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Lily Rose Golding

E' sciocco pensare che si debbano leggere tutti i libri che si comprano, come è sciocco criticare chi compra più libri di quanti ne potrà mai leggere. Sarebbe come dire che bisogna usare tutte le posate o i bicchieri o i cacciavite o le punte del trapano.....che si sono comprate, prima di comprarne di nuove. Nella vita ci sono cose di cui occorre avere sempre una scorta abbondante, anche se ne useremo solo una minima parte. Se, per esempio, consideriamo i libri come medicine, si capisce che in casa è bene averne molti invece che pochi: quando ci si vuole sentire meglio, allora si va verso "l'armadietto delle medicine" (che è la libreria) e si sceglie un libro. Non uno a caso, ma il libro giusto per quel momento. Ecco perchè occorre averne sempre una nutrita scelta! Chi compra un solo libro, legge solo quello e poi se ne sbarazza, semplicemente applica ai libri la mentalità consumista, ovvero li considera un prodotto di consumo, una merce.
Chi ama i libri, sa che il libro è tutto fuorchè una merce!
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AUTORE: Emily Colin “È come se i sogni avessero una memoria migliore della nostra, trattengono tutti i dettagli che abbiamo dimenticato. Come quella macchia di vino sul divano di velluto verde, o come il lampo di luce negli occhi di Aidan quando facevamo l’amore.” Quei dettagli, trascurabili o incredibilmente preziosi, sono tut to ciò che è rimasto a Madeleine dopo che Aidan se n’è andato, travolto da una valanga sul monte McKinley. A nulla è servito chiedergli di non partire, a nulla è servito quello strano presentimento che l’aveva messa in guardia. Eppure lui aveva promesso di tornare da lei, qualunque cosa fosse successa. Ora non resta che aggrapparsi ai ricordi, e cercare sostegno nell’affetto di J.C., migliore amico di Aidan e suo compagno nella scalata. Distrutto dal senso di colpa, J.C. si odia per non avere saputo salvare l’amico, e ancor di più perché ciò che prova per Madeleine non è semplice affetto. Ora che lei è rimasta sola, qual è la cosa giusta da fare? A complicare la situazione, un giorno un uomo bussa al la por ta di Maddie, e le rivela cose che solo Aidan avrebbe potuto conoscere… Ci sono storie che malgrado tutto ti colpiscono e ti entrano dentro, scavano dentro i tuoi sentimenti, nell'emozioni e anche a distanza di tempo te ne ricorderai come un piccolo gioiello o un ricordo che terrai dentro il cuore. Questo fine settimana quindi mi son messa bella comoda e l'ho iniziato. Aidan è un uomo con una grandissima passione , quella per le scalate. Sono la sua vita , l'unica ragione della sua esistenza almeno fino a quando non incontra Maddie e se ne innamora. Mettendo in discussione perfino il rapporto di amicizia con il suo migliore amico e socio J.C. anch'egli innamorato di Maddie . A CURA DI MISSGABRIELLE |
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Leggere o rileggere Jane Austen è sempre un piacere: questo romanzo in particolare ancora mi mancava, per cui il godimento in realtà è risultato duplice. Tra tutti i romanzi, direi che questo è forse il più ameno e divertente: solo in apparenza frivolo e leggero, con una trama esile e a tratti inconsistente, di fatto mette in campo un sacco di ponderose questioni: non solo la consueta disamina dei costumi e delle convenzioni sociali del tempo – sempre descritte con accurata ironia – ma anche l’indiretta discussione sul romanzo come genere, sulla produzione della letteratura che deve rispondere o non rispondere a regole sicure, e che in qualche modo può avere una certa influenza sulla vita reale. E’ sempre fonte di incantata meraviglia verificare quanto Jane Austen, una donna la cui vita ritirata e dimessa non favorì esperienze particolarmente eclatanti, sia stata capace di dar vita a creazioni di tale eccellente portata. TRAMA: Catherine Morland appartiene ad una modesta famiglia che abita a Fullerton, nel Wiltshire. Maggiore tra le femmine di una casata che conta ben dieci figli, sino ai quindici anni è stata bruttina e non particolarmente rilevante; poi è migliorata, diventando una ragazza quasi attraente e dotata di non pochi pregi: è buona e tranquilla, forse un poco distratta e idealista, ma anche dolce, gentile, sincera e molto disponibile. Verso i suoi diciassette anni viene portata a Bath per una vacanza, grazie alla generosità dei signori Allen, i più ricchi possidenti del villaggio. Nella rinomata località termale Catherine ha modo di sperimentare il meglio della vita sociale: la frequentazione delle sale comuni, i negozi, le passeggiate, i balli. Un giorno la signora Allen incontra per caso una vecchia conoscente, la signora Thorpe, la cui figlia Isabella diventa la migliore amica di Catherine e il cui figlio John sviluppa una certa inclinazione per la ragazza. Catherine però per parte sua si è già invaghita di un bel giovanotto incontrato accidentalmente: Henry Tilney. Isabella si fidanza con il fratello maggiore di Catherine e mentre John ha modo di dimostrare tutto il proprio stupido egocentrismo, Catherine diviene intima della famiglia Tilney, soprattutto attraverso la sua amicizia con la giovane Eleanor, la sorella di Henry. I Tilney finiscono per invitare Catherine a trascorrere un indefinito soggiorno nella loro residenza di famiglia, l’abbazia di Northanger, e la ragazza – dopo aver ottenuto il beneplacito dei genitori – è sin troppo felice di accettare: non solo le si prospetta l’occasione di stare in compagnia di una cara amica e dell’uomo amato, ma anche di vivere un’interessante avventura: Catherine infatti stravede per la letteratura gotica (i romanzi di Anne Radcliffe, soprattutto!), e un’antica magione potenzialmente dotata di sotterranei, passaggi segreti e ignoti misteri è quanto di meglio si potrebbe desiderare. A Northanger tuttavia Catherine vive esperienze contraddittorie: l’edificio è solo in parte antico, in certa misura è stato ammodernato e rifatto, inoltre le circostanze concrete non corrispondono esattamente a quelle ideali: l’invitante esplorazione di vecchi mobili fa scoprire a Catherine solo una prosaica lista della lavanderia in luogo del sospirato manoscritto misterioso, e i propositi di esplorazioni notturne dopo la mezzanotte si infrangono contro il fatto che Catherine cade addormentata già verso le undici. La ragazza fantastica sì una specie di astruso romanzo immaginario, in base al quale la defunta signora Tilney non sarebbe davvero morta, bensì reclusa in una parte segreta della casa ad opera del crudele marito, ma ne viene vergognosamente dissuasa dalle più realistiche considerazioni dell’amato Henry. Catherine insomma è costretta a riportare i piedi per terra, ma dato che molte cose la confortano e la sostengono, ciò finisce per non dispiacerle davvero. Ad un certo punto però sorge un problema completamente imprevisto: il generale Tilney, il padre di Elanor e di Henry, che aveva sempre trattato Catherine con la massima cortesia e considerazione, improvvisamente le si mostra ostile: trova una scusa ed in pratica la caccia da Northanger. Catherine si trova così costretta a viaggiare verso casa da sola, su di una vettura a nolo, per più di undici ore. Fortunatamente il viaggio non presenta particolari problemi e Catherine, tra il giubilo dei suoi numerosi famigliari, rientra sana e salva a Fullerton. Nei giorni seguenti tuttavia si mostra indolente e depressa, tanto che sua madre medita di impartirle qualche sana lezione morale; ma prima che ciò possa avvenire, a Fullerton arriva Henry Tilney, che spiega le ragioni del comportamento paterno (il generale aveva creduto che la famiglia di Catherine fosse molto più ricca di quanto in effetti la ragazza potesse vantare) e che a dispetto di tutto chiede la sua mano. Catherine rinasce a nuova vita e malgrado alcuni problemi accessori, dopo circa un anno riesce ad impalmare l’amato Henry: il generale, ammorbidito dal fatto che la figlia Eleanor ha sposato addirittura un visconte, dimentica le erronee aspettative nei confronti di Catherine ed offre il proprio consenso alle nozze con Henry, senza aspettarsi quell’abbondante dote che i Morland potranno versare solo in parte. Così alla fine, tutti vivranno felici e contenti. - Raccontato in questa ridottissima maniera il romanzo non arriva certo a mostrare tutto il suo divertente ed ironico splendore: ma fidatevi, quello splendore c’è, e leggendo direttamente lo si avverte senza difficoltà. Nella sua narrazione Jane Austen è riuscita a costruire una storia tipica e insieme originale: nella trama non mancano le note distintive dell’epoca (le ragioni economiche che teoricamente prendono il sopravvento su quelle sentimentali, gli amori e i disamori per convenienza più che per reale attaccamento, il rispetto delle numerose regole imposte dalla società ancor prima che dalla buona educazione), tuttavia sono presenti anche elementi più eccentrici, quali la libertà di pensiero e l’immaginazione, che sconfinano nell’anticonformismo. Catherine ad esempio è ligia ed ubbidiente, però sa ritagliarsi numerosi spazi spirituali e molto personali; e seppur con una maggiore propensione alla concretezza, l’amato Henry non è da meno. I vari personaggi – persino i più antipatici o negativi - hanno tutti qualche aspetto degno di nota: Isabella Thorpe, apparentemente buona e amabile, ma in realtà cupida e piuttosto meschina; John Thorpe, segnato da un egocentrismo che sconfina senza esitazione in estrema stupidità: sarebbe persino divertente, se la sua indole non lo inducesse a compiere molte azioni dalle nefaste conseguenze. Il temibile generale Tilney, che invero non è altro se non l’ennesimo opportunista, tirannico e profittatore. L’insulsa signora Allen, praticamente incapace di parlare di qualcosa di diverso da sé stessa e dai propri abiti. Ed Henry Tilney, che – almeno lui! – sa sempre come dire la cosa giusta nel momento migliore, con le parole più adeguate. Nel corso della narrazione l’autrice instaura una specie di colloquio diretto con i suoi lettori, uno scambio di idee intimo ma anche molto disteso e rilassato: un allegro coinvolgimento di menti e di sensibilità affini in una storia il cui dilettevole aspetto non è alla fin fine inferiore rispetto alla percezione etica ed estetica. Forse un po’ “sbrigativo” rispetto ad altri romanzi, che presentano dialoghi più estesi e descrizioni più accurate, “Northanger Abbey” rimane comunque un eccellente esempio del talento austeniano: un talento che molti critici hanno già avuto modo di lodare, e che i lettori non dovrebbero mai stancarsi di sperimentare. Postato da LadyJack |
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AUTORE: Carla Montero Madrid, 2010. Quando Ana, giovane esperta d'arte, si trova a investigare per conto del suo fidanzato, un ricco uomo d'affari e collezionista tedesco, su un misterioso quadro di Giorgione, L'astrologo, di cui nessuno studioso del pittore rinascimentale ha mai sentito parlare prima, accetta l'incarico senza grandi aspettative e va a Parigi per dare inizio alle sue ricerche. Iniziare a parlare di questo libro così a caldo è un'emozione non da poco, perché ho amato ogni pagina di questo libro, ogni suo personaggio, ogni piccolo indizio e ogni disillusione collegata all'indagine che la dottoressa Ana Garcìa-Brest e il professor Alain Arnoux si ritrovano a condurre pur di trovare il misterioso e forse leggendario quadro del celebre pittore italiano Giorgione , chiamato "L'astrologo" . MISSGABRIELLE |
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AUTORE: Anna Premoli Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente. Jennifer è una protagonista ironica, pungente, forte ed indipendente, ma anche piena di imperfezioni e di paure, tanto che spesso avrei voluto poterla afferrare e scuotere fino a farla ragionare (o meglio, a non farla ragionare e costringerla ad abbandonarsi all'amore). A CURA DI UnseelieSIDHE |
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AUTORE: Alice B. Toklas Con il loro salotto artistico e letterario – che negli anni tra le due guerre era frequentato, tra gli altri, da Picasso, Picabia, Matisse, Braque, Hemingway, Fitzgerald, Sherwood Anderson – Alice B. Toklas e Gertrude Stein hanno fatto un pezzo di storia. Ma quando, dopo la morte di Gertrude, un editore chiese ad Alice di scrivere le sue memorie, lei si schermì dicendo che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un libro di cucina. L’editore promise di accontentarsi, ma Toklas fece molto di più. I biscotti di Baudelarie (Il titolo prende il nome dalla ricetta più conosciuta e mi riferisco a quel miscuglio di frutta, spezie e Cannabis sativa) è un libro di memorie molto singolare perché si tratta di un testo che mescola ricette (l'autrice stessa dichiarò che al massimo sarebbe stata in grado di scrivere un ricettario) e ricordi legati alla sua vita passata con la scrittrice Gertrude Stein, sua compagna e amica. |
LADY AILEEN

You are Elizabeth Bennet of Pride and Prejudice! You are intelligent, witty, and tremendously attractive. You have a good head on your shoulders, and oftentimes find yourself the lone beacon of reason in a sea of ridiculousness. You take great pleasure in many things. You are proficient in nearly all of them, though you will never own it. Lest you seem too perfect, you have a tendency toward prejudgement that serves you very ill indeed.
2008 119 libri 33.500 pagine
2009 101 libri 31.868 pagine
2010 57 libri 19.514 pagine
2011 121 libri 44.353 pagine
2012 93 libri 33.666 pagine









































Inviato da: FairyRain
il 18/05/2013 alle 15:31
Inviato da: claudine_a
il 12/05/2013 alle 15:11
Inviato da: FairyRain
il 06/05/2013 alle 20:33
Inviato da: giramondo595
il 04/05/2013 alle 23:34
Inviato da: LadyJack
il 04/05/2013 alle 11:09