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Post n°102 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da tiril0
Alcune perle tratte dal linguaggio politico-pubblicitario. I premi? Sono “fantastici” (dal Devoto Oli: fantastico, pertinente alla fantasia, immaginario, come dire che uno se li sogna). Le prese di posizione in politica hanno sempre qualcosa di “forte”; gli interventi e le interviste sono sempre a "tutto campo" (ci sono anche quelle metà campo?). Siamo lì nella classifica saldamente tenuta dai vari “quant’altro” di cui l’on. Di Pietro detiene forse il copyright. In calo “nella misura in cui” già detentrice di riconosciuti primati. Ennio Flaiano quanto ci manchi! Da scolpire nella pietra la tua impareggiabile battuta: “l’italiano è ormai dei doppiatori”. |
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Post n°101 pubblicato il 04 Gennaio 2012 da tiril0
Alzi la mano chi, pur en passant, non sia stato incuriosito da alcune parole contenute in certi telefilm d’azione che in apparenza c’entrano come i cavoli a merenda; per citarne alcune: alfa bravo tango zulu. Detti riferimenti fanno parte dell’alfabeto fonetico NATO applicato nell’International radiotelephony spelling alphabet. Anche chi non sa l’inglese, con un po’ di fantasia, può arrivarci. Così come da noi si dice A come Ancona, B come Bologna, T come Torino, Z come Zara, eccetera, nel linguaggio internazionale delle comunicazioni radio-telefoniche, si usano le lettere dell’alfabeto in modo convenzionale. Qualcuno dirà: boh e ecchisene... Sbagliato! Metti caso che ti trovi a Londra e vuoi chiamare la Polizia: alla richiesta di spelling (sillabazione) del tuo nome (per es. Baggio) diventa arduo B come Bologna... Per non dire di chi sia costretto a lanciare sos di soccorso a bordo di aerei in volo, imbarcazioni in alto mare o auto in panne all’estero .Chi vuol saperne di più consulti Wikipedia alla voce Nato.Della serie impara l’arte e mettila da parte, non si sa mai. |
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Post n°100 pubblicato il 05 Dicembre 2011 da tiril0
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Post n°99 pubblicato il 28 Novembre 2011 da tiril0
Capita di leggere in autori anche d’un certo spessore alcune confusioni fra formule matematiche applicate al linguaggio scritto e parlato. Inesattezza riscontrata in un peraltro pregevole articolo sull’Euro: “... con l’unificazione europea il mercato si è trovato ridotto al minimo comune denominatore...”. Il concetto si può (forse) intendere, ma a scapito della precisione. Anche se capita a tutti di fare confusione sulle regole apprese ai tempi della scuola, bisogna ricordare che per l’esattezza esistono il Massimo Comune Divisore e il Minimo Comune Multiplo. Come poi si possano calcolare è un discorso a parte; ma se si vogliono usare come argomenti dialettici occorre citarli in modo corretto. Il Minimo che si possa fare... |
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Post n°98 pubblicato il 25 Novembre 2011 da tiril0
Una delle firme più autorevoli del Corriere della Sera s’è divertito a punzecchiare una onorevole del Pdl accusandola in pratica di ignorare la lingua italiana. In particolare, il giornalista le ha imputato uno scorretto uso degli accenti, portando a esempio dò, stà, pò che l’incauta parlamentare avrebbe usato in un suo scritto. Il verbo dare, anche se non tutti sanno, nella coniugazione al presente fa tu dài, egli dà, essi dànno; l’accento sul do non è necessario, ma non susciterebbe scandalo. Nel caso "ti dò il do" (nota musicale) sarebbe quasi necessario. Sta come imperativo del verbo stare non vuole accenti; diverso se venisse usato come stai, nel qual caso andrebbe bene sta’ al pari di fa’ attenzione. Il po accentato non si usa; se si intende poco va troncato in po’. Con tutto questo po’ po’ (oppure popo?) di crisi non si potrebbe pensare ad altro? |



Inviato da: tiril0
il 27/11/2011 alle 12:40
Inviato da: ElenaGrebaz
il 29/10/2010 alle 20:59
Inviato da: ElenaGrebaz
il 11/07/2010 alle 01:49
Inviato da: Io_piccolo_infinito
il 30/06/2010 alle 11:06
Inviato da: cerchioquadrato2008
il 08/02/2009 alle 12:49