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Creato da frenitalia il 03/12/2004

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FRENIAMO IL PAESE. Frenitalia non sai quando parti,non sai se arrivi. Se non ci rimani secco ti fai tanti amici insetti,zecche cimici... Tempi di percorrenza bibilici,scioperi mensili,carrozze vetuste,treni affollati,aria condizionata inesistente,sopressioni, manutenzione carente,treni che viaggiano mezzi chiusi per carenze di personale. Non esiste un giorno nero per le ferrovie, e' lo standard qualitativo di tutto l'anno. scrivimi a frenitalia@gmail.com

 

 

Ferrovie: Verona, ritardi dopo guasto gpl

Post n°1125 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

(ANSA) - VERONA, 1 FEB - Tutto risolto alla stazione di Verona e traffico ferroviario ripreso regolarmente, dopo un problema a una cisterna francese che perdeva gpl.

I vigili del fuoco e i tecnici intervenuti sul posto hanno messo in sicurezza la cisterna, e quindi e' stata decisa la riapertura anche del traffico passeggeri, che era stato interrotto a titolo precauzionale. I ritardi ammontano a circa 50 minuti lungo la Venezia-Milano e le altre linee che passano per Verona.

 
 
 

Corse soppresse per il record scoppia il caso Malpensa Express

Post n°1124 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

Taglio del nastro del tunnel di Castellanza con Formigoni: il convoglio è partito con cinque minuti di anticipo, ha viaggiato seguito da un treno gemello pronto a intervenire in caso di guasto e ha fatto cancellare le corse dei pendolari

Inaugurazione con polemiche del nuovo tunnel di Castellanza che consentirà da ora in poi di percorrere la distanza tra la stazione nord di Piazzale Cadorna e l’aeroporto di Malpensa in meno di mezzora. Esattamente ventinove minuti, dieci in meno del passato, che consente la possibilità di aumentare la frequenza a tre corse l'ora.

Sabato, pur di battere il record il Malpensa-Express, con autorità a bordo, tra cui il governatore, ne ha impiegati addirittura 24. Un vero record. «Ormai — spiega Formigoni — è come prendere un qualsiasi metrò». Un record, però, reso possibile da un “aiuto” non da poco. Ben 25 corse cancellate per lasciare che il treno con destinazione l’ex hub varesino sfrecciasse sui binari praticamente senza ostacoli. Lo ha denunciato il Coordinamento Interaziendale Rsu del gruppo Ferrovie Nord, che «ha espresso solidarietà a tutti i pendolari strapazzati da una inaugurazione in pompa magna».

Tra le venticinque corse soppresse, l’intera tratta Milano-Saronno, sei corse sia di andata che di ritorno del Malpensa Express (dalla 335 alla 347 e dalla 340 alla 350). Più altre quattro da Busto Arsizio a Malpensa in entrambe le direzioni e tre sul percorso Milano-Vanzaghello e viceversa. Per non correre rischi, le Ferrovie Nord ieri hanno anticipato di cinque minuti la partenza del treno inaugurale, che era seguito da un convoglio gemello pronto a intervenire in caso di guasti. «Le corse sono state soppresse per motivi di sicurezza — si difendono le Ferrovie Nord — nella notte una interruzione è stata necessaria per collegare i binari alla nuova galleria. I viaggiatori erano stati avvisati».

Ma i sindacati non ci stanno. E per smascherare quello che definiscono «un inganno» hanno reso noto che mercoledì 26 e giovedì 27, quanto tutti i treni erano in funzione, «nella tratta interessata la percentuale dei convogli giunti a destinazione con un ritardo fino a cinque minuti ha oscillato dal 57 all’82 per cento».

 
 
 

Viaggio della Memoria da incubo per due studentesse

Post n°1123 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

GALLARATE - C'erano anche due ragazze dell'Ipc Falcone e una loro insegnante tra i passeggeri del "Treno della Memoria" proveniente da Auschwitz e diretto a Milano rimasto al gelo per la rottura dell'impianto di riscaldamento.

 

Lo conferma la direzione scolastica che ha precisato che le due studentesse stanno bene e che ora sono a casa. Il treno, partito da Cracovia martedì 26, è arrivato a Milano il giorno dopo, con a bordo 650 passeggeri infreddoliti per aver trascorso la notte a meno 18 gradi. Il convoglio, organizzato dall'associazione Terra del Fuoco, faceva ritorno dopo un viaggio per commemorare le migliaia di vittime dell'olocausto e ospitava una delegazione che ha fatto visita ai campi di sterminio nazista in particolare ad Auschvitz.

Tra questi anche le due studentesse del Falcone, accompagnate dalla loro insegnante Laura Santoro, che avevano vinto un concorso tematico sul genocidio di massa compiuto nei campi di concentramento, organizzato dalla scuola per il Giorno della memoria. Isabella Nicò, dell'inidirizzo grafico, e Antonia Silvestre, dell'alberghiero, tutto si immaginavano quando sono partite fuorché di sperimentare una simile disavventura.

 
 
 

Auschwitz-Milano al gelo

Post n°1122 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

L'iniziativa organizzata da Cgil e Cisl Milano con un convoglio messo a disposizione da Trenitalia
A bordo 650 persone, tra le quali anziani e ragazzi. Fuori -20, senza riscaldamento 5 carrozze su 11

DAL TRENO DELLA MEMORIA - Fuori la temperatura è di 20 gradi sotto le zero e sul Treno della Memoria cinque carrozze su undici sono senza riscaldamento. Il convoglio che Trenitalia ha messo a disposizione per l'iniziativa organizzata da Cgil e Cisl Lombardia è partito alle 18 di oggi da Cracovia per rientrare in Italia con a bordo 650 tra studenti, lavoratori e pensionati.

Nonostante i disagi dell'andata, quando c'erano già stati problemi su una carrozza, il treno è stato agganciato al locomotore soltanto mezz'ora prima della partenza. All'inizio il guasto ha interessato solo due carrozze, ma dopo un'ora le vetture fredde erano già tre, quindi gli occupanti sono stati trasferiti in quella ristorante che però si è guastata dopo pochi minuti. Sorpassato dopo le 21 il confine tra Polonia e Repubblica Ceca, le carrozze guaste sono diventate cinque e i passeggeri, tra i quali ci sono anche 50 giovani francesi, sono stati costretti a proseguire il viaggio ammassati negli scompartimenti rimasti caldi.

Contattati da Repubblica, alcuni anziani che si trovavano a bordo hanno raccontato che a un certo punto il treno si è fermato e l'unica indicazione arrivata dal personale è stata di prendere quanti più indumenti era possibile dalle valigie per coprirsi perché c'era il rischio che andasse via la luce e il riscaldamento non funzionasse più in nessuna carrozza. Malgrado si tratti di un treno a cuccette, le coperte sono state distribuite soltanto intorno alle 23.30. Tutto questo mentre altri treni continuavano a circolare.

I segretari regionali di Cisl e Cgil Lombardia, Gigi Petteni e Nino Baseotto, hanno protestato formalmente con  Trenitalia. Baseotto parla di "comportamento irresponsabile" e di una "gravissima responsabilità di Trenitalia che ha assemblato un convoglio con materiale scadente, evidentemente non adeguatamente testato, e comunque non adatto alle temperature polari di questi giorni". Ed è per questo che "sin da domani - conclude - daremo mandato ai nostri legali di intraprendere ogni azione utile a tutelare coloro che partecipano a questo viaggio".

Da Trenitalia ha comunciato che quando il treno arriverà domani mattina a Tarvisio sarà possibile sostituire il convoglio per concludere il viaggio al caldo.

http://www.repubblica.it/cronaca/2010/01/26/news/treno_auschwitz_guasto-2086933/

 
 
 

Al gelo sul Treno della Memoria

Post n°1121 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

Una docente dell'IPC Falcone aveva accompagnato due alunne ad Auschwitz, su un treno che ha toccato i meno 23°C. Un'esperienza pericolosa: «Ma porteremo un ricordo più grande»

Per gran parte del viaggio di ritorno il treno, gestito da Trenitalia, è rimasto senza riscaldamento, a -16°C, in alcuni punti anche -23°C. Treno immobile, con acqua ghiacciata o bagni non funzionanti, già subito dopo il confine con la Repubblica Ceca, un'altra interminabile sosta in Slovacchia. Ghiaccio sul pavimento, sistema antipattinamento dei binari compromesso. I pochi vagoni con un minimo di riscaldamento ospitano tutti, contenendo fino a sette persone in scompartimenti da tre.

«Ci sono stati rischi reali» racconta la professoressa Luisa Santoro, che ha accompagnato le studentesse Isabella e Antonia durante il viaggio, «Ma non vogliamo che questo passi in primo piano rispetto all'importante esperienza che abbiamo vissuto».

I disagi quindi ci sono stati, «E Trenitalia dovrà prendersi le sue responsabilità», spiega la docente, «Ma non sarà questo il ricordo che ci porteremo da questa esperienza».

Effettivamente questo viaggio ad Auschwitz all'IPC Falcone è costato molti soldi, e molto impegni. In tempo di crisi, per le scuole, non è facile organizzare attività di questo tipo, ma l'Istituto ha creduto molto in questo progetto. Durante l'anno tutti i ragazzi sono stati coinvolti in un concorso, che ha chiesto loro di interpretare il tema del viaggio con particolare riferimento allo sterminio nazista. I migliori sono stati premiati con un viaggio, in una giornata di sensibilizzazione al Gassman e tutti hanno potuto parlare con due sopravvissuti dei campi di concentramento, ospiti della scuola.

 
 
 

deportazione sin troppo realistica sul treno della memoria

Post n°1120 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia
 

Riscaldamento guasto e all’esterno meno 20. Vergogna

 
 
 

Rapallo, il degrado corre sui binari

Post n°1119 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia
 

Non sarà macabro come la testa (finta, per fortuna) insanguinata trovata lo scorso agosto, ma un po’ di inquieta curiosità la lascia ugualmente. Che cosa ci farà un preservativo usato in mezzo ai binari della stazione ferroviaria di Rapallo, muto testimone di un momento - piuttosto recente - di sensuale passionalità? Anche lui, però, fa parte dello straordinario campionario di sporcizia che giorno dopo giorno si è accumulato sulla massicciata, offrendo uno spettacolo davvero indecoroso. In compagnia di manici di ombrelli, bottigliette, lattine, tubi, cartacce, rami di palma, scatole di cartone, pacchetti vuoti di sigarette e cicche a centinaia. Perché in tutta la stazione non c’è un contenitore dove lasciare i mozziconi delle sigarette fumate. Senza contare la carta igienica - non sempre solitaria - sulle traversine, caduta dai convogli in corso. Il tocco gentile, se così si può dire, è rappresentato da una famigliola di palmette che sta crescendo rigogliosa tra il primo e il secondo binario: il papà già bello robusto, la mamma poco distante un po’ più dimessa, e infine un figlioletto verde e tenero.

C’è da sperare che il viaggiatore in arrivo alla stazione ferroviaria di Rapallo non si accorga di tutto questo, se no rischierebbe di ripartire con il treno successivo. Perché se questo è il biglietto da visita di una città che vive di turismo, figurarsi tutto il resto... Per fortuna, invece, appena fuori dall’edificio si fa incontro al viaggiatore una città bella e attrezzata come poche altre. La stazione, invece, è un controsenso, quasi una bestemmia. E non basta, a compensare, la facciata esterna ritinteggiata e molto curata. E dire che - le cifre sono di Trenitalia - ogni anno è frequentata da oltre 2,3 milioni di utenti. Un flusso davvero consistente, soprattutto nel periodo estivo, che l’ha fatta inserire, alcuni anni fa, nel programma nazionale “Centostazioni” (ne parliamo nel box a lato), un progetto che “ripensa” le tradizionali stazioni, trasformandole in centri multiservizio.

 
 
 

Fs: Codacons, rimborsare clienti Alta Velocita' per ritardi

Post n°1118 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

 

ROMA (MF-DJ)--Il Codacons denuncia nuovi disagi per gli utenti dell'Alta Velocita' e chiede di inviduare forme di risarcimento per i ritardi dei treni Frecciarossa.

L'associazione dei consumatori spiega che oggi il Frecciarossa Milano-Roma ha subito circa due ore di ritardo, mentre il Frecciarossa Torino-Roma ha accumulato circa 80 minuti di ritardo.

In una nota, il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ribadisce che "i ritardi di tale portata su treni costosissimi e, almeno sulla carta, velocissimi, sono inaccettabili". Per questo "non solo Trenitalia deve risarcire i passeggeri coinvolti nei disagi odierni, ma devono essere studiate delle forme di indennizzo specifiche in favore dei clienti dell'Alta velocita', i quali subiscono un danno ingente anche solo per ritardi di 10 minuti, considerati i costi dei biglietti e i tempi accorciati dei collegamenti". com/pie

 
 
 

Roma-Milano con 2 ore di ritardo

Post n°1117 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia
 

Il Frecciarossa Milano-Roma, prima per il ghiaccio, poi per un guasto, arriva a Termini con du ore di ritardo. "Inaccetabile" gridano i consumatori che chiedono rimborsi e indennizzi per chi paga di più per avere certezze sull'orario di arrivo. Le alternative, però, non sono molte. L'85 per cento dei treni che percorrono la tratta è Frecciarossa, perché spiega Trenitalia, i passeggeri preferiscono così

Ancora disagi per gli utenti dell'Alta Velocità e ancora polemiche sul super treno. Il Frecciarossa 9613 Milano-Roma è arrivato nella capitale con circa due ore di ritardo, prima per un problema sulla linea e poi per un problema tecnico al treno. Due ore che sono bastate a sollevare le lamentele dei consumatori che parlano di ritardi “inaccettabili” per treni così costosi. Il primo problema, hanno spiegato dalle Ferrovie, è stato causato dal ghiaccio, che ha rallentato la corsa tra Milano e Bologna. Poi il treno ha avuto un guasto tecnico tra le stazioni di Orte e Gallese, ed è stato riparato dal macchinista. A causa del ritardo di questo convoglio anche un altro Frecciarossa, il 9595 Torino-Roma, che segue il Milano-Roma, ha accumulato circa 80 minuti di ritardo.

E il Codacons attacca: “Ritardi di tale portata su treni costosissimi e, almeno sulla carta, velocissimi, sono inaccettabili – ha detto il presidente Carlo Rienzi – è evidente il danno subito dagli utenti che scelgono di pagare di più per accorciare i tempi dei collegamenti, e giungono invece a destinazione con pesanti ritardi". "Non solo Trenitalia deve risarcire i passeggeri coinvolti nei disagi di oggi, ma devono essere studiate delle forme di indennizzo specifiche in favore dei clienti dell`Alta Velocità, i quali subiscono un danno ingente anche solo per ritardi di 10 minuti, considerati i costi dei biglietti e i tempi accorciati dei collegamenti".

Ma in effetti c'è poco da scegliere. Su 84 treni che ogni giorno effettuano il percorso Milano-Roma-Milano, 72 sono Frecciarossa. Significa che più dell'85% dei treni disponibili per questa tratta è sull'Alta Velocità. A questi si aggiungono 12 treni 'non Frecciarossa' che, con differenza di percorsi e tempi di percorrenza, collegano il capoluogo lombardo con la capitale: rispettivamente sei Intercity, due Eurostar City (o Frecciabianca) e quattro collegamenti con treni Notte, di cui due Espresso. I collegamenti di treni 'non Frecciarossa' Milano-Roma-Milano sono meno numerosi di quelli ad alta velocità perché, spiegano da Trenitalia, "il numero dei passeggeri che, per questa tratta, preferiscono viaggiare impiegando più tempo, ma spendendo qualcosa in meno è esiguo".


L'aumento dei Frecciarossa ha comportato infatti un aumento dei prezzi per i passeggeri. Per viaggiare su un treno ad alta velocità servono almeno 89 euro, un costo del biglietto che alcuni consumatori ritengono "elevato". Questi prezzi, però, ha detto l'amministratore delegato delle Fs, Mauro Moretti, rimangono "inferiori rispetto a quelli che oggi esistono in Europa". La percentuale dei treni per la tratta Milano-Roma-Milano è oggettivamente in favore dell'alta velocità, ma Trenitalia evidenzia come questo tipo di offerta sia "calibrata secondo la domanda". Moretti ha precisato che i treni che collegano Roma e Milano "effettuavano tratte in parallelo" e "difficilmente si potevano fare in doppione": di conseguenza si è dovuto scegliere "per l'uno o per l'altro".

http://roma.repubblica.it/dettaglio/roma-milano-con-2-ore-di-ritardo-una-beffa-le-regole-sui-rimborsi/1842106

 
 
 

Trenitalia - Consumatori, nuova rottura delle trattative

Post n°1116 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

29/01/2010 - 11:19

Nuova rottura tra Trenitalia e Associazioni dei Consumatori. Ieri, dopo una discussione durata tre ore le trattative si sono interrotte a causa della volontà di Trenitalia di non modificare le condizioni peggiorative per i passeggeri determinatesi in attuazione del Regolamento europeo che l'Azienda ha recepito unilaterlamente lo scorso 13 dicembre.

"Non si è mai visto in nessun campo di applicazione economica e sociale che l'attuazione di una normativa europea possa e debba peggiorare le condizioni precedenti previste dal paese di appartenenza più favorevoli per i cittadini. Normalmente i regolamenti e le direttive europee prevedono una griglia di condizioni minime che tutelino i cittadini dei paesi membri rispetto alle quali però i singoli stati normalmente decidono di mantenere le condizioni preesistenti ove siano migliori" commenta Federconsumatori che aggiunge: "Nel caso di Trenitalia i cittadini verrebbero penalizzati rispetto alle condizioni riguardanti i ritardi dei treni, i risarcimenti ed altre questioni di rilevante importanza. Già esiste una situazione molto pesante che i cittadini debbono sopportare, soprattutto nel trasporto regionale e in alcuni casi nel servizio di lunga percorrenza. Non è ammissibile che in queste condizioni si possano ridurre le garanzie e i diritti acquisiti, già palesemente insufficienti a giustificare i malfunzionamenti dei treni".

"Se Trenitalia sarà disposta a modificare la sua posizione e a consentire il miglioramento delle tutele e delle garanzie per i passeggeri, saremo pronti a riprendere la trattativa. Altrimenti verificheremo le vie legali e ogni altra iniziativa utile a riequilibrare il rapporto drammaticamente sproporzionato tra cittadino e Trenitalia", conclude Federconsumatori.

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=26301

 
 
 

difesa di passeggero senza biglietto per rottura macchinette self-service

Post n°1115 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia


Si rifiuta di pagare il supplemento a bordo del treno perché non era riuscito ad acquistare il biglietto in stazione, a causa del guasto delle macchinette self-service e di una fila interminabile alla biglietteria che rischiava di fargli saltare il viaggio. La vicenda è stata segnalata dal Movimento Consumatori, che sottolinea "l'ennesima ingiustizia" commessa da Trenitalia. "Un passeggero della linea ferroviaria Bologna -Venezia, anche se arrivato alla stazione di Bologna Centrale con trenta minuti di anticipo, è stato costretto a un'interminabile fila alla biglietteria perché tutte le macchinette self-service erano fuori uso - ha denunciato MC - Dopo 20 minuti di coda e il treno in arrivo, è quindi salito a bordo senza biglietto. Avvisato subito il controllore, gli è stato imposto di pagare un supplemento di 5 euro, oltre al prezzo di 8,90 euro (+56%)". Al rifiuto di pagare il supplemento, ecco la sanzione: 44 euro, che diventano 150 se non vengono pagati dopo cinque giorni.

"Questa è l'ennesima ingiustizia che i passeggeri del trasporto pubblico gestito da Trenitalia devono subire ogni giorno - commenta Monica Multari, responsabile del settore Trasporti del Movimento Consumatori - In casi come questo, quando tutte le biglietterie automatiche di una grande stazione sono fuori uso, il buon senso farebbe pensare che non sia giusto far pagare al viaggiatore una maggiorazione per non aver potuto acquistare il biglietto a terra. Inoltre non è giusto che Trenitalia, quando si verificano episodi simili, riceva maggiori introiti derivanti dai supplementi e dalle multe che vengono emessi nei confronti di passeggeri che non possono mettere in preventivo di recarsi ore prima in stazione per acquistare il biglietto".

2010 - redattore: BS

http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=26293

 
 
 

Macchinette rotte in stazione, il viaggiatore non fa il biglietto

Post n°1114 pubblicato il 01 Febbraio 2010 da frenitalia

Trenitalia lo multa, il Movimento consumatori lo difende

Trasporti e Turismo - Trasporti Pubblici

Il Movimento consumatori protesta contro una nuova multa ingiusta di Trenitalia nei confronti di un passeggero che non aveva potuto acquistare il biglietto prima di salire a bordo del treno Bologna-Venezia perche' le macchinette self-service della stazione di Bologna Centrale erano fuori uso e la fila lunghissima alla biglietteria gli avrebbe impedito di partire. Salito a bordo del treno, racconta l'associazione, il viaggiatore si e' rifiutato di pagare il supplemento di 5 euro oltre al prezzo del biglietto (8,90 euro) e si e' visto fare una multa di 44 euro, che diventano 150 se non vengono pagati entro cinque giorni.
''Questa e' l'ennesima ingiustizia che i passeggeri del trasporto pubblico gestito da Trenitalia devono subire ogni giorno. In casi come questo, quando tutte le biglietterie automatiche di una grande stazione sono fuori uso, il buon senso farebbe pensare che non sia giusto far pagare al viaggiatore una maggiorazione per non aver potuto acquistare il biglietto a terra'' commenta Monica Multari, responsabile del settore Trasporti del Movimento consumatori.

Fonte: Movimento consumatori

28 Gennaio 2010 - 17:04

 
 
 

Se per le Fs la puntualità è accademica

Post n°1113 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da frenitalia

Se per le Fs la puntualità è accademica

Venerdí 15.01.2010 11:03

Di Andrea Boitani

I giornali hanno riportato che, indagando sui ritardi dei treni ad alta velocità, il pm di Torino Raffaele Guariniello ha riscontrato come, tra il 14 dicembre e Natale, tre quarti dei quattrocento treni sotto osservazione abbia avuto un ritardo superiore ai 15 minuti.

ECCESSO DI LEGITTIMA DIFESA

I giornali hanno anche riportato che Fs si è affrettata a replicare sostenendo che, se si prende in considerazione un periodo più lungo, i ritardi sopra i 15 minuti sono solo un quarto. Sono state anche invocate le avverse condizioni atmosferiche, che hanno causato disagi gravi alle ferrovie in tutta Europa, nonché la necessità di un periodo di assestamento dopo l’entrata in funzione delle nuove tratte alta velocità Bologna-Firenze e Novara-Milano, proprio lo scorso 14 dicembre. Si tratta di legittima difesa. Non è mancata però la nota stonata, il voler dire troppo: insomma l’eccesso di difesa. Quando qualcuno ha detto, come riportato da La Repubblica, che 15 minuti di ritardo non sono da considerare ritardo “per consuetudine europea”. (1)
Sorpreso e incuriosito ho cercato di rintracciare una qualche menzione di questa consuetudine europea. Non sono riuscito a trovarne traccia nei documenti “europei” in mio possesso e nei siti come quello della Dg Tren della Commissione Europea o come quello della Comunità delle ferrovie europee (Cer).(2)
Il 3 dicembre 2009 è entrato in vigore il regolamento europeo 1371/2007 sui diritti dei passeggeri ferroviari, dove si afferma che il “ritardo significa la differenza di tempo tra l’ora in cui era programmato che il passeggero arrivasse, secondo l’orario pubblicato, e l’ora effettiva o attesa di arrivo” (articolo 3/12). (3) Insomma, quello che qualsiasi persona di buon senso intende per “ritardo”. Nessun cenno al quarto d’ora di “franchigia”. Più avanti, agli articoli 15-18, il regolamento si limita a stabilire in che modo e misura i passeggeri debbano essere tutelati per ritardi superiori ai 60 minuti.

http://www.affaritaliani.it/cronache/se_per_fs_puntualita_e_accademica150110.html

 
 
 

Due treni rischiano la collisione alla stazione di Porta Romana

Post n°1112 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da frenitalia

viaggiavano sullo stesso binario in direzioni opposte
Viterbo - Il fatto è accaduto mercoledì scorso. La testimonianza di un pendolare viterbese

Mercoledì scorso, nei pressi della stazione di Porta Roma, un treno proveniente da Roma ha rischiato di schiantarsi contro un altro treno diretto alla capitale. Entrambi viaggiavano sullo stesso binario.

A denunciare l'accaduto un pendolare, Franco Rinaldi, che quotidianamente usufruisce di quella linea ferroviaria.

"Partito da Roma Trastevere alle 17,19 - dice infatti Rinaldi - fnalmente il treno intorno alle 19,00 giungeva nelle vicinanze della stazione di Viterbo-Porta Romana, quando ad un certo punto si fermava. Il ritardo fin lì accumulato era di circa 10 minuti, tutto sommato poca cosa rispetto al solito, ma restiamo fermi per circa 15 minuti senza che nessuno desse informazioni ai passeggeri. Dopo qualche minuto passava il capotreno in tutte le carrozze e invitava i passeggeri che dovevano scendere alla stazione di Porta Romana a recarsi nel vagone di testa per poter guadagnare l’uscita".

"A quel punto - continua l'uomo - chiedevo cosa fosse accaduto, e il capotreno, sempre con la solita arroganza, rispondeva così: 'Adesso quando scende lo vede da solo cosa è successo'.  E così una volta uscito vedevo che il nostro treno, appena fuori dalla stazione di Porta Romana, era sullo stesso binario a pochi centimetri dal treno in partenza per Roma. In sostanza si è rischiato un grave incidente ferroviario: il nostro treno proveniente da Roma, che di solito transita sul terzo binario, era stato fatto entrare in stazione sullo stesso binario del treno delle 19 in partenza per Roma".

L'episodio è venuto alla luce soltanto oggi grazie alla testimonianza dal pendolare viterbese, un lavoratore che ogni giorno utilizzan il treno che collega Viterbo-Porta Fiorentina a Roma Trastevere.

Un episodio grave, punta di un iceberg di altri disservizi e disagi che i pendolari sono costretti giornalmente a subire.

"Quotidianamente - aggiunge infatti Franco Rinaldi - bisogna partire da Viterbo alle ore 06.25 perché a causa dei continui e ripetuti ritardi solo con questo treno si può giungere a Roma Trastevere (dopo il cambio a Roma S. Pietro visto che inspiegabilmente il treno non ferma in questa stazione, una fra le più importanti e frequentate della Capitale) in un orario decente (8,15 circa)per poter poi raggiungere finalmente il posto di lavoro.

I treni seguenti (in partenza da Viterbo alle ore 06,45 ed alle ore 06,55) arrivano sempre dopo le 09,00 e quindi troppo tardi per poter poi raggiungere il posto di lavoro. Bisogna quindi viaggiare per minimo due ore circa per percorrere circa 80 Km. di strada ferrata. Una bella media non c’è che dire, alla faccia dei “Frecciarossa”.Come se ciò non bastasse i disagi non finiscono qui.

"Le condizioni igieniche dei treni - riprende Rinaldi - sono “preoccupanti”, sporco ovunque, sedili maleodoranti e pieni di macchie, contenitori dei rifiuti pieni da anni e mai svuotati, filtri dei condizionatori mai sostituiti e puliti, inoltre altri disagi legati a passaggi a livello spesso non funzionanti e quindi il treno è costretto a fermarsi ed attendere che le forze di polizia o il personale stesso di Trenitalia non blocchi il traffico dei veicoli  lungo la strada per poter transitare.

I ritardi e le soppressioni dei treni poi sono all’ordine del giorno, e quando si chiedono informazioni per sapere cosa succede e sui tempi, il personale di Trenitalia risponde in modo maleducato e arrogante, l’ultima risposta avuta personalmente da un capotreno è stata: “Se vuole può prendere la sua macchina così arriva puntuale”.

Ora mi chiedo: ma perché nel nostro Paese è così difficile avere un servizio “dovuto” a fronte di un abbonamento pagato. All’estero (Francia Spagna ecc.) il pendolare percorre quotidianamente distanze ben più consistenti con tempi ridotti, puntualità e confort. In Italia tutto e complicato e difficile, i diritti dei lavoratori vengono negati a beneficio di poche caste elette (politici ecc.) che possono viaggiare in auto blu.

Mi chiedo quanto bisogna ancora sopportare, fare sacrifici e privazioni per cambiare questo Paese e renderlo efficiente e veramente al servizio del cittadino".

http://www.viterbooggi.org/index.php?tipo=contenuto&ID=13420&categoria=pagine

 
 
 

Treni in Sardegna: Viaggi odissea

Post n°1111 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da frenitalia

Per coprire la distanza che intercorre tra Alghero ed Oristano, secondo le tabelle dovrebbero servire circa tre ore, ma ieri mattina ne sono servite quasi sei

ALGHERO – Appuntamento ad Oristano alle ore 10.30 per motivi di lavoro. Un algherese che non utilizza l’auto che fa? Sceglie il treno e studia il percorso utile per arrivare nei tempi prestabiliti. Dopo un controllo, ci si accorge che l’unico utile è: partire da Alghero alle ore 6.05, arrivare a Sassari alle 6.40, prendere il treno che parte per Cagliari alle 6.56 e scendere ad Oristano alle 8.51. Ok, la sveglia va messa presto, ma l’arrivo nel capoluogo oristanese è ben precedente a quello dell’appuntamento, quindi ci sarà anche il tempo per un’abbondante colazione.

Invece, ieri mattina, niente è andato come doveva. Si parte da Alghero in orario, ma, imprevedibilmente, si arriva a Sassari solo alle 7.05, con venticinque minuti di ritardo che, su trentacinque minuti di percorrenza, è già un’enormità. Dopo sessantacinque minuti di viaggio, quindi, treno per Cagliari perso. Che fare? Si va subito in biglietteria, per sapere il prossimo treno utile. La risposta che ci arriva, non ci fa certo rasserenare: «Il prossimo treno è alle 8.03, ma se fosse arrivato venti minuti prima…». Alle nostre rimostranze dovute al ritardo non dipeso da noi, la risposta è laconica: «Ah, ma quella è un’altra ferrovia…». Comunque sia, alle 8.03 si parte col pullman sostituivo, che copre il percorso tra Sassari e Chilivani, visti i problemi sulla linea, dovuti all’ormai famoso e triste incidente del dicembre scorso. L’arrivo è previsto per le 8.44, con la partenza della coincidenza alle 8.50, con arrivo ad Oristano alle 10.31. Telefoniamo per avvertire del nostro ritardo e ne prendiamo un secondo per le 11.

 
 
 

In treno senza ticket. Prende la multa e il giudice gli dà ragione

Post n°1110 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da frenitalia
 

La biglietteria era chiusa. Biglietti esauriti dal tabaccaio

MESTRE— Non pagherà la multa a Trenitalia anche se ha viaggiato senza biglietto. Lo ha deciso il giudice di pace di Mestre che ha dato ragione a un passeggero che si era rifiutato di pagare la sanzione e aveva chiesto la difesa dagli avvocati del Movimento Consumatori. L’uomo, diretto a Venezia da una stazione secondaria in provincia di Padova, infatti non aveva potuto acquistare il biglietto perché l’emettitrice automatica era guasta e non c’era nessuno allo sportello della biglietteria. L’uomo è riuscito anche a dimostrare che quel giorno, la tabaccheria più vicina alla stazione aveva esaurito i biglietti a fascia chilometrica e non c’erano altri luoghi dove comprarli. «Il nostro assistito — spiega il Movimento Consumatori — aveva fatto tutto il possibile per munirsi di tagliando di viaggio, ma quando si è rivolto al controllore, appena salito sul treno, ha ricevuto una sanzione ingiusta di 50 euro». Sanzione che, dopo il rifiuto dell'uomo al pagamento immediato, è cresciuta fino a 200 euro.

«La sentenza del giudice di pace ha ristabilito delle regole di buon senso in un settore dove regna l’anarchia — dice Monica Multari, presidente regionale del Movimento Consumatori —. Non passa giorno senza che i pendolari veneti ci segnalino disservizi, ritardi cronici, sanzioni ingiuste, vagoni sporchi, gelidi e sovraffollati. E’ inaccettabile che quando ci sia una mancanza da parte di un passeggero debba pagare cifre spropositate, mentre quando il disservizio proviene da Trenitalia non sia possibile nemmeno un piccolo risarcimento». Anche a fronte del fatto che sui treni regionali la percentuale di viaggiatori abusivi è inferiore al 2%, mentre il comportamento dei controllori è sempre più rigido su ordine dei vertici dell'azienda dei trasporti «che in molti casi abusa del proprio ruolo di pubblico gestore, adottando condizioni di trasporto illegittime». A questo si aggiunge il fatto che durante l’anno scorso sono stati più di cinquanta i passeggeri che si sono dovuti rivolgere alle associazioni di consumatori per far valere i loro diritti. Circa un viaggiatore alla settimana che ha denunciato la presenza di emettritrici automatiche non funzionati o obliteratrici senza sufficiente inchiostro per timbrare il tagliando. «Il problema è anche la sanzione — continua Multari — non è possibile che uno debba pagare 50 euro perché non è riuscito a fare un biglietto da due euro.

Al.A
15 gennaio 2010

 
 
 

Grippaudo Margherita

Post n°1109 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da frenitalia
 

ale23061943

scrive

Io vorrei dire alla sig.ra Grippaudo Margherita editrice
degli orari che cosa significa... a pagina 183 dell'orario invernale 2010 (dal 13/12/09 al 12/06/10) Richiamo (2)
Recita...: Si eff. fino al 22 dic. e dal 7gen; sosp. 13 dic.,
19 dic.,20 dic.sabato e festivi dal 9 gen.
Insomma dico io sto benedetto treno, secondo il richiamo (2), sabato e festivi: c'e' o non c'e' ?
Io vorrei chiedere a Margherita, ma Dante non ti ha lasciato detto niente? O non hai mai aperto il libro?
Perchè non partecipi anche tu' a Frenitalia?
Aleale

 

 
 
 

"A Lingotto infiltrazioni e scale mobili fuori uso"

Post n°1108 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da frenitalia

Prima di Natale il Difensore civico della Regione aveva comunicato l’apertura di un dossier sui disservizi del trasporto ferroviario partendo dalle segnalazioni dei pendolari e chiedendo risposte ai soggetti interessati: dalla Regione a Trenitalia.

I pendolari, che l’hanno preso in parola, ieri hanno fornito all’avvocato Antonio Caputo lo spunto per aggiungere un’altra pagina. Questa volta la lente si è sposta sulla stazione di Torino-Lingotto, segnalata dal Comitato spontaneo della Torino-Milano in merito a due ordini di disagi apparentemente marginali ma che in realtà condizionano ogni giorno i movimenti dei passeggeri.

Il primo è il fermo della scala mobile che, in teoria, dovrebbe portare i viaggiatori al sottopassaggio. La scala mobile è immobile da mesi - scrive Cesare Carbonari, leader del Comitato -: questo è il problema. Restano le scale tradizionali, per carità: quelle che anche ieri la gente, munita di trolley e valige, saliva o scendeva sbuffando.

I tempi per la riparazione devono essere effettivamente lunghi se è vero che, come si legge nella foto allegata al comunicato, nei giorni scorsi il personale delle Ferrovie ha affisso al fondo della scala «mobile» un cartello recante i giorni di fermo: 67. Ieri il cartello era stato rimosso ma diversi viaggiatori hanno confermato l’indisponibilità dell’apparecchio. «Io non uso regolarmente la stazione ma l’ultima volta che ci sono passato prima delle feste, circa venti giorni fa, la scala era già fuori servizio», commenta tra gli altri Ugo Folz. Altri, meno diplomatici, hanno minacciato di allertare «Striscia la notizia».

Il secondo inghippo si trova nel sottopassaggio, a pochi passi dalle scale, e rimanda a due vistose infiltrazioni che hanno già provocato il distacco di parte dello stucco sulla volta allagando parte del pavimento. Anche questa riparazione, stando a Carbonari, si fa attendere. In compenso, un cartello giallo mette in guardia i viaggiatori dal rischio molto concreto di scivolare. «Attenzione. Pavimento bagnato», c’è scritto. Più chiaro di così...

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/114742/

 
 
 

RICHIESTA DANNI A TRENITALIA: NUOVO CASO

Post n°1107 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da frenitalia

Un altro pendolare intenzionato ad avviare un’azione legale per i disservizi subiti

Castelfranco – Un nuovo caso si aggiunge a quello di Nicola Mason, il primo pendolare in Italia ad aver richiesto i danni a Trenitalia per i disservizi subiti nel corso degli anni.

Per Mason, studente dello Iuav di Venezia, c’è già stata una prima udienza dal Giudice di Pace di Castelfranco lo scorso 21 dicembre (per ora nulla di fatto, rinviata al 15 febbraio).

Ora tocca ad un lavoratore: si tratta di Matteo Cefis, padovano dipendente della Biblioteca comunale di Castelfranco.

I ritardi e di disservizi subiti da ottobre a dicembre prendendo il treno quotidianamente da Padova a Castelfranco l’hanno fatto propendere per la stessa scelta di Mason, decidendo di richiedere i danni a Trenitalia.

Il caso è stato segnalato al Comitato Pendolari della Castellana, che oggi su Facebook ha raggiunto quota 125 iscritti.

 
 
 

Viva Trenitalia!

Post n°1106 pubblicato il 11 Gennaio 2010 da frenitalia

Non sarà sicuramente l'unico sfogo, ma poco importa visto che essendo in democrazia ogni cittadino ha il diritto di esprimere ciò che pensa sui servizi offerti dallo stato. In occasione del ponte dell'Immacolata ho avuto modo di viaggiare su un Eurostar da Milano a Roma Termini che all'arrivo a destinazione ha fatto registrare un ritardo di 35 minuti sull'orario previsto.Sulla base di quanto mi era stato detto dal capotreno e successivamente dalle persone che lavorano al centralino telefonico, ho chiesto di poter usufruire del bonus previsto in questi casi, pari al valore di circa il 50 per cento del prezzo del biglietto da utilizzarsi entro un anno.

Senonché, arrivata davanti ad uno sportello della biglietteria di Trenitalia nella mia città, mi sono sentita negare questo bonus. L'impiegato di turno, infatti, cortesissimo e quasi scusandosi, mi ha spiegato che a partire dal 3 Dicembre 2009, per un adeguamento alla normativa europea, il bonus è previsto per un ritardo superiore a 60 minuti (non più 25). Non solo: in caso di guasto all'impianto di climatizzazione il cittadino, che pure ha pagato un salato biglietto, non ha diritto ad alcun risarcimento. Bene, mi sono detta.

La strategia è chiara: Trenitalia si fa bella con l'alta velocità (a scapito dei servizi regionali e dei treni che permettono a migliaia di pendolari di andare a lavorare, costretti spesso ad aspettare ore per permettere il transito degli Intercity e dei treni "veloci" che avrebbero la precedenza), aumenta le tariffe e come se non bastasse modifica la normativa in modo da mettersi al sicuro da qualsiasi protesta. Peccato che dimentichi che un ritardo di mezz'ora su un tempo di percorrenza di tre ore è già una cosa vergognosa...figuriamoci di 60 minuti. Tralasciamo, per pietà, la possibilità che d'inverno si guasti il riscaldamento.

Cari signori di Trenitalia, il vostro servizio è ben lungi dall'essere all'altezza della qualità degli altri paesi civili d'Europa (e sottolineo civili!). Pensate a migliorare ciò che già c'è, a garantire un servizio decente per i pendolari e a fare in modo che chi viaggia possa impiegare magari quattro ore da Milano a Roma...ma che siano quattro reali! Per concludere: evitate di prendere in giro il viaggiatore ringraziandolo per la scelta: sono sicura che la maggioranza delle persone, se potesse, sceglierebbe altro piuttosto che avere a che fare con voi. "Cordiali" saluti.

http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=87158&sez=DILLOALMESSAGGERO

 
 
 
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