo tutta quella fatica, gli sembrava brutto annichilire il creato con uno schiocco di dita. Decise di trastullarsi almeno un pò nell'opera demolitoria. Cominciò ad agitare l'acqua creando maremoti, ma si accorse che morivano solo quelli che non potevano permettersi le case con la bella vista delle colline. Puntò allora il Dito Divino creando i terremoti ed i vulcani, ma anche lì a rimetterci eran quelli che non potevano trasferirsi o isoliti poveri cristi in case vecchie o nuove ma rigorosamente prefabbricate. Seminò distrattamente peste tisi vaiolo malaria ed un paio di malattie che manco Lui riusciva a pronunciarne il nome, ma chi aveva i soldi comprava i migliori dottori e le migliori stanze dei migliori ospedali e, spesso, di riffa o di raffa, se la cavava. Ci voleva qualcosa di più letale. Di lento ma inesorabile. Di equo ma rigoroso. Di serio e inarrestabile. E creò Mario Monti. Poi si allontanò alla chetichella, con un valigia piena di soldi, chè sarai anche XYZ, ma quello se vuole beccarti ti becca. E anche a XYZ, la patrimoniale fa male dove non batte il Fulgido Astro. |
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