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Creato da valastro il 06/02/2007
Orazio Maria Valastro
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La dimora come microcosmo poetico-mitico nella scrittura autobiografica
Post n°10 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da valastro
Orazio Maria Valastro M@gm@ vol.9 n.3 Settembre-Dicembre 2011 Narrami “Prima dell’aurora narrami i tuoi sogni, l’immaginario sorride all’ombra delle torri, e la stella del mattino si ammanta di mistero infastidita dal tempo fa splendere la notte, il vecchio ulivo stanco emana odore di fragole, la scala piena di foglie della piccola casa abbracciava la danza dai mille giochi segreti delle bianche ginestre.” Maria Gemma Bonanno 1. Una socio-antropologia dell’immaginario applicata alle scritture di sé 2. Simbologia della dimora e schematismi figurativi: alcuni esempi di scritture autobiografiche 3. Speranze mitiche e sensibilità mitobiografiche: aperture verso una speranza antropologica Le sofferenze che lacerano i processi identitari degli individui segnano profondamente la relazione delle donne e degli uomini con il loro corpo, condizionando finanche le modalità di appropriazione dello spazio e del tempo. Queste stesse sofferenze, psichiche, sociali ed esistenziali, ci interrogano sul desiderio di “reliance” come desiderio di compenetrazione, brama di mutua comprensione tra le coscienze umane, e desiderio di condividere passioni che alimentano il legame emozionale con gli esseri ed il mondo. Il desiderio di “realiance” è presente nella scrittura autobiografica che da scrittura introspettiva diviene ricerca di sé e di senso, ricerca di nuovi legami con se stessi, gli altri ed il mondo, sostenendo una pratica profana che istituisce un nuovo spazio sacro. Il viaggio nell’intimità dell’essere, nella costellazione d’immagini del regime notturno dell’immaginario, diventa un percorso d’interpretazione dell’esperienza vissuta che articola l’itinerario esistenziale e le peripezie drammatiche della vita, instaurando una nuova coscienza e comprensione simbolica dell’esistenza umana. L’instaurazione di una coscienza eroica notturna, generata da energie drammatiche alimentate dal desiderio di armonizzare le speranze mitiche di donne e uomini, diventa coscienza del senso tragico dell’esistenza e possibile apertura verso una coscienza antropologica comprensiva e solidale dell’avventura umana, che si apre alla comprensione simbolica ed esistenziale del discorso di sé e dell’altro. |
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