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UN CARO AMICO

Vorrei ringraziare chiunque abbia lasciato commenti sulla mia promozione, ma voglio parlare di una persona stupenda che ha vissuto con me 2 anni da paura, parlo di un ragazzo che ti ronpe le balle fino a fartele scoppiare (ma dal ridere), parlo di un ragazzo che ti da una mano sempre e comunque, parlo di un amico fedele e protettivo parlo di GIANMARCO BRIGANTI.
 

 

MSN

Post n°17 pubblicato il 23 Luglio 2007 da ziobobmarley2007

IL MIO NUOVO CONTATTO SU MSN MESSENGER E' VDJGANJA@HOTMAIL.IT AGGIUNGETEMI.....

 
 
 

ALBOROSIE UN ITALIANO IN JAMAICA

Post n°16 pubblicato il 20 Giugno 2007 da ziobobmarley2007
Foto di ziobobmarley2007

Qualche anno fa gli appassionati italiani sono rimasti stupiti dall'improvvisa scomparsa dei Reggae National Tickets, reduci da un discreto successo con l'ultimo album "Roof Club", registrato in Giamaica presso il GeeJam Studio con collaborazioni importanti. Da quel momento, i fans del gruppo bergamasco hanno perso un po' le tracce di colui che era il punto di riferimento della band: Stena, voce e leader dei RNT, che proprio in quel periodo della sua vita ha colto l'occasione di realizzare il suo sogno. Andare in Giamaica e vivere di musica.
Certo non è stato facile, ma la sua carriera di produttore è iniziata sotto una buona stella. Dal progetto Adelante ai ritmi e ai singoli pubblicati per la sua etichetta, la Forward Recordings, hanno avuto un buon riscontro di pubblico.
Alborosie, questo il suo nuovo nome d'arte, dopo quattro anni di esperienza sul campo è oggi maturo per pubblicare il primo album da solista. "Soul Pirate" è il titolo del cd in uscita, presto disponibile anche in Italia. Occorrerà ascoltarlo attentamente, musica e testi: chi come me conosce personalmente Alborosie, fa fatica a capire come possa autodefinirsi un "pirata dell'anima"..
Vivere e lavorare in Giamaica lo ha fatto maturare enormemente dal punto di vista musicale, al punto di sfornare questo album di 14 tracce che già al primo ascolto appare davvero molto ben curato, con il sound giusto (forte l'influenza degli anni '80) e una padronanza del patois che pochi anni fa era quasi impensabile.
"Kingdom Of Zion" è la traccia di apertura dell'album, e mette subito le cose in chiaro: reggae di qualità, suonato, con un Alborosie che ascoltiamo volentieri in versione sing-jay, quella che al momento francamente più ci piace. Con "Streets" si aprono le porte agli ospiti del disco, con Kymani Marley che ritroveremo anche nella rivisitazione di "Burnin' And Lootin'" (traccia 9). Jah Cure è l'ospite della terza traccia, "Life", degno preludio al pezzo migliore del disco che verrà pubblicato anche come singolo con annesso videoclip: "Herbalist" è un pezzo che se non si considera un capolavoro ci si può avvicinare di parecchio. Fortissima l'influenza dei migliori Black Uhuru, evidente nel ritornello e nella base stile Sly & Robbie. Davvero un ottimo brano, sound potente che supporta una curiosa storia di import-export di ganja ben raccontata anche nel videoclip, girato ovviamente in Giamaica.
La traccia successiva, "Black Woman", non è altro che una conferma dell'ottimo reggae costruito dal nostro Alborosie: la ritmica originale è quella di "Chant Down Babylon", firmata da Yabby You (Vivian Jackson), roba da intenditori.
"Solidarity and harmony gives unity to a family" canta Luciano nel ritornello di "Tribal War", già uscito in versione 7" sempre per la Forward Recordings, sicuramente una delle tracce più riuscite del cd, che alla numero 7 rallenta con il lamento amoroso di "Crazy".
Il treno riparte poi con "Dutty Road", un altro di quei brani in cui Alborosie ricorda a tratti il più conosciuto Junior Kelly, e prosegue con la bella versione di "Burnin' And Lootin'" con Kymani, una delle sue prime produzioni giamaicane.
Ritornello orecchiabile e in stile eighties nell'originale "Kingston Town", mentre la seguente "Call Up Jah" con il suo sound fa spesso pensare a quel genio di Augustus Pablo.
Continua la riscoperta del vecchio stile con "I Need A Woman", non solo per via della riff di fiati di Keith & Tex, ma anche per la linea di basso che accompagna un ritornello da fare invidia alla stessa "Stop That Train". Ottima anche "Money She A Look" (potrebbe tranquillamente essere un riddim di Frankie Paul, Freddie Mc Gregor o Sugar Minott, ma anche Alborosie se la cava niente male davvero), in cui si riconosce di più la voce che tutti conosciamo bene.
Chiude il cd "Jamaica", una vera dichiarazione d'amore di Alborosie per quella che ormai è diventata la sua isola. Ne parla, anzi, ne canta come se dovesse tornare in Italia.. lo accoglieremo sicuramente a braccia aperte, sapendo che prima o poi, comunque, tornerà a vivere e a crescere nel suo mondo. A Kingston.
Coraggio, appassionati italiani, per il tricolore è tempo di rivincite. Dalla Germania negli ultimi anni sono esplosi a livello internazionale i talenti di Gentleman e dei Seed. Ma ora anche in Italia abbiamo la certezza di avere in scuderia un cavallo vincente su cui puntare. Noi lo facciamo da sempre.

 
 
 

LEGALIZED GANJA

Post n°15 pubblicato il 19 Giugno 2007 da ziobobmarley2007
Foto di ziobobmarley2007

Se per il momento il governo jamaicano evita qualsiasi dichiarazione ufficiale in relazione alla vergogna di Coral Garden, la comunità rasta di St.Andrew ha voluto comunque ricordare, con una commovente cerimonia, quella triste pagina della storia jamaicana, quando centinaia di Rasta vennero picchiati, torturati e imprigionati. Alla commemorazione hanno partecipato le comunità Rasta di tutta la Jamaica, dando vita ad un appuntamento dove memoria e misticismo si sono mischiati. Al suono dei nyabinghi e canti di preghiera, insieme hanno ripercorso quanto successe quel lontano 1963, sottolineando come da allora i passi avanti compiuti dai Rasta sulla strada della legittimazione del loro movimento e del loro credo abbia fatto incredibili progressi.
L'unica autorità presente era il deputato del JLP (attualmente all'opposizione) Mike Henry, un avvocato da tempo impegnato nella lotta per veder riconosciuto il diritto al risarcimento dei discendenti di coloro che furono deportati dall'Africa durante la schiavitù (la tratta trans-atlantica) Il deputato, a nome del suo partito, ha chiesto scusa per quanto subito, in quell'occasione e non solo, dai Rasta jamaicani.
Ma l'impegno più importante preso da Henry, è quello di chiedere al parlamento la legalizzazione della ganja quale sacramento della fede Rasta.
"Penso che la marijuana utilizzata quale sacramento non vada criminalizzata e nessuno potrà dirmi che la ganja non possa diventare un sacramento come lo è diventato il vino per la Chiesa Cattolica e la Chiesa Anglicana" .
Fonte: The Observer.

 
 
 

Joe Cassano Un Grande

Post n°7 pubblicato il 07 Giugno 2007 da ziobobmarley2007

Joe Cassano
NazionalitàItalia
GenereHip hop
Periodo attività1997 - 1999
Etichetta{{{Etichetta}}}
Album pubblicati1
Studio1 (postumo)
Live0
Raccolte0
Sito ufficiale{{{Url}}}
Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica

Giovanni Cassano meglio conosciuto con lo pseudonimo di Joe Cassano (Bologna25 novembre 1973 – Bologna3 aprile 1999) è stato un rapper italiano.

Nel 1988 si trasferisce negli Stati Uniti con il padre, dove resta per diverso tempo e dove inizia a prendere confidenza con il rap verso i 15 anni.

Tornato in Italia, inizia a muovere i primi passi nel circuito underground locale: partecipa a jam come Zona Dopa (Pescara) o Mic Check (Bologna). Nel 1997 inizia una collaborazione con Inoki, giovane MC locale, ed entra nella PMC (Porzione Massiccia Crew), collettivo che rappresenta l'hip hop di Bologna a livello nazionale. È anche membro della Camelz FCE (Fuckin' Camelz 'n Effect). Durante questo periodo studia psicologia. Nel 1997 partecipa all'album 50 Mcs e a Demolizione, mixtape della PMC.

Nel 1998, all'interno della compilation "Novecinquanta" del DJ e producer Fritz Da Cat, compare il brano "Notte e Giorno", che Joe ha registrato con Inoki. Lo stesso anno rappa in Sindrome di fine millennio, album d'esordio degli Uomini Di Mare (il DJ e producer Lato e il rapper Fabri Fibra). Muore prematuramente (non aveva ancora compiuto ventisei anni) poco tempo dopo, per un arresto cardiaco dovuto probabilmente a un abuso di cocaina, a nulla serve il tentativo di Inoki di portarlo all'ospedale, decede nel viaggio in automobile. Gli amici più intimi decidono di completare l'album a cui stava lavorando: esce Dio Lodato, accompagnato dal singolo Dio Lodato (...Per Sta Chance...).

Con il passare del tempo, la stima nei confronti di Joe Cassano è andata aumentando: writers, prima locali e poi a livello nazionale, iniziano a dedicare molti pezzi di aerosol art al defunto rapper.

 
 
 

1 SOLO MITO BOB MARLEY

Post n°1 pubblicato il 06 Giugno 2007 da ziobobmarley2007
Foto di ziobobmarley2007

Robert Nesta Marley nasce il 6 febbraio 1945 sulle colline di St. Ann, dalla giamaicana Cedella Booker e da Norval Marley, Capitan del Reggimento Britannico delle Indie Occidentali.
Adolescente si trasferisce con la madre nella periferia di Kingston, nel ghetto di Trench Town, luogo che, per il resto della sua vita, accompagnò il suo nome e la sua musica diventando il simbolo della Giamaica in tutto il mondo.

E’ proprio a Trench Town che Bob conosce Neville O’Riley Livingston (conosciuto come Bunny) e Peter Tosh con i quali condivide la forte passione per la musica e con i quali fonda il primo nucleo dei Wailing Wailers all’inizio degli anni ‘60.
Fare musica per i ragazzi del ghetto, oltre ad essere un modo per guadagnare qualche soldo, rappresenta la possibilità di esprimere la cultura di un popolo orgoglioso che ha appena ottenuto l’indipendenza dagli inglesi, e che vuole mostrare la propria forza e la propria bellezza al mondo: queste motivazioni sono fortemente radicate in Bob Marley e la musica diviene per lui una missione.

Il primo singolo dei Wailing Wailers, ‘Simmer down’, realizzato alla fine del 1963 con la casa discografica Studio One di Clement-Sir Coxsone-Dodd, riscuote molto successo in Giamaica vendendo 75.000 copie e arrivando alla prima posizione della classifica nel gennaio del 1964.
I Wailing Wailers iniziano a registrare regolarmente per lo Studio One diventando uno dei gruppi di punta dello ska ed il gruppo più amato dai Rude Boys, i ragazzi ribelli dei bassifondi di Kingston, per i quali rappresentano un esempio di militanza contro un sistema ingiusto. In quel periodo Bob Marley entra in contatto con i principi della religione
Rasta, che sta acquistando un rilievo culturale sempre maggiore in Giamaica; questa fede accresce il suo orgoglio, le sue motivazioni diventando un forte argomento per la sua musica.

Nel frattempo la musica giamaicana sta rapidamente cambiando: dai ritmi ska e bluebeat, che qui hanno dominato per oltre mezzo decennio, passando dal più lento e sensuale rocksteady, per arrivare alla sincopata musica reggae che interpreta l’inquietudine religiosa della tradizione afro.
Fondamentale per il percorso artistico dei Wailers è la collaborazione con Lee Perry, figura leggendaria dei sound system giamaicani negli anni Sessanta. Il risultato è la miglior musica che la band abbia mai fatto fino ad ora: alcune tracce come ‘Soul rebel’, ‘
Duppy conqueror’, ‘400 Years’ e ‘Small Axe’ contribuiscono a definire la direzione della nascente musica reggae.

Agli inizi degli anni ’70 la band pubblica, con la casa discografica inglese indipendente Island Records di Chris Blackwell, l’album “Catch A Fire”: questo è uno dei primi album di reggae a godere di una vasta distribuzione e una pesante promozione internazionale. L’album, pur non essendo subito una hit, ha un enorme impatto sui mass media a tal punto che i Wailers tengono un tour in Inghilterra, altra novità assoluta per un gruppo regge. E’ l’inizio del successo internazionale.
Nello stesso anno esce “Burning” che contiene brani come '
I Shot The Sheriff' e 'Get Up Stand Up', ultimo lavoro che vede insieme i tre fondatori dei Wailers: Tosh e Livingston lasciano il gruppo per proseguire la carriera solista e la band viene rinominata Bob Marley and The Wailers.

Con il crescente successo internazionale, cresce anche l’importanza politica di Bob Marley in Giamaica: la sua ferma posizione rastafariana trova una forte risonanza nei giovani del ghetto e si scontra seriamente con le istituzioni per i messaggi anti-conservatori presenti nella sua musica.

Gli anni compresi tra il 1974 e il 1980 rappresentano un periodo creativo straordinario per l’artista che lo porta alla produzione di numerosi e indimenticabili album tra cui: “Natty dread” (1974), con la canzone 'No Woman No Cry', primo vero successo su scala mondiale, “Rastaman Vibration” (1976), “Exodus” (1977), e “Survival” (1979) e “Uprising” (1980), che include la hit 'Could you be love'.

Uprising”, l’ultimo album registrato da Bob Marley, in un certo senso una sintesi dei valori artistici, religiosi e umani del musicista, contiene la straordinaria ‘Redemption Song’, un assolo di voce e chitarra, il cui testo è una sentita interpretazione di un discorso lasciato al popolo africano da Hailè Selassiè prima di morire.

Bob Marley si spegne, stroncato da un tumore, l’11 maggio 1981, a Miami, all’età di 36 anni.

 

 
 
 
 
 

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Un blog di: ziobobmarley2007
Data di creazione: 06/06/2007
 

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