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Post n°156 pubblicato il 12 Maggio 2012 da vargen
CARO prof Monti Le scrivo questa letterina “aperta”per cercare di spiegarle i miei pensieri, le deduzioni le lascio a chi altro milegge. Per semplificare voglio assimilarela RES PUBBLICAitaliana ( noti il RES PUBBLICA che in italiano sarebbe “cosa di tutti ( gliitaliani, il popolo, lo STATO ) ) ad una grossa azienda agricola, una Societàper azioni ad azionariato popolare, in cui i braccianti sono anche soci dellaSPA e detengono peraltro il 100% delle azioni. Come tutte le SPA questa megaazienda agricola ha un Consiglio d Amministrazione che da ora chiameremo CdA. (molto simile a CdM… l’ ha notato? ) Le cose vanno male, ci sonoperdite anziché ricavi ed un giorno il FATTORE decide che sia bene cambiare ilCdA mettendo altri TECNICI e chiama delle persone di SUA fiducia, d’ accordocon i MEZZADRI ( ‘sto mezzadri mi sembra tanto DEPUTATI E SENATORI… ma è solouna mia impressione…) Questo nuovo CdA nominato con unaprocedura sui generis, in quanto si presuppone che debba essere nominato dall’assemblea dei soci! Ma va beh…, comincia a fare un giro per le vari fattorie ei braccianti ( soci) gli dicono: Signori la situazione è drammatica: 1 – I silos e le stalle hanno itetti sfondati, i macchinari si arrugginiscono e le sementi marciscono. I macchinari per la semina,arrugginiti, perdono la metà dei semi per strada. 2 – Il fattore va in giro per icampi in Rolls Royce ed i mezzadri in Mercedes, anziché usare camionette. 3 – Pur essendo tutti i campicontigui è stata comperata una mietitrebbia per ogni campo ( sappiamo che ilmezzadro in questione è anche in concessionario delle mietitrebbie…) 4 – Ogni volta che il trattorecon il rimorchio deve fare la raccolta delle sementi anzichè prendere le stradedirette per andare da un campo all’ altro fa il giro lungo di tutta la tenuta (sappiamo che il mezzadro in questione è anche il distributore del gasolio ). 5 – Quando si è fatta la raccoltadelle olive e dell’ uva anzichè raccogliere i frutti i mezzadri hanno fattopotare le piante con i frutti attaccati e (usando 5 volte più mezzi delnecessario ) hanno portato i rami alle aie delle fattorie e fatti staccare ifrutti degli alberi dai loro parenti chiamati apposta e pagati per questo! 6 – Abbiamo portato le sementi alconsorzio agrario e gli abbiamo chiesto di tenerle per noi ( a pagamento,chiaro…) ma quando dovevamo seminare e siamo andati a riprenderle il consorzioci ha detto: se le volete mi dovete pagare 10-15 volte il loro prezzo! (sembbra tanto le banche che si fanno prestare il denaro dagli stati all’ 1% epoi lo prestano ai cittadini ( stato) al 12-14% di interesse!) Il CdA ascolta tutte queste cosee le vede…. Si riunisce e decide: Per il bene della azienda NONLICENZIO IL FATTORE ed I MEZZADRI, non denuncio quei delinquenti, non denuncioil consorzio agrario ma: Punto uno: Da oggi si dimezzanogli stipendi dei braccianti ( soci e titolari del 100% delle azioni…!) Punto due: Da oggi si lavora anziché40 ore a settimana 60 ore a settimana. Punto tre: Da oggi lavoranotutti, anche vecchi e bambini Punto quattro: Il Consorzioagrario diventa consulente ( a pagamento) del CdA. Punto cinque: I mezzadri sonointoccabili Punto sei: per risanare lefinanze dell’ azienda da oggi ci saranno parcheggi a pagamento nelle fattorie ecaselli a pagamento su tutte le strade rurali e vicinali… Punto sette: I macchinari e itetti guasti, per risparmiare NON SI RIPARANO ma si utilizzano i magazzini delConsorzio agrario e si noleggiano li i macchinari necessari. Mi chiedo, caro prof MONTI: Leiche è un tecnico ed anche un ESPERTO in ECONOMIA Società e quant' altro..., crede sia un gran CdA quello? NON DOVREBBE PRENDERE A CALCI NEL C..O IL FATTORE ED I MEZZADRI? E l’ assemblea dei soci cosadovrebbe fare? e se sfiduciasse il CdA avrebbe torto?
Post n°155 pubblicato il 10 Maggio 2012 da vargen
ROMA -"Il disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro in Italia è più ampio di quello che le statistiche dicono. E' a rischio la tenuta economica e sociale del Paese". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera parlando all'assemblea di Rete Imprese Italia DISAGIO RIGUARDA FINO 7 MILIONI DI PERSONE -"Se mettiamo insieme disoccupati, inoccupati, sottoccupati e sospesi arriviamo a 5-6- forse 7 milioni di persone". E' quanto ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera parlando del disagio sociale e diffuso legato alla mancanza di lavoro. "Se moltiplichiamo per i loro familiari arriviamo alla metà della nostra società. Non sono soltanto a rischio i consumi e gli investimenti ma anche tenuta economica e sociale del Paese" , ha spiegato poi il ministro. Il responsabile dello Sviluppo intervenendo all'Assemblea delle piccole imprese: 'Disagio piu' diffuso di quello che le statistiche ci dicono' MA GUARDA! Ce lo doveva dire lui, un TECNICO!. Io mi domando: In che cavolo di mondo vivono questi SOMARI? Anni fa scrissi: Per avere la percezione reale della situazione economica italiana basterebbe richiedere alle banche quanti conti chiudono, a chi e perchè... e mandare formulari a ragionieri e commercialisti... Ponendo semplici domande... IN QUEL MODO SIGNOR MINISTRO AVREBBE UNA VERA FOTOGRAFIA DEL PAESE. La statistica è una scienza esatta, ma dipende dalle domande che si pongono e come si fanno le estrapolazioni finali. Ricordo quando scrissero che lo stipendio medio delle famiglie italiane era 5 000 euro al mese! E scrissi: PEZZO DI SOMARO se sommi le entrate e le dividi per numero di lavoratori! Ma porca miseria, tra Marchionne e Montezemolo guadagnano da soli 16 000 000 all' anno... Il che significa che quei due poveracci guadagnano in due come 800 persone normali! Poi LEI si stupisce e preoccupa? E' facile sollevare l' economia italiana, basta fare poche piccole manovre, ma danneggiano LEI, il Prof. MONTI, le banche e tante mega aziende! - BASTEREBBE far pagare anche il 90% di tasse su certi stipendi, lasciare un netto accettabile di 120 000 Euro l' anno! - BASTEREBBE mandare la GDF a controllare i conti di GROSSE SPA e capire dove hanno gli utili veri ( all' estero, le famose scatole cinesi) . - BASTEREBBE chiedere all' atto dell' acquisto: DOVE HA TROVATO I SOLDI PER COMPERARE L? AUTO, LA CASA, LA BARCA e dirgli: AMICO NON LA PUOI COMPERARE...! Ma se le verifiche si fanno DOPO... e portano a NULLA! BASTEREBBE domandare a chi gestisce gli SMS come è possibile che un millisecondo di messaggio costa quanto un minuto di conversazione? e i soldi che guadagni... dover le paghi le tasse? - BASTEREBBE domandare: Come è possibile che a stipendi più bassi una autostrada, una ferrovia in ITALIA costa da 7 a 15 volte più che all' estero? DOVE METTI I SOLDI IN PI§ CHE GUADAGNI? Ma si toccherebbero persone AMICHE... SIETE TUTTI UGUALI! TECNICI DI CHE E di CHI? non dello STATO ITALIANO che mi permetto di ricordare ai TECNICI è l' insieme delle persone e non la burocrazia. VOI SIETE PAGATI DALLA POPOLAZIONE e non dall' apparato. VOI SIETE DIPENDENTI DEL POPOLO! è il POPOLO che vi paga!
Post n°154 pubblicato il 09 Maggio 2012 da vargen
(ANSA) - PARIGI, 9 MAG - "Perdere è sempre difficile, ma pensare che gli lasciamo (i socialisti) gestire questo merdaio ha qualcosa di delizioso": lo ha detto - rigorosamente 'off the records' - il presidente francese uscente Nicolas Sarkozy,rivolgendosi ai suoi più fedeli collaboratori il giorno della sua sconfitta. "La transizione - ha aggiunto Sarkozy - deve svolgersi nel modo più rapido possibile... E poi, viva la vita vera!". In pubblico invece grande faiplay: ha augurato 'bonne chance' al suo successore.
Questo è un vero POLITICO nella più pura accezione del termine... Abbiamo capito che altri suoi "colleghi" devono aver detto o sussurrato o pensato esattamente lo stesso, anche in Italia e la cosa è semplicemente VERGOGNOSA. Quali che siano le cause dei LORO MERDAI chi ne subisce le conseguenze non sono i successori al governo e nei parlamenti, ma IL POPOLO. Compito di un POLITICO non è fare i Ca..i suoi, ma è pagato e strapagato per gestire il bene comune, cosa che questi signori, soci delle banche e maneggioni NON FANNO MAI. Anche leggere le affermazioni della dott Fornero che dichiara di fare manovre per 65 000 esodati ed il resto... che si arrangino è IGNOBILE in un governo che guidato da "tecnici" sta facendo di tutto per affossare di più l' economia reale pur di salvare le tasche ed i beni dei veri LADRI! Dobbiamo ringraziare anche noi il sig Sarkosy per il "merdaio" in cui ci troviamo, ma a lui che glie ne frega? Già sta pensando alla "vita vera" alla faccia di chi lo ha pagato stra_profumatamente... Ma io sto pensando ai suicidi avvenuti e quanti ancora ed ai giochini a "monopoli" che hanno portato a far dimettere Dominique Strauss-Khan... QUESTI SONO TUTTI DA BASTIGLIA!
Post n°153 pubblicato il 06 Maggio 2012 da vargen
CREDO CHE LEGGERE QUANTO SEGUE SIA INTERESSANTE. Lo Stato (amministrativo) pubblica delle leggi. Lo Stato non è al di sopra delle leggi, in quanto NON è una "entità" ma solo una struttura creata ad hoc e demandata a fare gli interessi dello STATO che sono i cittadini, esattamente come un DEPUTATO è deputato a... ( in italiano deputare significa incaricare di... quindi il DEPUTATO è incaricato di rappresentare i suoi elettori...) Se lo stato amministratio è il primo a contravvenire ad una legge, il contravventore ( firmatario della illegalità ) va perseguito in quanto commette una irregolarità/reato! Se si creano leggi in contrasto con leggi esistenti NON HANNO VALORE! Se la legge che segue recita:
Legge 17 dicembre 1997, n. 433
Art. 4. Parametri di indicizzazione 1. I parametri di indicizzazione venuti meno a seguito dell'introduzione dell'EURO che non possano essere automaticamente sostituiti sono ridefiniti rispettando la continuità fra vecchi e nuovi parametri ed assicurando la equivalenza economicofinanziaria rispetto ai parametri cessati, al fine di garantire l'ordinata prosecuzione dei rapporti in corso. Chi ha firmato il decreto per portare il biglietto del Superenalotto da 1000 lire a 1 Euro ha commesso un REATO... e va perseguito...
Tanto è vero che... ( Il cappuccino? Un euro Condannata la barista Arrotondò il prezzo con la fine della lira. Dovrà risarcire 23 centesimi A Ladispoli vinta la prima causa dei consumatori «Si apre la porta a milioni di ricorsi» DAL NOSTRO INVIATO CIVITAVECCHIA - Buongiorno. Un cappuccino scuro e senza schiuma. «Un euro, prego». Un euro? «Sì, perché?». E la sentenza? «Chi se ne importa, della sentenza». Il bar è anonimo, illuminato male, su una strada di case a un piano e di prati che finiscono dove comincia una spiaggia sporca. L' odore del mare d' inverno e quello del caffé tostato. Ladispoli. Un posto, lungo il litorale nord del Lazio, dove il cappuccino costava 1600 lire e dove, dal primo gennaio del 2002, hanno apportato un aumento ingiustificato. Proprio così: «Ingiustificato». Perché far pagare un euro per un cappuccino, «è eccessivo». L' ha stabilito il Giudice di pace di Civitavecchia, Ferdinando Bugliari. C' è una sentenza. Esplicita. Dello scorso 12 dicembre. Che obbliga la proprietaria del bar, la signora Felicia Sansone, «a restituire, a un suo cliente, la somma di 0,23 euro». Il cliente si chiama Italo Mannucci e ha 40 anni. Tra la fine del 2001 e le prime settimane dell' anno successivo, era tra i più assidui frequentatori del bar-pasticceria di via delle Settevene. La sua fidanzata abitava a pochi isolati di distanza: la mattina, era un rito. Cappuccino e brioche. «Pagai il cappuccino 1600 lire fino al primo gennaio del 2002. Poi...». Poi, l' aumento, l' arrotondamento. «E mi sembrò una vera esagerazione». Così, si rivolse al Codacons. Agli avvocati dell' associazione che tutela i diritti dei consumatori portò anche gli scontrini fiscali. )
Ma al tempo stesso tutte le altre leggi che siano contrarie a leggi precedenti o decreti e quant' altro sono ILLEGALI. - Se il referendum sulla privatizzazione dell' acqua ha detto NO alla privatizzazione anche solo proporla è ILLEGALE! - Le banconote sono una carta moneta legale, legalmente riconosciuta ed emessa in base alla legge e lo stato NON può imporne la limitazione e l' uso in quanto valuta a corso legale. Il prof. Monti sa che ci sono altri metodi per il controllo dell' evasione fiscale ma non li attua per l' interesse di alcuni gruppi, ma NON PUO' FARLO! Lui deve applicare le leggi e se occorre farne nuove ma non può toglire la libera circolazione di una carta moneta riconosciuta dallo stato!
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Legge 17 dicembre 1997, n. 433 Delega al Governo per l'introduzione dell'EURO
Capo I DISPOSIZIONI GENERALI
Art. 1. Delega al Governo
1. Il Governo è delegato ad emanare, entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge e nel rispetto della normativa comunitaria vigente, uno o più decreti legislativi recanti le norme necessarie per dare piena attuazione alle disposizioni comunitarie sul passaggio alla moneta unica europea e per favorire un ordinato e trasparente passaggio dalla lira all'EURO, nonchè per assicurare la compatibilità dell'ordinamento nazionale con quanto disposto dall'articolo 108 del Trattato che istituisce la Comunità europea. 2. I decreti legislativi sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, di concerto con i Ministri degli affari esteri e delle finanze e con gli altri Ministri interessati in relazione all'oggetto delle norme delegate. 3. Gli schemi dei decreti legislativi, a seguito di deliberazione preliminare del Consiglio dei Ministri, sono trasmessi, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perchè su di essi sia espresso, entro sessanta giorni dalla data di trasmissione, il parere delle Commissioni competenti per materia. Decorso tale termine i decreti sono emanati anche in mancanza di detto parere. Qualora il termine previsto per il parere delle Commissioni scada nei trenta giorni che precedono la scadenza dei termini previsti al comma 1 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di sessanta giorni. 4. Entro due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge, nel rispetto dei principi e criteri direttivi da essa fissati, il Governo può emanare, con la procedura indicata nei commi 2 e 3, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del comma 1, coordinandovi, qualora necessario, le norme vigenti nelle stesse materie. 5. Con regolamenti adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, potranno essere emanate le disposizioni necessarie ad adeguare la disciplina legislativa degli ordinamenti di settore delle pubbliche amministrazioni alle esigenze derivanti dall'introduzione della moneta unica europea, in conformità dei principi e criteri generali della presente legge e delle disposizioni comunitarie in materia.
Art. 2. Criteri e principi direttivi generali della delega legislativa
1. Salvi gli specifici principi e criteri direttivi stabiliti negli articoli seguenti ed in coerenza con quelli contenuti nelle disposizioni comunitarie, i decreti legislativi di cui all'articolo 1 saranno informati ai seguenti principi e criteri direttivi generali: a) continuità degli strumenti e dei rapporti giuridici; b) principio della neutralità del passaggio dalla moneta nazionale all'EURO e degli effetti conseguenti; c) piena informativa delle regole della transizione; d) previsione, mediante norme per la fase transitoria, di periodi di adattamento che favoriscano il passaggio graduale alla nuova moneta ed il suo consapevole utilizzo, in particolare da parte dei consumatori; e) per evitare disarmonie con le discipline vigenti, nei settori interessati dalla normativa da attuare, potranno essere introdotte le occorrenti modifiche o integrazioni alle discipline stesse; f) previsione della possibilità di disporre la delegificazione della disciplina di materie non coperte da riserva assoluta di legge, per l'adeguamento alle esigenze derivanti dall'introduzione della moneta unica europea, nel rispetto dei principi e criteri generali della presente legge e delle disposizioni comunitarie in materia; g) assicurare che la disciplina disposta sia conforme alle disposizioni comunitarie eventualmente intervenute fino al momento dell'esercizio della delega; h) alla copertura di eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e che non riguardano l'attività ordinaria delle amministrazioni statali si provvederà, in quanto non sia possibile farvi fronte con i fondi già assegnati alle competenti amministrazioni, a norma degli articoli 5 e 21 della legge 16 aprile 1987, n. 183, osservando altresì il disposto dell'articolo 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall'articolo 7 della legge 23 agosto 1988, n. 362, e successive modificazioni.
Capo II DISPOSIZIONI SPECIFICHE E PRINCIPI E CRITERI DIRETTIVI SPECIALI DI DELEGA LEGISLATIVA
Art. 3. Disposizioni specifiche
1. Nell'ambito dei decreti legislativi di cui all'articolo 1, comma 1, sono emanate le disposizioni intese a disciplinare, in particolare, le materie e gli oggetti previsti dagli articoli successivi, secondo i principi e i criteri direttivi speciali ivi indicati ed in conformità ai principi e criteri generali di cui all'articolo 2.
Art. 4. Parametri di indicizzazione
1. I parametri di indicizzazione venuti meno a seguito dell'introduzione dell'EURO che non possano essere automaticamente sostituiti sono ridefiniti rispettando la continuità fra vecchi e nuovi parametri ed assicurando la equivalenza economicofinanziaria rispetto ai parametri cessati, al fine di garantire l'ordinata prosecuzione dei rapporti in corso.
Art. 5. Calcoli intermedi
1. Fermi restando i criteri generali stabiliti dai regolamenti comunitari in materia, le norme delegate disciplinano le modalità di utilizzo dell'EURO nei calcoli intermedi effettuati ai fini della successiva quantificazione di importi monetari da contabilizzare o da pagare.
Art. 6. Effetti della conversione di importi contenuti in norme vigenti
1. Le norme delegate disciplinano gli effetti della conversione in EURO degli importi in lire contenuti in norme vigenti, nel rispetto dei seguenti criteri: a) dovrà prevedersi l'irrilevanza degli scarti derivanti dalla automatica conversione di lire in EURO, con riferimento alle conseguenze che la norma riconnette agli scostamenti dall'importo indicato; b) qualora si renda opportuno modificare il risultato della conversione, la modifica dovrà essere effettuata mantenendo inalterato l'ordine di grandezza dell'originario importo in lire e salvaguardando gli effetti giuridici che vi sono connessi, nel rispetto della funzione svolta nell'ordinamento dalla disposizione considerata; c) dovrà essere concesso un adeguato periodo di adattamento agli importi stabiliti in EURO ai sensi della lettera a), prevedendo a tal fine una disciplina transitoria che tenga conto del valore delle modifiche apportate; d) le norme che prevedono sanzioni pecuniarie, da sole, alternative o congiunte a pene detentive per la commissione di taluni reati o che derivino da pene sostitutive o da conversione di altre sanzioni, dovranno essere oggetto di singoli provvedimenti per gruppi di materie al fine di conservare l'omogeneità, la congruità e la proporzionalità delle sanzioni medesime. Gli stessi principi dovranno essere osservati anche in relazione alle disposizioni omologhe contenute nella legge 24 novembre 1981, n. 689, e nelle disposizioni legislative di depenalizzazione successivamente emanate, nonchè alle sanzioni amministrative. 2. Le norme delegate disciplinano i criteri di arrotondamento degli importi in EURO nelle ipotesi in cui una norma, pur non indicando un importo, ne preveda comunque i criteri di quantificazione, nel rispetto della funzione svolta nell'ordinamento dalla disposizione considerata e tenendo conto dell'equilibrio degli interessi delle parti coinvolte dalla disposizione medesima.
Art. 7. Disposizioni per la ridenominazione in EURO degli strumenti finanziari
1. Le norme delegate provvedono a disciplinare le modalità per la ridenominazione in EURO, sin dall'inizio del periodo transitorio, del debito e degli altri strumenti finanziari dello Stato e di emittenti pubblici. Provvedono altresì a disciplinare le modalità per la ridenominazione in EURO, sin dall'inizio del periodo transitorio, degli strumenti finanziari privati, tenendo conto dell'esigenza di non determinare oneri rilevanti a carico degli emittenti. 2. Ferme restando le competenze previste dalla normativa vigente, sono emanate le disposizioni necessarie a determinare, sin dall'inizio del periodo transitorio, i modi per la ridenominazione in EURO dell'unità di conto utilizzata nei mercati per il regolare scambio, la compensazione e la liquidazione degli strumenti elencati nella sezione B dell'allegato al decreto legislativo 23 luglio 1996, n. 415, e delle merci, nonchè dell'unità di conto utilizzata nei sistemi per il regolare scambio, la compensazione e la liquidazione dei pagamenti.
Art. 8. Adozione dell'EURO quale moneta di conto
1. Le norme delegate, al fine di soddisfare l'esigenza di una trasparente e coerente redazione dei documenti contabili obbligatori delle imprese e dei gruppi di imprese, disciplinano i criteri e i modi di utilizzo dell'EURO quale moneta di conto durante il periodo transitorio.
Art. 9. Rilevazione nei bilanci delle imprese delle operazioni influenzate dall'introduzione dell'EURO
1. Le norme delegate disciplinano i criteri e le modalità di rilevazione nei bilanci delle imprese delle operazioni influenzate dalla fissazione irrevocabile dei tassi di conversione tra le monete nazionali degli Stati membri partecipanti, l'ECU e l'EURO, nel rispetto del principio della neutralità del passaggio dalla lira all'EURO e degli effetti conseguenti.
Art. 10. Dematerializzazione degli strumenti finanziari pubblici e privati
1. Le norme delegate disciplinano la dematerializzazione degli strumenti finanziari pubblici e privati, come individuati dalle vigenti disposizioni, determinandone termini e condizioni anche al fine di agevolarne la ridenominazione e la circolazione, tenuto conto dell'esigenza di tutelare la posizione dell'emittente e del possessore e di assicurare il regolare svolgimento delle operazioni di compensazione, liquidazione, garanzia e pagamento.
Art. 11. Pagamenti
1. Le norme delegate disciplinano, in conformità ai principi generali stabiliti dall'articolo 1 del decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n. 367, lo scambio delle informazioni su base elettronica relative ai pagamenti, al fine di agevolare i rapporti fra i diversi soggetti pubblici interessati ai pagamenti stessi, anche regolamentando le modalità di effettuazione di conversioni multiple intermedie dello stesso importo, in modo da ridurne gli effetti sulla determinazione dell'ammontare trasferito.
Art. 12. Dichiarazioni, attestazioni e regolamenti in EURO nei rapporti con le amministrazioni pubbliche
1. Le norme delegate disciplinano i tempi e i modi in cui si potranno produrre all'amministrazione tributaria, e alle altre amministrazioni e soggetti pubblici, dichiarazioni, attestazioni e altri documenti di cui sia obbligatoria la presentazione, con gli importi indicati in EURO. 2. Ai creditori e ai debitori delle amministrazioni pubbliche è assicurata, nel periodo transitorio, la possibilità di ottenere il pagamento o di effettuare il versamento in EURO, qualora l'adempimento non avvenga in contanti.
Art. 13. Documenti contabili delle pubbliche amministrazioni
1. Le amministrazioni pubbliche assicurano nel periodo transitorio, per i documenti contabili per i quali l'indicazione dei valori in EURO risulti particolarmente significativa, l'indicazione degli importi in lire e in EURO, anche ai fini della redazione di conti consolidati in EURO della pubblica amministrazione.
Art. 14. Comitato di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'EURO
1. Il Comitato di indirizzo strategico di cui alla direttiva approvata con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 27 giugno 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 29 luglio 1996, istituito con decreto del Ministro del tesoro del 12 novembre 1996 con il compito di coordinare tutte le problematiche correlate con l'introduzione dell'EURO nel sistema economico e nell'ordinamento giuridico italiano, continua ad operare, non oltre i sei mesi successivi alla cessazione del corso legale della lira, quale organismo straordinario presso il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica, assumendo la denominazione di Comitato di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'EURO (Comitato EURO). 2. Il Comitato EURO ha compiti di indirizzo e di coordinamento in materia di attuazione della moneta unica europea nel sistema economico e nell'ordinamento nazionale. A tal fine promuove ed attua le iniziative necessarie ad assicurare l'equilibrato passaggio alla moneta unica, ivi comprese le attività di studio e di informazione, di proposta nei confronti del Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e di consulenza giuridica, anche attraverso la soluzione di quesiti nelle materie di cui al presente comma. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica o, su sua delega, il presidente del Comitato EURO riferisce ogni sei mesi alle competenti Commissioni parlamentari sul processo di attuazione della moneta unica e sui risultati dell'attività svolta dal Comitato. 3. All'organizzazione e al funzionamento del Comitato EURO si provvede con regolamento adottato ai sensi dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400. Fino alla data di entrata in vigore del predetto regolamento il Comitato EURO continua ad essere disciplinato dal decreto del Ministro del tesoro del 12 novembre 1996. 4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo, ulteriori rispetto all'utilizzo delle risorse destinate al concorso in programmi cofinanziati dalla Comunità europea, valutati in lire 3 miliardi annui a decorrere dal 1998, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 1998-2000, nell'ambito dell'unità previsionale di base di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione del Ministero del tesoro per l'anno finanziario 1998, all'uopo utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge dello Stato.
Legge 17 dicembre 1997, n. 433
Post n°152 pubblicato il 28 Aprile 2012 da vargen
Il mondo è pieno di imbecilli e Libero gli fa da calamita. Sono disgustato e chiudo. Sono schifato da avalon258 il 28/04/12 alle 03:01 via WEB Per4 incantare chi stavolta??? (Rispondi) Sei una povera scema! Non sono qui per incantare e i miei amici sanno chi sono... Lei è uno dei simboli dell' idiozia umana. I miei blog sono nati per informare o regalare tempo libero, ma la povera CRETINA è la goccia che ha fatto traboccare il vaso...
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