Creato da AVV_PORFIRIORUBIROSA il 29/04/2013

TOUJOURS PRET

Prix bon marché

 

 

Cinquantenni sull'orlo di una crisi di nervi ...

Post n°173 pubblicato il 04 Marzo 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Bisogna essere sempre ubriachi. Tutto sta in questo: è l'unico problema. Per non sentire l'orribile fardello del tempo che rompe le vostre spalle e vi inclina verso la terra bisogna che vi ubriacate senza tregua. Ma di che? Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro. Ma ubriacatevi. E se qualche volta sui gradini d'un palazzo, sull'erba verde d'un fossato, nella mesta solitudine della vostra camera, vi risvegliate con l'ubriachezza già diminuita o scomparsa, domandate al vento, all'onda, alla stella, all'uccello, all'orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che ruota, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, domandate che ora è; e il vento, l'onda, la stella, l'uccello, l'orologio vi risponderanno: è l'ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del tempo, ubriacatevi; ubriacatevi senza smettere! Di vino, di poesia o di virtù, a piacer vostro.

Charles Baudelaire

 
 
 

Ma che te lo dico a fare!!!

Post n°172 pubblicato il 04 Febbraio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Ci sono due cose che l'uomo non ammetterà mai di non saper fare: guidare e fare l'amore. Stirling Moss 

Verissimo!
Bisogna mentire per essere creduti!
L'Avvocato in persona!

 

 
 
 

Atlante degli abiti smessi

Post n°171 pubblicato il 13 Gennaio 2017 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Abitare sopra un parco è una prospettiva intelligente.
...
Impari a distinguere le categorie, anche. Le single hanno cani vivaci e sciarpe colorate, annodate a doppio giro, come usa adesso. Le donne sole vanno lente, hanno cani mogi e sciarpe legate maldestramente. E poi vedi le coppie usurate e quelle nuove. Lo capisci dal movimento del silenzio (beh, non potrei sentire altro, da qui). Gli innamorati in quel silenzio si guardano, stringono qualcosa (un braccio, la mano, una birra). Hanno labbra ferme, ma morbide. Gli altri producono silenzi serrati, indovino da qui le bocche strette, sigillate, E guardano ognuno cose diverse, oppure la ghiaia del viale. 

Elvira Seminara

 
 
 

Donne che sanno mancare ...

Post n°170 pubblicato il 25 Novembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Fonte web

 
 
 

Oh vediamo chi c'è!!!

Post n°169 pubblicato il 18 Novembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Il suo sesso era come un gigantesco fiore di serra, il più grande che il Barone avesse mai visto, e i peli intorno erano folti e ricciuti, neri come il carbone. E queste labbra le imbellettava come fossero una bocca, in modo elaborato, fino a farle assomigliare a camelie rosso sangue, che, aperte a forza, mostravano il bocciolo interno ancor chiuso, una gemma del fiore più pallida, con la pelle più chiara.

Anaïs Nin

 
 
 

Grande Annalisa

Post n°168 pubblicato il 09 Ottobre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Un uomo che non ti cerca è da scartare. 
Se già fa fatica ad alzare la mano per scriverti, non oso immaginare per alzare il resto.

Annalisa Carrera

 
 
 

Mi anticipo

Post n°167 pubblicato il 05 Settembre 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma, ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata, ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero, perché i miei desideri avverati, le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.

José Saramago

 
 
 

Indignati, haters e frustrati: la tribù dei ebeti.

Post n°166 pubblicato il 31 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

La verità è che il web, forse, non ce lo possiamo permettere. I social network sono sempre più invasi da coloro che Enrico Mentana ha definito “webeti”. C’erano anche ieri, solo che sproloquiavano al bar o scrivevano perle di vita vissuta sui muri dei cessi: evitarli era facile. Oggi, purtroppo, tocca leggerli. Anche e soprattutto se non vuoi. Già notati da Michele Serra e Umberto Eco, i social dement hanno portato Il Time a sparare in copertina: “I troll hanno trasformato il web in una fogna di ostilità e violenza”. E così la Rete, che continua a essere popolata da persone meravigliose che senza il web non avresti mai conosciuto e ad avere pregi enormi, è appesantita da “avvelenatori di pozzi” di professione. Qualcuno fa tenerezza, qualcuno fa pena. Qualcun altro fa solo schifo. Fenomenologia breve del webete.

Talebano. E’ sempre convinto che la verità stia solo da una parte e coincida con Renzi, Grillo o Salvini. Se gli dai ragione sei un eroe, se osi fare distinguo sei una merda. Il dubbio non li ha mai intaccati.


Piove governo ladro. Qualsiasi cosa capiti, dirottano sempre l’argomento su Renzi o Grillo. C’è il terremoto? “E’ colpa di Renzi”. La Roma va fuori dalla Champions? “E’ colpa della Raggi”.

Pretoriani. Passano la vita a insultare chi non la pensa come loro, creando profili fake a profusione per aumentare il loro fuoco (fatuo) di fila. Hanno fatto sesso l’ultima volta nel ’77 e si masturbano se un loro hashtag finisce nei Trending Topics. Poveracci.

Haters. Webeti anonimi che ti attaccano anche se dici cose ovvie, tipo “Rondolino è brutto come un singolo di Antonacci”. Se ti incontrano per strada, ti chiedono l’autografo: non perché in realtà ti stimino, ma perché del tutto sprovvisti di zebedei. Se la fanno sotto di default.

Indignati. Non gli va mai bene niente. Se Bonolis viaggia con l’aereo privato, lo insultano per ostentazione di ricchezza. Se Cannavacciuolo viaggia con Ryan Air, lo insultano perché è un poveraccio. Una manciata di cazzi propri, no? No.

Esperti. Si adattano all’argomento del momento e danno consigli su tutto. Sul terremoto, sulla ripopolazione del panda rosso o sulla Pellegrini che “non sa nuotare”. Loro, invece, quando fanno il bagno nella vasca riescono a essere così agili da staccare perfino la paperella gialla. L’unica, peraltro, a fargli misericordiosamente compagnia.

Battutisti. Proliferano soprattutto su Twitter, convinti che bastino 140 caratteri ad minchiam per essere pubblicati su Spinoza. Fanno “battute” soprattutto quando muore qualcuno famoso. Una prece: al morto, ma più che altro a loro.

Precisini. Ne sanno sempre più di te. Sempre. Tipo: “Non è vero che Jimi Hendrix nel 1968 ha sbadigliato 74 volte. Lo ha fatto 76”. Si divertono così.

Gasparri. Emblema del citrullo mediamente noto che non sa usare la Rete e raccatta continuamente figure da bischero. Senza neanche accorgersene. Vale anche per le Picierno, ma non è il caso di dare ulteriore spazio a tale pulviscolo. Quindi andiamo avanti.

Censori. Vivono con l’unico obiettivo di lamentarsi se li blocchi dopo che ti hanno scritto “Crepa, merda”. A quel punto, eccitati come un eunuco di fronte a Gozi, gridano: “Visto? Vuoi la democrazia, poi però censuri tutti!”. Riassunto per il webete: la Rete non è democratica e una pagina pubblica lo è ancora meno. Se mi sputi sul divano di casa, io ti caccio. Ed essendo casa mia, magari ti caccio anche solo perché hai scritto “qual’è” con l’apostrofo: stacce (cit).

“E le foibe?” Tribù assai numerosa e particolarmente cagacazzi. Se per esempio piangi per i morti del Bataclan, ti insultano perché non hai versato le stesse lacrime per i morti in Siria. Porca miseria: al giorno d’oggi, non sei neanche più libero di piangere chi ti pare.

Titolisti. Di un articolo leggono solo il titolo. Riuscendo pure a fraintenderlo.

Refusisti. Di un post, magari articolato, notano solo il refuso. Tipo: hai appena raccontato la storia di Muhammad Ali. E loro: “Che schifo, manca una virgola al rigo sette. Vergogna!!!”. E’ la variante web del pensionato che fracassa la uallera a chi lavora nei cantieri. Però meno simpatica.

“E quindi?” Commento tipico di chi, dopo aver (non) letto un post, vorrebbe dire la sua. Non avendo però idee sue, non le dice. E quindi?

“Sai solo criticare”/ “Sei solo invidioso”. Reazione pavloviana di chi, trovatosi di fronte a critiche su persone, squadre o partiti a lui cari, non va mai oltre lo stantio “Stai a rosica’, vero?”. Un tale ragionamento, di per sé sommamente idiota, diviene addirittura comico se magari il “rosicare” riguarda Orfini: chi è che potrebbe mai invidiare Orfini? Dai ragazzi, su.

 “Vergogna, perché non parli di (x)?” Altra frase tipica del social dement, che pretende che gli argomenti di un profilo li scelga lui. E non il proprietario del profilo. Genio.

Fanboy. Puoi dirgli che un meteorite sta per abbattersi sulla Terra o che Siani sta per fare un altro film: non tradirà reazioni. Se però gli dici che l’ultimo disco di Mengoni fa abbastanza schifo all’intestino tenue, e pure a quello crasso, ti augurerà la morte. A te e famiglia. Daje.

Complottisti. Aspettano le tragedie per reiterare bufale ciclopiche con l’aria di chi – a dispetto dell’informazione canonica – ha il coraggio di dare notizie scomode. L’esempio della magnitudo “falsata” dal governo per non risarcire i terremotati è solo una delle tante. Poveri noi.

“Non hai niente di meglio da fare?” Frase assai cara al webete. Lui, invece, che ha visto l’ultima donna seminuda nel Postalmarket e se ne sta lì a leggerti tutto il giorno anche se gli stai parecchio sulle palle, di cose migliori da fare ne ha tantissime.

Duri&Puri. Bivaccano sui social per scudisciare chi “tradisce”. Vorrebbero tutti poveri, infelici e possibilmente morti giovani. Ce l’hanno con quello che canta a Sanremo, con quell’altro che va dalla De Filippi e quell’altro ancora che pubblica con Mondadori. Ovviamente, al loro posto, ipotecherebbero la madre per pubblicare con Mondadori. Cantare a Sanremo. E soprattutto andare dalla De Filippi.

Loro non sono mica razzisti. Qualsiasi cosa accada, è sempre colpa degli immigrati che vivono nei 4 stelle e prendono 35 euro al giorno. E’ l’unica cosa che (non) sanno e la spendono per ogni dibattito, che si parli di terremoto o ginger ale. Al massimo della loro elaborazione concettuale, possono arrivare a “Zingari di merda” e “Viva il Duce”. Ma solo con uno sforzo cerebrale tale da bruciare tutti i loro neuroni. Cioè uno. E pure irrisolto.

andreascanzi.it

 
 
 

Vedi ...

Post n°165 pubblicato il 27 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Vedi, niente è serio e degno di essere ascoltato,
ci siamo fatti giocando tutto il male necessario ...

Vedi,
io continuo a pensare a te,
non ti scrivo, d’improvviso guardo il cielo,
quella nuvola di passaggio
e forse tu nel tuo lungomare guarderai una nuvola
e quella è la mia lettera.

Julio Cortázar

 
 
 

Sogno di una notte di mezza estate

Post n°164 pubblicato il 25 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

ZUFOLO
Pietro, son qui.

ZEPPA
Zufolo, tu devi far la parte di Tisbe.

ZUFOLO
E chi è Tisbe? Un cavaliere errante?

ZEPPA
È la dama che Piramo ha da amare.

ZUFOLO
Ma via... mi fate far da donna? Mi sta spuntando la barba!

ZEPPA
È lo stesso. Reciterai con una maschera. E potrai andar su con la vocina quanto vorrai.

ROCCHETTO
Se posso coprirmi la faccia, allora fatemi fare anche Tisbe. Direi con una vocina mostruosamente soave: "Son Tisbina. Son Tisbina" - "Ah Piramo mio, mio dolce amante! Son la tua cara Tisbe, la tua cara dama!"

ZEPPA
No, no! Tu farai Piramo. E tu, Zufolo, Tisbe.

ROCCHETTO
Bene. Andiamo avanti.

ZEPPA
Berto Agonia, sarto.

AGONIA
Eccomi qui, Pietro.

ZEPPA
Berto Agonia, tu farai la parte della mamma di Tisbe. Maso Beccuccio, calderaio.

BECCUCCIO
Eccomi, Pietro.

ZEPPA
Tu, il padre di Piramo; io il padre di Tisbe. Incastro, falegname, tu la parte del Leone. E mi pare che il dramma sia a posto.

INCASTRO
Ce l'hai scritta la parte del Leone? Se ce l'hai, ti prego di passarmela. Lo sai che ci metto un po' a imparare!

ZEPPA
Ma la puoi improvvisare. Basta ruggire!

ROCCHETTO
Fammela fare a me la parte del Leone. Ruggirò in modo tale da ammansire il cuore di tutti. E al mio ruggito il Duca dirà: "Ancora! Che ruggisca ancora!"

ZEPPA
A metterci troppa ferocia potresti spaventare la Duchessa, e le dame. E tutte si metterebbero a strillare. E con questo finiremmo tutti sulla forca.

TUTTI
Tutti sulla forca, poveri noi!

ROCCHETTO
Ragazzi, sapete che vi dico? Se le dame per la paura perdessero il senno, questi qua son tanto scemi da mandarci alla forca tutti quanti. Ma io aggraverò la mia voce, e ruggirò pian pianino - come una colombella di latte. Come un usignolo

 
 
 

Musica per organi caldi?

Post n°163 pubblicato il 23 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Come mai la cravatta? 
La lampo dei calzoni è difettosa. Le mutande, troppo strette. L'estremità della cravatta mi copre il pelo sopra l'uccello.
Charles Bukowscki

 
 
 

TURANDOT

Post n°162 pubblicato il 19 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Che poi guarda sono una palla tremenda queste tette gigantesche. Non so che farmene non so dove metterle. Mi limitano tutti i movimenti. Uno non ci pensa, se non ce l'ha: non puoi correre, non puoi dormire bocconi, non ti puoi piegare troppo in avanti che ti guardano tutti, non puoi avvicinare la sedia al tavolo quando mangi perché finiscono sul piatto. A volte non ti riesci nemmeno a vedere le punte dei piedi. Non che guardarsi le punte dei piedi sia una priorità nella vita, ma è per dire. Se guardi in baso e invece dei piedi ti vedi le tette dopo un po' il panorama ti sfissia.

Cosa pensano le ragazze - Einaudi Stile Libero Big

 
 
 

Cioccolato e Caramelle

Post n°161 pubblicato il 18 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

L’amante spesso non è solo una cosa di sesso. A volte comincia così ... e poi diventa anche uno stare accanto all’ altro in tutti i sensi. E allora può capitare che una volta ti vedi lo stesso e non fai l'amore o sesso che sia ma ci si ascolta. Esistono amanti e amanti. Amanti che sono diversi da una escort o da un gigoló o da una botta e via. Un amante ... beh ... chiedete alle camere d'albergo ... ai vicoli fuori mano ... ai portieri di notte ... ai treni o ai taxi presi per raggiungere un luogo dimenticato da Dio. Chiedete ai letti sfatti ... alle donne addette alle pulizie che trovano i preservativi usati. Chiedete a chi nei corridoi ha sentito ridere. A chi ha visto le lacrime degli addii o degli arrivederci. Chiedete ai cigolii delle molle del letto o a quel ristorantino dove si è fatta la follia di andare una volta a cena o a pranzo fuori per gioco. Chiedete agli ascensori in cui qualcuno si è specchiato per controllare se tutto fosse in ordine per l’appuntamento. Chiedete ai muri di alcune case che hanno visto uomini e donne piangere e sentirsi in colpa. Chiedete ai “Dio mio ... che sto facendo?” ... per poi capire che si aveva solo bisogno di sentirsi vivi e di sognare e di vibrare. Chiedete alle valigie fatte e disfatte. Alle scrivanie degli uffici. Agli orologi che in quegli incontri avevano il tempo contato. Chiedete. Chiedete degli amanti che era solo sesso e piacere e di quelli che poi si è provata quella scintilla in più. Chiedete quanto amore serve ed è esistito o esiste in quella scintilla. Oppure quanto piacere ed eroticità negli incontri di soli corpi. Chiedete cosa sia un amante a chi lo è stato in un modo o nell’altro. Chiedete a chi forse non stirava camicie e non poteva preparare la cena ma era più presente di un marito o una moglie. Chiedete ai telefoni e alle chiamate di nascosto. Chiedete alla pazienza. Chiedete ai sorrisi stampati sul volto e alla semplicità di momenti rubati alla realtà. 
Cosa è un amante? 
Ecco è qualcuno che seppur costretto al silenzio spesso oltre al sesso prova a costruire un paio di ali all’altro per farlo volare ... ancora.

 

 
 
 

15*08*2016

Post n°160 pubblicato il 15 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa, non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Anzi, considerata la stupidità della maggioranza degli uomini, è più probabile che un’opinione diffusa sia cretina anziché sensata.
Bertrand Russell

 
 
 

Non ricordo il nome perché è strano.

Post n°159 pubblicato il 11 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA
 

Control C
Control V
Fatto ... uomo colto vestito da donna sexy ...

Ciao coso

 
 
 

Gli piace vincere facile.

Post n°158 pubblicato il 02 Agosto 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Illusione deriva dal latino: in ludus. Letteralmente: nel gioco. Trascinare nel gioco, “farsi gioco” di qualcuno. C’è dunque una componente infantile, per certi aspetti candida, nell’illudere qualcunoUna sorta di immaturità relazionale: per vincere la propria insicurezza e la sensazione di non bastare come persona, quasi di riflesso “si vende” all’altro una speranza, una magia, grazie alla quale si cerca di garantirsi accettazione e stima, e magari anche un atteggiamento di dipendenza. Alcuni di noi lo fanno davvero senza accorgersene e viaggiano di relazione in relazione vendendo sogni, creando incanti a iosa, per poi rigorosamente deludere, scappando dal gioco.


L'incanto produce delusione e dolore

Non stiamo parlando di manipolatori cinici: parliamo dell’illusione spontanea, del piacere compulsivo di impostare una relazione su un inganno iniziale. Un inganno che incanta il diretto interessato di quel momento, ma che, in un’ottica più ampia, inganna la persona stessa che lo attua, che non riesce a stabilire relazioni vere e durature. Illude e delude, e non riesce a uscire dal suo automatismo. Non solo: nel tempo è costretto a cambiare giri di amicizie, perché si diffonde la fama di persona poco seria e inaffidabile. Che peccato! Se soltanto riuscisse a trattenersi dal fare la magia e si proponesse per ciò che è, vedrebbe che i rapporti avrebbero più chance di durare. Come si può fare per uscire da questo vicolo cieco? I latini la chiamavano “captatio benevolentiae”, capacità di procacciarsi la benevolenza altrui in modi non sempre cristallini

Dalla Rete

 
 
 

La storia insegna che la storia non insegna nulla!

Post n°157 pubblicato il 29 Luglio 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

PERCHE' DOVREBBE FARMI GOLA IL PORTAFOGLI GONFIO DI QUALCUN ALTRO? O.o
PREFERISCO GONFIARE IL MIO E GIOIRE DI UN CAZZO LUNGO E GROSSO! 
CARA RITA, NON TUTTE LE DONNE SONO FATTE DI CHIACCHIERE E NON TUTTI GLI UOMINI SONO MINIDOTATI E MORTI DI FAME (COME
 TE?)...HO 30 ANNI, UNA BELLA FIGA GODERECCIA, ADORO PRATICARE DEEP E FISTING E MANTENGO ME E MIO FIGLIO DA SOLA...SONO ROBA PER UOMINI DI UN CERTO CALIBRO, INSOMMA!
MI ADDOLORA LA TUA FRUSTRAZIONE, TI DONEREI CON AMORE L'EUTANASIA, MA SIAMO IN ITALIA, E' ILLEGALE!

NB: SONO ANCHE BISEX E TRA DONNE FUNZIONA ESATTAMENTE COME TRA UOMO E DONNA!


 
 
 

Il narcisista. Se lo conosci lo eviti!

Post n°156 pubblicato il 29 Giugno 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Senza addentrarci in discorsi eccessivamente specialistici sul piano clinico (Disturbo Narcisistico di Personalità) possiamo dire che il Narcisista è una persona che ama sé stesso prima di chiunque altro e, a volte, al posto di chiunque altro.
Come ho descritto in “Narcisisti si nasce o si diventa?”, la capacità di amare qualcun altro dipende infatti da quante energie psichiche restano disponibili per investire emotivamente su altri: chi le riversa quasi del tutto su di sé non ha molte possibilità di tenere davvero ad altri.
Amando prima di tutto e intensamente sé stesso il Narcisista è pieno di sé e convinto di valere molto, quando non di essere perfetto, sempre nel giusto, al riparo da errori: tutto ciò riguarda gli altri, che sono giudicati positivamente solo fino a quando stanno al gioco del Narcisista, lo ammirano e sostengono e non lo contrastano né contrariano su nulla.
La loro caduta ai suoi occhi può essere rapidissima non appena si distanziano dalla posizione di ammiratori/supporter e diventare sbagliati, inadeguati, incapaci, è un attimo.

Il Narcisista: un grande manipolatore
Essendo pieno di sé il Narcisista agisce – anche senza rendersene conto – in modo tale da spingere le altre persone a stare al suo gioco e per fare ciò le manipola più o meno sottilmente.
Alcuni esempi di comunicazioni tipicamente rivolte alla partner sono:
– “le altre donne fanno tutte così… (quindi devi farlo anche tu, se non vuoi essere da meno)”
– “le mie ex sì che erano così… (quindi devi esserlo anche tu, se vuoi essere almeno alla loro altezza)”
– “le altre donne mi guardano e mi vorrebbero tutte (quindi datti da fare se non vuoi perdermi)”

L’atteggiamento verso gli altri uomini è generalmente competitivo e il Narcisista cura molto l’abbigliamento e/o la forma fisica (dieta, palestra, trattamenti estetici), disperandosi quando nota la perdita dio capelli o la comparsa di rughe.

Il Narcisista intellettuale
Esiste anche un secondo tipo di Narcisista che investe sulle proprie doti intellettuali invece che sull’aspetto fisico: si tratta in genere di persone realmente colte e intelligenti che non solo non tollerano il dissenso e il distanziarsi delle persone vicine dal ruolo di ammiratore/supporter, ma che solitamente si aggrappano al proprio sapere come segno distintivo rispetto alla massa e che possono indulgere in autoincensamenti che fanno comprendere bene a chi vi assiste quanto sia vero il proverbio “chi si loda si imbroda”. Tale autoincensamento è comune al Narcisista che investe sul fisico, che passa molto tempo allo specchio per ammirare la propria bellezza, i propri muscoli, il proprio gusto nel vestire.

Il Narcisista e gli altri
Il Narcisista è quindi sia pieno di sé e intollerante verso la diversità e il dissenso, sia ipersensibile a tutto ciò che confligge con il suo bisogno di ammirazione: nota subito gli atteggiamenti critici e non compiacenti,così come si accorge subito della mancata attenzione verso di sé da parte degli altri. Essendo al centro del proprio mondo sente di dover essere al centro anche del mondo degli altri e non sopporta di essere ignorato. Per ottenere l’attenzione in genere usa il proprio fascino personale, ma quando non raggiunge la propria meta con “le buone” può passare ad altri metodi.
Un piccolo aneddoto personale al proposito: Narcisista ultra 40enne seduto ad una tavolata non riuscendo ad avere l’attenzione dei commensali apre il vasetto di peperoncino macinato che ha di fronte e ne mette in bocca un cucchiaino perché gli altri lo notino e gli chiedano cosa sta facendo e come si sente.
Chiaramente il Narcisista manca di senso del ridicolo, ma non può averne quando si parla di lui proprio perché tutto ciò che fa è per definizione intelligente e sensato.

Il Narcisista non sa amare (gli altri)
Una persona di questo tipo non è in grado di amare altri, o è in grado di farlo finchè sussistono due condizioni:
– il partner asseconda i suoi bisogni di ammirazione e sostiene la sua autostima facendo di tutto per piacergli e non perderlo
– il partner non lo contrasta in nulla e non gli pone richieste o questioni che gli creano problemi, a volte perfino evitando di parlare di come si sente perché il Narcisista non lascia molto spazio a discorsi che riguardino altri.
La partner deve essere anche piuttosto tollerante verso il Narcisista che ama farsi ammirare da altre donne perché le sue incredibili doti non possono non essere notate anche da altre, e perché una di queste altre potrà anche insidiare la sua posizione di compagna ufficiale, se non si impegnerà abbastanza.

Chi cade nella rete del Narcisista? [Leggi anche "La donna del narcisista" e "L'harem del Narcisista, il collezionista di ex"]
Una persona forte e indipendente non può legarsi ad un Narcisista e se lo fa si accorge molto rapidamente di quanto nella relazione sia al centro solo lui, con le sue esigenze, distanziandosene in fretta.
Il Narcisista attrae persone deboli, che si sentono lusingate per il fatto di essere state scelte fra le tante pretendenti e che faranno di tutto per non perderlo. Le donne con una certa dose di autostima e non disposte all’autosacrificio si terranno in genere alla larga, tranne che per flirt passeggeri.
Un’altra categoria a rischio è quella delle donne che hanno avuto un padre narcisista e che possono tendere a cercare un partner che gli somigli.

Come accorgersi che si sta con un Narcisista?
E’ presto detto: se il vostro partner tende a dettare tempi e modi del rapporto, appare eccessivamente contrariato quando qualcosa non va secondo i suoi piani, si ritiene sempre nel giusto e migliore degli altri, ama parlare di sé ma non di voi, cerca l’attenzione della altre donne,  tende a farvi sentire inadeguate e a minacciarvi più o meno velatamente di lasciarvi per una donna migliore di voi…è un Narcisista.

Da lui non potrete aspettarvi molto altro che il culto di sé stesso e la malcelata intolleranza per persone e cose che lo contrariano o contrastano.
Fino a quando non entrerete in conflitto esponendo punti di vista differenti dai suoi o non approfondirete il vostro rapporto, facendo dei progetti che non gli aggradano, potrete anche andare d’accordo con lui. Di per sé in genere è realmente un uomo affascinante o dotato intellettualmente, ma essendo troppo concentrato su di sé non è in grado né di ascoltarvi, né di capirvi: è un limite oggettivo che non dipende da lui, ma con il quale dovete fare i conti se volete conservare il rapporto. Sempre che ne valga la pena.

Perchè è difficile lasciare un Narcisista?
Il modo in cui gli altri ci vedono è sempre correlato a ciò che pensiamo di noi stessi, perciò il Narcisista, essendo pieno di sè e solitamente in possesso di doti che lo rendono affascinante, ottiene di essere percepito in maniera molto positiva dalle donne che, apprezzandolo e sentendosi in costante competizione con altre donne reali o ipotetiche per averlo, faticano a prendere le distanze senza sentire di aver perso sia un partner di valore, sia la competizione con le altre.

Il Narcisista fa di tutto per alimentare questa sensazione e in genere denigra a vari livelli la donna che intende lasciarlo, facendole intendere che non era all’altezza di lui: poichè – come detto – attrae essenzialmente donne deboli e dalla scarsa autostima o molto competitive gli riesce molto facile far leva sulla loro insicurezza/competitività e generare in loro rimpianti.
Dal momento che il Narcisista lascia spesso che tutta la responsabilità della relazione e di ciò che vi accade sia della sua partner, fa anche in modo che quando lei si allontana il messaggio sia “Già, è proprio colpa tua se mi stai perdendo! Certo, se fossi stata più bella/intelligente/brillante ecc….”
Non di rado poi menziona con estrema rapidità la per lui ovvia condizione di uomo che non faticherà a trovarne un’altra, scatenando la gelosia della partner.
In tutto questo, come si noterà, non ha alcun posto l’amore: hanno posto solo le dinamiche di potere e l’esigenza del Narcisista di continuare a sentirsi il migliore e di far pagare alla partner il tentativo di comunicargli che non è così, lasciandolo.

Come lasciare un Narcisista?
Non è mai semplice lasciare un Narcisista, per le ragioni sopra elencate, ma è importante farlo per migliorare la qualità della propria vita.
Il mio consiglio è quello di riflettere a mente fredda sulla situazione e tentare per quanto possibile un’analisi razionale che compari pro e contro della relazione in corso.
Se ci si rende conto che si è bloccate solo o prevalentemente dall’idea che lui possa trovare un’altra, o dal pensiero di rimanere sole, è necessario darsi coraggio e tagliare di netto tutti i rapporti, per non cadere nella spirale di manipolazione che il Narcisista sicuramente proverà ad attuare.
E’ inoltre importante considerare la possibilità che il Narcisista di rifaccia vivo in un secondo momento, come se fosse interessato a riprendere i rapporti, ma che in realtà il suo scopo è quello di assicurarsi di esercitare ancora una forte attrazione sulla sua ex e magari di farle pagare la decisione di lasciarlo, quando è avvenuto questo.
Dal momento che il legame con il Narcisista si basa sulla presenza di caratteristiche psicologiche della donna che gli si avvicina (scarsa autostima, vulnerabilità all’idea di essere “superate” da altre donne e quindi competitività più o meno consapevole) è importante lavorare su queste caratteristiche per modificarle e scongiurare la scelta di un secondo Narcisista dopo la chiusura della storia con il primo: un intervento psicologico è solitamente indicato sia nei casi in cui la donna non riesce a troncare la relazione, sia quando è riuscita a farlo (o magari è stata lasciata dal Narcisista che la ha comunicato che non era all’altezza) e non riesce a superare il rimpianto per averlo fatto.

In conclusione: il Narcisista è una persona che gioca solo a proprio favore e che mantiene l’interesse nella relazione solo fino a quando ne ricava a sufficienza e non ci perde nulla.
La sua possibilità di cambiare è correlata alla scelta di effettuare una psicoterapia per cambiare, ma, giudicandosi superiore quando non perfetto, difficilmente lo farà perchè manca della consapevolezza di avere dei problemi – a volte anche molto seri sul piano psicopatologico e di personalità.
Per quanto possa essere difficile prendere le distanze da lui (o da lei) lasciarlo è quindi una scelta che non può che far migliorare la vita dell’ex partner e ridarle/gli serenità.

Fonte dalla rete


 
 
 

Non ti ricordi più?

Post n°154 pubblicato il 04 Aprile 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

 

Non mi telefoni più
non mi messaggi più
non mi chatti più
non mi piccioni viaggiatori più
non mi segnali di fumo più
non mi posti pneumaticamente più
non mi mandi più letterine di carta profumata blu
non mi radioami più
non mi faxi più
non mi parli più
non mi pensi più
non mi sogni più
non mi vuoi tu più
non mi sai più tu
non mi speri più
non mi guardi 
non mi senti 
non mi vivi 
non mi prendi 
non mi dai 
non mi puffi 
non mi ridi 
non mi canti
non mi sei
non mi vieni 
non mi vai.
Eppur rimembro ancora
quando non eri sazia mai
dei turbobaci miei 
eravamo due piccoli Elvis felici
dormivo nei tuoi capelli
mi ti svegliavi addosso
contenta di sorridermi
un po’ selvatica
profumata di notte calante.
Ricordi?
già
non ti ricordi più
meravigliosa, terribile campionessa
del tuo diritto
all’oblio.
Guido Catalano...

 
 
 

Lo sai vero?

Post n°153 pubblicato il 10 Marzo 2016 da AVV_PORFIRIORUBIROSA

Il sesso può uccidere! Sai che succede al corpo umano durante il sesso?! Le pupille si dilatano, le arterie si restringono, la temperatura sale, il cuore corre, la pressione sanguigna va alle stelle, la respirazione si fa veloce e superficiale, il cervello comincia a lanciare impulsi elettrici all'improvviso, spuntano secrezioni da tutte le ghiandole, i muscoli si tendono e hanno spasmi come se sollevassero tonnellate. È violento, è brutto, ed è sporco. Se Dio non l'avesse reso incredibilmente piacevole, l'umanità si sarebbe estinta milioni di anni fa. Agli uomini va bene perché hanno un solo orgasmo, ma lo sai che le donne possono avere un orgasmo di un'ora? Ehmmm lo sooooooooo Siii 
Cameron in “Dr. House

 
 
 
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