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BertranddeB...
   
 
Creato da BertranddeBaux il 28/12/2010
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orme

Post n°25 pubblicato il 19 Maggio 2012 da BertranddeBaux

Ogni tanto torno sui miei passi, faccio strani giri tutt'intorno, cerco di capire la direzione delle orme che ho lasciato; a volte sembrano dirette in una direzione ben precisa, invece a volte sembrano i passi sensa senso di chi va senza meta.

Non do molto peso a tutto questo, e forse davvero non ha peso, nella corsa di una vita. Non che non sia necessario sapere dove si va, ma poi quando ci si arriva, si ha come l'impressione che non ne sia valsa la pena.

Continuo a camminare e a volte a guardarmi indietro; trovo poche cose da salvare, lascio che la vita scorra così come vuole e dove vuole. Mi fido di lei; lei si che lo sa dove deve scorrere e dove deve portarmi.

Ogni tanto mi guardo indietro, ma poi volgo nuovamente lo sguardo avanti, prendo la mano alla mia vita e mi lascio portare dove vuole. Mi fido di lei.

 
 
 

auguri

Post n°24 pubblicato il 14 Aprile 2012 da BertranddeBaux

AUGURI!

Non so perchè neanche te li faccio...tanto so per certo che neanche lo leggerai questo mio piccolo augurio!!

ma tant'è.....te li faccio lo stesso. di vero cuore!!

 
 
 

Leo

Post n°23 pubblicato il 10 Marzo 2012 da BertranddeBaux

E' passato già qualche giorno, qualche settimana, ma meno di un mese, che Leo è arrivato. Non ti ho ancora visto.....non ti ho ancora toccato, non ti ho anora tenuto in braccio.......ma immagino le tue piccole mani che al contatto delle dita di chi ti sta intorno stringono forte.....con tutta la forza che un bimbo può avere.

Immagino gli occhi che ti guardano con attenzione, che ti esaminano con amore, attenti ad ogni più piccolo mutamento, desiderosi di non trovare nulla all'infuori della normalità.

Crescerai e camminerai da solo. Ma questo è un tempo ancora lontano. Oggi c'è soltanto la grande gioia di chi ti ha voluto ed atteso. Oggi per te è solo il tempo di crescere senza che il mondo ti tocchi. Tutto resterà fuori, lontano da te, tenuto a bada da chi ti ama.

Arriverà anche per te il tempo di partire. Ma non oggi piccolino....ora sorridi e con te sorrideranno tutti.

Auguri di ogni bene Leo.......ogni bimbo se lo merita questo....e tu non sei altro che un bimbo.....con tutta la grandezza che questo comporta.........

un sorriso a te...............

 
 
 

graffi

Post n°22 pubblicato il 18 Febbraio 2012 da BertranddeBaux

ed eccomi qua........dopo una vita ancora....dopo altri dolori....dopo altri graffi............

c'è il modo di ricominciare, mi ha detto una vecchia e saggia chiromante.....

"incartalo per bene, scegli un posto che solo tu sai, riponilo lì, poi dimentica il posto in modo che neanche per sbaglio tu possa scartarlo ancora, forse all'inizio ti sembrerà strano, specialmente per te, che lo hai sempre usato, ma poi ti abituerai, il più delle persone lo hanno già fatto, all'apparenza non sembra, ma se appena ti avvicini un pò a loro, ti accorgerai che lo hanno incartato da tempo e riposto nel nscondiglio più buio che ganno trovato. Non ti spaventare, si può vivere anche così, anche senza averlo nel petto, anzi alla lunga forse ne troverai giovamento, si sarà strano, sentirai le cose in modo diverso, alcune non le sentirai affatto, altre ti sembreranno più facili. Fallo, fa come ti dico, incartalo e riponilo via"........

..............perchè no, mi sono detto, non l'ho mai fatto, forse davvero è meglio così........

provare cosa può costarmi??!!...........

ed eccomi qua....dopo una vita ancora.......dopo altri dolori.........

 
 
 

arrivederci

Post n°21 pubblicato il 11 Gennaio 2012 da BertranddeBaux

E' tanto che non frequento queste pagine. Non è certo per cattiva volontà, ma mi sono preso un certo periodo di...come si dice? riflesisone?...

stavolta non uso i miei giri di parole, cercando di descrivere sensazioni ed emozioni, ma vi parlo come se fossimo seduti davanti ad un bel bar e avessimo davanti un buon caffè.

in queste spazi, tra queste pagine, girano personaggi di ogni qualità e spessore; vi sono i cialtroni maleducati egocentrecici; i pervertiti fintoromantici malcelatimaiaili; i solitari per vocazione atavica;......ecc....ecc.....ma vi sono anche "persone" sincere e oneste. Non sono la maggioranza, ma ci sono. Ed è per quest'ultime che, anche se sporadicamente, frequento lo spazio virtuale.

ma poi le cose cambiano, specialmente la vita, cambia; e come dice una persona a me molto cara: la giostra della vita gira gira e non siamo noi a guidarla, nè a decidere quando si fermerà!! 

ora vado, lascio girare la giostra....e non mi affanno a guidarla....magari c rivedremo, ci rileggeremo...magari....ma non domani....più in la.....magari vi racconterò dove la realtà della giostra mi ha portato...oppure dove non ha portato....ma è di reale che ora ho bisogno....di persone con cui scambiarmi....con cui scontrarmi guardandosi negli occhi.....

arrivederci...a rileggerci a tutte quelle persone che seppure virtuali sono vere e sincere....arrivederci anche ai cialtroni, in fin dei conti sono parte del mondo anche loro....come tutti noi del resto!!! 

 
 
 

voglio essere

Post n°20 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da BertranddeBaux

Tra un pò arriva, puntuale come un orologio al quarzo, il Santo Natale!! Certo che di Santo però, ne è rimasto ben poco. Almeno a guardarsi in giro; anche in modo distratto, uno si accorge che di Santo nel Natale, non c'è veramente poca roba!!

Oh si...le vetrine sono piene di lucine sbrilluccicanti, di pacchi dono confezionati con arte, di neve finta e signori corpulenti vestiti di rosso e con la bella barba canuta, che ammiccano e invitano a spendere!!

Allora ben coccolato da quest'atmosfera di bontà, che ci vuole convincere, e ci riesce, che siamo tutti più buoni, almeno una volta all'anno, almeno a Natale, anch'io voglio essere più buono.

Scriverò la letterina a Babbo Natale e non chiederò doni, mi sembra inopportuno, quando so che intorno a me, molti stanno, o hanno perso il lavoro e con esso non solo la tranquillità economica, ma spesso la dignità di uomini. Ecco, io che non corro questo rischio, sento un pò, l'imbarazzo di essere tra i fortunati. Tipo sindrome del soldato. Quello che rimane vivo, mentre tutti i suoi compagni sono morti, e si vergogna di non esserlo anch'esso. Chiederò perciò nella letterina, bontà sua, di portare a tutti, ma proprio a tutti, serenità!!

So che non riuscirà ad accontentare tutti, ma conosco bene anche la sua generosità e ce la metterà tutta per sodddisfarne il maggior numero possibile. Ci sarà certo chi non riceverà neanche un sorriso, chi neanche una carezza, chi resterà solo a guardare le lucine intermitenti di un triste albero, chi inutilmente tenderà la mano nel vuoto, chi terrà gli occhi bassi convinto di aver perso la dignità, chi approfitterà della bontà altrui, chi ruberà i doni ai bimbi, chi pretenderà di sedersi al primo posto, chi lascerà che il suo vicino pianga da solo il suo dolore.................

Voglio essere più buono, e non voglio stare nella lista di "chi"........ci metterò molto impegno, ma sono quasi certo che non riuscirò........prometto però di impegnarmi, e di non smettere fino a quando l'arbitro non avrà fischiato la fine.....e solo allora, saprò se sono riuscito ad essere più buono!! 

 
 
 

democrazia

Post n°19 pubblicato il 25 Novembre 2011 da BertranddeBaux

C’è il nemico con cui l’uomo si batte da sempre. Ne è sempre uscito sconfitto. Sono stati creati miti e leggende. Eroi senza macchia e senza paura, hanno combattuto contro il nemico estremo.

Alcuni hanno vinto questo nemico, subendone le conseguenze ma accettandone l’esito, non temendo più il dopo!

Il DOPO, mitizzato, ignorato, sperato, agognato. Il DOPO mistero esplorato solo concettualmente. Mai sperimentato naturalmente!

Un nemico benevolo alcune volte; sperato e ben accolto. Atteso come liberatore.

Impedito altre volte, combattuto con ogni mezzo, pur sapendo di non riuscire vincitori.

L’uomo da sempre si batte contro la morte!

Spero fortemente che l’uomo non riesca mai, eppoi mai, a vincere la sua battaglia.

Non c’è nulla di più unico che l’esito finale. Non c’è nella vita di ognuno, certezza più assoluta. Questo dà sicurezza.

Certezza del corso delle cose.

Vita verso, è questo che l’uomo dovrebbe vivere.

Vivendo e cercando, com’è naturale che sia. Non smettendo mai di scoprire. Non fermandosi mai al crocevia della conoscenza, ma percorrere tutte le strade della curiosità.

Cercando di Sapere cosa e di cosa. Il perché di come E’!

Ma spero vivamente che la certezza della morte ed il suo mistero, resistano per semre agli attacchi curiosi e speranzosi degli uomini.

La morte deve esistere. Deve essere il fine verso cui tende la Vita. Non c’è più naturalità di questo. La morte non ha preferenze, non è rancorosa, non è vendicativa, non è benevola! E’ quello cui noi siamo destinati. Tutti!!

La morte è l’unica cosa veramente democratica che accompagna l’uomo da sempre!!!

 
 
 

demos

Post n°18 pubblicato il 16 Novembre 2011 da BertranddeBaux

Il termine democrazia deriva dal greco  δμος (démos): popolo e  κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo. (da Wikipedia)

 

Se ne deduce in senso strettamente logico che in una società democratica, sia il popolo a gestire il potere. Si capisce perfettamente che la democrazia vera ed effettiva si applica solo in modo diretto; cioè stando su di una bella isoletta dell’Egeo e tutti i cittadini (maschi e femmine adulti) partecipano in modo attivo alle decisioni da prendere.

Già quella applicata alle città stato dell’antica Grecia, lasciava qualche dubbio sull’effettività dell’applicazione della stessa. Divenendo una demoscratos rappresentativa.

Passiamo velocemente al mondo Latino-Romano da cui, alla fine, discendono o si sono ispirate le demoscratos moderne.

Era si rappresentativa. Ma chi rappresentava? Non certo tutto il popolo, ma solo la parte eleggibile ed elettrice. Sorvoliamo su questo aspetto e soffermiamoci sul concetto di popolo.

Ma il popolo che dovrebbe detenere il potere, che cos’è? Chi è questo popolo?

Siamo per caso noi? Come qualcuno vuol dare a crederci?!

E poi quanti popoli ci sono in una Nazione? Per forza di cose si deve arrivare a compromessi per conciliare tutte le esigenze diverse di questi popoli! Il compromesso è figlio unigenito della politica. Il termine, di derivazione greca (da polis "πόλις", città), si applica tanto all'attività di coloro che si trovano a governare quanto al confronto ideale finalizzato all'accesso all'attività di governo o di opposizione. (da Wikipedia). E si ritorna al termine di città. Non si riesce proprio a scrollarci di dosso questa limitazione spaziale.

Tutto questo, in modo grossolanamente sintetizzato, per dire che la demoscratos non esiste così cogliono farcela intendere. Oggi più che mai non esiste. Anche se oggi è’ quello che si definisce “il male minore” nell’amministrare la cosa pubblica. Abbiamo optato, per forza di cose, alla demoscratos rappresentativa, che si capisce bene non potrebbe essere altrimenti, non possiamo tutti e 60 milioni di Italiani metterci a discutere se l’ICI va pagata o meno; ed allora eleggiamo chi ci dovrebbe rappresentare. Ci rappresentano i nostri rappresentanti?? O rappresentano gli interessi di altri e minoritari soggetti, che pur fanno parte dei nostri popoli riuniti in una Nazione?? Propendo, non so bene perché, per la seconda ipotesi. Ho come la sensazione che pochi miei rappresentanti, rappresentino i miei interessi, non tanto intesi come miei personali, ma come interessi del popolo cui appartengo.

Medito di trasferirmi su di un isoletta dell’Egeo, e là applicare la demoscratos diretta. Prendendo le decisioni tutti insieme riuniti nell’Agorà o in Piazza se più vi piace, o nel cinema in caso di pioggia, e decidere se è il caso di asfaltare quella strada; se è meglio chiudere il porto durante le mareggiate; se la cioccolata possa essere fatta con lo zucchero di canna; se i pollai vanno tenuti a più di 10 metri dalle case; se il vino quest’anno lo stappiamo non più l’11/11 ma il 12 perché ci piace così.

…….poi mi sono svegliato, e i clacson delle auto incolonnate già urlavano in strada, e avevo il caffè da preparare……poi mi sono affacciato alla finestra….e mi sono ritrovato in questa Nazione….dove di demoscratos…nemmeno l’ombra!!!   

 
 
 

vuoti da perdere....

Post n°17 pubblicato il 12 Novembre 2011 da BertranddeBaux

Sono un peso per me stesso, come un vuoto a perdere. Sono diventato grande senza riuscire a fermarmi, senza riuscire ad aspettarti.

E ora sono qui guardando come sono riuscito a crescere, inconsapevolmente perdendo le mie consapevolezze.

Quanto tempo è passato senza che me ne accorgessi? quanti giorni hanno vissuto nella mia e quanti ne ho visto buttar via?!  Ne valeva poi la pena?

Forse un giorno ti dirò ancora perché giro per strada, vado a fare la spesa, mi siedo e guardo la gente, perché cerco ancora qualcosa, sapendo però che poi la dovrò pagare.

Non sono poi tanto diverso da me stesso, sono solo quello che sono. Sono diventato questo senza neanche studiare, senza neanche sudare, senza accorgermene.

Ho smesso di guardarmi crescere, ho perso le certezze e le consapevolezze, di me rimane solo quel poco che sono.

Quando un giorno mi verrai a cercare, ti dirò perché ancora giro di notte, perché ancora svolto angoli che non conosco e perché ho la voglia di non fermarmi mai!

E poi lo sai, il tempo cambia le persone, cambia il ricordo di quello che siamo, e non mi fermo più a cercare di scoprire chi sia stato il primo.

E non voglio fermarmi; quando ho provato a farlo il tempo non si è fermato e tu sei andata avanti, ora non voglio fermarmi.

Ogni tanto torno sui miei passi a vedere se altre orme si sono affiancate, o se altre orme hanno calpestato le mie. Non cerco più quello che ho lasciato, so bene che è stato raccolto da altri.

Oggi sono un altro e domani lo sarò di nuovo e diverso, ogni giorno diventerà un giorno diverso da oggi…..ma so che non mi fermerò e continuerò a cercarti in ogni passo che ho fatto……..

 

 
 
 

bulloni

Post n°15 pubblicato il 07 Novembre 2011 da BertranddeBaux

Ogni mattina apro la scarpiera e osservo la mie decine di paia di scarpe, poi apro l’armadio e scelgo tra le mie innumerevoli giacche…..dalla scarpiera prendo il solito paio di scarpe che porto da anni…dall’armadio tiro giù la solita giacca di pelle nera, ormai lisa dal tempo e dagli anni passati assieme.

 

Scendo in strada e cerco un nuovo bar, con gente nuova, con notizie nuove, con giornali nuovi; poi senza pensarci entro nel solito bar, incontro la solita gente, ascolto notizie che conosco già, leggo giornali dei giorni precedenti.

 

Passo davanti ad autosaloni con auto nuove e luccicanti, con prestazioni da capogiro e consumi irrisori;  poi apro la mia vecchia auto, sporca di polvere ormai vecchia di anni, con prestazioni così così e consumi da caccia supersonico.

 

Ora si che mi sento bene, accolto e coccolato tra le mie vecchie cose; non sono le cose migliori del mondo, non sono neanche le più belle e di sicuro non sono le più affidabili, ma sono cresciute con me, mi conoscono bene, sanno dei miei sbalzi di umore, delle mie improvvise goliardie e delle mie ricerche di solitudine; conoscono ogni aspetto del mio dentro e sono talmente abituate a me, che non hanno più bisogno di guardarmi, di considerare di come il tempo sta facendo il suo lavoro.

 

Ogni tanto qualcosa di diverso, di inatteso tenta di trapassare questa quotidianità sempre diversa; lascio fare con aria indifferente, quasi a voler mostrare la mia superiorità per le cose del mondo, come se queste non avessero potere su di me. Tengo duro e stringo i bulloni della mia corazza; qualche volta un po’ di me riesce a sfuggirmi, riesce a mostrarsi all’esterno, ma è solo un attimo e bisogna essere ben attenti ad accorgersene. Se si perde l’attimo non si ha più la certezza che questo ricapiterà.

 

La mia moto, a volte, sembra conoscermi meglio di me. Capita che giri l’acceleratore per schizzare via in un tripudio di fumo e polvere, ed invece rimane lì, con aria imbronciata  non schizza via, ma procede lenta, quasi a volermi costringere ad andare piano, di dar tempo a chi mi segue di raggiungermi…poi sorniona, mi sembra che dica: visto che avevo ragione!!? Visto che volevi farti raggiungere!?!

 

Non è difficile capire tutto questo; non è altro che un casino ben organizzato. E’ la paura di mostrarsi e di rendersi vulnerabili. Come quando ero bambino e mi nascondevo negli angoli bui, dove mi sentivo protetto, da dove potevo uscire ed essere trovato solo se io lo volevo. Poi quando la vita mi ha costretto a rimanere alla luce, in piena vista, è capitato che mi sono, a volte fatto male, a volte ho avuto piacere.

 

Più passava il tempo e meno cercavo angoli bui; anche se angoli bui dentro di me, ancora oggi vivono e in definitiva sono io stesso che non accendo la luce lì dentro; è rassicurante sapere che c’è sempre quell’angolino dove potersi nascondere all’occorrenza.

 

Alla fine ho dovuto fidarmi……forse anche irrazionalmente, ma fidarmi e, la vita è tutta qui!! Mostrarsi. Vincere l’atavica paura del nuovo. Riuscire a scrollarsi di dosso l’antica armatura; magari un bullone alla volta, un pezzo per volta…

 
 
 

snob

Post n°14 pubblicato il 26 Ottobre 2011 da BertranddeBaux

Sono snob a modo mio. Di quello snobismo hobbystico, becero e provinciale. Pieno della certezza assoluta che nessuno è meglio di me; tale da autorizzarmi a trattare tutti con il distacco dovuto all'aristocrazia del sapere. Degli altri compatisco la popolare convinzione che esiste il bello ed il brutto.

Quando si ragiona intorno alle cose, dopo un primo accenno ad alti argomenti, lascio cadere il discorso, lasciando ad intendere che l'interlocutore di turno non può essere alla mia altezza.

Si, sono uno snob di provincia e come tale ancora più pericoloso, perchè tra i miei simili e sodali posso diffondere il contagio dell'alterigia e della saccenza enciclopedica senza alcuna profondità. Perciò in quanto tale, aborro ogni raccolta museale, poichè in tale contesto, mi si sbatte in faccia la mia mediocrità che mi condanna inevitabilmente all'oblio. Sono snob per vendetta contro coloro che esprimono arte in ogni modo.

L'arte di per se è astrazione, " E’ " il vedere quel qualcosa che a noi non è dato vedere se non per interposta persona.

Abbiamo bisogno, come per il trascendente, di intermediari, di coloro che ci introducono nelle cose "dell'altro mondo". Questi, sono personaggi rari.Artisti; e noi ne seguiamo le orme, ponendo i nostri passi, nelle loro impronte, per quanto questo sia possibile!

Ecco perchè sono snob!

Perchè sono uno che segue e non che segna la via; ed essendo dotato di "semplice" intelligenza, riconosco la mediocrità del mio "essere" ed avendo profonda indole umana, coltivo e nutro abbondantemente il sentimento dell'invidia, dovendo poi mascherare questo con lo snobismo del mediocre. Atteggiamento evidentemente molto diffuso, specialmente in quelli che davanti all'esposizione museale, intimamente riconoscono la loro insufficienza, e quindi come animali all'angolo, attaccano con ferocia per difendere la loro stessa ragione di vita.

Sono snob per difendermi dall'arte dei pochi!

Sono uno come tanti; snob insufficiente!!

 

 
 
 

confine

Post n°13 pubblicato il 24 Ottobre 2011 da BertranddeBaux

 

Sono contento si è alzato un po' il vento, la nebbia cadrà,  nasce il mattino, una notte di meno da contare nell'età. 

Laghi e pianura, la radio straniera si sente da un po' ma non sono stanco, la guida è sicura ce la farò.

Questi anni chiusi in una lettera, la tua storia, le tue fughe inutili, la vita che non sa sorriderti, il suo mondo che ti annienta.....

Non ti avranno un giorno di più, se tu vorrai, ti aspetta laggiù la nostra città.

La mia casa è ancora così, disordinata e piena di sole come vuoi tu.

Strada privata, villa isolata, nascosta là nell'ombra quieta della pineta abito qua.

La fontana non è molto limpida anche i fiori sanno d'aria umida.

Tutto intorno sembra sopravvivere mi domando come ho fatto a viverci.

Dal confine all'alba per telefono dissi solo "son venuto a prenderti".

Eri sola, sola come al solito, ma fra un istante tornerai a vivere.

 
 
 

un panino.......

Post n°12 pubblicato il 18 Ottobre 2011 da BertranddeBaux

Le luci al neon colorate sul bordo della strada sono invitanti.

E’ tardi, molto tardi e lo stomaco reclama la sua razione quotidiana.

Faccio le manovre istintivamente, mi accorgo a pensare che ormai guido senza pensare alle cose da fare, ma vengono così, da sole, come se il guidare fosse un qualcosa di autonomo, fuori dalla mia volontà.

Accosto e parcheggio in modo approssimativo e grossolano di fianco al camioncino con le luci al neon colorate.

Scendo e ciondolando con un andatura tra l’indolente e lo stanco, mi avvicino alla vetrina del camioncino; già prima di scendere dall’auto si sentiva il tipico odore di hot-dog e cipolla sfritta.

Stasera non sono molto selettivo, mangerò qualsiasi cosa sia pronta e calda.   I primi freddi cominciano a pungere la pelle.

L’oste mobile, senza dire una parola mi guarda e aspetta il mio ordine; dalla vetrina fanno bella mostra di se prodotti che un dietologo metterebbe al rogo senza neanche pensarci un milionesimo di secondo; ma stasera il salutismo non alberga tra i miei pensieri.

Indico qualcosa che assomiglia ad un panino con materiale carnoso che gli cola dai lati, forse una specie di kebab all’italiana.

L’oste mobile, sempre chiuso nel suo silenzio cortese, lo prende con delle pinze untuose e lo schiaffa sopra una piastra che non vede un detergente dai tempi della cacciata degli ebrei dall’Egitto. Sfrigola un po’, e nel frattempo mi faccio prendere dal frigo una lattina di birra di una marca strana, forse qualcosa di slavo, era marcata pivo e nonsochecosa!

Aspetto solo qualche minuto, intanto le macchine sfrecciano veloci lungo lo stradone di periferia illuminato da lampioni che rimandano una luce arancione, che fa a pugni con i neon colorati del camioncino.

Mi siedo su di una panca un po’ malconcia ed il tavolo a cui è abbinata non lascia dubbi sul fatto, che altri prima di me ne hanno apprezzato la comodità!

E’ pronto! Non so cosa addento, ma è caldo e questo basta!

Altre auto passano veloci, mentre, come mia abitudine, mastico piano, guardo le facce dei passeggeri che dalle auto lanciano occhiate distratte verso il camioncino e quel suo unico cliente (io) che con il coraggio della stanchezza, osa consumare qualcosa di indefinito.

Non so dire quanto tempo sono stato seduto al tavolino all’aperto addossato al camioncino, ma non credo dev’essere stato molto. Sto per finire il mio lauto pausto, che ho già pagato con un pugno di monete che tengo nel posacenere della macchina, così ho provveduto anche a svuotarlo un po’; sento alle mie spalle che un'altra auto si sta fermando, forse altri stanchi e distratti viaggiatori del tardi. E’ una volante della Polizia, i due agenti si salutano con calore con l’oste mobile, segno che si conoscono da tempo, forse questo è il suo posto abituale, ormai da anni. Scambiano due chiacchiere mentre l’oste mette sulla piastra due hot-dog. Li conosce bene, non hanno nemmeno ordinato!

Uno dei due agenti, mi lancia occhiate all’apparenza distratte, ma capisco che mi sta studiando, poi con fare fintamente distratto probabilmente chiede all’oste se mi conosce, noto il suo cenno di diniego fatto con la testa. Ancora qualche occhiata, questa volta più insistente, forse gli ricordo qualcuno. Prendono il loro hot-dog ormai caldo al punto giusto, si appoggiano alla vetrina del camioncino, lo mangiano in piedi.

Ho finito il mio pasto, lascio cadere i resti e la lattina nel lurido cesto di fianco al camioncino, e con la stessa andatura stanca di quando sono arrivato, mi avvio alla macchina. L’agente continua a guardarmi, decisamente gli ricordo qualcuno, ma è troppo preso dal suo hot-dog e non mi chiede i documenti.

Avvio il motore e con calma mi immetto sullo stradone…in realtà ancora non so dove andare, ma intanto parto verso il centro della città.

Comincia davvero ad essere fredda la notte………

 
 
 

mandello gmg 2011

Post n°11 pubblicato il 28 Settembre 2011 da BertranddeBaux

Già dalla sera prima il cielo avvisava minaccioso con nuvole basse e scurissime, gonfie come le mammelle delle frisone svizzere.

La mattina nulla era cambiato, e la in fondo, le nuvole della sera prima, sembravano sentinelle pronte a sparare su chiunque si fosse avvicinato alle mura.

Solo un momento di imbarazzo, poi spazzato via dal più infantile degli entusiasmi. Deciso!! Si va!! Tuta, stivali, casco...solo un passeggero e subitaneo ripensamento, poi schiaccio il pulsante e lei prima vibra tutta, poi lancia quel suo tipico rombo metallico, sembra il ruggito di uno strano animale. Il piede istintivamente va a cercare il cambio....................il motore gira forte e regolare......l'autostrada a quest'ora da  ancora la sensazione di grandi spazi liberi.....corro veloce....ma lì in fondo le nuvole grosse e nere, sembrano quasi ghignare maligne e mi aspettano al varco........

Improvviso lo scroscio impetuoso...l'avantreno ha quasi uno sbandamento, riduco l'acceleratore...le gocce offuscano la visiera e i fari delle auto si rifrangono il mille lampi giallognoli e rossi..........

pioggia....tanta pioggia.....ma lei sembra quasi non accorgersene, tira dritto veloce, frullando che è un piacere.....nessuna sosta agli autogrill...il mio serbatoio pieno già dalla sera prima, mi permette autonomie quasi automobilistiche......investito da una pioggia rabbiosa, concentrato nella guida, attento ai bruschi rallentamenti degli automobilisti, afferrato al manubrio nei sorpassi dei camion......il casello è arrivato quasi senza che me accorgessi.....dai che siamo quasi, mi son detto nel casco.....

ma piove...piove......

il lago sulla mia sinistra è quasi una liberazione....solo pochi chilometri, ma pochi davvero...e ci siamo. Le prime case, il cartello di località....le centinaia di altri pazzi come me...il saluto tra di noi mentre ci incrociamo....sono arrivato.....ma piove...caz...se piove!!

So dove fermarmi e riparami...ci sono già stato....la tettoia del locale è ampia, ma già stracolma, comunque un posticino al coperto lo trovo...tolgo la tuta....incredibile, ha tenuto, neanche una goccia sui jeans e sul giubbotto....asciugo sommariamente il cruscotto, poi entro...cioccolata calda. Al tavolo insieme ad altri pazzoidi mai visti prima e trovati là, si chiacchiera di moto, di strade, di tecnica, di come va la vita in generale....

Poi si sente un escalamazione generale....come se qualcuno avesse dato l'ordine di fare tutti assieme ed alta voce un ooooohhhhhhh.......dalle nubi una raggio di sole, ha smesso.....ha smesso davvero..ed il sole si sta riprendendo il suo cielo.........si tracanna quello che è rimasto nei bicchieri e nelle tazze......poi subito fuori......e i rombi si susseguono e accavallano l'un l'altro........siamo tanti...davvero tanti.......ed è bello.....il lago è tranquillo e rimada riflessi cangianti................dapertutto si sente il rombo della Guzzi!!!

 
 
 

ci vediamo......

Post n°10 pubblicato il 30 Agosto 2011 da BertranddeBaux

...di notte chiami il mio nome...non uno qualsiasi...non quello di turno...non spingi quel maledetto pulsante rosso...chiami me...col mio nome!!!

...c'è un sorriso sul viso, quasi beffardo...c'è dolore nei tuoi occhi…sono pochi i passi che mi separano da te…mentre un mondo intero e una vita trascorsa, separano le nostre vite…

…ma ora si stanno intrecciando, forse solo per pochi giorni o per il restante che ancora ci è dato vivere…chi lo sa!!?!!

…ora questo non ha nessuna importanza…nessun peso in questo momento ci da il domani…sono accanto a te…chino su di te…ed il mio sorriso è vicino al tuo…tenti una carezza con la mano…ti aiuto con la mia…così gracile la tua, persa nelle mie, che sembrano così grandi e forti, sproporzionate rispetto alle tue…

…ed invece sono le tue le più forti…sono le tue spalle le più forti…sono i tuoi sorrisi i più forti…a me toccano solo i muscoli…tutto il resto è tuo!!

…non ti chiedo cosa vuoi ora di notte…non ti chiedo perché chiami il mio nome…ti sto accanto e questo basta!

…ti guardo dormire, accarezzo pianissimo la tua testa con i capelli radi…sfioro ogni tanto le tue guance dove radi peli si stanno facendo strada…tra un po’ sarai un uomo…ti guardo dormire ora…sono bravo in questo…la tua mano persa nella mia…sento i tremori che ti percorrono le membra…ogni tanto un piccolo scatto fa muovere le tue gracili gambe…

…è quasi giorno…riesci ancora a regalarmi un gran sorriso quando ti accorgi che la tua mano è ancora nella mia…poi con quel tuo linguaggio che pochi comprendono, mi dici che ho una brutta faccia e mi inviti ad andare a dormire…ridiamo di gusto quando ti rispondo “sarà bella la tua!!”…

…ci vediamo più tardi…chiamami quando vuoi…e tu senza esitare mi rispondi “stanne sicuro…amico”…bacio le tue scarne gote…accarezzo la tua testa………

….ci vediamo dopo amico…….

 

 
 
 
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