Community
 
Hachik0
Profilo
Blog
Sito
Foto
   
 
 
Creato da Hachik0 il 01/12/2007
....E petali nel vento....

Area personale

 
 

FACEBOOK

 
 
 

I miei Blog Amici

 

Ultime visite al Blog

 
PerturbabiledaunfioreHachik0niko.unincMaternitaebabySixPixsami292010boezio62STREGAPORFIDIAste20092009Bananasplatternaar75tania_chinninomade_assenzioblack.angel71
 

Ultimi commenti

 
 

Archivio messaggi

 
 
 << Maggio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 31      
 
 

Chi può scrivere sul blog

 
Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
 
 

 

 

La non serietà, in caso di musica....

Post n°87 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da Hachik0

....Perchè amo la musica, in particolare mi piace ascoltare la radio mentre sono in giro con l'Opelina, e quando capita questa canzone su Radio Virgin, i miei balletti non sono più normali di quelli del video qui sotto, tratto dal mio telefilm preferito :-).



....Perchè l'importante è non prendersi mai troppo sul serio.

 
 
 

Low Light....

Post n°85 pubblicato il 18 Dicembre 2011 da Hachik0

....Le loro canzoni sono la mia musica, da quando hanno esordito. E questa canzone è come un respiro, vivo, carico di ricordi, di mete, di sensazioni. 



http://www.pearljamonline.it/lyrics/yield.htm#LOW
http://www.pearljamonline.it/traduzioni/yield.htm#LOW

 
 
 

Dedicata....

Post n°82 pubblicato il 09 Dicembre 2011 da Hachik0

....Da un'amica che viaggia tanto, che ne ha sentite di storie, ne ha tante da raccontare, e sa riconoscere in queste parole alcune persone che ha conosciuto. E vi ha riconosciuto anche me.

"Io dedico questa canzone
ad ogni donna pensata come amore
in un attimo di libertà
a quella conosciuta appena
non c'era tempo e valeva la pena
di perderci un secolo in più.

A quella quasi da immaginare
tanto di fretta l'hai vista passare
dal balcone a un segreto più in là
e ti piace ricordarne il sorriso
che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
in un vuoto di felicità.

Alla compagna di viaggio
i suoi occhi il più bel paesaggio
fan sembrare più corto il cammino
e magari sei l'unico a capirla
e la fai scendere senza seguirla
senza averle sfiorato la mano.

A quelle che sono già prese
e che vivendo delle ore deluse
con un uomo ormai troppo cambiato
ti hanno lasciato, inutile pazzia,
vedere il fondo della malinconia
di un avvenire disperato.

Immagini care per qualche istante
sarete presto una folla distante
scavalcate da un ricordo più vicino
per poco che la felicità ritorni
è molto raro che ci si ricordi
degli episodi del cammino.

Ma se la vita smette di aiutarti
è più difficile dimenticarti
di quelle felicità intraviste
dei baci che non si è osato dare
delle occasioni lasciate ad aspettare
degli occhi mai più rivisti.

Allora nei momenti di solitudine
quando il rimpianto diventa abitudine,
una maniera di viversi insieme,
si piangono le labbra assenti
di tutte le belle passanti
che non siamo riusciti a trattenere."

Fabrizio De André - Le Passanti

 
 
 

Reading....

Post n°81 pubblicato il 03 Dicembre 2011 da Hachik0

"....Ma anche se la corrente è contraria, che importa? E se è in nostro favore, dove siamo portati da qui, e a quale scopo? I nostri piani per l'intero viaggio sono così irrilevanti che poco importa, forse, dove andiamo, perché la grazia del giorno rimane la stessa!
Non è forse per questa consapevolezza che il vecchio marinaio è contento, fosse pure in mezzo alla burrasca, e pieno di speranza anche aggrappato a una tavola in mezzo all'oceano? Certo è per questo! Poiché la spirituale bellezza del mare, facendo sua l'anima dell'uomo, non tollera infedeli sulla sua vastità sconfinata."

Joshua Slocum - Solo, intorno al mondo

 
 
 

ConFusioni

Post n°78 pubblicato il 28 Novembre 2011 da Hachik0
Foto di Hachik0

....I colori restano invariati, è la capacità di elaborarli che varia al ritmo dell'emotività. L'inverno ha le tonalità del vento freddo, forse un po' più scure rispetto agli anni passati, ma filtrato attraverso la percezione soggettiva sembra la trasposizione cinematografica di un fumetto Dark Horse Comics: nero, bianco, pochi colori accesi su qualche particolare che merita attenzione. A guardare attentamente l'eccesso di grigio, quasi abbaglia come la luce alla fine di una proiezione. La sensazione di penombra, il silenzio, atmosfere ferme, quando si dilatano nello spaziotempo diventano aria irrespirabile, CO2 che passa attraverso i sensi, dalla periferia al centro dell'umore.
L’ombra di una storia giunta al capolinea ha contorni che si delineano solo quando si può guardarla dall’esterno, e io sono in quella fase di riflessioni oziose, il bisogno di dare un senso e una collocazione logica a un finale imprevisto. Le storie finite non dovrebbero lasciare tracce e ogni pagina che era stata scritta insieme dovrebbe tornare immacolata. E’ la solita sensazione che due perfetti estranei abbiano più possibilità di incrociarsi di quanto possano due persone che si sono trovate e lasciate, reciprocamente più distanti di sconosciuti che non si concedono la possibilità di ri-conoscersi.
Tra le poche cose ragionevoli da fare, c'è non restare in contemplazione del proprio veleno, manciata di mandorle amare, giusta dose di amigdalina. Curiosa del “poi” e per la sensazione di trovarmi ad un punto zero, cerco di scrollarmi di dosso con coraggio e leggerezza la disincantante impressione -e paura- del déjà vu, del poter diventare più saggia attraverso lezioni di vita non volute. Per quanto la pre-cognizione comprenda il rassicurante senso del previsto-ed-evitabile, confido nella “non-abitudine”, nella possibilità di stupirsi.
E nel dubbio se sia più giusto andare o restare, sono curiosa di ri-volgere lo sguardo intorno.
Stivali, cappotto, una sciarpa così lunga che sembra per due -andrebbe bene per RichandAmy di Zits- e jeans ormai scesi abbastanza da sembrare usciti dall'armadio di Jeremy Duncan, borsa, sigarette blue&slim, burrocacao alle arance rosse. Non mi va di indugiare sui toni malinconici della “tristizia”, e in giro nei giorni prima delle Feste ci sono colori a sufficienza perchè io possa rubarli per ridipingere la mia giornata lasciando alla palette dei grigi quanto meno possibile del mio spaziotempo.

051208

Mi avevano chiesto di scrivere un racconto incompleto per un evento chiamato ConFusioni, questa è una delle due storie che ho deciso di raccontare.

 
 
 
Successivi »