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Creato da La_stanza_del_Caos il 23/05/2011

La Stanza del Caos

disordine apparente

 

 

Ecco i nostri politici

Post n°8 pubblicato il 04 Giugno 2011 da La_stanza_del_Caos

PURTROPPO QUESTO

è vero

siamo governati da una classe di farabutti che se ne sbatte

dei problemi delle persone, solo perchè per loro noi non lo siamo.

 
 
 

Indignati

Post n°7 pubblicato il 29 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

Aggiornamenti da Barcellona e Granada. Le cariche della Polizia rafforzano il movimento. Sabato più di 200 assemblee a Madrid.

Il 27 maggio alle 7 del mattino la polizia ha sgomberato la Acampada in Plaza Catalunya, a Barcellona. Dalla ricostruzione ricevuta da un amico che in quel momento si trovava lì, pare che la polizia abbia detto agli/lle accampati/e che fosse necessario PULIRE la piazza, per cui si è pregato di spostare le cose, al fine di rendere più facile l'opera degli spazzini, ma ben presto l'invito è diventato un'ingiunzione che, siccome non eseguita immediatamente, ha dato il via alla rimozione forzata delle cose presenti, dalle tende alle coperte, agli zaini, al cibo, ai vestiti, ai portatili, che sono stati GETTATI via dai poliziotti.
Una ragazza è stata trascinata per i capelli, beh, le foto parlano da sé. Ecco la loro operazione di "limpieza".
Basta con le vostre bugie, basta con i vostri inganni, basta con la vostra violenza contro persone pacifiche!!!
Chiediamo la condanna delle aggressioni poliziesche, esigiamo le dimissioni del ministro dell'interno!
Ci date bastonate al posto di democrazia, noi ce la prenderemo!

LA REPRESSIONE NON CI FERMERA'!

 
 
 

Guarda il Diavolo negli Occhi

Post n°6 pubblicato il 29 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

 
 
 

δῆμος κράτος

Post n°5 pubblicato il 27 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

La grisaglia è di sartoria e il tailleur è firmato, non ci sono né slogan né bandiere, o fischietti. Ma il senso è quello di sempre: l'espressione di un malessere, di una obiezione forte sebbene silenziosa, ma visiva e fuori dagli schemi. È questo quello che gli imprenditori di Treviso hanno voluto esprimere oggi con un corteo che ha fatto seguito all'assemblea della confindustria territoriale. La marcia degli imprenditori veneti è partita dalla tensostruttura allestita allo stadio del rugby a Monigo, nei pressi della città, fino all'ex area Appiani, dove sorge la nuova sede della associazione industriali trevigiana.

Circa 2mila persone - delle 2.900 presenti in assemblea - hanno percorso i due chilometri, con in testa al corteo la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat, e il presidente di Unindustria Treviso, Alessandro Vardanega. La manifestazione, hanno precisato sia Vardanega che la Marcegaglia, non ha connotazione politica o anti-governativa ma vuole sensibilizzare le istituzioni sulle istanze del mondo dell'impresa.

«Quello che chiediamo è una assunzione di responsabilità - precisa il presidentre trevigiano -. Facciamo fatica a riconoscerci in un paese nel quale lo scaricabarile è la norma e dove non si risponde più di quanto si è riusciti o non riusciti a realizzare. La via dello sviluppo passa attraverso una grande prova di responsabilità nazionale». Gli fa eco la presidente nazionale: «Con questa marcia non chiediamo niente - dice la Marcegaglia - se non il rispetto per quello che facciamo. Chiediamo alla politica solo di essere seria, di riprendere lo spirito di servizio e fare le cose che servono al paese». [Katy Mandurino Il Sole 24 ORE]

Basta buffoni e giullari, ci servono politici con

qualche nozione di greco.

δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere

potere del popolo.

 
 
 

La legge è disuguale per tutti.

Post n°4 pubblicato il 26 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

Per il presidente del Consiglio, chiamato a comparire in udienza in veste di imputato, costituisce legittimo impedimento »il concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste dalle leggi o dai regolamenti«. È questo il principio su cui si basa il testo del disegno di legge, messo a punto dal capogruppo del Pdl in commissione Giustizia Enrico Costa e dal vicecapogruppo Udc alla Camera Michele Vietti, approvato questa sera dall’ Aula della Camera. [La Stampa]

"Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri.” [George Orwell]

Che differenza esiste fra un comune cittadino e un politico?

Io penso che mangiano, respirano e vivono come me

quindi se sono inquisiti devono

rispondere alla magistratura allo stesso modo

di qualsiasi altra persona.

Con tutto il rispetto del caso, ma non credo

che quando la "fanno" la loro profuma

di mughetto.

 
 
 

Saremo anche morti di fame, ma col cellulare griffato!

Post n°3 pubblicato il 25 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

I risparmi se ne vanno, l'occupazione è ai minimi termini, le donne guadagnano troppo poco. Il ritratto del Paese fatto dall'istituto di statistica è impietoso. Il dato chiaro è che bisogna rimboccarsi le maniche. Da dove si comincia?

Che le famiglie stiano erodendo i propri risparmi per salvaguadare il livello dei consumi «non è una novità», osserva Marco Revelli. È vero, il tasso di risparmio degli italiani è sceso a livelli record, per la prima volta al di sotto della media dei Paesi dell’euro, al 9,1 per cento. Per il politologo che ha guidato in passato la Commissione d’indagine per l’esclusione sociale (Cies) è importante tuttavia guardare molto da vicino i dati sui consumi perché mettono invece in evidenza un dato inoppugnabile e per certi versi inquietante.

«Se è vero che stiamo consumando i cuscinetti accumulati negli anni buoni, è vero anche che si registra ormai un livello dei consumi voluttuari che sembra diventato indispensabile». Per il politologo dell’Università del Piemonte orientale, la spesa rimane alta perché «c’è il bisogno di confermare l’autostima e il sistema di relazioni e l’appartenenza di status». E l’impossibilità di rinunciare a questi beni non indispensabili, aggiunge, «comporta d’un lato la necessità di intaccare le riserve». Ma c’è di più: «gli italiani stanno rinunciando spesso ai consumi essenziali, al cibo, all’istruzione, magari a qualche rata di affitto, piuttosto che perdere lo status e rinunciare, magari, a comprarsi l’ennesimo cellulare». In Poveri, noi (Einaudi) uscito qualche mese fa Revelli mette in relazione l’impoverimento del Paese cui si è assistito in questi ultimi anni e che anche l’istituto di statistica ha fotografato ieri - ua famiglia su quattro rischia la povertà - con un crescente rancore sociale che si sta esprimendo in una sempre più diffusa «guerra orizzontale», di poveri contro i poveri. «L’impoverimento crea rancore - sottolinea il politologo - e intolleranza, Quindi si moltiplicano gli espisodi di persone, quartieri interi!, che si ribellano contro la scolarizzazione dei rom o contro l’arrivo di migranti. È un fenomeno terribile perché è il fondo della scala sociale che si contende le scarse ricchezze che ha». Sarebbe ora, conclude, «di rimettere in cima all’agenda politica il tema della redistribuzione della ricchezza, uscito da anni anche da quella del centro sinistra».[TONIA MASTROBUONI]

Alla fine ci sono riusciti, sono riusciti a convincere i più che l'importante è l'apparenza, l'apparire, l'immagine *, non importa se a tavola si mangia meno e male, l'importante è essere presente nei luoghi di culto della persona, per dimostrare agli altri, prima che a se stessi, che si esiste e si conta.

*(non uso termini quali look, perchè ritengo che la lingua italiana sia stupenda, basta solo tentare di usarla a modo)

 
 
 

l'Agcom sanziona Rai e Mediaset

Post n°2 pubblicato il 24 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos

Prese in esame dalla commissione Servizi e Prodotti dell'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni le interviste al premier Berlusconi venerdi' 20 maggio. A Tg1 e TG4 la sanzione misura massima prevista dalla legge (258.230 euro), 100 mila euro ciascuno a Tg2, Tg5 e Studio Aperto. Mediaset "Siamo allibiti". Minzolini: "Esterrefatto". Il presidente dell'Autorità, Calabrò: "Nessuna valutazione politica" [notizie.it.msn.com]

Infatti non vi è nulla di politico è solo l'ennesima presa per il culo!

Le multe chi le paga?

Sempre e solamente gli Italiani.

Dobbiamo mettercelo in testa che a nessuno di questi signori fraternamente associati in una casta di intoccabili, nessuno, ma proprio nessuno tocca i loro fantasmagorici stipendi. Se tu normale cittadino vieni scoperto alla guida dell'auto senza cintura allacciata rischi la flagellazione in mezzo all'autostrada e ovviamente devi pagare una salatissima multa.

Partiamo dai dirigenti. Il presidente Paolo Garimberti e il direttore generale Mauro Masi hanno dichiarato di guadagnare, rispettivamente, 448 mila e 715 mila euro l'anno. Sappiamo che i sette consiglieri del cda prendono 98 mila a testa. Tra i vicedirettori quello meglio piazzato E' Giancarlo Leone, che guadagna circa 470 mila euro l'anno, mentre l'astro nascente Lorenza Lei tocca solo i 350 mila, esattamente quanto il collega amato da Bossi Antonio Marano. Gianfranco Comanducci, amico storico di Cesare Previti e vicino al Pdl, prende circa 440 mila euro. Nel 2002 la sua retribuzione era di "soli" 235 mila euro. Tra incrementi retributivi, scatti di carriera, promozioni e gratifiche lo stipendio oggi E' quasi raddoppiato. [Rai, ecco gli stipendi di Emiliano Fittipaldi]

Se è giusto che guadagnino certe cifre deve essere anche passante l'idea che le sanzioni non sono della società, ma delle persone che la dirigono. A maggior ragione se è cosa Pubblica, ovvero NOSTRA.

Devono finirla di mettere le mani nelle nostre tasche!

 
 
 

Siamo tutti finocchi col culo degli altri.

Post n°1 pubblicato il 23 Maggio 2011 da La_stanza_del_Caos
 
Tag: China

Verifico, non posso non prenderne atto, la preoccupazione della gente sul debito pubblico, sulle pensioni, sulla flessibilità, tutti a sostegno di questa Italia, facendo proprie le grida d’allarme di Draghi, di Almunia e del Fmi e naturalmente di Emma Bonino. Se non fosse dramma ci sarebbe pure da ridere: ci stanno mettendo le mani in tasca, ci stanno borseggiando e trovano pure molti sostenitori tra le vittime! L’Italia come paese è una contraddizione: la nazione è prospera ma gli italiani sono in bolletta. Già lo sento qualcuno che borbotta: “Ma che dice questo? Vaneggia”. Già vaneggio. La gente è distratta da mille cose, a volte ha la memoria corta, altri ancora che sanno non dicono e così va il mondo. L’Italia è paese membro del Fmi, vi contribuisce per il 3,50%. Il Fmi è quella banca mondiale che presta alle nazioni che ne fanno richiesta, a condizione che non siano Stati canaglia, ma che possono sempre ravvedersi dotandosi di governi fantoccio, i soldi necessari per le urgenza nel proprio paese. Ogni anno liquida richieste per cifre da capogiro. Una delle più considerevoli è stata quella accordata alla Cina poco prima del passaggio dalla lira all’euro per la cifra strabiliante di 200.000 miliardi di lire. Ora facciamo un po’ di conti, poiché l’Italia contribuisce per 3,50% al Fmi, possiamo dire che abbiamo sborsato 7000miliardi lire, la cui restituzione avverrà a lungo termine. Io senz’altro finirò all’inferno, perché a pensare male si sa si commette peccato, e ho pensato che i soldi delle nostre liquidazioni sono finiti anche lì. Da qui la necessità ad affannarsi alla insostenibilità del debito dell’Inps e all’improvviso e strabiliante aumento della vita media. Noi dovremo lavorare un po’ di più, i nostri figli, con buona pace di ciò che dice Emma Bonino, ritarderanno l’ingresso nel mondo del lavoro. C’è da dire però che abbiamo contribuito a fare una gran bella azione, e cioè a incrementare l’industrializzazione della Cina e a creare lì nuovi posti di lavoro sottraendoli ai nostri giovani e non, e che sommato alla concorrenza sleale che potrà fare, dato il basso costo del lavoro da quelle parti, rappresenta il quadro di quanto abbiano lavorato bene i nostri politici. Ce l’hanno ficcato nel culo e pretendono pure il nostro consenso: questo francamente è troppo! [Piero Atzeni.]

In questo caso però è il nostro a rischio e se vi siete accorti le scorte di vaselina sono finite da un pezzo, quindi sarà meglio svegliarsi per non trovarsi un fallo di plastica, ovviamente marchiato Made in China, conficcato nel foro anale!

 
 
 

Questo blog non è

una testata giornalistica

è solo una Testata...

ai maroni.

Le foto sono tratte dal web

così come le notizie di cui

sarà citata la fonte.

 

 

RIVOLUZIONE ETICA

* Le priorità di qualsiasi società avanzata devono essere l’uguaglianza, il progresso, la solidarietà, la libertà di accesso alla cultura, la sostenibilità ecologica e lo sviluppo, il benessere e la felicità delle persone.

* Ci sono diritti fondamentali che dovrebbero essere al sicuro in queste società: il diritto alla casa, al lavoro, alla cultura, alla salute, all’istruzione, alla partecipazione politica, al libero sviluppo personale, e il diritto di consumare i beni necessari a una vita sana e felice.

* L'attuale funzionamento del nostro sistema economico e di governo non riesce ad affrontare queste priorità e costituisce un ostacolo al progresso dell’umanità.

* La democrazia parte dal popolo (demos = popolo, cràtos = potere) in modo che il potere debba essere del popolo. Tuttavia in questo paese la maggior parte della classe politica nemmeno ci ascolta. Le sue funzioni dovrebbero consistere nel portare la nostra voce alle istituzioni, facilitando la partecipazione politica dei cittadini attraverso canali diretti e procurando i maggiori benefici alla società in generale, non per arricchirsi e prosperare a nostre spese, mentre si dà cura solo dei dettami dei grandi poteri economici e si aggrappa al potere attraverso una dittatura partitocratica.

* L’ansia e l'accumulazione di potere in poche mani crea disuguaglianza, tensione e ingiustizia, il che porta alla violenza, che noi respingiamo. L’obsoleto e innaturale modello economico vigente blocca la macchina sociale in una spirale che si consuma in se stessa arricchendo i pochi e precipitando nella povertà e nella scarsità il resto.

Fino al crollo.

 

* La volontà e lo scopo del sistema è l'accumulazione del denaro, che ha la precedenza sull’efficienza e il benessere della società. Sprecando intanto le risorse, distruggendo il pianeta, creando disoccupazione e consumatori infelici.

* I cittadini fanno parte dell’ingranaggio di una macchina destinata ad arricchire una minoranza che non sa nulla dei nostri bisogni. Siamo anonimi, ma senza di noi tutto questo non esisterebbe, perché noi muoviamo il mondo.

* Se come società impariamo a non affidare il nostro futuro a un’astratta redditività economica che non si converte mai in un vantaggio della maggioranza, saremo in grado di eliminare gli abusi e le carenze di cui tutti soffriamo.

* È necessaria una Rivoluzione Etica. Abbiamo messo il denaro al di sopra dell’Essere umano mentre dovremo metterlo al nostro servizio. Siamo persone, non prodotti sul mercato.

Io non sono solo quel che compro.

 

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L'etimologia di "anarchia"

come "anà arkè"

cioè "al di sopra dell'autorità"

una concezione dell'anarchia

che invita alla riflessione.

 

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Inviato da: nefer2288
il 04/06/2011 alle 14:26
 
 

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