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LadyAileen
   
 
Creato da LadyAileen il 29/08/2007

UNA PASSIONE E OLTRE

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LA MEMORIA INCANCELLABILE DEI SOGNI

Post n°1830 pubblicato il 16 Maggio 2013 da LadyAileen
 

AUTORE: Emily Colin
CASA EDITRICE: Fabbri editore
DATA PUBBLICAZIONE: 2013

“È come se i sogni avessero una memoria migliore della nostra, trattengono tutti i dettagli che abbiamo dimenticato. Come quella macchia di vino sul divano di velluto verde, o come il lampo di luce negli occhi di Aidan quando facevamo l’amore.” Quei dettagli, trascurabili o incredibilmente preziosi, sono tut to ciò che è rimasto a Madeleine dopo che Aidan se n’è andato, travolto da una valanga sul monte McKinley. A nulla è servito chiedergli di non partire, a nulla è servito quello strano presentimento che l’aveva messa in guardia. Eppure lui aveva promesso di tornare da lei, qualunque cosa fosse successa. Ora non resta che aggrapparsi ai ricordi, e cercare sostegno nell’affetto di J.C., migliore amico di Aidan e suo compagno nella scalata. Distrutto dal senso di colpa, J.C. si odia per non avere saputo salvare l’amico, e ancor di più perché ciò che prova per Madeleine non è semplice affetto. Ora che lei è rimasta sola, qual è la cosa giusta da fare? A complicare la situazione, un giorno un uomo bussa al la por ta di Maddie, e le rivela cose che solo Aidan avrebbe potuto conoscere…

Ci sono storie che malgrado tutto ti colpiscono e ti entrano dentro, scavano dentro i tuoi sentimenti, nell'emozioni e anche a distanza di tempo te ne ricorderai come un piccolo gioiello o un ricordo che terrai dentro il cuore.
Questo libro già dal titolo mi aveva attirata, ricordo di averlo visto in uno dei post nel blog di Silvia ...il Piacere della Lettura , che seguo sempre attentamente e già da allora avevo deciso di leggerlo.

Questo fine settimana quindi mi son messa bella comoda e l'ho iniziato.
Ammetto che all'inizio mi stava un tantino angosciando, ma dopo pochissime pagine ecco che mi ritrovo avvolta in sensazioni così forti che sembrano quasi le mie.
Il dolore di Madeleine per la perdita del marito è forte, senti il suo amore profondo per Aidan e sa che anche lui provava le stesse sue emozioni. E adesso che lui non c'è più Maddie si sente sola, in balia degli eventi.
Per fortuna però c'è  J.C. il miglior amico di Aidan, innamorato di lei da anni che le sta vicino e le da conforto.
In questo splendido libro le voci narranti sono tre : Maddie  che racconta il suo dolore e che cerca di continuare a vivere dopo aver perso l'uomo amato ; Aidan che ci racconta la storia dall'inizio ovvero dal primo incontro con Maddie fino a quando le chiede di sposarla, e che quindi ci permette di conoscere parti essenziali della sua vita; ed infine Nicholas colui che farà da tramite fra Maddie e Aidan , uno strano rapporto attraverso strani sogni che non sono altro che istanti di vita di Aidan con la sua famiglia e con i suoi amici.

Aidan è un uomo con una grandissima passione , quella per le scalate. Sono la sua vita , l'unica ragione della sua esistenza almeno fino a quando non incontra Maddie e se ne innamora. Mettendo in discussione perfino il rapporto di amicizia con il suo migliore amico e socio J.C. anch'egli innamorato di Maddie .
E poi c'è Nicholas che dopo un incidente in moto non ricorda più nulla della sua vita, fa solo degli strani sogni dove gli appare una donna con lunghi capelli castani , e un bambino biondo.
Per una tragica e stranissima fatalità Nicholas possiede i ricordi di Aidan, e sembra quasi che venga spinto da questi strani sogni a percorrere un cammino che lo porterà ad incontrare la donna che vede nei suoi sogni, ed inoltre a cambiare la sua vita, a provare nuovamente passione per qualcosa che gli piace.
Aidan gli mostra  un nuovo modo di vivere la vita.
In questa storia si fondono l'amore , la passione, il dolore, la speranza, il sogno ,il rimorso ed infine l'accettazione.
Lo sò che queste parole non riusciranno mai a farvi capire la bellezza di questo libro , posso solo dirvi di provare a leggerlo , a me ha emozionato molto, e comunque il lieto fine non manca!

A CURA DI MISSGABRIELLE

 
 
 

L'ABBAZIA DI NORTHANGER

Post n°1829 pubblicato il 14 Maggio 2013 da LadyAileen
 


L'ABBAZIA DI NORTHANGER ("Northanger Abbey", 1817 - pubblicato postumo), di Jane Austen [in: Jane Austen, “Romanzi”, pag.1295-1448. Rizzoli BUR ed., 2007; traduzione di Linda Gaia]

Leggere o rileggere Jane Austen è sempre un piacere: questo romanzo in particolare ancora mi mancava, per cui il godimento in realtà è risultato duplice.

Tra tutti i romanzi, direi che questo è forse il più ameno e divertente: solo in apparenza frivolo e leggero, con una trama esile e a tratti inconsistente, di fatto mette in campo un sacco di ponderose questioni: non solo la consueta disamina dei costumi e delle convenzioni sociali del tempo – sempre descritte con accurata ironia – ma anche l’indiretta discussione sul romanzo come genere, sulla produzione della letteratura che deve rispondere o non rispondere a regole sicure, e che in qualche modo può avere una certa influenza sulla vita reale.

E’ sempre fonte di incantata meraviglia verificare quanto Jane Austen, una donna la cui vita ritirata e dimessa non favorì esperienze particolarmente eclatanti, sia stata capace di dar vita a creazioni di tale eccellente portata.

TRAMA: Catherine Morland appartiene ad una modesta famiglia che abita a Fullerton, nel Wiltshire. Maggiore tra le femmine di una casata che conta ben dieci figli, sino ai quindici anni è stata bruttina e non particolarmente rilevante; poi è migliorata, diventando una ragazza quasi attraente e dotata di non pochi pregi: è buona e tranquilla, forse un poco distratta e idealista, ma anche dolce, gentile, sincera e molto disponibile.

Verso i suoi diciassette anni viene portata a Bath per una vacanza, grazie alla generosità dei signori Allen, i più ricchi possidenti del villaggio. Nella rinomata località termale Catherine ha modo di sperimentare il meglio della vita sociale: la frequentazione delle sale comuni, i negozi, le passeggiate, i balli. Un giorno la signora Allen incontra per caso una vecchia conoscente, la signora Thorpe, la cui figlia Isabella diventa la migliore amica di Catherine e il cui figlio John sviluppa una certa inclinazione per la ragazza. Catherine però per parte sua si è già invaghita di un bel giovanotto incontrato accidentalmente: Henry Tilney.

Isabella si fidanza con il fratello maggiore di Catherine e mentre John ha modo di dimostrare tutto il proprio stupido egocentrismo, Catherine diviene intima della famiglia Tilney, soprattutto attraverso la sua amicizia con la giovane Eleanor, la sorella di Henry.

I Tilney finiscono per invitare Catherine a trascorrere un indefinito soggiorno nella loro residenza di famiglia, l’abbazia di Northanger, e la ragazza – dopo aver ottenuto il beneplacito dei genitori – è sin troppo felice di accettare: non solo le si prospetta l’occasione di stare in compagnia di una cara amica e dell’uomo amato, ma anche di vivere un’interessante avventura: Catherine infatti stravede per la letteratura gotica (i romanzi di Anne Radcliffe, soprattutto!), e un’antica magione potenzialmente dotata di sotterranei, passaggi segreti e ignoti misteri è quanto di meglio si potrebbe desiderare.

A Northanger tuttavia Catherine vive esperienze contraddittorie: l’edificio è solo in parte antico, in certa misura è stato ammodernato e rifatto, inoltre le circostanze concrete non corrispondono esattamente a quelle ideali: l’invitante esplorazione di vecchi mobili fa scoprire a Catherine solo una prosaica lista della lavanderia in luogo del sospirato manoscritto misterioso, e i propositi di esplorazioni notturne dopo la mezzanotte si infrangono contro il fatto che Catherine cade addormentata già verso le undici.

La ragazza fantastica sì una specie di astruso romanzo immaginario, in base al quale la defunta signora Tilney non sarebbe davvero morta, bensì reclusa in una parte segreta della casa ad opera del crudele marito, ma ne viene vergognosamente dissuasa dalle più realistiche considerazioni dell’amato Henry. Catherine insomma è costretta a riportare i piedi per terra, ma dato che molte cose la confortano e la sostengono, ciò finisce per non dispiacerle davvero.

Ad un certo punto però sorge un problema completamente imprevisto: il generale Tilney, il padre di Elanor e di Henry, che aveva sempre trattato Catherine con la massima cortesia e considerazione, improvvisamente le si mostra ostile: trova una scusa ed in pratica la caccia da Northanger.

Catherine si trova così costretta a viaggiare verso casa da sola, su di una vettura a nolo, per più di undici ore. Fortunatamente il viaggio non presenta particolari problemi e Catherine, tra il giubilo dei suoi numerosi famigliari, rientra sana e salva a Fullerton.

Nei giorni seguenti tuttavia si mostra indolente e depressa, tanto che sua madre medita di impartirle qualche sana lezione morale; ma prima che ciò possa avvenire, a Fullerton arriva Henry Tilney, che spiega le ragioni del comportamento paterno (il generale aveva creduto che la famiglia di Catherine fosse molto più ricca di quanto in effetti la ragazza potesse vantare) e che a dispetto di tutto chiede la sua mano.

Catherine rinasce a nuova vita e malgrado alcuni problemi accessori, dopo circa un anno riesce ad impalmare l’amato Henry: il generale, ammorbidito dal fatto che la figlia Eleanor ha sposato addirittura un visconte, dimentica le erronee aspettative nei confronti di Catherine ed offre il proprio consenso alle nozze con Henry, senza aspettarsi quell’abbondante dote che i Morland potranno versare solo in parte. Così alla fine, tutti vivranno felici e contenti.

- Raccontato in questa ridottissima maniera il romanzo non arriva certo a mostrare tutto il suo divertente ed ironico splendore: ma fidatevi, quello splendore c’è, e leggendo direttamente lo si avverte senza difficoltà.

Nella sua narrazione Jane Austen è riuscita a costruire una storia tipica e insieme originale: nella trama non mancano le note distintive dell’epoca (le ragioni economiche che teoricamente prendono il sopravvento su quelle sentimentali, gli amori e i disamori per convenienza più che per reale attaccamento, il rispetto delle numerose regole imposte dalla società ancor prima che dalla buona educazione), tuttavia sono presenti anche elementi più eccentrici, quali la libertà di pensiero e l’immaginazione, che sconfinano nell’anticonformismo. Catherine ad esempio è ligia ed ubbidiente, però sa ritagliarsi numerosi spazi spirituali e molto personali; e seppur con una maggiore propensione alla concretezza, l’amato Henry non è da meno.

I vari personaggi – persino i più antipatici o negativi - hanno tutti qualche aspetto degno di nota: Isabella Thorpe, apparentemente buona e amabile, ma in realtà cupida e piuttosto meschina; John Thorpe, segnato da un egocentrismo che sconfina senza esitazione in estrema stupidità: sarebbe persino divertente, se la sua indole non lo inducesse a compiere molte azioni dalle nefaste conseguenze. Il temibile generale Tilney, che invero non è altro se non l’ennesimo opportunista, tirannico e profittatore. L’insulsa signora Allen, praticamente incapace di parlare di qualcosa di diverso da sé stessa e dai propri abiti. Ed Henry Tilney, che – almeno lui! – sa sempre come dire la cosa giusta nel momento migliore, con le parole più adeguate.

Nel corso della narrazione l’autrice instaura una specie di colloquio diretto con i suoi lettori, uno scambio di idee intimo ma anche molto disteso e rilassato: un allegro coinvolgimento di menti e di sensibilità affini in una storia il cui dilettevole aspetto non è alla fin fine inferiore rispetto alla percezione etica ed estetica.

Forse un po’ “sbrigativo” rispetto ad altri romanzi, che presentano dialoghi più estesi e descrizioni più accurate, “Northanger Abbey” rimane comunque un eccellente esempio del talento austeniano: un talento che molti critici hanno già avuto modo di lodare, e che i lettori non dovrebbero mai stancarsi di sperimentare.

Postato da LadyJack
© - Tutti i diritti riservati.

 
 
 

L'ASTROLOGO

Post n°1828 pubblicato il 07 Maggio 2013 da LadyAileen
 

L'astrologo

AUTORE: Carla Montero
CASA EDITRICE: Mondadori
DATA PUBBLICAZIONE: 2013

Madrid, 2010. Quando Ana, giovane esperta d'arte, si trova a investigare per conto del suo fidanzato, un ricco uomo d'affari e collezionista tedesco, su un misterioso quadro di Giorgione, L'astrologo, di cui nessuno studioso del pittore rinascimentale ha mai sentito parlare prima, accetta l'incarico senza grandi aspettative e va a Parigi per dare inizio alle sue ricerche.
Ana ha come unico indizio una lettera scritta dal comandante nazista Georg Von Bergheim nel 1941 alla moglie, in cui l'uomo fa riferimento al dipinto. Ma L'astrologo esiste davvero? E dove può essere nascosto? Ana viene aiutata nelle sue indagini da Alain Arnoux, un professore della Sorbona specializzato nella localizzazione di opere d'arte saccheggiate dai nazisti. Ma quando la ragazza inizia a ricevere inspiegabilmente minacce da Von Bergheim, che si supponeva fosse morto da molti anni, la situazione si complica e quella che doveva essere solo una ricerca d'archivio si trasforma in un'avventura piena di pericoli ed eventi inspiegabili.
Francia, 1941. Georg Von Bergheim, comandante delle SS e storico dell'arte, ha un'importantissima missione da compiere: trovare L'astrologo di Giorgione e consegnarlo ad Adolf Hitler, appassionato dell'occulto e intenzionato a scoprire a ogni costo quale sia l'enigma che vi si nasconde da secoli. Il quadro è di proprietà di Alfred Bauer, un industriale ebreo che lo conserva nella sua casa in Alsazia e, durante la retata nazista per requisirlo, sua figlia Sarah riesce a fuggire e a portare il dipinto con sé a Parigi.
Von Bergheim si mette sulle tracce di Sarah Bauer iniziando un inseguimento che avrà conseguenze impreviste per entrambi.

Iniziare a parlare di questo libro così a caldo è un'emozione non da poco, perché ho amato ogni pagina di questo libro, ogni suo personaggio, ogni piccolo indizio e ogni disillusione collegata all'indagine che la dottoressa Ana Garcìa-Brest e il professor Alain Arnoux si ritrovano a condurre pur di trovare il misterioso e forse leggendario quadro del celebre pittore italiano Giorgione , chiamato "L'astrologo" .
Dalle indagini vien fuori che in passato anche Hitler stesso ,cercava con estremo interesse questo quadro, tanto da divenire quasi un'ossessione per lui e per i suoi seguaci, al punto da distruggere una famiglia come quella dei Bauer, la cui unica superstite , Sarah si ritrova a dover proteggere a costo della vita il famoso quadro .
Si vocifera infatti che "L'astrologo" nasconda un segreto pericolosissimo, e che fin dal 1400 sia stato nascosto ed occultato per impedire che cadesse nelle mani sbagliate , o ovviamente se tale quadro fosse caduto nelle mani delle SS e di Hitler sicuramente non avrebbe portato a nulla di buono.
Man mano che Ana e Alain rincorrono i vari e possibili indizi , qualcuno li intralcia rendono le loro indagini molto più ingarbugliate del previsto, sembra infatti che più si avvicinino alla verità nello stesso tempo un minuto dopo ecco che si ritrovano nuovamente al punto di partenza.
La storia odierna quindi si intreccia con il passato , e così scopriamo la storia diSarah e del suo tormentato amore con il comandante nazista Georg Von Bergheim , che si intreccia sempre con la ricerca del quadro .
In una Parigi invasa dai nazisti, Georg per amore di Sarah metterà a repentaglio la sua stessa vita pur di salvarla.
E mentre ripercorriamo la loro storia intrecciata indissolubilmente a quella del quadro, nel presente anche Ana e Alain si avvicineranno e si troveranno anche loro a dover combattere con il tempo e contro una setta chiamata "PosenGeist" , dei fanatici anch'essi alla ricerca de "L'astrologo" con intenti meno nobili di quelli di Ana e Alain.
Inoltre man mano che la storia prende piede ci si appassiona al mistero del quadro , fino ad arrivare alla fine del libro che svelerà delle verità che vi lasceranno a bocca aperta, e che chiuderanno il cerchio finalmente sulla fine del celebre dipintio "L'Astrologo" dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Un libro appassionante , che intreccia passato e presente , vecchi e grandi amori,e che non vi permetterà una volta iniziato di abbandonarlo se non dopo la fine.

MISSGABRIELLE

 
 
 

TI PREGO LASCIATI ODIARE

Post n°1827 pubblicato il 06 Maggio 2013 da LadyAileen
 

AUTORE: Anna Premoli
CASA EDITRICE: Newton Compton
DATA PUBBLICAZIONE: 2013

Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente.
E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…

Jennifer è una protagonista ironica, pungente, forte ed indipendente, ma anche piena di imperfezioni e di paure, tanto che spesso avrei voluto poterla afferrare e scuotere fino a farla ragionare (o meglio, a non farla ragionare e costringerla ad abbandonarsi all'amore).
Ian è un fastidiosissimo, intelligentissimo, irritantissimo, splendido esemplare di uomo; sempre pronto a tener testa a Jenny (e qualcuno in grado di farlo deve pur esserci!) eppure così inaspettatamente dolce e capace di mettersi in gioco, aprire il suo cuore, lottare per una donna che sa essere quella giusta per lui.
Tra divertenti malintesi, litigi furibondi e sperate riappacificazioni questi due personaggi mi hanno fatta ridere, sospirare e sperare in un lieto, lietissimo fine.
Anna Premoli dipinge con inaspettata spensieratezza il ritratto di due mondi in collisione: la nobiltà altezzosa e conformista della famiglia St. John e la realtà dei commoner Percy, ambientalisti, animalisti e vegani. Due universi opposti eppure, sotto sotto, non poi così diversi, presentati con schiettezza ma in modo piacevolmente leggero.
Dopo una sfilza di uomini socialmente impegnati ma sentimentalmente insipidi ed una lunga serie di Barbie PR in cerca di marito col pedigree, è il momento per Jennifer ed Ian di mandare al diavolo i loro cari, con rispettive aspettative, e pensare solo alla propria felicità.
"Ti prego lasciati odiare" è un libro frizzante ed irriverente, da divorare in ventiquattr'ore per poi sentirne immediatamente la mancanza. Assolutamente imperdibile!

A CURA DI UnseelieSIDHE

 
 
 

I BISCOTTI DI BAUDELAIRE

Post n°1826 pubblicato il 05 Maggio 2013 da LadyAileen
 

AUTORE: Alice B. Toklas
CASA EDITRICE: Bollati Boringhieri Editore
DATA PUBBLICAZIONE: 2013

Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia. Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina. L’editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più.
Uscito nel 1954 in America con il titolo The Alice B. Toklas Cook Book, I biscotti di Baudelaire è una ricchissima raccolta di ricette e di ricordi non solo culinari, di aneddoti divertenti, di convinte opinioni su questioni gastronomiche ma anche artistiche, di viaggi tra Francia e America, di pranzi e cene a casa di artisti bohémien ma anche di ricchi e famosi. E così ecco i piatti, le idee, gli spunti di ricette che Alice condivideva con gli amici: il branzino di Picasso, per esempio, decorato con uova sode, tartufi ed erbe tritate («Quando lo servii Picasso diede in esclamazioni di meraviglia. Poi aggiunse: Non sarebbe stato meglio prepararlo in onore di Matisse?»), le uova alla Francis Picabia («il solo pittore da cui riuscii mai ad avere una ricetta»), le mele glassate di Cecil Beaton, la crema di Josephine Baker, la minestra di alloro di Dora Maar, il caffè di James Joyce e quegli incredibili biscotti di Baudelaire...

I biscotti di Baudelarie (Il titolo prende il nome dalla ricetta più conosciuta e mi riferisco a quel miscuglio di frutta, spezie e Cannabis sativa) è un libro di memorie molto singolare perché si tratta di un testo che mescola ricette (l'autrice stessa dichiarò che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un ricettario) e ricordi legati alla sua vita passata con la scrittrice Gertrude Stein, sua compagna e amica.
L'autrice Alice B. Toklas racconta con uno stile scorrevole, ironico e schietto e in prima persona (unico punto di vista) dei suoi viaggi tra Francia e America, dei pranzi a casa di artisti e personaggi famosi dell'epoca (Alice e Gertrude hanno intrattenuto nel loro salotto artistico e letterario personaggi come Picasso, Matisse, Hamingway, Fitzgerald e tanti altri per cui non meravigliatevi se ne trovate qualcuno presente), degli aneddoti divertenti, delle discussioni culinarie e non. Un capitolo poi è dedicato esclusivamente alle ricette ricevute dagli amici e tra queste troverete quella che fa da titolo a questo testo.
Ammetto che ho deciso di leggere questo volume non perché fossi interessata alle ricette (preferisco mangiare invece di cucinare) ma per pura curiosità. Devo dire che l'ho trovato affascinante soprattutto per quanto riguarda la vita che ha condotto Alice Toklas (la storia copre il periodo che va da poco prima della Prima Guerra Mondiale e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il volume è stato pubblicato nel 1954).
Lettura interessante e che si legge tutta d'un fiato.

 
 
 
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I am Elizabeth Bennet!

You are Elizabeth Bennet of Pride and Prejudice! You are intelligent, witty, and tremendously attractive. You have a good head on your shoulders, and oftentimes find yourself the lone beacon of reason in a sea of ridiculousness. You take great pleasure in many things. You are proficient in nearly all of them, though you will never own it. Lest you seem too perfect, you have a tendency toward prejudgement that serves you very ill indeed.

2008 119 libri 33.500 pagine
2009 101 libri 31.868 pagine
2010 57 libri 19.514 pagine
2011 121 libri 44.353 pagine
2012 93 libri 33.666 pagine

 

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