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ESPOSIZIONE DEL CROCIFISSO NELLE AULE SCOLASTICHE E LIBERTA' RELIGIOSAOrdine del Giorno
IL CONSIGLIO COMUNALE DI LUGO Premesso che
· la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, Seconda Sezione, nella causa Lautsi contro Italia n. 30814/06, ha stabilito, con sentenza pronunciata in data 3 novembre 2009, che l'esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche è contraria al diritto dei genitori di educare i figli in linea con le loro convinzioni e con il diritto degli alunni alla libertà di religione; · la Corte Costituzionale italiana ha affermato che l’atteggiamento dello Stato davanti alla religione deve essere improntato a equidistanza ed imparzialità ma ciò non contrasta con la possibilità di una differente regolazione dei rapporti tra lo Stato e le diverse religioni ai sensi degli artt. 7 e 8 della Costituzione; · la medesima Corte Costituzionale ha stabilito che il principio di laicità, che si ricava dagli artt. 2, 3, 7, 8, 9, 19 e 20 della Costituzione, ha natura di “principio supremo” (sentenze n. 203/1989, n. 259/1990, n. 195/1993, n. 329/1997) che caratterizza lo Stato nel senso del pluralismo; · la sentenza della Corte di Strasburgo ha generato anche nel nostro territorio un movimento di opinione contrario alla rimozione del crocifisso dalle aule scolastiche; · il crocifisso costituisce un segno di unione e di accoglienza, simbolo universale e non solo confessionale, non certo di esclusione o di limitazione della libertà; · l’immagine del crocifisso è generalmente sentita come segno che va oltre i riferimenti della religione cristiana e che si erge a rappresentare i valori fondamentali della nostra comunità nazionale, perfettamente compresi nel dettato costituzionale; · tale immagine è infatti divenuta nei secoli un simbolo umano, culturale oltre che religioso, associato ai valori di pace, giustizia, fraternità, accoglienza; · la giusta laicità delle istituzioni non nega il ruolo del cristianesimo nella società e nell’identità italiane e, insieme alle altre religioni e alle ulteriori opzioni religiose e filosofiche, compresi l’ateismo e l’agnosticismo, identifica una società plurale, multiculturale e multireligiosa; · la libertà di praticare e professare le diverse confessioni religiose è garantita dall’ordinamento giuridico del nostro Paese, in primo luogo dalla stessa Costituzione; · le norme, di rango regolamentare, attualmente in vigore in Italia prevedono l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (regio decreto del 30 aprile 1924); · il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità dell’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche (parere 27 aprile 1988; sentenza 13 febbraio 2006 n. 556; parere 15 febbraio 2006); · il descritto quadro pluralistico e democratico richiede un’immediata assunzione di responsabilità da parte del Parlamento che dovrebbe varare in tempi brevi una Legge organica sulla libertà religiosa, come avviene in molti altri paesi europei, al fine di stabilire regole e garanzie per la coabitazione, nello spazio giuridico e politico della repubblica, di tutte le opzioni religiose e filosofiche; condividela posizione espressa dal Presidente della Repubblica, secondo il quale: “Il Crocifisso è simbolo di valori che stanno alla base della nostra identità”;
ritiene che · il crocifisso e con esso i valori che rappresenta non impedisca le scelte educative delle famiglie né possa limitare la libertà di autodeterminazione dei ragazzi nella scuola; · uno stato laico non sia indifferente al fenomeno religioso ma anzi debba apprestare tutele per tutti i culti e dettare regole uguali per tutti – nel rispetto del pluralismo - per una equilibrata e positiva coabitazione nello spazio pubblico, spazio che comprende ovviamente – con pari dignità - anche le opzioni agnostiche e atee; · il metodo democratico che caratterizza le società moderne non possa che tradursi, in campo religioso e filosofico, in un metodo rispettoso di tutte le fedi religiose e opzioni filosofiche basate sul comune denominatore del valore della persona umana e dei principi fondanti il vivere civile e sociale; · la repubblica non sia un “non luogo” o un “luogo di nessuno in particolare” ma sia il “luogo di tutti i cittadini in particolare”: stare dentro un comune spazio pubblico, giuridico e politico, significa coltivare il rispetto reciproco, riconoscersi, e scrivere insieme le regole della coabitazione e del dialogo; · a questa visione si contrappongano gli opposti estremismi sia in campo religioso che laicista, ostile al sentimento religioso in quanto tale; · la politica non possa abbandonare il campo e lasciare che i nodi si dipanino in una logica difensiva e conflittuale; · il crocifisso, simbolo di valori includenti e mai escludenti, non possa essere strumentalizzato o usato per battaglie contro il pluralismo. Invitail Sindaco di Lugo a trasmettere il presente ordine del giorno al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente della Provincia di Ravenna, al Presidente della Regione Emilia Romagna. Invita inoltre
il Sindaco ad assumere ogni opportuna iniziativa atta a rappresentare la volontà espressa da questa assemblea elettiva.
Lugo, 26 novembre 2009 Voto favorevole di Partito Democratico, Popolo della Libertà, Lega Nord, Unione di Centro. Astensione di Italia dei Valori. Voto contrario Rifondazione Comunista. |


Inviato da: asart48
il 29/10/2011 alle 18:11
Inviato da: bahkty
il 28/10/2011 alle 16:44
Inviato da: giovanni.minguzzi
il 26/03/2010 alle 15:30
Inviato da: Gaia.dgl1
il 26/03/2010 alle 12:49
Inviato da: architekt0
il 05/06/2009 alle 21:26