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Un blog creato da Friederich_Haarman il 15/01/2010

Boutique del suino

Fuori dalla logica

 
 

 

Non

Post n°156 pubblicato il 05 Febbraio 2012 da Friederich_Haarman

Non sopporto la parola post. Addirittura preferisco esternazione.

 
 
 

Petit

Post n°155 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da Friederich_Haarman

l' ho fatto ancora.pesa sei etti ed è ricoperta da una lanugine grigia e rosa.
ha occhi pieni di bolle lucide euna voce da stagno. una  maledizione
egotica mi ha riempito la casa di figliocci urlanti. fossero suonerie
di cellulare da zittire, fossero gemiti di bambola meccanica
da far morire. invece trattasi di richiamo di carne e sudore.
sono appesi in grumi di torri/uva., sparsi nel salotto,
ai piedi della gabbia per la gatta. hanno invaso ciondolanti
la dispensa, hanno adottato la mezza anguria come lettino,
hanno intoppato le mie scarpe di feci bianche. sono i miei parti.
ogni pensiero sbagliato, rivolto a chi tu sai, è una nuova
palla viva rotolante dal terrazzo alla cucina. ne ho partoriti
ventisette, ieri. sdraiata sul divano in pelle, uno ogni dieci minuti
per il nuovo record stagionale. fossero anche figli della
voce del telegiornale. di bare e vacanze, di cisti di mare.
fossero pensieri senza forma, stagionati e andati a male.
fosse solo un racconto, non storia vera. vi lascerei
in omaggio il mio passamontagna di ferragosto,
vi lascerei le chiavi sotto al cuscino. dimenticavo!
pulite bene l' insalata che cresce in cucina: ha i capillari rotti e perde
molta saliva. copritevi bene il collo, prima di entrare dal
portone principale: è proprio lì, in quel punto candido
 e delicato che le mie labbra preferiscono baciare.
i miei figliocci lasciateli pure stare, un giorno o
l'altro smetteranno di gridare.

 
 
 

Di ritorni in torni

Post n°154 pubblicato il 24 Gennaio 2012 da Friederich_Haarman

Greta viveva con la madre semibuia e un gatto chiamato
Andrea in un appartamento che a vederlo dalla soglia, in piedi sullo stoino,
avresti detto carino sarchiando la suola alle scarpe ma che ad entrarci... ad entrarci,
ti saresti messo ad urlare voglio uscire da te, fammi uscire da te scarificandoti con
le unghie pel panico mezza faccia nel momento stesso in cui la porta,
richiudendosi sinistramente da dietro, ti avesse fatto giungere tra le scapole il soffio,
anzi, lo stronfio diaccio del battente che gira sui cardini e non cigola,
no no no, ma stronfia spostando una gran massa d'aria come stronfiano
le massaie grasse che salgono le scale, simili a partorienti quando
nei film il poliziotto della stradale improvvisatosi ostetrico ingiunge loro (le partorienti,
non le massaie grasse) di respirare forte e poi queste qui sbuffano berciano e
ti scacazzano uno stronzone peloso sui sedili posteriori dell'auto che muore strangolato
dal cordone ombelicale... la porta, si diceva, gira sui cardini, impatta il telaio fissato nello stipite e come un mantice parlante, aderendo all'infisso e lasciando scorrere
linguacciuto e insinuante il chiavistello nel bucio, mentre il soffio ti vibra sulla
nuca e ti scende per la collottola fin tra le natiche, dentro al soffio ti sussurra un sussurrio di cose terribili sul conto di Greta, la madre semibuia e il gatto chiamato Andrea.

 
 
 

Al Tg

Post n°153 pubblicato il 27 Ottobre 2011 da Friederich_Haarman

Liberato l'ostaggio Friederich Haarman. Commossi e felici i colleghi artisti e il benzinaio sotto casa. Al vaglio degli inquirenti i motivi del sequestro. Già esclusa l'ipotesi del riscatto. Nell'unico e sibillino messaggio pervenutoci, i sequestratori si dichiaravano "soddisfatti dei 38 euro mensili che i genitori dell'ostaggio pagano con regolarità già da tempo". Friederich è attualmente sottoposta ad accurate visite mediche: se si esclude una lieve abbronzatura, non risultano variazioni di rilievo nelle sue condizioni fisiche, ma ci si attende che la perizia psichiatrica spieghi il perchè e il senso delle frasi che l'ex-ostaggio ripete ossessivamente ("Saturazione..." "Caspita" "Umbratile"..."premere ok per visualizzare", "premere esc per uscire"...

Per ora è tutto, alla prossima edizione per gli aggiornamenti.

 
 
 

In biblioteca

Post n°152 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da Friederich_Haarman

Mi cerco in libri che lessi, tra sottolineature che non capisco più e segnalibri di cui mi sfugge il motivo. Non mi piacciono i libri in cui siano rimaste tracce di letture altrui, perchè non mi piace dividere le emozioni con altri guardoni. A dire il vero, le mie stesse tracce mi infastidiscono. Il passato di me è spesso un ospite indesiderato e bizzarro. Odio l'aggettivo "delizioso". Ma si può odiare una parola? E perchè, poi? Non sarebbe sufficiente l'indifferenza? cosa mi ha fatto per meritarsi il mio biasimo e la mia insofferenza? E perchè odio non solo la parola ma anche chi la usa? O non sarà che odio il singificante perchè connota il significatore più che il significato? Amo gli avverbi. Profondamente, voluttuosamente, quasi indistintamente. Se è un difetto non so, sento solo che il come, il quando e il dove vanno espressi in una sola parola, se possibile. Nella vita però metto sempre gli accenti avanti: mi sento così, bisdrucciola. La parola del mese, comunque, è salmodiante. Senti senti che sound. E la frase dell'anno è: queste stesse mie parole mi cancellano, e darei un rene per averla detta io.

 
 
 
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