Creato da AVV_PORFIRIORUBIROSA il 29/04/2013

TOUJOURS PRET

Prix bon marché

 

 

Légèreté

Post n°177 pubblicato il 26 Giugno 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da ora in avanti, rispetto a quanto ho vissuto finora …
Mi sento come quel bimbo cui regalano un sacchetto di caramelle: le prime le mangia felice e in fretta, ma, quando si accorge che gliene rimangono poche, comincia a gustarle profondamente.
Non ho tempo per sopportare persone assurde che, oltre che per l’età anagrafica, non sono cresciute per nessun altro aspetto.
Non ho tempo, da perdere per sciocchezze.
Ora non sopporto i manipolatori, gli arrivisti, né gli approfittatori.
Mi disturbano gli invidiosi, che cercano di discreditare i più capaci, per appropriarsi del loro talento e dei loro risultati.
Ho poco tempo per discutere di beni materiali o posizioni sociali.
Amo l’essenziale, perché la mia anima ora ha fretta …
E con così poche caramelle nel sacchetto …
Adesso, così solo, voglio vivere tra gli esseri umani, molto sensibili.
Gente che sappia amare e burlarsi dell’ingenuo e dei suoi errori.
Gente molto sicura di se stessa , che non si vanti dei suoi lussi e delle sue ricchezze.
Gente che non si consideri eletta anzitempo.
Gente che non sfugga alle sue responsabilità.
Gente molto sincera che difenda la dignità umana.
Con gente che desideri solo vivere con onestà e rettitudine.
Perché solo l’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena viverla.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle altre persone …
Gente cui i duri colpi della vita, abbiano insegnato a crescere con dolci carezze nell’anima.
Sí … ho fretta … per vivere con l’intensità che niente più che la maturità ci può dare.
Non intendo sprecare neanche una sola caramella di quelle che ora mi restano nel sacchetto.
Sono sicuro che queste caramelle saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo, alla fine, è andar via soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.
Ti auguro che anche il tuo obiettivo sia lo stesso, perché, in qualche modo, anche tu te ne andrai …
Mario Andrade


 
 
 

Eros e Pathos

Post n°176 pubblicato il 27 Maggio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

 

Andate, andate pure.
Io resto qui
disteso
ad aspettarla.
In carne, ossa
e amore.
Lasciatemi 
impazzire
in pace. 
Lasciatemi
ingoiare la ragione.
Andate, andate pure
Io resto qui
ad abbracciarla.
E se non parlerà
sciogliendole i capelli
inizierò a baciarla.
E le racconterò 
di tutte quelle ore
passate a bocca aperta
a scriver poesie
spogliando le parole
di tutte quelle ore
passate a bocca 
aperta 
che senza le sua labbra
mi si seccava
il cuore.
Andate, andate pure. 
Io resto qui
a dipingerle 
una strada
che l’accompagni fin da me.
Perché lei è acqua che scorre
tra le rughe della terra
e quelle della fronte
un inchino della luce
che scompone
l’infinito 
in tanti piccoli granelli.
E non badate ai miei occhi
credetemi
li ho sempre avuti
stanchi.
E non badate ai suoi occhi
credetemi
li ha sempre avuti
belli.

Andrea Zorretta Faber per gli amici

 
 
 

Calcolo elegiaco

Post n°175 pubblicato il 23 Maggio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Quanti di quelli che ho conosciuto
(se davvero li ho conosciuti),
uomini, donne
(se la divisione resta valida),
hanno varcato questa soglia
(se è una soglia),
hanno attraversato questo ponte
(se può chiamarsi ponte) –

Quanti dopo una vita più o meno lunga,
(se per loro fa ancora differenza),
buona, perchè è cominciata,
cattiva, perchè è finita
(se non preferiscono dire il contrario),
si sono trovati sull’altra sponda
(se si sono trovati
e se l’altra sponda esiste) –
Non mi è data certezza
della loro sorte ulteriore
(sempre che sia una sorte comune
e ancora una sorte) –

Hanno tutto
(se la parola non è riduttiva)
dietro di sè
(se non davanti a sè) –

Quanti di loro sono saltati dal tempo in corso
e svaniscono sempre più mesti in lontananza
( se ci si fida della prospettiva) –

Quanti
(se la domanda ha senso,
se si può arrivare alla somma finale
prima che chi conta aggiunga se stesso)
sono caduti nel più profondo dei sonni
(se non ce n’è di più profondi) –

Arrivederci.
A domani.
Al prossimo incontro.
Questo non vogliono più
(se non vogliono) ripeterlo.
Rimessi a un infinito
(se non diverso) silenzio.
Intenti solo a quello
(se solo a quello)
a cui li costringe l’assenza.

Wislawa Szymborska

 
 
 

Orgasmi ... ?

Post n°174 pubblicato il 10 Maggio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

In un recente post del Fattoquotidiano.it, scritto dalla psicoterapeuta e sessuologa Roberta Rossi si legge: “molte donne fingono orgasmi per soddisfare il compagno”. No. Fingono perché non sanno che l’orgasmo vaginale non esiste (e che l’anorgasmia è una disfunzione o malattia inesistente). Quindi, per sentirsi “normali” devono far credere al partner che riescono a godere con il pene in vagina. Le responsabilità di questa ignoranza è anche dei sessuologi, perché tutti sanno che l’orgasmo vaginale non esiste, ma non lo divulgano tramite i mass-media né quando fanno educazione e terapia sessuale: il mantenimento dell’ignoranza è un grande business.
La vagina è un organo interno responsabile della riproduzione. Infatti, dopo la menopausa va lentamente in “atrofia” e da secoli sappiamo che non ha una struttura anatomica tale da poter scatenare un orgasmo. Ciononostante, nel 1905 l’orgasmo vaginale è stato inventato da Sigmund Freud sulla base di opinioni personali prive di basi scientifiche. Nell’articolo pubblicato in Clinical anatomy del 2015 si legge: “Per la prima volta, un medico ha affermato che esistono due tipi di orgasmo e che quello vaginale era la norma prevista per le donne adulte (…) la teoria di Freud è uno strumento per fare accettare alle donne il loro ruolo sociale”.
Le poche donne che affermano di provare “l’orgasmo vaginale” ricorrono a quest’espressione perché da 100 anni è usata dai sessuologi, ma è errato dal punto di vista scientifico, perché l’orgasmo è sempre scatenato dagli organi erettili della vulva (clitoride, piccole labbra ecc.), che tutte le donne possiedono, per questo bisogna parlare semplicemente di “orgasmo femminile”, come si usa genericamente “orgasmo maschile” per gli uomini.
Le affermazioni sull’orgasmo vaginale di Emmanuele Jannini, Jim Pfaus, Stuart Brody, Beverly Whipple, Barry Komisaruk, Chiara Simonelli, Alessandra Graziottin, e altri non hanno basi scientifiche, e i termini orgasmo vaginale, uterino, clitorideo, misto o del punto G/A/C/U/K/O/CUV ecc. non devono più essere usati da sessuologi, ginecologi, psicologi, dai mass-media e dalle donne. Abituarsi a usare semplicemente “orgasmo femminile” è importante perché non ci saranno più donne che si sentiranno anormali, patologiche o inferiori perché non provano l’inesistente orgasmo vaginale, e potranno parlarne senza più vergognarsi anche con il partner e le amiche.
Tutte le donne possono avere orgasmi, non solo durante la masturbazione reciproca e nel rapporto orale, ma anche nel rapporto vaginale (e anale) sempre, anche la “prima volta” (cioè al primo rapporto vaginale, che non deve essere doloroso) e in tutte le posizioni, con la (semplice) stimolazione contemporanea di clitoride e piccole labbra con le dita, che si può fare anche dopo l’eiaculazione maschile in vagina. Si veda in proposito lo schema sull’orgasmo femminile.
Importante sarà inoltre la nuova definizione di “rapporto sessuale completo“, ripresa dall’ebook del 2011: non più il solo rapporto vaginale, ma anche l’orgasmo per entrambi i partner con o senza il rapporto vaginale (definizione valida per tutti gli esseri umani). E questo sempre, anche in adolescenza, in gravidanza, e dopo la menopausa.
Com’è possibile che i sessuologi insegnino alle coppie come stimolare la clitoride durante il rapporto vaginale solo in terapia sessuale? Tutti devono sapere che non è una terapia, e si può, si deve, fare sempre, ogni volta che si fa l’amore. Avete 2 mani con 10 dita (e ci sono anche le dita della donna), durante il rapporto vaginale le usate per accarezzare viso, collo, seno, natiche della vostra partner. Perché non usarle anche per la stimolazione della clitoride ?
Sapere che l’orgasmo vaginale non esiste sarà una liberazione anche per i maschi, non ci saranno più ansie da prestazione, perché non è il pene quello che conta (quindi non sono importanti neanche le sue dimensioni), ma sono le mani che un ragazzo o un uomo deve sapere come e dove usare ed è una cosa semplicissima, ma i sessuologi lo devono spiegare a tutti quando fanno educazione sessuale, agli adolescenti e adulti.
Vale quindi la proporzione Conoscenza: Educazione = Libertà: Felicità. Insomma, mai più senza orgasmo femminile, perché è importante anche per la salute sessuale e generale, vedi l’ebook sull’arte di fare l’amore del 2014.

Vincenzo Puppo - Medico Sessuologo

 
 
 

Cinquantenni sull'orlo di una crisi di nervi ...

Post n°173 pubblicato il 04 Marzo 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Bisogna essere sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra bisogna che vi ubriacate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro. Ma ubriacatevi. E se qualche volta sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera, vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno: è l'ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Charles Baudelaire

 
 
 

Ma che te lo dico a fare!!!

Post n°172 pubblicato il 04 Febbraio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Ci sono due cose che l'uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l'amore. Stirling Moss 

Verissimo!
Bisogna mentire per essere creduti!
L'Avvocato in persona!

 

 
 
 

Atlante degli abiti smessi

Post n°171 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Abitare sopra un parco è una prospettiva intelligente.
...
Impari a distinguere le categorie, anche. Le single hanno cani vivaci e sciarpe colorate, annodate a doppio giro, come usa adesso. Le donne sole vanno lente, hanno cani mogi e sciarpe legate maldestramente. E poi vedi le coppie usurate e quelle nuove. Lo capisci dal movimento del silenzio (beh, non potrei sentire altro, da qui). Gli innamorati in quel silenzio si guardano, stringono qualcosa (un braccio, la mano, una birra). Hanno labbra ferme, ma morbide. Gli altri producono silenzi serrati, indovino da qui le bocche strette, sigillate, E guardano ognuno cose diverse, oppure la ghiaia del viale. 

Elvira Seminara

 
 
 

Donne che sanno mancare ...

Post n°170 pubblicato il 25 Novembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Fonte web

 
 
 

Oh vediamo chi c'è!!!

Post n°169 pubblicato il 18 Novembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Il suo sesso era come un gigantesco fiore di serra, il più grande che il Barone avesse mai visto, e i peli intorno erano folti e ricciuti, neri come il carbone. E queste labbra le imbellettava come fossero una bocca, in modo elaborato, fino a farle assomigliare a camelie rosso sangue, che, aperte a forza, mostravano il bocciolo interno ancor chiuso, una gemma del fiore più pallida, con la pelle più chiara.

Anaïs Nin

 
 
 

Grande Annalisa

Post n°168 pubblicato il 09 Ottobre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Un uomo che non ti cerca è da scartare. 
Se già fa fatica ad alzare la mano per scriverti, non oso immaginare per alzare il resto.

Annalisa Carrera

 
 
 

Mi anticipo

Post n°167 pubblicato il 05 Settembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.

José Saramago

 
 
 

Indignati, haters e frustrati: la tribù dei ebeti.

Post n°166 pubblicato il 31 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

La verità è che il web, forse, non ce lo possiamo permettere. I social network sono sempre più invasi da coloro che Enrico Mentana ha definito “webeti”. C’erano anche ieri, solo che sproloquiavano al bar o scrivevano perle di vita vissuta sui muri dei cessi: evitarli era facile. Oggi, purtroppo, tocca leggerli. Anche e soprattutto se non vuoi. Già notati da Michele Serra e Umberto Eco, i social dement hanno portato Il Time a sparare in copertina: “I troll hanno trasformato il web in una fogna di ostilità e violenza”. E così la Rete, che continua a essere popolata da persone meravigliose che senza il web non avresti mai conosciuto e ad avere pregi enormi, è appesantita da “avvelenatori di pozzi” di professione. Qualcuno fa tenerezza, qualcuno fa pena. Qualcun altro fa solo schifo. Fenomenologia breve del webete.

Talebano. E’ sempre convinto che la verità stia solo da una parte e coincida con Renzi, Grillo o Salvini. Se gli dai ragione sei un eroe, se osi fare distinguo sei una merda. Il dubbio non li ha mai intaccati.


Piove governo ladro. Qualsiasi cosa capiti, dirottano sempre l’argomento su Renzi o Grillo. C’è il terremoto? “E’ colpa di Renzi”. La Roma va fuori dalla Champions? “E’ colpa della Raggi”.

Pretoriani. Passano la vita a insultare chi non la pensa come loro, creando profili fake a profusione per aumentare il loro fuoco (fatuo) di fila. Hanno fatto sesso l’ultima volta nel ’77 e si masturbano se un loro hashtag finisce nei Trending Topics. Poveracci.

Haters. Webeti anonimi che ti attaccano anche se dici cose ovvie, tipo “Rondolino è brutto come un singolo di Antonacci”. Se ti incontrano per strada, ti chiedono l’autografo: non perché in realtà ti stimino, ma perché del tutto sprovvisti di zebedei. Se la fanno sotto di default.

Indignati. Non gli va mai bene niente. Se Bonolis viaggia con l’aereo privato, lo insultano per ostentazione di ricchezza. Se Cannavacciuolo viaggia con Ryan Air, lo insultano perché è un poveraccio. Una manciata di cazzi propri, no? No.

Esperti. Si adattano all’argomento del momento e danno consigli su tutto. Sul terremoto, sulla ripopolazione del panda rosso o sulla Pellegrini che “non sa nuotare”. Loro, invece, quando fanno il bagno nella vasca riescono a essere così agili da staccare perfino la paperella gialla. L’unica, peraltro, a fargli misericordiosamente compagnia.

Battutisti. Proliferano soprattutto su Twitter, convinti che bastino 140 caratteri ad minchiam per essere pubblicati su Spinoza. Fanno “battute” soprattutto quando muore qualcuno famoso. Una prece: al morto, ma più che altro a loro.

Precisini. Ne sanno sempre più di te. Sempre. Tipo: “Non è vero che Jimi Hendrix nel 1968 ha sbadigliato 74 volte. Lo ha fatto 76”. Si divertono così.

Gasparri. Emblema del citrullo mediamente noto che non sa usare la Rete e raccatta continuamente figure da bischero. Senza neanche accorgersene. Vale anche per le Picierno, ma non è il caso di dare ulteriore spazio a tale pulviscolo. Quindi andiamo avanti.

Censori. Vivono con l’unico obiettivo di lamentarsi se li blocchi dopo che ti hanno scritto “Crepa, merda”. A quel punto, eccitati come un eunuco di fronte a Gozi, gridano: “Visto? Vuoi la democrazia, poi però censuri tutti!”. Riassunto per il webete: la Rete non è democratica e una pagina pubblica lo è ancora meno. Se mi sputi sul divano di casa, io ti caccio. Ed essendo casa mia, magari ti caccio anche solo perché hai scritto “qual’è” con l’apostrofo: stacce (cit).

“E le foibe?” Tribù assai numerosa e particolarmente cagacazzi. Se per esempio piangi per i morti del Bataclan, ti insultano perché non hai versato le stesse lacrime per i morti in Siria. Porca miseria: al giorno d’oggi, non sei neanche più libero di piangere chi ti pare.

Titolisti. Di un articolo leggono solo il titolo. Riuscendo pure a fraintenderlo.

Refusisti. Di un post, magari articolato, notano solo il refuso. Tipo: hai appena raccontato la storia di Muhammad Ali. E loro: “Che schifo, manca una virgola al rigo sette. Vergogna!!!”. E’ la variante web del pensionato che fracassa la uallera a chi lavora nei cantieri. Però meno simpatica.

“E quindi?” Commento tipico di chi, dopo aver (non) letto un post, vorrebbe dire la sua. Non avendo però idee sue, non le dice. E quindi?

“Sai solo criticare”/ “Sei solo invidioso”. Reazione pavloviana di chi, trovatosi di fronte a critiche su persone, squadre o partiti a lui cari, non va mai oltre lo stantio “Stai a rosica’, vero?”. Un tale ragionamento, di per sé sommamente idiota, diviene addirittura comico se magari il “rosicare” riguarda Orfini: chi è che potrebbe mai invidiare Orfini? Dai ragazzi, su.

 “Vergogna, perché non parli di (x)?” Altra frase tipica del social dement, che pretende che gli argomenti di un profilo li scelga lui. E non il proprietario del profilo. Genio.

Fanboy. Puoi dirgli che un meteorite sta per abbattersi sulla Terra o che Siani sta per fare un altro film: non tradirà reazioni. Se però gli dici che l’ultimo disco di Mengoni fa abbastanza schifo all’intestino tenue, e pure a quello crasso, ti augurerà la morte. A te e famiglia. Daje.

Complottisti. Aspettano le tragedie per reiterare bufale ciclopiche con l’aria di chi – a dispetto dell’informazione canonica – ha il coraggio di dare notizie scomode. L’esempio della magnitudo “falsata” dal governo per non risarcire i terremotati è solo una delle tante. Poveri noi.

“Non hai niente di meglio da fare?” Frase assai cara al webete. Lui, invece, che ha visto l’ultima donna seminuda nel Postalmarket e se ne sta lì a leggerti tutto il giorno anche se gli stai parecchio sulle palle, di cose migliori da fare ne ha tantissime.

Duri&Puri. Bivaccano sui social per scudisciare chi “tradisce”. Vorrebbero tutti poveri, infelici e possibilmente morti giovani. Ce l’hanno con quello che canta a Sanremo, con quell’altro che va dalla De Filippi e quell’altro ancora che pubblica con Mondadori. Ovviamente, al loro posto, ipotecherebbero la madre per pubblicare con Mondadori. Cantare a Sanremo. E soprattutto andare dalla De Filippi.

Loro non sono mica razzisti. Qualsiasi cosa accada, è sempre colpa degli immigrati che vivono nei 4 stelle e prendono 35 euro al giorno. E’ l’unica cosa che (non) sanno e la spendono per ogni dibattito, che si parli di terremoto o ginger ale. Al massimo della loro elaborazione concettuale, possono arrivare a “Zingari di merda” e “Viva il Duce”. Ma solo con uno sforzo cerebrale tale da bruciare tutti i loro neuroni. Cioè uno. E pure irrisolto.

andreascanzi.it

 
 
 

Vedi ...

Post n°165 pubblicato il 27 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Vedi, niente è serio e degno di essere ascoltato,
ci siamo fatti giocando tutto il male necessario ...

Vedi,
io continuo a pensare a te,
non ti scrivo, d’improvviso guardo il cielo,
quella nuvola di passaggio
e forse tu nel tuo lungomare guarderai una nuvola
e quella è la mia lettera.

Julio Cortázar

 
 
 

Sogno di una notte di mezza estate

Post n°164 pubblicato il 25 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

ZUFOLO
Pietro, son qui.

ZEPPA
Zufolo, tu devi far la parte di Tisbe.

ZUFOLO
E chi è Tisbe? Un cavaliere errante?

ZEPPA
È la dama che Piramo ha da amare.

ZUFOLO
Ma via... mi fate far da donna? Mi sta spuntando la barba!

ZEPPA
È lo stesso. Reciterai con una maschera. E potrai andar su con la vocina quanto vorrai.

ROCCHETTO
Se posso coprirmi la faccia, allora fatemi fare anche Tisbe. Direi con una vocina mostruosamente soave: "Son Tisbina. Son Tisbina" - "Ah Piramo mio, mio dolce amante! Son la tua cara Tisbe, la tua cara dama!"

ZEPPA
No, no! Tu farai Piramo. E tu, Zufolo, Tisbe.

ROCCHETTO
Bene. Andiamo avanti.

ZEPPA
Berto Agonia, sarto.

AGONIA
Eccomi qui, Pietro.

ZEPPA
Berto Agonia, tu farai la parte della mamma di Tisbe. Maso Beccuccio, calderaio.

BECCUCCIO
Eccomi, Pietro.

ZEPPA
Tu, il padre di Piramo; io il padre di Tisbe. Incastro, falegname, tu la parte del Leone. E mi pare che il dramma sia a posto.

INCASTRO
Ce l'hai scritta la parte del Leone? Se ce l'hai, ti prego di passarmela. Lo sai che ci metto un po' a imparare!

ZEPPA
Ma la puoi improvvisare. Basta ruggire!

ROCCHETTO
Fammela fare a me la parte del Leone. Ruggirò in modo tale da ammansire il cuore di tutti. E al mio ruggito il Duca dirà: "Ancora! Che ruggisca ancora!"

ZEPPA
A metterci troppa ferocia potresti spaventare la Duchessa, e le dame. E tutte si metterebbero a strillare. E con questo finiremmo tutti sulla forca.

TUTTI
Tutti sulla forca, poveri noi!

ROCCHETTO
Ragazzi, sapete che vi dico? Se le dame per la paura perdessero il senno, questi qua son tanto scemi da mandarci alla forca tutti quanti. Ma io aggraverò la mia voce, e ruggirò pian pianino - come una colombella di latte. Come un usignolo

 
 
 

Musica per organi caldi?

Post n°163 pubblicato il 23 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Come mai la cravatta? 
La lampo dei calzoni è difettosa. Le mutande, troppo strette. L'estremità della cravatta mi copre il pelo sopra l'uccello.
Charles Bukowscki

 
 
 

TURANDOT

Post n°162 pubblicato il 19 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Che poi guarda sono una palla tremenda queste tette gigantesche. Non so che farmene non so dove metterle. Mi limitano tutti i movimenti. Uno non ci pensa, se non ce l'ha: non puoi correre, non puoi dormire bocconi, non ti puoi piegare troppo in avanti che ti guardano tutti, non puoi avvicinare la sedia al tavolo quando mangi perché finiscono sul piatto. A volte non ti riesci nemmeno a vedere le punte dei piedi. Non che guardarsi le punte dei piedi sia una priorità nella vita, ma è per dire. Se guardi in baso e invece dei piedi ti vedi le tette dopo un po' il panorama ti sfissia.

Cosa pensano le ragazze - Einaudi Stile Libero Big

 
 
 

Cioccolato e Caramelle

Post n°161 pubblicato il 18 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

L’amante spesso non è solo una cosa di sesso. A volte comincia così ... e poi diventa anche uno stare accanto all’ altro in tutti i sensi. E allora può capitare che una volta ti vedi lo stesso e non fai l'amore o sesso che sia ma ci si ascolta. Esistono amanti e amanti. Amanti che sono diversi da una escort o da un gigoló o da una botta e via. Un amante ... beh ... chiedete alle camere d'albergo ... ai vicoli fuori mano ... ai portieri di notte ... ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio. Chiedete ai letti sfatti ... alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati. Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere. A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci. Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco. Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento. Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa. Chiedete ai “Dio mio ... che sto facendo?” ... per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare. Chiedete alle valigie fatte e disfatte. Alle scrivanie degli uffici. Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato. Chiedete. Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più. Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla. Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi. Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro. Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie. Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto. Chiedete alla pazienza. Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà. 
Cosa è un amante? 
Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare ... ancora.

 

 
 
 

15*08*2016

Post n°160 pubblicato il 15 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Anzi, considerata la stupidità della maggioranza degli uomini, è più probabile che un’opinione diffusa sia cretina anziché sensata.
Bertrand Russell

 
 
 

Non ricordo il nome perché è strano.

Post n°159 pubblicato il 11 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA
 

Control C
Control V
Fatto ... uomo colto vestito da donna sexy ...

Ciao coso

 
 
 

Gli piace vincere facile.

Post n°158 pubblicato il 02 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Illusione deriva dal latino: in ludus. Letteralmente: nel gioco. Trascinare nel gioco, “farsi gioco” di qualcuno. C’è dunque una componente infantile, per certi aspetti candida, nell’illudere qualcunoUna sorta di immaturità relazionale: per vincere la propria insicurezza e la sensazione di non bastare come persona, quasi di riflesso “si vende” all’altro una speranza, una magia, grazie alla quale si cerca di garantirsi accettazione e stima, e magari anche un atteggiamento di dipendenza. Alcuni di noi lo fanno davvero senza accorgersene e viaggiano di relazione in relazione vendendo sogni, creando incanti a iosa, per poi rigorosamente deludere, scappando dal gioco.


L'incanto produce delusione e dolore

Non stiamo parlando di manipolatori cinici: parliamo dell’illusione spontanea, del piacere compulsivo di impostare una relazione su un inganno iniziale. Un inganno che incanta il diretto interessato di quel momento, ma che, in un’ottica più ampia, inganna la persona stessa che lo attua, che non riesce a stabilire relazioni vere e durature. Illude e delude, e non riesce a uscire dal suo automatismo. Non solo: nel tempo è costretto a cambiare giri di amicizie, perché si diffonde la fama di persona poco seria e inaffidabile. Che peccato! Se soltanto riuscisse a trattenersi dal fare la magia e si proponesse per ciò che è, vedrebbe che i rapporti avrebbero più chance di durare. Come si può fare per uscire da questo vicolo cieco? I latini la chiamavano “captatio benevolentiae”, capacità di procacciarsi la benevolenza altrui in modi non sempre cristallini

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