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patty1_mah1
   
 
Creato da patty1_mah1 il 12/06/2006

guardando le stelle

sognare....

 

 

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Post n°1101 pubblicato il 04 Agosto 2011 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1100 pubblicato il 19 Settembre 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1099 pubblicato il 15 Settembre 2010 da patty1_mah



caffè Walter? bacione

 
 
 

x te

Post n°1098 pubblicato il 13 Settembre 2010 da patty1_mah

 
 
 

x Walter

Post n°1097 pubblicato il 13 Settembre 2010 da patty1_mah

 
 
 

amami

Post n°1096 pubblicato il 16 Maggio 2010 da patty1_mah

 
 
 

REGALA AGLI ALTRI

Post n°1095 pubblicato il 21 Aprile 2010 da patty1_mah


Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.

Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.

Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
"Ecco, quello che non ho te lo dono".
Questo è il tuo paradosso.

Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l'avrai regalata agli altri.

(Alessandro Manzoni)

 
 
 

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Post n°1094 pubblicato il 05 Aprile 2010 da patty1_mah


 
 
 

sogno...

Post n°1093 pubblicato il 12 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1092 pubblicato il 11 Marzo 2010 da patty1_mah

Vieni verso il mio castello ... ti stavo aspettando ...

 
 
 

si gelaaaaaaaa

Post n°1090 pubblicato il 09 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

Le fiamme e la caldaia dal web

Post n°1089 pubblicato il 09 Marzo 2010 da patty1_mah

 

In mezzo alla tiepida cenere era rimasto un tizzo di carbone ancora acceso. Con grande penuria e con molta parsimonia consumava le sue ultime energie, nutrendosi del minimo indispensabile per non morire. Ma giunse l'ora di mettere la minestra sul fuoco, e perciò il focolare fu rifornito di nuova legna. Uno zolfanello, con la sua piccola fiamma, resuscitò il tizzo che pareva ormai spento; e una lingua di fuoco guizzò fra la legna, sopra alla quale era stata appesa la caldaia.
Rallegrandosi per i ceppi ben secchi che gli erano stati appoggiati sopra, il fuoco cominciò ad innalzarsi, cacciando via l'aria che sonnecchiava fra un legno e l'altro; e scherzando con la nuova legna, e divertendo si a correre di sopra e di sotto, come un tessitore di se stesso, si allargava sempre di più.
Cominciò, quindi, a far spuntare le sue lingue fuori della legna, aprendosi molte finestre, dalle quali sprizza va manciate di rutilanti faville: le tenebre che invadevano la cucina si allontanarono e fuggirono; mentre, sempre più gioiose, le fiamme crescevano scherzando con l'aria circostante, e incominciavano a cantare con un soave e dolce crepitio.
Il fuoco, vedendosi ormai così cresciuto sopra alla legna, incominciò a mutare il suo animo, di solito mansueto e tranquillo, in gonfia e antipatica superbia, illudendosi di esser lui ad attirare su quei pochi legni il dono della fiamma.
Si mise a sbuffare, a riempire di scoppi e di sfavillamenti tutto il focolare; drizzò le sue grandi fiamme verso l'alto, deciso a partire per un volo sublime.... e andò a sbattere nel fondo nero della caldaia.
(Leonardo da Vinci)



 
 
 

LA PIOGGIA DI STELLE

Post n°1088 pubblicato il 09 Marzo 2010 da patty1_mah

(fratelliGrimm)

C'erauna volta una bambina,che non aveva più nè babbomamma, edera tanto povera, non aveva neanche una stanza dove abitare nè un lettino dovedormire; insomma, non aveva che gli abiti indosso e in mano un pezzetto dipane, che un'anima pietosa le aveva donato. Ma era buona e brava e siccome eraabbandonata da tutti, vagabondò qua e là per i campi fidando nel buon Dio. Ungiorno incontrò un povero, che disse:
- Ah, dammi qualcosa da mangiare! Ho tanta fame!
Ella gli porse tutto il suo pezzetto di pane e disse:
- Ti faccia bene! - e continuò la sua strada.
Poi venne una bambina,che si lamentavae le disse:
- Ho tanto freddo alla testa! Regalami qualcosa per coprirla.
Ella si tolse il berretto e glielo diede.
Dopo un pò ne venne un'altrabambina, che non aveva indosso neanche un giubbetto e gelava;ella le diede il suo.
E un pò più in là un'altra le chiese una gonnellina, ella le diede la sua.
Alla fine giunse in un bosco e si era già fatto buio, arrivò un'altra bimba ele chiese una camicina; la buona fanciulla pensò: "E' notte fonda nessunoti vede puoi ben dare la tua camicia ". Se la tolse e diede anche lacamicia.
E mentre se ne stava là, senza più niente indosso, d'un tratto caddero lestelle dal cielo, ed erano tanti scudi lucenti e benchè avesse dato via la suacamicina ecco che ella ne aveva una nuova, che era di finissimo lino.
Vi mise dentro gli scudi e fù ricca per tutta la vita

 

 
 
 

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Post n°1087 pubblicato il 08 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1086 pubblicato il 07 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1085 pubblicato il 07 Marzo 2010 da patty1_mah

 

 

        POSSO SCRIVERE I VERSI PIU’ TRISTI STANOTTE (LEI NON E’ CON ME) 
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.Scrivere, ad esempio : La notte è stellata,
e tremolano, azzurri, gli astri in lontananza.Il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Io l’amai , e a volte anche lei mi amò .
Nelle notti come questa la tenni tra le mie braccia.
La baciai tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi amò, a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi questa notte.
Pensare che non l’ho. Sentire che l’ho perduta.
Udire la notte immensa, più immensa senza lei.
E il verso cade sull’anima come sull’erba in rugiada.
Che importa che il mio amore non potesse conservarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
E’ tutto. In lontananza qualcuno canta. In lontananza.
La mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Come per avvicinarla il mio sguardo la cerca. Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che fa biancheggiare gli stessi alberi.
Noi quelli di allora, più non siamo gli stessi.
Più non l’amo, è certo, ma quanto l’amai.
La mia voce cercava il vento per toccare il suo udito.
D’altro. Sarà d’altro. Come prima dei suoi baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro . I suoi occhi infiniti.
Più non l’amo, è certo, ma forse l’amo .
E’ così breve l’amore, ed è sì lungo l’oblio.
Perché in notti come questa la tenni tra le mie braccia,
la mia anima non si rassegna ad averla perduta.
Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa
e questi siano gli ultimi versi che io le scrivo.


Neruda

 

 
 
 

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Post n°1084 pubblicato il 05 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1083 pubblicato il 04 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1082 pubblicato il 04 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 

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Post n°1081 pubblicato il 04 Marzo 2010 da patty1_mah

 
 
 
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